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mercoledì 30 maggio 2018

SC 171 Commento al Vangelo di mercoledì 30.05.2018 (Padre Giulio Maria Scozzaro)

+ Dal Vangelo secondo Marco (10,32-45)
In quel tempo, mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti ai discepoli ed essi erano stupiti; coloro che Lo seguivano erano pieni di timore. Presi di nuovo in disparte i Dodici, si mise a dire loro quello che stava per accadergli: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’Uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; Lo condanneranno a morte e Lo consegneranno ai pagani, Lo derideranno, gli sputeranno addosso, Lo flagelleranno e Lo uccideranno, e dopo tre giorni risorgerà». Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che Io faccia per voi?». Gli risposero: Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che Io bevo, o essere battezzati nel Battesimo in cui Io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che Oo bevo, anche voi lo berrete, e nel Battesimo in cui Io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’Uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti». 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La versione della traduzione della Bibbia del 1974 riporta altre parole rispetto alla traduzione moderna, parole più consone alla Persona di Gesù e alla reazione degli Apostoli alle sue parole. Scrivere che i discepoli in quella circostanza erano sgomenti e impauriti è fuorviante, anche il contesto non necessita di parole che portano il lettore ad impressionarsi.
Che sarà mai successo? Allora è vero che è difficile seguire Gesù? Domande inopportune per chi conosce il Vangelo, però per il cristiano debole diventano verità e anche se conservate nell'inconscio, subisce una forte influenza che arreca insicurezza e la perdita di fiducia in Dio.
Per demolire o manipolare qualsiasi dottrina religiosa come anche l’onore e la stima di una persona, ci sono diversi modi, tra cui il metodo meno evidente e rumoroso, che comporta l’assestamento di colpetti mirati e costanti su ciò che si ritiene più importante e che si odia.
Non sono ancora riusciti i modernisti a realizzare modifiche dottrinali, ma la confusione è tanta. Il capitolo 8 dell’esortazione apostolica “Amoris laetitia” ha creato nella Chiesa un turbamento e un’agitazione irrefrenabili, a quanto sembra senza possibilità di un chiarimento definitivo.
Come un tarlo nascosto c’è oggi un grande pericolo presente nella Chiesa, solo i cattolici più preparati riescono a capire e a vedere che tante iniziative di vescovi e di sacerdoti modernisti, modificano la sana dottrina, si rendono non credibili per le nuove teorie che insegnano.
Si compromettono con la cultura del presente e chiudono la porta del cuore alla sana e antica, ma sempre attuale, dottrina di Gesù Cristo.
 Non è saggio per il cattolico perdere tante Grazie e forse la vita eterna per correre dietro alle teorie di persone smarrite che si ritrovano a frequentare luoghi dove invece si odia il Signore. Come nella politica italiana di questi giorni, anche in innumerevoli diocesi del mondo c’è molta indecisione e si prendono iniziative che Dio disapprova.
Si ripetono le stesse parole di Giacomo e Giovanni ma con tracotanza, mentre nei due Apostoli c’era ingenuità e volontà di restare vicini a Gesù. “Maestro, vogliamo che Tu faccia per noi quello che ti chiederemo”.
Una richiesta che voleva manifestare solo il profondo amore dei due fratelli verso il Signore, altri invece in questi tempi affermano le stesse parole con tono arrogante e tirannico. Incuranti di Dio e dell’insegnamento di Gesù.
Gesù ai buoni risponde sempre e chiede amorevolmente: “Che cosa volete che Io faccia per voi?”. Le nostre richieste Egli le accoglie se sono sincere e finalizzate alla santità dell’anima e al bene fisico del richiedente.
Questa domanda Gesù non la ripete ai cattivi, a quanti non operano fedelmente nel suo Nome anche se mostrano l’apparenza di seguaci.
Gesù e la Madonna sono più felici di noi quando chiediamo Loro delle Grazie, già la stessa richiesta manifesta fiducia e amore, ma la richiesta deve essere quanto più possibile pura. Non è sufficiente domandare una Grazia, la preghiera deve scaturire da un cuore buono e questo è il vero cammino spirituale da seguire.
Cosa bisogna fare per diventare buoni?
Innanzitutto è necessario capire il significato e questo lo spiega Gesù nel Vangelo. Chi lo medita con grande interesse comprende più degli altri la migliore strada virtuosa per attuare un comportamento onesto, sincero, amabile, gentile, affettuoso.
Il desiderio deve essere deciso, questo si crea meditando ogni giorno sulla bontà e sulla cattiveria, sulle conseguenze dell’una e dell’altra.
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