Il Signore ti benedica,ti custodisca e ti mostri il Suo volto misericordioso!

Quando pensi di aver toccato il fondo e che nessuno ti voglia o ti ami più, Dio si fa uomo per incontrarti, Gesù ti viene accanto

CIAO A TE !!

Nulla è più urgente nel mondo d'oggi di proclamare Cristo alle genti. Chiunque tu sia, puoi, se vuoi, lasciare un tuo contributo, piccolo o grande che sia, per dire, comunicare, annunciare la persona di Gesù Cristo, unico nostro salvatore. Uno speciale benvenuto a LADYBUG che si è aggiunta di recente ai sostenitori ! *************************************************** Questo blog è sotto la protezione di N.S. Gesù Cristo e della SS Vergine Maria, Sua Madre ed ha come unica ragione di esistere di fornire un contributo, sia pure piccolo ed umile, alla crescita della loro Gloria. ***************************************************



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domenica 12 luglio 2015

3395 - Commento al Vangelo di domenica 12 luglio 2015 (15^ sett. t.o.)

Prese a mandarli

+ Dal Vangelo secondo Marco (6,7-13)
In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demoni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano. 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La diffusione del Vangelo è stato possibile per mezzo degli uomini che hanno creduto in Gesù e hanno scelto Lui al posto delle vanità del mondo. I più grandi risultati nell’apostolo sono venuti sempre dai grandi missionari che si recavano nelle terre pagane e da altri missionari che pregavano molto e intercedevano dai luoghi dove vivevano.
Uno degli esempi più meravigliosi del missionario della preghiera è stato San Pio da Pietrelcina.
Tutti noi battezzati “siamo la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo che Dio si è acquistato” (1 Pt 2,9).
Tutti i fedeli cristiani proprio perché battezzati, partecipano al sacerdozio di Cristo e hanno parte attiva nel Sacrificio dell’altare e, attraverso le loro attività secolari, santificano il mondo partecipando dell’unica missione della Chiesa e realizzandola per mezzo della peculiare vocazione ricevuta da Dio.
Ognuno si può santificare nel suo stato di vita. Nel suo ambiente di lavoro e nella famiglia, può essere un grande apostolo.
Il padre che non fa mancare il necessario alla famiglia ed insegna la religiosità, la madre di famiglia nel suo essere madre con i doveri relativi; il malato offrendo il suo dolore con amore; il figlio o la figlia che vive con coerenza e non dà dispiaceri ai genitori oltre a formarsi con coerenza sia religiosamente che umanamente.
Il Sacerdote ha una missione unica nel mondo, l’ho scritto nel libro “Sacerdote, chi sei Tu?”, proprio a rilevare la distrazione presente in molti seminari e la formazione spesso precaria che viene esercitata. Spesso non per colpa dei seminaristi, il fumo mondano ha invaso ogni angolo di tutti i luoghi santi e se non c’è la vigilanza dei Superiori, tutti finiscono per impregnarsi di questo fumo che sporca l’anima.
Il mandato che Gesù diede ai Dodici e che oggi meditiamo, continua a darlo a tutti i Sacerdoti, mentre i laici con le preghiere di intercessione possono pure esercitare una potentissima forza per allontanare i diavoli con tutte le loro tentazioni e vessazioni.
Tra i fedeli, che tutti possiedono il sacerdozio comune, alcuni sono chiamati per volere di Dio, mediante il Sacramento dell’Ordine, a esercitare il sacerdozio ministeriale; quest’ultimo presuppone l’altro, ma sono essenzialmente diversi.
Il Sacerdote, attraverso la consacrazione ricevuta nel Sacramento dell’Ordine, diventa strumento di Gesù Cristo, al quale offre tutta la sua esistenza per portare a tutti la Grazia della Redenzione. È un uomo scelto tra gli uomini, ma qual è la vera identità del Sacerdote? Quella di Cristo!
Tutti i cristiani possono e devono essere non soltanto alter Christus, ma anche ipse Christus: un altro Cristo: lo stesso Cristo. Ma il Sacerdote lo è in modo immediato, in forma sacramentale. Il Signore, presente in vari modi fra noi, si fa sentire molto vicino nella figura del Sacerdote.
Ogni Sacerdote è un immenso regalo di Dio al mondo. È Gesù che passa beneficando, guarendo le malattie, portando pace e gioia alle coscienze. È strumento vivo di Cristo nel mondo, presta a nostro Signore la voce, le mani, tutto il suo essere. Gli dona la sua vita!
Dio prende possesso di colui che ha chiamato al sacerdozio, lo consacra al servizio degli altri uomini, suoi fratelli e gli conferisce una nuova personalità. E quest’uomo eletto e consacrato è tale in ogni momento, non solamente durante una funzione sacra.
Da questo si dovrebbe comprendere che un Sacerdote deve essere considerato per Fede come Gesù, va amato e rispettato più di ogni cosa.
L’eccessiva confidenza umana e fuorviante che fa scadere ogni religiosità, fa perdere nei fedeli anche a livello inconscio, la stessa idea del sacro che appartiene ad ogni Sacerdote. Si finisce per considerarlo un amico come gli altri e non più un Uomo sacro, di lui c’è una visione prettamente umana e direi pagana.
La preghiera dei Sacerdoti dovrebbe essere fortissima e tale da ottenere continue Grazie per i credenti e una forza potente contro i diavoli. Ci sono diverse condizioni da osservare, da vivere con vero amore, rinunciando a tutto quello che appesantisce l’anima e deforma anche la spiritualità.
Queste condizioni le ha dette Gesù a Maria Valtorta, nel brano che meditiamo questa domenica. Trascrivo un estratto molto importante ma vi invito a rileggere ogni giorno la rivelazione di questa domenica per tutta la settimana. Come una medicina da assumere per sette giorni. Ne trarrete grandi benefici e una maggiore comprensione di Gesù e della sana spiritualità.
La meditazione profonda, con la dedica di un po’ di tempo prolungato in questi giorni, farà diventare più robusti nella Fede. Rileggete adesso più volte e con attenta riflessione queste parole di Gesù:
«Andate perciò guarendo gli infermi, mondando i lebbrosi, risuscitando i morti del corpo o dello spirito, perché corpo e spirito possono essere ugualmente infermi, lebbrosi, morti. E voi anche sapete come si fa ad operare miracolo:
con una vita di penitenza,
una preghiera fervente,
un sincero desiderio di far brillare la potenza di Dio,
un’umiltà profonda,
una viva carità,
una accesa fede,
una speranza che non si turba per difficoltà di sorta.
In verità vi dico che tutto è possibile a chi ha in sé questi elementi.
Anche i demoni fuggiranno di fronte al Nome del Signore detto da voi, avendo in voi quanto ho detto. Questo potere vi viene dato da Me e dal Padre nostro. Non si compera con nessuna moneta.
Solo il nostro volere lo concede e solo la vita giusta lo mantiene. Ma, come vi è stato dato gratis, così gratuitamente datelo agli altri, ai bisognosi di esso. Guai a voi se avvilirete in dono di Dio facendolo servire per impinguare la vostra borsa. Non è vostra potenza, è potenza di Dio. Usatela, ma non ve ne appropriate dicendo: “È mia”. Come vi viene data, così vi può essere tolta».
Quindi, Il Sacerdote ha una missione unica nel mondo, nella Santa Messa rinnova -in Persona Christi- lo stesso Sacrificio redentore del Calvario. Rende presente ed efficace nel tempo la Redenzione operata dal Signore.
Tutti gli esseri umani devono considerare un Sacerdote più prezioso di tutti i beni materiali e umani messi insieme.
È vero che i fedeli hanno molta stima dei Sacerdoti quando li vedono dedicati incondizionatamente agli altri, quando conducono una vita semplice, austera e santa. Bisogna pregare ogni giorno per i Sacerdoti, per la santità di tutti, e si devono aiutare e sostenerli con grande rispetto. Bisogna vedere nei Sacerdoti lo stesso Cristo!
  
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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domenica 5 luglio 2015

3394 - Commento al Vangelo di domenica 5 luglio 2015 (14^ sett. t.o.)

Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria.

+ Dal Vangelo secondo Marco (6,1-6)
In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli Lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il Figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità. Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando. 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
È stato un episodio molto doloroso per Gesù, una piccola croce come tante altre che assaporava di continuo. Qui però la sofferenza è acuita dalla conoscenza dei paesani, che diventava disprezzo verso Lui, istigata da una invidia sottile che guasta sempre ogni cosa buona.
Lo conoscevano da molti anni e sapevano che Lui era un Uomo buono e saggio, la loro sorpresa fu una reazione impulsiva.
Gesù nella sinagoga di Nazaret confermò la finalità della sua missione, precisò che non era una sua iniziativa ma il Padre Lo aveva inviato per evangelizzare. Ma quale Padre? Per i paesani Gesù era Figlio di Giuseppe, non potevano minimamente arrivare a immaginare la sua vera provenienza.
È vero che hanno reagito con invidia e disprezzo ma è comprensibile la loro incapacità di accoglierlo come Figlio di Dio. Forse proprio i paesani erano i meno preparati ad accettare la sua provenienza Divina. E allora perché Gesù si recò a Nazaret?
Non poteva non farlo, era un fatto di giustizia, vi andò dopo avere compiuto molti miracoli e quando la sua fama era diffusa in tutta la regione. Il suo arrivo era stato anticipato dall’annuncio che Egli, il falegname di Nazaret faceva miracoli e lo faceva gratuitamente, per amore, annunciando una nuova dottrina di misericordia e perdono.
Il dispiacere di Gesù è stato infinito, ma non si trattò di una disillusione perché conosceva quello che Lo attendeva, fece comunque prova della gratuita irriconoscenza. Poteva compiere anche a Nazaret molti miracoli, uno in ogni casa o a tutti i paesani, ma essi non lo hanno permesso per la loro incredulità.
“E lì non poteva compiere nessun prodigio”.
Gesù per operare miracoli cerca la Fede in Lui nelle anime, questa è la condizione indispensabile e poco conosciuta dai cristiani.
D’altronde non necessitava dell’approvazione dei paesani né cercava i loro applausi, Gesù ci ha sempre mostrato la vera dimensione del rinnegamento. Non è facile arrivare a praticare la rinuncia verso qualcosa, inizialmente occorre sempre la Grazia di Dio per superare fasi impegnative nel cammino di Fede, e necessita anche la ripetizione dei propositi e la pratica della rinuncia.
Ogni virtù si acquisisce con la ripetizione di un determinato comportamento, è indispensabile conoscersi meglio e conoscere Gesù.
Molti cristiani non hanno mai pensato di impegnarsi di più nel cammino di Fede, non si rendono conto della grande perdita di Grazie, aiuti e benedizioni di Dio. Non osano fare più del dovuto, però bisogna rispettare i loro tempi di maturazione anche se non devono durare tutta la vita.
Impariamo ad accettare l’umiliazione e la sofferenza come fece il Signore. Se i più vicini non accettano la nostra spiritualità e non riconoscono la buonafede che ci spinge ad aiutare sempre tutti e con grande trasporto, pazienza. Sorridiamo con il cuore e con il volto gioioso!
Non abbattiamoci mai in nessuna circostanza. Non abbattetevi se un familiare vi ignora o offende, ma pregate sempre per tutti.

1 Ave Maria per Padre Giulio

Sostieni l'apostolato per Gesù e Maria.  Aiuta con donazioni la diffusione del Vangelo, la Parola di Vita che salva le anime e guarisce le malattie. Il nostro apostolato è vastissimo e non abbiamo fini di lucro, abbiamo bisogno di offerte per sostenere tutte le spese. Aiutaci a continuarlo secondo il Cuore di Gesù. Il nostro forte impegno vuole far conoscere Gesù ovunque e diffondere la vera devozione alla Madonna. Vogliamo diffondere e difendere la sana dottrina della Chiesa. Il vostro contributo economico è un segno di stima e di amore, manifestazione di vicinanza e di Fede. Diventa anche tu difensore dell'unica Chiesa fondata da Gesù. "Dai loro frutti li riconoscerete" (Mt 7,16). 

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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3388 - Commento al Vangelo di domenica 21 giugno 2015 (12^ sett. t.o.)

Chi è costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?

+ Dal Vangelo secondo Marco (4,35-41)
In quel giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, Lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con Lui. Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora Lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?». Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora Fede?». E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque Costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?». 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
L’episodio narrato dal Vangelo ci dice che Gesù non ci lascia mai soli, anche quando l’impressione è quella della solitudine e della preghiera inascoltata o del silenzio di Dio. Invece Lui c’è sempre. All’apparenza dorme, nel senso che non riusciamo acapire il suo aiuto ma Lui è sempre vigile soprattutto quando viene invocato con fiducia.
Il punto che voglio toccare in questo commento è la verifica delle nostre preghiere: siamo sicuri di pregare bene e di invocare Gesù nei modi corretti? Se il cuore non adora Lui la preghiera è zoppa, inoltre se non si compie la sua volontà e si vive nel disordine morale, rimane difficile ottenere le sue Grazie.
Bisogna partire da questa riflessione: come prego durante il giorno? Quante volte prego e se c’è vivo desiderio di piacere a Gesù.
Non è sufficiente pregare Dio, Lui non è astratto e non si deve pregare con la sola recita vocale delle preghiere. Deve partire dal cuore la vera preghiera, e parte se si instaura una comunione con Gesù, ed è possibile attraverso la sua conoscenza.
Non si stima qualcuno senza conoscerlo, con la conoscenza delle sue qualità la stima diventa maggiore. Con Gesù non c’è un limite nella conoscenza e nella stima, tanto che solo Dio possiamo ragionevolmente adorare, nessuno e nessuna cosa può meritare la nostra adorazione.
Non dobbiamo mai fermarci nella meditazione della conoscenza personale e di quella di Gesù. Si compiono grandi opere quando la conoscenza interiore è elevata e si riescono a intuire meglio le capacità e i propri limiti. Si possono così sviluppare i talenti e controllare con buona vigilanza le insufficienze personali.
Dal nostro impegno spirituale e umano si determina la spiritualità che abbiamo, quindi la nostra Fede è sempre espressione della spiritualità raggiunta. Le opere manifestano in modo inconfutabile la nostra maturità interiore, infatti dai loro frutti li riconoscerete.
Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li potrete riconoscere” (Mt 7,16-20).
Per favorire la crescita spirituale è determinante la lettura giornaliera di testi spirituali, oltre il Vangelo del giorno con questo commento, bisogna considerare con grande interesse gli scritti classici della nostra spiritualità e sono quelli dei Santi. Sul web trovate gli scritti di Santa Teresa d’Avila, Sant’Alfonso dè Liguori, San Giovanni della Croce, ecc.
Il testo iniziale che consiglio è l’“Imitazione di Cristo”, semplice e sostanzioso, permette di comprendere il vero senso della vita.
L’episodio di oggi ci presenta Gesù che apparentemente dorme e secondo gli Apostoli non si accorge del pericolo improvviso che incombe, ma può Dio dormire? Il Corpo umano di Gesù è stanco ma Dio non si stanca mai, e alla richiesta supplicante di Pietro, il Signore innanzitutto gli chiede se lui ha Fede, se crede ciecamente nella sua Persona.
Questa richiesta scuote tutti i presenti sulla barca e sono dinanzi alla prova più drammatica da quando seguono Gesù.
È la Fede a cambiare la nostra storia, a permetterci di ottenere le cose impossibili anche se spesso ritardano per le cattiverie altrui.
Quando Dio sembra lontano o abbiamo la sensazione di pregare inutilmente o che non c’è ascolto da parte sua, si mostra di possedere una Fede debole e priva di forza. Oggi ci viene mostrato che la stanchezza fisica di Gesù non gli impediva di conoscere tutto, perché Dio è sempre vigilante. Non dorme mai.
Il Signore non ci lascerà mai soli di fronte alle difficoltà.
Questa verità è determinante per rimanere sereni nelle prove, nei momenti di smarrimento. I discepoli erano uomini di mare, esperti e conoscitori delle burrasche, si abbattono perché ancora la loro Fede era informe. Comprensibile. Subito dopo il temporale divenne tempesta, impetuosa e violenta, “e gettava le onde nella barca, tanto che ormai era piena”.
La tempesta noi la incontriamo nella vita, quasi sempre per la cattiveria altrui e le onde dolorose riempiono la nostra barca.
In quel momento, chiamiamo Gesù come fece Pietro? Oppure ci abbattiamo e diventiamo negativi? Spesso non si supera una prova per la mancanza di richiesta di aiuto, si è convinti in un intervento immediato di Dio senza ricorrere alla vera preghiera e senza mettersi in discussione.
L’atteggiamento migliore nelle prove è quello di vivere la propria Fede, ricorrendo con maggiore fiducia e abbandono al Cuore di Gesù. Le difficoltà non devono spaventarci, semmai devono farci avvicinare a Gesù e con la recita del Rosario alla Madonna, renderci sereni e fiduciosi del Loro sicuro aiuto.

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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3387 - Commento al Vangelo di domenica 14 giugno 2015 (11^ sett. t.o.)

È il più piccolo di tutti i semi, ma diventa più grande di tutte le piante dell’orto.

+ Dal Vangelo secondo Marco (4,26-34)
In quel tempo, Gesù diceva alla folla: «Così è il Regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura». Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il Regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra». Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa. 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Oggi Gesù ci spiega la caratteristica principale ed essenziale dei suoi veri seguaci, e permette a tutti di fare una verifica, ovviamente sincera, della condizione spirituale personale. In molti casi non è possibile farla per la mancanza di conoscenza individuale, anche per il mancato approfondimento del Vangelo. Senza conoscere le regole non si può vivere il Vangelo.
Però è molto chiaro Gesù nel descrivere questa caratteristica indispensabile che devono possedere i suoi seguaci, ma non immediatamente, non è possibile diventare molto spirituali in poco tempo e Lui è consapevole di questo. Lo ha spiegato benissimo a Maria Valtorta e lo abbiamo letto ieri:
Non vogliate credere che le opere atte a conseguire il Regno dei Cieli siano opere fragorosamente vistose. Sono atti continui, comuni, ma fatti con un fine soprannaturale d’amore. L’amore è il seme della pianta che nascendo in voi cresce fino al Cielo, e alla cui ombra nascono tutte le altre virtù.
Lo paragonerò ad un minuscolo granello di senape. Come è piccino! Uno dei più piccoli fra i semi che l’uomo sparge. Eppure guardate, quando è compita la pianta, quanto si fa forte e fronzuta e quanto frutto dà. Non il cento per cento, ma il cento per uno. Il più piccolo. Ma il più solerte nel lavorare. Quanto utile vi dona.
Così l’amore. Se voi chiuderete nel vostro seno un semino d’amore per il nostro santissimo Iddio e per il vostro prossimo e sulla guida dell’amore farete le vostre azioni, non mancherete a nessun precetto del Decalogo. Non mentirete a Dio con una falsa religione, di pratiche e non di spirito. Non mentirete al prossimo con una condotta di figli ingrati, di sposi adulteri o anche solo troppo esigenti, di ladri nei commerci, di mentitori nella vita, di violenti verso chi vi è nemico. Guardate in quest’ora calda quanti uccellini si rifugiano fra le ramaglie di quest’orto.
Fra poco quel solco di senape, per ora ancora piccina, sarà un vero passeraio. Tutti gli uccelli verranno al sicuro e all’ombra di quelle piante così folte e comode, ed i piccoli degli uccelli impareranno a fare sicura l’ala proprio fra quel rameggiare che fa scala e rete per salire e per non cadere. Così l’amore, base del Regno di Dio.
Amate e sarete amati. Amate e vi compatirete. Amate e non sarete crudeli volendo più di quanto non sia lecito da chi vi è sottoposto. Amore e sincerità per ottenere la pace e la gloria dei Cieli. Altrimenti, come ha detto Beniamino, ogni vostra azione, fatta mentendo all’amore e alla verità, vi si muterà in paglia per il vostro letto infernale.
Io non vi dico altre cose. Vi dico solo: abbiate presente il grande precetto dell’amore e siate fedeli a Dio Verità ed alla verità in ogni parola, atto e sentimento, perché la verità è figlia di Dio. Una continua opera di perfezionamento di voi, così come il seme continuamente cresce fino alla sua perfezione. Un’opera silenziosa, umile, paziente. Siate certi che Dio vede le vostre lotte e vi premia più di un egoismo vinto, di una parola villana trattenuta, di un’esigenza non imposta, che non se, armati in battaglia, uccideste il nemico.
Il Regno dei Cieli, di cui sarete possessori se vivrete da giusti, è costruito con le piccole cose di ogni giorno. Con la bontà, la morigeratezza, la pazienza, col contentarsi di ciò che si ha, con il compatimento reciproco, con l’amore, l’amore, l’amore.
Siate buoni.
Vivete in pace gli uni con gli altri.
Non mormorate.
Non giudicate.
Dio sarà allora con voi.
Vi do la mia pace come benedizione e ringraziamento della Fede che avete in Me”. 
La rilettura di questi insegnamenti di Gesù ci farà bene, anzi ne trarranno molto profitto quanti li mediteranno lungamente e faranno propositi sinceri. Il punto da focalizzare è questo: la santità si costruisce con le piccole cose di ogni giorno, con i piccoli gesti di amore e di onestà, con le piccole vittorie sull’egoismo e la superbia, con la vigilanza e la lotta contro le tentazioni.
Cominciate ad osservare i piccoli gesti giornalieri buoni e cattivi che vengono compiuti in modo spontaneo, poi riflettete sulle ragioni che vi hanno spinto a comportarvi in quel modo e fate buoni propositi di non ripetere mai più gli errori, come anche i propositi riguardano le buone opere che vanno focalizzate per inserire l’intenzione dell’amore.
Ci si comporta bene per amore di Dio e dei fratelli e delle sorelle!
Per amore dobbiamo compiere ogni opera e dobbiamo lottare contro le tentazioni e le cattive abitudini.
Quindi, il Sacerdote deve avere molta pazienza con i credenti, non deve pretendere molto ma rispettare i tempi di maturazione di ognuno. C’è chi è più veloce nel praticare le virtù da chi richiede maggiore tempo per vincere inizialmente le debolezze. La pazienza e la vicinanza del Sacerdote sono indispensabili, accompagnati da un amore sincero e desideroso della salvezza eterna di tutte le anime.
Quando il Sacerdote agisce con amore, compie grandi opere di apostolato. Salva le anime con la sua vita virtuosa e le sante preghiere.
In moltissimi credenti è assente questo aspetto importante della nostra Fede, oggi il Vangelo ci permette di comprendere con maggiore precisione cosa ci chiede Gesù. Bisogna dedicare maggiore tempo a questa pagina del Vangelo.
Apro una parentesi sulla sana dottrina che noi seguiamo e che diffondo senza risparmiarmi.
Oggi nella Chiesa ci sono laici ingannatori che si innalzano a difensori della sana dottrina mentre in realtà sono seguaci fanatici di Mons. Lefebvre, l’ex vescovo scomunicato da Papa Giovanni Paolo II nel 1988 per le sue teorie opposte alla vera Tradizione della Chiesa.
Mons. Lefebvre agiva in buonafede ma non riuscì a frenare la sua volontà e a sottomettersi docilmente alla volontà di Dio.
Lefebvre morì nel 1991 ma le sue teorie -che rispetto e che lui viveva con sincera convinzione- sono state riprese da laici esaltati che oggi gravitano nella Chiesa e in internet.
Molti di voi probabilmente leggono scritti e ricevono newsletter da alcuni laici fanatici e fuori controllo, pensando di seguire la vera Tradizione della Chiesa, mentre questi falsi personaggi che farò conoscere molto presto, in realtà sono tradizionalisti incoerenti, insensati e sconnessi dalla realtà e dal Vangelo.
I cattolici tradizionalisti sono coloro che, professando la fede cattolica, sono legati alle forme liturgiche, agli insegnamenti e alla disciplina della Chiesa cattolica anteriori al Concilio Vaticano II (1962-1965). Quindi, per esempio non hanno accettato il grandissimo Papa Giovanni Paolo II, non sono seguaci di Padre Pio morto nel 1968, non posseggono alcuna autorevolezza dottrinale per fare da maestrini, intanto tengono lezioni di dottrina cattolica e conducono ignari cattolici verso una deriva irrazionale.
Per questo vi dico di stare attenti a questi lupi travestiti da agnelli! Mi spiego con maggiore precisazione.
Questi lupi possono essere anche sacerdoti che inviano video con conferenze e mostrano un narcisismo o amore di sé esagerato! Di questi personaggi tratterò prossimamente e vi mostrerò le loro falsità, i loro inganni per distogliere i credenti dal Catechismo della Chiesa. Vi descriverò i loro disegni che vogliono portare i cattolici a vivere come hanno scelto loro. Si sostituiscono a Dio.
Io non sono tradizionalista ma seguo la vera Tradizione della Chiesa che troviamo nel Catechismo della Chiesa Cattolica del 1992 e promulgato da Papa Giovanni Paolo II. Siamo fieri oppositori del modernismo e di ogni nuova dottrina, anzi di ogni parola che si oppone a questo Catechismo. Siamo fedeli a Gesù, al Vangelo storico, alla vera Chiesa.
Invece i tradizionalisti non lo sono, e con facilità ingannano ignari cattolici incapaci di discernere e di scoprire le sataniche finalità eversive di personaggi che non possono essere graditi a Gesù, perché essi vivono nell’ingiustizia e non si sottomettono alla volontà di Dio, scegliendo cosa seguire e cosa rifiutare del Magistero autentico della Chiesa.
Io rifiuto pienamente il modernismo e ogni parola contraria alla vera Tradizione della Chiesa, questo insegnamento vi trasmetto e vi assicuro che è secondo la volontà di Dio perché arriva dal Catechismo di Papa Giovanni Paolo II del 1992, che raccoglie la vera Fede cattolica e senza lasciare alcun dubbio su ogni aspetto della dottrina.
Ecco spiegato il motivo degli attacchi contro me che arriva dai tradizionalisti fanatici, come se non avessero altro di buono da fare.
Adesso mi attaccano con false lettere inviate a destra e a manca, senza capire più che Gesù vede tutto e che Lui prova sdegno verso questi personaggi. L’utilizzo di questi metodi satanici e delinquenziali mostra con assoluta certezza che sono persone senza Dio, anche se si mascherano come difensori della vera dottrina e vi inviano articoli mostrandosi difensori della Chiesa.
Loro difendono il fanatico disegno sovversivo contro la vera Tradizione della Chiesa, spacciandosi per difensori ma non lo sono!
Questi personaggi eversivi scrivono in internet articoli sulla Fede e dovete vigilare molto bene gli scritti che leggete, perché quanti scrivono parole di odio camuffate con estrema malizia, come se difendessero la dottrina, in realtà ognuno è satana travestito da agnello.
Sono terroristi della Fede dei buoni e potete cadere facilmente nella rete di satana che vi gettano questi soggetti che hanno perduto la vera Fede e ostentano meschinamente una grande fede in Dio. Li scoprite quando scrivono diffamazioni e parole di odio.
Sono falsi e ingannatori dei credenti semplici e buoni, ne daranno amaramente conto a Dio ma già adesso si preparano la loro condanna!
Questi tradizionalisti sono stati individuati e dovranno chiarire il loro odio nei miei confronti, perché di questo si tratta, unito a uno spirito di vendetta che porta dentro solo satana! Utilizzano le diffamazioni come preghiere…
Le diffamazioni sono le loro vere preghiere a satana, anche se non si rendono conto di questa gravità per la cecità intellettuale e non per incapacità intellettuale! Dovranno dare spiegazioni nelle Sedi competenti, volenti o nolenti.
Il loro odio è irrazionale e inspiegabile ma mettono confusione anche su quanti in buonafede mi seguono e hanno compreso perfettamente la mia assoluta fedeltà alla vera Tradizione della Chiesa, quella di Papa Giovanni Paolo II, per intenderci bene.
Quindi, non prendete per buono ogni scritto sulla Fede che leggete in internet o che vi arriva da newsletter manipolate, perché si presentano come seguaci della Chiesa mentre sono tradizionalisti inappagati, avviliti, depressi. Più che vivere serenamente la loro fede vogliono imporre con malizia a tutti gli altri la loro fede. È normale questo atteggiamento?
La Fede (maiuscolo) non si impone con l’inganno, non si diffama chi la pensa diversamente, chi agisce così è un demonio!
Seguendo i cattivi maestri e fanatici tradizionalisti, correte il rischio di perdere la vera Fede. Vigilate e non prendete per buono ogni scritto ma passatelo sotto il controllo del Magistero autentico della Chiesa, della vera Fede cattolica.
Vedete, io ho un grande rispetto dei tradizionalisti onesti, quelli che vivono la loro Fede con retta intenzione e senza odiare nessuno, senza seminare zizzania, senza agire da fanatici, senza imporre agli altri le loro scelte.
Questi sono tradizionalisti onesti e che ammiro, perché vivono il Vangelo dell’amore e non vogliono arrecare danni a nessuno, non diffamano nessuno, non compiono opere degne dei diavoli, come invece continuano a fare alcuni fanatici tradizionalisti, che gettano pure discredito ai tradizionalisti sinceri e in buonafede, quelli che ancora elevano le loro forti preghiere verso il Cielo e Dio li ascolta.
Fate attenzione su quanto leggete in internet, perché se da un lato vi può appassionare la difesa della Chiesa, dall’altro vi si vuole portare fuori dalla vera Tradizione della Chiesa, con gravissimo danno spirituale per voi, mettete a rischio le vostre anime e le vostre preghiere perdono potere, proprio perché viene trasformata in peggio la vostra spiritualità.
Non fidatevi mai di quanti scrivono cosa buone sulla Fede e allo stesso tempo odiano, seminano diffamazioni e zizzanie: non sono in comunione con Gesù e l’Immacolata li rifiuta perché oppositori del Vangelo dell’amore insegnato da suo Figlio.
Da questo si riconoscono i veri seguaci di Gesù e dell’Immacolata:
amano tutti e non odiano nessuno;
rispettano le scelte degli altri e non li perseguitano;
parlano bene di tutti secondo verità e non sono diffamatori;
non manipolano la Fede della Chiesa e non inventano nuove dottrine;
non cercano maliziosamente di fare seguaci ma seminano la Parola come insegna oggi il Vangelo;
non impongono le loro idee spacciandole come perfette ma pensano bene di tutti;
non ingannano i buoni cattolici con le favole ma si limitano a ripetere il Vangelo storico come ci dice oggi Gesù.
Se incontrate qualcuno o leggete scritti di qualcuno con queste caratteristiche, rifiutateli e non mettete a rischio la vostra Fede!

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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giovedì 11 giugno 2015

3386 - Commento al Vangelo di giovedì 11 giugno 2015 (10^ sett. t.o.)

Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.
+ Dal Vangelo secondo Matteo (10,7-13)
In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli: «Strada facendo, predicate, dicendo che il Regno dei Cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demoni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento. In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi». 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Il monito di Gesù rivolto agli Apostoli mentre li invia a predicare il Vangelo, considerando quanto sta avvenendo di scandaloso con “Mafia capitale”, la modifico con “gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente continuate a rubare”. Lo scandalo impressiona parecchio, forse per la prima volta si conoscono pubblicamente molti nomi delle istituzioni, impegnati fuori controllo a mungere centinaia di milioni di euro dalle casse dello Stato.
Questi scandali finiscono per accusare tutti i politici di Roma, il popolo non ritarda nell’accumunare cattivi e buoni, tutti diventano corrotti. Non è così e ci rallegriamo, ci sono politici a Roma che per la loro Fede o per i loro principi fondati su una buona educazione umana, non sono coinvolti in questi e in altri scandali. Saranno pochi ma è importante che ci siano, un rinnovamento sarà possibile solo con i politici onesti.
Lo scandalo di “Mafia capitale” ci lascia sgomenti dinanzi al contenuto delle intercettazioni e quindi non si tratta di indizi. Gli arrestati parlavano in libertà e oltre a spiegare la modalità delle loro truffe, hanno anche indicato la finalità dell’ingresso massiccio degli immigrati in Italia. Per ognuno di essi c’era chi guadagnava un euro e arrivava a truffare anche mille euro al giorno, pari a trenta mila euro al mese, e spesso anche di più.
Trenta mila euro un operaio li guadagna in due anni e spezzandosi la schiena, ai corrotti di questi giorni invece bastava ungere gli ingranaggi giusti per non fermare il flusso massiccio degli immigrati e darsi da fare per trovare case, alberghi e capannoni per ospitarli, in molti casi in condizioni igieniche insopportabili.
Gli immigrati sono esseri umani ma questi corrotti li hanno scambiati per animali, è questo che mi amareggia maggiormente.
Ci saranno delle sorprese clamorose in queste indagini, questi truffatori agivano con una protezione abbastanza forte e questa dovrà essere svelata, sempre che non si blocchi tutto per ragioni di Stato…
Tutto possono compiere di abominevole i corrotti, hanno assaporato molta ricchezza ed essa diventa una droga potente, la mente non pensa ad altro che a nuove iniziative disoneste per ottenere altro denaro sporco.
Questo gioco ha causato la morte di decine di migliaia di persone, ha spinto incalcolabili nostri fratelli e sorelle a sfidare la morte per raggiungere l’Europa, quasi sempre senza una meta e un futuro. Non si possono abbandonare al loro destino gli immigrati, ma bisogna anche preoccuparsi degli italiani disoccupati e privi del cibo necessario per vivere.
È una grande stranezza quello che avviene in Italia: i cittadini non hanno soldi né cibo e a volte neanche medicine, gli immigrati incolpevoli perché è un loro diritto cercare il benessere, sono però utilizzati per l’arricchimento di alcuni politici e di molti corrotti. Se il governo desse in dono ai poveri che vivono in Libia e nelle Nazioni povere tutti questi soldi che hanno arricchito i mercanti italiani, il problema sarebbe in parte risolto.
Se gli immigrati arrivano in Italia è un dovere aiutarli, ma per quanto tempo?
Gesù quando ci dice: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”, si riferisce anche all’amore da donare a tutti, alla pratica della compassione e della misericordia verso chi non ha nulla e cerca almeno cibo per mangiare. I cristiani non devono mancare nella generosità, anche se nel caso degli immigrati, come tutti gli italiani sanno bene che diverse motivazioni ignobili hanno eliminato ogni controllo.
Noi dobbiamo donare quello che il Signore già ci ha trasmesso, con grande disponibilità si può fare del bene anche con la parola.
Non è automatico voler fare del bene, oltre la retta intenzione il cristiano deve allenarsi nella pratica delle virtù a cominciare dall’amore verso tutti, evitando giudizi e commenti. Nel Nome di Gesù si ama senza calcoli, senza pensarci. L’efficacia dell’apostolato dei Dodici era potente per la fiducia che riponevano in Gesù, andavano a predicare con grande gioia perché assimilavano con amore gli insegnamenti del Signore.
“Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demoni”. Ancora oggi questo potere lo posseggono i Sacerdoti che professano una grande Fede, sono questi segni a mostrare l’esistenza di Dio e l’annuncio di salvezza contenuto esclusivamente nel Vangelo storico della Chiesa.

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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3384 - Commento al Vangelo di mercoledì 10 giugno 2015 (10^ sett. t.o.)

+ Dal Vangelo secondo Matteo (5,17-19)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non crediate che Io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità Io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel Regno dei Cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel Regno dei Cieli». 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Questa affermazione di Gesù dovrebbe frenare le voglie di novità dei modernisti stanchi di una Fede noiosa. Infatti la Fede scompare in essi, diventa un peso per i cristiani che non pregano più e trovano nei piaceri del mondo il riscatto dopo lunghi anni di dedizione alle cose di Dio.
È San Paolo ad avvisare duemila anni fa sulla pericolosità della tiepidezza che diventa indifferenza, per arrivare al desiderio di modificare la Parola di Dio e renderla personale. Ognuno stabilisce cosa è giusto da cosa è sbagliato…
San Paolo lo ha anticipato nella seconda Lettera a Timoteo: “Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie” (4,3).
Gesù ha profetizzato che i suoi seguaci si divideranno tra quelli obbedienti alla sua Parola da altri, invece, presi dalla voglia di trasgredire i suoi comandi. Arrivare a modificare la Parola di Dio è un gesto di ribellione a Dio, una reazione scomposta priva di sensatezza ma non per questo giustificabile o meno peccaminosa.
Trasgredire il Vangelo che contiene i precetti del Signore non è un atto d’impeto, la persona sa cosa compie e non riesce a frenare il prurito citato da San Paolo. Il prurito diventa smania irrefrenabile e si compiono azioni dissacratori sapendo di offendere Dio. Ma si è già arrivati al punto di non provare vergogna davanti a Dio e si commette di tutto.
Gesù allora ci spiega la sorte degli osservanti e di quanti si rifiutano di obbedire a Dio. Di questi afferma che le trasgressione dei precetti insegnati da Lui e l’insegnamento ad altri delle eresie, comporterà ad essi una pena pesantissima. Gesù li indica come “minimi nel Regno dei Cieli”.
Diverso è il premio per gli osservanti, i cattolici che si sforzano ogni giorno nella pratica delle virtù e se cadono conoscono la medicina della Confessione. Essi amano pregare spesso, sono pratici nella preghiera del cuore, quella piena di amore che commuove Gesù e Lo rende ancora più misericordioso.
Verso questi credenti Gesù ha una grande considerazione, “saranno considerati grandi nel Regno dei Cieli”.
Cosa pensa Gesù di ognuno di noi? È contento della nostra preghiera e della vita che conduciamo?
Molti cristiani non pregano bene per la mancanza del desiderio di adorare Dio e di riconoscerlo come il vero Dio.
Bisogna coltivare la propria Fede, osservando ogni prescrizione della Legge. Tutto quello che è scritto nel Vangelo è una Legge di amore, non si trova nulla contro la persona o di confuso. È un insegnamento infallibile e solamente gli osservanti fanno l’esperienza di Gesù, perché Lo percepiscono nella preghiera devota, si sentono come avvolti dal suo Amore e provano molta gioia interiore.
Gesù è venuto a completare la Legge antica, non ha abolito quanto Dio aveva rivelato ai Profeti ma evidenzia che la Legge antica era insufficiente e giravano moltissime interpretazioni. Ognuno la interpretava secondo le proprie convenienze, come succede nelle comunità protestanti/evangeliche diffuse nel mondo. Sono tutte diverse per la diversità dell’approccio a Gesù.
Gli ebrei ancora oggi seguono precetti umani inventati per determinate occasioni o per assoggettare la popolazione.
Gesù si è scagliato contro la grande confusione dell’interpretazione biblica e portò la Buona Novella, la Legge dell’Amore.
Oggi la confusione tra i cristiani si è smisuratamente allargata e non sono molti quelli che vogliono rimanere fedeli alla sana dottrina della Chiesa. Solo così si può entrare in comunione con Gesù, perché evidentemente Egli non può accogliere quelli che trasgrediscono la sua Parola.
Dobbiamo conoscere bene il Vangelo e osservarlo in ogni circostanza. Questa è la Via che porta alla vera felicità in questa vita.
  
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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sabato 6 giugno 2015

3381 - Commento al Vangelo di venerdì 5 giugno 2015 (9^ sett. t.o.)

Come mai dicono che il Cristo è figlio di Davide?
 + Dal Vangelo secondo Marco (12,35-37)
In quel tempo, insegnando nel Tempio, Gesù diceva: «Come mai gli scribi dicono che il Cristo è figlio di Davide? Disse infatti Davide stesso, mosso dallo Spirito Santo:
“Disse il Signore al mio Signore:
Siedi alla mia destra,
finché io ponga i tuoi nemici
sotto i tuoi piedi”.
Davide stesso lo chiama Signore: da dove risulta che è suo figlio?».
E la folla numerosa lo ascoltava volentieri. 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Gesù commenta la Scrittura nel Tempio e molti Lo ascoltano meravigliati. Gesù non è un rabbino, né uno scriba, non è un sacerdote né un levita, Egli è stato un falegname e desta una enorme impressione in tutti i presenti la padronanza dell’argomento e la perfetta capacità di semplificare passi biblici difficili.
Gesù è Figlio di Dio e di Maria Vergine, possiede una doppia nascita: da Dio e dalla Vergine Maria, nell’eternità e nel tempo. Come Dio esiste da sempre, come Uomo è nato da una Donna e ha svolto un lavoro per vivere la condizione degli uomini. Come Dio ha ispirato i Salmi e tutto l’Antico testamento, come Uomo vive nella Persona Divina e conosce tutto quello che conosce Dio.
Può spiegare perfettamente la Scrittura perché Lui l’ha rivelata, comprende tutta la Parola, la fa vibrare davanti agli occhi meravigliati di quanti hanno invece ascoltato interpretazioni umane e frutto di interessi personali da parte di quelli del Tempio.
La differenza si nota subito: Gesù spiega e fa comprendere, non carica di pesi come fanno scribi e farisei, e ama tutti.
Le lezioni date da Gesù nel Tempio scuotono anche i capi e intenzionalmente Egli vuole smontare una loro teoria sbagliata, che afferma questo: Il Cristo è figlio di Davide”. Basta poco a Gesù per dimostrare l’infondatezza della tesi, e cita il Salmo 110, il primo versetto. È Davide che scrive sotto ispirazione: «Oracolo del Signore al mio Signore: “Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi”».  
Se Davide riconosce il Messia superiore a sé, chiaramente non è suo figlio, non in senso genetico, perché il Cristo non è nato al tempo di Davide. Semmai è discendente di Davide perché lo era il Padre putativo San Giuseppe.
I capi del Tempio hanno diffuso la dottrina del Messia figlio di Davide in modo arbitrario, come riuscivano a fare con nuovi riti imposti agli ebrei. Evidentemente manipolavano la Scrittura, operazione desiderata da quanti non sono puri di cuore.
Come la storia ha dimostrato il Messia non è stato un altro Davide, ma il Figlio di Dio. È più di Davide, lo è infinitamente.
Dopo avere spiegato questo versetto, do spazio ad una lettera di una nostra parrocchiana che insegna, il contenuto ribadisce quanto affermiamo da tempo sulla pericolosità dell’insegnamento gender nelle scuole e il gravissimo errore della nuova riforma della scuola italiana. È una legge che nasce dal cuore dell’organizzazione di Bruxelles, da quanti nell’unione europea vogliono una società scristianizzata, senza Dio e una Chiesa senza il soprannaturale.
Noi non possiamo tacere, non possiamo assistere a questo micidiale attacco contro gli italiani. Si sta cercando di pervertire tutti gli adulti, attraverso l’insegnamento immorale in materia di sesso, ai bambini nelle scuole elementari e in qualche caso anche a bambini di quattro e cinque anni.
Quanto è già iniziato in molte scuole con la compiacenza di insegnanti traviati e viziosi è davvero gravissimo.
Spiego brevemente il significato di gender, teoria che noi rifiutiamo integralmente e che viene diffusa dagli anticlericali e dai gruppi segreti che vogliono distruggere la morale della Chiesa.
La teoria del gender sostiene l’idea secondo cui ogni essere umano ha il diritto di scegliere liberamente e senza condizionamenti di alcun tipo la propria identità di genere, a prescindere dalle caratteristiche biologiche.
L’essere uomo o donna non è dunque la naturale conseguenza di un fattore biologico presente al momento della nascita, ma una decisione autonoma, una scelta ragionata. Uomo è chi sceglie di esserlo, donna non si nasce. La conclusione è che non esiste differenza tra uomo e donna perché non esistono canoni di riferimento, anzi. Ognuno sceglie chi vuole essere!
Prima di leggere la lunga e interessante lettera della nostra parrocchiana, leggiamo un articolo di Giovanni Masini su quanto sta già avvenendo in Germania nelle scuole elementari.
«Bimbi che si sentono male in classe, vanno in iperventilazione, svengono. Genitori in carcere per non aver obbligato i figli a partecipare ai corsi sul gender. Succede nella Germania del 2014, dove chi osa anche solo dissentire dall'ideologia imperante del gender viene perseguito con determinazione, e a norma di legge. Al punto da rischiare di ritrovarsi la polizia sul pianerottolo di casa.
A Borken, vicino a Munster, sei bimbi sono dovuti rimanere a casa da scuola per essersi sentiti male dopo che in classe erano state mostrate loro immagini esplicite a sfondo sessuale, nell'ambito di un progetto di educazione alla “diversità di genere”. Dopo che un primo bambino ha dato segni di avere problemi di circolazione, si è scatenata una reazione a catena, con altri piccoli studenti che sono andati in iperventilazione e un alunno che è quasi svenuto, rendendo necessario l'intervento dell'ambulanza. La polizia ha minimizzato l'episodio sostenendo che “non fosse successo niente” e che si trattasse di immagini e disegni “assolutamente normali”. Le autorità mediche hanno comunque disposto le analisi del sangue per uno dei bimbi che si sono sentiti male.
Negli stessi giorni a Eslohe, 170 chilometri a sudest di Borken, è scoppiato un caso analogo che sta letteralmente spaccando in due l'opinione pubblica in tutto il Paese: due coniugi di 37 anni, Eugen e Luise Martens, sono stati incarcerati per quaranta giorni perché la figlia, iscritta alle scuole elementari, si era rifiutata di partecipare ai corsi di educazione sessuale previsti dall'istituto. Eugen, che con sua moglie ha altri otto figli, era già stato arrestato l'anno scorso con la medesima accusa: in quell'occasione a Luise era stata risparmiato il carcere solo perché incinta.
In tutta la Germania si stanno formando movimenti e comitati di solidarietà in appoggio ai coniugi Martens, per esprimere il dissenso contro una scuola che obbliga i bambini di sei anni a frequentare regolarmente lezioni di ideologia gender. In Germania i genitori dei bimbi che saltano la scuola possono essere denunciati dall'istituto e processati dal tribunale, anche se lo studente abbandona la lezione di propria iniziativa, come è stato nel caso della figlia dei Martens.
“Il contenuto delle lezioni è perverso, spiega Mathias Ebert, fondatore dell'Associazione Besorgte Eltern (“Genitori preoccupati”). Non solo si mostra ai bimbi come funziona il sesso dei maschi e delle femmine, ma li si mette davanti alle varie pratiche sessuali: sesso orale, sesso anale molto altro. Si dice anche ai bambini, sin dalle elementari, che il loro genere non è determinato e che non possono sapere se sono maschietti o femminucce, che devono pensarci su”.
Ebert racconta anche che in Germania c'è molta paura a denunciare episodi come questo, perché “in questo Paese non appena si viene puniti si viene considerati dei criminali”. “Chiediamo solo che non vengano turbati i sentimenti dei bambini. Non è giusto. È una violenza nei loro confronti”».
Non ci sono commenti da fare, il dramma è riportato in modo chiaro e il nostro sdegno non deve essere superiore alla preghiera. Ci sia anche lo sdegno, ma la preghiera deve prevalere sull’indignazione. Ogni genitore deve recitare più Corone del Santo Rosario per bloccare questa legge che perverte gli innocenti bambini; bloccare le vergognose iniziative contro la Chiesa e non permettere la distruzione del Cristianesimo.
Vorrei dire a tutti i parroci: APRITE LE CHIESE.
Chiedete collaborazione ai pensionati e ai più disponibili per vigilare quando siete assenti, ma tenete le CHIESE APERTE dalla mattina alla sera. Così permetterete a centinaia di migliaia o a milioni di italiani ogni giorno di entrare in Chiesa e fermarsi a pregare, per incontrare Dio, forse pentirsi e chiedere di confessarsi. Per riflettere sulla vita adorando l’Eucaristia.
Forse dieci minuti in Chiesa in preghiera cambiano la vita e la mentalità, o illuminano sulla scelta migliore o permettono la guarigione da una sofferenza o la liberazione da pensieri ossessivi e da tentazioni violente.
Aprite le Chiese e fate pregare un popolo che sta perdendo Dio e che viene travolto dalla mentalità pagana e disordinata.
Date la possibilità in ogni momento della giornata a milioni di italiani di incontrare il loro Dio andando davanti al Tabernacolo!
Cosa ha di più importante da fare un parroco dal pensare alla salvezza delle anime, cominciando dalla sua santificazione?
«Rev.mo Padre Giulio Maria, penso di scriverle da quando ho letto la sua newsletter che parlava della scuola. Io sono un’insegnante e seguo con angoscia l’iter del DDL sulla riforma scolastica. DDL che nessuno (o quasi) vuole, ma che pare inarrestabile, nonostante l’adesione altissima allo sciopero e le continue manifestazioni e proteste, la prospettiva di bloccare gli scrutini.
L’informazione distorta fa credere che gli insegnanti non vogliano essere giudicati, ma non è questo. La preoccupazione è che i futuri superpresidi (a parte i soliti inciuci all’italiana) finiscano per limitare fortemente la libertà didattica e educativa degli insegnanti. E questo già da solo sarebbe un male per la scuola.
Ma le domande sono molte: in base a cosa i presidi selezioneranno? Quale sarà il modello di bravo insegnante e di buona scuola? Cosa succederà agli insegnanti che non vogliono aderire a questo modello?
Tutte riassumibili in una: perché, dall’alto, si vuole tanto fortemente questa riforma, nonostante il mondo della scuola la contesti così compattamente?
O meglio: qual è il vero obiettivo che questa riforma persegue? La buona scuola o una scuola conforme ai dettami del “mondo”?
Una scuola cioè dove non s’insegni più nulla di chiaro (le farei vedere i materiali di certi corsi d’aggiornamento) a parte l’educazione gender, imprescindibile e grimaldello per l’introduzione ad un’educazione al sessismo esasperato fin dalla scuola materna (il prossimo passo sarà lo “sdoganamento” perfino della pedofilia che non sarà più considerata indecente, ma un diritto dei bambini, purché consenzienti).
Una scuola dalla quale si uscirà ignoranti, ma cittadini del mondo, senza pregiudizi, senza tabù, senza religione, ma con un’etica laicista tanto tanto compassionevole, facile alla commozione e comprensiva di ogni capriccio di ogni “io”.
È chiaro che, se sarà il preside a scegliere, e se a loro volta i presidi saranno scelti e opportunamente selezionati, la realizzazione di questo tipo di scuola subirà un’accelerazione esponenziale perché chiunque la contesti potrà essere messo alla gogna, allontanato, licenziato. Gli insegnanti “migliori”… resteranno.
Spero proprio di sbagliarmi, ma mi pare che ultimamente il male lieviti di giorno in giorno su molti fronti e la scuola è solo uno di essi.
Però qui ci sono di mezzo i bambini.
Allora io vorrei domandarle di pregare per la scuola italiana, per tutti i bambini e i giovani che la frequentano, per i piccoli del Signore che non possono essere scandalizzati. E poi le domando: un insegnante che voglia vivere secondo il Vangelo, o perlomeno cerchi di farlo, cosa deve fare quando arriverà una bella circolare che imporrà ai bravi insegnanti della buona scuola… lezioni o interventi di esperti di educazione gender?
Cosa dovrà fare se non vuole perdere l’anima, ma non può perdere il lavoro? Ecco, questo più di tutto mi angoscia. Cosa deve fare? Elisabetta».
 Il problema è molto serio e adesso devono essere i genitori a manifestare tutto il loro sdegno nelle sedi opportune, non possono rimanere in silenzio o agire in futuro quando il decreto legge sarà approvato dal governo. Si uniscano agli insegnanti che vogliono scioperare in tutta Italia e vadano nelle piazze a gridare “vergogna” per una legge diabolica e perversa contro i bambini per arrivare a manipolare gli adulti.
Ad Elisabetta dico che l’anima viene al primo posto, la coscienza non deve accettare l’errore, quindi, prima di parlare del rimedio propongo una grande e costante preghiera per la Chiesa, per l’Italia e la scuola italiana.
La protesta potrebbe bloccare questa legge, anche se non è facile perché l’organizzazione che vuole questa legge in tutta Europa agisce fortemente in tutte le 28 Nazioni di questa assurda unione europea. Con la preghiera si potrà almeno ottenere la libertà di coscienza degli insegnanti e ognuno sarà libero di scegliere se favorire o meno l’ideologia del gender.
Noi sappiamo che è una ideologia satanica e che numerosi politici italiani l’appoggiano!

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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Medaglia di San Benedetto