Il Signore ti benedica,ti custodisca e ti mostri il Suo volto misericordioso!

Quando pensi di aver toccato il fondo e che nessuno ti voglia o ti ami più, Dio si fa uomo per incontrarti, Gesù ti viene accanto

CIAO A TE !!

Nulla è più urgente nel mondo d'oggi di proclamare Cristo alle genti. Chiunque tu sia, puoi, se vuoi, lasciare un tuo contributo, piccolo o grande che sia, per dire, comunicare, annunciare la persona di Gesù Cristo, unico nostro salvatore. Uno speciale benvenuto a LADYBUG che si è aggiunta di recente ai sostenitori ! *************************************************** Questo blog è sotto la protezione di N.S. Gesù Cristo e della SS Vergine Maria, Sua Madre ed ha come una ragione di esistere di fornire un contributo, sia pure piccolo ed umile, alla crescita della loro Gloria. ***************************************************

Con Cristo non ci sono problemi, senza Cristo non ci sono soluzioni.

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sabato 20 gennaio 2018

SC 43 Commento al Vangelo del 20.01. 2018 (Padre Giulio Maria Scozzaro)

+ Dal Vangelo secondo Marco (3,20-21)
In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé». 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Dall'adesione o meno alla domanda di Gesù posta a Giacomo e Giovanni, si riconosce il seguace veramente convinto e coraggioso o il seguace superficiale: “Potete bere il calice che Io sto per bere?”. Mettersi alla sequela del Cristo non comporta applausi, onori e benemerenze, al contrario, inevitabilmente c’è da bere al suo stesso calice.
Il calice di cui parla Gesù è la sua Passione, questo spiega il riferimento al calice mentre era nell’Orto degli Ulivi: «Si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo: “Padre mio, se è possibile, passi da Me questo calice! Però non come voglio Io, ma come vuoi Tu!”» (Mt 26,39).
La Persona di Gesù ha due nature, la sua Volontà è duplice, questo viene fuori quando nell’Orto degli Ulivi chiede per tre volte al Padre di evitargli di bere quel calice infinitamente amaro, ma se la sua Volontà umana prova una forte ripugnanza, prevale quella Divina. “Padre mio, se questo calice non può passare da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà” (Mt 26,42).
La Volontà Divina di Gesù è perfettamente identica a quella del Padre e questa dirige la sua missione. La Carne è debole ma lo Spirito è Divino.
Il Figlio di Dio incarnato ha provato ogni forma di sofferenza e non si è ribellato, ha dominato la natura umana per osservare il disegno del Padre. Non avviene lo stesso a tutti i cristiani, ognuno porta la usa croce per le proprie colpe, gli sbagli istintivi e l’avventatezza. C’è anche l’avversità di quanti si manifestano come nemici e causano profonde sofferenze.
Non è vero che i cristiani soffrono più degli atei, lo spiego più avanti ma i cristiani non devono temere le contrarietà a causa della Fede.
Probabilmente i cristiani calcolatori si pongono questo dilemma e cercano di trovare la soluzione migliore per stare con Gesù senza restarci… Essere cristiano senza condividere la vita di Gesù… Oppure viene accettata una parte del Vangelo e si tralasciano quelle parti in cui viene evidenziata la sofferenza del Signore a causa delle diffamazioni, delle parolacce volgari, dell’odio spietato dei suoi nemici.
L’accusa contro Gesù che leggiamo oggi: “È fuori di sé”, è quella meno offensiva, nei testi sacri si trovano offese molto pesanti.
Non può porsi un limite il cristiano che vuole amare sinceramente Gesù, non deve neanche spaventarsi delle diffamazioni che arrivano da persone senza. C’è una scarsissima conoscenza della vera spiritualità cristiana. La Santa Chiesa necessita di molti buoni Sacerdoti dediti esclusivamente alla salvezza delle anime, senza preoccuparsi di null'altro!
Già i tanti buoni Sacerdoti spiegano ai parrocchiani il valore della sofferenza e che non devono mai temere i diavoli, essi sono cani legati.
Meditate attentamente che è la Fede che abbiamo e viviamo, a salvarci da tantissimi pericoli, da sofferenze e da quant'altro che non si percepisce. Chi sta con Gesù e osserva la sua Parola riceve grandi protezioni e il Signore mette ai diavoli paletti che non possono superare.
Mai si deve applicare a Dio una malattia o una sofferenza, come non bisogna dire che Dio è l’autore di fatti spiacevoli.
I non credenti hanno molte croci sulle spalle e non le sopportano, cercano disperatamente di allontanarle e non riuscendovi, trovano altri diversivi che però li affossano definitivamente. Come potrà la Misericordia di Gesù agire in queste anime disperate e contrarie a Dio?
I cattivi non vivono bene, la loro apparente felicità è frutto della loro vanità e inconsistente vita. I cattivi hanno molte più croci dei cristiani, non conoscono la vera pace interiore né la gioia soprannaturale, non ricevono aiuti da Gesù e l’inganno è il naturale stile di vita.
Possono condurre una vita agiata per le truffe e altre operazioni disoneste, opere che i veri cristiani neanche devono immaginare.
Gesù è stato odiato così intensamente perché è l’Amore e tutti quelli che non Lo adorano, non pregano, non accettano i Comandamenti, portano addosso negatività che infondono sempre pessimismo, tristezza, confusione, pensieri avversi, pulsioni verso il male e una insistente spinta a commettere peccati mortali.
“È fuori di sé”. I cattivi lo pensano del cristiano buono, onesto e perbene. Lo hanno detto a Gesù ed è Dio, se lo dicono di noi è un onore!
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PG 20 Pensiero del giorno 20.01.2018 di Don Pierino Galeone – Servi della Sofferenza

Diventare cristiani per il Regno dei Cieli è l’impegno quotidiano di ogni battezzato.
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GR 42 Granellino del 20.01.2018

(Mc 3,20-21)
Se dopo aver avuto due figli rimani incinta per avere il terzo, satana ti dirà che sei fuori di testa e farà di tutto perché tu abbia un aborto.
Se dopo aver conseguito una laurea decidi di entrare in convento o in seminario, satana ti dirà che sei fuori di testa e farà di tutto per convincerti a non rinunciare a una brillante carriera che il mondo ti sta offrendo.
Se perdoni chi ti ha offeso seriamente ripetutamente, satana ti dirà che sei fuori di testa e farà di tutto per convincerti a non andare in contro al tuo nemico per abbracciarlo.
Se darai i tuoi averi a una famiglia povera perché abbia il pane quotidiano, satana ti dirà che sei fuori di testa e farà di tutto per convincerti a custodire gelosamente il tuo tesoro.
Se ti rifiuti di accettare una tangente per concedere un favore, satana ti dirà che sei fuori di testa e farà di tutto per convincerti a prenderla giustificando l'atto disonesto dicendoti che lo Stato non ti dà un salario adeguato all'impegno che metti nel lavoro che svolgi.
Se ti vieni offerta la possibilità di comprarti la laurea e tu ti rifiuti di farlo satana ti dirà che sei fuori di testa.
Se per fare carriera ti viene chiesto di prostituirti al tuo datore di lavoro e tu non lo fai, satana ti dirà che sei fuori di testa. 
Se impieghi il tuo tempo libero nell'aiutare i poveri e nell'andare a messa ogni giorno satana ti dirà che sei fuori di testa. 
Chi farà la parte di satana nel convincerti a non comportarti come figlio di Dio potrebbe essere un tuo parente che non vive da figlio di Dio, ma vive secondo i pensieri e le vie del mondo. 
Cosa devi fare o dire quando ti viene chiesto di non fare la volontà di Dio? Quello che Gesù disse a Pietro quando questi voleva impedire a Gesù di andare a Gerusalemme per affrontare la sua Passione: "Vattene, satana, perché tu non pensi secondo Dio”. 
Oggi chi vive da figlio di Dio è considerato anormale.
Secondo la mentalità del mondo oggi è normale chi abortisce, chi divorzia, chi pratica l'omosessualità, chi si va a suicidare in una clinica privata, chi va a convivere e chi si prostituisce per fare carriera.
Per il mondo il vizio è virtù e la VERITÀ è menzogna.
Amen. Alleluia.
(P. Lorenzo Montecalvo dei Padri Vocazionisti)

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venerdì 19 gennaio 2018

SC 42 Commento al Vangelo del 19.01. 2018 (Padre Giulio Maria Scozzaro)

+ Dal Vangelo secondo Marco  (3,13-19)
In quel tempo, Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da Lui. Ne costituì Dodici -che chiamò apostoli-, perché stessero con Lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demoni. Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro, poi Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè “figli del tuono”; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, il quale poi Lo tradì. 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Apro una piccola parentesi sul tradimento di Giuda. Non è consolante aprire questo commento con Giuda, lo so, ma voglio ribadire che egli si è dannato. All’interno della Chiesa da decenni c’è una fazione di teologi e altri “innamorati” della figura di Giuda, un uomo insignificante diventato Apostolo che finisce per tradire Dio, ma che per loro non si è dannato. Da dove traggono questa tesi?
Dalla loro fantasia, dalla terribile paura di fare la fine di Giuda per i molti tradimenti a Gesù Cristo, quindi, per continuare a vivere nell’immoralità, sostengono la salvezza di Giuda per continuare a nutrire la convinzione di salvarsi.
Ma Giuda non si è pentito, per questo si è dannato.
Se si fosse pentito, il Vangelo lo avrebbe riportato. Quale messaggio più grande della Misericordia di Gesù che perdona colui che Lo ha consegnato alla tremenda morte di Croce? Ed è semplice capire che Giuda si è dannato da quest’altra considerazione: il Vangelo è ispirato dallo Spirito Santo e come leggiamo oggi, viene scritto solamente che tradì Gesù e non che si pentì.
Ragionevolmente dobbiamo trarne un insegnamento logico: se nel Vangelo è Dio a parlare e afferma che Giuda tradì Gesù Cristo, senza indicare la sua conversione, vorrà dire che dopo il tradimento è seguita solamente la sua disperazione.
Andiamo avanti. Il Vangelo ci parla della vocazione dei Dodici, qui è inserito il traditore che verrà in seguito sostituito da Mattia. Gesù chiama i Dodici dopo avere trascorso l’intera notte in preghiera, non tanto per sceglierli tra molti altri, la scelta era stata fatta molto prima.
Perché toccò a questi uomini di godere di un favore così grande da parte di Dio? Perché proprio a loro e non ad altri? Non serve chiedersi perché furono scelti. Semplicemente li ha chiamati il Signore, e in questa liberissima scelta di Cristo sta il loro onore e l’essenza della loro vocazione.
“Chiamò a sé quelli che Egli volle”.
La vocazione è sempre un’iniziativa divina. Gli Apostoli non si distinguevano per il fatto di essere sapienti, facoltosi, importanti; erano uomini qualunque, normali, che hanno risposto con Fede e generosità alla chiamata di Gesù.
La qualità che li rendeva affidabili era la fedeltà. Tranne il traditore, gli altri vissero l’esperienza accanto al Signore con sempre maggiore partecipazione e amore verso Lui. Furono Apostoli veramente innamorati di Gesù, anche se la loro crescita spirituale non si è concretizzata in una difesa coraggiosa nel momento doloroso della vita di Gesù.
Diventeranno molto coraggiosi dopo la Pentecoste, fino a subire il martirio fisico in diversi modi per non rinnegare Gesù Cristo.
Cristo non ha scelto uomini perfetti, Egli sceglie i suoi così come sono, e questa chiamata è il loro unico titolo. San Paolo, per esempio, per sostenere l’autorità con cui insegna e ammonisce i fedeli, spesso comincia le sue lettere in questo modo: “Paolo, Apostolo di Cristo Gesù per Volontà di Dio, per annunciare la promessa della vita”.
Chiamato e scelto. È evidente nel suo dire la presenza di questa realtà: l’elezione divina.
Gesù chiama con autorità e tenerezza, come Javhé aveva chiamato i suoi Profeti e messaggeri: Mosè, Samuele, Isaia. Mai i chiamati meritarono in qualche modo la vocazione, né furono scelti per la loro condotta retta o per le loro condizioni personali.
San Paolo lo dirà esplicitamente: “Ci ha chiamati con una vocazione santa, non già in base alle nostre opere, ma secondo il suo proposito”.
Il Signore Gesù chiama ognuno di noi per continuare la sua opera di redenzione nel mondo, e le debolezze non possono meravigliare e tanto meno scoraggiare; né deve sconfortarci la sproporzione tra le nostre forze e il compito che Dio ci propone.
Gesù ci soccorre sempre, chiede la nostra buona volontà e il piccolo aiuto che possono offrirgli le nostre mani.
L’uomo dà gloria a Dio e trova la grandezza della propria vita nel compimento della vocazione ricevuta. Cristo ci ha chiamato tutti a seguirlo, a imitarlo e a farlo conoscere in famiglia, tra gli amici e tra quanti hanno opinioni infondate su Dio e la sua Chiesa.
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PG 19 Pensiero del giorno 19.01.2018 di Don Pierino Galeone – Servi della Sofferenza

Cosa cerchi di più: il bene o il male? Tu sei quello che cerchi, anche se non lo dici.
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GR 41 Granellino del 19.01.2018

(Mc 3,13-19)
Il Cristianesimo non è massa, ma è lievito buono nella massa. Gesù inizia il suo ministero apostolico formando una piccola comunità di discepoli. Gesù sa che un discepolo che segue e ascolta il maestro con umiltà e fedeltà è migliore di un migliaio di ascoltatori che non hanno nessuna intenzione o volontà di essere educati, formati e istruiti. Gesù non cerca la quantità, ma la qualità. Un discepolo animato dalla passione per Gesù è una calamita potente per attirare altri a seguire il divino Maestro. Mille cristiani tiepidi non porteranno nemmeno uno a a Gesù, ma un discepolo con un cuore acceso di amore per Gesù ne porterà mille alla scuola del Vangelo.
Tre cose il discepolo è chiamato a fare alla scuola del Vangelo: 
1) Deve stare con Gesù sempre e ovunque. Non può dire: Sto con Gesù in chiesa, ma non nel mondo. Il discepolo deve avere l'orecchio sempre attento per ascoltare e custodire nel cuore quello che dice Gesù. Il discepolo deve imparare a non dire più: secondo me o io la penso diversamente.
2) Alla scuola di Gesù il discepolo deve avere gli occhi sempre aperti per vedere quello che il Maestro fa. Il discepolo di Gesù deve dimenticare e abbandonare i suoi vecchi modi di agire verso Dio e il prossimo. 
3) Il discepolo deve imparare ad avere fiducia in Gesù ed amarlo più di tutti e di tutto. Stando con Gesù, ascoltando Gesù, emulando Gesù e amando Gesù, il discepolo sperimenterà la gioia di dire: "Non sono più io che vivo ma è Cristo che vive in me". 
Solo quando il discepolo è ricolmo di amore soprannaturale, Gesù gli affida la missione di predicare il perdono dei peccati e di scacciare i demoni. Che grande e sublime missione!
È la missione dell'apostolo che, all'invito del Signore: Chi andrà per noi a salvare gli altri?, ha risposto: "Ecco, Signore, manda me!". Dove lo porta lo Spirito? Nei luoghi dove dimorano i demoni che deve scacciare con il dito di Dio.
Così l'apostolo diventa il primo anello di una lunga catena di salvati. Amen. Alleluia.
(P. Lorenzo Montecalvo dei Padri Vocazionisti)

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giovedì 18 gennaio 2018

SC 41 Commento al Vangelo del 18.01. 2018 (Padre Giulio Maria Scozzaro)

+ Dal Vangelo secondo Marco (3,7-12)
In quel tempo, Gesù, con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e Lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall'Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidòne, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da Lui. Allora Egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non Lo schiacciassero. Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di Lui per toccarlo. Gli spiriti impuri, quando Lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma Egli imponeva loro severamente di non svelare chi Egli fosse. 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La riflessione iniziale certifica la lontananza di tre quarti dell’umanità da Gesù Cristo e tra i cristiani diminuisce sempre più l’interesse verso il Signore. Eppure il Vangelo ci parla di Gesù che guarisce tutti gli ammalati, che ha il dominio totale su satana e la morte, che tutto è sottomesso a Lui.
È possibile rifiutare un Dio che concede questi miracoli e che in cambio chiede solamente di osservare la sua obiettiva Legge?
La situazione delle Chiese italiane è molto triste, sono frequentate da circa il 10% dei cattolici, ed è una percentuale ridicola, ma dalla Francia in su le cose vanno peggio. Dove sta la ragione della lontananza di masse di cattolici dalla Messa ed anche dal considerarsi cattolici?
Nell’ultimo decennio tanti scandali hanno impressionato e sconcertato anche i cattolici più tolleranti. Si conosce solo una minima parte dei molteplici scandali che avvengono nelle tenebre, già quelli resi pubblici dai mass-media arrecano un fortissimo sdegno ed anche un comprensibile disprezzo verso quei parassiti che tradiscono Dio.
È il silenzio dei superiori ad aggravare gli scandali. È un ulteriore scandalo.
Fa star male i credenti l’indifferenza dei responsabili di determinate diocesi, soprattutto in alcuni dicasteri romani c’è una struttura organizzata per insabbiare gli scandali. Ovviamente secondo le intrigate amicizie, ancora peggio di quanto avviene nelle mafie e così calpestano con estrema indifferenza la dignità dei buoni, la verità e la giustizia.
Le eresie che da anni si predicano non vengono punite da nessun cardinale e vescovo, essi dimostrano di non vigilare sulla sana dottrina e non stoppano chi scandalizza i credenti, fino a distruggere in molti casi la loro Fede.
“Chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in Me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare” (Mt 18,6).
C’è l’imbarazzo della scelta nella verificare della tipologia degli scandali e delle eresie che si rifilano nelle omelie. Una delle ultime e che va di molto oltre la decenza di un sacerdote se tale si considera, arriva da Torino e l’ha proferita don Fredo Olivero. Dal giorno di Natale si conosce questa folle spiegazione del Credo da parte di un sacerdote cattolico.
La Notte di Natale non ha fatto recitare il Credo durante la solenne Messa e per far sapere che anche lui fa parte del club degli apostati modernisti seguaci del protestantesimo, ha detto:“Sapete perché non dico il Credo? Perché non ci credo”.
I presenti sbalorditi e forse anche sorridenti per la battuta… ma la barzelletta non si può raccontare quando si deve recitare il Credo!
Imperterrito e sfrontato, sicuro di dire verità inoppugnabili e che nessun suo superiore di Roma e di Torino l’avrebbe punito o spedito sul Tibet tra i buddisti… ha continuato a burlarsi della nostra Fede. “Se qualcuno lo capisce il Credo…, ma io dopo tanti anni ho capito che era una cosa che non capivo e che non potevo accettare. Cantiamo qualcos’altro che dica le cose essenziali della fede”.
Invece del Credo ha intonato il canto religioso “Dolce sentire”, colonna sonora del film su San Francesco, “Fratello sole sorella luna”.
Questa storica colonna sonora composta dal compositore Riz Ortolani, descrive magistralmente da sola un commento alla storia, alle immagini, ai sentimenti che emergono durante il film, ma è molto di più: è una musica che riesce a trasportare chi ascolta ad una realtà suggestiva e diversa, come quella vissuta e che poteva vivere solo quel giovane di Assisi destinato a diventare il San Francesco di tutti.
Nel caso del parroco di Torino, questo canto ha professato quel suo inferno che probabilmente sta vivendo qui, non può che vivere nella disperazione un sacerdote che afferma di non credere alle Verità rivelate da Dio e contenute nel Credo.
Non c’è solamente questo cattivo esempio ad allontanare milioni di cattolici dalla Chiesa, sono incalcolabili le omelie non più cattoliche che si esternano dai pulpiti cattolici con la superba pretesa di imporre ai fedeli nuove dottrine eretiche, folli, scriteriate.
Dobbiamo chiederci cos’è la Fede.
Non è quella di chi si illude di pregare e non vive il Vangelo. Non è quella di prelati di Roma e di tanti luoghi del mondo che esaltano l’islamismo e Lutero, negando implicitamente tutta la sana dottrina cattolica, trasmessa dagli Apostoli fino ai giorni nostri. Non c’è Fede neanche nei predicatori che dicono e non fanno.
“Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno” (Mt 23,3).
Oggi però sono molti quelli che dicono male e fanno ancora peggio!
La Fede autentica va vissuta, e deve conformare tanto le decisioni grandi quanto quelle piccole, e ordinariamente si manifesta nel modo di affrontare i doveri quotidiani. Nella vita che ognuno conduce viene mostrata la sua Fede, da come parla, come agisce e ordisce.
La Fede è vera se si vive e si mostra con le buone opere. Si esercita la Fede nell'adesione totale a Gesù, non si sbandiera solo parlando di Gesù.
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PG 18 Pensiero del giorno 18.01.2018 di Don Pierino Galeone – Servi della Sofferenza

La sofferenza è posta dal Signore a un bivio: se l’accogli per amore a Dio ti fa molto bene, se non l’accogli così ti farà molto male.
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GR 40 Granellino del 18.01.2018

(Mc 3,7-12)
Quando ero parroco, all'inizio di ogni nuovo corso di catechesi per adulti, giovani e coppie di sposi, facevo mettere sulla facciata della chiesa un grande cartellone su cui si avvisava il giorno e l'ora delle catechesi. In tutta verità devo dire che si presentavano all'ascolto delle catechesi non le persone che avevano letto il cartellone pubblicitario, ma quelle persone che erano state attirate e convinte dalla conversione concreta di qualche loro amico o parente.
Perché la gente accorreva numerosa da Gesù? Venendo a conoscenza di quello che Egli faceva. Cosa faceva Gesù? Egli faceva gratuitamente opere di amore e misericordia.
La calamita che attira la gente alla conoscenza di Gesù sono le opere e non le belle parole. La forza trascinante che fa accorrere la gente in Chiesa non è la simpatia del prete o la sua bellezza fisica ma le opere di vita eterna che compie. Chi fa una buona pubblicità a Cristo è il cristiano e la comunità cristiana che fanno quello che dice Gesù. L'azione concreta nell'aiutare il prossimo che è povero, ammalato, disperato, avvilito e affamato rimane sempre la calamita più potente per attirare le persone a frequentare seriamente la comunità cristiana che assiduamente s'impegna ad essere segno vivo della presenza di Gesù Cristo che salva, guarisce, perdona e moltiplica il pane.
Certo, è senz’altro positivo spendere somme ingenti di danaro per fare buona e costante pubblicità del Vangelo attraverso la televisione, la radio, le riviste, i giornali, cinema ed altri. La Chiesa deve usare questi mezzi di diffusione di massa, ma dovrebbe chiedersi: Qual è il mezzo più efficace di parlare di Cristo e di manifestare la sua morte e risurrezione? Certamente quando può dire: "Venite a vedere: i ciechi vedono, i sordi odono, i muti parlano, i paralitici camminano e i morti risorgono". 
La Chiesa primitiva si diffondeva attraverso la parola, ma soprattutto attraverso i cristiani che morivano per Cristo e lo rendevano vivo attraverso l'amore. Cosa la gente dice della tua Comunità cristiana? Cosa dice la gente di te come cristiano? Qualcuno ti ha mai detto: Grazie a te ho conosciuto Gesù? Amen. Alleluia.
(P. Lorenzo Montecalvo dei Padri Vocazionisti)
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mercoledì 17 gennaio 2018

SC 40 Commento al Vangelo del 16.01. 2018 (Padre Giulio Maria Scozzaro)

+ Dal Vangelo secondo Marco (3,1-6)
In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo. Egli disse all'uomo che aveva la mano paralizzata: «Alzati, vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt'intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all'uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita. E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di Lui per farlo morire. 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Troviamo inevitabilmente nel Vangelo tre categorie di persone, ed è naturale all’inizio della conoscenza il comportamento delle tre categorie, secondo quanto posseggono interiormente. Se sono uomini buoni accolgono Gesù perché non hanno malizia; se sono cattivi rifiutano Gesù a prescindere; se sono indifferenti e superficiali non si curano di Gesù.
Nella sua predicazione il Signore ha incontrato tutti questi, ognuno di essi ha avuto la possibilità di crescere nella Fede o di convertirsi ascoltando la Divina predicazione, oppure di scuotersi dall’ignavia che rappresenta plasticamente l’accidia o pigrizia, la negligenza verso ciò che è importante nella vita.
Un uomo di nome Antonio volendo osservare perfettamente il Vangelo, intorno al 300 entrò in una Chiesa e ascoltò parole che immaginò come dirette a lui. “Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi e dallo ai poveri” (Mt 19,21); “Non affannatevi per il domani” (Mt 6,34).
Subito lasciò tanto denaro e i molti beni materiali, senza dimenticare la sorella e si ritirò nel silenzio per pregare e arricchirsi dello Spirito Santo. Divenne il più grande asceta e poi mistico dei primi secoli cristiani, comunque è sempre considerato il padre di tutti i monaci e di ogni forma di vita religiosa. Questo comporta la conoscenza e l’adorazione di Gesù!
Oggi sembra paradossale in molti non accorgersi dell’Onnipotenza di Gesù Cristo, le incalcolabili opere meravigliose venute fuori dalla Santa Chiesa in questi millenni, la dedizione gratuita di decine di migliaia di Santi/e canonizzati e di miliardi di cristiani che hanno seminato per le strade del mondo carità e aiuti spirituali e fisici a quanti si sono trovati e si trovano nella sofferenza.
Questo è l’annuncio onesto da gridare in tutto il mondo, è fuori luogo e anche ingiustificato continuare a gridare in ogni predicazione che la Santa Chiesa chiede perdono per i pedofili, anche se è vero che hanno disonorato il sacerdozio e macchiato l’immacolatezza della Chiesa. Macchie che non deturpano l’essenza della Chiesa, solo la sua immagine nel mondo.
Si annuncino le meraviglie della Chiesa, l’Onnipotenza del Signore, i Sacramenti di salvezza, l’importanza della Messa e del Rosario.
Non è solo la mano paralizzata nel non adempiere al ruolo che ogni Ministro di Dio è chiamato a svolgere santamente, oggi la paralisi del cuore è potentemente diffusa ed elimina il soprannaturale dalla persona, rendendola arida e senza alcun desiderio di pregare e di osservare i Comandamenti.
“Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata”. Gesù dimostra che Lui può guarire ogni forma di male ma occorre l’umiltà, la verità.
La società ha scelto l’opposto, vuole nutrirsi di egoismo e falsità. Rifiuta l’umiltà e la verità, aumenta una forte avversione verso i valori cristiani. I cristiani sono maggiormente controllati nei comportamenti ma anche i cristiani possono cedere e nessuno deve tralasciare la vigilanza personale.
Il 14 gennaio 2018 la Madonna ha dato come sempre, insegnamenti impareggiabili a Luz de Maria, leggiamo una parte che spiega molto.
«Voi cadete, inciampate, vi rialzate e continuate a commettere gravi errori, perché vi rifiutate di scoprire gli insegnamenti che sono impliciti in ogni sbaglio, volontario o involontario che sia.L’uomo cade e continua a fare gli stessi errori, perché non riflette.
Voi non conoscete, non godete, non ambite, non bramate l’Amore di Mio Figlio, credete di amare Mio Figlio. Io vi chiedo di guardarvi dentro, vi chiedo di considerare le vostre opere e le vostre azioni… Voi siete templi dello Spirito Santo!  (Cfr. 1 Cor 3,16).
Un grandissimo male sta corrodendo l’organismo spirituale dell’uomo, lo debilita, lo fa diventare debole in ogni ambito della vita. 
Un grandissimo male porta l’uomo a stancarsi nella crescita spirituale.
Un grandissimo male che rimane occulto a chi ne soffre e quando esce allo scoperto ha fatto piazza pulita dei fratelli, ha distrutto, ha separato, ha disunito, ha ferito altri fratelli e colui che ne soffre…
L’uomo che soffre di questo male punta il dito contro i fratelli, ma non riconosce il proprio modo sbagliato di agire e di comportarsi.
Questo è il grande male dell’uomo di questo momento, non vuole essere corretto, non permette che gli si faccia notare un errore, perché sta vivendo il Vangelo a suo piacimento e come i farisei punta il dito e non applica nella propria vita quello che predica. (Cfr. Mt 23,1-3). Questo grandissimo male è la superbia».
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PG 17 Pensiero del giorno 17.01.2018 di Don Pierino Galeone – Servi della Sofferenza

Se non amiamo i fratelli, figli degli stessi genitori, come possiamo amare i fratelli, figli dell’unico Padre Celeste? La fede ci fa riconoscere fratelli, figli dell’unico Dio. Noi, invece, purtroppo non sappiamo riconoscerci sempre fratelli, figli degli stessi genitori.
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GR 39 Granellino del 17.01.2018

(Mc 3,1-6)
Quante mani inaridite tra i discepoli di Cristo e nella nostra Chiesa! Queste mani inaridite si trovano soprattutto nel clero. Forse, anzi senza forse, anche la mia mano è inaridita. Negli ultimi decenni, nella Chiesa, si fanno molte riunioni, molti documenti ed encicliche per una nuova evangelizzazione, ma c'è poca mano d'opera. Quante belle parole! Quante belle idee! Quanti bei progetti! Quanti begli slogan! Se si mettessero in pratica i progetti usciti dalla mente di tanti professori di teologia, la Chiesa sarebbe viva più che mai. Il cristianesimo non è solo teoria, ma è anche fatto. Una Chiesa fatta solo di idee e progetti e non di azioni è virtuale. Dopo aver conosciuto la VERITÀ, il cristiano mette mano all'opera affinché la VERITÀ diventi un fatto che si può vedere e toccare. La Chiesa non può essere solo un laboratorio di idee ma anche un laboratorio dove si lavora e si suda perché le idee si trasformino in azione.
Oggi la Chiesa cattolica celebra la memoria di un grande Santo il cui nome è Sant'Antonio Abate. Un giorno entrò in una chiesa dove il sacerdote stava proclamando il passo del Vangelo in cui Gesù diceva a un individuo: "Se vuoi avere la vita eterna, va', vendi i tuoi averi e il ricavato dallo ai poveri.". Antonio fu colpito da queste parole di Gesù e subito le mise in pratica. La parola ascoltata diventò carne, cioè "fatto".
In molti cristiani c'è una forte riluttanza nello spendere energie. Dopo aver parlato, progettato e approvato, pensano di aver fatto già tutto. La guarigione della mano inaridita viene suggerita dalle parole di Gesù: "Vieni qui in mezzo. Tendi la mano". Se non c'è un'intima unione con Gesù, la mano inaridita non riceverà l'energia per distendersi perché possa operare.
L'architetto può essere bravissimo nel progettare, ma se non c'è l'operaio il progetto non si realizza. Si accoglie il Vangelo con la mente e con il cuore, ma spesso è la mano che è inaridita. Sembra che un numero considerevole di sacerdoti, al termine della messa, dica ai fedeli: "Andate e combattete". E lui rimane in sacrestia, comodamente seduto su una poltrona. Amen. Alleluia.
(P. Lorenzo Montecalvo dei Padri Vocazionisti)

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martedì 16 gennaio 2018

SC 39 Commento al Vangelo del 16.01. 2018 (Padre Giulio Maria Scozzaro)

+ Dal Vangelo secondo Marco (2,23-28)
In quel tempo, di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe. I farisei gli dicevano: «Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?». Ed Egli rispose loro: «Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell’offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!». E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell’Uomo è Signore anche del sabato». 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Le parole di Gesù esprimono la grandezza e la dignità della persona umana.
Dopo l’accusa dei farisei, Gesù difende i suoi discepoli e il riposo sabatico, e per questo ricorre alla Sacra Scrittura: Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame?”. Conclude che il sabato è a disposizione dell’uomo e non l’uomo del sabato.
Gesù esalta il valore incommensurabile di un uomo, e la persona riesce a conoscere questo valore esclusivamente se si avvicina alla sua Umanità Santissima che emana una luce che illumina l’essere e la vita umana.
La Chiesa difende la dignità della persona, anche di quella che lavora. Si commette una mancanza nei suoi confronti quando la sia stima solo per quel che produce, quando si considera il suo lavoro come banale merce, dando più valore all’opera che all’operaio.
La voce della Chiesa che difende sempre i lavoratori non è neanche più ascoltata, in molti casi è assente la voce di quanti dovrebbero occuparsi del Vangelo, dei Sacramenti e della dignità di ogni essere umano. L’uomo spirituale è quasi escluso nella missione cristiana, ma allora a cosa serve una missione?
Da diversi anni non si parla più della conversione dei peccatori, è subentrata la mentalità protestante che afferma ereticamente la salvezza di tutti per la sola fede, senza la necessità della Confessione, dei Sacramenti, della preghiera, delle penitenze.
È stato detto che è sbagliato fare proseliti, cercare di convertire i peccatori, ma Gesù per tre anni intensi ha predicato proprio questo, ha lasciato agli Apostoli e a tutti i discepoli questo testamento: Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,19-20).
Fino a circa dieci anni fa in Italia erano presenti molti immigrati inseriti nella società e seguivano più o meno le nostre tradizioni. Nessuno aveva detto di mandarli via, lavoravano e avevano famiglie, molti di loro correttamente hanno aperto anche attività lavorative.
In passato non c’è stato alcun problema nell’accogliere gli immigrati che lecitamente chiedevano di lavorare, almeno fino a quando la massoneria ha dato avvio al piano Kalergi che prevede l’invasione musulmana dell’Europa, così grandi uomini d’affari come Soros e altri ancora, oggi continuano a finanziare con centinaia di milioni di dollari le grandi navi, le Ong, i criminali dei gommoni.
Gesù ama intensamente gli immigrati, però vede anche tutta la ragnatela nascosta e il piano segreto per questa immensa invasione, non può essere contento di questo esodo perché è strumentalizzato da quanti hanno progetti pericolosi. Sono questi a gestire le sorti del mondo e a suggerire le parole ai politici e ad altri. Sul web trovate migliaia di articoli su questo progetto.
Noi amiamo gli africani, ma è illogico farne entrare milioni in Italia e decine di milioni in Europa. Anche i meno intelligenti si rendono conto che sono usati per demolire il Cristianesimo e la Santa Chiesa, per distruggere la società occidentale. C’è satana dietro quanti vogliono islamizzare prima l’Italia e l’Europa.
Nei giorni scorsi la Germania e la Francia hanno detto chiaramente che non osserveranno più il“Trattato di Lisbona” e che porranno un limite all’ingresso degli immigrati. Quale Nazione diventerà così il campo profughi di tutta l’Europa? L’Italia.
Questo è il progetto degli illuminati e se la politica continua ad appoggiare questo piano contro l’Italia, dovranno essere gli italiani a protestare civilmente, come avviene in tutte le Nazioni del mondo, quando la popolazione vede soprusi maliziosi e costanti!
Guardate come è ridotta l’Italia. Era la Nazione più bella del mondo, ma i sepolcri imbiancati italiani vestiti da illuminati, prima hanno introdotto l’euro facendo arricchire la Germania e gli italiani che agivano ne erano a conoscenza, tanto che per mascherare il tradimento, l’allora presidente della Repubblica, in ogni circostanza ripeteva “viva l’Italia” somministrando sonnifero negli italiani e chiedeva sempre l’inno di Mameli.
Inneggiando al canto nazionale e cantilenando “viva l’Italia” fece quietare gli italiani. Si sono svegliati troppo tardi e molti non capiscono!
Gli avevano ordinato cosa ripetere e lui in ogni occasione illudeva tutti col suo finto orgoglio italiano, mentre con l’amico ne preparava il funerale…
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PG 16 Pensiero del giorno 16.01.2018 di Don Pierino Galeone – Servi della Sofferenza

Il Creatore ama le sue creature, egualmente i leoni i leoncelli. E noi, che siamo figli di Dio, unico Padre, perché non ci amiamo come fratelli?
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GR 38 Granellino del 16.01.2018

(Mc 2,23-28)
Una volta un cerimoniere del vescovo, durante la celebrazione eucaristica, rimproverò fortemente un chierichetto che non aveva osservato una norma liturgica. Il chierichetto ci rimase molto male. Anch'io, a dire il vero. Certo, le norme liturgiche ci vogliono perché le celebrazioni dei misteri della vita di Gesù avvengano in un clima di profonda devozione e spiritualità, ma bisogna ricordare che l'amore supera ogni norma fatta dall'uomo. Norme osservate con scrupolosità e mossi dallo spirito di perfezionismo non manifestano uno spirito di semplicità, ma uno spirito di legalismo. Il legalista ama più la legge fatta dagli uomini che la legge dell'amore donataci da Dio per onorare la dignità dell'uomo.
Il perfezionista non ammette che uno faccia un errore e non è neppure disposto a perdonare. Chi sbaglia - secondo il perfezionista - deve pagare. Certamente bisogna promuovere l'ordine nella vita comunitaria e sociale per il bene comune. Il perfezionista promuove l'ordine non mosso dal desiderio per il bene comune, ma per asserire il suo autoritarismo, che è uno spirito diabolico che mette i membri di una comunità sia civile che religiosa nella paura. Si puó dire che il perfezionista è un dittatore che punisce chi sgarra.
Sono dolori per una moglie vivere accanto a un marito perfezionista e viceversa. Sono dolori per un figlio vivere con genitori perfezionisti. Sono dolori per i membri di una comunità religiosa o parrocchiale avere un superiore o un parroco perfezionista. Il perfezionismo, essendo uno spirito diabolico, divide e non unisce, anche se all'esterno tutto sembra tranquillo e in ordine. Solo lo Spirito Santo, che è Dio di amore e misericordia, unisce i cuori e crea fratellanza.
Guai ad avere leader nella famiglia, nella Chiesa e nelle istituzioni pubbliche che amano più la legge che l'uomo. 
Il perfezionista, per il suo egocentrismo, è capace di commettere delitti considerandoli diritti. Amen. Alleluia.
(P. Lorenzo Montecalvo dei Padri Vocazionisti)

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Medaglia di San Benedetto