Il Signore ti benedica,ti custodisca e ti mostri il Suo volto misericordioso!

Quando pensi di aver toccato il fondo e che nessuno ti voglia o ti ami più, Dio si fa uomo per incontrarti, Gesù ti viene accanto

CIAO A TE !!

Nulla è più urgente nel mondo d'oggi di proclamare Cristo alle genti. Chiunque tu sia, puoi, se vuoi, lasciare un tuo contributo, piccolo o grande che sia, per dire, comunicare, annunciare la persona di Gesù Cristo, unico nostro salvatore. Uno speciale benvenuto a LADYBUG che si è aggiunta di recente ai sostenitori ! *************************************************** Questo blog è sotto la protezione di N.S. Gesù Cristo e della SS Vergine Maria, Sua Madre ed ha come unica ragione di esistere di fornire un contributo, sia pure piccolo ed umile, alla crescita della loro Gloria. ***************************************************



Con Cristo non ci sono problemi, senza Cristo non ci sono soluzioni.

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martedì 12 novembre 2019

3S 34 - Per trovare Gesù, bisogna stringersi a Maria

Per trovare Gesù, bisogna stringersi a Maria, perché Gesù è stretto a Lei

Scrive il padre Adolphe Tanquerey (1854-1932) nel suo Compendio di teologia Ascetica e Mistica
(La Vita di Grazia) è pure, in una certa misura, una partecipazione della vita di Maria, o, come dice l’Olier, della vita di Gesù vivente in Maria. Volendo infatti che la santa sua Madre sia la vivente sua immagine, Gesù le comunica, per mezzo dei suoi meriti e delle sue preghiere, il divino suo Spirito, che la fa partecipare, in un grado sovraeminente, alle sue disposizioni e alle sue virtù. Così Gesù vive in Maria, e poiché vuole che la madre sua sia madre nostra, vuole pure che spiritualmente ci generi. Ora, generandoci alla vita spirituale (come causa secondaria, ben inteso), Maria ci fa partecipare non solo alla vita di Gesù ma anche alla sua. Onde noi partecipiamo alla vita di Maria nello stesso tempo che alla vita di Gesù o, in altre parole, alla vita di Gesù vivente in Maria. È il pensiero così bene espresso nella bella preghiera del P. Condren perfezionata dall’Olier: “O Jesu vivens in Maria, veni et vive in famulis tuis“.

giovedì 31 ottobre 2019

3S 21 - Quando ti preoccupi di dare troppo importanza alla Madonna...

Leggiamo ciò che dice san Luigi Grignon de Monfort nel suo Trattato della vera devozione a Maria:
La ragione per quale poche anime arrivano alla pienezza dell’età di Gesù Cristo, è che Maria, che più che mai la madre di Gesù Cristo e la sposa feconda dello Spirito Santo, non è abbastanza formata nei loro cuori. 
Colui che vuole avere il frutto ben formato e maturo, deve avere l’albero che lo produce; chi vuole avere il frutto della vita, Gesù Cristo, deve avere l’albero della vita, che è Maria. 
Chi vuole avere in sé l’opera dello Spirito Santo , deve avere la sua sposa fedele e indissolubile, la divina Maria…
Siate dunque persuasi che più voi, nelle vostre preghiere, terrete lo sguardo fisso in Maria come pure nelle vostre contemplazioni, azioni e sofferenze, se con uno sguardo distinto e particolare, almeno con uno sguardo generale ed impercettibile, tanto più perfettamente voi troverete Gesù Cristo che è sempre con Maria, grande, potente, operante ed incomprensibile, più che nel cielo ed in alcuna creatura dell’universo.

lunedì 14 ottobre 2019

3S 2 - Rosari senza numero

da Il Santo Rosario e i Santi di padre Stefano Maria Manelli
Un giorno sant’Alfonso de’ Liguori, nella sua vecchiaia, cadde in un brutto letargo. Non parlava né sentiva più nulla. I confratelli, attorno, non sapevano come fare. Ad uno venne un’improvvisa ispirazione, si avvicinò al santo, e gli disse. “Monsignore, dobbiamo dire il Rosario“. A quella parole Rosario, il santo si scosse immediatamente, aprì gli occhi e incominciò subito: “Deus in adiutorium intende…” Quando si trattava di recitare Rosari, sant’Alfonso negli anni della sua vecchiaia, stava sempre “col Rosario tra le mani dalla mattina alla sera.”
I santi sono fatti così. Tendere sempre al massimo nel bene, non mettere mai limiti né lesinare gli sforzi e gli eroismi quando si tratta di compiere cose buone. è la caratteristica propria dei santi. E ciò soprattutto per una cosa buona e santa com’è la preghiera.
Pregare significa sostare e vivere in Cielo: “La nostra conversione è conversazione è nei cieli” (Filippesi 3,20). Pregare è quello che fanno i santi del paradiso, i quali a tu per tu con Dio e Maria, si inebriano dell’incessante preghiera di adorazione, di lode, di ringraziamento.
Amare con passione la preghiera, quindi, cercare con sollecitudine ogni occasione di preghiera, essere instancabili nel pregare, è la cosa più naturale e normale dei Santi. Davvero essi amano le divine parole: “Bisogna pregare sempre” (Luca 18,1), “Pregate senza interruzione” (1 Tessalonicesi 5,179, e come ci tengono a prendere alla lettera! Pregare molto e bene, anzi, pregare moltissimo e benissimo, è la loro comune divisa.
Non ci meraviglieremo, quindi, se anche a proposito dei Rosari, per i santi non vale altra massima che quella delle anime “totalitarie”: recitarne senza numero.
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3S 1 - Perché si è più facilmente esauditi ricorrendo a Maria piuttosto che a Gesù?

Comincio con questo post a proporre una serie di testi dal sito i 3 Sentieri (che potrete individuare da tag specifico)


Sant'Alfonso Maria de’ Liguori dice che può accadere di essere più facilmente esauditi ricorrendo a Maria che non a Gesù. Ovviamente non perché la Madonna sia più buona o più potente di Gesù, ma perché Dio così ha disposto e perché… leggiamo cosa dice sant'Alfonso nel suo Le glorie di Maria e capiremo:

(…) sant’Anselmo aggiunge che quando ricorriamo a questa divina Madre, non solo dobbiamo essere sicuri della sua protezione, ma che « alle volte saremo più presto esauditi e salvati invocando il nome di Maria che invocando il nome di Gesù nostro Salvatore ». E ne adduce la ragione: « Perché al Cristo come giudice appartiene anche il punire; ma alla Vergine, come avvocata, compete la sola misericordia ». Egli vuol dire che noi troviamo più presto la salvezza ricorrendo alla Madre che al Figlio, non perché Maria sia più potente del Figlio a salvarci, poiché sappiamo che Gesù è il nostro unico Salvatore che unicamente con i suoi meriti ci ha ottenuto e ci ottiene la salvezza; ma perché noi, ricorrendo a Gesù e considerandolo anche come nostro giudice, a cui spetta di castigare i peccatori, manchiamo forse della fiducia necessaria per essere esauditi. Invece rivolgendoci a Maria, che come madre di misericordia non ha altra funzione che di compatirci e come nostra avvocata quella di difenderci, la nostra fiducia è più sicura e più grande.
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sabato 3 febbraio 2018

Preghiera a Nostra Signora di Lourdes

Maria, Tu sei apparsa a Bernardetta nella fenditura di questa roccia.
Nel freddo e nel buio dell’inverno, hai fatto sentire il calore di una presenza, la luce e la bellezza.
Nelle ferite e nell'oscurità delle nostre vite, 
nelle divisioni del mondo dove il male è potente,
porta speranza e ridona fiducia!
Tu che sei l’Immacolata Concezione,
vieni in aiuto a noi peccatori.
Donaci l’umiltà della conversione, il coraggio della penitenza.
Insegnaci a pregare per tutti gli uomini.
Guidaci alle sorgenti della vera Vita.
Fa di noi dei pellegrini in cammino dentro la tua Chiesa.
Sazia in noi la fame dell’Eucaristia, il pane del cammino, il pane della Vita.
In Te, o Maria, lo Spirito Santo ha fatto grandi cose:
nella sua potenza, ti ha portato presso il Padre,
nella gloria del tuo Figlio, vivente in eterno.
Guarda con amore di Madre le miserie del nostro corpo e del nostro cuore.
Splendi come Stella luminosa per tutti nel momento della morte.
Con Bernardetta, noi ti preghiamo, o Maria, 
con la semplicità dei bambini.
Metti nel nostro animo lo spirito delle Beatitudini.
Allora potremo, fin da quaggiù, conoscere la gioia del Regno
e cantare con te: Magnificat!
Gloria a te, o Vergine Maria, Beata Serva del Signore,
Madre di Dio, Tempio dello Spirito Santo!
Amen!
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lunedì 1 gennaio 2018

PR 4 Preghiera alla Madre di Dio

   O Maria, Madre e Signora mia,
affido a Te la mia anima e il mio corpo,
la mia vita e la mia morte e ciò che verrà dopo.

Metto tutto nelle tue mani.
A Te consacro tutto me stesso.

O Madre mia, copri col tuo manto verginale la mia anima
e concedimi la Grazia della purezza del cuore,
dell'anima e del corpo
e difendimi con la tua potenza da tutti i nemici.

O splendido Giglio, Tu sei il mio specchio, o Madre mia.

3 Ave Maria...
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SC 24 Commento al Vangelo del 01.01. 2018 (Padre Giulio Maria Scozzaro)

+ Dal Vangelo secondo Luca (2,16-21)
In quel tempo, i pastori andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il Bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del Bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo Cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’Angelo prima che fosse concepito nel grembo. 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Quando si parla di emarginazione sociale della Sacra Famiglia di Nazareth c’è puzza di modernismo strisciante. Di livellamento che segue il relativismo teologico, una gran brutta bestia che agisce dentro coloro che hanno ancora la spudoratezza di pronunciare il Nome di Gesù Cristo.
Si è diffusa una compatta maschera di sfacciataggine tra quanti hanno perduto la fede e non provano più alcuna attrazione spirituale verso il Divino, persone che alcuni decenni fa erano impegnate probabilmente nel corretto apostolato, mentre oggi considerano il Signore come qualcosa che non appartiene ad essi, un estraneo.
Allora è spontaneo dire: neanche lo considerate un immigrato? Gli immigrati sono amati di più!
Gesù è un immigrato a convenienza, in numerose parrocchie italiane hanno messo un Bambino nero, trasformando il Presepe e la storia. Si strumentalizza Gesù per fini politici, per loro va bene parlare di Gesù per lanciare messaggi sociali, ma i loro cuori sono distaccati da Dio. Non sono lontani, proprio distaccati da Dio.
La Sacra Famiglia a Betlemme non è stata discriminata, non portavano addosso alcuna maledizione visibile e non c’era alcuna ragione per rifiutarli. Non c’era posto per Loro nel senso che per l’affluenza dei viaggiatori che si recavano lì per il censimento, era difficile trovare un posto adeguato per il parto della Donna vistosamente incinta.
È una bestemmia indicare la Sacra Famiglia come emarginata socialmente, Gesù non è stato rifiutato perché ancora non era nato e nessuno poteva dire a Maria e a Giuseppe di andare via per colpa del Bambino che non era nato. Mentre era abbastanza complicato reperire più stanze per i preparativi dell’imminente parto.
Nel linguaggio dei sacerdoti modernisti opposti alla sana dottrina, compresi i prelati corresponsabili, non c’è più il soprannaturale, non c’è l’azione dello Spirito Santo e i cattolici più spirituali lo percepiscono e rimangono meravigliati, ma non disorientati perché sanno.
Oltre l’indifferenza verso l’Eucaristia e la Confessione, l’attacco più maliziosamente insinuante è contro la Madonna. Vedremo perché.
L’antica liturgia della Santa Chiesa ha inserito la solenne festività di Maria Madre di Dio nel primo giorno dell’anno, a indicarci che dobbiamo trascorrere tutti gli altri giorni insieme a Lei, è Lei ad accompagnare i veri cristiani nel corso dell’anno e nel cammino spirituale.
Senza la Madre di Dio non c’è cammino di Fede, la prova sono tutti i Santi della Santa Chiesa, mentre nelle chiese che si sono separate con scismi politici e simulatori, non emergono figure come San Francesco, San Pio, Santa Rita, Sant’Antonio, ecc.
Solo i veri devoti della Madonna entrano nel cammino autentico del Vangelo di Gesù, lo ha detto numerose volte il Signore nelle rivelazioni a Maria Valtorta, lo ha rivelato a tanti Santi e Sante. Dio ha scelto sua Madre e L’ha ricolmata di ogni dono e Grazia, la Maternità Divina comporta privilegi quasi infiniti e grandezze per noi inimmaginabili.
L’Onnipotenza per Grazia della Vergine Maria viene comprovata negli esorcismi e nelle preghiere di liberazione, con i diavoli che tremano e perdono potere, sono costretti ad allontanarsi perché non resistono all’invocazione dell’Immacolata Concezione.
Non devono però essere i diavoli a dare testimonianza dell’Onnipotenza per Grazia della Madonna, è già sufficiente quanto ha detto Gesù ai Santi, a Maria Valtorta, Natuzza Evolo, Teresa Neumann, Teresa Musco, Pina Micali. Non c’è alcun dubbio sulla potentissima mediazione di questa Madre che soffre per i suoi figli che tradiscono Gesù, per quanti odiano il prossimo e l’umanità.
In Cielo gli Angeli e i Santi contemplano con ammirato stupore la gloria eccelsa di Maria, e sanno bene che tanta dignità Le deriva dal fatto che fu e continua ad essere per sempre la Madre di Dio. Mater Creatoris, Mater Salvatoris.
Per questo nelle litanie la prima lode che si rivolge alla Madonna è “Sancta Dei Genetrix”, e le invocazioni che seguono sono quelle che convengono alla Maternità Divina: “Santa Vergine delle vergini, Madre della Divina Grazia, Madre purissima, Madre castissima…”.
La Santa Chiesa ha sempre cantato queste lodi a Maria Immacolata divenuta Madre di Dio, quindi l’operazione di minimizzare la devozione a questa potentissima Signora dell’Universo è disonesta, è una strategia voluta da satana e quanti la portava avanti sono suoi alleati.
Maria Santissima viene chiamata dalla Tradizione della Chiesa, “capolavoro della Trinità”, tale capolavoro non è una circostanza accidentale nella vita del cristiano. Non è neppure una persona che Dio ha colmato di tanti doni perché noi ci limitassimo ad ammirarla. Questo capolavoro della Trinità è Madre di Dio Redentore e, per questo, anche Madre mia, di ognuno di noi, poveri esseri umani.
“Madre mia!”, Le abbiamo detto incalcolabili volte.
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martedì 9 dicembre 2014

3299 - Commento al Vangelo del 8/12/2014 Immacolata Concezione B.V.Maria

+ Dal Vangelo secondo Luca (1,26-38)
In quel tempo, l’Angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una Vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La Vergine si chiamava Maria. Entrando da Lei, disse: «Rallègrati, piena di Grazia: il Signore è con te». A queste parole Ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’Angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato Grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un Figlio, Lo darai alla luce e Lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo Regno non avrà fine». Allora Maria disse all’Angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’Angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di Te e la potenza dell’Altissimo Ti coprirà con la sua ombra. Perciò Colui che nascerà sarà Santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la Serva del Signore: avvenga in me secondo la tua parola». E l’Angelo si allontanò da Lei. 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Questa solennità dell'Immacolata richiama tutti alla purezza, una virtù oggi ignorata oppure viene considerata solo nel suo significato del corpo, senza riuscire a vedere le bellezze che racchiude questa parola. La Madonna visse la purezza nella sua pienezza, in ogni sfumatura e ogni suo atto era gradito a Dio, Autore principale della assoluta perfezione di questa rarissima Creatura.
Abbiamo meditato sull'Immacolata Concezione della Madre di Dio, privilegio che apriva la strada a tutti gli altri privilegi!
Vediamo di meditare i riferimenti che contiene il termine purezza e chiediamo alla Vergine Immacolata di guidarci nelle vie spirituali di cui Ella è Maestra. La purezza interiore è indispensabile per compiere un buon cammino di Fede, infatti è impossibile voler crescere spiritualmente senza avere le qualità interiori.
La purezza innanzitutto ci indica la moralità della vita, questo è il passaggio più delicato ed impegnativo per superare le miserie umane ed inoltrarci nel vero cammino mariano. La moralità indica la correttezza nei comportamenti, innanzitutto devono essere sempre autentici, sinceri. È la buona educazione da utilizzare con sincerità in ogni circostanza, unita alla discrezione, quindi all'equilibrio e al buon senso.
La purezza ci indica anche la rettitudine delle nostre azioni, soprattutto dei nostri pensieri. Il controllo dei pensieri dipende da noi, quando si lascia libertà alla mente di viaggiare con l'immaginazione, avvengono sempre fatti brutti, sia interiori che esteriori. Dalla mente partono progetti buoni o cattivi, atteggiamenti sinceri o ipocriti, parole autentiche o menzognere.
La rettitudine si manifesta all'esterno e si vede che operiamo onestamente, se poi ci sono maligni e ipocriti, lasciateli al loro destino.
La rettitudine è anche incorruttibilità nelle piccole cose. Spesso i veri credenti vengono invitati a compiere opere cattive e rifiutano perché non vogliono andare contro la loro Fede. Nelle piccole cose Gesù valuta la nostra fedeltà, e chi è incorruttibile diventa grande davanti a Lui.
La purezza fa agire con bontà anche con quelle persone che non meritano nulla per le loro cattiverie: ma noi siamo con Gesù.
La solennità dell'Immacolata deve portarci alla riflessione delle virtù che pratichiamo, fissando il modello di Creatura unica che Dio ci ha donato. Oggi e poi ogni giorno dobbiamo valutare se le nostre parole sono sincere o ipocrite, se le nostre opere vengono compiute con amore o per perbenismo.
Quali virtù pratichiamo nelle nostre giornate?
L'onestà ci porta ad essere sempre semplici e puri, rifiutando ogni doppiezza e qualsiasi vantaggio ottenuto con l'inganno.
Il vero amore agli altri, a cominciare dai familiari, si dimostra quando si avverte nel proprio cuore l'assoluto disinteresse e si ama senza pretendere nulla in cambio. Questo deve avvenire con tutti quelli che conosciamo e incontriamo.
Questo comportamento porta in noi l'armonia, una serenità che ci rende sempre gioiosi e pieni di comprensione verso tutti.
Dio per mezzo dell'Arcangelo disse alla Vergine Maria: "Il Signore è con Te". È anche con noi se imitiamo le virtù dell'Immacolata.
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venerdì 23 maggio 2014

3075 - La Vergine si chiamava Maria

Don Giuseppe Pollano era un grande intellettuale ma, prima di tutto, un grande uomo di Dio. La sua vita sacerdotale è trascorsa quasi tutta all'ombra del santuario della Consolata di Torino, in confessionale e all'altare. 
Ha scritto numerosi libri e articoli, tra cui: “La Vergine si chiamava Maria. Un mese con la Madonna” Partendo dagli episodi evangelici che la vedono protagonista Maria, don Pollano propone trentuno riflessioni, collegando la vita di Maria di Nazaret con la nostra vita, il mistero con la ferialità. 
La sua vita e il suo apostolato sono stati “una grande scuola di cuore, con Maria”.

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martedì 13 maggio 2014

3056 - Nostra Signora di Fatima

Le apparizioni dell’Angelo del Portogallo
I protagonisti degli avvenimenti di Fatima sono tre pastorelli: Lucia dos Santos di dieci anni e i suoi cugini Giacinta Marto di sette anni e Francesco Marto di nove anni.
Qualche tempo prima dell’apparizione della Madonna i tre bambini erano stati visitati per tre volte da un Angelo del Signore. Nella primavera del 1916, mentre giocavano, una improvvisa luce li avvolse mentre un forte vento scuoteva gli alberi. Nel mezzo di quella luce apparve la figura di un giovane che si presentò dicendo:
"Non temete, sono l'Angelo della pace. Pregate con me".
In una successiva apparizione l'Angelo chiese ai bambini di offrire costantemente delle preghiere e dei sacrifici a Dio. I bambini chiesero:
"Come dobbiamo sacrificarci?"
L'Angelo rispose: "Di tutto ciò che potete, offrite un sacrificio al Signore come atto di riparazione per i peccati con cui è offeso e di supplica per la conversione dei peccatori. Attirerete così la pace sulla vostra Patria. Io sono il Suo Angelo Custode, l'Angelo del Portogallo. Soprattutto accettate e sopportate con umiltà le sofferenze che il Signore vi manderà".
Da questo momento i pastorelli cominciarono ad offrire al Signore tutte le loro sofferenze morali e fisiche.
Nella terza apparizione avvenuta nell'autunno dello stesso anno l'Angelo li invitò a rivolgere a Dio una nuova preghiera: "Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, vi adoro profondamente e vi offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima, Divinità di Gesù Cristo presente in tutti i Tabernacoli della terra, in riparazione degli oltraggi, dei sacrilegi e delle indifferenze con cui Egli stesso è offeso, e per i meriti infiniti del Suo Santissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria vi chiedo la conversione dei poveri peccatori".
Ed offrendo loro il calice e l’Ostia disse: "Prendete e bevete il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo, orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati. Fate riparazione per i loro crimini e consolate il vostro Dio".
 
LA PRIMA APPARIZIONE DELLA MADONNA A MAGGIO
Il 13 maggio 1917, mentre i pastorelli si trovano al pascolo con il loro gregge alla Cova da Iria, preceduta da due lampi abbaglianti di luce, ecco apparire sopra un piccolo leccio verdeggiante una Signora più splendente del sole che con voce soave e rassicurante dice:
"Non abbiate paura. Non voglio farvi alcun male".
Lucia domanda: "Da dove viene?"
"Vengo dal Cielo"
"E cosa vuole da me?"
"Sono venuta a chiedervi di venire qui per sei mesi consecutivi, il giorno tredici, a questa stessa ora. Allora dirò chi sono e cosa voglio. Ritornerò poi ancora qui una settima volta"
"E anch’io andrò in Cielo?" - chiede Lucia.
"Si"
"E Giacinta?"
"Anche lei"
"E Francesco?"
"Anche lui, ma dovrà recitare molti Rosari".
Lucia dice di essersi ricordata di due ragazze che erano morte da poco tempo:
"Maria Das Neves è già in Cielo?" (si trattava di una loro amica morta all'età di 16 anni)
"Si, è là".
"E Amelia?" (un'altra loro amica morta all'età di 18 anni).
"Resterà in Purgatorio fino alla fine del mondo".
Riprende Lucia: "Mi saprebbe dire se la guerra finisce presto o se dura ancora molto tempo?".
"Non te lo posso dire ancora, prima di averti detto quello che desidero".
La splendida Signora riprende a parlare:
"Volete offrirvi a Dio pronti a sopportare tutte le sofferenze che Egli vorrà mandarvi, in riparazione dei peccati con cui Egli è offeso, e per ottenere la conversione dei peccatori?".
"Si, vogliamo!".
"Allora dovrete soffrire molto, ma la Grazia di Dio sarà il vostro conforto".
Lucia racconta: "Nel momento in cui la Madonna pronunciava queste ultime parole, aprì per la prima volta le mani, trasmettendoci una Luce così intensa, una specie di riflesso che usciva e ci penetrava nel petto e nel più intimo dell’anima, facendoci vedere noi stessi in Dio, più chiaramente di come ci vediamo nel migliore degli specchi. Allora, di impulso cademmo in ginocchio e ripetevamo intimamente: "Santissima Trinità, io vi adoro. Mio Dio, io vi amo nel Santissimo Sacramento".
Dopo un po’ la Madonna aggiunse: "Recitate il Rosario tutti i giorni per ottenere la pace nel mondo e la fine della guerra". Poi la Signora cominciò ad elevarsi e sparì in un cielo che sembrava aprirsi.
 
L’APPARIZIONE DI GIUGNO
Il 13 giugno, Festa di Sant’Antonio, avvenne la seconda apparizione.
Lucia esclama ad un tratto: "Già s’è visto il lampo, ora viene la Signora!". Di corsa si diresse verso il leccio seguita dai cugini. La Signora apparve con un vestito bianco e con il Rosario in mano.
Lucia: "Lei mi ha comandato di venire qui. Vorrebbe farmi il favore di dirmi cosa vuole da me?"
"Voglio dirti di ritornare qui il tredici del prossimo mese, di continuare a recitare il Rosario tutti i giorni e voglio pure che tu impari a leggere, per dirti poi quello che desidero".
Lucia domandò la guarigione di un malato, la Madonna rispose:
"Che si converta, e guarirà entro l’anno!"
"Vorrei chiederLe di portarci in Cielo"
"Si, Giacinta e Francesco li porto fra poco, ma tu resterai qui ancora per qualche tempo. Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere ed amare. Vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato. A chi la praticherà prometto la salvezza. Queste anime saranno predilette da Dio, e come fiori saranno collocate da Me dinanzi al Suo trono"
"Resterò qui da sola?"
"No, figlia Mia. Non ti scoraggiare, Io non ti abbandonerò mai. Il Mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio e la via che ti condurrà a Dio".
Lucia racconta: "Fu nel pronunciare queste ultime parole che aprì le mani e ci comunicò, per la seconda volta, il riflesso di quella Luce immensa, nella quale ci vedevamo come immersi in Dio. Davanti alla palma della mano destra della Madonna c’era un Cuore coronato di spine che lo trafiggevano. Capimmo che era il Cuore Immacolato di Maria, oltraggiato dai peccati dell’umanità, che voleva riparazione".
 
L’APPARIZIONE DI LUGLIO
Varie migliaia di persone si trovavano il 13 luglio alla Cova d’Iria per vedere i veggenti parlare con la Madonna. Ormai la fama suscitata dalle apparizioni era divenuta un fatto pubblico. Le notizie si erano diffuse con molta rapidità e i bambini vennero presto considerati da molti: millantatori, visionari o pazzi.
A mezzogiorno in punto preceduta dal solito lampo, la signora comparve…
"Che cosa vuole da me?" – chiede Lucia.
Risponde la Madonna -"Voglio che veniate qui il 13 del mese seguente e che continuiate a dire il Rosario tutti i giorni alla Madonna del Rosario per ottenere la pace del mondo e la fine della guerra, perché soltanto Lei vi potrà soccorrere"
"Vorrei chiederLe di dirci chi è, di fare un miracolo perché credano tutti che Lei ci appare".
"Continuate a venire qui tutti i mesi. A ottobre dirò chi sono, quel che voglio e farò un miracolo che tutti potranno vedere bene per credere".
Ad ulteriori richieste di Grazie l’apparizione rispose che non avrebbe guarito lo storpio né lo avrebbe liberato dalla povertà, ma che egli recitasse piuttosto il Rosario tutti i giorni con la famiglia, che il malato non avesse fretta. Le altre persone avrebbero ottenuto le Grazie desiderate durante l’anno prossimo, ma bisognava che recitassero il Rosario.
"Sacrificatevi per i peccatori, e dite molte volte, specialmente ogni volta che fate qualche sacrificio: o Gesù è per amor Tuo, per la conversione dei peccatori e in riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria"
"Non vuole più nulla da me?" - chiese Lucia.
"No, oggi non voglio più nulla"
"Neanch’io" - esclamò Lucia.
Coloro che avevano assistito avevano potuto osservare questa volta una nuvoletta bianca che era scesa sul leccio, accompagnata da un accentuato abbassamento della luce solare. La Madre del Signore in quel giorno affidò ai bambini anche un segreto composto di tre parti.
Spiega Lucia: "Dicendo queste ultime parole, la Signora aprì di nuovo le mani, come nei due mesi precedenti. Sembrò che il riflesso penetrasse la terra e vedemmo come un mare di fuoco. Immersi in quel fuoco i demoni e le anime, come se fossero braci trasparenti e nere, o bronzee, in forma umana, che fluttuavano nell’incendio, trasportate dalle fiamme che uscivano da loro stesse, insieme a nuvole di fumo che cadevano da ogni parte uguali al cadere delle scintille nei grandi incendi, senza peso né equilibrio, tra grida e gemiti di dolore e disperazione che suscitavano orrore e facevano tremare di paura. I demoni si distinguevano per le forme orribili e schifose di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti come neri carboni roventi".
Eravamo spaventati e come per chiedere aiuto, alzammo gli occhi alla Madonna, che ci disse con bontà e tristezza: "Avete visto l’inferno, dove vanno a finire le anime dei poveri peccatori. Per salvarli, il Signore vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato. Se si farà quello che vi dirò, molte anime si salveranno e vi sarà pace. La guerra sta per finire, ma se non cessano di offendere il Signore, nel regno di Pio XI, ne incomincerà un’altra peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il gran segno che vi dà Dio che prossima è la punizione del mondo per i suoi tanti delitti, mediante la guerra, la fame e le persecuzioni contro la Chiesa e contro il Santo Padre. Per impedire ciò, verrò a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati del mese. Se si ascolteranno le mie richieste, la Russia si convertirà e si avrà pace. Altrimenti diffonderà nel mondo i suoi errori suscitando guerre e persecuzioni alla Chiesa; molti buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire; varie Nazioni saranno annientate; infine il mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre mi consacrerà la Russia, che si convertirà e sarà concesso al mondo un periodo di pace. In Portogallo si conserverà sempre il dogma della Fede…".
Segue a questo punto una visione che costituisce la terza parte del segreto e che Lucia descrive in questi termini: "Dopo le due parti che già ho esposto, abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l'Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza! E vedemmo in una luce immensa che è Dio: "Qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti" un Vescovo vestito di Bianco "abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre".
La Vergine aveva concluso "Quando recitate il Rosario, dite alla fine di ogni diecina: O Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell’inferno, porta in Cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della Tua misericordia".
 
L’APPARIZIONE DI AGOSTO
Il quarto appuntamento con la Signora è il giorno 13 del mese di agosto, e sul piccolo leccio, il guizzo di un lampo seguito subito dall’apparire di una nube bianchissima che subito dopo scompare.
I ragazzi non poterono andare questa volta all’appuntamento perché il sindaco del paese, convinto anticlericale, li aveva ingannati e trasferiti alla casa comunale. Nulla valse a smuovere i ragazzi dal loro pensiero fisso alla Madonna. Nulla valse a far rivelare il segreto confidato loro dalla Madre di Gesù e nulla poterono le minacce. Il segreto non lo potevano rivelare, perché la Madonna aveva chiesto loro di non dirlo a nessuno. I bambini per due giorni furono rinchiusi e minacciati di torture e di morte ma essi non cedettero, erano pronti ad offrire la loro vita per non tradire le promesse fatte alla Madonna. Dopo il loro rilascio, la domenica successiva, il giorno 19, i bambini ebbero una inaspettata sorpresa: a Valinhos, la Madonna apparve loro mentre pascolano il gregge.
"Cosa volete da me?" è la solita domanda che Lucia pone alla Vergine.
"Voglio che continuiate ad andare alla Cova da Iria il giorno 13, che seguitiate a dire il Rosario tutti i giorni. Nell’ultimo mese farò il miracolo, affinché tutti credano. Se non vi avessero portato nel villaggio il miracolo sarebbe stato più grandioso".
"Cosa vuole che si faccia dei soldi che la gente lascia alla Cova da Iria?".
"Facciano due barelle: una portala tu con Giacinta e altre due bambine, l’altra la porti Francesco con altri tre bambini. I soldi delle barelle sono per la festa della Madonna del Rosario e quel che avanza è per la costruzione di una cappella che faranno fare".
"Vorrei chiederLe la guarigione di alcuni malati…".
"Si, alcuni li guarirò entro l’anno. Pregate, pregate molto e fate sacrifici per i peccatori. Badate che molte, molte anime vanno all’inferno, perché non vi è chi si sacrifichi e preghi per loro".
Dopo ciò cominciò ad elevarsi verso il Cielo in direzione d’oriente e sparì alla loro vista.
 
L’APPARIZIONE DI SETTEMBRE
Per la quinta apparizione alla Cova da Iria era radunata una grande folla proveniente da ogni parte. È il 13 settembre e sono quasi le 12. Improvvisamente il sole inizia a velarsi e un globo di luce giunge da oriente ad occidente. La Vergine Maria prende a parlare ai veggenti:
"Continuate a recitare il Rosario per ottenere la fine della guerra. In ottobre verrà anche il Signore, la Madonna addolorata, la Madonna del Carmine, San Giuseppe col Bambino Gesù, per benedire il mondo. Dio è contento dei vostri sacrifici, ma non vuole che dormiate con la corda (il cilicio legato ai fianchi). Portatela soltanto il giorno".
"Mi hanno pregato di chiederLe molte cose: la guarigione di alcuni malati, di un sordomuto...".
"Si, qualcuno lo guarirò, altri no. In ottobre farò il miracolo, affinché tutti credano".
Durante questo colloquio, a tutti i presenti, era stato permesso dalla Madonna di poter vedere una parte di Cielo colorarsi di giallo oro e un nembo bianco attorniare il leccio avvolgendo nel suo alone anche i veggenti.
Tutti poterono assistere, al momento della fine della visione, all'ascendere del globo luminoso verso il Cielo e videro una pioggia infinita di petali bianchi che prima di toccare terra scomparivano.
 
L’ULTIMA APPARIZIONE A OTTOBRE
Ottobre, doveva essere il mese del congedo dalla Madonna a Cova d’Iria, perché la Vergine aveva precisamente indicato nel 13 di ottobre la data della Sua ultima apparizione. Tutti attendevano con ansia di poter vedere il miracolo che era stato annunziato per quella data dai veggenti su incarico della Madre del Signore.
Nella mattinata del giorno 13, si era raccolta un'enorme folla proveniente dai paesi circostanti ma anche da Lisbona, da Oporto e da Coimbra, con inviati speciali della stampa nazionale ed internazionale. Si è parlato di circa sessanta-settantamila persone ad attendere l’evento.
Comincia la recita del Rosario sotto una pioggia incessante. A mezzogiorno in punto Lucia annuncia di aver scorto il "lampo".
"Eccola! Eccola!" - grida Lucia.
"Che cosa vuole da me?" - chiede Lucia alla Madonna.
"Voglio dirti che facciano qui una cappella in mio onore, che sono la Madonna del Rosario, che continuino a dire sempre il Rosario tutti i giorni. La guerra finirà e i soldati torneranno presto alle loro case".
"Io avrei molte cose da chiederLe, se cura dei malati e se converte alcuni peccatori…".
"Alcuni si, altri, no. Devono cambiare, chiedano perdono dei loro peccati. Non offendano più Dio nostro Signore, che è già tanto offeso".
La Vergine, a questo punto, aprì le mani e mentre si elevava, il riflesso della Sua stessa Luce continuava a riflettersi nel sole. Mossa da una ispirazione interiore Lucia gridò a tutti di guardare verso il sole. Sparita la Madonna nell'immensità del cielo i veggenti vedono accanto al sole San Giuseppe col Bambino e la Madonna vestita di bianco col manto azzurro.
San Giuseppe e il Bambino sembravano benedire il mondo, con gesti in forma di croce che facevano con la mano. Alcuni istanti dopo un'altra visione: il Signore e la Madonna, che a Lucia pareva essere la Madonna Addolorata. Il Signore sembrava benedire il mondo, nello stesso modo di San Giuseppe. Infine una terza visione fa seguito: la Madonna, con aspetto simile alla Madonna del Carmine.
Tutti i presenti, dai prossimi ai veggenti ai più lontani di vari chilometri poterono assistere al grande prodigio promesso dalla Madonna, quello che verrà chiamato il miracolo del sole.
Videro la pioggia cessare di colpo, le nubi aprirsi, il disco solare affacciarsi come una luna d’argento e girare vertiginosamente su se stesso, simile ad una ruota di fuoco, proiettando in ogni direzione fasci di luce d’ogni colore, che accendevano le nubi del cielo e ogni cosa sulla terra, e si riverberavano sulla immensa folla, abbagliandola. Un momento di pausa, e poi di nuovo una danza di luce, come una girandola smagliante e ricchissima. Ancora una sosta e poi, per la terza volta, un fuoco più colorato e più sfolgorante che mai. La moltitudine di gente ha l’impressione in alcuni momenti, che il sole si stacchi dal firmamento e precipiti per incendiarla, e questo, fra un misto di stupore e di terrore, fa gridare alla folla: "Miracolo! Miracolo!".
Quando tutto ciò finisce, anche gli abiti dei presenti, poco prima intrisi d’acqua, sono perfettamente asciutti e tutta la gente sente in cuor suo di dover chiedere perdono per le offese fatte al Signore.
Alla Cova d’Iria la Madonna era veramente scesa ed aveva veramente operato un grande miracolo davanti a tutti, perché tutti potessero credere e testimoniare. Il suo messaggio è di misericordia e di salvezza.
Ma per i veggenti l’apparizione continua: seguono la Vergine che sale lentamente nello sfondo della luce solare fino a perdersi e presso il sole compare un ultima visione: la Sacra Famiglia.
A destra la Madonna col manto ceruleo e col volto più luminoso del sole, a sinistra San Giuseppe col Bambino Gesù in atto di benedire il mondo col segno della redenzione. Infine ancora un'altra visione scorta da Lucia: il Signore benedicente il popolo e di nuovo la Madonna, sotto l’aspetto di Addolorata prima e del Carmine poi. 
 
Qualche notizia sui tre veggenti
Lucia dos Santos nacque il 22 marzo 1907 ad Aljustrel, una frazione della città di Fatima. Venne battezzata due giorni più tardi.
I suoi genitori, Antonio e Maria dos Santos, ebbero sei figli: Maria, Teresa, Manuel (il solo figlio maschio della famiglia), Gloria, Carolina e infine Lucia. I coniugi dos Santos vivevano del lavoro della terra e abitavano in una modesta casa.
Il 10 dicembre 1925, quando Lucia era già entrata nell'ordine delle Dorotee, ricevette l'apparizione della Madonna e del Bambino Gesù nella sua cella. La Madonna le mostrò il Suo Cuore coronato di spine e le disse:
"Guarda figlia mia, il mio Cuore coronato di spine, che gli uomini ingrati ad ogni momento mi infiggono con bestemmie e ingratitudini. Tu, almeno, cerca di consolarmi e assicura a tutti coloro che:
per 5 mesi consecutivi, nel primo sabato del mese si confesseranno con l'intenzione di riparare le offese al Cuore Immacolato;
- riceveranno la Santa Comunione con la stessa intenzione, sempre nel primo sabato del mese;
- reciteranno il Rosario, almeno una terza parte con la stessa intenzione;
- e mi faranno compagnia per un quarto d'ora meditando i 15 misteri del Rosario con lo scopo di offrirmi riparazione;
Io prometto di assisterli nell'ora della morte con tutte le Grazie necessarie per la salvezza delle loro anime".
Il 3 ottobre 1934 Lucia fece i voti solenni. Il 24 marzo 1948 entrò nel Carmelo di Santa Teresa a Coimbra, in Portogallo, e prese il nome di suor Maria Lucia di Gesù e del Cuore Immacolato. Suor Lucia è morta il 13 febbraio 2005 nel monastero di Coimbra all'età di 97 anni.

Francesco (Francisco) Marto nacque l’11 giugno 1908 e sua sorella Giacinta (Jacinta) il 10 marzo 1910.
La famiglia Marto era molto stimata da tutti. Olimpia, madre di Francesco e Giacinta, era la sorella di Antonio dos Santos, padre di Lucia. Da un primo matrimonio, ella aveva avuto due figli: Antonio e Manuel. Poi rimasta vedova, sposò Manuel Pedro Marto, ebbe altri sei figli: José, Giovanni, Florida, Teresa, Francesco e Giacinta.
I Marto, erano devoti credenti, vivevano, anch’essi in maniera molto modesta del loro lavoro dei campi ed erano molto rispettati da tutti poiché erano una coppia estremamente unita, umile, leale e virtuosa.
La piccola Giacinta aveva un carattere dolce e mite.
Suo fratello Francesco, di due anni più grande, aveva lo stesso carattere di suo padre: umile e dolce.
I due bambini morirono molto piccoli come aveva predetto la Santa Vergine in una delle sue apparizioni. Francesco morì il 4 aprile 1919 dopo un breve periodo di malattia. Giacinta dopo aver contratto nel 1918 una bronco-polmonite morì di pleurite purulenta il 20 febbraio 1920.

Sono stati beatificati da Papa Giovanni Paolo II a Fatima il 13 maggio 2000.
La Chiesa ha riconosciuto eroica la vita dei due bambini, che risultano i più giovani beatificati, mentre altri bambini sono Beati perché martiri. I due bambini di Fatima anche se morti in età giovanissima, praticarono le virtù e furono mostrati al mondo come esempio di santità. Non sono Beati perché veggenti ma per la loro vita eroica.
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venerdì 9 maggio 2014

3048 - Madonna del Rosario di Pompei

La devozione alla Vergine del Rosario risale al secolo XIII, quando venne fondato l'Ordine dei domenicani. Furono infatti San Domenico e i suoi discepoli a diffondere la pratica del Rosario. Vi fanno riferimento le raffigurazioni che mostrano la Vergine che dona il Rosario a San Domenico e a Santa Caterina.
Nuovo impulso ebbe la pia pratica nella seconda metà del Cinquecento, quando il Papa Pio V proprio all'intercessione della Vergine del Rosario attribuì la vittoria della flotta cristiana contro i turchi musulmani a Lepanto.
Un terzo e definitivo slancio venne nella seconda metà dell'Ottocento quando il Beato Bartolo Longo decise di edificare nella valle di Pompei una Chiesa in onore della Madonna del Rosario. La finalità religiosa dell'iniziativa si inseriva nel più ampio intento di offrire un riscatto civile e morale a popolazioni abbandonate da secoli nella loro miseria.
Per questo il Santuario venne completato da una vera e propria "città della carità", fatta di asili, orfanotrofi, ospizi per i figli dei carcerati. Bartolo Longo voleva elevare culturalmente e spiritualmente i contadini della valle di Pompei. Nello stesso tempo, come dice la supplica che ogni anno viene recitata in questo giorno a Pompei, la sua opera si apriva alla dimensione universale, perché tutti i cristiani, tutti gli uomini hanno bisogno della misericordia di Dio invocata attraverso Maria, Madre di misericordia.
«Pietà ti prenda, o Madre buona, pietà di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri fratelli estinti, e soprattutto dei nostri nemici. Misericordia per tutti, o Madre di Misericordia».
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La devozione della recita del Rosario, chiamato anche salterio, ebbe larga diffusione per la facilità con cui si poteva pregare; fu chiamato il Vangelo dei poveri, che in massima parte non sapevano leggere, perché faceva in modo di poter pregare e nello stesso tempo meditare i misteri cristiani senza la necessità di leggere su un testo.
I misteri contemplati nella recita del Rosario sono quindici, cinque gaudiosi, cinque dolorosi, cinque gloriosi. A questi nel 2002 Papa Giovanni Paolo II ha aggiunto i cinque misteri della Luce, che fanno meditare su alcuni momenti particolarmente significativi della vita pubblica di Gesù Cristo.
Alla protezione della Vergine del Santo Rosario, fu attribuita la vittoria della flotta cristiana sui turchi musulmani, avvenuta a Lepanto nel 1571. A seguito di ciò il Papa San Pio V (1504-1572), istituì dal 1572 la festa del Santo Rosario, alla prima domenica di ottobre, che poi dal 1913 è stata spostata al 7 ottobre.  
Il culto per il Santo Rosario ebbe un’ulteriore diffusione dopo le apparizioni di Lourdes del 1858, dove la Vergine raccomandò la pratica di questa devozione. La Madonna del Rosario, ebbe nei secoli una vasta gamma di raffigurazioni artistiche, quadri, affreschi, statue, di solito seduta in trono con il Bambino in braccio, in atto di mostrare o dare la Corona del Rosario; la più conosciuta è quella in cui la corona viene data a Santa Caterina da Siena e a San Domenico di Guzman, inginocchiati ai lati del trono.
Ed è uno di questi quadri che ha dato vita alla devozione tutta mariana di Pompei; a questo punto bisogna parlare dell’iniziatore di questo culto, il Beato Bartolo Longo.
L’avvocato Bartolo Longo nacque a Latiano (Brindisi) il 10 febbraio 1841, di temperamento esuberante, da giovane si dedicò al ballo, alla scherma e alla musica; intraprese gli studi superiori in forma privata a Lecce; dopo l’Unità d’Italia, nel 1863, si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza nell’Università di Napoli.
Fu conquistato dallo spirito anticlericale che in quegli anni dominava nell’Ateneo napoletano, al punto da partecipare a manifestazioni contro il clero e il Papa. Dubbioso sulla religione, si lasciò attrarre dallo spiritismo, allora molto praticato a Napoli, fino a diventarne un celebrante dei riti.
In seguito, ebbe contatti con il dotto domenicano Padre Radente, che con i suoi consigli e la sua dottrina, lo ricondusse alla Fede cattolica e alle pratiche religiose. Intanto il 12 dicembre 1864 si era laureato in Diritto, ritornò al paese natio e prese a dedicarsi ad una vita piena di carità e opere assistenziali; rinunziò al matrimonio, ricordando le parole del venerabile Emanuele Ribera redentorista: “Il Signore vuole da te grandi cose, sei destinato a compiere un’alta missione”.
Superati gli indugi, abbandonò la professione di avvocato, facendo voto di castità e ritornò a Napoli per dedicarsi in un campo più vasto alle opere di beneficenza; qui incontrò il Beato Padre Ludovico da Casoria e la Beata Caterina Volpicelli, due figure eminenti della santità cattolica dell’800 napoletano, i quali lo consigliarono e indirizzarono ad una santa amicizia con la contessa Marianna De Fusco.
Da qui, il Beato Bartolo Longo ebbe una svolta decisiva per la sua vita; divenne compagno inseparabile nelle opere caritatevoli, della contessa che era vedova, inoltre divenne istitutore dei suoi figli e amministratore dei beni. La loro convivenza diede adito a parecchi pettegolezzi, pur avendo il beneplacito dell’Arcivescovo di Napoli cardinale Sanfelice; alla fine decisero di sposarsi nell’aprile 1885, con il proposito però di vivere come buoni amici, in amore fraterno, come avevano fatto fino allora.
La contessa De Fusco era proprietaria di terreni ed abitazioni nel territorio di Pompei e Bartolo Longo come amministratore si recava spesso nella Valle; vedendo l’ignoranza religiosa in cui vivevano i contadini sparsi nelle campagne, prese ad insegnare loro il Catechismo, a pregare e specialmente a recitare il Rosario.
Una pia suora Maria Concetta de Litala, gli donò una vecchia tela raffigurante la Madonna del Rosario, molto rovinata; restauratala alla meglio, Bartolo Longo decise di portarla nella Valle di Pompei e lui stesso racconta, che nel tratto finale, poggiò il quadro per trasportarlo, su un carro, che faceva la spola dalla periferia della città alla campagna, trasportando letame, che allora veniva usato come concime nei campi.
Il 13 febbraio 1876, il quadro venne esposto nella piccola chiesetta parrocchiale, da quel giorno la Madonna elargì con abbondanza Grazie e miracoli; la folla di pellegrini e devoti aumentò a tal punto che si rendeva necessario costruire una Chiesa più grande.
Bartolo Longo su consiglio anche del Vescovo di Nola, Formisano che era l’Ordinario del luogo, iniziò il 9 maggio 1876 la costruzione del Tempio che terminò nel 1887. Il quadro della Madonna, dopo essere stato opportunamente restaurato, venne sistemato su un trono splendido; l’immagine poi verrà anche incoronata con un diadema d’oro, ornato da più di 700 pietre preziose, benedetto da Papa Leone XIII.
La costruzione venne finanziata da innumerevoli offerte di denaro, proveniente dalle tante Associazioni del Rosario, sparse in tutta Italia, in breve divenne centro di grande spiritualità come lo è tuttora, fu elevata al grado di Santuario, centro del Sacramento della Confessione di milioni di fedeli, che si accostano alla Santa Comunione tutto l’anno.
Il Beato Bartolo Longo istituì per le opere sociali, un orfanotrofio femminile, affidandone la cura alle suore Domenicane Figlie del Rosario di Pompei, da lui fondate; ancora fondò l’Istituto dei Figli dei Carcerati in controtendenza alle teorie di Lombroso, secondo cui i figli dei criminali sono per istinto destinati a delinquere; chiamò a dirigerli i Fratelli delle Scuole Cristiane.
Fondò nel 1884 il periodico “Il Rosario e la Nuova Pompei” che ancora oggi si stampa in centinaia di migliaia di copie, diffuse in tutto il mondo; la stampa era affidata alla tipografia da lui fondata per dare un avvenire ai suoi orfanelli; altre opere annesse sono asili, scuole, ospizi per anziani, ospedale, laboratori, casa del pellegrino.
Il Santuario fu ampliato nel 1933-39, con la costruzione di un massiccio campanile alto 80 metri, un poco isolato dal Tempio. Nel 1893 Bartolo Longo offrì a Papa Leone XIII la proprietà del Santuario con tutte le opere pompeiane, qualche anno più tardi rinunziò anche all’amministrazione che il Papa gli aveva lasciato.
L’interno è a croce latina, tutta lavorata in marmo, ori, mosaici dorati, quadri ottocenteschi, con immensa cripta, il trono circondato da colonne, sulla crociera vi è l’enorme cupola di 57 metri tutta affrescata.
Il fondatore, morì il 5 ottobre del 1926 e come da suo desiderio fu sepolto nella cripta, in cui riposa anche la contessa De Fusco.
Aveva trovato una zona paludosa e malsana, a causa dello straripamento del vicino fiume Sarno, abbandonata praticamente dal 1659. Alla sua morte lasciò una città ripopolata, salubre, tutta ruotante attorno al Santuario e alle sue numerose opere, a cui poi si affiancò il turismo per i ritrovati scavi della città sepolta dall’eruzione del Vesuvio.
È sua l’iniziativa della supplica, da lui compilata, alla Madonna del Rosario di Pompei che si recita solennemente e con gran concorso di fedeli, l’8 maggio e la prima domenica di ottobre.
Bartolo Longo è stato beatificato il 26 ottobre 1980 da Papa Giovanni Paolo II. Il Santuario è Basilica Pontificia e come Loreto è sede di un Vescovo (prelatura) con giurisdizione su Pompei.
 Antonio Borrelli

Medaglia di San Benedetto