Il Signore ti benedica,ti custodisca e ti mostri il Suo volto misericordioso!

Quando pensi di aver toccato il fondo e che nessuno ti voglia o ti ami più, Dio si fa uomo per incontrarti, Gesù ti viene accanto

CIAO A TE !!

Nulla è più urgente nel mondo d'oggi di proclamare Cristo alle genti. Chiunque tu sia, puoi, se vuoi, lasciare un tuo contributo, piccolo o grande che sia, per dire, comunicare, annunciare la persona di Gesù Cristo, unico nostro salvatore. Uno speciale benvenuto a LADYBUG che si è aggiunta di recente ai sostenitori ! *************************************************** Questo blog è sotto la protezione di N.S. Gesù Cristo e della SS Vergine Maria, Sua Madre ed ha come unica ragione di esistere di fornire un contributo, sia pure piccolo ed umile, alla crescita della loro Gloria. ***************************************************



Con Cristo non ci sono problemi, senza Cristo non ci sono soluzioni.

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giovedì 11 giugno 2015

3386 - Commento al Vangelo di giovedì 11 giugno 2015 (10^ sett. t.o.)

Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.
+ Dal Vangelo secondo Matteo (10,7-13)
In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli: «Strada facendo, predicate, dicendo che il Regno dei Cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demoni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento. In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi». 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Il monito di Gesù rivolto agli Apostoli mentre li invia a predicare il Vangelo, considerando quanto sta avvenendo di scandaloso con “Mafia capitale”, la modifico con “gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente continuate a rubare”. Lo scandalo impressiona parecchio, forse per la prima volta si conoscono pubblicamente molti nomi delle istituzioni, impegnati fuori controllo a mungere centinaia di milioni di euro dalle casse dello Stato.
Questi scandali finiscono per accusare tutti i politici di Roma, il popolo non ritarda nell’accumunare cattivi e buoni, tutti diventano corrotti. Non è così e ci rallegriamo, ci sono politici a Roma che per la loro Fede o per i loro principi fondati su una buona educazione umana, non sono coinvolti in questi e in altri scandali. Saranno pochi ma è importante che ci siano, un rinnovamento sarà possibile solo con i politici onesti.
Lo scandalo di “Mafia capitale” ci lascia sgomenti dinanzi al contenuto delle intercettazioni e quindi non si tratta di indizi. Gli arrestati parlavano in libertà e oltre a spiegare la modalità delle loro truffe, hanno anche indicato la finalità dell’ingresso massiccio degli immigrati in Italia. Per ognuno di essi c’era chi guadagnava un euro e arrivava a truffare anche mille euro al giorno, pari a trenta mila euro al mese, e spesso anche di più.
Trenta mila euro un operaio li guadagna in due anni e spezzandosi la schiena, ai corrotti di questi giorni invece bastava ungere gli ingranaggi giusti per non fermare il flusso massiccio degli immigrati e darsi da fare per trovare case, alberghi e capannoni per ospitarli, in molti casi in condizioni igieniche insopportabili.
Gli immigrati sono esseri umani ma questi corrotti li hanno scambiati per animali, è questo che mi amareggia maggiormente.
Ci saranno delle sorprese clamorose in queste indagini, questi truffatori agivano con una protezione abbastanza forte e questa dovrà essere svelata, sempre che non si blocchi tutto per ragioni di Stato…
Tutto possono compiere di abominevole i corrotti, hanno assaporato molta ricchezza ed essa diventa una droga potente, la mente non pensa ad altro che a nuove iniziative disoneste per ottenere altro denaro sporco.
Questo gioco ha causato la morte di decine di migliaia di persone, ha spinto incalcolabili nostri fratelli e sorelle a sfidare la morte per raggiungere l’Europa, quasi sempre senza una meta e un futuro. Non si possono abbandonare al loro destino gli immigrati, ma bisogna anche preoccuparsi degli italiani disoccupati e privi del cibo necessario per vivere.
È una grande stranezza quello che avviene in Italia: i cittadini non hanno soldi né cibo e a volte neanche medicine, gli immigrati incolpevoli perché è un loro diritto cercare il benessere, sono però utilizzati per l’arricchimento di alcuni politici e di molti corrotti. Se il governo desse in dono ai poveri che vivono in Libia e nelle Nazioni povere tutti questi soldi che hanno arricchito i mercanti italiani, il problema sarebbe in parte risolto.
Se gli immigrati arrivano in Italia è un dovere aiutarli, ma per quanto tempo?
Gesù quando ci dice: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”, si riferisce anche all’amore da donare a tutti, alla pratica della compassione e della misericordia verso chi non ha nulla e cerca almeno cibo per mangiare. I cristiani non devono mancare nella generosità, anche se nel caso degli immigrati, come tutti gli italiani sanno bene che diverse motivazioni ignobili hanno eliminato ogni controllo.
Noi dobbiamo donare quello che il Signore già ci ha trasmesso, con grande disponibilità si può fare del bene anche con la parola.
Non è automatico voler fare del bene, oltre la retta intenzione il cristiano deve allenarsi nella pratica delle virtù a cominciare dall’amore verso tutti, evitando giudizi e commenti. Nel Nome di Gesù si ama senza calcoli, senza pensarci. L’efficacia dell’apostolato dei Dodici era potente per la fiducia che riponevano in Gesù, andavano a predicare con grande gioia perché assimilavano con amore gli insegnamenti del Signore.
“Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demoni”. Ancora oggi questo potere lo posseggono i Sacerdoti che professano una grande Fede, sono questi segni a mostrare l’esistenza di Dio e l’annuncio di salvezza contenuto esclusivamente nel Vangelo storico della Chiesa.

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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3384 - Commento al Vangelo di mercoledì 10 giugno 2015 (10^ sett. t.o.)

+ Dal Vangelo secondo Matteo (5,17-19)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non crediate che Io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità Io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel Regno dei Cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel Regno dei Cieli». 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Questa affermazione di Gesù dovrebbe frenare le voglie di novità dei modernisti stanchi di una Fede noiosa. Infatti la Fede scompare in essi, diventa un peso per i cristiani che non pregano più e trovano nei piaceri del mondo il riscatto dopo lunghi anni di dedizione alle cose di Dio.
È San Paolo ad avvisare duemila anni fa sulla pericolosità della tiepidezza che diventa indifferenza, per arrivare al desiderio di modificare la Parola di Dio e renderla personale. Ognuno stabilisce cosa è giusto da cosa è sbagliato…
San Paolo lo ha anticipato nella seconda Lettera a Timoteo: “Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie” (4,3).
Gesù ha profetizzato che i suoi seguaci si divideranno tra quelli obbedienti alla sua Parola da altri, invece, presi dalla voglia di trasgredire i suoi comandi. Arrivare a modificare la Parola di Dio è un gesto di ribellione a Dio, una reazione scomposta priva di sensatezza ma non per questo giustificabile o meno peccaminosa.
Trasgredire il Vangelo che contiene i precetti del Signore non è un atto d’impeto, la persona sa cosa compie e non riesce a frenare il prurito citato da San Paolo. Il prurito diventa smania irrefrenabile e si compiono azioni dissacratori sapendo di offendere Dio. Ma si è già arrivati al punto di non provare vergogna davanti a Dio e si commette di tutto.
Gesù allora ci spiega la sorte degli osservanti e di quanti si rifiutano di obbedire a Dio. Di questi afferma che le trasgressione dei precetti insegnati da Lui e l’insegnamento ad altri delle eresie, comporterà ad essi una pena pesantissima. Gesù li indica come “minimi nel Regno dei Cieli”.
Diverso è il premio per gli osservanti, i cattolici che si sforzano ogni giorno nella pratica delle virtù e se cadono conoscono la medicina della Confessione. Essi amano pregare spesso, sono pratici nella preghiera del cuore, quella piena di amore che commuove Gesù e Lo rende ancora più misericordioso.
Verso questi credenti Gesù ha una grande considerazione, “saranno considerati grandi nel Regno dei Cieli”.
Cosa pensa Gesù di ognuno di noi? È contento della nostra preghiera e della vita che conduciamo?
Molti cristiani non pregano bene per la mancanza del desiderio di adorare Dio e di riconoscerlo come il vero Dio.
Bisogna coltivare la propria Fede, osservando ogni prescrizione della Legge. Tutto quello che è scritto nel Vangelo è una Legge di amore, non si trova nulla contro la persona o di confuso. È un insegnamento infallibile e solamente gli osservanti fanno l’esperienza di Gesù, perché Lo percepiscono nella preghiera devota, si sentono come avvolti dal suo Amore e provano molta gioia interiore.
Gesù è venuto a completare la Legge antica, non ha abolito quanto Dio aveva rivelato ai Profeti ma evidenzia che la Legge antica era insufficiente e giravano moltissime interpretazioni. Ognuno la interpretava secondo le proprie convenienze, come succede nelle comunità protestanti/evangeliche diffuse nel mondo. Sono tutte diverse per la diversità dell’approccio a Gesù.
Gli ebrei ancora oggi seguono precetti umani inventati per determinate occasioni o per assoggettare la popolazione.
Gesù si è scagliato contro la grande confusione dell’interpretazione biblica e portò la Buona Novella, la Legge dell’Amore.
Oggi la confusione tra i cristiani si è smisuratamente allargata e non sono molti quelli che vogliono rimanere fedeli alla sana dottrina della Chiesa. Solo così si può entrare in comunione con Gesù, perché evidentemente Egli non può accogliere quelli che trasgrediscono la sua Parola.
Dobbiamo conoscere bene il Vangelo e osservarlo in ogni circostanza. Questa è la Via che porta alla vera felicità in questa vita.
  
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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sabato 6 giugno 2015

3381 - Commento al Vangelo di venerdì 5 giugno 2015 (9^ sett. t.o.)

Come mai dicono che il Cristo è figlio di Davide?
 + Dal Vangelo secondo Marco (12,35-37)
In quel tempo, insegnando nel Tempio, Gesù diceva: «Come mai gli scribi dicono che il Cristo è figlio di Davide? Disse infatti Davide stesso, mosso dallo Spirito Santo:
“Disse il Signore al mio Signore:
Siedi alla mia destra,
finché io ponga i tuoi nemici
sotto i tuoi piedi”.
Davide stesso lo chiama Signore: da dove risulta che è suo figlio?».
E la folla numerosa lo ascoltava volentieri. 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Gesù commenta la Scrittura nel Tempio e molti Lo ascoltano meravigliati. Gesù non è un rabbino, né uno scriba, non è un sacerdote né un levita, Egli è stato un falegname e desta una enorme impressione in tutti i presenti la padronanza dell’argomento e la perfetta capacità di semplificare passi biblici difficili.
Gesù è Figlio di Dio e di Maria Vergine, possiede una doppia nascita: da Dio e dalla Vergine Maria, nell’eternità e nel tempo. Come Dio esiste da sempre, come Uomo è nato da una Donna e ha svolto un lavoro per vivere la condizione degli uomini. Come Dio ha ispirato i Salmi e tutto l’Antico testamento, come Uomo vive nella Persona Divina e conosce tutto quello che conosce Dio.
Può spiegare perfettamente la Scrittura perché Lui l’ha rivelata, comprende tutta la Parola, la fa vibrare davanti agli occhi meravigliati di quanti hanno invece ascoltato interpretazioni umane e frutto di interessi personali da parte di quelli del Tempio.
La differenza si nota subito: Gesù spiega e fa comprendere, non carica di pesi come fanno scribi e farisei, e ama tutti.
Le lezioni date da Gesù nel Tempio scuotono anche i capi e intenzionalmente Egli vuole smontare una loro teoria sbagliata, che afferma questo: Il Cristo è figlio di Davide”. Basta poco a Gesù per dimostrare l’infondatezza della tesi, e cita il Salmo 110, il primo versetto. È Davide che scrive sotto ispirazione: «Oracolo del Signore al mio Signore: “Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi”».  
Se Davide riconosce il Messia superiore a sé, chiaramente non è suo figlio, non in senso genetico, perché il Cristo non è nato al tempo di Davide. Semmai è discendente di Davide perché lo era il Padre putativo San Giuseppe.
I capi del Tempio hanno diffuso la dottrina del Messia figlio di Davide in modo arbitrario, come riuscivano a fare con nuovi riti imposti agli ebrei. Evidentemente manipolavano la Scrittura, operazione desiderata da quanti non sono puri di cuore.
Come la storia ha dimostrato il Messia non è stato un altro Davide, ma il Figlio di Dio. È più di Davide, lo è infinitamente.
Dopo avere spiegato questo versetto, do spazio ad una lettera di una nostra parrocchiana che insegna, il contenuto ribadisce quanto affermiamo da tempo sulla pericolosità dell’insegnamento gender nelle scuole e il gravissimo errore della nuova riforma della scuola italiana. È una legge che nasce dal cuore dell’organizzazione di Bruxelles, da quanti nell’unione europea vogliono una società scristianizzata, senza Dio e una Chiesa senza il soprannaturale.
Noi non possiamo tacere, non possiamo assistere a questo micidiale attacco contro gli italiani. Si sta cercando di pervertire tutti gli adulti, attraverso l’insegnamento immorale in materia di sesso, ai bambini nelle scuole elementari e in qualche caso anche a bambini di quattro e cinque anni.
Quanto è già iniziato in molte scuole con la compiacenza di insegnanti traviati e viziosi è davvero gravissimo.
Spiego brevemente il significato di gender, teoria che noi rifiutiamo integralmente e che viene diffusa dagli anticlericali e dai gruppi segreti che vogliono distruggere la morale della Chiesa.
La teoria del gender sostiene l’idea secondo cui ogni essere umano ha il diritto di scegliere liberamente e senza condizionamenti di alcun tipo la propria identità di genere, a prescindere dalle caratteristiche biologiche.
L’essere uomo o donna non è dunque la naturale conseguenza di un fattore biologico presente al momento della nascita, ma una decisione autonoma, una scelta ragionata. Uomo è chi sceglie di esserlo, donna non si nasce. La conclusione è che non esiste differenza tra uomo e donna perché non esistono canoni di riferimento, anzi. Ognuno sceglie chi vuole essere!
Prima di leggere la lunga e interessante lettera della nostra parrocchiana, leggiamo un articolo di Giovanni Masini su quanto sta già avvenendo in Germania nelle scuole elementari.
«Bimbi che si sentono male in classe, vanno in iperventilazione, svengono. Genitori in carcere per non aver obbligato i figli a partecipare ai corsi sul gender. Succede nella Germania del 2014, dove chi osa anche solo dissentire dall'ideologia imperante del gender viene perseguito con determinazione, e a norma di legge. Al punto da rischiare di ritrovarsi la polizia sul pianerottolo di casa.
A Borken, vicino a Munster, sei bimbi sono dovuti rimanere a casa da scuola per essersi sentiti male dopo che in classe erano state mostrate loro immagini esplicite a sfondo sessuale, nell'ambito di un progetto di educazione alla “diversità di genere”. Dopo che un primo bambino ha dato segni di avere problemi di circolazione, si è scatenata una reazione a catena, con altri piccoli studenti che sono andati in iperventilazione e un alunno che è quasi svenuto, rendendo necessario l'intervento dell'ambulanza. La polizia ha minimizzato l'episodio sostenendo che “non fosse successo niente” e che si trattasse di immagini e disegni “assolutamente normali”. Le autorità mediche hanno comunque disposto le analisi del sangue per uno dei bimbi che si sono sentiti male.
Negli stessi giorni a Eslohe, 170 chilometri a sudest di Borken, è scoppiato un caso analogo che sta letteralmente spaccando in due l'opinione pubblica in tutto il Paese: due coniugi di 37 anni, Eugen e Luise Martens, sono stati incarcerati per quaranta giorni perché la figlia, iscritta alle scuole elementari, si era rifiutata di partecipare ai corsi di educazione sessuale previsti dall'istituto. Eugen, che con sua moglie ha altri otto figli, era già stato arrestato l'anno scorso con la medesima accusa: in quell'occasione a Luise era stata risparmiato il carcere solo perché incinta.
In tutta la Germania si stanno formando movimenti e comitati di solidarietà in appoggio ai coniugi Martens, per esprimere il dissenso contro una scuola che obbliga i bambini di sei anni a frequentare regolarmente lezioni di ideologia gender. In Germania i genitori dei bimbi che saltano la scuola possono essere denunciati dall'istituto e processati dal tribunale, anche se lo studente abbandona la lezione di propria iniziativa, come è stato nel caso della figlia dei Martens.
“Il contenuto delle lezioni è perverso, spiega Mathias Ebert, fondatore dell'Associazione Besorgte Eltern (“Genitori preoccupati”). Non solo si mostra ai bimbi come funziona il sesso dei maschi e delle femmine, ma li si mette davanti alle varie pratiche sessuali: sesso orale, sesso anale molto altro. Si dice anche ai bambini, sin dalle elementari, che il loro genere non è determinato e che non possono sapere se sono maschietti o femminucce, che devono pensarci su”.
Ebert racconta anche che in Germania c'è molta paura a denunciare episodi come questo, perché “in questo Paese non appena si viene puniti si viene considerati dei criminali”. “Chiediamo solo che non vengano turbati i sentimenti dei bambini. Non è giusto. È una violenza nei loro confronti”».
Non ci sono commenti da fare, il dramma è riportato in modo chiaro e il nostro sdegno non deve essere superiore alla preghiera. Ci sia anche lo sdegno, ma la preghiera deve prevalere sull’indignazione. Ogni genitore deve recitare più Corone del Santo Rosario per bloccare questa legge che perverte gli innocenti bambini; bloccare le vergognose iniziative contro la Chiesa e non permettere la distruzione del Cristianesimo.
Vorrei dire a tutti i parroci: APRITE LE CHIESE.
Chiedete collaborazione ai pensionati e ai più disponibili per vigilare quando siete assenti, ma tenete le CHIESE APERTE dalla mattina alla sera. Così permetterete a centinaia di migliaia o a milioni di italiani ogni giorno di entrare in Chiesa e fermarsi a pregare, per incontrare Dio, forse pentirsi e chiedere di confessarsi. Per riflettere sulla vita adorando l’Eucaristia.
Forse dieci minuti in Chiesa in preghiera cambiano la vita e la mentalità, o illuminano sulla scelta migliore o permettono la guarigione da una sofferenza o la liberazione da pensieri ossessivi e da tentazioni violente.
Aprite le Chiese e fate pregare un popolo che sta perdendo Dio e che viene travolto dalla mentalità pagana e disordinata.
Date la possibilità in ogni momento della giornata a milioni di italiani di incontrare il loro Dio andando davanti al Tabernacolo!
Cosa ha di più importante da fare un parroco dal pensare alla salvezza delle anime, cominciando dalla sua santificazione?
«Rev.mo Padre Giulio Maria, penso di scriverle da quando ho letto la sua newsletter che parlava della scuola. Io sono un’insegnante e seguo con angoscia l’iter del DDL sulla riforma scolastica. DDL che nessuno (o quasi) vuole, ma che pare inarrestabile, nonostante l’adesione altissima allo sciopero e le continue manifestazioni e proteste, la prospettiva di bloccare gli scrutini.
L’informazione distorta fa credere che gli insegnanti non vogliano essere giudicati, ma non è questo. La preoccupazione è che i futuri superpresidi (a parte i soliti inciuci all’italiana) finiscano per limitare fortemente la libertà didattica e educativa degli insegnanti. E questo già da solo sarebbe un male per la scuola.
Ma le domande sono molte: in base a cosa i presidi selezioneranno? Quale sarà il modello di bravo insegnante e di buona scuola? Cosa succederà agli insegnanti che non vogliono aderire a questo modello?
Tutte riassumibili in una: perché, dall’alto, si vuole tanto fortemente questa riforma, nonostante il mondo della scuola la contesti così compattamente?
O meglio: qual è il vero obiettivo che questa riforma persegue? La buona scuola o una scuola conforme ai dettami del “mondo”?
Una scuola cioè dove non s’insegni più nulla di chiaro (le farei vedere i materiali di certi corsi d’aggiornamento) a parte l’educazione gender, imprescindibile e grimaldello per l’introduzione ad un’educazione al sessismo esasperato fin dalla scuola materna (il prossimo passo sarà lo “sdoganamento” perfino della pedofilia che non sarà più considerata indecente, ma un diritto dei bambini, purché consenzienti).
Una scuola dalla quale si uscirà ignoranti, ma cittadini del mondo, senza pregiudizi, senza tabù, senza religione, ma con un’etica laicista tanto tanto compassionevole, facile alla commozione e comprensiva di ogni capriccio di ogni “io”.
È chiaro che, se sarà il preside a scegliere, e se a loro volta i presidi saranno scelti e opportunamente selezionati, la realizzazione di questo tipo di scuola subirà un’accelerazione esponenziale perché chiunque la contesti potrà essere messo alla gogna, allontanato, licenziato. Gli insegnanti “migliori”… resteranno.
Spero proprio di sbagliarmi, ma mi pare che ultimamente il male lieviti di giorno in giorno su molti fronti e la scuola è solo uno di essi.
Però qui ci sono di mezzo i bambini.
Allora io vorrei domandarle di pregare per la scuola italiana, per tutti i bambini e i giovani che la frequentano, per i piccoli del Signore che non possono essere scandalizzati. E poi le domando: un insegnante che voglia vivere secondo il Vangelo, o perlomeno cerchi di farlo, cosa deve fare quando arriverà una bella circolare che imporrà ai bravi insegnanti della buona scuola… lezioni o interventi di esperti di educazione gender?
Cosa dovrà fare se non vuole perdere l’anima, ma non può perdere il lavoro? Ecco, questo più di tutto mi angoscia. Cosa deve fare? Elisabetta».
 Il problema è molto serio e adesso devono essere i genitori a manifestare tutto il loro sdegno nelle sedi opportune, non possono rimanere in silenzio o agire in futuro quando il decreto legge sarà approvato dal governo. Si uniscano agli insegnanti che vogliono scioperare in tutta Italia e vadano nelle piazze a gridare “vergogna” per una legge diabolica e perversa contro i bambini per arrivare a manipolare gli adulti.
Ad Elisabetta dico che l’anima viene al primo posto, la coscienza non deve accettare l’errore, quindi, prima di parlare del rimedio propongo una grande e costante preghiera per la Chiesa, per l’Italia e la scuola italiana.
La protesta potrebbe bloccare questa legge, anche se non è facile perché l’organizzazione che vuole questa legge in tutta Europa agisce fortemente in tutte le 28 Nazioni di questa assurda unione europea. Con la preghiera si potrà almeno ottenere la libertà di coscienza degli insegnanti e ognuno sarà libero di scegliere se favorire o meno l’ideologia del gender.
Noi sappiamo che è una ideologia satanica e che numerosi politici italiani l’appoggiano!

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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giovedì 4 giugno 2015

3379 - Commento al Vangelo di giovedì 4 giugno 2015 (9^ sett. t.o.)

Non c’è altro Comandamento più grande di questi
 Dal Vangelo secondo Marco (12,28-34)
In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i Comandamenti?». Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro Comandamento più grande di questi». Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all'infuori di Lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici». Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal Regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
È ricorrente sentire anche dai Sacerdoti che è importante amare tutti e che saremo giudicati sull'amore. Questo è vero perché lo ha detto Gesù, però la mentalità modernista che manipola il Vangelo storico con questa affermazione, intende dire che Dio non fa caso anche ai peccati più gravi se la persona ama il suo prossimo. Dio perdona i peccati nella Confessione, ma qui l’affermazione modernista teorizza un perdono automatico anche senza la Confessione.
È una posizione contraria al Vangelo e alla sana dottrina della Chiesa, chi segue questa teoria si trova in una situazione di grave pericolo spirituale. E sono molti i credenti che seguono in buonafede questa teoria, quando ascoltano questo devastante consiglio, senza comprendere che prendono una via opposta alla salvezza eterna.
La rettifica che faccio all'affermazione di sopra, è che se Dio ci giudicherà sull’amore donato agli altri, si deve trattare di un amore puro, privo dell’affetto verso il peccato e la lotta contro i vizi. Inoltre, occorre il pentimento per ottenere tanta misericordia da parte di Dio.
Gesù è venuto per salvare e non per condannare, è il peccatore incorreggibile a condannarsi e a scegliere l’inferno.
Se noi rimaniamo uniti a Gesù e lottiamo con la forza spirituale che ognuno possiede contro i peccati e le tentazioni, Egli ci ricolma dello Spirito Santo e ci rende sempre più forti nella lotta e nel superamento di ogni forma di debolezza.
Oggi vi invito a riflettere sulla necessità di rimanere fedeli al Vangelo e alla sana dottrina della Chiesa, in caso contrario si rompe la comunione con Gesù e senza accorgersene il cristiano scivola sempre più verso il basso, rimanendo accecato dall'oscurità e incapace di sentire le ispirazioni di Dio perché molto lontano da Lui.
Questa newsletter è assolutamente fedele al Vangelo storico e alla sana dottrina della Chiesa, quindi al Magistero autentico. Questa è la nostra Fede e non vogliamo distaccarci di un millimetro dalla volontà di Dio perché diventeremmo come i pagani che seguono l’istinto e si rotolano nei loro errori, preparandosi così un futuro infelice.
Il primo Comandamento riassume tutta la Legge e i  Profeti, comincia con l’affermare l’esistenza di un unico Dio, e così è stato recepito nel Credo: “Credo in unum Deum”. È una Verità conosciuta con la luce naturale della ragione e il popolo eletto sapeva bene che tutti gli dèi pagani erano falsi.
Oggi nel mondo moltissimi cattolici corrono soprattutto dietro i veggenti falsi, mossi dall'istinto e da una emotività manipolata dalla mente e dalle tentazioni di satana. Non è sufficiente provare un po’ di pace quando ci si reca in un luogo di apparizioni per affermare la sua veridicità, anche la stessa persona può creare nella sua mente una pace illusoria per la convinzione della bontà di quel veggente. Apparentemente santo ma servo e complice di satana!
Una delle cose che i falsi veggenti non riescono a fare è di amare il prossimo con piena bontà. Non possono farlo per la menzogna che li guida, non riescono a provare vero amore per il prossimo e ogni loro manifestazione apparentemente buona è frutto di ipocrisia. Se ogni uomo si sente spinto interiormente ad amare il prossimo, a cominciare dai familiari, quanti sono lontani da Gesù non hanno la forza spirituale per riuscirvi.
Gesù spiega ad uno scriba il significato del primo Comandamento e mette alla prova la sua fedeltà, lo scriba rimane contento e conferma le parole del Signore. Nel primo Comandamento Dio ci chiede di amarlo pienamente, mettendolo al primo posto e ricorrendo a Lui in ogni circostanza della vita. Non c’è separazione tra la presenza di Dio in noi e le opere che si compiono. Tutto viene svolto in funzione di Dio.
In questo Comandamento Dio non ci obbliga ad amare, ma ha iscritto nel cuore dell’uomo un naturale desiderio di amare il prossimo e senza questa predisposizione congenita, molti cristiani avrebbero difficoltà ad amare e a perdonare. Poi i Sacramenti, la preghiera umile, la pratica delle virtù estendono la capacità di amare e diventa facile perdonare anche quelli che ci fanno del male.
Con l’Amore di Dio riusciamo a compiere opere grandiose e a praticare le virtù soprannaturali. Invochiamo l’Amore di Dio.
Perché amare il prossimo non è facile, a molti riesce difficile amare anche i propri familiari magari per diatribe serie. Eppure i cristiani sono chiamati a vivere il Comandamento dell’Amore, principalmente verso Dio e poi verso tutte le persone che incontrano o conoscono.
I caratteri difficili e le inclinazioni negative che si ritrovano molti credenti, mettono in essi maggiore difficoltà ad amare Dio sopra ogni cosa e il prossimo con lo stesso amore che provano verso se stessi. Così l’amore che posseggono lo indirizzano verso gli idoli, se ne creano molti perché l’uomo necessita di adorare qualcosa o qualcuno. Diventa facile adorare e donare tutto l’amore che posseggono a cantanti, calciatori, attori, cinema, televisione, spettacolo di ogni genere.
L’importante per i più deboli è trovare idoli da adorare per non restare soli…
Si manca al primo Comandamento del Decalogo quando a Dio si preferiscono altre cose, magari anche buone, poiché le si amano disordinatamente. In questi casi l’uomo perverte l’ordine delle creature, usando di esse per un fine opposto o comunque diverso da quello per il quale sono state create.
Ma l’uomo, sconvolgendo l’ordine divino riflesso nel decalogo, non trova più Dio nella creazione, così si fabbrica un suo dio dietro il quale, radicalmente, si nasconde con il proprio egoismo e con la propria superbia.
Ancora più grande è l’errore quando l’uomo tenta stoltamente di mettersi al posto di Dio, di costituire se stesso in fonte di ciò che è bene e di ciò che è male, cadendo nella stessa tentazione che satana tese ai nostri progenitori: “Diventerete come Dio”, non obbedendo ai suoi Comandamenti.
Le ragioni che ci spingono ad amare Dio sopra ogni cosa sono molte e sono forti. Dio ci ha creato, ci governa, ci nutre, ci fornisce il necessario della vita. Abbiamo un debito con Lui per il semplice fatto di esistere, inoltre si è accresciuto quando ci ha donato la sua Grazia e ci ha liberati dal potere del peccato mediante la Passione e Morte di Gesù, come pure tramite gli innumerevoli benefici e doni che continuamente riceviamo da Lui.
  
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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martedì 3 marzo 2015

3336 - Commento al Vangelo del 2/3/2015

+ Dal Vangelo secondo Luca (6,36-38)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio». 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Prima di commentare la Parola di oggi, vi presento questa testimonianza che sicuramente vi spingerà a pregare con maggiore fiducia:
«Carissimo Padre Giulio, innanzitutto vorrei felicitarmi con lei per la sua riabilitazione ufficiale ed in questo mi unisco alla sua gioia e la sento mia. Ormai sono circa 5 anni che sono iscritto all'Associazione ed i suoi commenti del Vangelo sono pane quotidiano senza i quali mi sentirei perso. Le dico che da circa 7 anni, ogni anno a gennaio, vado a Medjugorje.
Posso affermarle con certezza che la ricarica di quel posto santo ed i suoi santi commenti del Vangelo hanno completamente cambiato la mia vita. È stato un percorso lento e graduale che continua ogni giorno ma voglio che lei sappia che ho visto profondi cambiamenti in me, maggiore devozione, quasi totale annullamento dei vizi che ritenevo più pesanti ma, soprattutto, presenza costante del Signore nel mio cuore e totale abbandono a Lui (desiderio dal più profondo del mio cuore essere suo servo). Sono sposato ed ho una bimba di quasi un anno.
Vorrei raccontarle un episodio che le possa far capire il mio cambiamento e abbandono a Gesù e alla Mamma. Circa 8 anni fa ho regalato alla mia ragazza (attuale moglie) un anello di fidanzamento che lei porta insieme alla fede nuziale. L'altro giorno stava pulendo il bagno e quando ci siamo seduti a tavola per pranzo si è accorta di non averla più. Non le dico l'avvilimento di mia moglie che è attaccatissima a quell'anello per quello che rappresenta.
L'abbiamo cercato dappertutto, sono anche stato 20 minuti con mia figlia in braccio a fissare il pavimento del bagno cercando e guardando in ogni piccolo nascondiglio... Nulla. Mentre mia moglie continuava a cercare mi sono seduto sul tappeto del salotto...
“Nel nome del Padre, del Figlio, della Spirito Santo Amen. Angelo di Dio che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me che ti fui affidato dalla Pietà Celeste, Amen. Angelo mio a cui sempre mi affido e del quale vorrei tanto sapere il nome perchè sempre mi assisti e mi proteggi, io sono sicuro che l'anello non lo trovo ma tu sai dov'è. Fammi questo piacere e riportalo a me cosicchè io lo possa ridare a mia moglie. Grazie mio dolce Angelo”.
Mi sono alzato, sono andato in bagno, vedo mia moglie che guarda sul lavandino. Dietro di lei, a terra sul tappeto... l'anello. Lo raccolgo, lei si gira, lo guardiamo con gioia e glielo restituisco. Le spiego tutto, recitiamo tutti e tre (compresa mia figlia che non parla ma era in braccio a me) la preghiera di ringraziamento all'Angelo Custode, un Padre, Ave e Gloria e senza più parlarne contempliamo in silenzio l'accaduto.
Questa, caro Padre, è solo una delle cose che mi succedono da quando ho iniziato questo cammino di fiducia nella Trinità, nella Mamma Celeste ed in tutte le Creature del Cielo. Scusi se sono stato lungo ma volevo farla partecipe della mia gioia e farle capire quanto sono quindi partecipe alla sua riabilitazione.
Personalmente la considero per prima cosa un mio fratello amatissimo, poi un padre straordinario e per ultimo ma non ultimo una esperta guida spirituale verso il Cielo... Insomma un dono preziosissimo. La saluto e la bacio con tutto il mio cuore. Maurizio Ciocca. Sia lodato Gesù Cristo».
Questa testimonianza è carica di Fede ed esprime la felicità che dovrebbe portare ogni cristiano, però rispetto a molti cristiani Maurizio ha scoperto veramente la perla che è Gesù, ha trovato il tesoro che è la Madonna, per questo la sua testimonianza è autentica, molto bella. Egli ha agito con una Fede notevole perché ha preso alcuni anni fa la decisione di mettere Gesù al centro della sua vita.   
La sua preghiera piena di fiducia e umile è la conseguenza della sua Fede, ma la Fede è stata curata! Ha lavorato sulle virtù e sui vizi.
La preghiera fatta da Maurizio per l’anello che non trovavano, si può rivolgere per tutto ciò che riguarda la vostra vita, a cominciare dalle cose più piccole considerate insignificanti. Alle volte si compiono grandi sbagli nella vita dopo avere fatto una scelta apparentemente banale o avere dato poca importanza ad una certa situazione quasi insignificante! 
Riflettete bene su questo.
Ci sono nella giornata forse cento situazioni diverse che bisogna affrontare: le faccende di casa; viaggiare; l’incontro con persone buone o cattive; lo svolgimento del lavoro; le decisioni da prendere che sono continue e spesso invece di decidere ci si lascia condurre dagli eventi; le scelte che stabiliscono gli impegni della giornata; il tempo da dedicare alla preghiera; le relazioni interpersonali.
Sono innumerevoli ogni giorno le preoccupazioni e se non si vivono insieme a Gesù si finisce per sbagliare e deprimersi, esaurirsi.
Le relazioni interpersonali sono parte integrante della vita quotidiana. Sono di diverso tipo, più o meno profonde, in base alla situazione. Queste relazioni interpersonali si trovano in ambito familiare nel rapporto tra familiari e in quello lavorativo. Questa forma di relazione indica quel legame che si crea tra due o più persone i cui pensieri, sentimenti e azioni si influenzano vicendevolmente.
Gesù oggi ci spiega i modi per evitare di distruggere le relazioni interpersonali, presentandoci quei comportamenti che danno ad una persona l’adesione al Vangelo. Le parole del Signore sono molto chiare sul comportamento che dobbiamo tenere in ogni circostanza, ma non si improvvisano le virtù se non si conoscono.
Vivere nei vizi è facile perché è un’inclinazione naturale, mentre la pratica delle virtù richiede sforzi continui, piccole e grandi vittorie sull’amor proprio e le naturali tendenze comportamentali di ognuno. Se Maurizio è arrivato a fare quella preghiera all’Angelo Custode è per la lotta che ha iniziato contro le sue debolezze, ma non da solo: ha cercato sempre l’aiuto della Madonna.
Come ho scritto molte volte non si diventa buoni cristiani solo per la partecipazione alla Santa Messa e la recita di alcune preghiere.
Ci sono gli insegnamenti del Vangelo da praticare e senza una spinta decisa non si inizia mai. Si rimanda la vittoria su un vizio, il rinnegamento, le penitenze che ci rendono fortissimi dinanzi alle tentazioni e ci permettono di decidere di volta in volta in piena libertà, senza più la schiavitù dell’istinto.
Gesù ci invita ad essere buoni con tutti ma bisogna vigilare sui cattivi, maliziosi nell’inganno e pronti a rovinare la reputazione.
Ci chiede di non giudicare ma bisogna rilevare i pericoli che arrivano dai modernisti e da quanti seminano corruzione.
Non dobbiamo condannare nessuno ma pregare per la loro conversione.
Il perdono deve essere immediato verso tutti, almeno nel cuore, desiderando il bene di chi molto ci ha fatto o ci fa ancora soffrire.
  
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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venerdì 2 gennaio 2015

3317 - Commento al Vangelo del 2/1/2015

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (1,19-28)
Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elìa?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa». Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elìa, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, Colui che viene dopo di me: a Lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo». Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando. 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
In questo Vangelo apparentemente chiaro si nascondono innumerevoli verità e domande, non solamente quelle domande poste dai giudei a Giovanni per conoscere da lui la sua identità. Attorno a lui si era creata una curiosità contagiosa, non si faceva altro che parlare di lui, ognuno aveva una teoria e stavano male per il dubbio che non li lasciava dormire.
Molti erano certi di trovarsi dinanzi al Messia, non avevano mai visto un uomo così spirituale e coerente con la sua missione.
Nei giudei c’era curiosità, preoccupazione e dubbio, perché l’Antico Testamento manifesta la promessa di Dio nell’inviare tre persone che avrebbero salvato Israele, ma nel piano di Dio si trattava dell’umanità. Essi non comprendevano la rivelazione di Dio. Israele aspettava tre Profeti, non conosceva il tempo né la successione degli eventi, tutti sapevano che tra questi ci sarebbero stati Elia e il Messia.
La prima venuta riguardava un Profeta non identificato, molti lo hanno identificato con il Messia ma è impropria l’applicazione, questo Profeta in realtà è Giovanni Battista. “Il Signore, tuo Dio, susciterà per te, in mezzo a te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me. A lui darete ascolto. Io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò” (Dt 18,15-22).
Il secondo è invece Elia, profetizzato da Malachia: Ecco, io invierò il profeta Elia prima che giunga il giorno grande e terribile del Signore: egli convertirà il cuore dei padri verso i figli e il cuore dei figli verso i padri, perché io, venendo, non colpisca la terra con lo sterminio” (Mal 3,23-24).
La terza profezia si rivolge direttamente al Messia, questa profezia è molto esplicita come la seconda: “Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Egli edificherà una casa al mio nome e io renderò stabile il trono del suo regno per sempre. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio” (2 Sam 7,12-14).
La predicazione di Giovanni Battista ha scosso tutti i giudei, non sapevano come identificarlo, non comprendevano chi fosse e organizzarono di chiederlo a lui. Lo fecero con poco rispetto, proprio perché non sapevano chi fosse dei tre e pur non conoscendo il primo Profeta sconosciuto, lo va a trovare una delegazione e gli fa un interrogatorio serrato.
“Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il Profeta?”.
Questa domanda che intendeva chiudere l’interrogatorio è posta dai giudei dopo le domande mirate a conoscere la sua identità. I giudei vivevano attese piene di mistero e comunque è un po’ comprensibile la loro agitazione. Non sapevano l’identità di Giovanni e invece di gioire per la rivelazione di Dio attraverso quel Profeta non identificato, cercavano di rendere impossibile la sua predicazione che attingeva dalle Sacre Scritture.
Dopo le domande dirette per scoprire il suo nome, pongono una domanda curiosa ma che però noi la utilizziamo per la nostra riflessione: “Cosa dici di te stesso?”. Questa domanda non è rivolta solo a Giovanni, ognuno di noi è il destinatario.
È una domanda che principalmente dovrebbero porsi i Cardinali e i Vescovi che hanno grandi responsabilità, poi i Sacerdoti e tutti i credenti. È indispensabile interrogarsi su se stessi per conoscere meglio le debolezze e i rimedi per vincerle, riflettere sui comportamenti non in linea con il Vangelo e cercare le risposte proprio nella Parola di Dio.
Biogna imitare Giovanni Battista, egli non cercava onori né lasciava credere di essere pari al Messia, e per spiegarlo chiaramente precisa: “A Colui che viene dopo di me io non sono degno di slegare il laccio del sandalo”. Una testimonianza umile e grandiosa, qui lui svela di essere il primo Profeta annunziato dalle antiche profezie. Solo un grande uomo di Dio poteva rispondere così.
Ma andiamo all’inizio di questo incontro: “Tu, chi sei?”. La prima domanda posta a Giovanni dalla delegazione inviata da Gerusalemme per scoprire la sua provenienza e svelare il mistero. Gli uomini della delegazione non si curarono della predicazione di Giovanni, della sua vita, del motivo del suo aspetto selvatico che indicava una vita penitente. Ignoravano la sua vita perché interessava conoscere solo il nome.
Che miopia da parte di questa delegazione, Giovanni poteva essere proprio il Profeta non identificato come infatti lo era, ma non lo accolsero e minimizzarono la sua persona. Erano poco interessati ad un Profeta, essi cercavano il Messia.
Alla domanda “Tu, chi sei?” noi dobbiamo dare una risposta personale, dobbiamo chiederci chi siamo veramente davanti a Dio e non davanti agli uomini. Questi ci possono apprezzare per qualche aspetto di noi o per l’amicizia, la condivisione di qualcosa, ma non per quello che siamo dentro. Gesù può farlo. Noi vogliamo diventare interiormente buoni, umili, miti.
“Tu, chi sei?”. Come davanti uno specchio la persona si domanda chi è per Gesù. “Cosa pensa Gesù veramente di me?”.
Alla prima e alle altre domande Giovanni rispose con verità e umiltà, non lasciò intendere nulla ma disse parole di rinnegamento di se stesso. Questo è un esercizio molto importante, per spezzare l’orgoglio bisogna pensare qualcosa di personalmente umiliante e che tocca l’amor proprio.
Alle ripetute domande curiose e ipocrite, Giovanni ripeteva la negazione: “Io non sono il Cristo”. “Non lo sono”. “No”. Fino a quando in modo diretto replicarono: “Chi sei?”. È una domanda che fa bene a tutti noi ripeterla con umiltà e spirito di Fede.
Chi sono davanti a Gesù e che cosa faccio di buono nella mia vita?
Molti non sono lucidi in questo, l’approfondimento di questa domanda li aiuterà a conoscersi meglio e a lasciare i comportamenti sbagliati.
L’insegnamento del Vangelo di oggi è profondo: non dobbiamo farci spacciare per ciò che non siamo, non dobbiamo parlare sempre di noi, non elogiarsi per nessun motivo, né raccontare episodi personali non importanti per ricevere applausi.
Se siamo pieni di noi stessi non sarà possibile accorgerci dell’Amore di Dio.
Giovanni Battista rimase umile, chi invece brama consensi vuole sempre apparire o emergere in un gruppo, ed è un impedimento grave applicarsi a questa ricerca e tralasciare il rinnegamento, la penitenza, il digiuno. Gesù può trovare spazio in noi se noi non abbiamo un’alta considerazione di noi, ma se ci illudiamo di essere grandi… o i migliori…
Riflettiamo su Giovanni Battista e sulla semplicità che ha mostrato, sull’umiltà che lo rivestiva, sulla forza nel praticare la Parola.

Oggi è il 1° Venerdì del mese, consiglio a tutti di iniziare i nove Venerdì al Sacro Cuore.
Gesù ha rivelato a Santa Margherita Maria Alacoque: A tutti quelli che, per nove mesi consecutivi, si comunicheranno al primo Venerdì d'ogni mese, Io prometto la Grazia della perseveranza finale: essi non morranno in mia disgrazia, ma riceveranno i Santi Sacramenti (se necessari) ed il mio Cuore sarà loro sicuro asilo in quel momento estremo”.

LE PROMESSE DI NOSTRO SIGNORE PER I DEVOTI DEL SUO SACRO CUORE
Gesù benedetto, apparendo a Santa Margherita Maria Alacoque e mostrandole il suo Cuore, splendente come il sole di fulgidissima luce, fece le seguenti promesse per i suoi devoti:
1. Io darò loro tutte le Grazie necessarie al loro stato.
2. Metterò e conserverò la pace nelle loro famiglie.
3. Li consolerò in tutte le loro pene.
4. Sarò loro sicuro rifugio in vita e specialmente in punto di morte.
5. Spanderò copiose benedizioni su di ogni loro impresa.
6. I peccatori troveranno nel mio Cuore la sorgente e l'oceano infinito della misericordia.
7. Le anime tiepide si infervoreranno.
8. Le anime fervorose giungeranno in breve tempo a grande perfezione.
9. La mia benedizione poserà anche sulle case dove sarà esposta ed onorata l'immagine del mio Cuore.
10. Ai Sacerdoti io darò la Grazia di commuovere i cuori più induriti.
11. Le persone che propagheranno questa devozione, avranno il loro nome scritto nel mio Cuore e non ne sarà cancellato mai.
12. A tutti quelli che, per nove mesi consecutivi, si comunicheranno al primo venerdì d'ogni mese, io prometto la Grazia della perseveranza finale: essi non morranno in mia disgrazia, ma riceveranno i Santi Sacramenti (se necessari) ed il mio Cuore sarà loro sicuro asilo in quel momento estremo.
La dodicesima promessa è detta “grande”, perché rivela la divina misericordia del Sacro Cuore verso l'umanità. Queste promesse fatte da Gesù sono state autenticate dall'autorità della Chiesa, in modo che ogni cristiano può credere con sicurezza alla fedeltà del Signore che vuole tutti salvi, anche i peccatori.
CONDIZIONI
Per rendersi degni della Grande Promessa è necessario:
1. Accostarsi alla Comunione. La Comunione va fatta bene, cioè in Grazia di Dio; quindi, se si è in peccato mortale, bisogna premettere la Confessione.
2. Per nove mesi consecutivi. Quindi chi avesse incominciato le Comunioni e poi per dimenticanza, malattia, ecc. ne avesse tralasciata anche una sola, deve incominciare da capo.
3. Ogni primo venerdì del mese. La pia pratica si può iniziare in qualsiasi mese dell'anno.

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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martedì 23 dicembre 2014

3311 - Commento al Vangelo del 22/12/2014 Lunedì IV Avvento "B"

Dal Vangelo secondo Luca (1,46-55)
In quel tempo, Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo Nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre». 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Il Natale è alle porte, tra pochi giorni si realizzerà la profezia del Profeta Isaia: “La Vergine concepirà e partorirà un Figlio, che chiamerà Emmanuele”. Gli ebrei sapevano che le profezie indicavano il Messia come discendente di Giacobbe, attraverso Davide, nessuno però arrivava ad immaginare che il Messia sarebbe stato lo stesso Dio fatto Uomo.
Questo ci indica che con molta facilità ogni persona interpreta la realtà secondo la propria immaginazione, vedendo bianco dove è nero e nero dove è bianco. Non dipende dalla cultura o dai titoli scolastici, è un fattore esclusivamente spirituale, è il termometro della spiritualità posseduta da ogni vivente.
Per esempio, quando scoppiò lo scandalo impressionante della Clinica Santa Rita di Milano con il chirurgo che operava anche senza necessità e pure persone già decedute… un famoso giornalista del Corriere della Sera scrisse che le accuse era solo spazzatura e che non c’era nulla di vero. Dopo vennero diffuse le intercettazioni e si costatò che i fatti erano gravissimi.
In questo caso qualsiasi persona spirituale avrebbe scelto il silenzio o l’arrivo di notizie fondate, invece quel sapiente volle antipicare anche le indagini e prese cantonate ridicole. Non solo lui, anche tanti personaggi famosi si avventurano in considerazioni fantasiose che lasciano esterrefatto chi ascolta le loro idiozie e le assurdità imprevedibili.
Più si rimane lontani dallo Spirito di Gesù maggiormente sarà distante la persona dalla verità, dalla realtà per come essa è.
Chi accolse Gesù prima come Messia e poi come Figlio di Dio? I buoni, i puri di cuore, quelle persone prive di cattiveria.
Gli ebrei conoscevano le profezie, quindi, erano ampiamente facilitati nella conoscenza del Messia valutando le opere di Gesù, invece si ostinarono nel seguire l’errore, il pensiero che un galileo non poteva essere il Messia. Lo disse anche Natanaele prima di diventare Apostolo: “Da Nazareth può mai venire qualcosa di buono?” (Gv 1,46).
Questa affermazione e altre simili non sono buone da dire, è un pregiudizio perché non si conosce la persona o i fatti accaduti. Il controllo delle parole avviene prima nel cuore quando si decide di evitare giudizi e condanne preventive, poi la mente elabora e se segue correttamente la volontà e non l’istinto, non pronuncerà parole offensive.
Anche gli altri potrebbero dire accuse o pregiudizi su di voi, non sareste contenti, nessuno è contento. Noi lottiamo le credenze errate.
Il Magnificat del Vangelo ci indirizza a valutare la vocazione della Madonna, vediamo di scoprirla per seguirla anche noi. È stata chiamata dall’eternità a diventare la Madre del Redentore, in funzione della sua Maternità è stata ornata di tutte le Grazie e privilegi, che l’hanno resa dimora degna dell’Altissimo.
Per tutti è impossibile rivivere l’esperienza della Vergine, ma possiamo diventare dimora dell’Altissimo se ci manteniamo nella sua Grazia e perseveriamo senza voltarci indietro. È possibile imitare la Madonna, lo hanno fatto tutti i Santi, i più grandi sono quelli che hanno imitato Ella con maggiore partecipazione.
Non esiste un metro di valutazione, si comprende se un credente imita la Madonna dalle opere che compie, come le compie, da come vive. Non siamo noi a giudicare, è il credente a mostrare la sua Fede da come parla e dalle opere che compie. Spesso qualcuno si nasconde dietro parole spirituali per coprire certe cose negative, ma le sue opere parlano per lui.
La vocazione della Madonna è stata unica, chi la scopre nella sua vita e la imita, giorno dopo giorno viene trasfigurato dall’azione dello Spirito della Vergine. A Lei furono dati i privilegi e tutte le Grazie per adempiere la sua eccelsa vocazione. Ad ognuno di noi Dio concede il necessario per vivere santamente la sua vocazione cristiana.
Il punto cruciale sta nella risposta!
La Madonna era nata per diventare Madre di Dio, noi per diventare figli di questa Madre, perché Lei ci fa conoscere Gesù.
Anche per ciascuno di noi la vocazione è il momento più importante della vita. Tutto dipende se conosciamo e compiamo quel che Dio ci chiede. Seguire e amare la propria vocazione è quanto di più importante e gioioso possa capitare nella vita.
Bisogna conoscere e vivere la propria vocazione cristiana, come autentici seguaci di Gesù Cristo, imitatori della Madonna.
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Medaglia di San Benedetto