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lunedì 25 giugno 2018

SC 196 Commento al Vangelo di domenica 24.06.2018 (Padre Giulio Maria Scozzaro)

+ Dal Vangelo secondo Luca (1,57-66.80)
Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva esaltato in lei la sua misericordia, e si rallegravano con lei. All'ottavo giorno vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo col nome di suo padre, Zaccaria. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c'è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta, e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. In quel medesimo istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Coloro che le udivano, le serbavano in cuor loro: «Che sarà mai questo bambino?» si dicevano. Davvero la mano del Signore stava con lui. Il fanciullo cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Giovanni il Battista è stato il più grande Apostolo del Nuovo Testamento, considerato da Gesù “il più grande tra i nati di donna” (Mt 11,11), almeno riguardo i mortali, mentre “il più piccolo nel Regno dei Cieli è più grande di Lui”. Chi si trova in Cielo vive una condizione superiore a quella umana.
Ho scritto molto su Giovanni Battista, non è lo stesso sufficiente se considero quanto c’è da dire sul Precursore del Redentore, l’uomo che preparò la strada alla venuta del Messia e Lo testimoniò fino al martirio. La coerenza di Giovanni Battista è stata incondizionata.
Sono molti gli esempi che ci ha lasciato, per esempio il coraggio di annunciare Gesù Cristo in tutte le circostanze, con una predicazione perfetta e secondo la Volontà di Dio. Lo Spirito Santo lo guidava e il Santo si lasciò docilmente trasformare, dando senza alcun timore un annuncio ricolmo di verità e di giustizia
Giovanni Battista nel predicare Gesù Cristo non si è preoccupato di sé, ha gridato senza avere un tornaconto personale, se non la Volontà di Dio.
Era il Profeta che annunciava la venuta di Dio nel mondo, ed esprimeva parole autentiche, senza ipocrisia, senza la ricerca dell’applauso.
Voglio confrontare il linguaggio utilizzato da Giovanni Battista e da diversi giornalisti e conduttori televisivi italiani, anche se questo accostamento mi procura molto dispiacere, rimane sempre fuori luogo comparare due mondi diversi, due figure opposte, due risposte a Dio assolutamente sproporzionate.
Una sola cosa potrebbero avere in comune: l’onestà intellettuale.
Neanche questa in numerosi casi si riesce a conciliare per le attività faziose e settarie di giornalisti schierati, attivi nell’eseguire la linea editoriale del “padrone” di turno, forse vicino ad ambienti contrari alla Chiesa e alla morale.
Numerosi giornalisti e commentatori delle vicende italiane dichiarano posizioni favorevoli all’immigrazione, ne parlano di continuo e non solo nelle vicende che richiedono l’attenzione pubblica. Utilizzano parole spesso inopportune per far valere le loro posizioni, sono schierati in fin dei conti contro l’Italia e accontentano i potenti di turno.
Non ho mai sentito proposte per aiutare nelle loro terre gli africani, persone con gli stessi diritti degli occidentali ma anche di doveri, e come è stato consigliato da più Papi, c’è il diritto a non emigrare. Il progetto dei potenti è di utilizzare gli immigrati per la manodopera e per cambiare tradizioni e religiosità degli italiani.
Colpisce la scorrettezza e la malafede nel dire continue falsità, di manipolare i fatti reali e di non preoccuparsi del futuro dell’Italia.
Alcuni personaggi manifestano con le loro posizioni di essere privi di onestà intellettuale, sono come “ossessi” manovrati dai loro ideali anticlericali, che proprio loro non vivono, altrimenti ospiterebbero gli immigrati nelle loro case, darebbero anche una minima parte dei loro lauti guadagni ai poveri che arrivano dall’Africa.  
Diventano sordi quando vengono invitati ad aiutare gli immigrati, cambiano discorso e manifestano riluttanza, rivestita di radical chic…
Questi paladini dell’immigrazione vengono intervistati e il telespettatore saggio ed equilibrato rimane sbigottito, sia per l’ascolto di assurdità senza fondamento, sia per la tensione creata contro la Patria Italia. Da come parlano non mostrano di amare e difendere l’Italia.
Paragonare Giovanni Battista a questi predicatori dell’odio è una bestemmia, è impensabile unire gli estremi, non ti viene mai in mente il Precursore di Gesù Cristo se pensi ai propagatori di menzogne certificate dallo stesso nemico di Dio.
L’Italia si trova da anni schiacciata dalle forche caudine ma non dei Sanniti, stavolta utilizzano queste forche gli incantatori del nulla, maestri nell’insegnare non la verità storica che vive oggi l’Italia, bensì la loro visione infondata dell’Italia e del mondo.
Dal trono costruito con amletico esistenzialismo, dove si illudono di insegnare la verità, nel loro regno dell’ambiguità e dell’odio che continuano ad alimentare con teorie senza capo né coda, con discorsi sconclusionati, certi personaggi rimangono a difendere i nemici di noi italiani.
Non sono gli immigrati i nemici dell’Italia, sono tutti quelli che intendono annullare la nostra sovranità e vogliono rendere l’Italia come la Grecia.
Le falsità e le ipocrisie dei traditori della Chiesa e dell’Italia, si diffondono per la mancanza di tanti Giovanni Battista, oggi davvero indispensabili.
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