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sabato 30 giugno 2018

GR 201 Granellino di sabato 30.06.2018

(Mt 8,5-17) 
Vorrei avere l'umiltà del centurione. Pur essendo un militare importante dell'esercito romano, si presenta da Gesù sentendosi indegno di stare alla sua presenza. È consapevole che il suo potere militare è proprio niente di fronte a quello spirituale. 
Purtroppo devo dire che molte volte mi sono presentato all'altare del Signore a cuor leggero. L'atto penitenziale che si fa all'inizio dell'Eucaristia l'ho fatto tante volte solo con la bocca e non con il cuore. Quanta superbia nel mio cuore! 
Mentre Mosè si avvicinava al Roveto ardente, la voce del Signore gli disse: "Togliti i sandali, perché il terreno che calpesti è sacro!". La nudità dei piedi significa avere umiltà nell'aver a che fare con le cose sacre. 
Spesso, invece, mi sono presentato all'altare vestito di superbia. Quante volte ho detto: "Signore, non sono degno di riceverti nel mio cuore, ma dì soltanto una parola ed io sarò salvato." solo con le labbra! Questa mancanza di umiltà mi ha fatto celebrare l'Eucarestia e altri sacramenti senza fede, senza pensare che chi operava in me era Gesù Cristo. Ecco perché non ci sono stati miracoli di conversione continua nella mia vita. Senza umiltà non c'è fede e senza fede Gesù non ci guarisce. 
Devo anche ammettere che i fedeli che celebrano il culto con me hanno più umiltà e fede di me sacerdote. Se non mi converto seriamente, un giorno io andrò in Purgatorio e i fedeli andranno subito in Paradiso. 
Ammiro l'umiltà e la fede del centurione, ma ammiro di più la sua carità. È commovente vedere che un superiore s'interessa e si scomoda per un suo suddito. È Gesù che lava i piedi ai suoi discepoli. Il culto che viene celebrato senz'amore verso i poveri è solo una farsa; per questo motivo non salva e non dona la visione di Dio. 
Spesso, nelle nostre comunità parrocchiali abbiamo messo da parte i poveri e i primi posti li abbiamo dati ai ricchi e ai potenti di questo mondo. Se veniamo chiamati al capezzale dei malati ricchi e famosi corriamo in fretta, ma se il malato non ha nessuna importanza sociale ed economica andiamo senza fretta. 
Signore, abbi pietà di me! Ungimi con l'olio dell'umiltá, della fede e, soprattutto, della carità. Amen. Alleluia. 
(P. Lorenzo Montecalvo dei Padri Vocazionisti) 

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