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sabato 7 aprile 2018

SC 118 Commento al Vangelo del 07.04.2018 (Padre Giulio Maria Scozzaro)

+ Dal Vangelo secondo Marco (16,9-15)
Risorto al mattino, il primo giorno dopo il sabato, Gesù apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva scacciato sette demoni. Questa andò ad annunciarlo a quanti erano stati con Lui ed erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero. Dopo questo, apparve sotto altro aspetto a due di loro, mentre erano in cammino verso la campagna. Anch'essi ritornarono ad annunciarlo agli altri; ma non credettero neppure a loro. Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che Lo avevano visto risorto. E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura». 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La parte finale del Vangelo di San Marco riassume le apparizioni di Gesù, lo fa in modo conciso e preciso. Aveva conosciuto tutto da San Pietro e lo stesso San Marco era un seguace del Signore al tempo della sua Risurrezione. La fonte principale delle sue conoscenze è San Pietro, oltre tutte le altre conoscenze ricevute dagli altri Apostoli.
Come ho scritto nei giorni scorsi, negli Apostoli era presente molta confusione e una doppia spiegazione riguardo la morte di Gesù: Lo amavano più di prima sicuramente e non riuscivano a capire il senso delle sue parole, praticamente non riuscivano ad ammettere la possibilità della sua Risurrezione.
Gesù lo aveva annunciato in varie circostanze e il suo parlare non era vago o superfluo, intanto non era stata compresa questa profezia.
Gli Apostoli avevano rimosso dalla mente quanto aveva preannunciato Gesù, come per scacciare la possibilità della sua morte ignominiosa o la morte stessa. Nell'atto di allontanare il terrore che arrivava dal pensiero della scomparsa di Gesù, eliminarono anche la sua profetizzata Risurrezione.
Il Vangelo riporta l’ammonimento fatto dal Signore agli Undici per la loro fuga dalla realtà, rifugiandosi in un pensiero meno ingombrante e d’ostacolo per la loro vita. “Li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che Lo avevano visto risorto”.  
La Risurrezione del Signore è, e sarà fino alla fine dei tempi, una chiamata all’apostolato. Gesù conclude ciascuna delle apparizioni con un mandato apostolico. Dice a Maria Maddalena: “… và dai miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro”; e alle altre donne: “Andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno”.
Anche i discepoli di Emmaus sentono la necessità di comunicare agli altri, quella notte stessa, che Cristo vive.
Nel Vangelo di oggi San Marco raccoglie il grande mandato apostolico, quello che sarà sempre attuale: Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura”. Fin da allora gli Apostoli cominciano a testimoniare quello che hanno visto e ascoltato, e a predicare nel Nome di Gesù.
Nel momento in cui gli Apostoli iniziano, con coraggio e audacia, a insegnare la verità su Gesù Cristo, cominciano anche a presentarsi gli ostacoli, e più tardi la persecuzione e il martirio. In breve tempo, però, la Fede in Gesù attraverserà la Palestina raggiungendo l’Asia Minore, la Grecia, l’Italia, conquistando uomini di ogni cultura, posizione sociale e razza.
Anche noi dobbiamo mettere in conto le incomprensioni, segno certo della predilezione divina e sicurezza che seguiamo i passi del Signore, poiché “un discepolo non è da più del maestro” (Mt 10,24).
Non meravigliamoci se in molte occasioni dovremo andare controcorrente in un mondo che pare allontanarsi sempre più da Dio, e che ha per fine il benessere materiale, che rinnega e mette in secondo piano i valori spirituali. Un mondo che taluni vogliono organizzare ignorando del tutto il suo Creatore.
Gesù aspetta la nostra collaborazione in famiglia, al lavoro, ovunque, per ricristianizzare il mondo. La nostra è un’epoca in cui Gesù ha bisogno di uomini e donne che sappiano stare uniti alla croce, forti, audaci, semplici, attivi, senza rispetti umani al momento di fare il bene, allegri, che mettano a fondamento della loro vita la preghiera, in un rapporto di amicizia con il Signore.
Gesù confida nei nostri propositi di essere migliori.
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