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giovedì 26 luglio 2012

1686 - Commento al Vangelo del 26/7/2012


+ Dal Vangelo secondo Matteo (13,10-17)
In quel tempo, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono. Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice: “Udrete, sì, ma non comprenderete, guarderete, sì, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi, perché non vedano con gli occhi, non ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore e non si convertano e io li guarisca!”. Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!». 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Anche oggi incontriamo alcuni passi impegnativi da comprendere, non tanto le parabole di Gesù incomprensibili a molti, sono invece alcune frasi che rimangono indecifrabili senza una spiegazione fedele alla sana Tradizione della Chiesa. Tralasciamo per il momento la risposta che dà Gesù sul motivo del suo linguaggio espresso in parabole, e cerchiamo di comprendere bene innanzitutto questa frase.
“A colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha”.
Se uno non ha, cosa può essergli tolto? Questo è il punto che suscita forti perplessità, non c’è una risposta convincente se non ci illumina Gesù. Cosa voleva dire con queste parole davvero enigmatiche? È facile comprendere che l’anima pura, ha Dio con sé, rimane in Grazia di Dio, viene premiata e riceve altri doni Divini, sicuramente abbonda dello Spirito di Dio, ma perché togliere qualcosa a chi non ha niente?
Focalizziamo il perno del discorso che pone Gesù, Egli afferma che i veri seguaci vengono premiati e sono nell’abbondanza, questo è il concetto principale che insegna. Subito dopo aggiunge che il cristiano che non ha il suo Spirito e quindi non ha la comunione di vita con Lui, non solo non riceve nulla ma gli viene tolto anche quello che Dio aveva riservato di donargli in futuro.
Il cristiano che non coltiva la sua Fede perde le Grazie che Dio aveva stabilito di donargli.
Questa è la spiegazione della frase incomprensibile, perché il cristiano tiepido e distaccato dalla vita spirituale non ha la Grazia di Dio, proprio per questa tiepidezza e disamore verso Gesù e la continua ripetizione di molti peccati mortali, perderà molte Grazie, gli sarà tolto anche quello che potenzialmente ha, quello che Dio vorrebbe dargli, ma poi non avrà più.
Ritorniamo al motivo della scelta di Gesù di parlare in parabole e di non far comprendere a molti dei presenti il suo insegnamento. Sembrerebbe una contraddizione, Gesù si affaticava tanto per convertire tutti e poi non vuol far conoscere il suo Vangelo a molte persone… Anche qui c’è una ragione misteriosa all’uomo, ma perfetta per Dio, d’altronde mai si può trovare una parola o un’opera di Gesù manchevole.
Gesù parlava in parabole in certi casi per non far conoscere il significato a quelle persone che Lui riconosceva nell’intimo come non convertiti, persone che non Lo avrebbero mai seguito e per questo avrebbero avuto maggiore responsabilità nel Giudizio dopo la morte. Allora è preferibile non sapere piuttosto che sapere? Al contrario, per un cristiano è un dovere morale conoscere bene la sua Fede!
Era un gesto di misericordia che usava a quanti avevano il cuore indurito e non riuscivano ad accettare il Vangelo improntato sull’amore e sul perdono. Gesù cercava e continua anche oggi a cercare di alleggerire il carico dei peccati degli uomini, sia con illuminazioni interiori per indurli alla conversione sia con le parole spiegate dai suoi autentici seguaci.
Ma l’uomo è libero di scegliere tra il Bene e il male, libero di vivere felice in questa vita e poi beato in cielo, oppure di patire infelicità ed angoscia qui e nell’aldilà. Nessuno imputi a Gesù qualcosa, è l’uomo a decidere chi vuole essere qui e dove andare nell’altra vita!

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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