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lunedì 25 luglio 2011

1031 - Commento al Vangelo di oggi 25/7/2010

+ Dal Vangelo secondo Matteo (20,20-28)
In quel tempo, si avvicinò a Gesù la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dóminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Oggi è la festa liturgica di San Giacomo Apostolo, primo martire del Vangelo in Spagna, uno dei primi seguaci di Gesù, fratello di San Giovanni Evangelista.
Come ci racconta oggi la Parola, sua madre si interessò dei due figli e a modo suo, li volle raccomandare presso Gesù, chiedendo di dare i posti migliori accanto a Lui. Una vera raccomandazione, diversa certamente da quelle che si chiedono e fanno oggi.
Questa donna non cercava denaro, neanche poteva immaginare il pesante significato di rimanere accanto al Signore, in previsione del Calvario che Lo attendeva e che avrebbero condiviso anche i suoi discepoli. Considerava Gesù come Messia, l’atteso di Israele, anche i suoi figli avrebbero goduto della stessa gloria.
È una richiesta molto umana, fatta da una madre che si preoccupa dei suoi figli.
È anche vero che la donna e i due figli, non avevano ancora compreso la missione salvifica di Gesù. Posso comprendere la donna, ma Giacomo e Giovanni erano insieme a Gesù da quasi tre anni, avevano già sentito dal Signore la Croce scelta per riscattare il popolo dal peccato. E insieme a Lui anche i suoi discepoli avrebbero sofferto molto.
Le idee erano molto confuse, la donna chiede posti influenti per i figli, vedendo Gesù come un personaggio politico. Cerca potere nel mondo per i figli. Gesù risponde con chiarezza e cambia radicalmente la prospettiva dei due Apostoli: “Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?”.
Quelli chiedono ingenuamente maggiore potere, Gesù offre invece il calice.
Oggi nella Chiesa non è più così, chi chiede potere accetta anche molti compromessi.
Il calice che indica Gesù e che Lui berrà pienamente, indica dolore e sofferenza, significa fare parte del Regno del Padre e bisogna fare un percorso molto impegnativo per entrarvi.
Non si tratta solamente di bere al calice, bisogna bere al calice di Gesù Cristo. Condividere le sue stesse sofferenze. Il primo posto che cercano, è visto da un’ottica puramente umana, solo dopo la Risurrezione di Gesù i due Apostoli comprenderanno il valore di stare accanto a Gesù.
Nella Chiesa di oggi molti cercano potere e visibilità, avviene ai Sacerdoti e anche ai laici. C’è un potere arrogante e ottenuto attraverso compromessi e c’è un potere che indica un servizio, una disponibilità a lavorare per il bene delle anime. Il potere e la visibilità non indica sempre arroganza, dipende dalla persona e dalla sua vicinanza a Gesù. Chi usa il potere per servire è certamente un vero discepolo del Cristo. Servire con Cristo è regnare con Lui.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.

Proposito
Mediterò sull’insegnamento di Gesù e aderirò con serenità e gioia allo stato di vita al quale il Signore mi ha chiamato.


Pensiero
La virtù praticata nelle contraddizioni è più potente e più perfetta, e quindi è più gradita a Dio. (Santa Giovanna di Chantal)
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