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lunedì 7 ottobre 2013

2636 - Commento al Vangelo del 7/10/2013

+ Dal Vangelo secondo Luca (10,25-37)
In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai». Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all'albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Oggi è la festa liturgica della Madonna del Rosario, un grande giorno per chi è devoto del Rosario e ha scoperto la grande potenza di questa preghiera. Questa mattina vi ho inviato una meditazione dal mio libro "Santo Rosario meditato", ho anche inviato il comunicato sull'Opera Mariana che portiamo avanti e l'ho affidato alla Madonna. È stato inviato in un giorno speciale per chi ama la Madonna.
Considerando la straordinaria importanza del Rosario e il continuo invito che vi rivolgo di recitarlo ogni giorno e anche più volte se è possibile, in questa newsletter inserisco un altro capitolo del libro, dal titolo: La preghiera preferita dai Santi.
«Se consideriamo la vita di tutti i Santi, oltre ad un amore infiammato verso la Madonna, troviamo -come sua ovvia conseguenza- un grande amore per il Santo Rosario. “Sulla devozione a Maria, i Santi ci insegnano che i suoi veri devoti sono da Lei amati e protetti con amore di tenerissima Madre e per mezzo di Lei sono certi di trovare Gesù e di ottenere il Paradiso. La devozione che la Chiesa ci raccomanda in modo speciale verso Maria Santissima è la recita del Santo Rosario”, ha scritto San Pio X nel Catechismo della Dottrina Cristiana.
Chi ama la Madonna, La prega con fiducia, La onora come una Regina, La invoca come la perfetta Madre di Dio. Il grande amore che si può avere per il Santo Rosario è una normale conseguenza dell’amore portato a Maria. È Lei a dare amore verso il Rosario, è la sua presenza a dare impulso alla recita perseverante del Rosario.
È da quasi mille anni la preghiera preferita dai Santi:
S. Caterina da Siena recitava quotidianamente parecchi Rosari interi e col suo Rosario convertiva tante anime da tenere occupati tutto il giorno vari confessori.
S. Tommaso Moro conservava per sé un Rosario a grossi chicchi di legno e a sua moglie ne donò uno d’oro, ma voleva che lo tenesse al collo quale ornamento femminile.
S. Carlo Borromeo, Arcivescovo di Milano, dedicò la più bella cappella del Duomo di Milano alla Madonna del Rosario.
S. Filippo Neri reputava non gradito a Dio il giorno in cui non avesse recitato il Rosario intero.
S. Francesco di Sales, Vescovo e Dottore della Chiesa, recitava il Rosario intero ogni giorno e ci impiegava un’ora.
S. Francesco Saverio, il grande missionario delle Indie, portava il Rosario al collo quale difesa della sua persona dai pericoli materiali.
S. Pietro Claver distribuiva ogni anno circa 9.000 Rosari agli schiavi.
S. Luigi Gonzaga, dopo avere recitato il Rosario intero, fece voto di verginità.
S. Gabriele dell’Addolorata, dopo aver recitato il Rosario intero nella Santa Casa di Loreto, fece la sua Confessione generale, poi andò a farsi passionista nel vicino convento di Morrovalle (Macerata).
S. Giovanni Battista de la Salle nella sua regola permette, come ricchezza nelle camere dei suoi religiosi, un grosso Rosario insieme ad un Crocifisso.
S. Alfonso dè Liguori fece voto “sub gravi” di recitare ogni giorno il Rosario intero. Al suo infermiere un giorno disse: “Dall'aver recitato un Rosario può dipendere la mia eterna salvezza”.
S. Giuseppe Cottolengo, fondatore della “Piccola Casa della Divina Provvidenza”, volle essere sepolto nella Cappella della Madonna del Rosario.
Il Beato Massias, laico domenicano, devotissimo del S. Rosario, in punto di morte confessò che con i suoi Rosari aveva salvato dall’inferno 1.400.000 anime.
S. Giovanni Berchmans, vicino a morire, volle essere composto sul letto di morte con tre cose: il Crocifisso, il Rosario, e la Regola, e disse: “Queste sono le tre cose che ho amato di più: con queste, muoio volentieri”.
S. Paolo della Croce non lasciò mai il Rosario. Sul letto di morte lo recitava ancora. “Non vede che non ne può più? Non si affatichi”, gli diceva l’infermiere. Ed il Santo: “Lo voglio dire finché son vivo; se non lo posso dire con la bocca, lo dirò col cuore”.
In altre pagine del libro ho trattato ampiamente della sconfinata devozione di Padre Pio alla Corona benedetta del Rosario.
Nei secoli passati molti Re e Regine mostravano con piacere la Corona del Rosario che recitavano ogni giorno. Oggi questo avviene molto raramente. Ricordiamo questi episodi:         
Leopoldo il Grande recitava ogni giorno il S. Rosario senza rispetto umano.
Enrico V volle eretta nella sua cappella privata la confraternita del Rosario.
Giovanni Sobieski, combattendo contro i Turchi, aveva la Corona del Rosario intrecciata all’elsa della spada.
Emanuele Filiberto, dopo la vittoria di S. Quintino, entrava trionfatore in Torino con la Corona del Rosario in mano.
Maria Stuarda trovava nel Rosario il suo conforto.
Maria Clotilde e Cristina di Savoia recitavano il Rosario intero ogni giorno.
Anche molti grandi uomini hanno trovato nel Rosario la forza per procedere nelle loro vicende della vita:
Daniele O’ Connell, l’eroe dell’Irlanda, chiamato d’urgenza alla Camera, dove si discuteva la legge per la libertà dell’Irlanda, rispose: “Lasciatemi finire il Rosario, che per la libertà della mia Patria vale più di ogni eloquente discorso”.
Andrea Hofer, il difensore del Tirolo contro Napoleone, dopo la vittoria sul monte Isel, disse ai suoi soldati: “Non tanto le palle del fucile quanto le palline del Rosario furono quelle che ci fecero vincere la battaglia”.
Federico Ozanam si convertì vedendo il celebre scienziato Ampère che recitava il Rosario.
Silvio Pellico recitava il Rosario sovente e la sua Corona si conserva ancora nella sua casa di Cavazza (Saluzzo).
Alessandro Manzoni interrompeva le visite e ogni discussione quando l’orologio batteva l’ora del Rosario.
W. Amedeo Mozart, dopo l’esecuzione della “Sinfonia in re maggiore”, recitava il Rosario in ringraziamento.
Giuseppe Haydn affermava che le più belle sinfonie le aveva scritte dopo aver recitato il Rosario.
Michelangelo Buonarroti era devotissimo del Rosario e lo immortalò nel suo “Giudizio universale”, dipingendo gli Angeli che traggono le Anime dal Purgatorio con una Corona.
La nostra vita è tutto un cumulo di bisogni e di necessità: il Rosario è la chiave che ci apre l’accesso ai tesori divini.
La nostra vita è tutta un pianto: il Rosario è la mano Divina che asciuga le nostre lacrime.
La nostra vita è una battaglia: il Rosario è l’Arma della vittoria.
Dunque il Rosario sia la nostra quotidiana preghiera.
È preghiera che dà gloria alla Santissima Trinità, preghiera della famiglia, degli innamorati di Maria, preghiera che al diavolo causa tantissima sofferenza, preghiera che gli fa perdere forze spirituali, fino ad abbandonare ogni tentativo di disturbo nel consacrato a Maria.
Il Santo Rosario trasforma interiormente il devoto di Maria, lo rende testimone dell’Amore di Gesù nel mondo e imitatore delle virtù di Maria.
Si riconosce il devoto di Maria da come parla, ama, agisce, come è onesto, leale, sincero e amante del prossimo. Quando gli altri incontrano un devoto della Vergine Immacolata, che recita ogni giorno ripetutamente con amore l’Ave Maria, si accorgono della presenza materna della Madonna e che in quel cuore il Regno di Gesù è presente ed operante».
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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