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martedì 22 ottobre 2019

3S 11 - il Rosario negli ospedali e nei palazzi reali

da Il Santo Rosario e i Santi di padre Stefano Maria Manelli
San Giuseppe Moscati, grande clinico di Napoli, portava sempre la corona del Rosario in tasca. Quando era in sala medica, di fronte a casi difficili, metteva per qualche attimo la mano in tasca, stringeva la corona e chiedeva aiuto alla Madre Divina. E le sue diagnosi avevano spesso del portentoso, a volte del miracoloso.
San Camillo de Lellis, il Fondatore dei Ministri degli infermi, fece risuonare di Ave Maria le corsie di tanti ospedali e ricoveri per sofferenti. Ogni giorno egli recitava il Rosario con i malati all'ospedale, e ai suoi figli raccomandava, con l’esempio e con la parola, che anche “negli uffici e impieghi più materiali di casa -in cucina, guardaroba, lavanderia- si doveva abitualmente pregare recitando la corona“.
San Giovanni di Dio e santa Giovanna Antida da Thouret, san Vincenzo Pallotti e santa Maria Bertilla, hanno svolto un’opera santa di conforto spirituale e di sostegno morale per tanti ammalati con la recita del Santo Rosario che trasforma ogni letto dell’ammalato in un altare di preghiera e sacrificio vivente.
Spostiamoci ora sui monti, e pensiamo al giovane studente Piergiorgio Frassati e al maestro universitario il beato Contardo Ferrini, ambedue appassionati alpinisti, ma ambedue ancor più appassionati amatori del Rosario, che non tralasciavano mai di recitare anche nei giorni di audaci ascensioni, ai rifugi alpini, negli alberghi o sui picchi dei monti…
Ci fu anche qualche palazzo reale in cui la recita del Rosario risuonò devota nelle grandi sale dei sovrani. La reggia in cui visse la beata Maria Cristina di Savoia è stata ricordata da molti per l’esempio singolare offerto dalla Beata, la quale, fin da fanciulla, si aggirava ogni pomeriggio per le stanze reali suonando un campanello per chiamare il personale di servizio alla recita del Rosario.
L’ultimo esempio, tanto più attuale, quanto più significativo e coraggioso, è quello del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, che durante un solenne discorso all’ONU, nel Palazzo delle Nazioni Unite, teneva il Rosario fra le mani.

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