+ Dal Vangelo secondo Matteo (9,32-38)
In quel tempo, presentarono a Gesù un muto indemoniato. E dopo che il demonio fu scacciato, quel muto cominciò a parlare. E le folle, prese da stupore, dicevano: «Non si è mai vista una cosa simile in Israele!». Ma i farisei dicevano: «Egli scaccia i demòni per opera del principe dei demòni». Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!».
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Nella Parola di oggi mi colpisce molto la guarigione di un uomo muto, ma più che parlare di guarigione, bisogna soffermarsi sulla liberazione. La guarigione è una conseguenza, c’è una causa effetto da valutare attentamente. Il muto era indemoniato, questa presenza dei diavoli gli impediva di parlare, e dava l’impressione di una malattia. È un miracolo che ci permette di capire che quelle che sembrano malattie, alle volte non lo sono, è l’effetto di una causa invisibile e potente, che è la presenza di satana. Gesù non guarisce il muto direttamente, scaccia il demonio presente e immediatamente il muto riacquista la voce. Dopo la sua liberazione, ritorna a parlare correttamente.
Questo miracolo non solo evidenzia che non tutte le malattie sono naturali, spesso sono preternaturali, causate dai diavoli e più facilmente guaribili. Ma l’ammalato deve sempre seguire una cura, assumere le medicine prescritte, fare controlli periodici.
Se la malattia è causata da satana, con le benedizioni fatte da qualsiasi Sacerdote si intuisce la sua presenza e la guarigione è facilmente raggiungibile. Sempre che non siano stati causati danni permanenti o non più guaribili.
Ecco l’importanza di restare in Grazia di Dio, ricorrendo spesso alla Confessione e nutrendosi dell’Eucaristia tutte le volte che sarà possibile. Poi, la consacrazione alla Madonna allontana satana e i suoi attacchi, gli riesce più difficile vincerci e causarci malattie.
“Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il Vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità”. Gesù conosce tutto di noi, preoccupazioni e malattie, perché non mettiamo tutto nel suo Cuore?
Gesù prova compassione per tutti noi, vuole veramente renderci felici in questa vita e beati in Paradiso, ma è Lui a soffrire più di noi. Anche le poche vocazioni Lo rattristano. Ma come potranno questi giovani lasciare piaceri e libertà per compiere la volontà di Dio?
La Grazia di Dio susciti molte sante vocazioni.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Troverò la maniera di compiere un gesto generoso di servizio per qualcuno che mi è vicino, senza farlo notare.
Pensiero
Il giusto non è spezzato dall’avversità, né gonfiato dalla prosperità. (Sant’Antonio)
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Quando pensi di aver toccato il fondo e che nessuno ti voglia o ti ami più, Dio si fa uomo per incontrarti, Gesù ti viene accanto
CIAO A TE !!
Nulla è più urgente nel mondo d'oggi di proclamare Cristo alle genti. Chiunque tu sia, puoi, se vuoi, lasciare un tuo contributo, piccolo o grande che sia, per dire, comunicare, annunciare la persona di Gesù Cristo, unico nostro salvatore. Uno speciale benvenuto a LADYBUG che si è aggiunta di recente ai sostenitori ! *************************************************** Questo blog è sotto la protezione di N.S. Gesù Cristo e della SS Vergine Maria, Sua Madre ed ha come unica ragione di esistere di fornire un contributo, sia pure piccolo ed umile, alla crescita della loro Gloria. ***************************************************
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martedì 5 luglio 2011
domenica 3 luglio 2011
1007 - Commento al Vangelo di oggi 3/7/2010 XIV domenica t.o.
+ Dal Vangelo secondo Matteo (11,25-30)
In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Un Vangelo semplice e allo stesso tempo intenso, chiaro e determinante per la nostra santificazione. Gesù ci invita a trovare l’umiltà del cuore, perché solo i piccoli ricevono le sue rivelazioni, vengono guidati nelle prove della vita.
Trovare la pace interiore significa trovare Gesù, Egli si fa trovare sempre e non si allontana se Lo vogliamo incontrare, solo che ci chiede delle condizioni essenziali: l’umiltà e la mitezza. Molti non comprendono come bisogna fare per raggiungere questo stato spirituale, immaginano un cammino tortuoso quando invece è indispensabile cominciare a rinnegarsi e a bloccare i moti di orgoglio e superbia che nascono dal cuore.
Si tratta di evitare manifestazioni interiori ed esteriori fondate sulla presunzione di essere migliori.
La società ha illuso miliardi di persone che si può ottenere potere e denaro con molta facilità, utilizzando mezzi disonesti o vendendo il proprio corpo. Non è sbagliato aspirare a posti elevati nella società, solo che bisogna lottare e sacrificarsi, superare legittimamente quelle prove a cui si sottopongono tanti altri.
Non è sbagliato voler raggiungere posti di rilievo nella vita sociale e professionale, bisogna capire in quale modo. Ci sono modi sbagliati che cozzano con l’umiltà e la mitezza che ci chiede Gesù. Le ambizioni o i sogni che si coltivano, sono legittimi quando vengono accompagnati da mezzi onesti, quando si raggiungono con trasparenza e titoli di merito.
Molti diranno che oramai la società non osserva questi valori e che si và avanti con spallate e a forza di gomitate. Lo facciano pure, ma non sono in un contesto cristiano, non hanno sicuramente l’appoggio di Gesù. Se la segnalazione di una persona non pregiudica gli altri, è diversa dalla raccomandazione, la quale indica la persona da aiutare escludendo magari molti altri che hanno meriti e qualità maggiori.
Nel mondo molto spesso si vive di invidia, anche tra familiari ci sono reazioni scomposte, comportamenti che evidenziano uno stato spirituale fragile. Oppure, negli ambienti di lavoro si lotta furbescamente per avere dei vantaggi immeritati e si penalizzano altri che invece li meritano.
Questi atteggiamenti non nobilitano la persona, non la rendono pura e non avverte la vera gioia spirituale del raggiungimento di determinati traguardi. Sono comportamenti che si oppongono all’umiltà e alla mitezza di Gesù.
Anche se molti portano motivazioni esistenziali e necessari per vivere dignitosamente, è sempre sbagliato danneggiare altri per ricavarne vantaggi personali non leciti.
Come è anche vero che moltissime persone sono penalizzate negli ambienti lavorativi!
Ci sono milioni di persone che compiono lavori fruttuosi ed avanzano speditamente nel cammino spirituale, per la loro serena accettazione degli eventi, non potendo fare altro e non riuscendo a cambiare certe regole sbagliate. Anche all’interno della Chiesa si trovano queste valutazioni molto umane e non fondate sui meriti.
Ho sentito che parroci molto vicini a Gesù, innamorati della Madonna, impegnati nella salvezza dei parrocchiani, vengono confinati in piccole parrocchie, con incarichi quasi irrilevanti, mentre altri ottengono incarichi prestigiosi. Quali criterio viene utilizzato in questi casi? È più importante mettere un bravo parroco vicino a migliaia di persone o lasciarlo in una piccola parrocchia?
Misteri della fede, ci ridono molti, una fede umana, infatti la scrivo minuscola.
Non faccio una selezione tra i parroci, comprendo che non è facile guidare una parrocchia pur non avendo mai fatto esperienze, ma ogni parroco ha la sua Croce, piccola o grande, lo sa Gesù. La Madonna a Medjugorje invita sempre a pregare per tutti i Sacerdoti, soprattutto in questi tempi dominati dal paganesimo e dal piacere sfrenato.
Bisogna fermarsi nel Cuore di Gesù per riprendere vigore e continuare la grande missione cristiana.
Oggi Gesù ci spiega che solo i piccoli riescono a lodare il Padre, Lo cercano con la spontaneità dei bambini. Farsi piccoli è la condizione per piacere al Padre, per ottenere Grazie ed aiuti continui. Perché il Padre si rivela a coloro che confidano in Lui, che attendono da Lui risposte che il mondo non è in grado di dare.
Rimanere nel Cuore di Gesù permette di raggiungere la piccolezza umile del Vangelo.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Un Vangelo semplice e allo stesso tempo intenso, chiaro e determinante per la nostra santificazione. Gesù ci invita a trovare l’umiltà del cuore, perché solo i piccoli ricevono le sue rivelazioni, vengono guidati nelle prove della vita.
Trovare la pace interiore significa trovare Gesù, Egli si fa trovare sempre e non si allontana se Lo vogliamo incontrare, solo che ci chiede delle condizioni essenziali: l’umiltà e la mitezza. Molti non comprendono come bisogna fare per raggiungere questo stato spirituale, immaginano un cammino tortuoso quando invece è indispensabile cominciare a rinnegarsi e a bloccare i moti di orgoglio e superbia che nascono dal cuore.
Si tratta di evitare manifestazioni interiori ed esteriori fondate sulla presunzione di essere migliori.
La società ha illuso miliardi di persone che si può ottenere potere e denaro con molta facilità, utilizzando mezzi disonesti o vendendo il proprio corpo. Non è sbagliato aspirare a posti elevati nella società, solo che bisogna lottare e sacrificarsi, superare legittimamente quelle prove a cui si sottopongono tanti altri.
Non è sbagliato voler raggiungere posti di rilievo nella vita sociale e professionale, bisogna capire in quale modo. Ci sono modi sbagliati che cozzano con l’umiltà e la mitezza che ci chiede Gesù. Le ambizioni o i sogni che si coltivano, sono legittimi quando vengono accompagnati da mezzi onesti, quando si raggiungono con trasparenza e titoli di merito.
Molti diranno che oramai la società non osserva questi valori e che si và avanti con spallate e a forza di gomitate. Lo facciano pure, ma non sono in un contesto cristiano, non hanno sicuramente l’appoggio di Gesù. Se la segnalazione di una persona non pregiudica gli altri, è diversa dalla raccomandazione, la quale indica la persona da aiutare escludendo magari molti altri che hanno meriti e qualità maggiori.
Nel mondo molto spesso si vive di invidia, anche tra familiari ci sono reazioni scomposte, comportamenti che evidenziano uno stato spirituale fragile. Oppure, negli ambienti di lavoro si lotta furbescamente per avere dei vantaggi immeritati e si penalizzano altri che invece li meritano.
Questi atteggiamenti non nobilitano la persona, non la rendono pura e non avverte la vera gioia spirituale del raggiungimento di determinati traguardi. Sono comportamenti che si oppongono all’umiltà e alla mitezza di Gesù.
Anche se molti portano motivazioni esistenziali e necessari per vivere dignitosamente, è sempre sbagliato danneggiare altri per ricavarne vantaggi personali non leciti.
Come è anche vero che moltissime persone sono penalizzate negli ambienti lavorativi!
Ci sono milioni di persone che compiono lavori fruttuosi ed avanzano speditamente nel cammino spirituale, per la loro serena accettazione degli eventi, non potendo fare altro e non riuscendo a cambiare certe regole sbagliate. Anche all’interno della Chiesa si trovano queste valutazioni molto umane e non fondate sui meriti.
Ho sentito che parroci molto vicini a Gesù, innamorati della Madonna, impegnati nella salvezza dei parrocchiani, vengono confinati in piccole parrocchie, con incarichi quasi irrilevanti, mentre altri ottengono incarichi prestigiosi. Quali criterio viene utilizzato in questi casi? È più importante mettere un bravo parroco vicino a migliaia di persone o lasciarlo in una piccola parrocchia?
Misteri della fede, ci ridono molti, una fede umana, infatti la scrivo minuscola.
Non faccio una selezione tra i parroci, comprendo che non è facile guidare una parrocchia pur non avendo mai fatto esperienze, ma ogni parroco ha la sua Croce, piccola o grande, lo sa Gesù. La Madonna a Medjugorje invita sempre a pregare per tutti i Sacerdoti, soprattutto in questi tempi dominati dal paganesimo e dal piacere sfrenato.
Bisogna fermarsi nel Cuore di Gesù per riprendere vigore e continuare la grande missione cristiana.
Oggi Gesù ci spiega che solo i piccoli riescono a lodare il Padre, Lo cercano con la spontaneità dei bambini. Farsi piccoli è la condizione per piacere al Padre, per ottenere Grazie ed aiuti continui. Perché il Padre si rivela a coloro che confidano in Lui, che attendono da Lui risposte che il mondo non è in grado di dare.
Rimanere nel Cuore di Gesù permette di raggiungere la piccolezza umile del Vangelo.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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Vangelo domenicale
sabato 2 luglio 2011
1006 - Messaggio straordinario di Medjugorje del 2/7/2011 a Mirjana
Cari figli, oggi, per la vostra unione con mio Figlio, vi invito ad un passo difficile e doloroso. Vi invito al riconoscimento completo ed alla confessione dei peccati, alla purificazione. Un cuore impuro non può essere in mio Figlio e con mio Figlio. Un cuore impuro non può dare un frutto d’amore e di unità.
Un cuore impuro non può compiere cose rette e giuste, non è un esempio della bellezza dell’Amore di Dio per coloro che gli stanno attorno e che non l’hanno conosciuto.
Voi, figli miei, vi riunite attorno a me pieni di entusiasmo, di desideri e di aspettative, ma io prego il Padre Buono di mettere, per mezzo dello Spirito Santo del mio Figlio, la fede nei vostri cuori purificati.
Figli miei, ascoltatemi, incamminatevi con me.
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Un cuore impuro non può compiere cose rette e giuste, non è un esempio della bellezza dell’Amore di Dio per coloro che gli stanno attorno e che non l’hanno conosciuto.
Voi, figli miei, vi riunite attorno a me pieni di entusiasmo, di desideri e di aspettative, ma io prego il Padre Buono di mettere, per mezzo dello Spirito Santo del mio Figlio, la fede nei vostri cuori purificati.
Figli miei, ascoltatemi, incamminatevi con me.
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1005 - Commento al Vangelo di oggi 2/7/2010
+ Dal Vangelo secondo Luca (2,41-51)
I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro. Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore.
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Questa solennità accentua ancora di più tutto quello che si oppone all’Immacolato Cuore della Vergine, le sozzure morali che colano come sudore, le depravazioni di cui si nutre questa società.
Non c’è limite oggi alla disonestà intellettuale e ai vizi impazziti.
Come si potranno fermare i comportamenti licenziosi di quanti conoscono solo i vizi e gli scandali? Nessuna forza o potere umani potranno cambiare la formazione mentale di miliardi di persone, cresciute senza la conoscenza dei valori cristiani e di una formazione religiosa.
La solennità del Cuore di Maria Vergine è anche un richiamo al nostro cuore, non conosciamo lo stato spirituale, anche se dai frutti (opere e parole) si riconosce il cuore (buono o corrotto). Quanti non riescono ad andare oltre l’impegno spirituale minimo, non hanno idea del loro stato interiore, non ci pensano e non hanno alcun desiderio di preoccuparsene.
L’ho già scritto altre volte: si preoccupano solamente quando vivono nella sofferenza.
Ed è vero che molti ricevono miracoli, quando cominciano a pregare dopo una vita condotta superficialmente, ma queste persone dimenticano o non conoscono che il miracolo che compie Gesù, richiede una risposta pienamente collaborativa all’opera di apostolato, cominciando ad allontanare dal cuore tutto ciò che si oppone a Dio.
Noi dobbiamo ricordare che il nostro modello è il Cuore della Madonna.
Un Cuore Immacolato che ha dato l’amore a Dio incarnato come nessun’altra persona avrebbe potuto dare. Non poteva essere Madre di Dio incarnato, una donna comune e con un cuore toccato dalla corruzione di satana. Conveniva a Dio creare la Donna più pura della storia, conveniva al Bambino Divino allattare da un Corpo Immacolato.
Quando una cosa è immacolata significa che non è presente alcuna macchia, fa parte del linguaggio comune indicare la pulizia di qualcosa quando non si vedono macchie. Nel Cuore della Madonna non è stata presente neanche una impercettibile ombra di imperfezione, quindi, neanche un difetto benché irrilevante.
Dire di qualcosa che è immacolata perché pulita, non è esattamente preciso, ci sono batteri invisibili depositati un po’ ovunque, i microbi portatori di malattie che si depositano un po’ ovunque. I microbi sono invisibili ma onnipresenti, sono capaci di assumere mille forme diverse.
Nella Madonna non c’è traccia alcuna di micro organismi o di altro toccato dalla corruzione del peccato originale. Se il Cuore della Madre di Dio è Immacolato perché toccato esclusivamente dalla Grazia Divina, questo è il luogo sicuro in cui satana non può entrare né affacciarsi. Chi si consacra a questo Cuore, riceve una protezione assolutamente potente.
Per questo la richiesta della Madonna a Fatima fu di consacrarci al suo Cuore.
Oggi possiamo iniziare i Primi 5 Sabati del mese voluti dalla Madonna. Ne parlò così a Suor Lucia apparendo a Fatima il 13 giugno 1917:
«Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare. Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato”.
Poi, in quella apparizione, fece vedere ai tre veggenti il suo Cuore coronato di spine: il Cuore Immacolato della Mamma amareggiato per i peccati dei figli e per la loro dannazione eterna!
Lucia racconta: “Il 10 dicembre 1925 mi apparve in camera la Vergine Santissima e al suo fianco un Bambino, come sospeso su una nube. La Madonna gli teneva la mano sulle spalle e, contemporaneamente, nell’altra mano reggeva un Cuore circondato di spine. In quel momento il Bambino disse: “Abbi compassione del Cuore della Tua Madre Santissima avvolto nelle spine che gli uomini ingrati gli configgono continuamente, mentre non v’è chi faccia atti di riparazione per strapparglieLe”.
E subito la Vergine Santissima aggiunse: “Guarda, figlia mia, il mio Cuore circondato di spine che gli uomini ingrati infliggono continuamente con bestemmie e ingratitudini. Consolami almeno tu e fa sapere questo:
A tutti coloro che per cinque mesi, al primo sabato, si confesseranno, riceveranno la Santa Comunione, reciteranno il Rosario e mi faranno compagnia per quindici minuti meditando i Misteri, con l’intenzione di offrirmi riparazioni, prometto di assisterli nell’ora della morte con tutte le Grazie necessarie alla salvezza”.
È questa la grande Promessa del Cuore di Maria che si affianca a quella del Cuore di Gesù.
Per ottenere la promessa del Cuore di Maria si richiedono le seguenti condizioni:
1 – Confessione, fatta entro gli otto giorni precedenti, con l’intenzione di riparare le offese fatte al Cuore Immacolato di Maria. Se uno nella Confessione si dimentica di fare tale intenzione, può formularla nella Confessione seguente.
2 – Comunione, fatta in Grazia di Dio con la stessa intenzione della Confessione.
3 – La Comunione deve essere fatta nel primo sabato del mese.
4 – La Confessione e la Comunione devono ripetersi per cinque mesi consecutivi, senza interruzione, altrimenti si deve ricominciare da capo.
5 – Recitare la corona del Rosario, almeno la terza parte, con la stessa intenzione della Confessione.
6 – Meditazione, per un quarto d’ora fare compagnia alla SS.ma Vergine meditando sui misteri del Rosario.
Un confessore di Lucia le chiese il perché del numero cinque. Lei lo chiese a Gesù, il quale le rispose: "Si tratta di riparare le cinque offese dirette al Cuore Immacolato di Maria. 1– Le bestemmie contro la sua Immacolata Concezione. 2 – Contro la sua Verginità. 3– Contro la sua Maternità divina e il rifiuto di riconoscerla come Madre degli uomini. 4– L’opera di coloro che pubblicamente infondono nel cuore dei piccoli l’indifferenza, il disprezzo e perfino l’odio contro questa Madre Immacolata. 5 – L’opera di coloro che la offendono direttamente nelle sue immagini sacre".
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Cerco ogni giorno, di vivere la riconciliazione e di sforzarmi di costruire una società di fratelli, non lasciandomi influenzare dal modo di fare e di pensare corrente?
Pensiero
In casa comportatevi con dolcezza, sia verso i parenti, sia verso i dipendenti, perché alle volte quelli che sono angeli fuori, sono diavoli in casa. (San Francesco di Sales)
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I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro. Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore.
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Questa solennità accentua ancora di più tutto quello che si oppone all’Immacolato Cuore della Vergine, le sozzure morali che colano come sudore, le depravazioni di cui si nutre questa società.
Non c’è limite oggi alla disonestà intellettuale e ai vizi impazziti.
Come si potranno fermare i comportamenti licenziosi di quanti conoscono solo i vizi e gli scandali? Nessuna forza o potere umani potranno cambiare la formazione mentale di miliardi di persone, cresciute senza la conoscenza dei valori cristiani e di una formazione religiosa.
La solennità del Cuore di Maria Vergine è anche un richiamo al nostro cuore, non conosciamo lo stato spirituale, anche se dai frutti (opere e parole) si riconosce il cuore (buono o corrotto). Quanti non riescono ad andare oltre l’impegno spirituale minimo, non hanno idea del loro stato interiore, non ci pensano e non hanno alcun desiderio di preoccuparsene.
L’ho già scritto altre volte: si preoccupano solamente quando vivono nella sofferenza.
Ed è vero che molti ricevono miracoli, quando cominciano a pregare dopo una vita condotta superficialmente, ma queste persone dimenticano o non conoscono che il miracolo che compie Gesù, richiede una risposta pienamente collaborativa all’opera di apostolato, cominciando ad allontanare dal cuore tutto ciò che si oppone a Dio.
Noi dobbiamo ricordare che il nostro modello è il Cuore della Madonna.
Un Cuore Immacolato che ha dato l’amore a Dio incarnato come nessun’altra persona avrebbe potuto dare. Non poteva essere Madre di Dio incarnato, una donna comune e con un cuore toccato dalla corruzione di satana. Conveniva a Dio creare la Donna più pura della storia, conveniva al Bambino Divino allattare da un Corpo Immacolato.
Quando una cosa è immacolata significa che non è presente alcuna macchia, fa parte del linguaggio comune indicare la pulizia di qualcosa quando non si vedono macchie. Nel Cuore della Madonna non è stata presente neanche una impercettibile ombra di imperfezione, quindi, neanche un difetto benché irrilevante.
Dire di qualcosa che è immacolata perché pulita, non è esattamente preciso, ci sono batteri invisibili depositati un po’ ovunque, i microbi portatori di malattie che si depositano un po’ ovunque. I microbi sono invisibili ma onnipresenti, sono capaci di assumere mille forme diverse.
Nella Madonna non c’è traccia alcuna di micro organismi o di altro toccato dalla corruzione del peccato originale. Se il Cuore della Madre di Dio è Immacolato perché toccato esclusivamente dalla Grazia Divina, questo è il luogo sicuro in cui satana non può entrare né affacciarsi. Chi si consacra a questo Cuore, riceve una protezione assolutamente potente.
Per questo la richiesta della Madonna a Fatima fu di consacrarci al suo Cuore.
Oggi possiamo iniziare i Primi 5 Sabati del mese voluti dalla Madonna. Ne parlò così a Suor Lucia apparendo a Fatima il 13 giugno 1917:
«Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare. Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato”.
Poi, in quella apparizione, fece vedere ai tre veggenti il suo Cuore coronato di spine: il Cuore Immacolato della Mamma amareggiato per i peccati dei figli e per la loro dannazione eterna!
Lucia racconta: “Il 10 dicembre 1925 mi apparve in camera la Vergine Santissima e al suo fianco un Bambino, come sospeso su una nube. La Madonna gli teneva la mano sulle spalle e, contemporaneamente, nell’altra mano reggeva un Cuore circondato di spine. In quel momento il Bambino disse: “Abbi compassione del Cuore della Tua Madre Santissima avvolto nelle spine che gli uomini ingrati gli configgono continuamente, mentre non v’è chi faccia atti di riparazione per strapparglieLe”.
E subito la Vergine Santissima aggiunse: “Guarda, figlia mia, il mio Cuore circondato di spine che gli uomini ingrati infliggono continuamente con bestemmie e ingratitudini. Consolami almeno tu e fa sapere questo:
A tutti coloro che per cinque mesi, al primo sabato, si confesseranno, riceveranno la Santa Comunione, reciteranno il Rosario e mi faranno compagnia per quindici minuti meditando i Misteri, con l’intenzione di offrirmi riparazioni, prometto di assisterli nell’ora della morte con tutte le Grazie necessarie alla salvezza”.
È questa la grande Promessa del Cuore di Maria che si affianca a quella del Cuore di Gesù.
Per ottenere la promessa del Cuore di Maria si richiedono le seguenti condizioni:
1 – Confessione, fatta entro gli otto giorni precedenti, con l’intenzione di riparare le offese fatte al Cuore Immacolato di Maria. Se uno nella Confessione si dimentica di fare tale intenzione, può formularla nella Confessione seguente.
2 – Comunione, fatta in Grazia di Dio con la stessa intenzione della Confessione.
3 – La Comunione deve essere fatta nel primo sabato del mese.
4 – La Confessione e la Comunione devono ripetersi per cinque mesi consecutivi, senza interruzione, altrimenti si deve ricominciare da capo.
5 – Recitare la corona del Rosario, almeno la terza parte, con la stessa intenzione della Confessione.
6 – Meditazione, per un quarto d’ora fare compagnia alla SS.ma Vergine meditando sui misteri del Rosario.
Un confessore di Lucia le chiese il perché del numero cinque. Lei lo chiese a Gesù, il quale le rispose: "Si tratta di riparare le cinque offese dirette al Cuore Immacolato di Maria. 1– Le bestemmie contro la sua Immacolata Concezione. 2 – Contro la sua Verginità. 3– Contro la sua Maternità divina e il rifiuto di riconoscerla come Madre degli uomini. 4– L’opera di coloro che pubblicamente infondono nel cuore dei piccoli l’indifferenza, il disprezzo e perfino l’odio contro questa Madre Immacolata. 5 – L’opera di coloro che la offendono direttamente nelle sue immagini sacre".
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Cerco ogni giorno, di vivere la riconciliazione e di sforzarmi di costruire una società di fratelli, non lasciandomi influenzare dal modo di fare e di pensare corrente?
Pensiero
In casa comportatevi con dolcezza, sia verso i parenti, sia verso i dipendenti, perché alle volte quelli che sono angeli fuori, sono diavoli in casa. (San Francesco di Sales)
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venerdì 1 luglio 2011
1004 - Commento al Vangelo di oggi 1/7/2010
+ Dal Vangelo secondo Matteo (11,25-30)
In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Il capitolo 11 di Matteo è senz’altro tosto, Gesù parla con un atteggiamento ancora più determinato, è sdegnato per le accuse che rivolgevano a Giovanni Battista, mentre proprio questo grande Profeta era stato “annunziato da Isaia quando disse: Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!” (Mt 3,3).
Gesù è fortemente addolorato per la malizia di molti israeliti.
Prima delle parole che meditiamo oggi nel Vangelo, il Signore esprime dure condanne verso quelle popolazioni che Lo avevano rifiutato.
«Allora si mise a rimproverare le città nelle quali aveva compiuto il maggior numero di miracoli, perché non si erano convertite: “Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsàida. Perché, se a Tiro e a Sidone fossero stati compiuti i miracoli che sono stati fatti in mezzo a voi, gia da tempo avrebbero fatto penitenza, ravvolte nel cilicio e nella cenere. Ebbene io ve lo dico: Tiro e Sidone nel giorno del giudizio avranno una sorte meno dura della vostra. E tu, Cafarnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se in Sòdoma fossero avvenuti i miracoli compiuti in te, oggi ancora essa esisterebbe! Ebbene io vi dico: Nel giorno del giudizio avrà una sorte meno dura della tua!”» (Mt 1120,24).
Poi, subito dopo San Matteo nella stesura del suo Vangelo inserisce per volontà dello Spirito Santo alcune affermazioni di Gesù, di tono completamente opposto a queste appena visionate. Se prima condanna quanti Lo avevano oltraggiato e ignorato premeditatamente, successivamente loda quanti vivono nella piccolezza interiore.
Gesù ama infinitamente, con un Amore particolare, le anime piccole e docili.
È vero che Egli ama tutti, anche i suoi nemici, ma è attratto da quelle persone che mettono Dio al centro della loro esistenza. E tutto compiono secondo la sua volontà.
La Madonna innumerevoli volte a Medjugorje ha richiamato l’umanità a tornare a Dio, con un atteggiamento umile e onesto. Richiami rimasti inascoltati, soprattutto sottovalutati.
Perché è venuta per tanto tempo la Madonna? Perché Dio ama tutti indistintamente e a tutti porge moltissime possibilità di salvezza eterna, e sua Madre viene a ripetere il messaggio di Gesù, a parlare nuovamente delle verità fondamentali del Vangelo.
La venuta della Madonna è la manifestazione dell’infinita misericordia del Cuore di Gesù.
Dire che Gesù è Santo non Lo lascia soddisfatto perché la stessa storia afferma che Dio è Santo. Dire invece che Gesù è buono, è un’attribuzione che non tutti i cristiani percepiscono, è il riconoscimento più gradito da Lui. Quando si dice a Gesù che è buono e per questo deve aiutarci, si intenerisce di più. La bontà e la misericordia di Gesù agiscono di continuo su ognuno di noi. La compassione di un Dio che muore in Croce per noi, chi lo aveva mai sentito? Questo è Gesù, ha pagato per ognuno di noi, ha un Cuore Sacro.
La nostra devozione sincera e costante deve renderci familiare il Sacro Cuore e invocarlo in tutte le circostanze della giornata, poi ringraziarlo per tutti i benefici che ci dona, poi adorarlo e chiedergli con umiltà di poterlo imitare, di trasmetterci il suo Amore e la sua Grazia. Chi insegna eresie crocifigge questo Cuore, chi insegna il Vangelo rallegra questo Cuore. Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Cerco ogni giorno, di vivere la riconciliazione e di sforzarmi di costruire una società di fratelli, non lasciandomi influenzare dal modo di fare e di pensare corrente?
Pensiero
In casa comportatevi con dolcezza, sia verso i parenti, sia verso i dipendenti, perché alle volte quelli che sono angeli fuori, sono diavoli in casa. (San Francesco di Sales)
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In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Il capitolo 11 di Matteo è senz’altro tosto, Gesù parla con un atteggiamento ancora più determinato, è sdegnato per le accuse che rivolgevano a Giovanni Battista, mentre proprio questo grande Profeta era stato “annunziato da Isaia quando disse: Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!” (Mt 3,3).
Gesù è fortemente addolorato per la malizia di molti israeliti.
Prima delle parole che meditiamo oggi nel Vangelo, il Signore esprime dure condanne verso quelle popolazioni che Lo avevano rifiutato.
«Allora si mise a rimproverare le città nelle quali aveva compiuto il maggior numero di miracoli, perché non si erano convertite: “Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsàida. Perché, se a Tiro e a Sidone fossero stati compiuti i miracoli che sono stati fatti in mezzo a voi, gia da tempo avrebbero fatto penitenza, ravvolte nel cilicio e nella cenere. Ebbene io ve lo dico: Tiro e Sidone nel giorno del giudizio avranno una sorte meno dura della vostra. E tu, Cafarnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se in Sòdoma fossero avvenuti i miracoli compiuti in te, oggi ancora essa esisterebbe! Ebbene io vi dico: Nel giorno del giudizio avrà una sorte meno dura della tua!”» (Mt 1120,24).
Poi, subito dopo San Matteo nella stesura del suo Vangelo inserisce per volontà dello Spirito Santo alcune affermazioni di Gesù, di tono completamente opposto a queste appena visionate. Se prima condanna quanti Lo avevano oltraggiato e ignorato premeditatamente, successivamente loda quanti vivono nella piccolezza interiore.
Gesù ama infinitamente, con un Amore particolare, le anime piccole e docili.
È vero che Egli ama tutti, anche i suoi nemici, ma è attratto da quelle persone che mettono Dio al centro della loro esistenza. E tutto compiono secondo la sua volontà.
La Madonna innumerevoli volte a Medjugorje ha richiamato l’umanità a tornare a Dio, con un atteggiamento umile e onesto. Richiami rimasti inascoltati, soprattutto sottovalutati.
Perché è venuta per tanto tempo la Madonna? Perché Dio ama tutti indistintamente e a tutti porge moltissime possibilità di salvezza eterna, e sua Madre viene a ripetere il messaggio di Gesù, a parlare nuovamente delle verità fondamentali del Vangelo.
La venuta della Madonna è la manifestazione dell’infinita misericordia del Cuore di Gesù.
Dire che Gesù è Santo non Lo lascia soddisfatto perché la stessa storia afferma che Dio è Santo. Dire invece che Gesù è buono, è un’attribuzione che non tutti i cristiani percepiscono, è il riconoscimento più gradito da Lui. Quando si dice a Gesù che è buono e per questo deve aiutarci, si intenerisce di più. La bontà e la misericordia di Gesù agiscono di continuo su ognuno di noi. La compassione di un Dio che muore in Croce per noi, chi lo aveva mai sentito? Questo è Gesù, ha pagato per ognuno di noi, ha un Cuore Sacro.
La nostra devozione sincera e costante deve renderci familiare il Sacro Cuore e invocarlo in tutte le circostanze della giornata, poi ringraziarlo per tutti i benefici che ci dona, poi adorarlo e chiedergli con umiltà di poterlo imitare, di trasmetterci il suo Amore e la sua Grazia. Chi insegna eresie crocifigge questo Cuore, chi insegna il Vangelo rallegra questo Cuore. Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Cerco ogni giorno, di vivere la riconciliazione e di sforzarmi di costruire una società di fratelli, non lasciandomi influenzare dal modo di fare e di pensare corrente?
Pensiero
In casa comportatevi con dolcezza, sia verso i parenti, sia verso i dipendenti, perché alle volte quelli che sono angeli fuori, sono diavoli in casa. (San Francesco di Sales)
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giovedì 30 giugno 2011
1003 - Commento al Vangelo di oggi 30/6/2010
+ Dal Vangelo secondo Matteo (9,1-8)
In quel tempo, salito su una barca, Gesù passò all’altra riva e giunse nella sua città. Ed ecco, gli portavano un paralitico disteso su un letto. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati». Allora alcuni scribi dissero fra sé: «Costui bestemmia». Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: «Perché pensate cose malvagie nel vostro cuore? Che cosa infatti è più facile: dire “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati e cammina”? Ma, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati: Àlzati -disse allora al paralitico-, prendi il tuo letto e va’ a casa tua». Ed egli si alzò e andò a casa sua. Le folle, vedendo questo, furono prese da timore e resero gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini.
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Diverse notizie in questi giorni hanno messo a dura prova la calma di tutti. Purtroppo, c’è anche una notizia che ha arrecato molto dolore a molti, è la morte di Don Stefano Gobbi, fondatore del Movimento Sacerdotale Mariano, avvenuta ieri alle 3 del pomeriggio.
Il giorno della solennità di Pietro e Paolo e l’ora indicano che veramente questo uomo è stato come un bambino guidato dalla Madonna fin dall’8 maggio 1972, quando a Fatima sentì le prime locuzioni che in seguito avrebbero dato innumerevoli messaggi, pienamente ispirati dalla Madonna.
La ricorrenza della solennità dell’Apostolo Pietro ci manifesta che Don Gobbi è stato un grande uomo di Chiesa, perfettamente fedele al Papa anche perché i messaggi della Madonna manifestavano piena obbedienza a Giovanni Paolo II (le locuzioni terminarono il 31 dicembre 1997).
L’Apostolo Paolo ci ricorda che come Lui anche Don Gobbi è stato l’Apostolo delle genti di tutto il mondo. Secondo i dati che trovo fino alla fine del 1995, Don Stefano Gobbi aveva visitato più volte i cinque continenti per presiedere i Cenacoli Regionali, facendo circa 900 voli di aereo e numerosi viaggi in macchina e in treno ed ha fatto 2.210 Cenacoli, di cui 1.015 in Europa, 840 in America, 97 in Africa, 116 in Asia e 142 in Oceania. Dopo il 1995 fino a ieri, Don Gobbi ha continuato a presiedere i Cenacoli in tutti i cinque i continenti nonostante l'età e un grosso infarto.
Le 3 del pomeriggio ci indicano l’ora della Misericordia, la Coroncina della Divina Misericordia, e Don Gobbi per molti anni portò nel mondo l’annuncio della Misericordia di Gesù. Al Movimento, diffuso oggi in tutto il mondo, aderiscono alcuni Cardinali, oltre 350 Arcivescovi e Vescovi, 150.000 Sacerdoti del clero secolare e di tutti gli Ordini e Istituti Religiosi, oltre a decine di milioni di fedeli. Se la morte di Don Gobbi procurerà per le sue preghiere molti aiuti alla Chiesa e a quanti lo hanno conosciuto, vediamo come una sentenza della Cassazione del 28 giugno sulla marijuana, ha fatto sobbalzare tutti. Almeno quelli che non la fumano. Leggiamo da un quotidiano.
“Incredibile sentenza della Cassazione, da cui arriva il 'via libera' alla coltivazione, sul terrazzo di casa, di una piantina di marijuana perchè il fatto, nonostante il rigido orientamento delle norme sugli stupefacenti, non ha alcuna portata offensiva. Per questa ragione i supremi giudici hanno respinto il ricorso con il quale il procuratore generale della Corte di Appello di Catanzaro ha protestato contro l'assoluzione di un ragazzo di 23 anni sorpreso con una piantina di 'maria' sul balcone della sua abitazione a Scalea, in provincia di Cosenza. Con questo colpo di spugna, messo nero su bianco sulla sentenza 25674, i supremi giudici cercano di mettersi alle spalle quintalate di giurisprudenza che, seguendo un indirizzo univoco, avevano stabilito che debba sempre essere punita la coltivazione dello stupefacente”.
È una sentenza che apre la liberalizzazione delle droghe in Italia, praticamente diventa lecito coltivarla a casa… per poi cosa fare? Fumarla… usarla, donarla, fare feste con l’erba a portata di terrazzo. Cosa volete che aggiunga di altro, la sentenza dice tutto.
Nel Vangelo di oggi, Gesù passa all’altra riva, questo passaggio per noi indica lo sforzo che dobbiamo fare ogni giorno nel lasciare quello che ci piace ma non è lecito, per andare nella riva dove c’è Gesù. Chi compie questo sforzo, lascia piccole cose per trovare grandi doni spirituali. Gli amici del paralitico andarono nella sua città per portare un uomo disteso su un letto. Gesù non ascolta alcuna richiesta di miracolo, non pone domande, legge nei loro cuori una grande Fede in Lui e immediatamente guarisce il paralitico. Un uomo totalmente impossibilitato a mettersi in piedi. I nuovi paralitici sono i peccatori, Gesù vuole farli camminare incontro a Lui. Gesù perdona i peccati e guarisce lo spirito, dice “alzati e cammina” e guarisce il corpo. Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Cerco ogni giorno, di vivere la riconciliazione e di sforzarmi di costruire una società di fratelli, non lasciandomi influenzare dal modo di fare e di pensare corrente?
Pensiero
In casa comportatevi con dolcezza, sia verso i parenti, sia verso i dipendenti, perché alle volte quelli che sono angeli fuori, sono diavoli in casa. (San Francesco di Sales)
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In quel tempo, salito su una barca, Gesù passò all’altra riva e giunse nella sua città. Ed ecco, gli portavano un paralitico disteso su un letto. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati». Allora alcuni scribi dissero fra sé: «Costui bestemmia». Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: «Perché pensate cose malvagie nel vostro cuore? Che cosa infatti è più facile: dire “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati e cammina”? Ma, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati: Àlzati -disse allora al paralitico-, prendi il tuo letto e va’ a casa tua». Ed egli si alzò e andò a casa sua. Le folle, vedendo questo, furono prese da timore e resero gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini.
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Diverse notizie in questi giorni hanno messo a dura prova la calma di tutti. Purtroppo, c’è anche una notizia che ha arrecato molto dolore a molti, è la morte di Don Stefano Gobbi, fondatore del Movimento Sacerdotale Mariano, avvenuta ieri alle 3 del pomeriggio.
Il giorno della solennità di Pietro e Paolo e l’ora indicano che veramente questo uomo è stato come un bambino guidato dalla Madonna fin dall’8 maggio 1972, quando a Fatima sentì le prime locuzioni che in seguito avrebbero dato innumerevoli messaggi, pienamente ispirati dalla Madonna.
La ricorrenza della solennità dell’Apostolo Pietro ci manifesta che Don Gobbi è stato un grande uomo di Chiesa, perfettamente fedele al Papa anche perché i messaggi della Madonna manifestavano piena obbedienza a Giovanni Paolo II (le locuzioni terminarono il 31 dicembre 1997).
L’Apostolo Paolo ci ricorda che come Lui anche Don Gobbi è stato l’Apostolo delle genti di tutto il mondo. Secondo i dati che trovo fino alla fine del 1995, Don Stefano Gobbi aveva visitato più volte i cinque continenti per presiedere i Cenacoli Regionali, facendo circa 900 voli di aereo e numerosi viaggi in macchina e in treno ed ha fatto 2.210 Cenacoli, di cui 1.015 in Europa, 840 in America, 97 in Africa, 116 in Asia e 142 in Oceania. Dopo il 1995 fino a ieri, Don Gobbi ha continuato a presiedere i Cenacoli in tutti i cinque i continenti nonostante l'età e un grosso infarto.
Le 3 del pomeriggio ci indicano l’ora della Misericordia, la Coroncina della Divina Misericordia, e Don Gobbi per molti anni portò nel mondo l’annuncio della Misericordia di Gesù. Al Movimento, diffuso oggi in tutto il mondo, aderiscono alcuni Cardinali, oltre 350 Arcivescovi e Vescovi, 150.000 Sacerdoti del clero secolare e di tutti gli Ordini e Istituti Religiosi, oltre a decine di milioni di fedeli. Se la morte di Don Gobbi procurerà per le sue preghiere molti aiuti alla Chiesa e a quanti lo hanno conosciuto, vediamo come una sentenza della Cassazione del 28 giugno sulla marijuana, ha fatto sobbalzare tutti. Almeno quelli che non la fumano. Leggiamo da un quotidiano.
“Incredibile sentenza della Cassazione, da cui arriva il 'via libera' alla coltivazione, sul terrazzo di casa, di una piantina di marijuana perchè il fatto, nonostante il rigido orientamento delle norme sugli stupefacenti, non ha alcuna portata offensiva. Per questa ragione i supremi giudici hanno respinto il ricorso con il quale il procuratore generale della Corte di Appello di Catanzaro ha protestato contro l'assoluzione di un ragazzo di 23 anni sorpreso con una piantina di 'maria' sul balcone della sua abitazione a Scalea, in provincia di Cosenza. Con questo colpo di spugna, messo nero su bianco sulla sentenza 25674, i supremi giudici cercano di mettersi alle spalle quintalate di giurisprudenza che, seguendo un indirizzo univoco, avevano stabilito che debba sempre essere punita la coltivazione dello stupefacente”.
È una sentenza che apre la liberalizzazione delle droghe in Italia, praticamente diventa lecito coltivarla a casa… per poi cosa fare? Fumarla… usarla, donarla, fare feste con l’erba a portata di terrazzo. Cosa volete che aggiunga di altro, la sentenza dice tutto.
Nel Vangelo di oggi, Gesù passa all’altra riva, questo passaggio per noi indica lo sforzo che dobbiamo fare ogni giorno nel lasciare quello che ci piace ma non è lecito, per andare nella riva dove c’è Gesù. Chi compie questo sforzo, lascia piccole cose per trovare grandi doni spirituali. Gli amici del paralitico andarono nella sua città per portare un uomo disteso su un letto. Gesù non ascolta alcuna richiesta di miracolo, non pone domande, legge nei loro cuori una grande Fede in Lui e immediatamente guarisce il paralitico. Un uomo totalmente impossibilitato a mettersi in piedi. I nuovi paralitici sono i peccatori, Gesù vuole farli camminare incontro a Lui. Gesù perdona i peccati e guarisce lo spirito, dice “alzati e cammina” e guarisce il corpo. Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Cerco ogni giorno, di vivere la riconciliazione e di sforzarmi di costruire una società di fratelli, non lasciandomi influenzare dal modo di fare e di pensare corrente?
Pensiero
In casa comportatevi con dolcezza, sia verso i parenti, sia verso i dipendenti, perché alle volte quelli che sono angeli fuori, sono diavoli in casa. (San Francesco di Sales)
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mercoledì 29 giugno 2011
1002 - Commento al Vangelo di oggi 29/6/2010
+ Dal Vangelo secondo Matteo (16,13-19)
In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La scelta di festeggiare insieme questi due pilastri della Chiesa, è certamente opportuna. Pietro rappresenta il Capo degli Apostoli e Vicario di Gesù, mentre Paolo è il più grande missionario cristiano ma anche un teologo cristiano molto profondo. Anche ispirato.
Due Apostoli veramente speciali, forti nella Fede e nel temperamento, hanno avuto in comune il martirio a Roma. Se Pietro era impulsivo e focoso, Paolo addirittura perseguitava i cristiani prima della sua spettacolare conversione.
Trascrivo il testo dalla Scrittura: «Saulo (Paolo) frattanto, sempre fremente minaccia e strage contro i discepoli del Signore, si presentò al sommo sacerdote e gli chiese lettere per le sinagoghe di Damasco al fine di essere autorizzato a condurre in catene a Gerusalemme uomini e donne, seguaci della dottrina di Cristo, che avesse trovati. E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco, all'improvviso lo avvolse una luce dal cielo e cadendo a terra udì una voce che gli diceva: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?”. Rispose: “Chi sei, o Signore?”. E la voce: “Io sono Gesù, che tu perseguiti! Orsù, alzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare”.
Gli uomini che facevano il cammino con lui si erano fermati ammutoliti, sentendo la voce ma non vedendo nessuno. Saulo si alzò da terra ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla. Così, guidandolo per mano, lo condussero a Damasco, dove rimase tre giorni senza vedere e senza prendere né cibo né bevanda.
Ora c'era a Damasco un discepolo di nome Anania e il Signore in una visione gli disse: “Anania!”. Rispose: “Eccomi, Signore!”. E il Signore a lui: “Su, và sulla strada chiamata Diritta, e cerca nella casa di Giuda un tale che ha nome Saulo, di Tarso; ecco sta pregando, e ha visto in visione un uomo, di nome Anania, venire e imporgli le mani perché ricuperi la vista”.
Rispose Anania: “Signore, riguardo a quest'uomo ho udito da molti tutto il male che ha fatto ai tuoi fedeli in Gerusalemme. Inoltre ha l'autorizzazione dai sommi sacerdoti di arrestare tutti quelli che invocano il tuo nome”. Ma il Signore disse: “Và, perché egli è per me uno strumento eletto per portare il mio nome dinanzi ai popoli, ai re e ai figli di Israele; e io gli mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nome”.
Allora Anania andò, entrò nella casa, gli impose le mani e disse: “Saulo, fratello mio, mi ha mandato a te il Signore Gesù, che ti è apparso sulla via per la quale venivi, perché tu riacquisti la vista e sia colmo di Spirito Santo”.
E improvvisamente gli caddero dagli occhi come delle squame e ricuperò la vista; fu subito battezzato, poi prese cibo e le forze gli ritornarono. Rimase alcuni giorni insieme ai discepoli che erano a Damasco, e subito nelle sinagoghe proclamava Gesù Figlio di Dio.
E tutti quelli che lo ascoltavano si meravigliavano e dicevano: “Ma costui non è quel tale che a Gerusalemme infieriva contro quelli che invocano questo nome ed era venuto qua precisamente per condurli in catene dai sommi sacerdoti?”.
Saulo frattanto si rinfrancava sempre più e confondeva i Giudei residenti a Damasco, dimostrando che Gesù è il Cristo» (At 9,1-22).
Leggere questo testo aiuta notevolmente, si comprende che nessuno è escluso dall’Amore di Gesù e che Egli ha un disegno su ciascuno di noi. Chi volontariamente lo rifiuta, rimane responsabile della sua scelta, chi accetta e uniforma la sua vita alla volontà di Dio, tutto cambia e inizia una vita nuova.
Gesù crede in noi e ci invita a rispondere ai suoi appelli amorosi.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Cerco ogni giorno, di vivere la riconciliazione e di sforzarmi di costruire una società di fratelli, non lasciandomi influenzare dal modo di fare e di pensare corrente?
Pensiero
In casa comportatevi con dolcezza, sia verso i parenti, sia verso i dipendenti, perché alle volte quelli che sono angeli fuori, sono diavoli in casa. (San Francesco di Sales)
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In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La scelta di festeggiare insieme questi due pilastri della Chiesa, è certamente opportuna. Pietro rappresenta il Capo degli Apostoli e Vicario di Gesù, mentre Paolo è il più grande missionario cristiano ma anche un teologo cristiano molto profondo. Anche ispirato.
Due Apostoli veramente speciali, forti nella Fede e nel temperamento, hanno avuto in comune il martirio a Roma. Se Pietro era impulsivo e focoso, Paolo addirittura perseguitava i cristiani prima della sua spettacolare conversione.
Trascrivo il testo dalla Scrittura: «Saulo (Paolo) frattanto, sempre fremente minaccia e strage contro i discepoli del Signore, si presentò al sommo sacerdote e gli chiese lettere per le sinagoghe di Damasco al fine di essere autorizzato a condurre in catene a Gerusalemme uomini e donne, seguaci della dottrina di Cristo, che avesse trovati. E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco, all'improvviso lo avvolse una luce dal cielo e cadendo a terra udì una voce che gli diceva: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?”. Rispose: “Chi sei, o Signore?”. E la voce: “Io sono Gesù, che tu perseguiti! Orsù, alzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare”.
Gli uomini che facevano il cammino con lui si erano fermati ammutoliti, sentendo la voce ma non vedendo nessuno. Saulo si alzò da terra ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla. Così, guidandolo per mano, lo condussero a Damasco, dove rimase tre giorni senza vedere e senza prendere né cibo né bevanda.
Ora c'era a Damasco un discepolo di nome Anania e il Signore in una visione gli disse: “Anania!”. Rispose: “Eccomi, Signore!”. E il Signore a lui: “Su, và sulla strada chiamata Diritta, e cerca nella casa di Giuda un tale che ha nome Saulo, di Tarso; ecco sta pregando, e ha visto in visione un uomo, di nome Anania, venire e imporgli le mani perché ricuperi la vista”.
Rispose Anania: “Signore, riguardo a quest'uomo ho udito da molti tutto il male che ha fatto ai tuoi fedeli in Gerusalemme. Inoltre ha l'autorizzazione dai sommi sacerdoti di arrestare tutti quelli che invocano il tuo nome”. Ma il Signore disse: “Và, perché egli è per me uno strumento eletto per portare il mio nome dinanzi ai popoli, ai re e ai figli di Israele; e io gli mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nome”.
Allora Anania andò, entrò nella casa, gli impose le mani e disse: “Saulo, fratello mio, mi ha mandato a te il Signore Gesù, che ti è apparso sulla via per la quale venivi, perché tu riacquisti la vista e sia colmo di Spirito Santo”.
E improvvisamente gli caddero dagli occhi come delle squame e ricuperò la vista; fu subito battezzato, poi prese cibo e le forze gli ritornarono. Rimase alcuni giorni insieme ai discepoli che erano a Damasco, e subito nelle sinagoghe proclamava Gesù Figlio di Dio.
E tutti quelli che lo ascoltavano si meravigliavano e dicevano: “Ma costui non è quel tale che a Gerusalemme infieriva contro quelli che invocano questo nome ed era venuto qua precisamente per condurli in catene dai sommi sacerdoti?”.
Saulo frattanto si rinfrancava sempre più e confondeva i Giudei residenti a Damasco, dimostrando che Gesù è il Cristo» (At 9,1-22).
Leggere questo testo aiuta notevolmente, si comprende che nessuno è escluso dall’Amore di Gesù e che Egli ha un disegno su ciascuno di noi. Chi volontariamente lo rifiuta, rimane responsabile della sua scelta, chi accetta e uniforma la sua vita alla volontà di Dio, tutto cambia e inizia una vita nuova.
Gesù crede in noi e ci invita a rispondere ai suoi appelli amorosi.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Cerco ogni giorno, di vivere la riconciliazione e di sforzarmi di costruire una società di fratelli, non lasciandomi influenzare dal modo di fare e di pensare corrente?
Pensiero
In casa comportatevi con dolcezza, sia verso i parenti, sia verso i dipendenti, perché alle volte quelli che sono angeli fuori, sono diavoli in casa. (San Francesco di Sales)
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martedì 28 giugno 2011
1001 - Commento al Vangelo di oggi 28/6/2010
+ Dal Vangelo secondo Matteo (8,23-27)
In quel tempo, salito Gesù sulla barca, i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco, avvenne nel mare un grande sconvolgimento, tanto che la barca era coperta dalle onde; ma egli dormiva. Allora si accostarono a lui e lo svegliarono, dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!». Ed egli disse loro: «Perché avete paura, gente di poca fede?». Poi si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia. Tutti, pieni di stupore, dicevano: «Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?».
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La paura è un atteggiamento di insicurezza, una esitazione dinanzi l’imponderabile. Si prova paura quando qualcosa è avvolto nel mistero e si teme un’aggressione, non necessariamente fisica, comunque, si teme qualcosa che non si conosce come superare.
Molti episodi della vita di Gesù risultavano incomprensibili agli Apostoli, pur rimanendo affascinati dalla sua Persona e dalle sue parole. Persisteva sempre qualcosa da comprendere meglio. Avveniva tutto davanti i loro occhi, ma non sapevano dare le spiegazioni corrette.
Questa barca può anche essere la nostra vita, spesso le tempeste delle inquietudini si riversano su di essa e non si riesce a superare la sofferenza, non si riesce ad arrivare a riva, che indica proprio il superamento dello sconvolgimento interiore.
Le onde indicano l’alternarsi dello stato d’animo, onde corte quando c’è la depressione, onde lunghe quando ci si esalta con uno spirito euforico, onde libere quando si vive in libertà, onde forzate quando si deve compiere un’azione buona o un rinnegamento.
Le onde che incontriamo nella vita devono diventare mare calmo.
Solo Gesù può calmare le acque agitate che si rimestano nel nostro interno, lo vediamo nel Vangelo di oggi, basta una sua parola e tutto diventa calmo, arriva una grande bonaccia. Quando l’agitazione fa scaturire pensieri pieni di sfiducia e scoraggiamento, bisogna chiamare il Signore, con una Fede sicura e la gioia della sua visita che arriverà. Non con la paura degli Apostoli: “Salvaci, Signore, siamo perduti!”.
Molto spesso sono le tentazioni di satana ad arrecare sconforto e paura, altre volte le circostanze della vita, come i contrasti e le incomprensioni. Anche quando si conoscono le calunnie che dicono gli altri, molti si abbattono e pensano alla reazione. Sbagliando.
Dovete arrivare alla convinzione che neanche tutte le potenze del male potranno agitare la nostra debole barca, se rimaniamo ancorati al Cuore di Gesù e alla protezione della Madonna. Nessuno potrà distaccarci dall’abbraccio di Gesù e dal Manto di sua Madre. Neanche l’alleanza di tutti i diavoli potrà vincerci, se rimaniamo fedeli a Dio. Osservando i Comandamenti e frequentando i Sacramenti.
La vera Fede ci dona la certezza che la Madonna ci protegge sempre e annienterà i nostri nemici.
Non dimenticate che gli Angeli ci assistono ininterrottamente, non aspettano altro che ricevere le nostre richieste di aiuto. Poi, San Michele come Principe dell’Esercito Angelico, distrugge in un istante ogni piano satanico contro ognuno di noi. Bisogna pregarli ogni giorno.
Riguardo i messaggi, continuo a rispondere a innumerevoli richieste e prego per tutti voi. Nessuno si consideri trascurato da me, l’unica cosa che manca è il tempo, l’amore c’è per tutte le anime da salvare. Trascrivo alcuni messaggi per mostrarvi come compiono progressi i nostri parrocchiani, testimonianze che aiutano tutti.
“Sia Lodato Gesù Cristo con Maria! Padre, la ringrazio dal profondo del mio poverissimo cuore per tutto ciò che fa ogni giorno per noi facendo che questa Parola con semplicità e in modo diretto e franco arrivi alle nostre anime. Mi tenga nelle sue preghiere perchè io impari ad amare Gesù al di sopra di tutto. Che Dio la benedica, la protegga da ogni attacco del nemico, che rafforzi la sua Fede e che le dia una grande santità. Le voglio molto bene. Una figlia e sorella in Dio. Paola”.
“Sia lodato Gesù Cristo! Grazie per le sue mail, carissimo Padre Giulio Maria, mi sono davvero preziose, sto imparando molto, non so come ringraziarLa! E grazie per l'allegazione dei messaggi di Medjugorje! Buona festa del Corpus Domini! Regina della Pace, prega per noi... Angela da Pavia”.
“Caro Padre, io la ammiro per il suo coraggio nel denunciare apertamente il degrado di tanti di noi anche tra i cattolici. E non lascia mai di concludere i suoi illuminati interventi con parole di speranza e di pace. Continui, la prego, con lo stesso coraggio, perché lei scrive per mano di Dio. Grazie, grazie, grazie. Gabriella Mura”.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Cerco ogni giorno, di vivere la riconciliazione e di sforzarmi di costruire una società di fratelli, non lasciandomi influenzare dal modo di fare e di pensare corrente?
Pensiero
In casa comportatevi con dolcezza, sia verso i parenti, sia verso i dipendenti, perché alle volte quelli che sono angeli fuori, sono diavoli in casa. (San Francesco di Sales)
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In quel tempo, salito Gesù sulla barca, i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco, avvenne nel mare un grande sconvolgimento, tanto che la barca era coperta dalle onde; ma egli dormiva. Allora si accostarono a lui e lo svegliarono, dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!». Ed egli disse loro: «Perché avete paura, gente di poca fede?». Poi si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia. Tutti, pieni di stupore, dicevano: «Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?».
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La paura è un atteggiamento di insicurezza, una esitazione dinanzi l’imponderabile. Si prova paura quando qualcosa è avvolto nel mistero e si teme un’aggressione, non necessariamente fisica, comunque, si teme qualcosa che non si conosce come superare.
Molti episodi della vita di Gesù risultavano incomprensibili agli Apostoli, pur rimanendo affascinati dalla sua Persona e dalle sue parole. Persisteva sempre qualcosa da comprendere meglio. Avveniva tutto davanti i loro occhi, ma non sapevano dare le spiegazioni corrette.
Questa barca può anche essere la nostra vita, spesso le tempeste delle inquietudini si riversano su di essa e non si riesce a superare la sofferenza, non si riesce ad arrivare a riva, che indica proprio il superamento dello sconvolgimento interiore.
Le onde indicano l’alternarsi dello stato d’animo, onde corte quando c’è la depressione, onde lunghe quando ci si esalta con uno spirito euforico, onde libere quando si vive in libertà, onde forzate quando si deve compiere un’azione buona o un rinnegamento.
Le onde che incontriamo nella vita devono diventare mare calmo.
Solo Gesù può calmare le acque agitate che si rimestano nel nostro interno, lo vediamo nel Vangelo di oggi, basta una sua parola e tutto diventa calmo, arriva una grande bonaccia. Quando l’agitazione fa scaturire pensieri pieni di sfiducia e scoraggiamento, bisogna chiamare il Signore, con una Fede sicura e la gioia della sua visita che arriverà. Non con la paura degli Apostoli: “Salvaci, Signore, siamo perduti!”.
Molto spesso sono le tentazioni di satana ad arrecare sconforto e paura, altre volte le circostanze della vita, come i contrasti e le incomprensioni. Anche quando si conoscono le calunnie che dicono gli altri, molti si abbattono e pensano alla reazione. Sbagliando.
Dovete arrivare alla convinzione che neanche tutte le potenze del male potranno agitare la nostra debole barca, se rimaniamo ancorati al Cuore di Gesù e alla protezione della Madonna. Nessuno potrà distaccarci dall’abbraccio di Gesù e dal Manto di sua Madre. Neanche l’alleanza di tutti i diavoli potrà vincerci, se rimaniamo fedeli a Dio. Osservando i Comandamenti e frequentando i Sacramenti.
La vera Fede ci dona la certezza che la Madonna ci protegge sempre e annienterà i nostri nemici.
Non dimenticate che gli Angeli ci assistono ininterrottamente, non aspettano altro che ricevere le nostre richieste di aiuto. Poi, San Michele come Principe dell’Esercito Angelico, distrugge in un istante ogni piano satanico contro ognuno di noi. Bisogna pregarli ogni giorno.
Riguardo i messaggi, continuo a rispondere a innumerevoli richieste e prego per tutti voi. Nessuno si consideri trascurato da me, l’unica cosa che manca è il tempo, l’amore c’è per tutte le anime da salvare. Trascrivo alcuni messaggi per mostrarvi come compiono progressi i nostri parrocchiani, testimonianze che aiutano tutti.
“Sia Lodato Gesù Cristo con Maria! Padre, la ringrazio dal profondo del mio poverissimo cuore per tutto ciò che fa ogni giorno per noi facendo che questa Parola con semplicità e in modo diretto e franco arrivi alle nostre anime. Mi tenga nelle sue preghiere perchè io impari ad amare Gesù al di sopra di tutto. Che Dio la benedica, la protegga da ogni attacco del nemico, che rafforzi la sua Fede e che le dia una grande santità. Le voglio molto bene. Una figlia e sorella in Dio. Paola”.
“Sia lodato Gesù Cristo! Grazie per le sue mail, carissimo Padre Giulio Maria, mi sono davvero preziose, sto imparando molto, non so come ringraziarLa! E grazie per l'allegazione dei messaggi di Medjugorje! Buona festa del Corpus Domini! Regina della Pace, prega per noi... Angela da Pavia”.
“Caro Padre, io la ammiro per il suo coraggio nel denunciare apertamente il degrado di tanti di noi anche tra i cattolici. E non lascia mai di concludere i suoi illuminati interventi con parole di speranza e di pace. Continui, la prego, con lo stesso coraggio, perché lei scrive per mano di Dio. Grazie, grazie, grazie. Gabriella Mura”.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Cerco ogni giorno, di vivere la riconciliazione e di sforzarmi di costruire una società di fratelli, non lasciandomi influenzare dal modo di fare e di pensare corrente?
Pensiero
In casa comportatevi con dolcezza, sia verso i parenti, sia verso i dipendenti, perché alle volte quelli che sono angeli fuori, sono diavoli in casa. (San Francesco di Sales)
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domenica 26 giugno 2011
1000 - Trent'anni di Medjugorje insegnano...
di Antonio SocciLa scuola era appena finita e due adolescenti, Miriana e Ivanka, quel caldo pomeriggio del 24 giugno 1981, alle ore 17.45, stavano facendo una passeggiata fuori del paese di Bijakovici, frazione di Medjugorje, comune di Citluk, provincia di Mostar: il posto più sperduto del mondo.
Come cominciò
A un certo punto Ivanka si volta verso la collina sassosa del Podbrdo: vede qualcuno lassù, a duecento metri di distanza, è una giovane ragazza, ha un bimbo piccolo in braccio.
Cosa ci fa in quel luogo desolato, pieno di vipere? Lassù non va mai nessuno. Ivanka si sofferma un attimo, vede che ha una veste lunga e un velo: “Ma quella è la Madonna!”.
Mirjana neanche si gira: “eh sì, figurati se la Madonna non ha altro da fare che venire a vedere cosa facciamo noi”. Cresciute sotto un regime comunista non avevano neanche mai sentito parlare di apparizioni come Lourdes o Fatima.
Arrivati in paese incontrano altri amici, Ivanka dice di aver visto una ragazza sulla collina sassosa, tornano su: è ancora lì. Fa cenno con la mano di avvicinarsi. Sono incantati, ma c’è anche timore.
Quel giorno non le si avvicineranno. Lo faranno il giorno successivo alla stessa ora: è una ragazza di una bellezza senza eguali. E dolcissima.
I sei ragazzi sono felici. E raccontano a tutti quello che è accaduto, ciò che hanno visto e che lei ha detto loro. Nel villaggio non si parla d’altro.
La voce corre, raggiunge i paesi vicini e pure la polizia. Il regime comunista è durissimo con i ragazzi: li arresta, li minaccia, minaccia le loro povere famiglie, ma loro non rinnegheranno mai quello che hanno visto.
Cominciano ad accadere subito segni e prodigi. Le stesse commissioni mediche e scientifiche che studiano, anche con delle macchine, ciò che si verifica durante le apparizioni riconoscono che lì c’è un mistero inspiegabile.
Un piccolo borgo nel mondo
Perché accade lì? I posti così sono prediletti dalla “bellissima ragazza” che proprio in un borgo sperduto – Nazaret – aveva vissuto. E sono dei ragazzi semplici e normali che lei sceglie per le sue missioni (apparentemente) impossibili: salvare il mondo.
Perché da quel momento iniziò una vicenda che, trent’anni dopo, possiamo definire uno dei più grandi eventi della storia della Chiesa e dell’umanità.
Ma all’inizio il mondo non se ne accorse. Come duemila anni prima. In quei giorni di giugno del 1981 di cosa parlavano i giornali?
In Italia c’era appena stato l’attentato al Papa, il referendum sull’aborto ed era scoppiato lo scandalo della P2. Dalla crisi di governo uscì il primo esecutivo laico della storia repubblicana guidato da Spadolini.
In Francia il socialista Mitterrand vinse le presidenziali e formò un governo con quattro ministri comunisti. Era una novità storica.
Intanto – mentre il Papa era ancora in ospedale – all’Est le pressioni di Mosca sulla Polonia, per cancellare Solidarnosc, si facevano ogni giorno più forti. Breznev arrivò a paventare il rischio di uno scontro nucleare.
Infatti a dicembre 1981 Solidarnosc fu schiacciata. Nessuno poteva immaginare che solo otto anni dopo l’impero comunista sarebbe crollato.
Nel frattempo in Iran – fatto fuori Bani Sadr – presero definitivamente il potere gli ayatollah che dettero fuoco alla polveriera islamica in tutto il mondo.
Come si vede dunque erano settimane di durissimo scontro fra i blocchi, fra vecchi e nuovi poteri, nazionali e planetari.
Tutti pensano che a fare la storia siano gli stati, gli eserciti, il petrolio, i cannoni, i poteri finanziari ed economici.
Perciò quel 24 e 25 giugno nessun giornale o tv del mondo poteva immaginare che nel più oscuro villaggio della Bosnia stesse accadendo un avvenimento di enorme importanza. Eppure è così.
Da trent’anni là accadono cose stupende e a milioni accorrono alla ricerca di lei, la bellissima, la dolcissima, la meraviglia dell’universo. Cosa cercano? E cosa trovano?
La storia di Silvia
Lo fa capire bene, per esempio, la storia di Silvia Buso, una giovane padovana.
L’ho incontrata il mese scorso al Palasport di Firenze: c’era una giornata di preghiera dei gruppi di Medjugorije, circa 4 mila persone.
Io feci una testimonianza su quello che era accaduto alla mia Caterina e la visita di una delle veggenti di Medjugorie.
Alla fine mi si avvicinò questa ragazza bionda, alta, atletica: “anche io” mi disse “ho avuto una grande grazia a Medjugorije”.
Di lì a poco fece lei stessa una testimonianza. Come già aveva fatto a Medjugorije nel 2010, al festival della gioventù (c’è il video anche su internet, nel sito di Radio Maria).
Silvia ha 22 anni. Nell’autunno del 2006, a 16 anni, d’improvviso si ritrova paraplegica, inchiodata a una carrozzella: fino ad allora aveva fatto sport, nuoto, danza, aveva amici. Frequentava la terza liceo. Una vita normale.
Di colpo il buio. Le gambe non si muovevano più. E poi attacchi simil-epilettici. Una tragedia.
La sua era una famiglia cattolica, ma “la messa domenicale” racconta la ragazza “per me era perlopiù un’abitudine, non un atto d’amore”.
Anche con la malattia, partecipando il venerdì a un gruppo di preghiera, era così. Un giorno una signora del gruppo le dette una medaglietta della Madonna che la Vergine stessa aveva benedetto a Medjugorije.
Silvia la mise al collo. In aprile e maggio del 2007 si immerse nello studio per sostenere gli esami, ma si faceva portare ogni giorno al gruppo di preghiera perché solo lì trovava pace.
Il 20 giugno la sua dottoressa le dice che la settimana successiva non ci sarà perché deve accompagnare sua mamma a Medjugorije.
Silvia d’istinto le chiede di andare con lei. Arrivati, dopo la messa vengono a sapere che la sera Ivan avrebbe avuto un’apparizione straordinaria sul monte Podbrdo.
Silvia, sia pure con imbarazzo, accetta si farsi portare in braccio fin lassù: “Alle 20 arrivammo. Ho iniziato a pregare e quello per me è il primo ricordo di una preghiera fatta veramente con il cuore”.
Racconta: “Io non ho mai chiesto la mia guarigione perché mi sembrava una cosa troppo impossibile. Poco prima dell’apparizione il mio capogruppo mi disse di chiedere tutto quello che volevo alla Madonna perché lei avrebbe ascoltato tutti, sarebbe scesa dal cielo sulla terra. Allora le ho chiesto che mi desse la forza per poter accettare a 17 anni una vita in carozzina”.
Alle 22 è iniziata l’apparizione a Ivan: “io sulla mia sinistra ho visto una luce, era una luce bianca bellissima” dice Silvia.
“Finita l’apparizione non l’ho più vista, però mi sentivo chiamare da tutte le parti. Ma non ho detto niente a nessuno di ciò che mi stava accadendo. Loro mi hanno ripeso in braccio e dopo sono scivolata all’indietro per terra come svenuta.
Però non mi sono fatta niente. Io ricordo solo che mi sentivo come su un materasso morbidissimo e che c’era una voce dolcissima che mi parlava e mi calmava coccolandomi.
Dopo qualche minuto, non so quanti, ho aperto i miei occhi e a mio padre che piangeva ho detto che sentivo finalmente le gambe: papà sono guarita! Cammino!”.
Ed è stato così. “Io ricordo che c’era una mano tesa davanti a me e io nel volergliela afferrare mi sono ritrovata in piedi come se fosse la cosa più naturale. Il mattino dopo alle 4,30 sono salita sulla montagna della croce, il Kriscevaz, con le mie gambe!”.
E’ guarita così. Ma oggi Silvia dice: “La grazia più grande che Dio mi ha fatto è stata la mia conversione e quella della mia famiglia. Il sentire l’amore di Dio e della Madonna: questa è per me è la cosa più bella e importante della mia vita”.
Silvia è timida, ma molto netta: “Con la conversione è come se Dio mi avesse acceso un fuoco dentro. Certo, il fuoco va sempre alimentato con la preghiera, il rosario, con l’eucaristia, la Santa messa e l’adorazione. E tutto ciò che chiede la Madonna a Medjugorije. E questo fuoco non si spegne. Questa per me è la cosa più bella”.
Bisogna chiedersi: cosa è mai questo “sentirsi teneramente amati” per attrarre milioni e milioni di persone e cambiare radicalmente le loro vite? Solo così si può cominciare a capire cosa sta accadendo a Medjugorije.
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Come cominciò
A un certo punto Ivanka si volta verso la collina sassosa del Podbrdo: vede qualcuno lassù, a duecento metri di distanza, è una giovane ragazza, ha un bimbo piccolo in braccio.
Cosa ci fa in quel luogo desolato, pieno di vipere? Lassù non va mai nessuno. Ivanka si sofferma un attimo, vede che ha una veste lunga e un velo: “Ma quella è la Madonna!”.
Mirjana neanche si gira: “eh sì, figurati se la Madonna non ha altro da fare che venire a vedere cosa facciamo noi”. Cresciute sotto un regime comunista non avevano neanche mai sentito parlare di apparizioni come Lourdes o Fatima.
Arrivati in paese incontrano altri amici, Ivanka dice di aver visto una ragazza sulla collina sassosa, tornano su: è ancora lì. Fa cenno con la mano di avvicinarsi. Sono incantati, ma c’è anche timore.
Quel giorno non le si avvicineranno. Lo faranno il giorno successivo alla stessa ora: è una ragazza di una bellezza senza eguali. E dolcissima.
I sei ragazzi sono felici. E raccontano a tutti quello che è accaduto, ciò che hanno visto e che lei ha detto loro. Nel villaggio non si parla d’altro.
La voce corre, raggiunge i paesi vicini e pure la polizia. Il regime comunista è durissimo con i ragazzi: li arresta, li minaccia, minaccia le loro povere famiglie, ma loro non rinnegheranno mai quello che hanno visto.
Cominciano ad accadere subito segni e prodigi. Le stesse commissioni mediche e scientifiche che studiano, anche con delle macchine, ciò che si verifica durante le apparizioni riconoscono che lì c’è un mistero inspiegabile.
Un piccolo borgo nel mondo
Perché accade lì? I posti così sono prediletti dalla “bellissima ragazza” che proprio in un borgo sperduto – Nazaret – aveva vissuto. E sono dei ragazzi semplici e normali che lei sceglie per le sue missioni (apparentemente) impossibili: salvare il mondo.
Perché da quel momento iniziò una vicenda che, trent’anni dopo, possiamo definire uno dei più grandi eventi della storia della Chiesa e dell’umanità.
Ma all’inizio il mondo non se ne accorse. Come duemila anni prima. In quei giorni di giugno del 1981 di cosa parlavano i giornali?
In Italia c’era appena stato l’attentato al Papa, il referendum sull’aborto ed era scoppiato lo scandalo della P2. Dalla crisi di governo uscì il primo esecutivo laico della storia repubblicana guidato da Spadolini.
In Francia il socialista Mitterrand vinse le presidenziali e formò un governo con quattro ministri comunisti. Era una novità storica.
Intanto – mentre il Papa era ancora in ospedale – all’Est le pressioni di Mosca sulla Polonia, per cancellare Solidarnosc, si facevano ogni giorno più forti. Breznev arrivò a paventare il rischio di uno scontro nucleare.
Infatti a dicembre 1981 Solidarnosc fu schiacciata. Nessuno poteva immaginare che solo otto anni dopo l’impero comunista sarebbe crollato.
Nel frattempo in Iran – fatto fuori Bani Sadr – presero definitivamente il potere gli ayatollah che dettero fuoco alla polveriera islamica in tutto il mondo.
Come si vede dunque erano settimane di durissimo scontro fra i blocchi, fra vecchi e nuovi poteri, nazionali e planetari.
Tutti pensano che a fare la storia siano gli stati, gli eserciti, il petrolio, i cannoni, i poteri finanziari ed economici.
Perciò quel 24 e 25 giugno nessun giornale o tv del mondo poteva immaginare che nel più oscuro villaggio della Bosnia stesse accadendo un avvenimento di enorme importanza. Eppure è così.
Da trent’anni là accadono cose stupende e a milioni accorrono alla ricerca di lei, la bellissima, la dolcissima, la meraviglia dell’universo. Cosa cercano? E cosa trovano?
La storia di Silvia
Lo fa capire bene, per esempio, la storia di Silvia Buso, una giovane padovana.
L’ho incontrata il mese scorso al Palasport di Firenze: c’era una giornata di preghiera dei gruppi di Medjugorije, circa 4 mila persone.
Io feci una testimonianza su quello che era accaduto alla mia Caterina e la visita di una delle veggenti di Medjugorie.
Alla fine mi si avvicinò questa ragazza bionda, alta, atletica: “anche io” mi disse “ho avuto una grande grazia a Medjugorije”.
Di lì a poco fece lei stessa una testimonianza. Come già aveva fatto a Medjugorije nel 2010, al festival della gioventù (c’è il video anche su internet, nel sito di Radio Maria).
Silvia ha 22 anni. Nell’autunno del 2006, a 16 anni, d’improvviso si ritrova paraplegica, inchiodata a una carrozzella: fino ad allora aveva fatto sport, nuoto, danza, aveva amici. Frequentava la terza liceo. Una vita normale.
Di colpo il buio. Le gambe non si muovevano più. E poi attacchi simil-epilettici. Una tragedia.
La sua era una famiglia cattolica, ma “la messa domenicale” racconta la ragazza “per me era perlopiù un’abitudine, non un atto d’amore”.
Anche con la malattia, partecipando il venerdì a un gruppo di preghiera, era così. Un giorno una signora del gruppo le dette una medaglietta della Madonna che la Vergine stessa aveva benedetto a Medjugorije.
Silvia la mise al collo. In aprile e maggio del 2007 si immerse nello studio per sostenere gli esami, ma si faceva portare ogni giorno al gruppo di preghiera perché solo lì trovava pace.
Il 20 giugno la sua dottoressa le dice che la settimana successiva non ci sarà perché deve accompagnare sua mamma a Medjugorije.
Silvia d’istinto le chiede di andare con lei. Arrivati, dopo la messa vengono a sapere che la sera Ivan avrebbe avuto un’apparizione straordinaria sul monte Podbrdo.
Silvia, sia pure con imbarazzo, accetta si farsi portare in braccio fin lassù: “Alle 20 arrivammo. Ho iniziato a pregare e quello per me è il primo ricordo di una preghiera fatta veramente con il cuore”.
Racconta: “Io non ho mai chiesto la mia guarigione perché mi sembrava una cosa troppo impossibile. Poco prima dell’apparizione il mio capogruppo mi disse di chiedere tutto quello che volevo alla Madonna perché lei avrebbe ascoltato tutti, sarebbe scesa dal cielo sulla terra. Allora le ho chiesto che mi desse la forza per poter accettare a 17 anni una vita in carozzina”.
Alle 22 è iniziata l’apparizione a Ivan: “io sulla mia sinistra ho visto una luce, era una luce bianca bellissima” dice Silvia.
“Finita l’apparizione non l’ho più vista, però mi sentivo chiamare da tutte le parti. Ma non ho detto niente a nessuno di ciò che mi stava accadendo. Loro mi hanno ripeso in braccio e dopo sono scivolata all’indietro per terra come svenuta.
Però non mi sono fatta niente. Io ricordo solo che mi sentivo come su un materasso morbidissimo e che c’era una voce dolcissima che mi parlava e mi calmava coccolandomi.
Dopo qualche minuto, non so quanti, ho aperto i miei occhi e a mio padre che piangeva ho detto che sentivo finalmente le gambe: papà sono guarita! Cammino!”.
Ed è stato così. “Io ricordo che c’era una mano tesa davanti a me e io nel volergliela afferrare mi sono ritrovata in piedi come se fosse la cosa più naturale. Il mattino dopo alle 4,30 sono salita sulla montagna della croce, il Kriscevaz, con le mie gambe!”.
E’ guarita così. Ma oggi Silvia dice: “La grazia più grande che Dio mi ha fatto è stata la mia conversione e quella della mia famiglia. Il sentire l’amore di Dio e della Madonna: questa è per me è la cosa più bella e importante della mia vita”.
Silvia è timida, ma molto netta: “Con la conversione è come se Dio mi avesse acceso un fuoco dentro. Certo, il fuoco va sempre alimentato con la preghiera, il rosario, con l’eucaristia, la Santa messa e l’adorazione. E tutto ciò che chiede la Madonna a Medjugorije. E questo fuoco non si spegne. Questa per me è la cosa più bella”.
Bisogna chiedersi: cosa è mai questo “sentirsi teneramente amati” per attrarre milioni e milioni di persone e cambiare radicalmente le loro vite? Solo così si può cominciare a capire cosa sta accadendo a Medjugorije.
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999 - Commento al Vangelo di oggi 26/6/2011 Corpus Domini
In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Ogni giorno arrivano conferme a questa Parola di Gesù, anche ogni secondo della giornata nel mondo in milioni di circostanze, gli uomini confermano che senza Gesù, hanno fame e sete di tutto ciò che si oppone al Signore. È logico, se non hai Gesù devi necessariamente cercare il suo opposto.
Ecco l’opposto di Gesù: odio, violenza, sesso libero, droghe, ateismo, magia, satanismo, squilibrio.
Si leggono e si ascoltano notizie da rimanere allibiti, ovunque è presente una schizofrenia o dissociazione mentale, catalogata come un comportamento abituale o occasionale, comunque come un’epidemia è un comportamento che contagia: l’incoerenza.
La vita è oramai troppo agitata, se non corri rimani indietro, questo pensano un po’ tutti.
Non pensano che la calma è il dominio della volontà sull’istinto e le passioni disordinate.
E dove c’è agitazione, ansia verso qualcosa o qualcuno, si manifesta la poca preghiera, emerge sempre questa assenza. Non c’è e si comprende, la persona è troppa occupata verso se stessa o verso altre persone, ma in un modo eccessivo, disordinato. E la comunione con Gesù viene a mancare, la preghiera diventa meccanica e non scaturisce più dal cuore.
Senza Gesù si trovano inevitabilmente almeno tre idoli, spesso il primo è la cura del proprio corpo con un interesse esagerato. Non è tanto la salute del corpo che è indiscutibile, ma la ricerca di rendere perfetto un corpo che non potrà diventare mai. Perfetto è solo Dio. Neanche i Santi sono stati perfetti nel corpo, tra gli umani l’unica è la Madonna.
Gli idoli si accumulano nel tempo, quanto più si rimane lontano da Gesù tanto più ci si aggrappa agli idoli, a persone o altro da adorare. Si tratta proprio di adorazione, che avviene compiendo sforzi e sacrifici impressionanti. Considerate un concerto di un cantante, molti partono da lontano e trascorrono giorni dormendo all’aperto e si considerano felici. O i rave party, le feste illegali con musica elettronica, caratterizzate dal ritmo incalzante di musica dance, droghe di ogni specie e alcool a fiumi. A questi incontri partecipano migliaia di giovani, e li organizzano un po’ ovunque.
Sono numerosi i nuovi idoli, tutti trionfano nel cuore quando non c’è Gesù.
L’unica medicina per giungere alla pace del cuore, alla quiete interiore, è l’Eucaristia.
Gesù riesce a saziare la fame di tutti coloro che hanno bisogni spirituali. E quanti seguono gli idoli, sono profondamente irrequieti e confusi, storditi dal tumulto delle passioni disordinate. È l’Eucaristia a donare la pace, ma occorre fermarsi in adorazione davanti al Tabernacolo, anche se non c’è l’esposizione.
Ogni giorno possiamo incontrare Gesù in Chiesa e parlargli di tutto. Gesù è sempre in ascolto delle nostre richieste, è sempre attento e con gli occhi rivolti verso quanti Lo cercano con amore.
Poi, nella Santa Messa si mangia il suo Corpo e si entra nella vita eterna, perché Lui è l’eterno. La Santa Comunione si prende solo se non si è in peccato mortale, altrimenti occorre fare prima la Confessione. Sono Sacramenti che donano la Grazia, trasfigurano le anime e fortificano la volontà.
Il mondo sarebbe migliore, le conversioni avverrebbero a milioni, le famiglie sarebbero sante, i giovani puri e onesti, se in tutte le parrocchie si spalancassero le porte per svolgere ogni giorno per alcune ore, l’adorazione eucaristica, e almeno una volta la settimana tutto il giorno. Lo ripeto nuovamente perché la santificazione della parrocchia e poi del mondo, inizia dall’Eucaristia.
Chi partecipa all’adorazione eucaristica e rimane in contemplazione di Gesù, viene gradualmente trasformato, non se ne accorge ma il cambiamento procede speditamente. Allo stesso modo, dopo la Santa Messa ci si sente cambiati, migliori, trasformati. Si avverte una nuova gioia dentro, una nuova forza spirituale per superare le avversità e vincere le tentazioni.
Anni fa questa solennità si svolgeva in modo trionfalistico, oggi a stento si ricorda.
La dimenticanza del Corpus Domini è la prova della dimenticanza di Dio.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Ogni giorno arrivano conferme a questa Parola di Gesù, anche ogni secondo della giornata nel mondo in milioni di circostanze, gli uomini confermano che senza Gesù, hanno fame e sete di tutto ciò che si oppone al Signore. È logico, se non hai Gesù devi necessariamente cercare il suo opposto.
Ecco l’opposto di Gesù: odio, violenza, sesso libero, droghe, ateismo, magia, satanismo, squilibrio.
Si leggono e si ascoltano notizie da rimanere allibiti, ovunque è presente una schizofrenia o dissociazione mentale, catalogata come un comportamento abituale o occasionale, comunque come un’epidemia è un comportamento che contagia: l’incoerenza.
La vita è oramai troppo agitata, se non corri rimani indietro, questo pensano un po’ tutti.
Non pensano che la calma è il dominio della volontà sull’istinto e le passioni disordinate.
E dove c’è agitazione, ansia verso qualcosa o qualcuno, si manifesta la poca preghiera, emerge sempre questa assenza. Non c’è e si comprende, la persona è troppa occupata verso se stessa o verso altre persone, ma in un modo eccessivo, disordinato. E la comunione con Gesù viene a mancare, la preghiera diventa meccanica e non scaturisce più dal cuore.
Senza Gesù si trovano inevitabilmente almeno tre idoli, spesso il primo è la cura del proprio corpo con un interesse esagerato. Non è tanto la salute del corpo che è indiscutibile, ma la ricerca di rendere perfetto un corpo che non potrà diventare mai. Perfetto è solo Dio. Neanche i Santi sono stati perfetti nel corpo, tra gli umani l’unica è la Madonna.
Gli idoli si accumulano nel tempo, quanto più si rimane lontano da Gesù tanto più ci si aggrappa agli idoli, a persone o altro da adorare. Si tratta proprio di adorazione, che avviene compiendo sforzi e sacrifici impressionanti. Considerate un concerto di un cantante, molti partono da lontano e trascorrono giorni dormendo all’aperto e si considerano felici. O i rave party, le feste illegali con musica elettronica, caratterizzate dal ritmo incalzante di musica dance, droghe di ogni specie e alcool a fiumi. A questi incontri partecipano migliaia di giovani, e li organizzano un po’ ovunque.
Sono numerosi i nuovi idoli, tutti trionfano nel cuore quando non c’è Gesù.
L’unica medicina per giungere alla pace del cuore, alla quiete interiore, è l’Eucaristia.
Gesù riesce a saziare la fame di tutti coloro che hanno bisogni spirituali. E quanti seguono gli idoli, sono profondamente irrequieti e confusi, storditi dal tumulto delle passioni disordinate. È l’Eucaristia a donare la pace, ma occorre fermarsi in adorazione davanti al Tabernacolo, anche se non c’è l’esposizione.
Ogni giorno possiamo incontrare Gesù in Chiesa e parlargli di tutto. Gesù è sempre in ascolto delle nostre richieste, è sempre attento e con gli occhi rivolti verso quanti Lo cercano con amore.
Poi, nella Santa Messa si mangia il suo Corpo e si entra nella vita eterna, perché Lui è l’eterno. La Santa Comunione si prende solo se non si è in peccato mortale, altrimenti occorre fare prima la Confessione. Sono Sacramenti che donano la Grazia, trasfigurano le anime e fortificano la volontà.
Il mondo sarebbe migliore, le conversioni avverrebbero a milioni, le famiglie sarebbero sante, i giovani puri e onesti, se in tutte le parrocchie si spalancassero le porte per svolgere ogni giorno per alcune ore, l’adorazione eucaristica, e almeno una volta la settimana tutto il giorno. Lo ripeto nuovamente perché la santificazione della parrocchia e poi del mondo, inizia dall’Eucaristia.
Chi partecipa all’adorazione eucaristica e rimane in contemplazione di Gesù, viene gradualmente trasformato, non se ne accorge ma il cambiamento procede speditamente. Allo stesso modo, dopo la Santa Messa ci si sente cambiati, migliori, trasformati. Si avverte una nuova gioia dentro, una nuova forza spirituale per superare le avversità e vincere le tentazioni.
Anni fa questa solennità si svolgeva in modo trionfalistico, oggi a stento si ricorda.
La dimenticanza del Corpus Domini è la prova della dimenticanza di Dio.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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Vangelo domenicale
sabato 25 giugno 2011
998 - Messaggio Medjugorje del 25/6/2011
"Cari figli, ringraziate con me l’Altissimo per la mia presenza con voi. Gioioso è il mio cuore guardando l’amore e la gioia che avete nel vivere i miei messaggi.
In molti avete risposto, ma aspetto e cerco tutti i cuori addormentati affinché si sveglino dal sonno dell’incredulità.
Avvicinatevi ancora di più, figlioli, al mio cuore Immacolato perché possa guidarvi tutti verso l’eternità.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata."
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In molti avete risposto, ma aspetto e cerco tutti i cuori addormentati affinché si sveglino dal sonno dell’incredulità.
Avvicinatevi ancora di più, figlioli, al mio cuore Immacolato perché possa guidarvi tutti verso l’eternità.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata."
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997 - Commento al Vangelo di oggi 25/6/2011
+ Dal Vangelo secondo Matteo (8,5-17)
In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa». Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori, nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti». E Gesù disse al centurione: «Va’, avvenga per te come hai creduto». In quell’istante il suo servo fu guarito. Entrato nella casa di Pietro, Gesù vide la suocera di lui che era a letto con la febbre. Le toccò la mano e la febbre la lasciò; poi ella si alzò e lo serviva. Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la parola e guarì tutti i malati, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa: “Egli ha preso le nostre infermità e si è caricato delle malattie”.
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
A Milano l’altra notte è stato commesso un duplice omicidio, un ragazzo ha massacrato a coltellate un amico, poi ha seviziata e violentata la sorella dell’amico, sua ex ragazza. La spiegazione degli omicidi non l’ha saputa dare, non ricorda più nulla, non sa dove ha preso e poi lasciato il coltello. Il ragazzo killer ha detto durante l’interrogatorio: «Non so perché l'ho fatto». Uccide due fratelli, lui era suo amico, lei l’ex ragazza, e non ha una spiegazione da offrire.
Questi raptus sono diventati frequenti un po’ ovunque.
Prima ha iniziato con l’amico, lo ha ucciso con venti pugnalate. Non una o due pugnalate, la sua furia omicida voleva eliminare loro due magari per discorsi banali, perdendo il controllo probabilmente per qualche altro motivo.
La cosa veramente curiosa è la risposta che danno in questi casi i vicini del giovane assassino: “Un bravo ragazzo, uno che non dava noie”; “Un ragazzo riservato che vive con i genitori”.
Sono risposte un po’ banali, ma in effetti raccontano quello che sanno: non ci disturbava e non dava noie. È sufficiente per considerarlo un bravo ragazzo? Non direi.
In molti giovani si nasconde una doppia personalità, non necessariamente pericolosa, ma trasgressive sì.
L’omicida si chiama Riccardo Bianchi, però può scoppiare in molti altri questa furia omicida, incontrollata e animale, soprattutto colpisce gli adulti, non scarico la colpa solo sui giovani.
Bisogna interrogarsi sull’istinto bestiale presente in moltissimi giovani, tutti i genitori devono riflettere sui comportamenti dei loro figli.
Mi vengono in mente diverse cose, la più scioccante è l’assoluta libertà sessuale dei giovani, già a circa dieci anni cominciano a provare a fare l’amore, forse lo fanno, comunque già entrano nella mentalità sfrenata e sensuale che piace quasi a tutti.
Sono pochi i ragazzi e le ragazze che riescono a rimanere a galla e a non affogare nel mare di fango sessuale che circonda tutti i giovani, oramai assolutamente smarriti.
Moltissimi ragazzi e ragazze sono buoni nel cuore, si vengono a trovare coinvolti in giri di amicizie sbagliate e non ne escono più, non ne hanno più la forza. E vivono in un continuo dramma: a casa sono bravi e tranquilli, fuori si scatenano con ogni forma di vizio, che la televisione e i mezzi di comunicazione hanno fatto conoscere bene.
Chi salverà tutti questi giovani? Cosa si organizza nelle parrocchie per attirarli? Non sono i divertimenti ad avvicinarli, anche quelli ma non esclusivamente. Si avvicinano veramente quando la parrocchia organizza ogni giorno alcune ore di Adorazione Eucaristica e un giorno della settimana si compie tutto il giorno, dalla mattina alle 8 fino alla sera alle 21.
Solo Gesù Eucaristia può attirare veramente i giovani e i peccatori, non sono i mezzucci umani o i divertimenti profani, perché passato il piacere vanno da dove erano venuti.
I giovani sono abbandonati, molti cattolici con responsabilità parlano parlano di tante cose tranne dei giovani, e non vogliono sacrificarsi un solo minuto, magari rimanendo a pregare in parrocchia davanti l’Eucaristia esposta.
I giovani sono abbandonati dai cattolici che dibattono di politica, carriera, elogi, e trascurano la formazione religiosa dei più deboli.
I giovani sono abbandonati dalle parrocchie e sono pochi quelli che li cercano con il Rosario in mano, davanti il Tabernacolo a pregare e a piangere per le anime che si dannano e per satana che continua a compiere una strage di anime.
Da quello che leggo in molti articoli di medici, educatori, insegnanti, il sesso si vive con assoluta libertà e concessione proprio per divertirsi, non c’è più il pudore della propria dignità, non li sfiora l’idea della bellezza della loro purezza, non comprendono le parole onestà e moralità. Le virtù per i ragazzi sono qualcosa di negativo, non rientrano nei loro schemi, non comprendono cosa sono queste virtù. Nessuno ne ha mai parlato.
I genitori si sentono felici quando regalano ai figli diversi computer da usare liberamente, piazzano un televisore nella loro camera, li equipaggiano con il telecomando e tutto quello che desiderano, purchè siano contenti.
E l’educazione chi la deve trasmettere?
Si pensa alla scuola, ma gli insegnanti hanno già i loro problemi, poi non possono neanche toccare un bambino magari per fermarlo mentre distrugge tutto e vengono subito denunciati dai genitori.
Allora ci pensa la parrocchia?
Gli oratori prima erano luoghi di gioco e di formazione religiosa, anche culturale. Oggi gli oratori sono esclusivamente luoghi di passatempo. Suonano e cantano, giocano a calcetto, e tutto lascia pensare che vanno lì per poi prepararsi a cercare successo nel grande palcoscenico. Altro che Messa e Rosario.
Ma è sempre meglio trattenere questi giovani che perderli: venendo nell’oratorio hanno sempre una porticina aperta per lasciarsi toccare dalla Grazia di Gesù. Poi, occorre l’intervento del parroco, il suo interessamento e la fiduciosa vicinanza spirituale.
Se i giovani non vedono il parroco che mostra di credere profondamente in Gesù, non tornano in parrocchia. Sono attratti da molti altri idoli, lo spettacolo e lo sport sfoderano migliaia di idoli. Quasi sempre volgari, immorali e disonesti.
La televisione e internet utilizzati male, hanno rovinato la gioventù.
La verità è che i giovani non hanno ricevuto una buona educazione religiosa da quei genitori che non frequentano la Messa o ci vanno la domenica per poi subito dimenticare Gesù e la Chiesa. Che tipologia di giovani cresce senza valori cristiani, senza una morale di riferimento, senza educazione religiosa?
Così sono i giovani di oggi.
Ma la misericordia di Gesù è più grande dei loro peccati messi insieme, tutti noi dobbiamo pregare con insistenza per la conversione e la salvezza dei giovani. La preghiera del Rosario e l’Eucaristia ottengono sempre miracoli impossibili e le Grazie scendono di continuo dal Cielo.
Anche se oggi appare impensabile riportare a Gesù e alla Madonna milioni e milioni di giovani che vivono esclusivamente di droghe, discoteche, sesso, alcool, prevaricazioni e ogni forma di immoralità… tutto è possibile a Dio.
Io credo fermamente che la continua preghiera e l’offerta di sacrifici per la salvezza dei giovani, otterrà una profusione, un diluvio di Grazie sui giovani e sulle famiglie.
Bisognerebbe iniziare con il ritorno dei parroci a benedire tutte le case della parrocchia, facendosi aiutare da altri Sacerdoti, per portare a tutti il messaggio di misericordia e di salvezza eterna di Gesù, magari lasciando dei foglietti che riassumono la nostra Fede.
La benedizione delle case, soprattutto la potentissima benedizione del Sacerdote, farà scendere sulla famiglia e sulla casa, grandi benedizioni ed aiuti spirituali.
Gesù vuole salvare tutti, offre innumerevoli opportunità a tutti, per esempio, nel Vangelo di oggi, compie un miracolo dietro la richiesta di un pagano. Il Signore rimane sorpreso per l’umiltà e la fede del centurione, nessuno aveva parlato così con Lui, per questo il miracolo lo compie con grande consolazione.
Nella Messa ripetiamo: “Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa: ma di' soltanto una parola ed io sarò salvato”. Diciamolo sempre con umiltà e grande sincerità, Gesù sarà contento della nostra Fede, perché nonostante i nostri limiti, Egli è sempre misericordioso e buono.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Oggi pregherò con la preghiera del Magnificat e mi soffermerò soprattutto, a meditare la frase “ha guardato l’umiltà della sua serva”.
Pensiero
L’umiltà è come la catena del Rosario: se la catena si rompe, i granelli se ne vanno. Se cessa l’umiltà, tutte le virtù spariscono. (Don E. Poppe)
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In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa». Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori, nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti». E Gesù disse al centurione: «Va’, avvenga per te come hai creduto». In quell’istante il suo servo fu guarito. Entrato nella casa di Pietro, Gesù vide la suocera di lui che era a letto con la febbre. Le toccò la mano e la febbre la lasciò; poi ella si alzò e lo serviva. Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la parola e guarì tutti i malati, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa: “Egli ha preso le nostre infermità e si è caricato delle malattie”.
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
A Milano l’altra notte è stato commesso un duplice omicidio, un ragazzo ha massacrato a coltellate un amico, poi ha seviziata e violentata la sorella dell’amico, sua ex ragazza. La spiegazione degli omicidi non l’ha saputa dare, non ricorda più nulla, non sa dove ha preso e poi lasciato il coltello. Il ragazzo killer ha detto durante l’interrogatorio: «Non so perché l'ho fatto». Uccide due fratelli, lui era suo amico, lei l’ex ragazza, e non ha una spiegazione da offrire.
Questi raptus sono diventati frequenti un po’ ovunque.
Prima ha iniziato con l’amico, lo ha ucciso con venti pugnalate. Non una o due pugnalate, la sua furia omicida voleva eliminare loro due magari per discorsi banali, perdendo il controllo probabilmente per qualche altro motivo.
La cosa veramente curiosa è la risposta che danno in questi casi i vicini del giovane assassino: “Un bravo ragazzo, uno che non dava noie”; “Un ragazzo riservato che vive con i genitori”.
Sono risposte un po’ banali, ma in effetti raccontano quello che sanno: non ci disturbava e non dava noie. È sufficiente per considerarlo un bravo ragazzo? Non direi.
In molti giovani si nasconde una doppia personalità, non necessariamente pericolosa, ma trasgressive sì.
L’omicida si chiama Riccardo Bianchi, però può scoppiare in molti altri questa furia omicida, incontrollata e animale, soprattutto colpisce gli adulti, non scarico la colpa solo sui giovani.
Bisogna interrogarsi sull’istinto bestiale presente in moltissimi giovani, tutti i genitori devono riflettere sui comportamenti dei loro figli.
Mi vengono in mente diverse cose, la più scioccante è l’assoluta libertà sessuale dei giovani, già a circa dieci anni cominciano a provare a fare l’amore, forse lo fanno, comunque già entrano nella mentalità sfrenata e sensuale che piace quasi a tutti.
Sono pochi i ragazzi e le ragazze che riescono a rimanere a galla e a non affogare nel mare di fango sessuale che circonda tutti i giovani, oramai assolutamente smarriti.
Moltissimi ragazzi e ragazze sono buoni nel cuore, si vengono a trovare coinvolti in giri di amicizie sbagliate e non ne escono più, non ne hanno più la forza. E vivono in un continuo dramma: a casa sono bravi e tranquilli, fuori si scatenano con ogni forma di vizio, che la televisione e i mezzi di comunicazione hanno fatto conoscere bene.
Chi salverà tutti questi giovani? Cosa si organizza nelle parrocchie per attirarli? Non sono i divertimenti ad avvicinarli, anche quelli ma non esclusivamente. Si avvicinano veramente quando la parrocchia organizza ogni giorno alcune ore di Adorazione Eucaristica e un giorno della settimana si compie tutto il giorno, dalla mattina alle 8 fino alla sera alle 21.
Solo Gesù Eucaristia può attirare veramente i giovani e i peccatori, non sono i mezzucci umani o i divertimenti profani, perché passato il piacere vanno da dove erano venuti.
I giovani sono abbandonati, molti cattolici con responsabilità parlano parlano di tante cose tranne dei giovani, e non vogliono sacrificarsi un solo minuto, magari rimanendo a pregare in parrocchia davanti l’Eucaristia esposta.
I giovani sono abbandonati dai cattolici che dibattono di politica, carriera, elogi, e trascurano la formazione religiosa dei più deboli.
I giovani sono abbandonati dalle parrocchie e sono pochi quelli che li cercano con il Rosario in mano, davanti il Tabernacolo a pregare e a piangere per le anime che si dannano e per satana che continua a compiere una strage di anime.
Da quello che leggo in molti articoli di medici, educatori, insegnanti, il sesso si vive con assoluta libertà e concessione proprio per divertirsi, non c’è più il pudore della propria dignità, non li sfiora l’idea della bellezza della loro purezza, non comprendono le parole onestà e moralità. Le virtù per i ragazzi sono qualcosa di negativo, non rientrano nei loro schemi, non comprendono cosa sono queste virtù. Nessuno ne ha mai parlato.
I genitori si sentono felici quando regalano ai figli diversi computer da usare liberamente, piazzano un televisore nella loro camera, li equipaggiano con il telecomando e tutto quello che desiderano, purchè siano contenti.
E l’educazione chi la deve trasmettere?
Si pensa alla scuola, ma gli insegnanti hanno già i loro problemi, poi non possono neanche toccare un bambino magari per fermarlo mentre distrugge tutto e vengono subito denunciati dai genitori.
Allora ci pensa la parrocchia?
Gli oratori prima erano luoghi di gioco e di formazione religiosa, anche culturale. Oggi gli oratori sono esclusivamente luoghi di passatempo. Suonano e cantano, giocano a calcetto, e tutto lascia pensare che vanno lì per poi prepararsi a cercare successo nel grande palcoscenico. Altro che Messa e Rosario.
Ma è sempre meglio trattenere questi giovani che perderli: venendo nell’oratorio hanno sempre una porticina aperta per lasciarsi toccare dalla Grazia di Gesù. Poi, occorre l’intervento del parroco, il suo interessamento e la fiduciosa vicinanza spirituale.
Se i giovani non vedono il parroco che mostra di credere profondamente in Gesù, non tornano in parrocchia. Sono attratti da molti altri idoli, lo spettacolo e lo sport sfoderano migliaia di idoli. Quasi sempre volgari, immorali e disonesti.
La televisione e internet utilizzati male, hanno rovinato la gioventù.
La verità è che i giovani non hanno ricevuto una buona educazione religiosa da quei genitori che non frequentano la Messa o ci vanno la domenica per poi subito dimenticare Gesù e la Chiesa. Che tipologia di giovani cresce senza valori cristiani, senza una morale di riferimento, senza educazione religiosa?
Così sono i giovani di oggi.
Ma la misericordia di Gesù è più grande dei loro peccati messi insieme, tutti noi dobbiamo pregare con insistenza per la conversione e la salvezza dei giovani. La preghiera del Rosario e l’Eucaristia ottengono sempre miracoli impossibili e le Grazie scendono di continuo dal Cielo.
Anche se oggi appare impensabile riportare a Gesù e alla Madonna milioni e milioni di giovani che vivono esclusivamente di droghe, discoteche, sesso, alcool, prevaricazioni e ogni forma di immoralità… tutto è possibile a Dio.
Io credo fermamente che la continua preghiera e l’offerta di sacrifici per la salvezza dei giovani, otterrà una profusione, un diluvio di Grazie sui giovani e sulle famiglie.
Bisognerebbe iniziare con il ritorno dei parroci a benedire tutte le case della parrocchia, facendosi aiutare da altri Sacerdoti, per portare a tutti il messaggio di misericordia e di salvezza eterna di Gesù, magari lasciando dei foglietti che riassumono la nostra Fede.
La benedizione delle case, soprattutto la potentissima benedizione del Sacerdote, farà scendere sulla famiglia e sulla casa, grandi benedizioni ed aiuti spirituali.
Gesù vuole salvare tutti, offre innumerevoli opportunità a tutti, per esempio, nel Vangelo di oggi, compie un miracolo dietro la richiesta di un pagano. Il Signore rimane sorpreso per l’umiltà e la fede del centurione, nessuno aveva parlato così con Lui, per questo il miracolo lo compie con grande consolazione.
Nella Messa ripetiamo: “Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa: ma di' soltanto una parola ed io sarò salvato”. Diciamolo sempre con umiltà e grande sincerità, Gesù sarà contento della nostra Fede, perché nonostante i nostri limiti, Egli è sempre misericordioso e buono.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Oggi pregherò con la preghiera del Magnificat e mi soffermerò soprattutto, a meditare la frase “ha guardato l’umiltà della sua serva”.
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L’umiltà è come la catena del Rosario: se la catena si rompe, i granelli se ne vanno. Se cessa l’umiltà, tutte le virtù spariscono. (Don E. Poppe)
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