Se stai bene con le persone care: mamma, papà, fratelli e con dispiacere ti allontani da loro perché ti danno tanta gioia, cosa sarà in Cielo, dove staremo eternamente con Gesù, senza neppure pensare di poter stare un po’ lontano da Lui? È bello avere esperienza adesso di vivere sempre con Gesù.
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Quando pensi di aver toccato il fondo e che nessuno ti voglia o ti ami più, Dio si fa uomo per incontrarti, Gesù ti viene accanto
CIAO A TE !!
Nulla è più urgente nel mondo d'oggi di proclamare Cristo alle genti. Chiunque tu sia, puoi, se vuoi, lasciare un tuo contributo, piccolo o grande che sia, per dire, comunicare, annunciare la persona di Gesù Cristo, unico nostro salvatore. Uno speciale benvenuto a LADYBUG che si è aggiunta di recente ai sostenitori ! *************************************************** Questo blog è sotto la protezione di N.S. Gesù Cristo e della SS Vergine Maria, Sua Madre ed ha come unica ragione di esistere di fornire un contributo, sia pure piccolo ed umile, alla crescita della loro Gloria. ***************************************************
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martedì 5 giugno 2018
GR 175 Granellino di lunedì 04.06.2018
(Mc 12,1-12)
Tutti i governanti e politici che, nel loro legiferare, dopo aver conosciuto Cristo, Lo scartano perché Egli è un ostacolo nel promuovere i loro sporchi interessi faranno una brutta fine. La loro morte sarà una rovina eterna. I popoli, poi, che non si ribellano alle loro leggi inique, conosceranno povertà, miseria, pestilenze e guerre faticose. Mi domando: "Cosa sarà di quei governanti e popoli che hanno votato per il divorzio, per l'aborto, per i matrimoni gay, per l'eutanasia, per la dottrina gender, per il gioco d'azzardo e per l'uso indiscriminato della droga? Se non si convertono al Vangelo, certamente faranno la fine della casa costruita sulla sabbia. Essi cadranno con grande rovina.
A Lourdes la Madonna chiamò i popoli a fare penitenza. Ma non vollero ascoltare e accogliere l'invito della Madre Celeste. Per questo motivo ci fu la prima guerra mondiale che causò morte, pianto e povertà. A Fatima la Madonna chiamò di nuovo i popoli a conversione. Ma il suo grido rimase di nuovo inascoltato e scoppiò così la seconda guerra che causò la morte di 50 milioni di persone. Oggi La Madonna, apparendo a Medjugorje, sta chiamando di nuovo l'umanità a conversione e a fare di Cristo il cuore del mondo, ma il mondo, negli ultimi decenni, sembra ancora più ostinato a scartare Cristo dalla vita sociale. È vero, non è ancora scoppiata una guerra mondiale, ma nel mondo ci sono tanti focolai di guerra che causano migliaia di morti ogni giorno.
La cosa più triste è nel vedere che alcuni vignaioli (sacerdoti e vescovi) stanno scartando Cristo dalla Chiesa per renderla come un'associazione umana. Senza vergogna ammettono che l'Eucarestia è solo un simbolismo, che non esiste il peccato, che non c'è niente di male nelle unioni omosessuali, che i figli si fanno e non si hanno, che non esiste l'inferno e così via. Cosa sarà di questi sacerdoti e vescovi che vivono nel mondo ma sono del mondo? Preghiamo per loro perché accolgano Cristo nel loro cuore e nelle loro comunità.
Se non si convertiranno, Dio li farà perire. E la loro fine sarà una sciagura. Amen. Alleluia.
(P. Lorenzo Montecalvo dei Padri Vocazionisti)
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Tutti i governanti e politici che, nel loro legiferare, dopo aver conosciuto Cristo, Lo scartano perché Egli è un ostacolo nel promuovere i loro sporchi interessi faranno una brutta fine. La loro morte sarà una rovina eterna. I popoli, poi, che non si ribellano alle loro leggi inique, conosceranno povertà, miseria, pestilenze e guerre faticose. Mi domando: "Cosa sarà di quei governanti e popoli che hanno votato per il divorzio, per l'aborto, per i matrimoni gay, per l'eutanasia, per la dottrina gender, per il gioco d'azzardo e per l'uso indiscriminato della droga? Se non si convertono al Vangelo, certamente faranno la fine della casa costruita sulla sabbia. Essi cadranno con grande rovina.
A Lourdes la Madonna chiamò i popoli a fare penitenza. Ma non vollero ascoltare e accogliere l'invito della Madre Celeste. Per questo motivo ci fu la prima guerra mondiale che causò morte, pianto e povertà. A Fatima la Madonna chiamò di nuovo i popoli a conversione. Ma il suo grido rimase di nuovo inascoltato e scoppiò così la seconda guerra che causò la morte di 50 milioni di persone. Oggi La Madonna, apparendo a Medjugorje, sta chiamando di nuovo l'umanità a conversione e a fare di Cristo il cuore del mondo, ma il mondo, negli ultimi decenni, sembra ancora più ostinato a scartare Cristo dalla vita sociale. È vero, non è ancora scoppiata una guerra mondiale, ma nel mondo ci sono tanti focolai di guerra che causano migliaia di morti ogni giorno.
La cosa più triste è nel vedere che alcuni vignaioli (sacerdoti e vescovi) stanno scartando Cristo dalla Chiesa per renderla come un'associazione umana. Senza vergogna ammettono che l'Eucarestia è solo un simbolismo, che non esiste il peccato, che non c'è niente di male nelle unioni omosessuali, che i figli si fanno e non si hanno, che non esiste l'inferno e così via. Cosa sarà di questi sacerdoti e vescovi che vivono nel mondo ma sono del mondo? Preghiamo per loro perché accolgano Cristo nel loro cuore e nelle loro comunità.
Se non si convertiranno, Dio li farà perire. E la loro fine sarà una sciagura. Amen. Alleluia.
(P. Lorenzo Montecalvo dei Padri Vocazionisti)
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lunedì 4 giugno 2018
SC 175 Commento al Vangelo di domenica 03.06.2018 (Padre Giulio Maria Scozzaro)
Santissimo Corpo e Sangue di Cristo
+ Dal Vangelo secondo Marco (14,12-16.22-26)
Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché Tu possa mangiare la Pasqua?». Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui Io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi». I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua. Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio Corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio Sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità Io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel Regno di Dio». Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
È un mistero strabiliante la presenza di Gesù Cristo nell’Eucaristia. Non è sufficiente essere un cattolico per credere in questo Sacramento, la convinzione scaturisce solo se si possiede Fede. In innumerevoli celebrazioni eucaristiche l’Eucaristia viene “trattata” semplicemente come un pezzo di pane, dove i frammenti ben visibili si lasciano cadere per terra e neanche il celebrante se ne cura.
Questo dimostra che occorre Fede per credere fermamente nell’Eucaristia. La Fede è maggiore per quanto la persona è pura e umile.
È un miracolo l’Eucaristia, dobbiamo partire da questa certezza. Non ce la diamo noi la certezza, crediamo fermamente nell’autorità del Signore, è Lui ad avere detto “questo è il mio Corpo. Questo è il mio Sangue”. Ci fidiamo come bambini di Lui, la sua Parola è sempre infallibile.
Non solamente tutti i miracoli descritti nel Vangelo ci confermano che Gesù è Dio a cui tutto è possibile, è la storia della Santa Chiesa a confermare che Gesù è vivo e il suo Spirito guida i buoni nella Verità e quanti si adoperano per diffondere fedelmente la sua Parola.
Lo Spirito Santo è presente, operante, santificante solamente nei cristiani che accolgono con docilità le sue ispirazioni o le sospinte verso la realizzazione di quanto desidera Lui che è Dio. È sbagliato affermare che l’azione dello Spirito Santo è operativa in tutti i prelati, anche in coloro che tradiscono Gesù e continuano a predicarlo per interessi opposti alla Volontà di Gesù.
Solo il Dio dei cristiani realizza le sue profezie e le comunica al mondo anche tramite i suoi strumenti docili e affidabili.
Nel Vangelo Gesù annuncia molte profezie già realizzate, già queste ci dicono che Lui è il Dio autentico. Quanti seguono altri dei non sono nella verità e un dialogo con essi è impossibile, non ci sono margini teologici. Li amiamo e rispettiamo, senza condannarli.
Noi abbiamo la certezza che solo il Dio autentico compie quanto ha annunciato tremila anni fa, o addirittura quando furono creati Adamo ed Eva. Quel Dio che parlava a Loro due si è incarnato in Gesù di Nazaret.
Le profezie di Gesù sono infallibili, così la sua promessa dell’Eucaristia si è puntualmente realizzata. Questo dimostra la sua Divinità.
Centinaia di migliaia di Santi e Sante hanno compiuto opere impossibili all’uomo nel Nome di Gesù e si sono realizzate, hanno ottenute per mezzo delle loro preghiere e penitenze, miracoli incredibili che hanno guarito incalcolabili milioni di ammalati. Oltre ai miracoli fisici, le conversioni dei peccatori sono i più grandi miracoli che mostrano l’agire dello Spirito di Gesù.
Il Bene presente nel mondo viene distribuito dal Dio incarnato, il Signore che desidera la salvezza di tutti.
Gesù durante i tre anni di apostolato ha preannunciato l’Eucaristia con le moltiplicazioni dei pani, quando affermava che avrebbe dato da mangiare un Pane del Cielo. “Io sono il Pane vivo, disceso dal Cielo. Se uno mangia di questo Pane vivrà in eterno e il Pane che Io darò è la mia Carne per la vita del mondo” (Gv 6,51).
In tanti altri passi parla di sé come di un Pane che sazia, un Pane diventato suo Corpo attraverso la transustanziazione che avviene durante la Santa Messa. Quale prodigio misterioso e credibile per chi ha Fede, avviene durante il Sacrificio Eucaristico? Molti, però, profanano l’Eucaristia!
Molti prendono l’Eucaristia con le mani sporche, mani che hanno toccato di tutto, mani che non accolgono con amore Gesù presente nell’Eucaristia. Se ognuno è libero di riceverla come desidera, non bisogna dimenticare che proprio da questi comportamenti la Fede cresce o diminuisce. Cresce se c’è vera adorazione verso l’Eucaristia e diminuisce se si sottovaluta.
Chi si lascia attrarre da Gesù, vivo e vero nell’Eucaristia, diventa una persona nuova e assimila i sentimenti del Signore.
Se nella Santa Chiesa tutti i Ministri di Dio credessero nella presenza vera, reale e sostanziale di Gesù Cristo nell'Eucaristia, tutte le Chiese resterebbero aperte dalla mattina alla sera e sarebbero affollatissime di credenti e pagani desiderosi di incontrare il vero Dio.
Oggi la Fede è debole. Il Sacerdote senza più Fede nell’Eucaristia, non trova alcuna gioia nel celebrare la Santa Messa e lo mostra sempre.
La Madonna ha rivelato cosa avviene durante la Santa Messa alla mistica Catalina Rivas. Leggendo queste parole si rimane commossi e meravigliati.
Ribadisco riguardo la veridicità di quanti parlano nel Nome di Gesù, di considerare se le loro parole sono perfettamente coerenti con il Vangelo, se portano frutti spirituali. La vera Parola del Signore produrrà frutto, risultati buoni tra chi ascolta.
Dagli effetti si giudica il valore delle parole, l’autenticità di chi le annuncia.
Produrrà gioia, pace, speranza, amore, verità, docilità e altri frutti spirituali se la parola viene dallo Spirito Santo. Ma se la parola non viene dal Signore, produrrà frutti negativi se non malefici: paura, litigio, gelosia, ira, avidità, immoralità, avversità e doppiezza. Se la parola è dell’uomo non avrà alcun effetto.
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PG 153 Pensiero di domenica 3.6.2018 di Don Pierino Galeone – Servi della Sofferenza
La luce del Signore ha tre doni: fa vedere la via nuova da percorrere, dà la forza per camminare e assicura il traguardo. L’unica disposizione è l’umiltà, che è causa di serenità e di pace per la fiducia nel Signore.
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GR 174 Granellino di domenica 03.06.2018
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sabato 2 giugno 2018
PG 152 Pensiero di sabato 2.6.2018 di Don Pierino Galeone – Servi della Sofferenza
Il Cuore di Gesù ha dato la vita per riparare i peccati del mondo e donarci la vita nuova del Risorto. Egli chiama tanti figli prediletti ad associarsi a Lui per la conversione di tanti fratelli.
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SC 174 Commento al Vangelo di sabato 02.06.2018 (Padre Giulio Maria Scozzaro)
+ Dal Vangelo secondo Marco (11,27-33)
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli andarono di nuovo a Gerusalemme. E, mentre Egli camminava nel Tempio, vennero da Lui i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero: «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?». Ma Gesù disse loro: «Vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni veniva dal Cielo o dagli uomini? Rispondetemi». Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal Cielo”, risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Diciamo dunque: “Dagli uomini”?». Ma temevano la folla, perché tutti ritenevano che Giovanni fosse veramente un profeta. Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo». E Gesù disse loro: «Neanche Io vi dico con quale autorità faccio queste cose».
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Questo brano del Vangelo dimostra la facilità che utilizzano quelli che sono distaccati dalla realtà e vivono in un loro mondo, con concetti e preconcetti, pensieri e pregiudizi che non hanno nulla o quasi nulla di attinente con la realtà che conoscono e in cui vivono.
Questo non avviene a causa del lavoro che svolgono, operai o scienziati, professionisti o casalinghe, incolti e dotti. Nel lavoro che svolgono possono manifestare talenti e capacità oppure lacune enormi, questi aspetti non hanno relazione con quanto ho scritto all’inizio.
Molti di quelli che svolgono lavori manuali e i professionisti che devono applicare quanto hanno studiato, negli ambienti lavorativi danno il massimo e riescono a mostrare con sforzi il lato buono della persona. È una convenienza per avere in cambio qualcosa.
Cosa avviene invece interiormente oppure quali pensieri seguono: le opinioni infondate o le ispirazioni che invia Dio e portano alla Verità?
In ogni persona c’è una grande debolezza che solo la Grazia di Dio può far decrescere fino a rimpiccolirla con la collaborazione della volontà umana, la decisa determinazione di chi si sveglia dal suo mondo e comincia a vedere tutto con gli occhi della Fede.
Questo è un grande miracolo, considerate che proprio la conversione di una persona lontana dal Signore è un miracolo più potente di un defunto che viene resuscitato da Dio. Nella conversione di chi è vivo occorre l’umiltà perché riconosce i propri errori, si accorge dei limiti e delle manchevolezze, scopre finalmente che la vita condotta fino a quel momento era apparente, vana, illusoria.
Il defunto invece non ha alcuna possibilità di chiedere aiuto, solo un miracolo di Gesù può risuscitarlo e per questo fenomeno soprannaturale occorrono moltissime preghiere di potenti mediatori come sono stati i Santi.
Finché si è vivi c’è tempo per lasciare i vizi, gli idoli, le falsità e ogni corruzione. Questo è il tempo della salvezza eterna. Fermiamoci!
Se incontro peccatori lontani da Dio o parlo al telefono, non li condanno mai, anche dinanzi un grande peccatore provo tantissima compassione.
Sono soprattutto i peccatori ad avere bisogno della medicina spirituale, devono conoscere il Medico Divino per guarire e vincere il male.
Per questo prego di continuo, anche con la mia vita, per la conversione di tutti i peccatori.
Se ho davanti un peccatore, non considero i peccati della sua vita passata, conta ciò che è adesso, a me urge aiutarlo ad avvicinarsi al Signore. Non c’è alcun giudizio verso i peccatori ma nutro tanta misericordia, e rilascio consigli appropriati per risorgere con la propria volontà dalla morte spirituale.
C’è grande festa in Cielo anche per un solo peccatore pentito, questa convinzione devono coltivarla tutti i cristiani e non solo i Ministri di Dio.
In ogni familiare, amico, conoscente e colleghi, si possono seminare parole di verità estrapolate dal Vangelo, e parlare con loro molto spesso dei grandi miracoli di Gesù, dell’Onnipotenza per Grazia della Madonna, della protezione dei nostri Angeli Custodi.
È potente la semina di questa parola del Vangelo, anche se da sola non è affatto sufficiente e solo con la preghiera costante, insistente, fiduciosa si possono ottenere miracoli che sembravano impossibili, come la conversione di peccatori incorreggibili.
I peccatori che scelgono invece di rimanere nel loro mondo, si allontanano sempre più dalla Verità, e la Verità è una sola. Loro si ingannano di possedere la verità e non si piegano, hanno convinzioni magiche, esoteriche della vita, e vivono certamente distanti dalla realtà.
Basta guardare tante iniziative sbagliate di personaggi pubblici: è solo la constatazione di quanto si ascolta e si legge sui quotidiani.
Saranno ricchi o benestanti, professionisti o imprenditori, quasi tutti hanno sviluppato un forte senso degli affari che poggia su una molteplicità di pensieri che si sovrappongono, incrociano e mescolano, fino a scegliere secondo convenienza e molte volte senza considerare i valori morali.
Emerge nel Vangelo di oggi questo comportamento, quando i nemici di Gesù, gli sventurati capi dei sacerdoti, degli scribi e degli anziani non seppero rispondere alla domanda posta dal Signore e dopo aver confabulato, diedero la risposta che conveniva a loro. Non quella giusta.
Tutti i lontani da Dio non hanno la capacità di discernere sempre il bene dal male, anche con l’aiuto degli studi e dell’esperienza essi si devono fermare a un limite umano, già abbastanza elevato nonostante tutti gli errori di valutazione commessi.
A Gesù dicevano: “Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?”.
Questi nemici di Gesù non potevano capire la vera identità di Gesù perché presumevano di sapere tutto, di capire ogni evento e di interpretarlo secondo verità. Quale verità? La loro, quella degli uomini privi dello Spirito Santo.
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GR 173 Granellino di sabato 02.06.2018
(Mc 11,27-33)
Nonostante che Gesù non avesse un laurea in teologia e non fosse un sacerdote, quando insegnava le cose di Dio attirava le folle ed esse lo ascoltavano con interesse e dicevano: "Nessuno mai ha parlato come Lui". Gesù conosceva il Padre Celeste non per sentito dire, ma perché aveva fatto concretamente esperienza del Padre Celeste quando si fece battezzare nelle acque del fiume Giordano e nel deserto quando, tentato di andare contro la volontà del Padre, disse a Satana: "Vattene, satana, perché il Padre mi ama e adoro solo Lui". Ricolmo dello Spirito Santo, potè iniziare la sua vita pubblica dicendo: "Lo Spirito del Signore è su di me!".
L'autorità d'insegnare le realtà del cielo non gli fu data dagli uomini, ma dal Padre Celeste. Gesù parlava al cuore degli ascoltatori perché non ripeteva conferenze, prediche e omelie prese da internet. Gli insegnamenti di Gesù scaturivano da un cuore pieno di sapienza soprannaturale.
Chissà perché oggi, in questi grandi raduni spirituali, vengono invitati a parlare della misericordia di Dio più laici che personaggi del clero!? Questi nostri fratelli cristiani, pur non avendo una grande cultura teologica e biblica, vengono ascoltati con gioia. Il motivo è che loro hanno accolto il Vangelo seriamente e seguono Gesù fedelmente. Essi conoscono Gesù non per sentito dire, ma per esperienza. Sì, è proprio vero: Dio non bisogna studiarlo, ma incontrarlo.
Per incontrarlo, c'è bisogno di mettere in pratica gli insegnamenti di Gesù. La cattedra che ci rivela il Dio della misericordia è l'obbedienza alla PAROLA di Gesù Cristo e la preghiera personale con ogni Persona della Trinità.
Dopo il Concilio Vaticano II il laicato è in auge nella vita della Chiesa. E molti cammini di spiritualità sono sorti grazie a laici che si sono profondamente convertiti alla PAROLA di Cristo.
Cosa si può dire del clero? Ci sono senz'altro santi sacerdoti che hanno lo zelo per la casa del Signore. Ma sono pochi. C'è molta burocrazia e carrierismo nella Chiesa. Questo non lo dico io, ma il nostro Papa Francesco. Amen. Alleluia.
(P. Lorenzo Montecalvo dei Padri Vocazionisti)
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Nonostante che Gesù non avesse un laurea in teologia e non fosse un sacerdote, quando insegnava le cose di Dio attirava le folle ed esse lo ascoltavano con interesse e dicevano: "Nessuno mai ha parlato come Lui". Gesù conosceva il Padre Celeste non per sentito dire, ma perché aveva fatto concretamente esperienza del Padre Celeste quando si fece battezzare nelle acque del fiume Giordano e nel deserto quando, tentato di andare contro la volontà del Padre, disse a Satana: "Vattene, satana, perché il Padre mi ama e adoro solo Lui". Ricolmo dello Spirito Santo, potè iniziare la sua vita pubblica dicendo: "Lo Spirito del Signore è su di me!".
L'autorità d'insegnare le realtà del cielo non gli fu data dagli uomini, ma dal Padre Celeste. Gesù parlava al cuore degli ascoltatori perché non ripeteva conferenze, prediche e omelie prese da internet. Gli insegnamenti di Gesù scaturivano da un cuore pieno di sapienza soprannaturale.
Chissà perché oggi, in questi grandi raduni spirituali, vengono invitati a parlare della misericordia di Dio più laici che personaggi del clero!? Questi nostri fratelli cristiani, pur non avendo una grande cultura teologica e biblica, vengono ascoltati con gioia. Il motivo è che loro hanno accolto il Vangelo seriamente e seguono Gesù fedelmente. Essi conoscono Gesù non per sentito dire, ma per esperienza. Sì, è proprio vero: Dio non bisogna studiarlo, ma incontrarlo.
Per incontrarlo, c'è bisogno di mettere in pratica gli insegnamenti di Gesù. La cattedra che ci rivela il Dio della misericordia è l'obbedienza alla PAROLA di Gesù Cristo e la preghiera personale con ogni Persona della Trinità.
Dopo il Concilio Vaticano II il laicato è in auge nella vita della Chiesa. E molti cammini di spiritualità sono sorti grazie a laici che si sono profondamente convertiti alla PAROLA di Cristo.
Cosa si può dire del clero? Ci sono senz'altro santi sacerdoti che hanno lo zelo per la casa del Signore. Ma sono pochi. C'è molta burocrazia e carrierismo nella Chiesa. Questo non lo dico io, ma il nostro Papa Francesco. Amen. Alleluia.
(P. Lorenzo Montecalvo dei Padri Vocazionisti)
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MD 12 Messaggio del 2 giugno 2018 a Mirjana
Cari figli,
vi invito ad accogliere le mie parole con semplicità di cuore, parole che come Madre vi dico perché possiate incamminarvi sulla via della luce completa, la via della purezza, la via dell’Amore unico di mio Figlio: Uomo e Dio.
Una gioia e una luce indescrivibile con parole umane penetrerà nella vostra anima, vi avvolgerà la pace e l’amore di mio Figlio: è questo che desidero per tutti i miei Figli. Perciò voi, apostoli del mio amore, voi che sapete amare, voi che sapete perdonare, voi che non giudicate, voi che io esorto, siate esempio a tutti coloro che non si sono incamminati sulla via della luce e dell’amore, oppure l’hanno abbandonata. Con la vostra vita mostrate loro la verità.
Mostrate loro l’amore, perché l’amore supera tutte le difficoltà e tutti i miei figli hanno sete d’amore. La vostra unione nell'amore è il dono a mio Figlio e a me. Però, Figli miei, ricordate: amare significa desiderare sia il bene per il prossimo, sia la conversione dell’anima del vostro prossimo.
Mentre vi guardo riuniti intorno a me il mio Cuore è triste, perché vedo così poco amore fraterno, amore misericordioso.
Figli miei, l’Eucarestia è mio Figlio vivo in mezzo a voi, le sue parole vi aiuteranno a comprendere, perché la sua parola è Vita, la sua parola fa sì che l’anima respiri, la sua parola fa comprendere l’amore.
Figli miei, nuovamente vi invito, come Madre che desidera il bene dei suoi Figli, amate i vostri pastori, pregate per loro. Vi ringrazio.
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SC 173 Commento al Vangelo di venerdì 01.06.2018 (Padre Giulio Maria Scozzaro)
+ Dal Vangelo secondo Marco (11,11-25)
Dopo essere stato acclamato dalla folla, Gesù entrò a Gerusalemme, nel Tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l’ora tarda, uscì con i Dodici verso Betània. La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, ebbe fame. Avendo visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi. Rivolto all’albero, disse: «Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!». E i suoi discepoli l’udirono. Giunsero a Gerusalemme. Entrato nel Tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel Tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il Tempio. E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le nazioni”? Voi invece ne avete fatto un covo di ladri». Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di Lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città. La mattina seguente, passando, videro l’albero di fichi seccato fin dalle radici. Pietro si ricordò e gli disse: «Maestro, guarda: l’albero di fichi che hai maledetto è seccato». Rispose loro Gesù: «Abbiate Fede in Dio! In verità Io vi dico: se uno dicesse a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate Fede di averlo ottenuto e vi accadrà. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe».
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La maledizione gettata sull'albero di fichi suscita a prima vista molta perplessità, perché Gesù lo maledice quando non era il tempo dei fichi. Quindi, se l’albero non poteva produrre fichi e non ne aveva nella circostanza del passaggio del Signore lì vicino, perché maledirlo?
«Avendo visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi. Rivolto all’albero, disse: “Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!”».
L’albero era carico di foglie ma non di fichi, “aveva delle foglie” precisa San Marco, come uno scriba del Tempio o un fariseo che amavano rivestirsi in pompa magna, con grande eleganza e sfoggio ostentato mentre interiormente erano sepolcri imbiancati, nei loro cuori non c’era amore verso Dio, non producevano più frutti spirituali.
I fichi freschi si trovano da giugno a ottobre a seconda della varietà, mentre quelli secchi tutto l’anno. Gesù chiede ai suoi seguaci di rimanere sempre freschi nella Fede, operosi e vitali. Non servono a nulla le foglie se l’albero non ha frutti, non conta l’esteriorità ma ciò che siamo dentro.
La maledizione del fico ha una spiegazione più convincente. Gesù aveva visto contro di Lui sguardi di odio furibondo nei sacerdoti, negli scribi, nei giudei che non avevano potuto impedire a quella folla di adulti e di fanciulli di cantargli: “Osanna…”, e la sua maledizione su quella pianta poteva proprio significare che quell’Israele che voleva resistergli a tutti i costi si sarebbe isterilito per sempre, come un albero ormai privo di linfa vitale.
Gesù prende lo spunto dell’albero di fico che si secca al suo comando per far capire ai suoi discepoli quanto sia grande la potenza della Fede.
Gesù chiede ai suoi seguaci di riflettere sull’albero privo di frutti. Anche se Gesù cercava fichi quando “non era la stagione dei fichi” e fa seccare l’albero verde, è però un’ulteriore conferma che Dio ci vuol vedere carichi di meriti spirituali in ogni giorno dell’anno.
I meriti spirituali sono la conseguenza di opere e atti virtuosi, scaturiscono dall’osservanza dei Comandamenti e del Vangelo, dalla preghiera contemplativa e dalla pratica delle virtù. Tutto il bene compiuto con amore e senza ipocrisia, senza egoiste convenienze personali, permettono di acquisire grandissimi meriti davanti alla Santissima Trinità.
Più opere buone si compiono, più l’albero (la propria vita) è ricco di frutti preziosi, inestimabili, splendenti e molto graditi a Dio.
I Santi intercedono e sono potenti davanti a Dio, per i meriti acquisiti con la vita donata a Dio, la Fede, le lunghe preghiere e le penitenze.
Erano anche in vita potentissimi mediatori proprio perché meritavano di ottenere miracoli. I credenti si rivolgevano ai Santi per la loro santità di vita e per essere intimi amici di Gesù e della Madonna. Un grande esempio è il maestoso Padre Pio. La vera Mediatrice è la Madre di Dio, a Lei ricorrono tutti i Santi.
Senza frutti spirituali un cristiano è senza valore come un fico secco. Gesù si avvicina ai cristiani impreziositi dei meriti guadagnati con le buone opere, la vita onesta e le preghiere. La sua delusione è grande se non trova frutti, ma dona agli uomini molte opportunità di conversione.
Se si falliscono tutte, l’uomo si secca da sé.
La maledizione del fico spiega appunto che non aveva frutti. I discepoli furono scossi alle parole di Gesù, rimasero sconvolti quando videro seccare l’albero verde. «La mattina seguente, passando, videro l’albero di fichi seccato fin dalle radici. Pietro si ricordò e gli disse: “Maestro, guarda: l’albero di fichi che hai maledetto è seccato”».
È curioso Pietro che “avvisa” Gesù dell’albero seccato, ciò che invece sorprende davvero è che in poche ore era seccato “fin dalle radici”.
La Parola di Gesù è perfettamente efficace, realizza sempre ciò che dice. Nulla è impossibile a Lui e nella preghiera tutto si può ottenere. Oggi è il 1° Venerdì del mese dedicato al Cuore di Gesù, proprio nel mese di giugno in cui adoriamo con maggiore partecipazione il Sacratissimo Cuore, buono e misericordioso.
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venerdì 1 giugno 2018
PG 151 Pensiero di venerdì 1.6.2018 di Don Pierino Galeone – Servi della Sofferenza
Gesù e Maria riversano il loro amore sulla storia dell’umanità e del creato.
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GR 172 Granellino di venerdì 01.06.2018
(Mc 11,11-25)
Siamo chiamati a portare il dolce frutto della carità. E dobbiamo produrre questo frutto in ogni tempo dell'anno. Si è cristiani sempre e ovunque. Il Signore vuole che noi diventiamo un atto perpetuo di carità. Cos'è la carità? È l'amore soprannaturale dentro di noi. Il Signore non vuole che siamo solo come alberi pieni di rami e foglie verdi.
Che significa ciò? Come cristiani non dobbiamo accontentarci di fare solo preghiere, processioni, pellegrinaggi, digiuni, rosari, processioni e tridui. Il cristianesimo non è devozionismo, ma è soprattutto parlare e agire nella carità di Cristo. Essere immagine viva di Cristo significa operare sempre e ovunque con carità effettiva e affettiva. Ed è ovvio che, per portare il frutto della carità in ogni momento della nostra vita, dobbiamo pregare sempre e ovunque. Pregare, come già ho avuto modo di dirvi, è vivere alla Presenza della Trinità. Tutto il giorno dev'essere pieno di giaculatorie di adorazione, ringraziamento, benedizione, lode e richiesta. Attraverso la preghiera di richiesta dobbiamo chiedere al Padre Celeste lo Spirito Santo che ci dona il potere di parlare e agire sempre nel duplice comandamento dell'amore: amore verso Dio e il prossimo.
Se oggi Gesù passasse davanti a te, cosa troverebbe sull'albero della tua vita cristiana? Solo devozionismo? Voglio sperare di no. Se si muore solo pieni di rami e foglie verdi senza la carità di Cristo, saremo maledetti eternamente.
Nelle nostre comunità parrocchiali e comunità religiose il Signore vuole trovare una Chiesa che pratica la carità, che il carisma migliore da vivere per glorificare Dio e il prossimo. Com'è triste frequentare una comunità parrocchiale o una comunità religiosa i cui membri sono pieni d'invidia, gelosia, rivalità, si disprezzano l'uno con l'altro e si sentono superiori l'uno all'altro. Dove non c'è il frutto della carità, la comunità diventa un mercato dove prevale la prepotenza e la scaltrezza. Questi membri della comunità che sono senza carità fanno svuotare le chiese e i conventi.
Prendiamo la scopa e facciamo fuori dalle nostre comunità cristiane quelli che vogliono vivere senza carità. Anche se fosse il parroco o addirittura il vescovo. L'ha fatto Gesù e lo possiamo fare anche noi. Amen. Alleluia.
(P. Lorenzo Montecalvo dei Padri Vocazionisti)
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Siamo chiamati a portare il dolce frutto della carità. E dobbiamo produrre questo frutto in ogni tempo dell'anno. Si è cristiani sempre e ovunque. Il Signore vuole che noi diventiamo un atto perpetuo di carità. Cos'è la carità? È l'amore soprannaturale dentro di noi. Il Signore non vuole che siamo solo come alberi pieni di rami e foglie verdi.
Che significa ciò? Come cristiani non dobbiamo accontentarci di fare solo preghiere, processioni, pellegrinaggi, digiuni, rosari, processioni e tridui. Il cristianesimo non è devozionismo, ma è soprattutto parlare e agire nella carità di Cristo. Essere immagine viva di Cristo significa operare sempre e ovunque con carità effettiva e affettiva. Ed è ovvio che, per portare il frutto della carità in ogni momento della nostra vita, dobbiamo pregare sempre e ovunque. Pregare, come già ho avuto modo di dirvi, è vivere alla Presenza della Trinità. Tutto il giorno dev'essere pieno di giaculatorie di adorazione, ringraziamento, benedizione, lode e richiesta. Attraverso la preghiera di richiesta dobbiamo chiedere al Padre Celeste lo Spirito Santo che ci dona il potere di parlare e agire sempre nel duplice comandamento dell'amore: amore verso Dio e il prossimo.
Se oggi Gesù passasse davanti a te, cosa troverebbe sull'albero della tua vita cristiana? Solo devozionismo? Voglio sperare di no. Se si muore solo pieni di rami e foglie verdi senza la carità di Cristo, saremo maledetti eternamente.
Nelle nostre comunità parrocchiali e comunità religiose il Signore vuole trovare una Chiesa che pratica la carità, che il carisma migliore da vivere per glorificare Dio e il prossimo. Com'è triste frequentare una comunità parrocchiale o una comunità religiosa i cui membri sono pieni d'invidia, gelosia, rivalità, si disprezzano l'uno con l'altro e si sentono superiori l'uno all'altro. Dove non c'è il frutto della carità, la comunità diventa un mercato dove prevale la prepotenza e la scaltrezza. Questi membri della comunità che sono senza carità fanno svuotare le chiese e i conventi.
Prendiamo la scopa e facciamo fuori dalle nostre comunità cristiane quelli che vogliono vivere senza carità. Anche se fosse il parroco o addirittura il vescovo. L'ha fatto Gesù e lo possiamo fare anche noi. Amen. Alleluia.
(P. Lorenzo Montecalvo dei Padri Vocazionisti)
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