+ Dal Vangelo secondo Matteo (16,13-23)
In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo. Da allora Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Non c’è alcun dubbio sul Primato assegnato da Gesù a Pietro in questo Vangelo. Pietro aveva un ruolo particolare tra gli Apostoli, viene affermato dagli stessi seguaci dei primi Apostoli, mentre altre confessioni cristiane fomentano dispute dottrinali, riguardanti anche la dottrina sul primato papale, riconosciuto solo dai cattolici ed in debole misura dagli ortodossi. Sono molti i versi del Nuovo Testamento in cui si parla di Pietro capo del collegio degli Apostoli, ma il dibattito si concentra essenzialmente sul significato e la traduzione del verso che incontriamo oggi, il versetto 16,18 del Vangelo di Matteo.
Per la Chiesa Cattolica le parole di Gesù indicano indubitabilmente che Gesù Cristo affida le chiavi del Regno dei Cieli a Pietro, un’indicazione simbolica degli israeliti per indicare l'investitura di un potere. Non c’è dubbio sull’investitura di Pietro costituito Vicario di Cristo, concorde con la fondazione della Chiesa di Cristo, con poteri che egli esercita sulla terra ma ricevono un'immediata e consenziente approvazione divina.
Consideriamo due particolarità di Pietro: a lui Gesù promette e consegna le chiavi del Regno dei Cieli, solo lui viene indicato come “roccia”, ed è una funzione che si integra perfettamente con la prima.
La Chiesa fondata da Gesù non ha un tempo di funzione, durerà fino alla fine del mondo, e dovrà esserci sempre un Papa a guidarla, ecco l’importanza dei Successori di Pietro, considerati tali se rimangono fedeli al mandato ricevuto. Non voglio suscitare apprensione per il futuro, è certamente preferibile precisare che seguiamo il Papa se rimane fedele alla sana dottrina tradizionale.
Negli ultimi cinquant’anni proprio il Primato di Pietro è stato travisato molto spesso. È sicuro che già negli anni ’60 molti Prelati ottennero una collegialità più allargata sulle decisioni delicate da prendere, vennero istituite le conferenze episcopali regionali motivando un maggiore dialogo mentre in realtà si toglieva sempre più potere al Papa. Fino ai giorni nostri… con il Papa Benedetto XVI che richiama (a quanto pare invano) i Prelati ad una maggiore spiritualità cristiana.
“I Cardinali e i Vescovi si mordono e si divorano a vicenda”, lo ha affermato Benedetto XVI il 10 marzo 2009.
Ha anche richiamato quei Vescovi che hanno trasformato la Chiesa in una loro proprietà.
Si può affermare che tutti i richiami del Papa ai Prelati cadono nel vuoto. Molti Prelati ignorano irriverentemente che il Romano Pontefice è il Capo visibile della Chiesa universale, proprio in questo viene contestato, anche se le motivazioni le articolano secondo il clima esterno.
Fin dal primo secolo le comunità cristiane riconoscevano il Primato di Pietro e nessuno si era lamentato come è avvenuto in questi ultimi cinquant’anni. La logica stessa ci suggerisce che Gesù prima di lasciare la terra ha consegnato la sua nascente Chiesa ad una persona per guidarla e per passare l’incarico ad un successore. Qual è lo stupido che fonda una grande società e invece di incaricare un presidente, dà il potere a centinaia di persone, libere di prendere qualsiasi iniziativa? Quindi, di distruggere l’azienda?
Chi vuole troppa libertà per trasformare il Vangelo, ha perso la Fede e vivacchia per suscitare approvazioni.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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Quando pensi di aver toccato il fondo e che nessuno ti voglia o ti ami più, Dio si fa uomo per incontrarti, Gesù ti viene accanto
CIAO A TE !!
Nulla è più urgente nel mondo d'oggi di proclamare Cristo alle genti. Chiunque tu sia, puoi, se vuoi, lasciare un tuo contributo, piccolo o grande che sia, per dire, comunicare, annunciare la persona di Gesù Cristo, unico nostro salvatore. Uno speciale benvenuto a LADYBUG che si è aggiunta di recente ai sostenitori ! *************************************************** Questo blog è sotto la protezione di N.S. Gesù Cristo e della SS Vergine Maria, Sua Madre ed ha come unica ragione di esistere di fornire un contributo, sia pure piccolo ed umile, alla crescita della loro Gloria. ***************************************************
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giovedì 4 agosto 2011
mercoledì 3 agosto 2011
1042 - Vita di Gesù (paragrafo 172)
La cronologia della vita di Gesù
§ 172. La cronologia della vita di Gesù è tutta sotto un velame di dubbiezza, e non soltanto considerata internamente in sè stessa, ma anche in relazione con la storia contemporanea esterna. Con certezza assoluta non sappiamo né il giorno né l'anno di nascita di Gesù, né quando egli iniziò la sua operosità pubblica, né quanto tempo questa durò, né il giorno né l'anno della sua morte. Qualche mistico medievale avrebbe forse scorto in ciò l'effetto di predisposizioni arcane; tanto più che l'unico squarcio fatto dal mondo ufficiale cristiano a quel velame di dubbiezza ha costituito, quasi in punizione dell'audacia, un solenne errore; quando infatti il monaco scita Dionisio il Piccolo nel secolo VI fissò la nascita di Gesù all'anno 754 di Roma, errò per un ritardo di almeno quattro anni, e il mondo cristiano odierno che segue il computo di Dionisio ne perpetua anche l'errore. In realtà la nostra dubbiezza ha cause, non mistiche, ma umilmente storiche e abbastanza palesi e semplici. Già vedemmo come tutto ciò che sappiamo della vita di Gesù ci sia stato trasmesso dalla catechesi della Chiesa primitiva, da cui dipendono i vangeli (§ 106 segg.): ma né la catechesi né i vangeli ebbero giammai la preoccupazione di esporre una “biografia” di Gesù nel senso che si attribuisce oggi a questo termine. Per noi d'oggi una biografia senza una ben precisa cronologia interna ed esterna è un corpo senza ossatura, e la prima cosa a cui oggi badiamo sono le date. Del resto può darsi benissimo che lo stesso concetto di biografia avessero anche gli evangelisti; i quali però non si curarono dell'ossatura, appunto perché non mirarono a scrivere una “biografia”. E in realtà i due evangelisti che portano avanti la loro narrazione in maniera meno lontana dal tipo biografico (sebbene con metodi e scopi fra loro differenti) sono Luca e Giovanni, i quali appunto sono i meno avari di date cronologiche, il primo per i fatti esterni, il secondo per quelli interni. I vangeli, e più generalmente la catechesi in essi riecheggiata, miravano all'edificazione e formazione spirituale, non già all'erudizione storica; senza dubbio era necessario a quella loro mira spirituale narrare fatti e dottrine di Gesù, ma non era affatto indispensabile inquadrare la loro narrazione in una compassata cornice cronologica o ricollegarla con fatti contemporanei esterni. Gesù era il padre del primo evo cristiano, e di un padre scomparso il figlio ricorda con esattezza avvenimenti ed ammaestramenti, anche se trascura di menzionare il preciso giorno in cui accadde tal fatto o ricevette tale ammonizione: il vero patrimonio morale lasciato dal padre sono i suoi fatti e le sue ammonizioni, mentre la loro cronologia potrà essere tutt'al più un'aggiunta erudita. Perciò la catechesi primitiva badò al patrimonio, non già all'erudizione; raccolse fatti e dottrine che edificavano lo spirito, senza molto curarsi dei giorni e degli anni che appagavano la curiosità della mente. Tuttavia i due evangelisti testé nominati si curano alquanto della cronologia, appunto perché sono gli ultimi fra i quattro e mirano a scopi particolari oltre a quelli comuni della catechesi. Luca ha qualche preoccupazione di storia universale (§ 141), e perciò egli offre l'unico dato cronologico ben netto che ricolleghi i racconti evangelici con la storia profana (Luca, 3, 1-2). Giovanni non bada alla storia profana, ma vuole precisare molti punti che i precedenti evangelisti hanno lasciato nel vago: perciò ne precisa anche la cronologia interna, fornendo in proposito quei molti elementi a cui già accennammo (§ 163). Solo da quei due evangelisti si traggono le date cronologiche disponibili per una odierna “biografia” di Gesù. Se è vero che la geografia e la cronologia sono i due occhi della storia, bisogna oggi raccogliere premurosamente queste date disponibili, come si ricercano accuratamente le testimonianze geografiche. Le date sono troppo scarse e le conclusioni spesso troppo incerte, in confronto con la minuziosità che sarebbe oggi desiderio comune; tuttavia, entro certi limiti, un'approssimativa certezza può essere raggiunta nelle singole questioni che passiamo ad esaminare.
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§ 172. La cronologia della vita di Gesù è tutta sotto un velame di dubbiezza, e non soltanto considerata internamente in sè stessa, ma anche in relazione con la storia contemporanea esterna. Con certezza assoluta non sappiamo né il giorno né l'anno di nascita di Gesù, né quando egli iniziò la sua operosità pubblica, né quanto tempo questa durò, né il giorno né l'anno della sua morte. Qualche mistico medievale avrebbe forse scorto in ciò l'effetto di predisposizioni arcane; tanto più che l'unico squarcio fatto dal mondo ufficiale cristiano a quel velame di dubbiezza ha costituito, quasi in punizione dell'audacia, un solenne errore; quando infatti il monaco scita Dionisio il Piccolo nel secolo VI fissò la nascita di Gesù all'anno 754 di Roma, errò per un ritardo di almeno quattro anni, e il mondo cristiano odierno che segue il computo di Dionisio ne perpetua anche l'errore. In realtà la nostra dubbiezza ha cause, non mistiche, ma umilmente storiche e abbastanza palesi e semplici. Già vedemmo come tutto ciò che sappiamo della vita di Gesù ci sia stato trasmesso dalla catechesi della Chiesa primitiva, da cui dipendono i vangeli (§ 106 segg.): ma né la catechesi né i vangeli ebbero giammai la preoccupazione di esporre una “biografia” di Gesù nel senso che si attribuisce oggi a questo termine. Per noi d'oggi una biografia senza una ben precisa cronologia interna ed esterna è un corpo senza ossatura, e la prima cosa a cui oggi badiamo sono le date. Del resto può darsi benissimo che lo stesso concetto di biografia avessero anche gli evangelisti; i quali però non si curarono dell'ossatura, appunto perché non mirarono a scrivere una “biografia”. E in realtà i due evangelisti che portano avanti la loro narrazione in maniera meno lontana dal tipo biografico (sebbene con metodi e scopi fra loro differenti) sono Luca e Giovanni, i quali appunto sono i meno avari di date cronologiche, il primo per i fatti esterni, il secondo per quelli interni. I vangeli, e più generalmente la catechesi in essi riecheggiata, miravano all'edificazione e formazione spirituale, non già all'erudizione storica; senza dubbio era necessario a quella loro mira spirituale narrare fatti e dottrine di Gesù, ma non era affatto indispensabile inquadrare la loro narrazione in una compassata cornice cronologica o ricollegarla con fatti contemporanei esterni. Gesù era il padre del primo evo cristiano, e di un padre scomparso il figlio ricorda con esattezza avvenimenti ed ammaestramenti, anche se trascura di menzionare il preciso giorno in cui accadde tal fatto o ricevette tale ammonizione: il vero patrimonio morale lasciato dal padre sono i suoi fatti e le sue ammonizioni, mentre la loro cronologia potrà essere tutt'al più un'aggiunta erudita. Perciò la catechesi primitiva badò al patrimonio, non già all'erudizione; raccolse fatti e dottrine che edificavano lo spirito, senza molto curarsi dei giorni e degli anni che appagavano la curiosità della mente. Tuttavia i due evangelisti testé nominati si curano alquanto della cronologia, appunto perché sono gli ultimi fra i quattro e mirano a scopi particolari oltre a quelli comuni della catechesi. Luca ha qualche preoccupazione di storia universale (§ 141), e perciò egli offre l'unico dato cronologico ben netto che ricolleghi i racconti evangelici con la storia profana (Luca, 3, 1-2). Giovanni non bada alla storia profana, ma vuole precisare molti punti che i precedenti evangelisti hanno lasciato nel vago: perciò ne precisa anche la cronologia interna, fornendo in proposito quei molti elementi a cui già accennammo (§ 163). Solo da quei due evangelisti si traggono le date cronologiche disponibili per una odierna “biografia” di Gesù. Se è vero che la geografia e la cronologia sono i due occhi della storia, bisogna oggi raccogliere premurosamente queste date disponibili, come si ricercano accuratamente le testimonianze geografiche. Le date sono troppo scarse e le conclusioni spesso troppo incerte, in confronto con la minuziosità che sarebbe oggi desiderio comune; tuttavia, entro certi limiti, un'approssimativa certezza può essere raggiunta nelle singole questioni che passiamo ad esaminare.
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1041 - Commento al Vangelo di oggi 3/8/2010
+ Dal Vangelo secondo Matteo (15,21-28)
In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele». Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore, –disse la donna– eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Dopo avere letto numerosi articoli su tre personaggi opposti al Cristianesimo e sostenitori di una dottrina che ha diffuso morte e odio nel mondo, mi sembra opportuno confrontarci con questi tre campioni dell’avversione a Dio: Zapatero, Obama e Pisapia.
Non ho molto tempo qui da dedicare a quanti odiano Cristo e la sua Chiesa anche se li rispetto profondamente e li considero fratelli, ma mentre noi ci mettiamo in un atteggiamento di fraternità e misericordia, loro ci considerano inadeguati. Lo hanno dimostrato ripetutamente Zapatero e Obama, invece Pisapia non è ancora arrivato a tanto per non tradire il Cardinale Tettamanzi che è stato suo sostenitore insieme a molti della sua Curia.
Ognuno vota secondo coscienza, il voto è segreto, ma un Cardinale che appoggia pubblicamente un comunista estremista e poi durante la Cresima allo stadio, inneggia al nuovo sindaco comunista, mi sembra eccessivo. Nel segreto può votare per chi vuole, affermare di sostenere chi avversa la Chiesa in quanto non credente, è il massimo della contraddizione. Anche se non lo avesse manifestato, un Cardinale che vota per un comunista è una bestemmia.
Lo stesso dico ai cattolici milanesi che hanno votato Pisapia: liberi delle vostre scelte, ma non lamentatevi se Pisapia sta emarginando la Chiesa e le sue Leggi morali. Di sicuro si lamentano per l’aumento di 50 centesimi del biglietto per metro, bus e tram e per le nuove iniziative tutte a danno delle coppie cattoliche e favorevoli alle coppie di fatto e alle coppie gay.
Inoltre, sta attuando finanziamenti e case popolari alle famiglie gay…!!!
Mantengo il massimo rispetto per gli omosessuali, ma escludere le giovani coppie dalle case popolari per consegnarle alle coppie gay mi sembra parecchio sconvolgente. Nulla da dire se le case fossero sufficienti per tutti, lui è il sindaco e dispone come vuole, ma non aiutare i fidanzati che si vogliono sposare con rito religioso, è un attentato al buon senso.
Dopo l’elezione, Pisapia concesse il patrocinio al Gay Pride. Adesso vuole riconoscere le coppie civili (etero e non) attraverso l'istituzione di un registro. Milano sta esaltando il gay friendly, questa è la dottrina del sindaco Giuliano Pisapia.
Il sindaco comunista votato dalla Chiesa di Milano ha bocciato tutte le agevolazioni Irpef proposte dall’opposizione per quanti hanno figli, anziani e disabili a carico, si mostra completamente a favore delle unioni civili. Significa che le coppie cattoliche non avranno più aiuti e agevolazioni, i figli saranno penalizzati, gli anziani dimenticati e i disabili non si sa cosa succederà. L’assessore alle Politiche sociali il prossimo 7 settembre incontrerà le comunità gay, lesbico e transgender.
La cosa è seria, ed è pure grave. Per il Cardinale Tettamanzi questo va bene, d’altronde, con i voti della Chiesa milanese un comunista è diventato sindaco di Milano.
Anche gli altri due campioni sono stati osannati prima delle elezioni e considerati dai cristiani in tempi diversi un nuovo messia. Zapatero e Obama hanno in comune l’ideologia avversa al Cristianesimo, mentre Zapatero in questi anni si è fatto riconoscere in Spagna come il volenteroso sterminatore della Chiesa, Obama non considera i valori cristiani.
Comprendo che molti non saranno felici di leggere queste mie parole, ma in nome di che cosa possono difendere Zapatero e Obama? Cristiani non sono, non hanno risolto i problemi dei loro Paesi, anzi, Zapatero è stato il premier osannato per le riforme laiche e progressiste, invece si è dimesso in anticipo perché ha letteralmente affossato la Spagna e portata allo sfascio economico. Obama in questi giorni ha mostrato il suo vero volto e gli americani hanno perso fiducia in lui.
Obama era considerato anche da molti politici italiani “il presidente messia”, adesso è a un passo dal baratro per la crisi in cui è naufragata la prima potenza mondiale. E la piena responsabilità della crisi mondiale appartiene tutta agli Stati Uniti. Non tanto per Obama, certo anche per lui, ma la vera responsabilità è dei poteri forti che hanno portato a governare i Bush e Clinton. Non c’è distinzione tra destra e sinistra quando devono realizzare strategie finanziarie, ma alla fine la coperta corta, ha scoperto i piedi di chi aveva imbrogliato il mondo.
Gli Stati Uniti hanno comprato senza soldi, hanno speso senza poter pagare.
Tutte le loro banche fallite, evidenziano l’inganno che portavano avanti da diversi decenni. Gli Stati Uniti hanno trovato l’altro ieri un accordo tra destra e sinistra, potrebbe prevedere un aumento del tetto del debito fino a 2.800 miliardi di dollari.
Purtroppo, la crisi economica non è stata risolta, anche se gli Stati Uniti non sono arrivati per un soffio al default. “Il termine del gergo finanziario anglosassone default, è ormai entrato nell'uso italiano, e significa fallimento. È la condizione di una società che non riesce a rimborsare i debiti secondo il calendario concordato con i creditori o in generale a soddisfare tutti i termini previsti in una obbligazione o in un accordo sottoscritto o pattuito”.
Pensate, Obama era il messia per moltissimi appassionati, invece è colui che può distruggere economicamente gli Stati Uniti. Zapatero era riuscito a portare ad una situazione fallimentare e si è dimesso nei giorni scorsi.
Ho scritto questo per mostrarvi che governare senza Dio è un fallimento annunciato, e spesso pagano i conti persone che si trovano a governare in momenti difficili. Oltre la crisi mondiale, aggiungono l’avversione a Dio e alla sua Chiesa… diventa veramente impossibile fare bene.
Ai potenti manca la vita spirituale, molto difficile da curare per chi raggiunge certi livelli con compromessi e promesse da marinaio. In l’Italia c’è da cambiare la politica e tutti i privilegi dei politici, non possono ancora godere di decine di migliaia di euro al mese e non pagare praticamente nulla. La crisi richiede un ravvedimento totale, perché il peggio non è ancora passato.
Occorre la Fede della donna Cananea, non credente ma dice: “Signore, aiutami!”. Riconosce che solamente Gesù poteva liberare la figlia dai demoni. “Signore, aiutami!”, è il grido disperato di una mamma che non ha più speranza e scopre Dio in un Uomo. E mostra una Fede veramente matura. Pur essendo non credente.
La risposta di Gesù è bella: “Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri”.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele». Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore, –disse la donna– eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Dopo avere letto numerosi articoli su tre personaggi opposti al Cristianesimo e sostenitori di una dottrina che ha diffuso morte e odio nel mondo, mi sembra opportuno confrontarci con questi tre campioni dell’avversione a Dio: Zapatero, Obama e Pisapia.
Non ho molto tempo qui da dedicare a quanti odiano Cristo e la sua Chiesa anche se li rispetto profondamente e li considero fratelli, ma mentre noi ci mettiamo in un atteggiamento di fraternità e misericordia, loro ci considerano inadeguati. Lo hanno dimostrato ripetutamente Zapatero e Obama, invece Pisapia non è ancora arrivato a tanto per non tradire il Cardinale Tettamanzi che è stato suo sostenitore insieme a molti della sua Curia.
Ognuno vota secondo coscienza, il voto è segreto, ma un Cardinale che appoggia pubblicamente un comunista estremista e poi durante la Cresima allo stadio, inneggia al nuovo sindaco comunista, mi sembra eccessivo. Nel segreto può votare per chi vuole, affermare di sostenere chi avversa la Chiesa in quanto non credente, è il massimo della contraddizione. Anche se non lo avesse manifestato, un Cardinale che vota per un comunista è una bestemmia.
Lo stesso dico ai cattolici milanesi che hanno votato Pisapia: liberi delle vostre scelte, ma non lamentatevi se Pisapia sta emarginando la Chiesa e le sue Leggi morali. Di sicuro si lamentano per l’aumento di 50 centesimi del biglietto per metro, bus e tram e per le nuove iniziative tutte a danno delle coppie cattoliche e favorevoli alle coppie di fatto e alle coppie gay.
Inoltre, sta attuando finanziamenti e case popolari alle famiglie gay…!!!
Mantengo il massimo rispetto per gli omosessuali, ma escludere le giovani coppie dalle case popolari per consegnarle alle coppie gay mi sembra parecchio sconvolgente. Nulla da dire se le case fossero sufficienti per tutti, lui è il sindaco e dispone come vuole, ma non aiutare i fidanzati che si vogliono sposare con rito religioso, è un attentato al buon senso.
Dopo l’elezione, Pisapia concesse il patrocinio al Gay Pride. Adesso vuole riconoscere le coppie civili (etero e non) attraverso l'istituzione di un registro. Milano sta esaltando il gay friendly, questa è la dottrina del sindaco Giuliano Pisapia.
Il sindaco comunista votato dalla Chiesa di Milano ha bocciato tutte le agevolazioni Irpef proposte dall’opposizione per quanti hanno figli, anziani e disabili a carico, si mostra completamente a favore delle unioni civili. Significa che le coppie cattoliche non avranno più aiuti e agevolazioni, i figli saranno penalizzati, gli anziani dimenticati e i disabili non si sa cosa succederà. L’assessore alle Politiche sociali il prossimo 7 settembre incontrerà le comunità gay, lesbico e transgender.
La cosa è seria, ed è pure grave. Per il Cardinale Tettamanzi questo va bene, d’altronde, con i voti della Chiesa milanese un comunista è diventato sindaco di Milano.
Anche gli altri due campioni sono stati osannati prima delle elezioni e considerati dai cristiani in tempi diversi un nuovo messia. Zapatero e Obama hanno in comune l’ideologia avversa al Cristianesimo, mentre Zapatero in questi anni si è fatto riconoscere in Spagna come il volenteroso sterminatore della Chiesa, Obama non considera i valori cristiani.
Comprendo che molti non saranno felici di leggere queste mie parole, ma in nome di che cosa possono difendere Zapatero e Obama? Cristiani non sono, non hanno risolto i problemi dei loro Paesi, anzi, Zapatero è stato il premier osannato per le riforme laiche e progressiste, invece si è dimesso in anticipo perché ha letteralmente affossato la Spagna e portata allo sfascio economico. Obama in questi giorni ha mostrato il suo vero volto e gli americani hanno perso fiducia in lui.
Obama era considerato anche da molti politici italiani “il presidente messia”, adesso è a un passo dal baratro per la crisi in cui è naufragata la prima potenza mondiale. E la piena responsabilità della crisi mondiale appartiene tutta agli Stati Uniti. Non tanto per Obama, certo anche per lui, ma la vera responsabilità è dei poteri forti che hanno portato a governare i Bush e Clinton. Non c’è distinzione tra destra e sinistra quando devono realizzare strategie finanziarie, ma alla fine la coperta corta, ha scoperto i piedi di chi aveva imbrogliato il mondo.
Gli Stati Uniti hanno comprato senza soldi, hanno speso senza poter pagare.
Tutte le loro banche fallite, evidenziano l’inganno che portavano avanti da diversi decenni. Gli Stati Uniti hanno trovato l’altro ieri un accordo tra destra e sinistra, potrebbe prevedere un aumento del tetto del debito fino a 2.800 miliardi di dollari.
Purtroppo, la crisi economica non è stata risolta, anche se gli Stati Uniti non sono arrivati per un soffio al default. “Il termine del gergo finanziario anglosassone default, è ormai entrato nell'uso italiano, e significa fallimento. È la condizione di una società che non riesce a rimborsare i debiti secondo il calendario concordato con i creditori o in generale a soddisfare tutti i termini previsti in una obbligazione o in un accordo sottoscritto o pattuito”.
Pensate, Obama era il messia per moltissimi appassionati, invece è colui che può distruggere economicamente gli Stati Uniti. Zapatero era riuscito a portare ad una situazione fallimentare e si è dimesso nei giorni scorsi.
Ho scritto questo per mostrarvi che governare senza Dio è un fallimento annunciato, e spesso pagano i conti persone che si trovano a governare in momenti difficili. Oltre la crisi mondiale, aggiungono l’avversione a Dio e alla sua Chiesa… diventa veramente impossibile fare bene.
Ai potenti manca la vita spirituale, molto difficile da curare per chi raggiunge certi livelli con compromessi e promesse da marinaio. In l’Italia c’è da cambiare la politica e tutti i privilegi dei politici, non possono ancora godere di decine di migliaia di euro al mese e non pagare praticamente nulla. La crisi richiede un ravvedimento totale, perché il peggio non è ancora passato.
Occorre la Fede della donna Cananea, non credente ma dice: “Signore, aiutami!”. Riconosce che solamente Gesù poteva liberare la figlia dai demoni. “Signore, aiutami!”, è il grido disperato di una mamma che non ha più speranza e scopre Dio in un Uomo. E mostra una Fede veramente matura. Pur essendo non credente.
La risposta di Gesù è bella: “Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri”.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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martedì 2 agosto 2011
1040 - Commento al Vangelo di oggi 2/8/2010
+ Dal Vangelo secondo Matteo (15,1-2.10-14)
In quel tempo, alcuni farisei e alcuni scribi, venuti da Gerusalemme, si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Infatti quando prendono cibo non si lavano le mani!». Riunita la folla, Gesù disse loro: «Ascoltate e comprendete bene! Non ciò che entra nella bocca rende impuro l’uomo; ciò che esce dalla bocca, questo rende impuro l’uomo!». Allora i discepoli si avvicinarono per dirgli: «Sai che i farisei, a sentire questa parola, si sono scandalizzati?». Ed egli rispose: «Ogni pianta, che non è stata piantata dal Padre mio celeste, verrà sradicata. Lasciateli stare! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!».
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Continuano ad arrivare messaggi da persone che hanno subito il divorzio o la separazione. Parole piene di sofferenza, un’amarezza che si cela nel dolore ma che è tutta palpabile. Non ci sono definizioni per esprimere i patimenti e i martiri morali della persona che subisce l’abbandono. Anche dei figli che vedono sbriciolare la famiglia, i genitori che non si amano, si detestano come minimo, comunque non si accettano.
I figli percepiscono il matrimonio come un fallimento. Il loro futuro è rovinato.
Nei giorni scorsi su un quotidiano ho intravisto un titolo che rispecchia la mentalità dei non credenti: “Aspetta e taci. E il traditore tornerà da te”. Una ricetta che avrà funzionato in qualche circostanza, ma se c’è una relazione affiatata diventa tutto più complicato.
Noi crediamo che Gesù può tutto e preghiamo per la ricomposizione delle famiglie sfasciate.
Come ho scritto, ogni giorno prego per tutti voi, in particolare per quanti vivono nella sofferenza, per le vostre famiglie, i giovani senza identità cristiana, le coppie in crisi. Senza i Sacramenti e la preghiera umile, molte famiglie salterebbero, molti prenderebbero strade sbagliate. Non abbandonate mai la preghiera del Santo Rosario, preghiera che ci lega alla Madonna e La fa intervenire quando chiediamo aiuto.
Dopo l’invio dell’articolo su Santa Maria Maddalena, si è compreso che si tratta della stessa persona. P. Jose' Flores del Messico mi ha chiesto maggiore precisazione, posso trascrivere una testimonianza di una nostra parrocchiana: “Grazie delle precisazioni su Maria Maddalena. Sabato ho conosciuto una signora che ha letto tutta l’opera di Maria Valtorta e mi ha spiegato bene la storia. Cioè ha detto che si chiamava di Magdala perché si prostituiva a Magdala, ma era di Betania… ed era proprio Maria la sorella di Lazzaro e Marta. Grazie! (Elena Gianfrate)”.
Il Vangelo di oggi spiega chiaramente che rende impuro l’uomo quello che esce dalla sua bocca, non quello che vi entra. Ce lo spiega San Matteo nei versetti successivi a quelli di oggi: “Dal cuore, infatti, provengono i propositi malvagi, gli omicidi, gli adultèri, le prostituzioni, i furti, le false testimonianze, le bestemmie” (Mt 15,19).
Il controllo delle parole è un atteggiamento virtuoso, è necessario riflettere prima di parlare, intuire dove và a finire un discorso, prevederne gli sviluppi. Si agisce sempre con retta intenzione, ma si vigila soprattutto sulle parole prima di pronunciarle.
Non possiamo essere come i ciechi, noi dobbiamo aiutare gli altri a seguire il cammino del Vangelo. Chi è cieco nell’intelletto, non può guidare gli altri. “Quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso”.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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In quel tempo, alcuni farisei e alcuni scribi, venuti da Gerusalemme, si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Infatti quando prendono cibo non si lavano le mani!». Riunita la folla, Gesù disse loro: «Ascoltate e comprendete bene! Non ciò che entra nella bocca rende impuro l’uomo; ciò che esce dalla bocca, questo rende impuro l’uomo!». Allora i discepoli si avvicinarono per dirgli: «Sai che i farisei, a sentire questa parola, si sono scandalizzati?». Ed egli rispose: «Ogni pianta, che non è stata piantata dal Padre mio celeste, verrà sradicata. Lasciateli stare! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!».
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Continuano ad arrivare messaggi da persone che hanno subito il divorzio o la separazione. Parole piene di sofferenza, un’amarezza che si cela nel dolore ma che è tutta palpabile. Non ci sono definizioni per esprimere i patimenti e i martiri morali della persona che subisce l’abbandono. Anche dei figli che vedono sbriciolare la famiglia, i genitori che non si amano, si detestano come minimo, comunque non si accettano.
I figli percepiscono il matrimonio come un fallimento. Il loro futuro è rovinato.
Nei giorni scorsi su un quotidiano ho intravisto un titolo che rispecchia la mentalità dei non credenti: “Aspetta e taci. E il traditore tornerà da te”. Una ricetta che avrà funzionato in qualche circostanza, ma se c’è una relazione affiatata diventa tutto più complicato.
Noi crediamo che Gesù può tutto e preghiamo per la ricomposizione delle famiglie sfasciate.
Come ho scritto, ogni giorno prego per tutti voi, in particolare per quanti vivono nella sofferenza, per le vostre famiglie, i giovani senza identità cristiana, le coppie in crisi. Senza i Sacramenti e la preghiera umile, molte famiglie salterebbero, molti prenderebbero strade sbagliate. Non abbandonate mai la preghiera del Santo Rosario, preghiera che ci lega alla Madonna e La fa intervenire quando chiediamo aiuto.
Dopo l’invio dell’articolo su Santa Maria Maddalena, si è compreso che si tratta della stessa persona. P. Jose' Flores del Messico mi ha chiesto maggiore precisazione, posso trascrivere una testimonianza di una nostra parrocchiana: “Grazie delle precisazioni su Maria Maddalena. Sabato ho conosciuto una signora che ha letto tutta l’opera di Maria Valtorta e mi ha spiegato bene la storia. Cioè ha detto che si chiamava di Magdala perché si prostituiva a Magdala, ma era di Betania… ed era proprio Maria la sorella di Lazzaro e Marta. Grazie! (Elena Gianfrate)”.
Il Vangelo di oggi spiega chiaramente che rende impuro l’uomo quello che esce dalla sua bocca, non quello che vi entra. Ce lo spiega San Matteo nei versetti successivi a quelli di oggi: “Dal cuore, infatti, provengono i propositi malvagi, gli omicidi, gli adultèri, le prostituzioni, i furti, le false testimonianze, le bestemmie” (Mt 15,19).
Il controllo delle parole è un atteggiamento virtuoso, è necessario riflettere prima di parlare, intuire dove và a finire un discorso, prevederne gli sviluppi. Si agisce sempre con retta intenzione, ma si vigila soprattutto sulle parole prima di pronunciarle.
Non possiamo essere come i ciechi, noi dobbiamo aiutare gli altri a seguire il cammino del Vangelo. Chi è cieco nell’intelletto, non può guidare gli altri. “Quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso”.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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1039 - Messaggio Medjugorje del 2/8/2011
Cari figli, oggi vi invito a rinascere nella preghiera ed a diventare con mio Figlio, attraverso lo Spirito Santo, un nuovo popolo.
Un popolo che sa che se perde Dio ha perso se stesso.
Un popolo che sa che, nonostante tutte le sofferenze e le prove, con Dio è sicuro e salvo.
Vi invito a radunarvi nella famiglia di Dio ed a rafforzarvi con la forza del Padre.
Come singoli, figli miei, non potete fermare il male che vuole regnare nel mondo e distruggerlo.
Ma per mezzo della volontà di Dio tutti insieme con mio Figlio potete cambiare tutto e guarire il mondo.
Vi invito a pregare con tutto il cuore per i vostri pastori, perché mio Figlio li ha scelti.
Vi ringrazio.
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Un popolo che sa che se perde Dio ha perso se stesso.
Un popolo che sa che, nonostante tutte le sofferenze e le prove, con Dio è sicuro e salvo.
Vi invito a radunarvi nella famiglia di Dio ed a rafforzarvi con la forza del Padre.
Come singoli, figli miei, non potete fermare il male che vuole regnare nel mondo e distruggerlo.
Ma per mezzo della volontà di Dio tutti insieme con mio Figlio potete cambiare tutto e guarire il mondo.
Vi invito a pregare con tutto il cuore per i vostri pastori, perché mio Figlio li ha scelti.
Vi ringrazio.
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lunedì 1 agosto 2011
1038 - Commento al Vangelo di oggi 1/8/2010
+ Dal Vangelo secondo Matteo (14,22-36)
Dopo che la folla ebbe mangiato, subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo. La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!». Compiuta la traversata, approdarono a Gennèsaret. E la gente del luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione; gli portarono tutti i malati e lo pregavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello. E quanti lo toccarono furono guariti.
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Ieri abbiamo visto che Gesù non rimane insensibile alle nostre richieste, Egli sazia ogni invocazione dell’uomo, a condizione che ritorni a pregare e a vivere da cristiano. L’uomo è continuamente affamato di tante cose, si sazia di ogni nefandezza immorale e non riesce più a trovare la capacità di pensare e di rivolgersi al Signore.
Il punto fermo è la risposta di Gesù alle nostre invocazioni: siamo sicuri che possiamo sempre contare sulla Grazia del Signore, a condizione che lasciamo il peccato e ogni opera corrotta.
Oggi nella memoria liturgica di Sant’Alfonso Maria dè Liguori, la prima lettura del Libro dei Numeri ci presenza la condizione un po’ disagiata del popolo di Israele dopo l’uscita dall’Egitto, la sua ribellione e l’invocazione di Mosè piena di Fede. Trovo interessante focalizzare queste due espressioni per poi ritornare al Vangelo.
«In quei giorni, gli Israeliti ripresero a piangere e dissero: “Chi ci darà carne da mangiare? Ci ricordiamo dei pesci che mangiavamo in Egitto gratuitamente, dei cetrioli, dei cocomeri, dei porri, delle cipolle e dell'aglio. Ora la nostra gola inaridisce; non c'è più nulla, i nostri occhi non vedono altro che questa manna”. La manna era come il seme di coriandolo e aveva l'aspetto della resina odorosa. Il popolo andava attorno a raccoglierla, poi la riduceva in farina con la macina o la pestava nel mortaio, la faceva cuocere nelle pentole o ne faceva focacce; aveva il sapore di pasta con l'olio. Quando di notte cadeva la rugiada sull'accampamento, cadeva anche la manna».
Notiamo l’ingratitudine degli israeliti dopo la liberazione della schiavitù a cui erano sottoposti, in una condizione umiliante. L’intervento di Dio piace a metà, non appena si trovano nel deserto vogliano mangiare come prima, dimenticando presto cosa aveva compiuto il Signore per liberarli dalle catene degli egiziani. Dio aveva previsto anche la fame degli israeliti, Dio non improvvisa nulla.
Il popolo ha fame e Dio interviene con un prodigio straordinario: fa cadere la manna insieme alla rugiada e nessuno riesce a spiegare questo miracoloso intervento di Dio, si lamentano perché mangiavano lo stesso cibo, peraltro arrivato senza alcuno sforzo da parte loro. “Aveva il sapore di pasta con l'olio”, quindi un cibo apprezzabilissimo, considerando che l’episodio avvenne circa tremilatrecento anni fa. Anche oggi la pasta con l’olio è un piatto nobilissimo.
Questa ribellione del popolo induce Mosè a pregare Dio con afflizione, aveva obbedito pienamente alle parole di Dio e si ritrova un popolo rivoltoso. La sua preghiera è veramente commovente: “Non posso io da solo portare il peso di tutto questo popolo; è troppo pesante per me. Se mi devi trattare così, fammi morire piuttosto, fammi morire, se ho trovato grazia ai tuoi occhi; che io non veda più la mia sventura!”.
La fiducia di Mosè verso Dio sarà ricompensata abbondantemente.
Riguardo la manna vediamo che Dio interviene sempre a favore di quanti Lo invocano, nessun israelita rimase digiuno, solo la mancata docilità faceva desiderare un altro cibo. È il comportamento di chi non riesce a mortificarsi e non mangia se non ha davanti un determinato cibo preferito.
Riguardo Mosè, questo grande Profeta e Santo divenuto a ottant’anni docile ai comandi di Dio, con vera umiltà manifesta la sua incapacità di sostenere un incarico gravoso e si rivolge a Dio con una preghiera efficace. Sarà poi Gesù a portare il peso dell’umanità, ad accettare la morte al posto dei peccatori.
Nel Vangelo di oggi troviamo i discepoli agitati e pieni di paura nel vedere Gesù camminare sul mare. La loro paura è immotivata, la vicinanza di Gesù non li aveva ancora resi coraggiosi. È Gesù ad invitarli ad agire con Fede: “Coraggio, sono Io, non abbiate paura!”. Sono le stesse parole che Egli ripete a noi quando siamo in difficoltà, quando la paura verso l’ignoto prende il sopravvento.
Nella sofferenza o nell’agitazione occorre pregare con fiducia per ritrovare la forza e la calma. L’ottimismo non deve mai abbandonarci, un cristiano che prega e ha molta Fede è anche ottimista. È un ottimismo che ci spinge ad essere esigenti con noi stessi e a corrispondere sempre alle chiamate di Dio.
Gesù ci è sempre vicino quando Lo chiamiamo, e a noi basta chiamarlo, mentre allora molti cercavano di toccarlo per ricevere Grazie e miracoli. Ma tutti quelli che riuscivano a toccare Gesù, risolvevano i loro drammi.
“Quanti toccarono il lembo del suo mantello furono guariti”.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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Dopo che la folla ebbe mangiato, subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo. La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!». Compiuta la traversata, approdarono a Gennèsaret. E la gente del luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione; gli portarono tutti i malati e lo pregavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello. E quanti lo toccarono furono guariti.
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Ieri abbiamo visto che Gesù non rimane insensibile alle nostre richieste, Egli sazia ogni invocazione dell’uomo, a condizione che ritorni a pregare e a vivere da cristiano. L’uomo è continuamente affamato di tante cose, si sazia di ogni nefandezza immorale e non riesce più a trovare la capacità di pensare e di rivolgersi al Signore.
Il punto fermo è la risposta di Gesù alle nostre invocazioni: siamo sicuri che possiamo sempre contare sulla Grazia del Signore, a condizione che lasciamo il peccato e ogni opera corrotta.
Oggi nella memoria liturgica di Sant’Alfonso Maria dè Liguori, la prima lettura del Libro dei Numeri ci presenza la condizione un po’ disagiata del popolo di Israele dopo l’uscita dall’Egitto, la sua ribellione e l’invocazione di Mosè piena di Fede. Trovo interessante focalizzare queste due espressioni per poi ritornare al Vangelo.
«In quei giorni, gli Israeliti ripresero a piangere e dissero: “Chi ci darà carne da mangiare? Ci ricordiamo dei pesci che mangiavamo in Egitto gratuitamente, dei cetrioli, dei cocomeri, dei porri, delle cipolle e dell'aglio. Ora la nostra gola inaridisce; non c'è più nulla, i nostri occhi non vedono altro che questa manna”. La manna era come il seme di coriandolo e aveva l'aspetto della resina odorosa. Il popolo andava attorno a raccoglierla, poi la riduceva in farina con la macina o la pestava nel mortaio, la faceva cuocere nelle pentole o ne faceva focacce; aveva il sapore di pasta con l'olio. Quando di notte cadeva la rugiada sull'accampamento, cadeva anche la manna».
Notiamo l’ingratitudine degli israeliti dopo la liberazione della schiavitù a cui erano sottoposti, in una condizione umiliante. L’intervento di Dio piace a metà, non appena si trovano nel deserto vogliano mangiare come prima, dimenticando presto cosa aveva compiuto il Signore per liberarli dalle catene degli egiziani. Dio aveva previsto anche la fame degli israeliti, Dio non improvvisa nulla.
Il popolo ha fame e Dio interviene con un prodigio straordinario: fa cadere la manna insieme alla rugiada e nessuno riesce a spiegare questo miracoloso intervento di Dio, si lamentano perché mangiavano lo stesso cibo, peraltro arrivato senza alcuno sforzo da parte loro. “Aveva il sapore di pasta con l'olio”, quindi un cibo apprezzabilissimo, considerando che l’episodio avvenne circa tremilatrecento anni fa. Anche oggi la pasta con l’olio è un piatto nobilissimo.
Questa ribellione del popolo induce Mosè a pregare Dio con afflizione, aveva obbedito pienamente alle parole di Dio e si ritrova un popolo rivoltoso. La sua preghiera è veramente commovente: “Non posso io da solo portare il peso di tutto questo popolo; è troppo pesante per me. Se mi devi trattare così, fammi morire piuttosto, fammi morire, se ho trovato grazia ai tuoi occhi; che io non veda più la mia sventura!”.
La fiducia di Mosè verso Dio sarà ricompensata abbondantemente.
Riguardo la manna vediamo che Dio interviene sempre a favore di quanti Lo invocano, nessun israelita rimase digiuno, solo la mancata docilità faceva desiderare un altro cibo. È il comportamento di chi non riesce a mortificarsi e non mangia se non ha davanti un determinato cibo preferito.
Riguardo Mosè, questo grande Profeta e Santo divenuto a ottant’anni docile ai comandi di Dio, con vera umiltà manifesta la sua incapacità di sostenere un incarico gravoso e si rivolge a Dio con una preghiera efficace. Sarà poi Gesù a portare il peso dell’umanità, ad accettare la morte al posto dei peccatori.
Nel Vangelo di oggi troviamo i discepoli agitati e pieni di paura nel vedere Gesù camminare sul mare. La loro paura è immotivata, la vicinanza di Gesù non li aveva ancora resi coraggiosi. È Gesù ad invitarli ad agire con Fede: “Coraggio, sono Io, non abbiate paura!”. Sono le stesse parole che Egli ripete a noi quando siamo in difficoltà, quando la paura verso l’ignoto prende il sopravvento.
Nella sofferenza o nell’agitazione occorre pregare con fiducia per ritrovare la forza e la calma. L’ottimismo non deve mai abbandonarci, un cristiano che prega e ha molta Fede è anche ottimista. È un ottimismo che ci spinge ad essere esigenti con noi stessi e a corrispondere sempre alle chiamate di Dio.
Gesù ci è sempre vicino quando Lo chiamiamo, e a noi basta chiamarlo, mentre allora molti cercavano di toccarlo per ricevere Grazie e miracoli. Ma tutti quelli che riuscivano a toccare Gesù, risolvevano i loro drammi.
“Quanti toccarono il lembo del suo mantello furono guariti”.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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domenica 31 luglio 2011
1037 - Commento al Vangelo di oggi 31/7/2010 XVIII domenica t.o.
+ Dal Vangelo secondo Matteo (14,13-21)
In quel tempo, avendo udito della morte di Giovanni Battista, Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati. Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui». E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Questa moltiplicazione dei pani ci mostra la cura di Gesù verso coloro che Lo cercano e Lo seguono. Le folle del Vangelo Lo cercavano e andavano da molte città per ascoltare la sua Parola, per ricevere una benedizione, ammalati che facevano sacrifici inimmaginabili per chiedere miracoli impossibili e di cui non esistevano medicine né possibilità di guarigioni.
Gesù ha compassione di tutti, anche dei peccatori che umilmente si rivolgono a Lui.
Il Vangelo ci dice che Gesù si allontanò su una barca da solo per un luogo deserto. Non andò molto lontano, cercava un luogo silenzioso per pregare e quando scese dalla barca trovò una grande folla che Lo aspettava, migliaia di persone che Lo avevano seguito dalla terraferma ed aspettava di incontrarlo.
Non appena scese dalla barca e vide tutta quella folla, “sentì compassione per loro e guarì i loro malati”. La compassione non è solo comprensione del male altrui, è anche partecipazione alle sofferenze di quanti soffrono, partecipazione che si misura con la spiritualità della persona. Gesù partecipava con un Amore infinito, come Uomo soffriva nel vedere migliaia di persone nella sofferenza e nella prova.
“E guarì i loro malati”.
Qui sta la differenza tra Gesù e i potenti del mondo, illusi di essere superiori a Dio e di gestire le sorti del pianeta, quando non sanno se un secondo dopo avranno ancora la possibilità di aprire gli occhi. La differenza è l’Amore di Dio, l’infinita comprensione di Dio di capire tutte le sue creature.
Gesù guarisce tutti gli ammalati non appena sceso dalla barca per Amore, per compassione, vedeva nei loro cuori il grande desiderio di incontrarlo e la sete di Dio. Gesù non si risparmia, non si fa neanche pregare, li guarisce senza venirne richiesto, quella gente aveva già manifestato un grande desiderio di incontrarlo percorrendo diversi chilometri a piedi, si trovava lì con gli ammalati forse paralizzati.
La grande folla era accorsa per vedere Gesù senza portare il cibo per la sera, moltissime persone non avevano nulla da mangiare. I discepoli dicono a Gesù di farli andare via perché non hanno nulla da mangiare, Gesù risponde di dare loro da mangiare. Una risposta secca ed imprevedibile per i discepoli, chissà il loro sbigottimento. Ma subito obbediscono e raccolgono cinque pani e due pesci, un po’ poco per migliaia di persone.
Gesù ordinò di sedersi sull’erba, dopo avere benedetto i pani e i pesci e poi spezzato i pani, li diede ai discepoli per distribuirli a tutti. E qui si verifica il miracolo: più pani distribuivano, più ne aumentavano nelle ceste. Fino a saziare tutti e a rimanere molto pane.
È Gesù l’unico in grado di saziare la nostra fame, il suo Pane è l’Eucaristia che dona la Grazia e porta in noi guarigioni interiori e liberazioni da ogni presenza malefica. Mentre il mondo offre pani maleodoranti e velenosi, Gesù dona il Pane di vita, che sazia e mette quiete interiore, sana le ferite morali e trasmette la forza per amare chi ci odia, perdonare chi ci ha ferito, superare le prove dolorose.
Non possiamo fare a meno dell’Eucaristia, non è sufficiente la Messa domenicale, ogni giorno dobbiamo recarci davanti al Tabernacolo per adorare e ringraziare Colui che ci ama così come siamo, amarlo per tutte le volte che si è scelto il non-amore, rinnovare il nostro abbandono al suo Cuore buono.
La grande folla percorse diversi chilometri a piedi per incontrare Gesù, in una situazione di inaudita sofferenza, e tutti ricevettero la guarigione e il Pane che sazia le ansie turbolenti dell’anima. Con un piccolo sacrificio anche noi possiamo ottenere miracoli impossibili e guarigioni da ferite morali, compiendo una visita in Chiesa per incontrare Gesù o partecipando alla Messa feriale.
Se vogliamo miracoli e cerchiamo la guarigione, dobbiamo trovare Gesù in Chiesa.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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In quel tempo, avendo udito della morte di Giovanni Battista, Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati. Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui». E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Questa moltiplicazione dei pani ci mostra la cura di Gesù verso coloro che Lo cercano e Lo seguono. Le folle del Vangelo Lo cercavano e andavano da molte città per ascoltare la sua Parola, per ricevere una benedizione, ammalati che facevano sacrifici inimmaginabili per chiedere miracoli impossibili e di cui non esistevano medicine né possibilità di guarigioni.
Gesù ha compassione di tutti, anche dei peccatori che umilmente si rivolgono a Lui.
Il Vangelo ci dice che Gesù si allontanò su una barca da solo per un luogo deserto. Non andò molto lontano, cercava un luogo silenzioso per pregare e quando scese dalla barca trovò una grande folla che Lo aspettava, migliaia di persone che Lo avevano seguito dalla terraferma ed aspettava di incontrarlo.
Non appena scese dalla barca e vide tutta quella folla, “sentì compassione per loro e guarì i loro malati”. La compassione non è solo comprensione del male altrui, è anche partecipazione alle sofferenze di quanti soffrono, partecipazione che si misura con la spiritualità della persona. Gesù partecipava con un Amore infinito, come Uomo soffriva nel vedere migliaia di persone nella sofferenza e nella prova.
“E guarì i loro malati”.
Qui sta la differenza tra Gesù e i potenti del mondo, illusi di essere superiori a Dio e di gestire le sorti del pianeta, quando non sanno se un secondo dopo avranno ancora la possibilità di aprire gli occhi. La differenza è l’Amore di Dio, l’infinita comprensione di Dio di capire tutte le sue creature.
Gesù guarisce tutti gli ammalati non appena sceso dalla barca per Amore, per compassione, vedeva nei loro cuori il grande desiderio di incontrarlo e la sete di Dio. Gesù non si risparmia, non si fa neanche pregare, li guarisce senza venirne richiesto, quella gente aveva già manifestato un grande desiderio di incontrarlo percorrendo diversi chilometri a piedi, si trovava lì con gli ammalati forse paralizzati.
La grande folla era accorsa per vedere Gesù senza portare il cibo per la sera, moltissime persone non avevano nulla da mangiare. I discepoli dicono a Gesù di farli andare via perché non hanno nulla da mangiare, Gesù risponde di dare loro da mangiare. Una risposta secca ed imprevedibile per i discepoli, chissà il loro sbigottimento. Ma subito obbediscono e raccolgono cinque pani e due pesci, un po’ poco per migliaia di persone.
Gesù ordinò di sedersi sull’erba, dopo avere benedetto i pani e i pesci e poi spezzato i pani, li diede ai discepoli per distribuirli a tutti. E qui si verifica il miracolo: più pani distribuivano, più ne aumentavano nelle ceste. Fino a saziare tutti e a rimanere molto pane.
È Gesù l’unico in grado di saziare la nostra fame, il suo Pane è l’Eucaristia che dona la Grazia e porta in noi guarigioni interiori e liberazioni da ogni presenza malefica. Mentre il mondo offre pani maleodoranti e velenosi, Gesù dona il Pane di vita, che sazia e mette quiete interiore, sana le ferite morali e trasmette la forza per amare chi ci odia, perdonare chi ci ha ferito, superare le prove dolorose.
Non possiamo fare a meno dell’Eucaristia, non è sufficiente la Messa domenicale, ogni giorno dobbiamo recarci davanti al Tabernacolo per adorare e ringraziare Colui che ci ama così come siamo, amarlo per tutte le volte che si è scelto il non-amore, rinnovare il nostro abbandono al suo Cuore buono.
La grande folla percorse diversi chilometri a piedi per incontrare Gesù, in una situazione di inaudita sofferenza, e tutti ricevettero la guarigione e il Pane che sazia le ansie turbolenti dell’anima. Con un piccolo sacrificio anche noi possiamo ottenere miracoli impossibili e guarigioni da ferite morali, compiendo una visita in Chiesa per incontrare Gesù o partecipando alla Messa feriale.
Se vogliamo miracoli e cerchiamo la guarigione, dobbiamo trovare Gesù in Chiesa.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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venerdì 29 luglio 2011
1036 - Commento al Vangelo di oggi 29/7/2010
+ Dal Vangelo secondo Giovanni (11,19-27)
In quel tempo, molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Nel film “Gesù di Nazareth” di Zeffirelli, tantissime scene colpiscono fortemente, una riguarda la risurrezione da morte di Lazzaro. Quando ricordo questa scena del film, risento con forte emozione la voce dell’attore che interpreta Gesù e che grida: “Lazzaro, vieni fuori!” (Gv 11,43). Tre parole che significano tante cose, tutto ciò che è importante per un cristiano. Proprio il cristiano deve venire fuori dal tunnel tenebroso del peccato.
Basta riflettere qualche minuto per comprendere bene il significato della Parola di Gesù. La Parola ci dice di “venire fuori”, certo non dalla comunione con Gesù, anzi ci spinge ad avvicinarci. Da cosa bisogna venire fuori? Dall’idolatria dei molti idoli che costellano la vita? Dalla mentalità pagana che riesce a instaurarsi facilmente anche nei cristiani? Dall’affetto verso il peccato?
Nessuno si scoraggi se non riesce subito a “venire fuori”da una grave situazione di peccato, se non trova il tempo per la Confessione, se non è fedele nell’osservanza dei valori cristiani. Nessuno pensi che non c’è più nulla da fare o che i molti peccati non otterranno misericordia. Dio è Amore, vuole salvare tutti, ma è necessario pentirsi e, appunto, “venire fuori”, lasciare tutto ciò che si oppone a Gesù.
È veramente importante fare una profonda professione di Fede.
Una delle più belle professioni di Fede del Vangelo, è quella di Marta, sorella di Lazzaro e Maria, alcuni minuti prima della risurrezione del fratello. Lazzaro era morto da quattro giorni, il suo corpo era già in uno stato di decomposizione, emanava fetore, nessuno avrebbe scommesso sulla sua risurrezione. Gesù li raggiunge dopo quattro giorni dalla morte e pone a Marta una domanda, dopo avere confermato quello che avrebbe fatto: “Tuo fratello risorgerà… Credi questo?”.
La risposta di Marta è da incorniciare: “Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, Colui che viene nel mondo”.
Eppure Marta viene ricordata soprattutto per la sua attività evangelica, un attivismo casalingo pieno di carità. Si preoccupava troppo dell’andamento della casa, dei lavori dei domestici che lavoravano, dei pranzi da preparare ricevendo un ospite speciale: il Maestro Divino. Proprio in questa circostanza Gesù la richiamò dolcemente per la sua premura preoccupata di fare tutto bene, trascurando il Signore che stava a casa sua: “Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c'è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta” (Lc 10, 41,42).
La sorella Maria dopo una vita nel peccato, aveva compreso l’importanza di sostare ai piedi di Gesù per ascoltarlo. La peccatrice Maddalena era diventata docile e fortemente spirituale, era anche lei venuta fuori da una condizione di peccato umiliante. La Valtorta scrive che Lazzaro e Marta versarono fiumi di lacrime quando la sorella viveva nell’immoralità.
La festa liturgica di Santa Marta è l’occasione per misurare le forze fisiche e non fare più del giusto, è importante ogni giorno trovare il tempo per rimanere ai piedi di Gesù in atteggiamento di ascolto. Il troppo lavoro sfianca e non facilita la preghiera, anzi, la opprime e fa provare nausea. Il troppo attivismo soffoca la preghiera. Fermatevi ogni giorno e meditate. Dobbiamo concentrare l’attivismo caritatevole di Marta e la contemplazione di Maria Maddalena.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Mediterò sull’insegnamento di Gesù e aderirò con serenità e gioia allo stato di vita al quale il Signore mi ha chiamato.
Pensiero
La virtù praticata nelle contraddizioni è più potente e più perfetta, e quindi è più gradita a Dio. (Santa Giovanna di Chantal)
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In quel tempo, molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Nel film “Gesù di Nazareth” di Zeffirelli, tantissime scene colpiscono fortemente, una riguarda la risurrezione da morte di Lazzaro. Quando ricordo questa scena del film, risento con forte emozione la voce dell’attore che interpreta Gesù e che grida: “Lazzaro, vieni fuori!” (Gv 11,43). Tre parole che significano tante cose, tutto ciò che è importante per un cristiano. Proprio il cristiano deve venire fuori dal tunnel tenebroso del peccato.
Basta riflettere qualche minuto per comprendere bene il significato della Parola di Gesù. La Parola ci dice di “venire fuori”, certo non dalla comunione con Gesù, anzi ci spinge ad avvicinarci. Da cosa bisogna venire fuori? Dall’idolatria dei molti idoli che costellano la vita? Dalla mentalità pagana che riesce a instaurarsi facilmente anche nei cristiani? Dall’affetto verso il peccato?
Nessuno si scoraggi se non riesce subito a “venire fuori”da una grave situazione di peccato, se non trova il tempo per la Confessione, se non è fedele nell’osservanza dei valori cristiani. Nessuno pensi che non c’è più nulla da fare o che i molti peccati non otterranno misericordia. Dio è Amore, vuole salvare tutti, ma è necessario pentirsi e, appunto, “venire fuori”, lasciare tutto ciò che si oppone a Gesù.
È veramente importante fare una profonda professione di Fede.
Una delle più belle professioni di Fede del Vangelo, è quella di Marta, sorella di Lazzaro e Maria, alcuni minuti prima della risurrezione del fratello. Lazzaro era morto da quattro giorni, il suo corpo era già in uno stato di decomposizione, emanava fetore, nessuno avrebbe scommesso sulla sua risurrezione. Gesù li raggiunge dopo quattro giorni dalla morte e pone a Marta una domanda, dopo avere confermato quello che avrebbe fatto: “Tuo fratello risorgerà… Credi questo?”.
La risposta di Marta è da incorniciare: “Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, Colui che viene nel mondo”.
Eppure Marta viene ricordata soprattutto per la sua attività evangelica, un attivismo casalingo pieno di carità. Si preoccupava troppo dell’andamento della casa, dei lavori dei domestici che lavoravano, dei pranzi da preparare ricevendo un ospite speciale: il Maestro Divino. Proprio in questa circostanza Gesù la richiamò dolcemente per la sua premura preoccupata di fare tutto bene, trascurando il Signore che stava a casa sua: “Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c'è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta” (Lc 10, 41,42).
La sorella Maria dopo una vita nel peccato, aveva compreso l’importanza di sostare ai piedi di Gesù per ascoltarlo. La peccatrice Maddalena era diventata docile e fortemente spirituale, era anche lei venuta fuori da una condizione di peccato umiliante. La Valtorta scrive che Lazzaro e Marta versarono fiumi di lacrime quando la sorella viveva nell’immoralità.
La festa liturgica di Santa Marta è l’occasione per misurare le forze fisiche e non fare più del giusto, è importante ogni giorno trovare il tempo per rimanere ai piedi di Gesù in atteggiamento di ascolto. Il troppo lavoro sfianca e non facilita la preghiera, anzi, la opprime e fa provare nausea. Il troppo attivismo soffoca la preghiera. Fermatevi ogni giorno e meditate. Dobbiamo concentrare l’attivismo caritatevole di Marta e la contemplazione di Maria Maddalena.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Mediterò sull’insegnamento di Gesù e aderirò con serenità e gioia allo stato di vita al quale il Signore mi ha chiamato.
Pensiero
La virtù praticata nelle contraddizioni è più potente e più perfetta, e quindi è più gradita a Dio. (Santa Giovanna di Chantal)
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giovedì 28 luglio 2011
1035 - Commento al Vangelo di oggi 28/7/2010
Dal Vangelo secondo Matteo (13,47-53)
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli Angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche». Terminate queste parabole, Gesù partì di là.
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
È la consolazione dei buoni leggere che alla fine ci sarà una Giustizia infallibile che riconoscerà le opere del giusto e le malizie del cattivo. Anche se in noi non c’è e non ci deve essere alcun atteggiamento avverso verso chi non ci ha amato e non ci ha rispettato.
La zizzania cresce insieme al buon grano nel campo del Signore. Nella parabola del Regno e della fine del mondo si parla della rete in cui convergeranno inevitabilmente pesci buoni e pesci cattivi, ma saranno proprio quelli cattivi a non trovare posto. Si tratterà di una vera selezione finale, ognuno raccoglierà quanto avrà seminato nella sua vita.
Se oggi i buoni soffrono nel vedere l’ipocrisia dei cattivi, di tanti che si celano dietro una maschera, ingannando e colpendo subdolamente, non sarà più così quando il Signore separerà i buoni dai cattivi.
Senza avere alcuna avversione verso i cattivi, certamente ai buoni sarà riconosciuta in modo infallibile, la bontà della loro vita, le buone opere compiute, le sofferenze sopportate con amore, i sacrifici compiuti. Ma già adesso tutto è scritto nel libro della vita.
Non abbiamo bisogno di aspettare la fine per ricevere consolazione dal Signore, già ora Gesù e la Madonna ci amano nonostante le nostre miserie, ma con un vero desiderio di vivere da cristiani. Dobbiamo alimentare ogni giorno il desiderio di diventare buoni cristiani, persone autentiche, sane moralmente, anime virtuose.
Questo è possibile con la Grazia di Dio, la Confessione frequente, la preghiera costante.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Mediterò sull’insegnamento di Gesù e aderirò con serenità e gioia allo stato di vita al quale il Signore mi ha chiamato.
Pensiero
La virtù praticata nelle contraddizioni è più potente e più perfetta, e quindi è più gradita a Dio. (Santa Giovanna di Chantal)
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In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli Angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche». Terminate queste parabole, Gesù partì di là.
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
È la consolazione dei buoni leggere che alla fine ci sarà una Giustizia infallibile che riconoscerà le opere del giusto e le malizie del cattivo. Anche se in noi non c’è e non ci deve essere alcun atteggiamento avverso verso chi non ci ha amato e non ci ha rispettato.
La zizzania cresce insieme al buon grano nel campo del Signore. Nella parabola del Regno e della fine del mondo si parla della rete in cui convergeranno inevitabilmente pesci buoni e pesci cattivi, ma saranno proprio quelli cattivi a non trovare posto. Si tratterà di una vera selezione finale, ognuno raccoglierà quanto avrà seminato nella sua vita.
Se oggi i buoni soffrono nel vedere l’ipocrisia dei cattivi, di tanti che si celano dietro una maschera, ingannando e colpendo subdolamente, non sarà più così quando il Signore separerà i buoni dai cattivi.
Senza avere alcuna avversione verso i cattivi, certamente ai buoni sarà riconosciuta in modo infallibile, la bontà della loro vita, le buone opere compiute, le sofferenze sopportate con amore, i sacrifici compiuti. Ma già adesso tutto è scritto nel libro della vita.
Non abbiamo bisogno di aspettare la fine per ricevere consolazione dal Signore, già ora Gesù e la Madonna ci amano nonostante le nostre miserie, ma con un vero desiderio di vivere da cristiani. Dobbiamo alimentare ogni giorno il desiderio di diventare buoni cristiani, persone autentiche, sane moralmente, anime virtuose.
Questo è possibile con la Grazia di Dio, la Confessione frequente, la preghiera costante.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Mediterò sull’insegnamento di Gesù e aderirò con serenità e gioia allo stato di vita al quale il Signore mi ha chiamato.
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La virtù praticata nelle contraddizioni è più potente e più perfetta, e quindi è più gradita a Dio. (Santa Giovanna di Chantal)
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mercoledì 27 luglio 2011
1034 - Commento al Vangelo di oggi 27/7/2010
+ Dal Vangelo secondo Matteo (13,44-46)
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra».
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Ogni essere umano insegue una ricchezza, chi spirituale, altri materiale, altri ancora in tanti idoli. La ricchezza spirituale non è necessariamente quella cristiana, nel buddismo e in molte sue filosofie si rincorre il raggiungimento dell’illuminazione, che equivale alla loro ricchezza.
Molti hanno un sogno nella vita, buono o cattivo è sempre qualcosa che vogliono raggiungere. La maggior parte delle persone non ha un sogno, non riesce a pensare oltre l’attimo che vive, scopre di continuo il proprio futuro e non reagisce.
Moltissimi invece cercano la ricchezza materiale, la adorano e la spasimano più del proprio coniuge, fantasticano immaginando di possederla e cadono nella frustrazione continua. Questa ricchezza è quella più desiderata, quella che permette ogni sfizio, che fa comprare palazzi e macchine. Si consideri che è una ricchezza che fa aumentare la fame di possedere ancora di più, non è mai sufficiente quello che si possiede. E si soffre terribilmente.
Il cuore dell’uomo diventa affamato di beni materiali quando è lontano da Gesù.
Si conoscono storie incredibili e grottesche di molte persone che hanno vinto o avuto in eredità molti beni materiali e nel giro di alcuni anni hanno dilapidato tutto, rimanendo pure con molti debiti da saldare. Magari quando vinceranno nuovamente…
Sono pochissimi quelli che cercano invece il tesoro della vita, che è Gesù. Per possederlo è indispensabile vendere o perdere tutto ciò che si oppone a Lui. Ci sono i modernisti che scambiano Gesù con l’uomo, e trasformano l’uomo in dio. Affermano che il tesoro è l’uomo, ma Gesù afferma che per possedere il tesoro e la perla bisogna liberarsi di ogni vizio che impedisce l’incontro con Gesù.
Affermare che la perla corrisponde alla propria identità, significa scambiare lucciole per lanterne.
Non dobbiamo dimenticare un aspetto molto importante per trovare il tesoro e la perla: bisogna cercare, avere la determinazione di trovare i beni più importanti, abbandonando lungo il cammino i pesi dei peccati, i dolori dei vizi, la confusione dell’agitazione.
Le due parabole oggi ci dicono che il contadino e il mercante hanno deciso di vendere ogni cosa per indirizzare tutto sul tesoro che hanno scoperto. Il contadino addirittura compra quel campo dove lavorava per entrare in possesso del tesoro. Investe tutti i suoi beni, rischia tutto per trovare il Tutto.
Nella seconda parabola è un commerciante di preziosi a scoprire in un bazar una perla di raro valore. Allo stesso modo del contadino, anche lui decide di puntare tutto su quella perla di valore, e per farlo vende tutte le altre perle, certamente di valore minimo.
Chi ha la forza di liberarsi o vendere i vizi e i peccati che si porta addosso per ricevere il Tutto?
Se siamo interessati veramente a Gesù, cominciamo a vendere quanto si oppone a Lui e ai Comandamenti! Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Mediterò sull’insegnamento di Gesù e aderirò con serenità e gioia allo stato di vita al quale il Signore mi ha chiamato.
Pensiero
La virtù praticata nelle contraddizioni è più potente e più perfetta, e quindi è più gradita a Dio. (Santa Giovanna di Chantal)
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In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra».
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Ogni essere umano insegue una ricchezza, chi spirituale, altri materiale, altri ancora in tanti idoli. La ricchezza spirituale non è necessariamente quella cristiana, nel buddismo e in molte sue filosofie si rincorre il raggiungimento dell’illuminazione, che equivale alla loro ricchezza.
Molti hanno un sogno nella vita, buono o cattivo è sempre qualcosa che vogliono raggiungere. La maggior parte delle persone non ha un sogno, non riesce a pensare oltre l’attimo che vive, scopre di continuo il proprio futuro e non reagisce.
Moltissimi invece cercano la ricchezza materiale, la adorano e la spasimano più del proprio coniuge, fantasticano immaginando di possederla e cadono nella frustrazione continua. Questa ricchezza è quella più desiderata, quella che permette ogni sfizio, che fa comprare palazzi e macchine. Si consideri che è una ricchezza che fa aumentare la fame di possedere ancora di più, non è mai sufficiente quello che si possiede. E si soffre terribilmente.
Il cuore dell’uomo diventa affamato di beni materiali quando è lontano da Gesù.
Si conoscono storie incredibili e grottesche di molte persone che hanno vinto o avuto in eredità molti beni materiali e nel giro di alcuni anni hanno dilapidato tutto, rimanendo pure con molti debiti da saldare. Magari quando vinceranno nuovamente…
Sono pochissimi quelli che cercano invece il tesoro della vita, che è Gesù. Per possederlo è indispensabile vendere o perdere tutto ciò che si oppone a Lui. Ci sono i modernisti che scambiano Gesù con l’uomo, e trasformano l’uomo in dio. Affermano che il tesoro è l’uomo, ma Gesù afferma che per possedere il tesoro e la perla bisogna liberarsi di ogni vizio che impedisce l’incontro con Gesù.
Affermare che la perla corrisponde alla propria identità, significa scambiare lucciole per lanterne.
Non dobbiamo dimenticare un aspetto molto importante per trovare il tesoro e la perla: bisogna cercare, avere la determinazione di trovare i beni più importanti, abbandonando lungo il cammino i pesi dei peccati, i dolori dei vizi, la confusione dell’agitazione.
Le due parabole oggi ci dicono che il contadino e il mercante hanno deciso di vendere ogni cosa per indirizzare tutto sul tesoro che hanno scoperto. Il contadino addirittura compra quel campo dove lavorava per entrare in possesso del tesoro. Investe tutti i suoi beni, rischia tutto per trovare il Tutto.
Nella seconda parabola è un commerciante di preziosi a scoprire in un bazar una perla di raro valore. Allo stesso modo del contadino, anche lui decide di puntare tutto su quella perla di valore, e per farlo vende tutte le altre perle, certamente di valore minimo.
Chi ha la forza di liberarsi o vendere i vizi e i peccati che si porta addosso per ricevere il Tutto?
Se siamo interessati veramente a Gesù, cominciamo a vendere quanto si oppone a Lui e ai Comandamenti! Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Mediterò sull’insegnamento di Gesù e aderirò con serenità e gioia allo stato di vita al quale il Signore mi ha chiamato.
Pensiero
La virtù praticata nelle contraddizioni è più potente e più perfetta, e quindi è più gradita a Dio. (Santa Giovanna di Chantal)
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martedì 26 luglio 2011
1033 - Commento al Vangelo di oggi 26/7/2010
Per ragioni non dipendenti dalla mia volontà il commento odierno viene pubblicato in ritardo come si evinve anche dalle prime righe dello stesso.
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+ Dal Vangelo secondo Matteo (13,36-43)
In quel tempo, Gesù congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Un problema tecnico ha ritardato notevolmente l'invio di questo commento. Era già stato scritto ma se qualcosa non è a posto, non c'è il corretto funzionamento della linea. Pazienza e facciamo più di prima.
Oggi è la festa liturgica dei nonni di Gesù, i genitori della Madonna, i Santi Gioacchino e Anna. Ricordati nel libro dei Santi per la loro vita umile e piena di amore verso Dio. Due genitori che indico all’antica, nella forma più bella del termine. Perché ci sono genitori moderni che hanno rinunciato all’educazione dei loro figli, concedendo ogni loro richiesta. Figli viziati in molti casi, incapaci di capire il peso del denaro, che si suda per averlo e non si può sperperare nelle droghe e nell’alcool, o in abiti firmati e superflui.
Ma non voglio sindacare sulle spese e su tutto il denaro che i genitori concedono ai figli per farli stare buoni, nel senso di accontentarli per non sentirli lamentare. È una grande debolezza della società, così si è perduta l’occasione di formare correttamente molti giovani che sono vasi da riempire. Se non si versa l’amore e l’educazione religiosa, penseranno loro a versare altro.
I Santi Gioacchino e Anna ci ricordano che si può tenere forte il legame della coppia e salvare il matrimonio, evitando la separazione e le consolazione extraconiugali. Ci ricordano che la coppia di sposi raccoglie quello che semina, amore o immoralità.
Certo, senza pensare ai Santi Gioacchino e Anna, due vecchiette si sono sposate giorni fa negli Stati Uniti e sono moglie e moglie. Al telegiornale le hanno mostrate… ed è vero… l’amore è cieco… L’amore passionale ottenebra la mente e fa perseguire scelte ridicole.
Considerando queste vecchiette, ci sono senz’altro cattolici che condividono, giustificando i loro sentimenti. Questo buonismo è estraneo al Vangelo e a Dio, nessuno condanna le due donne per le loro scelte, ma disapprovare un comportamento non cristiano è il minimo. Chi condivide le nozze delle due vecchiette, possiede inevitabilmente una Fede debole, lontana da Gesù, in quanto se fosse vicina a Gesù, darebbe la stessa valutazione di Gesù.
Per esempio, lo stesso avviene quando si devono valutare fatti di cronaca. In questi giorni mi hanno colpito alcuni articoli sugli errori di magistrati abbastanza impegnati nel ricercare reati commessi da personaggi famosi. Se lo stesso reato viene commesso da Pinco Pallino probabilmente non interessa. Dalle indagini sembra così.
In questi giorni invierò alcuni articoli che dimostrano come spesso si cerca di arrivare a scoprire un reato, mettendo in carcere preventivo persone senza però avere uno straccio di prova. Sono episodi avvenuti diversi anni fa e non riguardano politici. Dobbiamo leggerli per capire che un reato si dimostra con le prove e non con i sospetti. È inammissibile chiudere in carcere qualsiasi persona per poi cercare di scoprire i reati commessi. Non si può distruggere una persona, la sua famiglia, il loro futuro, come se nulla fosse.
I buoni sono visitati da Dio e distingono chiaramente il bene e il male.
Altro discorso è la manovra degli avvocati. Ci sono processi con testimonianze e prove escogitate dagli avvocati per l’assoluzione dei clienti accusati. Uno dei casi più eclatanti è quello del politico francese Dominique Strauss-Kahn. Oltre le accuse della cameriera, anche una giornalista francese lo ha denunciato per tentata violenza sessuale. Diverse volte ho scritto che non possiamo assolutamente accusare qualcuno preventivamente, solo perché lo pensiamo o ci sentiamo spinti verso una direzione.
Nel caso di Sara Scazzi ad Avetrana, ho provato diverse volte disgusto quando ascoltavo due giornalisti schierati ossessivamente e certamente con qualche problema patologico, a favore di una parte. Nonostante le prove fossero opposte. Nonostante il ritrovamento del cadavere. Erano pienamente in contraddizione eppure continuavano con affanno e forzando ogni prova, a difendere quella persona che loro mente disarmonica risultava innocente.
La persona difesa da loro, rimane innocente fino al terzo grado di giudizio, non c’è alcuna ragione da parte di nessuno di stabilire adesso se è colpevole o innocente.
Dio sa bene che se arriviamo a conoscere il vero assassino o assassini di Sara Scazzi (per fare un esempio), non diventiamo migliori, la nostra vita non cambia in meglio. Invece siamo chiamati a pregare per tutti. È vero però, che maggiore vicinanza a Dio, più si possiede l’intuito per capire la verità. Questo riguarda l’intera esistenza e non solo il caso di Sara.
Lo stesso avviene nella politica, una persona di alta spiritualità (sposata, giovane o anziana) capisce a pelle la verità delle strategie politiche. E non si lascia mai abbindolare dalle parole di questo o quel politico. Perché lo Spirito Santo fa vedere e capire ciò che non appare.
La persona veramente convertita, intuisce a volo il bene o il male che deriverà da un voto, ha il discernimento per vedere molto bene la verità. E non si lascia mai ingannare dalle apparenze o dalle parole populistiche.
Come ho scritto, il mio partito è solo il Vangelo e scelgo il politico che rispetta la Chiesa e difende i principi non negoziabili indicati da Papa Benedetto XVI in un incontro con i politici il 30 marzo 2006: “Per quanto riguarda la Chiesa cattolica, l’interesse principale dei suoi interventi nella vita pubblica si centra sulla protezione e sulla promozione della dignità della persona e per questo presta particolare attenzione ai principi che non sono negoziabili.
Tra questi, oggi emergono chiaramente i seguenti:
1) protezione della vita in tutte le sue fasi, dal primo momento del suo concepimento fino alla morte naturale;
2) riconoscimento e promozione della struttura naturale della famiglia, come unione tra un uomo e una donna fondata sul matrimonio, e la sua difesa di fronte ai tentativi di far sì che sia giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che in realtà la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo ruolo sociale insostituibile;
3) la protezione del diritto dei genitori ad educare i loro figli”.
Nel messaggio di ieri del 25, la Madonna ci invita ad una spiritualità interiore: “Questo tempo sia per voi tempo di preghiera e di silenzio”. La preghiera ci riempie di Spirito Santo, il silenzio non ci fa disperdere quello che raccogliamo nella preghiera.
Il silenzio ci rende spirituali.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Mediterò sull’insegnamento di Gesù e aderirò con serenità e gioia allo stato di vita al quale il Signore mi ha chiamato.
Pensiero
La virtù praticata nelle contraddizioni è più potente e più perfetta, e quindi è più gradita a Dio. (Santa Giovanna di Chantal)
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+ Dal Vangelo secondo Matteo (13,36-43)
In quel tempo, Gesù congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Un problema tecnico ha ritardato notevolmente l'invio di questo commento. Era già stato scritto ma se qualcosa non è a posto, non c'è il corretto funzionamento della linea. Pazienza e facciamo più di prima.
Oggi è la festa liturgica dei nonni di Gesù, i genitori della Madonna, i Santi Gioacchino e Anna. Ricordati nel libro dei Santi per la loro vita umile e piena di amore verso Dio. Due genitori che indico all’antica, nella forma più bella del termine. Perché ci sono genitori moderni che hanno rinunciato all’educazione dei loro figli, concedendo ogni loro richiesta. Figli viziati in molti casi, incapaci di capire il peso del denaro, che si suda per averlo e non si può sperperare nelle droghe e nell’alcool, o in abiti firmati e superflui.
Ma non voglio sindacare sulle spese e su tutto il denaro che i genitori concedono ai figli per farli stare buoni, nel senso di accontentarli per non sentirli lamentare. È una grande debolezza della società, così si è perduta l’occasione di formare correttamente molti giovani che sono vasi da riempire. Se non si versa l’amore e l’educazione religiosa, penseranno loro a versare altro.
I Santi Gioacchino e Anna ci ricordano che si può tenere forte il legame della coppia e salvare il matrimonio, evitando la separazione e le consolazione extraconiugali. Ci ricordano che la coppia di sposi raccoglie quello che semina, amore o immoralità.
Certo, senza pensare ai Santi Gioacchino e Anna, due vecchiette si sono sposate giorni fa negli Stati Uniti e sono moglie e moglie. Al telegiornale le hanno mostrate… ed è vero… l’amore è cieco… L’amore passionale ottenebra la mente e fa perseguire scelte ridicole.
Considerando queste vecchiette, ci sono senz’altro cattolici che condividono, giustificando i loro sentimenti. Questo buonismo è estraneo al Vangelo e a Dio, nessuno condanna le due donne per le loro scelte, ma disapprovare un comportamento non cristiano è il minimo. Chi condivide le nozze delle due vecchiette, possiede inevitabilmente una Fede debole, lontana da Gesù, in quanto se fosse vicina a Gesù, darebbe la stessa valutazione di Gesù.
Per esempio, lo stesso avviene quando si devono valutare fatti di cronaca. In questi giorni mi hanno colpito alcuni articoli sugli errori di magistrati abbastanza impegnati nel ricercare reati commessi da personaggi famosi. Se lo stesso reato viene commesso da Pinco Pallino probabilmente non interessa. Dalle indagini sembra così.
In questi giorni invierò alcuni articoli che dimostrano come spesso si cerca di arrivare a scoprire un reato, mettendo in carcere preventivo persone senza però avere uno straccio di prova. Sono episodi avvenuti diversi anni fa e non riguardano politici. Dobbiamo leggerli per capire che un reato si dimostra con le prove e non con i sospetti. È inammissibile chiudere in carcere qualsiasi persona per poi cercare di scoprire i reati commessi. Non si può distruggere una persona, la sua famiglia, il loro futuro, come se nulla fosse.
I buoni sono visitati da Dio e distingono chiaramente il bene e il male.
Altro discorso è la manovra degli avvocati. Ci sono processi con testimonianze e prove escogitate dagli avvocati per l’assoluzione dei clienti accusati. Uno dei casi più eclatanti è quello del politico francese Dominique Strauss-Kahn. Oltre le accuse della cameriera, anche una giornalista francese lo ha denunciato per tentata violenza sessuale. Diverse volte ho scritto che non possiamo assolutamente accusare qualcuno preventivamente, solo perché lo pensiamo o ci sentiamo spinti verso una direzione.
Nel caso di Sara Scazzi ad Avetrana, ho provato diverse volte disgusto quando ascoltavo due giornalisti schierati ossessivamente e certamente con qualche problema patologico, a favore di una parte. Nonostante le prove fossero opposte. Nonostante il ritrovamento del cadavere. Erano pienamente in contraddizione eppure continuavano con affanno e forzando ogni prova, a difendere quella persona che loro mente disarmonica risultava innocente.
La persona difesa da loro, rimane innocente fino al terzo grado di giudizio, non c’è alcuna ragione da parte di nessuno di stabilire adesso se è colpevole o innocente.
Dio sa bene che se arriviamo a conoscere il vero assassino o assassini di Sara Scazzi (per fare un esempio), non diventiamo migliori, la nostra vita non cambia in meglio. Invece siamo chiamati a pregare per tutti. È vero però, che maggiore vicinanza a Dio, più si possiede l’intuito per capire la verità. Questo riguarda l’intera esistenza e non solo il caso di Sara.
Lo stesso avviene nella politica, una persona di alta spiritualità (sposata, giovane o anziana) capisce a pelle la verità delle strategie politiche. E non si lascia mai abbindolare dalle parole di questo o quel politico. Perché lo Spirito Santo fa vedere e capire ciò che non appare.
La persona veramente convertita, intuisce a volo il bene o il male che deriverà da un voto, ha il discernimento per vedere molto bene la verità. E non si lascia mai ingannare dalle apparenze o dalle parole populistiche.
Come ho scritto, il mio partito è solo il Vangelo e scelgo il politico che rispetta la Chiesa e difende i principi non negoziabili indicati da Papa Benedetto XVI in un incontro con i politici il 30 marzo 2006: “Per quanto riguarda la Chiesa cattolica, l’interesse principale dei suoi interventi nella vita pubblica si centra sulla protezione e sulla promozione della dignità della persona e per questo presta particolare attenzione ai principi che non sono negoziabili.
Tra questi, oggi emergono chiaramente i seguenti:
1) protezione della vita in tutte le sue fasi, dal primo momento del suo concepimento fino alla morte naturale;
2) riconoscimento e promozione della struttura naturale della famiglia, come unione tra un uomo e una donna fondata sul matrimonio, e la sua difesa di fronte ai tentativi di far sì che sia giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che in realtà la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo ruolo sociale insostituibile;
3) la protezione del diritto dei genitori ad educare i loro figli”.
Nel messaggio di ieri del 25, la Madonna ci invita ad una spiritualità interiore: “Questo tempo sia per voi tempo di preghiera e di silenzio”. La preghiera ci riempie di Spirito Santo, il silenzio non ci fa disperdere quello che raccogliamo nella preghiera.
Il silenzio ci rende spirituali.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Mediterò sull’insegnamento di Gesù e aderirò con serenità e gioia allo stato di vita al quale il Signore mi ha chiamato.
Pensiero
La virtù praticata nelle contraddizioni è più potente e più perfetta, e quindi è più gradita a Dio. (Santa Giovanna di Chantal)
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lunedì 25 luglio 2011
1032 - Messaggio di Medjugorje del 25/7/2011
Cari figli, questo tempo sia per voi tempo di preghiera e di silenzio.
Riposate il vostro corpo e il vostro spirito, che siano nell’amore di Dio.
Permettetemi figlioli di guidarvi, aprite i vostri cuori allo Spirito Santo perchè tutto il bene che è in voi fiorisca e fruttifichi il centuplo.
Iniziate e terminate la giornata con la preghiera del cuore.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
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Riposate il vostro corpo e il vostro spirito, che siano nell’amore di Dio.
Permettetemi figlioli di guidarvi, aprite i vostri cuori allo Spirito Santo perchè tutto il bene che è in voi fiorisca e fruttifichi il centuplo.
Iniziate e terminate la giornata con la preghiera del cuore.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
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