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martedì 4 febbraio 2014

2898 - Commento al Vangelo del 4/02/2014

+ Dal Vangelo secondo Marco (5,21-43)
In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all'altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed Egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come Lo vide, gli si gettò ai piedi e Lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla Lo seguiva e gli si stringeva intorno. Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male. E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da Lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a Te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed Egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male». Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed Egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E Lo deridevano. Ma Egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con Lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare. 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Da Gesù andavano i non credenti, anche gli ebrei che non accettavano assolutamente la nuova dottrina fondata sull'amore, erano tutti alla ricerca di qualcosa: chi un miracolo altri la verità, altri ancora l'identità smarrita. Andò anche uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, una personalità, comunque rappresentava quella parte che perseguitava Gesù. Il Vangelo afferma che "come Lo vide, gli si gettò ai piedi e Lo supplicò con insistenza".
Questa scena deve avere sconvolto e toccato in modo diverso gli ebrei presenti, un fatto inusuale avvenne con questo gesto del capo della sinagoga. Gettarsi in ginocchio ai piedi di Gesù e pregare per ottenere un miracolo conferma che molti ebrei ammiravano il Signore ma non potevano manifestarlo pubblicamente per paura di ritorsioni. Giàiro lo fece, solo perchè costretto dalla malattia della figlia.
"La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva". Chissà quante preghiere aveva rivolto a Jahvè nel Tempio, non poteva immaginare che il nuovo Tempio Divino era proprio il Maestro che predicava nella sua città.
L'atteggiamento di Giàiro è indecifrabile dopo una prima lettura del testo, cosa lo mosse in realtà ad andare a trovare Gesù? Lo considerava Messia o vero Figlio di Dio? Era attratto dai miracoli oppure vedeva con la sua fede che dietro i miracoli non poteva che agire Dio?
Di sicuro era in buonafede perché subito Gesù lo seguì: "Andò con lui". Gesù non gli pose neppure una domanda, non c'era necessità di interrogare un uomo che viveva un dramma spaventoso e aveva manifestato la fede in Lui, pur sapendo che avrebbe ricevuto accuse e ritorsioni.
Nella necessità qualsiasi persona è pronta ad umiliarsi e a chiedere aiuto, quindi a mostrarsi buona, ma avviene solo nel bisogno.
Però Giàiro non era cattivo, lo afferma implicitamente il testo, egli non poteva essere cattivo e gettarsi ai piedi di Gesù, perchè il cattivo non è capace di umiliarsi fino a tanto. Il cattivo non chiede aiuto e non può mostrare un cuore buono come era quello del capo della sinagoga.
Quindi, Gesù interviene quando Lo invochiamo con umiltà, non nell'illusione di avere raggiunto la perfezione. Questo concetto lo ripeto spesso a causa della naturale inclinazione dell'uomo a considerare sempre buona ogni sua azione e a giustificare anche i peccati.
Un altro fatto avvenne subito dopo. Mentre Gesù si recava a casa di Giàiro, una donna "toccò il suo mantello". Tanti toccavano il mantello del Signore, ma non ricevevano alcun miracolo perchè insieme al tocco bisognava accompagnare la propria Fede, e senza vera Fede non serviva a nulla toccare il mantello.
Significa che qualsiasi opera spirituale e le preghiere, se non sono ricolmate di una Fede viva, non servono a nulla.
È commovente l'umiltà della donna che non osava chiamare l'attenzione di Gesù e cercava di toccarlo almeno, perchè la sua Fede era convinta e forte. Infatti, guarì subito dopo avere toccato il mantello di Gesù e non esultò per pudore, gioì e rimase felice interiormente. Ma quando Gesù volle conoscere la donna miracolata, avanzò "impaurita e tremante", quasi provando vergogna per il miracolo ricevuto e "gli disse tutta la verità".
Gesù aspettava questa testimonianza: "Figlia, la tua Fede ti ha salvata. Va in pace e sii guarita dal tuo male". Con questa parola la guarigione della donna divenne definitiva, nel senso che quella malattia non l'avrebbe più visitata. Dopo avere toccato Gesù, la donna veramente era stata guarita: "E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male". Era la guarigione della malattia ma nel futuro poteva nuovamente ritornare quel male, consideriamo inoltre che ella si trovava in quelle condizioni a causa di diagnosi sbagliate.
"Aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando".
Le malattie vengono e vanno via con le cure adeguate, a volte non vanno proprio via e causano drammi. Solo Gesù può debellare qualsiasi male, se rientra nella sua volontà nessuna malattia può resistergli. La parola di Gesù alla donna guarita certifica che quel male non avrebbe mai più toccato lei, non sarebbe più ritornato.
Gesù certificò la guarigione della donna: "Va in pace e sii guarita dal tuo male".
Gesù sconfisse la malattia e impose di non toccare più il corpo della donna miracolata!
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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