Il Signore ti benedica,ti custodisca e ti mostri il Suo volto misericordioso!

Quando pensi di aver toccato il fondo e che nessuno ti voglia o ti ami più, Dio si fa uomo per incontrarti, Gesù ti viene accanto

CIAO A TE !!

Nulla è più urgente nel mondo d'oggi di proclamare Cristo alle genti. Chiunque tu sia, puoi, se vuoi, lasciare un tuo contributo, piccolo o grande che sia, per dire, comunicare, annunciare la persona di Gesù Cristo, unico nostro salvatore. Uno speciale benvenuto a LADYBUG che si è aggiunta di recente ai sostenitori ! *************************************************** Questo blog è sotto la protezione di N.S. Gesù Cristo e della SS Vergine Maria, Sua Madre ed ha come unica ragione di esistere di fornire un contributo, sia pure piccolo ed umile, alla crescita della loro Gloria. ***************************************************



Con Cristo non ci sono problemi, senza Cristo non ci sono soluzioni.

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giovedì 22 agosto 2019

GS32 - Molti degli ultimi saranno primi

Martedì 20 agosto 2019

+ Dal Vangelo secondo Matteo (19,23-30)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità Io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel Regno dei Cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel Regno di Dio». A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: «Allora, chi può essere salvato?». Gesù li guardò e disse: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile». Allora Pietro gli rispose: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità Io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’Uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio Nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi». 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Dopo l’incontro che Gesù ebbe con il giovane ricco e il suo rifiuto di lasciare i suoi beni perché ne era troppo affezionato, abbastanza legato alle cose materiali e non sopportava l’idea di doversene separare, questi se ne andò triste. La tristezza indica l’assenza della gioia di Gesù.
Infatti, l’uomo non è capace da solo e senza motivazioni soprannaturali, di abbandonare quei beni che non gli servono perché benestante. È l’adorazione della ricchezza, dell’abbondanza, è l’egoismo che non fa guardare la realtà né le esigenze di quelli che soffrono.
Ieri il Signore ha detto al giovane che domandava spiegazione sulla vita eterna, che per ottenerla doveva prima liberarsi di molte cose materiali che appesantivano la sua vita, doveva non tenere più conto delle sue proprietà e vivere senza alcun affetto verso la sua ricchezza.
È possibile questa disposizione interiore, nasce dalla Fede in Gesù e la crescita spirituale facilita e permette il distacco affettivo dei beni.
Gesù alla prima domanda rispose che è indispensabile osservare i Comandamenti, alla replica del giovane ricco che possedeva molti beni materiali, il Signore lo mise dinanzi al bivio che decide l’eternità: o Dio o le ricchezze umane.
È la condizione che chiede Gesù per liberare l’anima da ogni forma di incatenamento e renderla davvero libera di adorare il suo Dio.
Ogni persona ricca o benestante gestisce i suoi beni come crede, ma per trovare la vita eterna e goderla senza fine, deve compiere una scelta drastica e quasi sempre ricade sulle ricchezze. Non riescono a vendere «tutti i loro averi e comprare quel campo», come spiega il Signore in una parabola (Mt 13,44). La sua spiegazione è molto chiara, per possedere la perla preziosa (Dio) occorre «vendere tutti gli averi per comprarla» (Mt 13,46).
Qui per vendere si intende essenzialmente il distacco affettivo, quindi senza riporre nei beni che si posseggono, sicurezza, speranza e felicità. Sono beni che si lasceranno prima o poi, per questo chi scopre la «perla preziosa» riesce a compiere anche il distacco effettivo, per vivere con quanto è sufficiente per una vita dignitosa.
Senza una Fede proporzionata al gesto così forte che si deve compiere per liberare il cuore dalla schiavitù dei beni materiali, è impossibile distaccarsi anche con il cuore dalle cose materiali. Se è difficile compierlo solo affettivamente, lo è ancora di più farlo effettivamente.
Infatti, chi sono i cattolici benestanti che elargiscono donazioni per far conoscere Gesù e la Madonna? Sono solo quei cattolici molto spirituali che pregano bene e compiono con sforzi e un impegno costante, un cammino spirituale che fa allontanare dalla mente i capricci e i desideri impulsivi privi di Bene e di sostanza.
Quando Gesù disse al giovane ricco: «Se vuoi essere perfetto, và, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi!», non era un comando rivolto a tutti i ricchi o ai benestanti di tutti i tempi, le parole erano rivolte a una persona che il Signore chiamava alla vocazione per seguirlo nell’apostolato.
Ai ricchi e ai benestanti che non sono chiamati alla vita religiosa, Gesù non dice di diventare poveri, ma di vivere senza affetto verso le ricchezze. Non devono essere le ricchezze le loro sicurezze, anche perché dinanzi una disgrazia o una brutta malattia, spesso neanche le ricchezze possono nulla.
È comprensibile la difficoltà del distacco affettivo dai beni che si posseggono, ma senza questo impegno si continuano ad adorare i beni e per Gesù non rimane alcun amore, non c’è affetto per Lui. Questa è la condizione di ogni persona, essa può adorare Dio o un idolo che mette al posto di Dio.
Il paragone del cammello nella cruna di un ago è tale da scoraggiare chiunque e i discepoli si guardavano «costernati». Regno dei Cieli, salvezza, vita eterna: Matteo, Marco e Luca adoperano liberamente questi termini che si equivalgono. Gesù rassicura i suoi discepoli quando dichiara che «tutto è possibile a Dio».
Il distacco del cuore dai beni che si posseggono facilita la vicinanza a Gesù e la crescita della Fede farà vivere nella gioia e con equilibrio.
Da oggi al 28 agosto la Madonna ci invita a fare una meravigliosa novena dedicata alla «Regina e Madre degli Ultimi Tempi». È stata rivelata da Lei a Luz de Maria ed è una novena straordinaria. Questa novena il 3 agosto 2018 ha ricevuto l’IMPRIMATUR del Vescovo Monsignor Juan Abelardo Mata della Diocesi di Estelì.

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GS31 - Chi vuole questa immigrazione?

Lunedì 19 agosto 2019

+ Dal Vangelo secondo Matteo (19,16-22)
In quel tempo, un tale si avvicinò e gli disse: «Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?». Gli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Buono è uno solo. Se vuoi entrare nella vita, osserva i Comandamenti». Gli chiese: «Quali?». Gesù rispose: «Non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non testimonierai il falso, onora il padre e la madre e amerai il prossimo tuo come te stesso». Il giovane gli disse: «Tutte queste cose le ho osservate; che altro mi manca?». Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi!». Udita questa parola, il giovane se ne andò, triste; possedeva infatti molte ricchezze. 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Dopo aver benedetto alcuni bambini Gesù partì dal luogo dov’era, e mentre era per strada gli si avvicinò un giovane che, gettandosi in ginocchio, gli domandò: «Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?». Una domanda legittima e a prima vista spirituale, poi arrivava anche da un giovane, quindi erano buoni segnali di conversione.
Emerge nel giovane il vivo desiderio di seguire Gesù ma era molto confuso. Non possiamo dire lo stesso di quanti non vogliono servire più Gesù e continuano ad occupare ruoli autorevoli nella Chiesa, quelli che non si pongono il dubbio sulle cose buone da compiere.
Il Vangelo oggi ci mette dinanzi una verità che i buoni riconoscono come necessaria per vivere nella Grazia di Dio e ricevere aiuti anche nei pericoli e nelle malattie: «Osserva i Comandamenti». Questo disse Gesù al giovane ricco pieno di fervore non autentico, era solo esaltato dall’idea della salvezza eterna, sganciata però dai mezzi per conseguirla.
Gesù vide subito che la richiesta espressa era buona ma l’intenzione bisognava purificarla.
«Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel Cielo; e vieni! Seguimi!»
Gesù chiedeva una prova al giovane sulla richiesta fatta, lo metteva alla prova per mostrargli qual era la sua reale convinzione.
«Udita questa parola, il giovane se ne andò, triste; possedeva infatti molte ricchezze».
Il giovane passò dall’euforica esaltazione alla tristezza, perché non aveva ottenuto quanto era convinto di ottenere. L’uomo si illude e non si conosce.
Gesù non si riferisce solamente alle ricchezze economiche, ci sono altre ricchezze che in realtà sono debolezze, frutti scaturiti dai cattivi comportamenti e dalla ripetizione dei vizi. Con l’esame di coscienza si scoprono queste debolezze e si possono lottare, per eliminare i sentimenti negativi che allontanano da Gesù.
Questa lotta è sempre necessaria per rimanere saldi nella Fede e virtuosi, ma numerosi Prelati appaiono più interessati alle cose del mondo, come la politica, che al Vangelo e alla salvezza delle anime. Non è una mia considerazione, sono le loro stesse opere e parole che ci danno questa conoscenza.
È inspiegabile, per esempio, l’eccessiva foga nel sostenere l’ingresso di milioni di musulmani in Italia, ed è con frenesia ed eccitazione che pretendono i porti aperti, causando scandalo tra i cattolici buoni e suscitando stupore per la mancata difesa della Chiesa Cattolica e della civiltà cristiana europea.
Nascono ai buoni cattolici molte domande, si chiedono la ragione di tanto interesse dei Prelati per l’ingresso di milioni di clandestini in Italia, senza poter promettere case, lavori, cure, un futuro dignitoso insieme alla richiesta di una corretta integrazione e dell’osservanza delle tradizioni italiane.
Prelati che non predicano più Gesù per tutto il tempo che dedicano all’immigrazione; non si curano e non hanno mai curato i poveri della diocesi e sono eccitati per i poveri dell’Africa; non parlano più della salvezza delle anime e vogliono salvare i clandestini che si trovano sulle navi, guardandosi bene dal condannare le Ong e gli scafisti. Un vescovo ha detto pubblicamente a un comunista, violento e ateo, che è inviato da Dio a salvare gli immigrati.
Nella Chiesa in molti hanno trasformato la Fede in etica.
I Cardinali africani Sarah e Arinze hanno detto e scritto con modi intensi e commoventi che è un gravissimo errore lasciare l’Africa e venire in Italia. Invitano di continuo tutti gli africani a non intraprendere alcun viaggio e di non seguire le indicazioni delle Ong e dei capitalisti che inviano tanti emissari a pubblicizzare la bella vita europea...
Noi che amiamo Gesù e conosciamo le vere ragioni dell’insistente richiesta dei porti aperti da parte della Massoneria, dei Prelati massoni, dei comunisti e di tutta la sinistra, dobbiamo pregare molto per le sorti dell’amata Chiesa e dell’Italia, entrambe già consegnate alla Massoneria.
Noi che amiamo la Chiesa e l’Italia possiamo e dobbiamo fare molto con la preghiera.
Oltre la recita di una Corona del Santo Rosario al giorno per la Chiesa e l’Italia, sono molto importanti i digiuni, i sacrifici, le penitenze.
Non è più tempo di assistere passivamente alle vicende religiose e politiche che stanno affondando queste due realtà più rapidamente di Giacarta, noi abbiamo il mezzo potentissimo che indebolisce e confonde tutti gli uomini posseduti dai diavoli che stanno nell’ambiente religioso e politico italiano.
È il Santo Rosario l’Arma invincibile contro i diavoli, essi vogliono demolire l’Italia ed agiscono da padroni nella mente di molti personaggi pubblici.
Le contraddizioni e le falsità di tanti politici italiani sono imbarazzanti. Anche le parole non dette ma allusive, contengono la malizia dei diavoli.
Negli ultimi sette anni il tema centrale è stata l’accoglienza degli immigrati.
Si rimane allibiti ma non troppo, leggendo le dichiarazioni di cardinali e vescovi sul tema dell’immigrazione. Dove sta scritto nel Vangelo che dobbiamo accogliere in Italia milioni di immigrati, fra l’altro senza garantire una vita dignitosa?
Se poi si tratta di un piano massonico organizzato per invadere l’Europa e creare una società mulatta? Se poi c’è un’alleanza tra una parte della gerarchia della Chiesa con l’Islam? Se poi non si garantiscono ai fratelli africani case, lavoro, un futuro dignitoso ma si abbandonano nei centri di accoglienza, davanti alle stazioni, nelle piazze e altrove per diventare ladri, prostitute, spacciatori, criminali o al massimo a servizio del caporalato?
Il Vangelo viene interpretato contro Gesù Cristo e non come lo spiegava Gesù Cristo, non viene commentato correttamente. Estrapolano parole dette dal Signore rivolte ai poveri di quel tempo e le applicano slealmente all’esodo dei musulmani per invadere l’Italia e l’Europa.
È giustificabile l’invasione di milioni di musulmani in Italia?
Può oggi Gesù volere l’invasione dell’Italia e la distruzione della sua Chiesa da parte dei suoi nemici musulmani?
È immaginabile il favoreggiamento di Gesù verso gente che adora un dio diverso da quello dei cristiani e nemica dello stesso Gesù?
Carissimi, è tempo di pregare di più, di dedicarvi alle cose di Dio e alla vita spirituale con grande interesse e partecipazione, perché senza le preghiere dei veri seguaci di Gesù, il Male diventerà sempre più potente contro le famiglie, contro ognuno, contro la Chiesa e l’Italia.
Il rimedio per bloccare il Male programmato per demolire la religiosità e la civiltà cristiana è la recita ogni giorno di più Corone del Santo Rosario.
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domenica 18 agosto 2019

GS30 - Le divisioni in famiglia

XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

 18 agosto 2019

+ Dal Vangelo secondo Luca  (12,49-53)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
È una parola difficile da accogliere, sembra un messaggio oscuro anche se Gesù parla chiaramente. Bisogna capire la spiegazione di un insegnamento forte e che vuole distaccare ogni cristiano anche dall’affetto disordinato. Quindi, si tratta dell’affetto disordinato, perché è impossibile amare Gesù e quanti si oppongono a Lui.
Ma non è il credente, in realtà, il colpevole dei litigi familiari, quasi sempre è chi non crede in Gesù a creare scomposti litigi e problemi.
In molti casi il cristiano incontra maggiori contrasti in famiglia, non viene compreso/a da chi non ama il Signore mentre segue molti altri idoli, trasforma tutto in divinità e lo adora più degli stessi familiari. Quindi, non ha la pace, la gioia, l’equilibrio per accettare la Fede e la preghiera del familiare che compie un buon cammino spirituale sulle orme di Cristo.
Gesù ha previsto anche questi contrasti familiari e ha anticipato la soluzione.
Anche se parla di divisione in una famiglia dovuta alla sua presenza, Lui non desidera l’opposizione né l’incomprensione.
Lui è la Pace che riconcilia, l’Amore che salva, il Medico che guarisce da tutte le malattie, quelle spirituali e fisiche.
Gesù non ha alcuna responsabilità nei contrasti familiari a causa della Fede in Lui, i contrasti sorgono per l’ottusità e la cattiveria di qualcuno che non accetta Dio e reagisce contro chi in famiglia và a Messa e osserva i Comandamenti.
Chi vive nei vizi o segue altre dottrine umane e spesso segrete, reagisce scompostamente verso i familiari che pregano, pretende la rinuncia alla Messa festiva e il rifiuto dei valori cristiani. È un’imposizione insensata e inammissibile, una pretesa che diventa ricatto e che produce solamente animosità e risentimenti.
In questo senso Gesù afferma che la sua Persona causa divisioni, non volute comunque da Lui!
Nella famiglia non si può obbligare nessuno a credere ma neanche ad abbandonare la propria Fede, se viene coltivata con mitezza e bontà. Quali malesseri può causare chi prega per i familiari che vivono già qui il loro inferno e non hanno pace? Questi dovrebbero baciare i piedi ai familiari che pregano e fanno penitenze per la loro conversione.
Deve emergere un rispetto reciproco anche in una situazione disagiata.
Eppure esistono matrimoni tra coniugi di diversa religione, quindi o sono molto rispettosi o qualcuno non professa più la sua fede.
Il matrimonio tra cristiani presenta, come sappiamo, caratteristiche spirituali che vanno oltre l’amore umano. Non si tratta solo di attuare comportamenti educati e che sono facili quando tutto va bene, c’è anche l’invito evangelico a praticare le virtù quando nascono dissidi o ci sono valutazioni contrastanti sulla Religione e l’osservanza.
Ogni componente della famiglia ha doveri precisi verso tutti gli altri, tra cui il rispetto della religiosità altrui, senza arrivare a ricatti ridicoli e che danneggiano ulteriormente le relazioni familiari. È opportuno allora purificare le opinioni personali in nome del rispetto del coniuge o dei genitori o dei figli.
Se qualcuno in famiglia va a Messa o prega privatamente, non succede nulla di grave, al contrario potranno accadere miracoli!
In ogni famiglia c’è sempre un legame affettivo tra i coniugi, in qualche modo ci si sente legati ad obblighi morali che favoriscono l’armonia, ma non sempre avviene. Se all’inizio o negli anni qualcuno si distacca dalla preghiera, deve arrivare l’immediato soccorso da parte dell’altro coniuge o dei figli o dei genitori verso i loro figli.
Il soccorso è principalmente spirituale pregando per chi si è smarrito, ma non deve mai mancare la parola adeguata nei momenti opportuni. Non bisogna criticare aspramente chi non prega, così si produce l’effetto contrario ed aumenta l’avversità.
Ha bisogno di maggiore affetto chi non prega, perché si trova in una situazione disagiata e confusa. La sua vita è sconvolta e non ha pace!
La preghiera costante, umile, fiduciosa, produrrà nel tempo qualcosa di straordinario perché Gesù e Maria ascoltano sempre ed aiutano!
Non è mai inutile la preghiera per la conversione dei non credenti, e se non si convertono subito, la preghiera li aiuterà ad evitare comportamenti peggiori. Proprio nella richiesta fatta a Gesù e alla Madonna di aiutare quel familiare ribelle e contrario alle cose spirituali, si vede il vero amore di chi crede ed è convinto che la Grazia prima o poi arriverà.
Milioni di cristiani hanno pregato per anni per familiari scontrosi e prevaricatori, ottenendo dopo un po’ di tempo, qualche anno o dopo diversi anni la conversione profonda di quanti mostravano caratteri indisciplinati e spesso anche violenti.
I genitori o il coniuge o i figli, devono mettere nei Sacri Cuori di Gesù e di Maria ogni preoccupazione riguardo la mancata spiritualità di qualche familiare. Non è mai opportuno abbattersi o ingannarsi dell’impossibilità della conversione di chi in famiglia vive nel peccato e rifiuta il dialogo sulle cose religiose o è indifferente ma con disprezzo.
La preghiera può ottenere tutto ciò che necessita, sia per chi prega, i suoi familiari, le persone bisognose.
Innanzitutto bisogna preoccuparsi dei familiari ed insistere nella richiesta costante per ottenere la loro conversione. Mentre ci si trova nell’agitazione tutto sembra perduto e irrisolvibile, ma la Fede ci dice che il Signore Gesù è sempre pronto a darci quanto chiediamo di buono.
Occorre grande fiducia, amore, costanza, umiltà e l’osservanza dei Comandamenti.
«Tutto è possibile per chi crede» (Mc 9,23).
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GS29 - Ricominciare con la gioia dei bambini

17 agosto 2019 sabato

+ Dal Vangelo secondo Matteo (19,13-15)
In quel tempo, furono portati a Gesù dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li rimproverarono. Gesù però disse: «Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a Me; a chi è come loro, infatti, appartiene il Regno dei Cieli». E, dopo avere imposto loro le mani, andò via di là. 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
L’amore di Gesù verso i bambini è espressione di una predilezione speciale, ed anche verso gli ammalati che accettano la sofferenza, manifesta un amore particolare. I bambini non comprendono appieno la protezione di Gesù, mentre gli ammalati di età superiore hanno la capacità di avvertire la vicinanza del Signore proprio nei momenti più dolorosi.
L’amore di Gesù è grande per i bambini e per quanti, per essere figli di Dio, si fanno come bambini. Vuole che diventiamo puri e semplici.
La piccolezza evangelica riempie le pagine del Vangelo, è parte integrante del messaggio di Gesù, è la sintesi di tutto il suo insegnamento.
Ma è possibile farsi piccoli, dopo una vita orgogliosa e di lotte anche contro i familiari, di violenza verbale nell’imporre la propria arroganza?
Gesù ci dice che è possibile ricominciare, rinascere a nuova vita, e per farlo dobbiamo conoscere la Madonna, pregarla ogni giorno con la recita di più Corone del Santo Rosario. Per conoscerla meglio è opportuno leggere tanti suoi messaggi, dove spiega come praticare le virtù e vivere da veri cristiani. Vi indico tre siti abbondanti di messaggi dati dalla Madonna, per addentrarvi nella conoscenza della nostra Mamma.

MSG1  
MSG2 

In tutti questi messaggi la Madonna prende per mano, talvolta in braccio, e conduce i suoi devoti alla piena adorazione di Dio incarnato, di suo Figlio Gesù Cristo. Vi indico qui Don Stefano Gobbi, Luz de Maria e Gisella, per la piena autenticità e di cui mi faccio garante per voi che leggete.
Potrei aggiungerne altri pochi e lo farò, adesso cominciate a meditare questi messaggi per scoprire la vera spiritualità, per imparare a pregare e rendere efficace la vostra preghiera.
Gesù nel Vangelo ci spiega l’importanza di vivere con la semplicità e la purezza dei bambini. Una persona adulta o un professionista trova impegnativo questo se non impossibile, eppure insieme alla Madonna è facile, tutto diventa possibile se chiediamo aiuto alla Madre del Perpetuo Soccorso.
I bambini fino a quando non posseggono l’uso della ragione sono creature innocenti, quasi angeliche, privi ancora di quella malizia che in realtà posseggono senza però saperla utilizzare, in quanto anche loro figli del peccato originale.
Sono meravigliosi i bambini anche per il ruolo non consapevole, di risvegliare negli adulti quella semplicità e quella purezza intellettuale forse perduta e non più amata. Bambini che aiutano i loro genitori a conoscere e a vivere la pazienza, anche a perdere quell’indifferenza verso quanti soffrono.
È bello pensare alla fanciullezza non perché priva di responsabilità o per la mancanza di conoscenza dei drammi umani, di quanto avviene nel mondo. La propria infanzia è un tesoro di ricordi colorati ed inviolabile che nessuno potrà mai rubare.
Molti adulti raramente ricordano l’infanzia sfuggita anche se mancano ricordi negativi. Non hanno più tempo per immergersi nei ricordi più autentici e far riemergere la bellezza della vita semplice, leggera, sincera e allegra. Per diverse cause molti adulti smarriscono la gioia della genuinità, portatrice di bontà, autenticità e sincerità.
Le difficoltà che incontrano quasi tutti gli adulti in ogni campo della vita sociale, tra cui i ricchi e i tranquilli economicamente e forse soprattutto loro, spesso conducono ad un agire più razionale ed egoista che ad un agire buono e altruista.
La perdita del contatto con i sentimenti spontanei e sinceri che si conoscevano quando bambini si sognava un mondo onesto e «umano», incattivisce anche quanti hanno un cuore buono ma non riescono a controllare i pensieri impulsivi e distruttivi.
Ci sono persone che vanno ammirate perché dedicano la vita ad aiutare i bambini che vivono nelle terre povere, e rassicura sapere che donano tempo e amore per aiutare poveri che non potranno ricambiare se non con il sorriso e la gioia del cuore.
Gesù ci chiama a rimanere bambini nel cuore, semplici come le colombe ma prudenti, con una prudenza che non deve avere mai limite per agire animati dalla retta intenzione e da una lungimiranza onesta per non seminare inutilmente.
Per capire se siamo interiormente come i bambini, dobbiamo verificare la nostra reazione dinanzi alle cose belle, alla natura, agli incontri con gli amici o con persone stimate, alla stessa vita che è meravigliosa se vissuta in comunione con Gesù e la Madonna.
Per imitare e diventare autenticamente come i bambini, dobbiamo perdere l’eccessiva sicurezza e osservare tutto con gioia e stupore.
A molti adulti di oggi manca la gioia della vita e sono troppo sicuri delle loro scelte, incapaci di apprezzare la vita perché non ne conoscono il senso.
Gesù vuole dare sempre di più a quanti Lo amano, e non chiede nulla di impossibile, ci invita al Bene e ci lascia liberi di scegliere. Ci chiede di vivere in modo onesto e animati dalla bontà che scopriamo appunto nei bambini.
Il suo invito a diventare come i bambini nella spontanea genuinità e nella purezza interiore, ci deve far riflettere sulla vita che si conduce.
“Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a Me; a chi è come loro, infatti, appartiene il Regno dei Cieli”.
A chi è come loro. Ogni adulto deve valutare i sentimenti dei bambini e farli propri.
Se finora i genitori hanno guardato i loro bambini come pargoli meravigliosi che fanno sperimentare una gioia autenticamente umana, devono rivedere questa ammirazione e puntare sulla parte spirituale, per trarne fruttuosi propositi e migliorare la loro vita.
Si diventa come bambini nello spirito puro e semplice, se si vincono i doppi pensieri e si vive rettamente. Gesù ama le anime intellettualmente oneste.
Altrimenti si rimane adulti senza praticare le virtù, senza compiere alcuna conversione e non si vive il Vangelo della piccolezza interiore.
Ritornare bambini nel cuore e nei pensieri è una ricchezza impagabile.
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venerdì 16 agosto 2019

GS28 - L’attacco contro la famiglia cristiana

16 agosto 2019, venerdì

+ Dal Vangelo secondo Matteo (19,3-12)
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?». Egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina e disse: “Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne”? Così non sono più due, ma una sola carne. Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi». Gli domandarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l’atto di ripudio e di ripudiarla?». Rispose loro: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all’inizio però non fu così. Ma Io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un’altra, commette adulterio». Gli dissero i suoi discepoli: «Se questa è la situazione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi». Egli rispose loro: «Non tutti capiscono questa parola, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono resi tali per il Regno dei Cieli. Chi può capire, capisca». 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
I farisei in questa circostanza si avvicinarono a Gesù per metterlo alla prova sul matrimonio. Posero domande trabocchetto e speravano di ascoltare risposte opposte alla Legge di Dio. «È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?».
Era un questione che divideva le diverse scuole d’interpretazione della Scrittura. Il Signore si è servito di una domanda banale per toccare il problema di fondo: l’indissolubilità. Cristo, Signore assoluto di tutte le leggi, riporta il matrimonio alla sua essenza e dignità originali, così come fu concepito da Dio.
«Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina e disse: “Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne”? Così non sono più due, ma una sola carne. Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi».
Il Signore ha proclamato per sempre l’unità e l’indissolubilità del matrimonio al di sopra di qualsiasi considerazione umana. Queste due sono le proprietà inderogabili del matrimonio, come indica il canone 1056 del Codice di Diritto Canonico.
È un argomento delicato quello del matrimonio, dell’unione sacra tra un uomo e una donna, sancito con una promessa fatta liberamente dai due coniugi davanti a Dio, al Sacerdote e all’assemblea. Nessuno ha costretto l’uomo e la donna presenti in Chiesa a pronunciare il «Sì» e a sposare l’altro/a, è stata una scelta consapevole delle conseguenze.
Nel corso prematrimoniale e per quanti conoscono la dottrina cattolica queste proprietà non sono nuove. Erano a conoscenza durante la celebrazione che le due condizioni si accettano per tutta la vita e che solo la Grazia di Dio permette di mantenere saldi molti matrimoni che in certi periodi scricchiolano per motivi imprevedibili.
Il collasso dei matrimoni religiosi è in continuo aumento e la condizione spirituale dei nuovi divorziati è carica di sofferenze e ricordi dolorosi.
Non sempre chi sceglie il divorzio poi rimane convinto della scelta e i rammarichi si moltiplicano. Un divorzio è una lacerazione per tutti, non lasciatevi ingannare da molti personaggi pubblici che si mostrano sempre sorridenti per la vita sopra le righe, mentre interiormente sono distrutti e avviliti.
La Chiesa è Madre che accoglie tutti i suoi figli pentiti dei loro peccati. Rimane l’impedimento ai Sacramenti per colpa del divorziato risposato o che mantiene una relazione extraconiugale. È stato infranto un patto, una promessa solenne, cosciente e convinta, altrimenti il matrimonio sarebbe da annullare.
La Chiesa non disprezza i divorziati né li condanna alla dannazione. La Chiesa semmai salva, redime, santifica le anime!
Quanti accusano la Chiesa di chiusura non sanno quello che dicono: loro hanno fatto una promessa! Liberamente e davanti a Dio.
Dio chiede il rispetto del patto coniugale, non è stato Lui a forzare i due coniugi a sposarsi, non è stato Lui a pretendere la promessa dell’unità e dell’indissolubilità, sono stati i coniugi ad affermare solennemente la decisione di amarsi per tutta la vita e rispettare per tutta la vita queste due condizioni.
I divorziati non risposati e senza una nuova relazione possono accedere ai Sacramenti, mentre i divorziati risposati o uniti in una nuova relazione non possono e non devono reagire contro la Chiesa. Si fanno del bene se non accedono ai Sacramenti, mostrano di possedere maturità e rispetto verso Dio.
La salvezza eterna è possibile a tutti quelli che si pentono dei peccati, anche i divorziati hanno questa possibilità e non devono allontanarsi.
In molti casi si celebrano matrimoni che non rispettano le leggi della Chiesa e si può arrivare all’annullamento presso la Sacra Rota.
Vediamo i vizi del consenso matrimoniale nei canoni 1095-1103 distribuendoli nelle due categorie di vizi:
a) ex parte voluntatis: esclusione (simulazione 1101); condizione (1102) paura (vis vel metus 1103);
b) ex parte intellectus: carenza del sufficiente uso di ragione (1095,1); grave difetto di discrezione di giudizio (1095,2); incapacità di assumere gli obblighi essenziali del matrimonio per cause di natura psichica (1095,3); ignoranza (1096); errore (1097); dolo (1098).
L’incapacità di contrarre matrimonio molto spesso non è visibile o accertabile con gli strumenti che si posseggono, al canone 1095 § 1 leggiamo in che modo i due sposi arrivano a dare il proprio consenso.
“Per sposare occorre che i contraenti esprimano il consenso, cioè un atto di volontà esplicito, libero, consapevole, con cui stabiliscono il patto irrevocabile di tutta la vita, inteso a conseguire una comunione piena nel dono reciproco, proteso al bene dei coniugi e aperto alla procreazione” (can. 1057 § 1 e 1055 §1).
Nel momento di esprimere il consenso, possono trovarsi persone che apparentemente appaiono sane, mentre sono affetti da nevrosi, stati borderline, anomalie psicosessuali, intossicazione abituale da droga o alcool, incapacità ai rapporti interpersonali, immaturità psicoaffettiva, alterazioni permanenti e stati transitori.
Dobbiamo avere molta comprensione verso i divorziati, i separati e quanti commettono errori extraconiugali. I cristiani non devono condannare ma pregare, devono chiedere a Gesù la conversione e la salvezza eterna di tutti i peccatori. Non si condanna anche per la mancanza di nozioni sicure sulla vita degli altri, anche dei divorziati.
Per salvare il proprio matrimonio occorre pregare molto, questo è il tempo più minaccioso della storia, soprattutto per le famiglie.
Assistiamo in tutto il mondo al più grande attacco alla famiglia, questo è il piano di satana per distruggere il Sacramento del matrimonio, per accrescere la denatalità in Italia e in Europa e permettere la sostituzione con i musulmani, sempre prolifici considerando che un musulmano può sposare molte donne.
Nel 2018 si è verificato in Italia un crollo delle nascite come mai avvenuto in passato. Chi prenderà il posto degli italiani? I musulmani.
L’attacco contro la famiglia cristiana e tra uomo e donna è voluto da satana anche per privare la Chiesa delle vocazioni sacerdotali e delle Messe.
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GS27 - Il testamento spirituale dell'Assunta

Assunzione della Beata Vergine Maria

 15 agosto 2019, giovedì

+ Dal Vangelo secondo Luca (1,39-56)
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la Madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E Beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse:
«L’Anima mia magnifica il Signore
e il mio Spirito esulta in Dio, mio Salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua Serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno Beata.
Grandi cose ha fatto in Me l’Onnipotente
e Santo è il suo Nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che Lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua. 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Questa solennità ci ricorda che tutti siamo chiamati alla gloria eterna e sono le nostre scelte a determinare il nostro futuro. La nostra vita vissuta in comunione con Gesù ci fa assimilare il suo Spirito Divino e diventa sempre più bella, importante ai suoi occhi, sicuramente guarita dalle ferite morali e dai cattivi ricordi, guarita anche dalle malattie spirituali e fisiche.
L’Immacolata durante la vita terrena fu esente da ogni malattia fisica, ed è suo grande desiderio vederci guariti dalle malattie, ma dobbiamo meritare le Grazie ed anche i miracoli impossibili, come avvengono in tantissime parti del mondo.
La Madonna ci dice che possiamo ricevere tutte le Grazie spirituali e fisiche tramite la sua mediazione, con la recita giornaliera del Rosario.
L’Assunzione al Cielo è il premio che Maria di Nazaret meritò abbondantemente, Ella è stata l’unica Creatura ad avere aderito perfettamente alla Volontà di Dio, era Madre di Dio, dopo essersi trovata per speciale Grazie della Santissima Trinità, Immacolata fin dal suo concepimento.
Questa prerogativa è stata unica per una sola Creatura, chiamata a portare nel suo grembo il Figlio eterno del Padre, diventarne la Madre e accudirlo con un Amore che sfiorava l’infinito. Infatti infinito era il Figlio, occorreva un Amore proporzionato nel prendersi cura di Lui, piccino e bisognoso di ogni cura materna, e solo una Donna Immacolata era degna di accoglierlo nel suo grembo.
La stessa cura la Madonna vuole prenderla verso ognuno di noi, solo che noi siamo esseri umani con tante miserie e fuggiamo dal suo abbraccio materno, non ci lasciamo avvolgere dal suo Amore e dalla sua Luce, non riusciamo ad assorbire il suo Spirito che trasforma e rende migliori.
In moltissimi cattolici è assente la meditazione giornaliera di libri spirituali, a cominciare dal Vangelo, ma sono incalcolabili i buoni libri che infondono tanto fervore e spingono a vivere la Parola di Dio con maggiore determinazione.
Nel Vangelo di oggi, per esempio, possiamo cogliere tanti spunti importanti per imitare la Madonna e crescere nella Fede.
Non dimentichiamo che la Fede è come una bella e rara pianta, è indispensabile curarla con attenzione e premura. Bisogna togliere le erbacce che spuntano e sono le debolezze umane insieme alle tentazioni, ed innaffiarla ogni giorno con la preghiera e i Sacramenti.
Anche le buone opere sono importanti, in queste mostriamo alla Madonna che vogliamo imitarla, diventare figli suoi e che cerchiamo il suo aiuto. Non si può condurre una vita dissipata e poi cercare le Grazie speciali, o pretendere di risolvere problematiche difficili.
Nel Vangelo di oggi, dopo la meraviglia di Elisabetta nel trovarsi davanti «la Madre del mio Signore», emerge la carità soprannaturale della Vergine Maria. «Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda».
La premura della Madonna ci dice che non dobbiamo preoccuparci solamente delle nostre cose e anche gli altri che soffrono per varie ragioni hanno necessità della nostra vicinanza. Tranne i casi in cui la vicinanza verso qualcuno è dannosa e che a causa delle sue stranezze ci rende la vita un inferno, dobbiamo donare sempre amore a tutti, fare del bene anche ai nostri nemici.
Alle parole ispirate di Elisabetta alla cugina Maria, la mite Fanciulla di Nazaret rispose con quel cantico di lode all’Altissimo e svelando tutta la sua adorazione a quel Padre che ama ogni sua creatura, che non si dimentica di nessuno e vuole esaudire ogni richiesta espressa con amore.
Nel Magnificat troviamo il testamento spirituale dell’Immacolata.
Oggi Ella sale al Cielo in Anima e Corpo, accompagnata da miriadi di Arcangeli e di Angeli, accolta e abbracciata da suo Figlio Gesù, per coronarla Regina dell’Universo, donandole il posto e il ruolo di Mediatrice, Corredentrice e Avvocata dell’umanità.
In Cielo abbiamo una Madre che ci difende innanzitutto da noi stessi... ovviamente se ricorriamo a Lei e Le chiediamo con umiltà di cambiare la nostra vita, di farci perdere la vecchia e malata mentalità. Ella ci vuole guarire da tutti i mali spirituali e fisici, lo sanno bene tutti quelli che hanno pregato e pregano la Madre di Dio e rinascono a vita nuova.
Molti cristiani invece non vogliono rinascere nel Cuore della Madonna per diventare veri seguaci di Gesù e muoiono spiritualmente.
Gesù insegna a perseguire sempre il Bene sommo e a valorizzare tutto quel bene presente nelle persone e nelle varie attività. Ci indica nell’amore disinteressato, nell’amicizia autentica e limpida, nella solidarietà, nella verità integrale e nella giustizia equa, i valori che dobbiamo visualizzare di continuo dentro di noi.
Si dimenticano con facilità quando le preoccupazioni sono sbilanciate verso le cose materiali e si trascura la cosa più importante: l’anima.
Nel mondo si è perduto lo spirito di carità intesa come bontà, altruismo, compassione, misericordia. Non c’è più spirito di servizio verso Dio e le stesse istituzioni, verso le professionalità proprie e tutto continua ad essere contaminato.
Il mondo è senza la Madre e non sa più dove volgersi per ritrovare il decoro.
L’Assunzione della Madonna richiama la nostra stessa fine terrena, perché tutti lasceremo questa terra considerata un pellegrinaggio che può essere meraviglioso, entusiasmante, appagante nello spirito, oppure un tormento, una frustrazione per ciò che si desidera e non si raggiunge ma che non è indispensabile!
In tutti questi anni ho scritto quasi quattromila commenti giornalieri al Vangelo e ho sempre insistito sull’importanza della devozione alla Beata Vergine. Ella è l’Onnipotente per Grazia in grado di risolvere ogni nostra sofferenza, guarire ogni malattia, sciogliere qualsiasi contrasto e discordia, allontanare ogni tentazione arguta e pericolosa.
La trascuratezza della preghiera alla Madonna fa cadere la santa protezione che Lei ci mette addosso proprio quando La preghiamo e ci consacriamo al suo Cuore Immacolato. La «Madre del mio Signore», come La chiama Elisabetta, ha ricevuto dal Figlio divino ogni potere sulle infinite Grazie e le dona a chi vuole, come vuole, quando vuole.
La Madonna dopo la sua «dormitio» è stata Assunta in Cielo con il Corpo riunitosi alla sua Anima. È in Cielo alla destra del Figlio suo e di Dio Padre, e comanda miriadi di schiere angeliche, con un solo accenno del suo sguardo terrorizza tutto l’inferno, con la sua volontà pienamente amorevole vuole aiutare tutti.
La scarsa meditazione di questa figura eccelsa, innalzata dalla Santissima Trinità a Corredentrice e Mediatrice delle Grazie, non permette di comprendere la sua Onnipotenza per Grazia, la sua vicinanza quando si recita il potentissimo Santo Rosario, la sua premura nel liberarci dai pericoli e dagli attacchi satanici.
Non tutti i pensieri che arrivano alla mente sono buoni e moltissimi non vengono da Gesù Cristo, quindi da dove arrivano?
Chiedete ogni giorno la purità della mente, oltre che del cuore e del corpo! Invocate di continuo la Madre della Purezza e della Tenerezza.
La Madonna dopo il suo glorioso pellegrinaggio terreno, come mai nessun’altra creatura, essendo stata preservata dal peccato e da ogni forma di corruzione, ha meritato il premio eterno con una gloria che neanche tutti gli Angeli, i Patriarchi e i Santi di tutti i tempi riescono a raggiungere tutti insieme.
Anche noi siamo chiamati a grandi cose, adesso dobbiamo imitare con grande impegno e rinnegamento le virtù di Colei che diede al mondo il Redentore, fu sua Educatrice, come fu Maestra di ogni perfezione di tutti i Santi della storia cristiana.
Ognuno di noi troverà in Cielo la gloria proporzionata alla Grazia acquistata durante la vita terrena. Il posto che occuperà in Paradiso, vicino o distante dalla Santissima Trinità, dipenderà dalla vita condotta in questo nostro tempo. In Paradiso si riceverà il premio meritato adesso, piccolo o grande.
Non conta solo salvarsi l’anima, adesso dobbiamo guadagnare grandi meriti davanti a Gesù, con una vita virtuosa, umile, onesta, spirituale e attenta ai bisogni altrui.
Dove stiamo andando? Cosa stiamo compiendo di santo e di meraviglioso nella nostra vita? Chi abbiamo messo al centro di tutto?
Io prego ogni giorno per tutti voi che fate parte della nostra Parrocchia virtuale e siete quasi ventimila, poi ci sono incalcolabili lettori a cui voi inviate giornalmente questa newsletter. Prego anche per i familiari di tutti voi, per chi soffre e non trova consolazione e per quanti vivono nei peccati e non riescono a pentirsi. Preghiamo tutti insieme per la conversione dei peccatori.
Tanti vanno all'inferno perché seguono la loro volontà mentre la Madonna vuole aiutare tutti ad andare in Paradiso.
Non abbattetevi mai nelle sofferenze, Gesù è buono e ci ama, ci vuole sempre vicini a Lui e noi ripetiamo con la Vergine Immacolata: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore».
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mercoledì 14 agosto 2019

GS26 - Le preghiere di liberazione

14 agosto 2019 mercoledì

+ Dal Vangelo secondo Matteo (18,15-20)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano. In verità Io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo. In verità Io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio Nome, lì sono Io in mezzo a loro».

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La correzione fraterna è difficile da esercitare per chi non è di buon esempio, ma è sempre valida per fermare un litigio o una incomprensione. Occorre una sana imparzialità e un animo buono, perché molti sono quelli che si ritagliano il ruolo di pacificatori per poi aizzare i due oppositori anche con parole ambigue.
È difficile essere obiettivi, al di sopra delle parti, quando si deve difendere un familiare o un amico contro chi non è amico, ecco allora che il Vangelo ci aiuta sempre a capire come dobbiamo comportarci in queste circostanze.
Gesù conosce e prevede tutte le possibili resistenze di un cuore umano al rimprovero di una colpa. Vi sono due barriere che si ergono a difesa del peccato: una è l’amore stesso al peccato, l’attaccamento ad esso, e l’altra è l’orgoglio che non accetta l’umiliazione di un ammonimento.
È il versetto 17 a spiegare l’indurimento del cuore e la mancata capacità di controllo, in quanto assente anche nelle persone più erudite o considerate qualificate e valenti nella società. Non è il successo o la carriera professionale a fornire un equilibrio quasi fuori dal comune.
«Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano».
Solo Dio conosce i cuori di tutti e nessuno può conoscere e giudicare una persona che sbaglia anche pubblicamente, si condanna solo il peccato. Un ricco che vive dissolutamente, nel suo cuore potrebbe chiedere perdono a Gesù o ricorrere alla Madonna per avere la forza di uscire dalla galleria senza luce. Forse rimarrà ancorato al peccato, ha però delle possibilità per uscirne e Dio vuole liberare tutti i peccatori dalle catene.
Non è il denaro né una cultura superiore ad infondere la sapienza, intesa come  saggezza, prudenza, abilità ed equilibrio intellettuale.
La competenza può essere notevole e di qualità, ma il cuore conserva buonsenso ed equità oppure instabilità, parzialità e dissolutezza?
Oggi c’è molta cultura ma non c’è saggezza in molti ambiti della vita pubblica e politica.
Gesù viene in soccorso di tutti i peccatori e fa conoscere la possibilità di sciogliere le catene del peccato, dando ai suoi Sacerdoti per mezzo della Confessione, la miracolosa possibilità di «risuscitare» un’anima agonizzante. «In verità Io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo».
È il potere dei Sacerdoti di sciogliere un’anima dalle catene e quindi dalle conseguenze dei peccati, oppure di tenervela legata.
Il Sacerdote non vuole lasciare nessuno legato al peccato, tuttavia proprio nel caso contemplato al versetto 17, può accadere che un peccatore scelga di non fare parte della Chiesa, quindi «legato» al suo peccato, ma non per volontà della Chiesa, bensì per la sua ostinazione.
Questo peccatore non ha capito che la Confessione è potente come un esorcismo. Sono incalcolabili le persone che necessitano urgentemente di preghiere di liberazione.
Con le preghiere di liberazione fatte anche a distanza e all’insaputa di chi le riceve, i diavoli sono costretti a fuggire oppure a perdere forza.
Ogni Sacerdote è chiamato a fare le preghiere di liberazione, la sua stessa vita deve liberare le persone dalle catene dei diavoli.
Ogni preghiera dei Sacerdoti che credono fermamente è una potente preghiera di liberazione.
Il Sacerdote deve desiderare la salvezza eterna di tutti i peccatori dando a Gesù il merito di ogni liberazione e di tutto il Bene. Il Sacerdote sa che Gesù ascolta anche i gemiti, ogni preghiera, soprattutto quella fatta con fiducia, una Fede profonda.
Negli esorcismi e nelle preghiere di liberazione i Sacerdoti recitano le preghiere a voce alta per comandare ai diavoli di lasciare le persone possedute, le case, gli oggetti, gli animali o i terreni, ma non sempre avvengono le liberazioni e dipende molto spesso dalla poca Fede della persona posseduta o fortemente disturbata.
Da parte del Sacerdote deve esserci una Fede sicura per lottare contro i diavoli e quantomeno indebolirli fino a farli scappare. Comunque ogni cristiano con una Fede profonda incute terrore ai diavoli in qualsiasi circostanza, anche quando dialoga, parla al telefono, è vicino a chi è disturbato dai diavoli e negli incontri di preghiera.
Quando avvertite malesseri strani o ci sono inquietudini in famiglia o avete dolori al corpo non spiegabili o le tentazioni sono forti, chiedete una preghiera di liberazione al Sacerdote e vi sentirete bene, forti, con una grande pace interiore. Andate dai Sacerdoti a chiedere preghiere, non temete di disturbarli, è un loro dovere aiutare tutti.
Una sola preghiera di liberazione ha la potenza di eliminare le negatività e le avversità che vi perseguitano.
«Chiamati a sé i dodici discepoli, diede loro il potere di scacciare gli spiriti immondi e di guarire ogni sorta di malattie e d’infermità» (Mt 10,1).
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GS25 - Epilessia o possessione diabolica?

13 agosto 2019 martedì

+ Dal Vangelo secondo Matteo (18,1-5.10.12-14)
In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel Regno dei Cieli?». Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità Io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel Regno dei Cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel Regno dei Cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio Nome, accoglie me. Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché Io vi dico che i loro Angeli nei Cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei Cieli. Che cosa vi pare? Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti e andrà a cercare quella che si è smarrita? In verità Io vi dico: se riesce a trovarla, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite. Così è Volontà del Padre vostro che è nei Cieli, che neanche uno di questi piccoli si perda». 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
L’ultima affermazione di Gesù evidenzia l’infinita preoccupazione della sua missione: «Neanche uno di questi piccoli si perda».
I suoi seguaci devono ripercorrere il cammino di Gesù, avendo chiaro nella mente che vivere per Gesù deve comportare la morte dell’amor proprio.
C’è un grandissimo apostolato da compiere e i cattolici rimasti fedeli al Vangelo storico siamo molto pochi. Ognuno faccia la sua parte.
Nel mondo cresce a dismisura il numero delle persone che non credono in Dio. Vivono schiavi dell’impulsività e percepiscono corretto e perfetto solo quello che pensano loro. Le loro menti sono ottenebrate e non lo sanno. Questo è il dramma gigantesco che vive l’umanità, dove i diavoli sono i padroni di miliardi di persone sulla Terra, anche dei più potenti.
Nei giorni scorsi non abbiamo potuto meditare il capitolo 17 di Matteo per le feste liturgiche succedutesi. Voglio riprendere quel Vangelo non annunciato perché molti temi ci aiutano a scoprire meglio l’onnipotenza di Gesù.
L’episodio è toccante e nessuno si deve meravigliare, oggi sono incalcolabili le persone possedute che si rivolgono agli esorcisti.
Il Vangelo narra che un padre si gettò in ginocchio davanti a Gesù e disse: «Signore, abbi pietà di mio figlio! È epilettico e soffre molto; cade spesso nel fuoco e sovente nell’acqua». Da quello che si legge dopo si scopre che non si trattava dell’epilessia ma di una possessione diabolica.
L’epilessia è un disturbo neurologico, una malattia del sistema nervoso centrale, quindi il padre sapeva di una malattia inesistente. Era posseduto.
Alle volte una sofferenza si presenta come una vera malattia, ma anche se accompagnate da analisi, radiografie ed altro, può essere causata da una forte presenza dei diavoli e sono pure bravi a non manifestarsi. Come potranno perdere forza i diavoli e manifestarsi, indicando così l’inizio della loro sconfitta?
Con il Santo Rosario recitato con amore e devozione.
La Santa Messa rimane il Sacrificio infinito di Gesù e i diavoli fanno di tutto per allontanare i cristiani dal parteciparvi, ispirando impegni, stanchezza, noia, desideri mondani, divertimenti che sicuramente rallegrano più di una partecipazione ad un rito di cui non si conosce nulla e che arreca insofferenza.
Per partecipare alla Santa Messa bisognerebbe fare la fila, come avviene nelle discoteche, negli stadi e in tutti i divertimenti mondani.
Ma è difficile entrare nella dimensione soprannaturale a coloro che sono usciti dalla dimensione umana...
Nel racconto sappiamo che il padre si lamentò dei discepoli di Gesù: «L’ho portato dai tuoi discepoli, ma non sono riusciti a guarirlo». Hanno fatto fare «brutta figura» anche a Gesù, hanno manifestato la sua dottrina con molta superficialità.
Anche noi non siamo testimoni credibili quando diamo scandalo nel linguaggio, nelle opere, nelle scelte di vita. Gesù non può essere contento dei discepoli che prediligono i vizi e i peccati, mentre ha molta comprensione verso coloro che peccano per debolezza e si rialzano pentiti.
Il padre si mise alla ricerca del Signore e non appena Lo incontrò si inginocchiò commosso e si sfogò. La risposta di Gesù fu infiammata.
«O generazione incredula e perversa! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo qui da Me».
Parole severe, ripetute per scuoterli e farli ragionare sulla necessità della Fede per compiere un santo apostolato.
Quando portarono il giovane davanti a Gesù, Egli non si preoccupò della malattia che si era sviluppata, ma che scaturiva dalla possessione diabolica. «Gesù lo minacciò e il demonio uscì da lui, e da quel momento il ragazzo fu guarito».
Gesù intervenne sui diavoli e non sulla malattia, ma la malattia c’era per la presenza dei diavoli e andando via loro, sparì la malattia.
Questo episodio ci sprona ad utilizzare sempre l’acqua esorcizzata o santa anche nei casi di malattia, inoltre si devono recitare più Corone del Santo Rosario e chiedere benedizioni al Sacerdote (spirituale) per capire la causa del male.
La differenza tra la malattia causata dai diavoli e quella che concerne le funzioni organiche di un essere vivente, viene intuita dagli esorcisti che conducono una buona vita spirituale e da quei Sacerdoti che vivono nella preghiera contemplativa.
Andare a Messa non indica la conversione, neanche i molti pellegrinaggi in tanti Santuari, oppure la partecipazione a molti incontri di preghiera.
La vera conversione non è mai immediata ma graduale, deve intraprendere il percorso del rinnegamento per farsi come bambini, cioè, sinceri, innocenti, buoni, onesti, miti e pieni di bontà. Fino a quando non ci si riveste di queste virtù e non si agisce in modo nuovo, morendo all’uomo insincero vecchio, non si inizia mai il vero cammino di Fede.
Molti vanno a Messa ma non tutti si impegnano con slancio nell’osservare i Comandamenti. Si deve iniziare una nuova vita!
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Medaglia di San Benedetto