Il Signore ti benedica,ti custodisca e ti mostri il Suo volto misericordioso!

Quando pensi di aver toccato il fondo e che nessuno ti voglia o ti ami più, Dio si fa uomo per incontrarti, Gesù ti viene accanto

CIAO A TE !!

Nulla è più urgente nel mondo d'oggi di proclamare Cristo alle genti. Chiunque tu sia, puoi, se vuoi, lasciare un tuo contributo, piccolo o grande che sia, per dire, comunicare, annunciare la persona di Gesù Cristo, unico nostro salvatore. Uno speciale benvenuto a LADYBUG che si è aggiunta di recente ai sostenitori ! *************************************************** Questo blog è sotto la protezione di N.S. Gesù Cristo e della SS Vergine Maria, Sua Madre ed ha come unica ragione di esistere di fornire un contributo, sia pure piccolo ed umile, alla crescita della loro Gloria. ***************************************************



Con Cristo non ci sono problemi, senza Cristo non ci sono soluzioni.

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giovedì 6 maggio 2010

642 - Preparate le vie del Signore

Luca 3, 4-6

com'è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia: Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni burrone sia riempito, ogni monte e ogni colle sia abbassato; i passi tortuosi siano diritti; i luoghi impervi spianati.
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!


Romani 13,11-12
Questo voi farete, consapevoli del momento: è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché la nostra salvezza è più vicina ora di quando diventammo credenti.
La notte è avanzata, il giorno è vicino. Gettiamo via perciò le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce
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lunedì 3 maggio 2010

641 - Pregare fa bene alla salute

di padre Piero Gheddo

Padre Piero Gheddo (www.gheddopiero.it), già direttore di Mondo e Missione e di Italia Missionaria, è stato tra i fondatori della Emi (1955), di Mani Tese (1973) e Asia News (1986). Da Missionario ha viaggiato nelle missioni di ogni continente scrivendo oltre 80 libri. Ha diretto a Roma l'Ufficio storico del Pime e postulatore di cause di canonizzazione. Oggi risiede a Milano.


ROMA, lunedì, 3 maggio 2010 (ZENIT.org).
Pregare fa bene alla salute. Non è un dogma, ma semplicemente un’esperienza mia e credo di molti altri. Da pochi giorni è iniziato il mese di maggio, nella tradizione cattolica dedicato alla Madonna. Fin dai nostri primi anni tutti noi credenti siamo imbevuti della devozione a Maria, la nostra fede in Cristo è strettamente congiunta alla devozione mariana, Cristo richiama Maria e Maria ci rimanda a Cristo.
Uno dei più bei ricordi che ho conservato dei cinque anni trascorsi nel Seminario diocesano di Moncrivello (Vercelli) per il ginnasio (1940-1945) è l’appuntamento serale alla Grotta di Lourdes al fondo del grande orto e cortile. Dopo la cena e la ricreazione, si andava tutti assieme alla Grotta dove dicevamo “le preghiere della buona notte” a Maria. Con breve fervorino mariano e canto finale nell’ora del tramonto e nel silenzio e pace della campagna, col frinire dei grilli in sottofondo, che invitava alla riflessione e alla commozione pregando e pensando alla Mamma del Cielo.
Erano anni di guerra e il seminario sorgeva a poche decine di chilometri da Torino: a volte di sera e di notte andavamo in terrazza a vedere i lampi e tuoni dei bombardamenti e a pregare per quei poveri torinesi che morivano sotto le bombe; e poi eravamo in zona di guerriglia partigiana fra le risaie vercellesi e le colline del Canavese. Sentivamo racconti di violenze, vendette, fucilazioni, torture, agguati, perquisizioni notturne, di giorno e di notte passavano in seminario gruppetti di partigiani o di militi fascisti che suscitavano in noi ragazzini un senso di paura e di pietà. Anni di scarso e a volte disgustoso cibo (le amarissime rape bianche bollite coltivate nell’orto, che dovevamo mangiare!). E poi, alla sera, il rifugio della preghiera fra le braccia della Mamma, che ci mandava a letto sereni e pacificati con la vita.
Dobbiamo riprendere le devozioni del mese di maggio: il Rosario e il “fioretto” quotidiani, cioè la mortificazione che ci si impone per controllare la nostra volontà e sensibilità e orientarle a Dio. “Bisogna mortificarsi nelle cose lecite – diceva mio padre Giovanni – per poter resistere alle cose illecite”.
L’amore e la devozione a Maria devono crescere perché, come diceva Paolo VI in un discorso del 1971, “occorre introdurre il ricordo di Maria, il suo pensiero, la sua immagine, il suo sguardo profondo nella cella della religiosità personale, della pietà segreta e intima dello spirito”.
In altre parole, non basta una devozione formale, il mese di maggio può portare ciascuno di noi ad amare Maria con cuore sincero e filiale, in modo che diventi davvero il nostro rifugio nell’ora della tentazione, della stanchezza, della depressione, della sofferenza e sostenga la nostra volontà nella scelta del meglio, nella costanza dell’impegno, nella capacità del sacrificio. E’ un’esperienza molto concreta che ciascuno può fare, impegnandosi nel mese di maggio a dare un po’ del nostro tempo e della nostra preghiera a Maria.
Perché il Rosario? Per tanti motivi, ma per me è la preghiera più facile e immediata, più meditativa e affettiva, che mi permette in ogni momento della mia giornata di elevarmi a Maria e a Cristo e praticare quella “preghiera continua” che è indispensabile per giungere a sentire vivamente la presenza di Dio in noi. Questo sentimento fa bene alla salute, perché relativizza le cose materiali, ci fa vivere, pur immersi nel mondo e nelle fatiche quotidiane, in una dolce unione con Dio che ci mantiene sereni in tutte le vicende della vita.
Ogni tanto, qua o là, si legge di un ritorno al devozionalismo, si critica il Papa perché, così dicono alcuni, vuole tornare al passato e far risorgere pratiche tradizionali considerate alienanti. Così il Rosario è spesso bollato per devozionalismo o conservatorismo. Ma nessun santo ha praticato un cristianesimo senza devozioni, né la Chiesa ha mai insegnato questo. Il Rosario non è certo essenziale alla fede, ma si manifesta ancor oggi come uno strumento importante per portare i fedeli a vivere la fede. Diceva Giovanni XXIII, che del Rosario era devotissimo: “Il Rosario è un esercizio avvincente, insostituibile di preghiera”
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domenica 2 maggio 2010

640 - Regina Caeli del 2/5/2010 Domenica 5^ di Pasqua

in occasione della visita del Santo Padre a Torino per l'ostensione della Sindone:

Mentre ci avviamo a concludere questa solenne celebrazione, ci rivolgiamo in preghiera a Maria Santissima, che a Torino è venerata quale principale Patrona col titolo di Beata Vergine Consolata.
A Lei affido questa Città e tutti coloro che vi abitano. Veglia, o Maria, sulle famiglie e sul mondo del lavoro; veglia su quanti hanno smarrito la fede e la speranza; conforta i malati, i carcerati e tutti i sofferenti; sostieni, o Aiuto dei Cristiani, i giovani, gli anziani e le persone in difficoltà. Veglia, o Madre della Chiesa, sui Pastori e sull’intera Comunità dei credenti, perché siano “sale e luce” in mezzo alla società.

La Vergine Maria è colei che più di ogni altro ha contemplato Dio nel volto umano di Gesù. Lo ha visto appena nato, mentre, avvolto in fasce, era adagiato in una mangiatoia; lo ha visto appena morto, quando, deposto dalla croce, lo avvolsero in un lenzuolo e lo portarono al sepolcro. Dentro di lei si è impressa l’immagine del suo Figlio martoriato; ma questa immagine è stata poi trasfigurata dalla luce della Risurrezione.
Così, nel cuore di Maria, è custodito il mistero del volto di Cristo, mistero di morte e di gloria. Da lei possiamo sempre imparare a guardare Gesù con sguardo d’amore e di fede, a riconoscere in quel volto umano il Volto di Dio.
Alla Madonna Santissima affido con gratitudine quanti hanno lavorato per questa mia Visita, e per l’Ostensione della Sindone. Prego per loro e perché questi eventi favoriscano un profondo rinnovamento spirituale.

639 - Le preoccupazioni

Le preoccupazioni del domani è forza sottratta all’occupazione di oggi. Possiamo vivere solo il momento presente, non quello dopo. Anche se il domani avrà le sue preoccupazioni, ma se non te ne carichi già ora, sperimenterai che sai portare quelle di oggi. E così sarà anche domani, se non penserai a quelle di dopo domani. E’ un’illusione risolvere oggi i problemi di domani: se sono di domani, oggi sono certo insolubili. Ogni giorno ha la sua dose di fatica, sopportabile in quel giorno, senza aggiungere quella del giorno dopo. Ciò che rende impossibile vivere qui e ora è l’ansia del dopo. Il male di domani è sempre insopportabile, soprattutto perché ancora non c’è. Dio come la manna quotidiana ci da ogni giorno la forza per i pesi di quel giorno, perché impariamo a vivere di fiducia. La vita è un dono. Non si può possederla né accumularla. La sorgente da sempre acqua nuova. Invece di scavare cisterne screpolate, che non contengono acqua (Ger 2,13), possiamo sempre attingere ogni giorno con gioia al Padre, sorgente di vita sempre nuova (cf Is 12,3)



Se osserviamo il nostro comportamento, è raro il caso in cui ci fermiamo a gustare il presente, anche perché - come già notava s. Agostino - esso subito ci sfugge di mano. È, dunque, necessario vivere in pienezza ogni stagione della vita, senza nostalgie o frenesie: c’è sempre un fiore, un’emozione, una bellezza, una sorpresa, una conquista per ogni fase dell’esistenza, purché sia vissuta con serietà e serenità. Solo con questa fedeltà al presente si vincerà la malinconia, l’inerzia, il vuoto interiore. L'invito a lottare in un presente aspro e amaro tenendo ben alta e accesa la fiaccola della speranza.
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638 - Messaggio Medjugorje del 2/5/2010

Ecco il messaggio che Mirjana ha ricevuto oggi, 2 Maggio 2010

Cari figli,
oggi il vostro Padre buono attraverso di me vi invita affinché con l’anima colma d’amore vi incamminiate nel cammino spirituale.
Cari figli, riempitevi di grazia, pentitevi sinceramente per i peccati e bramate il bene.
Bramate anche a nome di coloro che non hanno conosciuto la perfezione del bene.
Sarete più cari a Dio. Vi ringrazio
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venerdì 30 aprile 2010

637 - Lettera Padre Livio 30-4-2010

Cari amici,

il mese di Maggio è per eccellenza il mese di Maria. Nel messaggio del 25 Aprile la Madonna ci ha invitato a chiedere la sua intercessione. E' un invito da non lasciar cadere. Presentiamo al suo cuore materno, con insistenza e fiducia tutte le grazie di cui abbiamo bisogno.
La Madonna ha detto che la preghiera opera miracoli nei cuori e nel mondo. Non c'è grazia che la Madre non possa ottenere per i suoi figli, purchè corrisponda alla volontà di Dio. Non mettiamo limiti alla sua onnipotenza di amore.
La Madonna ci invita anche a pregare per le sue intenzioni. In questo mese di Maggio Lei desidera che quanti più cuori possibili si aprano ai suoi mesaggi. Offriamo il rosario quotidiano e i nostri fioretti per questa sua intenzione. Invitiamo anche i bambini a farli.
Se preghiamo per le sue intenzioni, la Madonna ci assicura la sua intercessione: "Io sono con voi e intercedo per ognuno di voi". La protezione della Madonna è la vera sicurezza nella pericolosa navigazione della vita. Sotto il suo manto siamo sempre al sicuro.
Viviamo questo mese di Maggio con Maria. Stiamo vicini al suo cuore, attingiamo al suo amore e portiamolo a chi è lontano e non lo conosce. La Madre non abbandona nessuno dei suoi figli. Li segue uno ad uno perché non si perdano. Aiutiamola a salvare le anime.
Vostro Padre Livio
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636 - Consacrazione a Maria

O Maria, Madre del Verbo incarnato
e Madre nostra dolcissima,
siamo qui ai tuoi piedi, mentre sorge un nuovo giorno; un altro gran dono del Signore.
Deponiamo nelle tue mani e nel tuo Cuore
tutto il nostro essere.
Noi saremo tuoi nella volontà,
nel pensiero, nel cuore, nel corpo.
Tu forma in noi, con materna bontà, una vita nuova,la vita del tuo Gesù. Amen


(luci dell'est)

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mercoledì 28 aprile 2010

635 - Padre mio, io mi abbandono a te

Padre mio,
io mi abbandono a te:
fa di me cio' che ti piace!
Qualunque cosa tu faccia di me,
ti ringrazio.


Sono pronto a tutto,
accetto tutto,
perché la tua volonta' si compia in me
e in tutte le tue creature.
Non desidero niente altro, mio Dio.


Rimetto la mia anima nelle tue mani,
te la dono, mio Dio,
con tutto l'amore del mio cuore,
perché ti amo.


Ed e' per me una esigenza d'amore
il donarmi,
il rimettermi nelle tue mani senza misura,
con una confidenza infinita,
perché tu sei il Padre mio.

(Charles de Foucauld)
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domenica 25 aprile 2010

634 - Volto di Gesù

Ecco una foto ad alta definizione della Sindone. La foto è di Giancarlo Durante, la proprietà della Diocesi per la Sindone - Torino

633 - Messaggio Medjugorje del 25/4/2010

Cari figli, in questo tempo quando in modo particolare pregate e chiedete la mia intercessione, vi invito figlioli, pregate perché attraverso le vostre preghiere possa aiutare quanti più cuori possibili ad aprirsi ai miei messaggi.
Pregate per le mie intenzioni.
Io sono con voi e intercedo presso mio Figlio per ciascuno di voi.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
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632 - Regina Coeli del 25/4/2010 4^ domenica di Pasqua

Cari fratelli e sorelle,

in questa quarta Domenica di Pasqua, detta “del Buon Pastore”, si celebra la Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, che quest’anno ha per tema: “La testimonianza suscita vocazioni”, tema “strettamente legato alla vita e alla missione dei sacerdoti e dei consacrati” (Messaggio per la XLVII G. M. di preghiera per le vocazioni, 13 novembre 2009).
La prima forma di testimonianza che suscita vocazioni è la preghiera (cfr ibid.), come ci mostra l’esempio di santa Monica che, supplicando Dio con umiltà ed insistenza, ottenne la grazia di veder diventare cristiano suo figlio Agostino, il quale scrive: “Senza incertezze credo e affermo che per le sue preghiere Dio mi ha concesso l’intenzione di non preporre, non volere, non pensare, non amare altro che il raggiungimento della verità” (De Ordine II, 20, 52, CCL 29, 136).
Invito, pertanto, i genitori a pregare, perché il cuore dei figli si apra all’ascolto del Buon Pastore, e “ogni più piccolo germe di vocazione … diventi albero rigoglioso, carico di frutti per il bene della Chiesa e dell’intera umanità” (Messaggio cit.). Come possiamo ascoltare la voce del Signore e riconoscerlo? Nella predicazione degli Apostoli e dei loro successori: in essa risuona la voce di Cristo, che chiama alla comunione con Dio e alla pienezza della vita, come leggiamo oggi nel Vangelo di san Giovanni: “Le mie pecore ascoltano la mia voce ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano” (Gv 10,27-28). Solo il Buon Pastore custodisce con immensa tenerezza il suo gregge e lo difende dal male, e solo in Lui i fedeli possono riporre assoluta fiducia.
In questa Giornata di speciale preghiera per le vocazioni, esorto in particolare i ministri ordinati, affinché, stimolati dall’Anno Sacerdotale, si sentano impegnati “per una più forte ed incisiva testimonianza evangelica nel mondo di oggi” (Lettera di indizione). Ricordino che il sacerdote “continua l’opera della Redenzione sulla terra”; sappiano sostare volentieri davanti al tabernacolo”; aderiscano “totalmente alla propria vocazione e missione mediante un’ascesi severa”; si rendano disponibili all’ascolto e al perdono; formino cristianamente il popolo a loro affidato; coltivino con cura la “fraternità sacerdotale” (cfr ibid.). Prendano esempio da saggi e zelanti Pastori, come fece san Gregorio di Nazianzo, il quale così scriveva all’amico fraterno e Vescovo san Basilio: “Insegnaci il tuo amore per le pecore, la tua sollecitudine e la tua capacità di comprensione, la tua sorveglianza … la severità nella dolcezza, la serenità e la mansuetudine nell’attività … i combattimenti in difesa del gregge, le vittorie … conseguite in Cristo” (Oratio IX, 5, PG 35, 825ab).
Ringrazio tutti i presenti e quanti con la preghiera e l’affetto sostengono il mio ministero di Successore di Pietro, e su ciascuno invoco la celeste protezione della Vergine Maria, alla quale ci rivolgiamo ora in preghiera.
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sabato 24 aprile 2010

631 - La vera fede

L’evangelizzazione delle nazioni non è terminata: continua e continuerà fino al termine dei secoli; abbiamo tutti il dovere di cooperarvi con la preghiera e con l’azione, affinché il regno di Gesù Cristo si dilati, e si formi di tutte le genti un solo ovile sotto un solo Pastore.
Ogni anima cristiana deve preoccuparsi della salvezza delle altre, perché è inconcepibile un cristiano ristretto nel suo egoismo.
Il mondo è duro di cuore e non presta fede a quelli che attestano la verità; ma noi dobbiamo vincere la sua durezza con la nostra fede e la nostra carità. Non basta per noi una fede superficiale, fatta più di una certa condiscendenza ad una tradizione nazionale o familiare, anziché di profonda convinzione e adesione a Dio che rivela e alla Chiesa che ci illumina e ci guida: occorre una fede piena, capace di manifestazioni grandi e potenti e di frutti miracolosi di grazia.


Gesù Cristo enumerò alcuni miracoli esterni che sarebbero stati segni della fede viva: cacciare i demoni, parlare nuove lingue, prendere in mano i serpenti, e in generale trattare anche con gli animali nocivi senza averne danno, essere immuni dai veleni e guarire gl’infermi.


Questi miracoli avvennero veramente nei primi tempi della Chiesa, e avvengono nelle missioni, a conferma della verità, anche oggi; ma quando non c’è bisogno di questi segni impressionanti, la nostra fede dev’essere così grande, da produrli spiritualmente in noi e negli altri; la nostra fede dev’essere piena, e tale da ripudiare ogni suggestione diabolica.


Demoni sono gl’insidiatori della fede; demoni i falsi profeti, i falsi filosofi e i creatori di ideologie anticristiane; ora, questi demoni dobbiamo avere la forza di cacciarli, e se non lo facciamo è segno che crediamo poco.


Il mondo ha un linguaggio ignobile e, nella migliore ipotesi, tutto naturale e ristretto nella materia; noi dobbiamo parlare la lingua del Cielo, e mostrare, nelle parole più comuni della vita, la nostra spiritualità.


Non possiamo appartarci dal mondo nel quale viviamo, ma dobbiamo passarvi senza riceverne nocumento, come chi maneggia i serpenti e non ne è morso, beve il veleno e non ne riceve danno.


Il mondo è pieno d’infermità corporali e spirituali, e noi dobbiamo curarle con la nostra fede che sboccia nella carità. Una fede senza carità è una fede paralitica o morta; i miracoli non sono solo quelli che fanno i santi per dono gratuito di Dio, ma sono anche quelli della carità. Un cuore che si espande per amore di Dio che consola che soccorre che muta un’anima abbrutita in un fiore del campo di Dio e un corpo dolorante in un’oasi di pace e di conforto mostra in sé una grande fecondità di fede, e glorifica la verità anche innanzi ai miscredenti.

Don Dolindo Ruotolo
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Medaglia di San Benedetto