Il Signore ti benedica,ti custodisca e ti mostri il Suo volto misericordioso!

Quando pensi di aver toccato il fondo e che nessuno ti voglia o ti ami più, Dio si fa uomo per incontrarti, Gesù ti viene accanto

CIAO A TE !!

Nulla è più urgente nel mondo d'oggi di proclamare Cristo alle genti. Chiunque tu sia, puoi, se vuoi, lasciare un tuo contributo, piccolo o grande che sia, per dire, comunicare, annunciare la persona di Gesù Cristo, unico nostro salvatore. Uno speciale benvenuto a LADYBUG che si è aggiunta di recente ai sostenitori ! *************************************************** Questo blog è sotto la protezione di N.S. Gesù Cristo e della SS Vergine Maria, Sua Madre ed ha come unica ragione di esistere di fornire un contributo, sia pure piccolo ed umile, alla crescita della loro Gloria. ***************************************************



Con Cristo non ci sono problemi, senza Cristo non ci sono soluzioni.

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mercoledì 15 aprile 2009

146 - Penitenza

“Mi ha fatto sorridere sentirla parlare del conto che le chiederà nostro Signore. No, per loro non sarà Giudice —nel senso severo della parola— ma semplicemente Gesù”. —Questa frase, scritta da un Vescovo santo, che ha consolato più di un cuore afflitto, ben può consolare il tuo. (Cammino 168)

Penitenza è trattare sempre con la massima carità il prossimo, a cominciare dai tuoi cari. È prendersi cura con la massima delicatezza di coloro che sono sofferenti, malati, afflitti. È rispondere pazientemente alle persone noiose e importune. È interrompere o modificare i nostri programmi quando le circostanze — gli interessi buoni e giusti degli altri, soprattutto — lo richiedono.La penitenza consiste nel sopportare con buonumore le mille piccole contrarietà della giornata; nel non interrompere la tua occupazione anche se, in qualche momento, viene meno lo slancio con cui l'avevi incominciata; nel mangiare volentieri ciò che viene servito, senza importunare con capricci . (Amici di Dio, 138)

145 - Ricorri subito alla Confessione

Se qualche volta cadi, figlio mio, ricorri subito alla Confessione e alla direzione spirituale: mostra la ferita!, perché te la curino a fondo, perché eliminino tutte le possibilità di infezione, anche se ti fa male come in un'operazione chirurgica. (Forgia, 192)

Ti riassumo la tua storia clinica: qui cado e lì mi rialzo...: quest'ultima cosa è ciò che conta. Ebbene, continua con quest'intima lotta, anche se procedi a passo di tartaruga. Avanti!Sai bene, figlio mio, fino a che punto puoi arrivare, se non lotti: l'abisso chiama l'abisso. (Solco, 173)

Hai capito in che cosa consiste la sincerità quando mi hai scritto: «Sto cercando di abituarmi a chiamare le cose col loro nome e, soprattutto, a non cercare appellativi per ciò che non esiste». (Solco, 332)

«Abyssus, abyssum invocat...» un abisso chiama l'altro, te l'ho già ricordato. È la descrizione esatta del modo di agire dei bugiardi, degli ipocriti, dei rinnegati, dei traditori: trovandosi a disagio con il proprio modo di comportarsi, nascondono agli altri le proprie frodi, per andare di male in peggio, scavando una voragine fra loro e il prossimo. (Solco, 338)

La sincerità è indispensabile per progredire nell'unione con Dio.— Se dentro di te, figlio mio, c'è un “rospo”, sputalo! Di' subito, come ti consiglio sempre, ciò che non vorresti che si sapesse. Dopo aver sputato il “rospo” nella Confessione, come si sta bene! (Forgia, 193)

144 - I loro occhi erano incapaci di riconoscerlo

San Gregorio Magno (circa 540-604), papa, dottore della Chiesa
Discorsi sul vangelo, 23
Due discepoli di Gesù erano in cammino e pur non credendo in lui, parlavano di lui. Il Signore apparve, senza tuttavia mostrarsi a loro sotto un'apparenza che essi potessero riconoscere. Il Signore quindi realizzò esternamente, agli occhi del corpo, ciò che in loro si adempiva all'interno, agli occhi del cuore. All'interno, i discepoli amavano e dubitavano contemporaneamente; all'esterno, il Signore era loro presente, senza tuttavia manifestare chi egli fosse. A coloro che parlavano di lui, offriva la sua presenza; ma a coloro che dubitavano, nascondava il suo aspetto familiare, che avrebbe permesso loro di riconoscerlo. Ha scambiato delle parole con loro, ha rimproverato loro la lentezza a capire, ha spiegato loro i misteri della santa Scrittura che lo riguardavano. Eppure, nel loro cuore egli rimaneva uno straniero, per mancanza di fede; fece dunque come se dovesse andare più lontano... La Verità che è semplice, non fece nulla con doppiezza; si è semplicemente manifestata ai discepoli nel suo corpo così come era nel loro spirito.
Mettendoli così alla prova, il Signore voleva vedere se coloro che non lo amavano in quanto Dio, erano almeno capaci di amarlo in quanto viaggiatore? La Verità camminava con loro; non potevano dunque rimanere estranei all'amore: gli proposero l'ospitalità, come si fa per un viaggiatore. Perché, d'altronde, diciamo che gli proposero, mentre sta scritto: «Loro insistettero»?
Questo esempio ci mostra bene che non dobbiamo soltanto offrire l'ospitalità ai viaggiatori, bensì farlo con insistenza.I discepoli apparecchiano dunque la tavola, offrono da mangiare; e Dio, che loro non avevano riconosciuto nello spiegare la Santa Scrittura, lo riconoscono nello spezzare il pane.
Non è dunque ascoltando i comandamenti di Dio che sono stati illuminati, bensì mettendoli in pratica.

martedì 14 aprile 2009

143 - Vangelo del giorno 15/4

Riconobbero Gesù nello spezzare il pane

+ Dal Vangelo secondo Luca (24,13-35)

Nello stesso primo giorno della settimana, due discepoli di Gesù erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Èmmaus, e conversavano di tutto quello che era accaduto. Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo.
Ed egli disse loro: “Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?”.
Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Cleopa, gli disse: “Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?”.
Domandò: “Che cosa?”. Gli risposero: “Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l’hanno crocifisso. Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò son passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi al mattino al sepolc! ro e non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevan detto le donne, ma lui non l’hanno visto”.
Ed egli disse loro: “Stolti e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?”.
E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furon vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: “Resta con noi perché si fa sera e il giorno già volge al declino”. Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Ed ecco si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista.
Ed essi si dissero l’un l’altro: “Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?”.
E partirono senz’indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: “Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone”. Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

142 - Indulgenza plenaria per la festa della Divina Misericordia

Ha detto Gesù a Santa Faustina:
"Aprirò tutti gli sbocchi della Mia clemenza verso gli uomini.
L'anima che in quel giorno (Domenica della Divina Misericordia) avrà ricevuto i sacramenti della Riconciliazione e della Santa Comunione, otterrà piena remissione delle colpe e dei castighi".

"Si concede l'indulgenza plenaria alle consuete condizioni (Confessione sacramentale, Comunione eucaristica, preghiera secondo l'intenzione del Sommo Pontefice) al fedele che nella Domenica seconda di Pasqua, ovvero della "Divina Misericordia", in qualunque chiesa o oratorio, con l'animo totalmente distaccato dall'affetto verso qualunque peccato, anche veniale, partecipi a pratiche di pietà svolte in onore della Divina Misericordia, o almeno reciti, alla presenza del Santissimo Sacramento dell'Eucaristia, pubblicamente esposto o custodito nel Tabernacolo, il Padre Nostro e il Credo, con l’aggiunta di una pia invocazione al Signore Misericordioso. Si concede l’indulgenza parziale al fedele che almeno con cuore contrito, elevi al Signore Gesù Misericordioso una delle pie invocazioni legittimamente
approvate".

"Beati i misericordiosi, perché troveranno Misericordia" (Mt 5,7)

Si ricorda che per ottenere la remissione COMPLETA delle colpe e dei castighi è necessario un approfondito esame di coscienza per poter confessare tutti i peccati commessi dopo l'ultima Confessione ben fatta. Se si è IN PECCATO MORTALE NON SI PUO' OTTENERE ALCUNA INDULGENZA, ma saranno rimesse pienamente soltanto le colpe e le pene relative a quei peccati che sono stati confessati nel corso della vita e perdonati con la Confessione sacramentale.

Ogni volta che si commette un peccato si contrae una colpa, alla quale corrisponde per Giustizia divina una pena. Quando il peccato è stato confessato con sincerità di pentimento, la colpa viene cancellata, ma resta la pena temporale, o castigo, che andrà scontata, o in Purgatorio, dopo la morte, oppure durante la vita, accettando le prove e le sofferenze e compiendo atti di carità e di contrizione perfetta. Perché l'indulgenza sia valida, è necessario che il cuore si stacchi da ogni affetto disordinato e da ogni peccato, anche veniale, altrimenti si ottiene una remissione solo parziale. Le Indulgenze sono doni della Misericordia di Dio, che possono essere applicate anche ai defunti, affinché siano condonati loro tutti i debiti contratti nel corso della vita, così da essere liberati definitivamente dalle pene del Purgatorio. Un tale gesto di carità verso le anime del Purgatorio contribuisce a sua volta alla purificazione dell'anima stessa che lo compie.

141 - Il Risorto

San Cirillo di Gerusalemme (313-350), vescovo di Gerusalemme, dottore della Chiesa
Catechesi n° 14

In quale stagione sia risorto il Salvatore, lo dice il Cantico dei Cantici: « L'inverno è passato, è cessata la pioggia, se n'è andata; i fiori sono apparsi nei campi... » (2,11-12). Anche adesso la terra è piena di fiori...; lo vedi, l'inverno è passato ed è primavera; siamo quindi nel primo mese del calendario ebraico, in cui cade la festa della Pasqua un tempo celebrata in figura e oggi nella realtà...Fu seppellito in un giardino...
Del giardino cosa aveva detto colui che vi fu sepolto? Sta scritto: «Lì ho raccolto la mia mirra e i miei aromi», «mirra, aloe e ogni profumo di prima qualità» (Ct 5,1 ; 4,14). Sono gli aromi simboli della sua sepoltura, di cui leggiamo nei Vangeli: «Vennero al sepolcro le donne e vi portarono gli aromi che avevano preparato (Lc 24,1)...
Ma lo Sposo, medico delle anime, prima di entrare a porte chiuse, si fece cercare da quelle sante donne di virtù specchiata e di animo virile che vennero al sepolcro in cerca di lui già risorto... Maria, dice il Vangelo, venne a cercarlo ma non lo trovò, ne ascoltò poi l'annunzio dagli angeli, e infine vide il Cristo.
Anche questo era stato predetto?
Leggiamo nel Cantico dei Cantici: «Sul mio letto, lungo la notte, ho cercato l'amato del mio cuore» (Ct 3,1)..., e nel Vangelo: «Maria venne quando era ancora buio» (Gv 20,1). «L'ho cercato, ma non l'ho trovato», e il Vangelo continua sullo stesso tono; Maria dice: «Hanno levato il mio Signore, e non so dove l'hanno deposto», e gli angeli sopraggiunti a guarire la sua ignoranza le dicono: «Perché cercate tra i morti colui che vive?» (Lc 24,5)...
Maria ignorava che egli era risorto.
Di questa ignoranza aveva profetato il Cantico dei Cantici, facendo rivolgere dalla sposa la domanda che Maria fece agli angeli: «Avete visto l'amato del mio cuore?», e facendole dire: «Da poco avevo oltrepassate le guardie – gli angeli –, quando trovai l'amato del mio cuore; lo strinsi fortemente a me e non lo lascerò» (3, 3-4).

lunedì 13 aprile 2009

140 - Vangelo del giorno 14/4

Ho visto il Signore e mi ha detto queste cose

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (20,11-18)

In quel tempo, Maria stava all’esterno vicino al sepolcro e piangeva.
Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù.
Ed essi le dissero: “Donna, perché piangi?”. Rispose loro: “Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto”.
Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù.
Le disse Gesù: “Donna, perché piangi? Chi cerchi?”.
Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: “Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo”.
Gesù le disse: “Maria!”. Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: “Rabbunì!”, che significa: Maestro!
Gesù le disse: “Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”.
Maria di Magdala andò subito ad annunziare ai discepoli: “Ho visto il Signore” e anche ciò che le aveva detto.

139 - La Divina Misericordia


Gesù ha chiesto che la Festa della Divina Misericordia (che si celebra la domenica dopo Pasqua) sia preceduta dalla Novena alla Divina Misericordia, da iniziarsi il Venerdi Santo.

La coroncina è stata dettata da Gesù stesso a Suor Faustina Kowalska

(per ulteriori informazioni cliccare sulle voci sottolineate)


domenica 12 aprile 2009

138 - Vangelo di lunedì 13/4

Andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno

+ Dal Vangelo secondo Matteo (28,8-15)

In quel tempo, abbandonato in fretta il sepolcro, con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annunzio ai suoi discepoli.
Ed ecco Gesù venne loro incontro dicendo: “Salute a voi”. Ed esse, avvicinatesi, gli strinsero i piedi e lo adorarono.
Allora Gesù disse loro: “Non temete; andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno”.
Mentre esse erano per via, alcuni della guardia giunsero in città e annunziarono ai sommi sacerdoti quanto era accaduto.
Questi si riunirono allora con gli anziani e deliberarono di dare una buona somma di denaro ai soldati dicendo: “Dichiarate: i suoi discepoli sono venuti di notte e l’hanno rubato, mentre noi dormivamo. E se mai la cosa verrà all’orecchio del governatore noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni noia”.
Quelli, preso il denaro, fecero secondo le istruzioni ricevute.
Così questa diceria si è divulgata fra i Giudei fino ad oggi.

137 - Questo è il giorno fatto dal Signore

Beato Guerrico d'Igny (circa 1080-1157), abate cistercense
Discorso 3 sulla Risurrezione ; SC 202, 249

«Questo è il giorno fatto dal Signore: rallegriamoci ed esultiamo in esso» (Sal 117,24).
Fratelli, aspettiamo il Signore esultando, per poter vederlo e rallegrarci alla sua luce.
Abramo esultò al pensiero di vedere il giorno di Cristo, e ha meritato di vederlo e di rallegrarsi in esso (Gv 8,56). Anche tu, devi vegliare ogni giorno alle porte della Sapienza (Pr 8,34)..., con Maria di Magdala montare la guardia alla porta del sepolcro di Cristo.
Allora, ne sono sicuro, proverai con lei quanto sia vero ciò che leggiamo nella Scrittura riguardo alla Sapienza in persona, che è Cristo: «facilmente è contemplata da chi l'ama e trovata da chiunque la ricerca» (Sap 6,12)...
Lui in persona ne ha fatto la promessa: «Io amo coloro che mi amano e quelli che mi cercano mi troveranno» (Pr 8,17). Per questo ha trovato Gesù nella carne, Maria che vegliava venendo al sepolcro mentre era ancora buio.
Tu, è vero non devi conoscere Cristo secondo la carne (2 Cor 5,16) bensì secondo lo spirito. Ma lo troverai spiritualmente se lo cercherai con un desiderio simile a quello di Maria...
«La mia anima anela a te di notte, al mattino il mio spirito ti cerca» (Is 26,9). Di' con il Salmista: «O Dio, tu sei il mio Dio, all'aurora ti cerco, di te ha sete l'anima mia» (62,2)...
Vigilate, fratelli, pregando incessantemente...
Vegliate sopratutto perché è sorta l'aurora del giorno senza tramonto... Veramente «è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, ora che la notte è avanzata, il giorno è vicino» (Rm 13, 11-12). Vegliate perché la Luce del mattino, Cristo, si alzi su di voi; egli la cui «venuta è sicura come l'aurora» (Os 6,3) è pronto a rinnovare spesso il mistero della sua risurrezione mattutina per coloro che vegliano per lui.
Allora con cuore pieno di gioia potrai cantare: «Dio il Signore è la nostra luce.
Questo è il giorno fatto dal Signore: rallegriamoci ed esultiamo in esso».

136 - Alleluia

Cristo nostra Pasqua è stato immolato per noi;
quindi dobbiamo mantenere la festa, non con il lievito vecchio,
il lievito di malizia e il male,
ma con il pane azzimo di sincerità e di verità. Alleluia.
Cristo è risuscitato dai morti non muore più;
la morte non ha più potere su di lui.
La morte che egli è morto, è morto al peccato,
una volta per tutte;
ma la vita si vive, vive per Dio ".
Così anche voi morti al peccato,
e viventi per Dio, in Gesù Cristo nostro Signore. Alleluia.
Cristo è stato risuscitato dai morti,
i primi frutti di coloro che sono morti.
Per quanto un uomo venuto da morte,
da parte di un uomo è venuta anche la risurrezione dei morti.
Perché, come tutti muoiono in Adamo,
così anche in Cristo deve essere reso vivo. Alleluia.
Chanted by the Benedictine Monks ofSt. Wandrille Abbey(France, Solesmes Congregation)

135 - Vangelo di Domenica 12/4 Pasqua di Resurrezione


Egli doveva risuscitare dai morti


+ Dal Vangelo secondo Giovanni (20,1-9)

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.
Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

Medaglia di San Benedetto