Il Signore ti benedica,ti custodisca e ti mostri il Suo volto misericordioso!

Quando pensi di aver toccato il fondo e che nessuno ti voglia o ti ami più, Dio si fa uomo per incontrarti, Gesù ti viene accanto

CIAO A TE !!

Nulla è più urgente nel mondo d'oggi di proclamare Cristo alle genti. Chiunque tu sia, puoi, se vuoi, lasciare un tuo contributo, piccolo o grande che sia, per dire, comunicare, annunciare la persona di Gesù Cristo, unico nostro salvatore. Uno speciale benvenuto a LADYBUG che si è aggiunta di recente ai sostenitori ! *************************************************** Questo blog è sotto la protezione di N.S. Gesù Cristo e della SS Vergine Maria, Sua Madre ed ha come unica ragione di esistere di fornire un contributo, sia pure piccolo ed umile, alla crescita della loro Gloria. ***************************************************



Con Cristo non ci sono problemi, senza Cristo non ci sono soluzioni.

mi trovate anche su questo blog
---------------------------------------------------------------



venerdì 5 luglio 2013

2447 - Commento al Vangelo del 5/7/2013

+ Dal Vangelo secondo Matteo (9,9-13)
In quel tempo, Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e Lo seguì. Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro Maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia Io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori». 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Continuano a verificarsi mancate ricezioni della newsletter, il problema come ho già scritto è del server e non possiamo fare nulla, forse dovremo utilizzare una piattaforma web e tempo fa un nostro parrocchiano di Cesena che lavora in questo settore si mise a disposizione gratuitamente. Cercheremo di trovare una migliore soluzione per superare questi problemi.
Nel sito si può leggere la newsletter, devo trovare il tempo anche per inserire quella del giorno.
Quando non vi arriva, controllate la cartella spam o la posta indesiderata, qualche volta è avvenuto di trovarla stranamente lì.
Nei giorni passati diversi parrocchiani hanno scritto per la mancata ricezione, sono dispiaciuto per questi problemi, però ho anche notato con quale spirito di Fede attendono la newsletter e si impegnano a vivere i consigli contenuti. Questo mi riempie di gioia, ma praticamente tutti leggete la newsletter con molto interesse. Dedico il mio tempo anche alla newsletter e la mia vita all'apostolato perché desidero la vostra santificazione.
«Reverendo Padre Giulio, mi scuso se l’importuno ma, poiché non ho ricevuto le newsletter del 02/07 e del 03/07, le chiedo se non l’ha spedite per suoi personali motivi o... potrebbe avere avuto il mio pc dei problemi di ricezione. Quando non ricevo è come se fossi a digiuno coatto. I suoi commenti illuminati sono per me il nutrimento necessario alla mia anima. Colgo l’occasione per ringraziarla del bene che mi arreca e dell’alimento che offre al mio spirito assetato. Grazie. Il Signore la benedica  e la protegga e la Madonnina le allontani i “codini” dannosi e maligni. Grazie ancora per tutto. Uniti nella preghiera quotidiana, fraternamente in Gesù, la saluto. Angela».
“Gentilissimo Padre Giulio. Sono preoccupata perchè sono due giorni che non ricevo il Vangelo del giorno con il suo commento che tanto mi è prezioso per il mio cammino di fede.
Per favore non mi lasci senza, è come se sentissi la voce di nostro Signore Gesù e senza ormai mi sentirei persa. Spero che non sia nulla e prego per Lei e l’Associazione. Pace e gioia. Grazie. Frangelli Karina”.
“Ave Maria. Carissimo p. Giulio Maria, è dal 30/06/che non ricevo più la sua newsletter e ci manca molto. Dico ci manca perché la leggo anche a quelli che pregano con me e non posseggono internet. Penso che sia stato proprio questo il disguido perché ci sono venute a mancare. I suoi insegnamenti ci arricchiscono spiritualmente e ne sentiamo fortemente la mancanza quando non ci pervengono. La prego gentilmente di riattivare l’invio affinché si possa crescere sempre di più su quella scala di spiritualità che ci porta sempre più vicino a Gesù e Maria. Le sono assicurate le nostre preghiere giornaliere voglia il Signore accettarle ed esaudirle. Grazie per le Sue preghiere per tutti noi, un carissimo saluto. Antonietta Izzo Picciuto”.
«Gentilissimo Padre, volevo segnalarle che nei giorni 3 e 4 luglio non ho ricevuto l’invio del suo graditissimo commento al Vangelo dove è contenuto un brano dell’apparizione di Gesù alla Beata Caterina Emmerik. Se è possibile gradirei riceverlo e nel frattempo la ringrazio molto per la bella e “illuminante” iniziativa della newsletter che rende molto più comprensibile e vicina a noi la lettura del Vangelo e del suo significato nel nostro quotidiano. La saluto cordialmente e la ricordo nelle preghiere quotidiane affinché sia sempre protetto nella sua missione. Grazie, Enza Lo Tito».
Vorrei avere ogni giorno almeno dieci ore per rispondere a tutti i messaggi che mi arrivano, purtroppo il tempo vola quando si compie apostolato con amore. Ma prego ogni giorno per quanti mi scrivono, ricordo sempre alla Madonna tutti gli iscritti, arrivati attualmente a 12.029 ed è un numero rilevante. Le iscrizioni arrivano da tantissime Nazioni del mondo, per esempio un messaggio molto bello per la Fede mostrata arrivava dal Messico, è una cittadina messicana che legge bene l’italiano.
“Muy estimado en Cristo, Padre Giulio.
Le escribo en español más puedo comprender perfectamente el italiano por lo que si es posible espero su respuesta. Tengo una pregunta, acerca del uso del velo en la Iglesia, yo lo llevo siempre al templo, pero noto que esto inquieta a algunas personas, incluso a sacerdotes, no les gusta, lo manifiestan por su actitud de desconfianza hacia mí, me ven rara, ¿Debería seguir usándolo? Gracias por su respuesta. Atentamente, Maria Cristina. (Mexico)”.
La richiesta di Maria Cristina trattava di un consiglio, come si può leggere riguarda il velo in Chiesa. Ho pubblicato lo scritto per evidenziare la Fede matura della nostra parrocchiana lontana ma vicinissima spiritualmente. Ella considera giustamente il velo come atto di rispetto e devozione a Gesù. Infatti, teologicamente è un segno della sottomissione a Cristo.
Una donna con il capo coperto dal velo, ricorda a tutti coloro che sono in Chiesa che la natura umana è sposa di Cristo: perciò la donna, in quanto rappresenta la natura umana, deve avere un segno della sua dipendenza sul suo capo (1 Cor 11,10).
Questo segno della dipendenza è il segno dell’autorità di Cristo nei confronti della sua sposa, la natura umana. Perciò il Concilio Gangrense chiama il velo memoriale, ricordo della sottomissione. San Giovanni Crisostomo lo chiama insegna della sottomissione; Tertulliano giogo della sua umiltà (cf. Cornelius a Lapide, ad loc.).
Portare il velo in Chiesa è un segno naturale di umiltà. Nella Sacra Scrittura troviamo queste parole di San Paolo, dirette ai credenti di Corinto: “Non è forse la natura stessa a insegnarci che è indecoroso per l’uomo lasciarsi crescere i capelli, mentre è una gloria per la donna lasciarseli crescere? La chioma le è stata data a guisa di velo” (1 Cor 11,14-15).
Oggi non è più obbligatorio per le donne portare il velo in Chiesa, lo era in precedenza. San Paolo spiega i validi motivi di convenienza, ma ogni donna decide liberamente.
Oggi il Vangelo riporta una frase di Gesù poco chiara per chi non segue la sana dottrina e spesso viene utilizzata per dare un messaggio sbagliato: “Misericordia Io voglio e non sacrifici”. I cattolici modernisti presumono di trovare in questa frase l’appiglio del rifiuto del sacrificio inteso come penitenza. Queste due parole sono pressoché sinonimi, c’è però qualche sfumatura che voglio evidenziare.
Sacrificio indica una privazione, una rinuncia, un atto di rinnegamento.
Penitenza è una espiazione, una mortificazione che si fa per espiare i peccati e per progredire verso la perfezione spirituale.
Nel Vangelo Gesù non intende assolutamente questi significati per sacrificio, ma l’offerta di una cosa materiale fatta alla divinità per riconoscerne il dominio, per ringraziarla, per placarla. Gli ebrei offrivano nel Tempio gli animali a Dio per i motivi citati, ma Gesù avvisa che tale offerta non era sufficiente, era indispensabile soprattutto l’amore. In pratica, Gesù dice che lofferta di questi sacrifici sono inutili se manca lamore, la misericordia verso gli altri, il perdono reciproco.
Gesù ha portato lAmore nel mondo, senza la retta intenzione anche le opere buone perdono di autenticità e valore.
Lui mangiava insieme ai pubblicani considerati pubblici peccatori e rifiutati dai farisei, lo faceva per salvare le loro anime. Mentre i farisei privi di amore e misericordia non riuscivano a comprendere tanta bontà di Gesù. Ecco il motivo delle parole: Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati”.
Vedendo quanta superbia colava dalla fronte dei farisei, li mandò via: “Andate a imparare che cosa vuol dire: Misericordia Io voglio e non sacrifici”. Un invito improrogabile di allontanarsi dalla sua presenza perché i loro cuori erano covo di odio e disprezzo. Gesù aveva cercato in tutti i modi di illuminarli ma essi non avevano mai accettato la sua predicazione. Erano fermi alla Legge antica, erano bravi a condannare gli altri senza fare l’esame di coscienza per vedere i loro peccati.
“Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori”.
Per giusti non si intendono i farisei o quelli che presumono di possedere la perfezione perché non si conoscono intimamente, i giusti sono i puri di cuori, quanti si sforzano ogni giorno di piacere a Gesù e di imitare la Madonna. Il Signore chiama i peccatori alla conversione, invia sua Madre nel mondo per ricordare a tutti il Vangelo e i Comandamenti.

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
--------

2446 - Sant' Atanasio l'Atonita

Nacque circa il 920 a Trebisonda da una famiglia originaria di Antiochia e gli fu imposto il nome di Abraamios. Compì gli studi prima nella città natale e poi a Costantinopoli, dove strinse una viva amicizia con l'egumeno del monastero di Kyminas, Michele Maleinos, e con Niceforo Focas, nipote del Maleinos, divenuto in seguito imperatore. Dopo aver esercitato per qualche tempo la professione di insegnante, Abraamios lasciò la cattedra per ritirarsi a Kyminas, nella Bitinia, a vivere da eremita sotto la direzione di Maleinos: celebrò questo cambiamento mutando il nome di battesimo in Atanasio. Il desiderio di isolamento e la volontà di impedire la sua elezione ad egumeno del monastero alla morte di Michele lo portarono ad abbandonare Kyminas. La sua nuova sede fu il Monte Athos, dove visse assumendo il nome di Barnaba. Dopo qualche anno di isolamento venne scoperto dalI'amico Niceforo, che lo pregò di seguirlo nella spedizione contro i Saraceni nell'isola di Creta (960). Atanasio assecondò il desiderio dell'amico e, in ricordo dell'ottenuta vittoria, accettò i fondi necessari per costruire un monastero dedicato alla Santa Vergine sul Monte Athos. In questa laura, tuttora esistente, che fu la prima del Monte Athos, si seguiva una regola di vita cenobitica, sotto il comando di un solo capo.
Nonostante la consuetudine alla vita solitaria, Atanasio divenne illuminato legislatore e direttore di monaci e di monasteri. Nel 963 abbandonò, però, il monastero per sfuggire agli onori derivanti dalI'amicizia di Niceforo, eletto ormai imperatore. Tuttavia, le reiterate preghiere dei monaci lo costrinsero a tornare. In questo periodo Atanasio si preoccupò di attrezzare un porto sul mare per facilitare le comunicazioni fra i vari monasteri. La sua opera di riforma religiosa e la sua stessa presenza non furono però gradite agli eremiti del sacro monte, che congiurarono spesso contro di lui fino a metterlo due volte in pericolo di vita. Innumerevoli proteste giunsero a Giovanni Zimisce (969-978), successore di Focas, ma il visitatore Eutimio, mandato in ispezione, approvò la riforma di Atanasio e l'imperatore confermò con una crisobolla la donazione di Focas. Da quel momento si moltiplicarono i cenobi atoniti e fu compilato un regolamento che fissava le relazioni dei monasteri tra loro, e stabiliva che il capo supremo o Proto risiedesse nel centro della penisola, a Karyès. La fama di Atanasio aumentò con i prodigi che gli vennero attribuiti; numerose sono, infatti, le guarigioni miracolose tramandate dal suo biografo.
L'impulso dato alla fondazione di nuovi monasteri fu così valido da meritare ad Atanasio I'appeliativo di fondatore del cenobitismo atonita. La sua morte (circa 1003) avvenne tragicamente: Atanasio fu travolto da una trave assieme a cinque monaci durante la costruzione della capriata di una chiesa.
Secondo fonti accreditate, restano di Atanasio canoni in onore dei ss. Teodoro e Giovannizio, il typicon già ricordato e un testamento. La tradizione locale mostra i luoghi santificati dalla sua presenza: la grotta ove amava ritirarsi per pregare, la fonte miracolosa scaturita dopo le sue preghiere, il luogo dove definitivamente sconfisse il demonio e la tomba oggetto di grande venerazione. La Chiesa greca ne celebra la festa il 5 luglio e ne ricorda il nome la domenica di Sessagesima, insieme con quelli che figurano ne1 Canone di Teodoro Studita.

-----

giovedì 4 luglio 2013

2445 - Commento al Vangelo del 4/7/2013

+ Dal Vangelo secondo Matteo (9,1-8)
In quel tempo, salito su una barca, Gesù passò all'altra riva e giunse nella sua città. Ed ecco, gli portavano un paralitico disteso su un letto. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati». Allora alcuni scribi dissero fra sé: «Costui bestemmia». Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: «Perché pensate cose malvagie nel vostro cuore? Che cosa infatti è più facile: dire “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Alzati e cammina”? Ma, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati: Alzati -disse allora al paralitico-, prendi il tuo letto e va’ a casa tua». Ed egli si alzò e andò a casa sua. Le folle, vedendo questo, furono prese da timore e resero gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini.

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Ieri abbiamo visto il danno spirituale che causa l’incredulità, oggi vediamo nel Vangelo che il passaggio successivo all'incredulità è l’avversità paragonabile all'odio. Gesù disse agli scribi maliziosi queste parole: “Perché pensate cose malvagie nel vostro cuore?”. Questo spiega che si erano abbondantemente inoltrati nell'incredulità ed erano diventati come posseduti da pensieri contrari a Gesù e che istigavano ad offenderlo e a perseguitarlo.
Gesù è maestoso non solo perché Dio, è meraviglioso per la sua infinita coerenza accompagnata da un coraggio risolutivo, infatti le sue parole non si inclinavano minimamente verso compromessi con quanti avversavano il suo Vangelo, anzi Lo rendevano ancora più dominante e chiaro nel linguaggio.
Una persona non sicura delle parole che esprime cerca di concordare con i suoi nemici un patto di intesa, Gesù non fece mai questo e le discussioni con i suoi nemici Lo rendevano ancora più deciso nell'annunciare il Vangelo. La nuova dottrina che presentava non era neanche facilmente accessibile, per scoprirla bisognava rientrare in sé e rinnegarsi. Come Gesù ricevette false accuse, persecuzioni, rancori e vendette, così avviene anche oggi ai suoi seguaci autentici.
“Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia Parola, osserveranno anche la vostra” (Gv 15,20). La condizione dei seguaci veritieri di Gesù è precisa alla sua, basta conoscere quanto soffrì Lui e quante persecuzioni subì per capire che seguirlo è impegnativo. Questo riguarda i Consacrati a Dio, sono coloro che non scendono a compromessi con il mondo o la politica o i ricchi per trarne vantaggi.
Oggi nella Chiesa in larghissima parte manca questa forza intellettuale, si è smarrita la distinzione tra fedeltà e compromessi.
Chi cede e sceglie i compromessi rinnegando Gesù, mostra la debolezza umana che domina la persona, questo avviene quando non si prega più e non si praticano i Sacramenti. Non è facile per un Consacrato rimanere saldo nella Fede, questo và riconosciuto altrimenti si identifica con un robot, ma egli deve trovare i metodi migliori per rimanere perseverante nel Bene e nella Verità.
Il mondo è dominato dagli eccessi, molti credenti sono sottomessi alla mentalità poco spirituale, ma il Consacrato a Dio deve dominare gli eventi che lo coinvolgono, deve controllare con determinazione la sua volontà. Non deve mai scendere a compromessi!
Bisogna pregare molto per tutti i Consacrati a Dio, i più deboli cadono negli errori e poi hanno difficoltà a risalire. Per questo è necessario pregare per tutti. Ieri abbiamo letto le rivelazioni di Gesù alla Beata Caterina Emmerick, stimmatizzata tedesca nata l’8 settembre 1774 e morta il 9 febbraio 1824. Considero necessario rileggere le poche righe della visione che ha avuto circa 200 anni fa:
Vidi che molti Sacerdoti accettavano idee pericolose per la Chiesa. Costruivano una grande, strana e stravagante Chiesa. Chiunque veniva accettato a fine di unirsi e avere gli stessi diritti: evangelisti, cattolici, sette di qualunque credo. Tale doveva essere la Nuova Chiesa… ma Dio aveva altri progetti… Dopo vidi che tutto quello che riguarda il Protestantesimo si innalzava, mentre la Religione Cattolica cadeva in completa decadenza”.
Questa visione l’ha avuta una Beata, il 3 ottobre 1984 Papa Giovanni Paolo II l’ha scritta nell'albo dei Beati, dandole così una valenza di piena autenticità riguardo le molte profezie dette da Gesù a lei. La profezia appena letta suscita riflessione e maggiore consapevolezza, gli avvenimenti che si sono verificati negli ultimi anni all'interno della Chiesa lasciano sicuramente molta sorpresa. Il futuro si presenta ancora più nebuloso.
Gesù sapeva già tutto questo e lo anticipò alla Beata, come rivelò molte altre profezie alle Beate Anna Maria Taigi e Teresa Aiello.
“Costruivano una grande, strana e stravagante Chiesa”. La visione della Beata Emmerick non ammette dubbi, il riferimento riguarda la Chiesa di oggi, piena di dottrine strane, di una mentalità che si è distaccata dal Vangelo storico e dalla sana dottrina. È un dramma esistenziale non seguire più la Verità di Gesù, non si vive in comunione con Lui, non c’è accesso al suo Cuore e non si riceve alcuna Grazia. Si vive in balìa dei propri istinti.
La strana e stravagante Chiesa che hanno costruito i cattolici non più innamorati di Gesù, non appaga la sete dell’anima di incontrare il suo Dio, per questo rimangono sempre alla ricerca di “qualcosa” e non hanno mai pace. Hanno dentro un fortissimo prurito di novità e trasgrediscono con molta facilità il Vangelo. Vivono fuori di sè e non trovano mai la Verità, non si fermano di girare perché sono inquieti ed aumenta la dipendenza di conoscere"qualcosa" di nuovo.
Questo prurito lo aveva annunciato San Paolo: “Verrà giorno in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie” (2 Tim 4,3).

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
------

2444 - Santa Berta di Blangy, Badessa

Sembra un destino già stabilito, ma tutte le sei sante o beate di nome Berta, destinatarie di un culto ufficiale, vissero buona parte della loro vita e fino alla loro morte, come badesse di monasteri e quasi tutte nel XII secolo.
La santa Berta di cui parliamo, nacque invece in Francia nel 640 ca. da Rigoberto, conte palatino sotto il regno carolingio di Clodoveo II (638-656) e da Ursona; a vent'anni sposò un parente del re di nome Sigfrido, dal matrimonio nacquero cinque figlie.
Vent’anni dopo nel 680, rimasta vedova, poté a 40 anni seguire la sua personale vocazione monastica, a cui aveva dovuto rinunciare per i soliti motivi di Stato.
Si narra che costruì ben due case di preghiera, ma entrambe crollarono dopo un po’ di tempo, a questo punto le apparve un angelo che indicò il luogo adatto per la costruzione e qui sorse nel 686 il monastero di Blangy nell’Artois (regione storica della Francia, compresa nel dipartimento del Pas-de Calais).
In questo monastero si ritirò insieme alle due figlie maggiori Deotila e Gertrude; ricoprendo la carica di badessa per alcuni anni, poi lasciò la carica per vivere come semplice reclusa in una piccola cella prospiciente la chiesa del monastero.
Visse così praticamente sepolta viva per molti anni in preghiera e penitenza; morì nel 725 a circa 85 anni. Le sue reliquie furono trasportate nell’825 ad Erstein presso Strasburgo, per salvarle dalle invasioni dei Normanni; poi nel 1032 furono riportate a Blangy, divenuto nel frattempo monastero benedettino.
Nella diocesi di Arras (capoluogo dell’Artois) la festa di s. Berta si celebra il 4 luglio, giorno riportato anche dal ‘Martirologio Romano’.

-----

mercoledì 3 luglio 2013

2443 - Commento al Vangelo del 3/7/2013

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (20,24-29)
Aggiungi didascalia
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La liturgia ci presenta l’episodio dell’incredulità di Tommaso, egli in realtà non era contrario a Gesù, il suo carattere fragile lo portava a dubitare anche delle cose evidenti. Era un limite quello di Tommaso, eppure per tre anni aveva assistito ai miracoli di Gesù, aveva sentito il Maestro che preannunciava la sua Risurrezione dopo tre giorni, non c’era nulla di improvvisato in quello che stabiliva il Signore.
Chi è incredulo vive sempre nell’incertezza, non si verifica in chi non ha studiato molto o in chi ha studiato, non proviene dalla cultura ma dalla disposizione interiore, quello che è realmente. È una malattia spirituale, dovuta alla poca Fede.
L’incredulo è dubbioso, diffidente delle cose buone mentre verso quelle negative prova una naturale attrazione… Questione di spirito, di avversione verso le opere di Dio. L’incredulo è come spinto a diffidare delle vere apparizioni mentre segue quelle demoniache.
Quindi, è un problema di spiritualità, questo si verifica nei credenti che pregano poco o hanno iniziato un serio cammino di Fede da poco tempo, così non sono illuminati da Dio perché essi si trovano ancora distanti. Quanto più si avvicineranno a Dio tanto più il suo Spirito li trasformerà e dimorerà in essi. La presenza dello Spirito Divino farà superare l’incredulità in modo automatico, proprio come avvenne a Tommaso.
Gesù apparve la prima volta in assenza di Tommaso perché conosceva perfettamente i ricorrenti dubbi che gli sorgevano e di cui non se ne liberava perché ancora molto debole. Ogni pensiero che aveva Tommaso lo considerava corretto e lo seguiva senza discernere la sua provenienza, così cadeva nell’errore di non riconoscere la Verità.
L’incredulità in questi tempi è pericolosa non solamente verso Gesù e si finisce per non fare mai Adorazione Eucaristica, è grave perché paralizza il discernimento, anche se il credente si trova ancora in una situazione di confusione per l’iniziale spiritualità. Senza la capacità di capire il vero dal falso, i più deboli finiscono sempre per seguire l’inganno, lo vediamo per esempio in Italia, ci sono due luoghi dominati da satana dove si riversano migliaia di fedeli. È il momentaneo trionfo dei diavoli!
Oppure, tutti i falsi messaggi che si inviano sul web, messaggi senza amore e verità perché inventati dagli uomini. Non bisogna mai seguire veggenti e messaggi di cui non si conoscono l’autenticità, ci vuole poco per cadere nelle trappole dei diavoli e fare un cammino opposto a quello del Vangelo. Bisogna seguire solo le rivelazione di Santi e Beati o dei luoghi riconosciuti buoni per i frutti di santità.
In questa newsletter siete iscritti in tanti, quasi 12mila, ovviamente con cammini di Fede diversi ed anche con impostazione spirituale personali, ognuno ha la sua. C’è chi è più forte e non segue messaggi dubbi, altri seguono tutti i messaggi, chi dubita della Parola di Dio e chi la desidera più umana, chi non ha scoperto un grande amore per la Chiesa e chi invece ama la Chiesa più della propria madre. Chi ha capito la grande importanza della devozione e consacrazione alla Madonna e chi non prova grande attrazione.
È ovviamente un assortimento vario, mi ritrovo a rivolgermi a credenti che vivono cammini di Fede disuguali, c’è chi ha iniziato prima oppure c’è chi ha una Fede più profonda. Debbo rivolgermi a tutti e non utilizzo parole che i deboli stentano a capire ma che un giorno comprenderanno meglio. Per questo, devo periodicamente ripetere che la Chiesa soffre e vivrà un momento di forte crisi.
Leggiamolo da alcune parole dette da Gesù alla Beata Caterina Emmerich, altre rivelazioni le pubblicherò presto: Vidi che molti Sacerdoti accettavano idee pericolose per la Chiesa. Costruivano una grande, strana e stravagante Chiesa. Chiunque veniva accettato a fine di unirsi e avere gli stessi diritti: evangelisti, cattolici, sette di qualunque credo. Tale doveva essere la Nuova Chiesa… ma Dio aveva altri progetti… Dopo vidi che tutto quello che riguarda il Protestantesimo si innalzava, mentre la Religione Cattolica cadeva in completa decadenza”.
Se non avessi un amore viscerale per la Chiesa che amo come una Madre, potrei scrivere di altro più mondano e così accontentare gli increduli, eviterei discorsi dolorosi e che mettono un po’ pena, non presenterei un futuro di divisione nella Chiesa.
Ma non posso tradire la fiducia che mi ha dato Gesù chiamandomi al sacerdozio per cercare gli applausi del mondo. Per amore della Chiesa Madre e delle vostre anime devo scrivere chiaramente cosa si cela dietro le quinte dei traditori, senza approfondire quanto adesso è prematuro. Così aiuto gli increduli a trovare la vera Fede e gli incostanti a pregare di più e meglio.
Se io ho donato la mia vita a Gesù per la Chiesa e la salvezza delle anime, non temo né persecuzioni né altro che possano spaventarmi. Amo la Verità e solo quella voglio trasmettervi. Prego ogni giorno per tutti voi e in particolare per quanti mi chiedono preghiere, questa è la mia vita e non farò altro in futuro con l’aiuto di Dio, che insegnare la Verità del Vangelo storico.
Ogni anima che aiuto, così come avviene ai Sacerdoti che pregano molto, è un’anima nata a nuova vita attraverso le sofferenze che bisogna offrire a Gesù. Nessuno viene aiutato e nessuno rinasce a nuova vita spirituale se non si compiono penitenze. È bene sapere che quando chiedete preghiere o quando si prega per voi, oltre alle preghiere si offrono tanti sacrifici e persecuzioni che arrivano dai cattivi.
Questo avvenne principalmente a San Paolo: “Ritengo che Dio abbia messo noi, gli Apostoli, all'ultimo posto, come condannati a morte, poiché siamo diventati spettacolo al mondo, agli Angeli e agli uomini. Noi stolti a causa di Cristo, voi sapienti in Cristo; noi deboli, voi forti; voi onorati, noi disprezzati.
Fino a questo momento soffriamo la fame, la sete, la nudità, veniamo schiaffeggiati, andiamo vagando di luogo in luogo, ci affatichiamo lavorando con le nostre mani.
Insultati, benediciamo; perseguitati, sopportiamo; calunniati, confortiamo; siamo diventati come la spazzatura del mondo, il rifiuto di tutti, fino ad oggi.
Non per farvi vergognare vi scrivo queste cose, ma per ammonirvi, come figli miei carissimi. Potreste infatti avere anche diecimila pedagoghi in Cristo, ma non certo molti padri, perché sono io che vi ho generato in Cristo Gesù, mediante il Vangelo” (1 Cor 4,9-15).
Vedete in che modo si ottengono le Grazie di conversione, di guarigioni, di liberazioni e gli aiuti da Gesù?

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
-----

2442 - Udienza Papale 3/7/2013

Cari fratelli e sorelle, buongiorno! 
oggi vorrei fare un breve cenno ad un’ulteriore immagine che ci aiuta ad illustrare il mistero della Chiesa: quella del tempio (cfr Conc. Ecum. Vat. II, Cost. dogm. Lumen gentium, 6). 
Che cosa ci fa pensare la parola tempio? Ci fa pensare ad un edificio, ad una costruzione. In modo particolare, la mente di molti va alla storia del Popolo di Israele narrata nell'Antico Testamento. A Gerusalemme, il grande Tempio di Salomone era il luogo dell’incontro con Dio nella preghiera; all'interno del Tempio c’era l’Arca dell’alleanza, segno della presenza di Dio in mezzo al popolo; e nell'Arca c’erano le Tavole della Legge, la manna e la verga di Aronne: un richiamo al fatto che Dio era stato sempre dentro la storia del suo popolo, ne aveva accompagnato il cammino, ne aveva guidato i passi. Il tempio ricorda questa storia: anche noi quando andiamo al tempio dobbiamo ricordare questa storia, ciascuno di noi la nostra storia, come Gesù mi ha incontrato, come Gesù ha camminato con me, come Gesù mi ama e mi benedice. 
Ecco, ciò che era prefigurato nell'antico Tempio, è realizzato, dalla potenza dello Spirito Santo, nella Chiesa: la Chiesa è la “casa di Dio”, il luogo della sua presenza, dove possiamo trovare e incontrare il Signore; la Chiesa è il Tempio in cui abita lo Spirito Santo che la anima, la guida e la sorregge. Se ci chiediamo: dove possiamo incontrare Dio? Dove possiamo entrare in comunione con Lui attraverso Cristo? Dove possiamo trovare la luce dello Spirito Santo che illumini la nostra vita? La risposta è: nel popolo di Dio, fra noi, che siamo Chiesa. Qui incontreremo Gesù, lo Spirito Santo e il Padre. 
L’antico Tempio era edificato dalle mani degli uomini: si voleva “dare una casa” a Dio, per avere un segno visibile della sua presenza in mezzo al popolo. Con l’Incarnazione del Figlio di Dio, si compie la profezia di Natan al Re Davide (cfr 2 Sam 7,1-29): non è il re, non siamo noi a “dare una casa a Dio”, ma è Dio stesso che “costruisce la sua casa” per venire ad abitare in mezzo a noi, come scrive san Giovanni nel suo Vangelo (cfr 1,14). Cristo è il Tempio vivente del Padre, e Cristo stesso edifica la sua “casa spirituale”, la Chiesa, fatta non di pietre materiali, ma di “pietre viventi”, che siamo noi. L’Apostolo Paolo dice ai cristiani di Efeso: voi siete «edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù. In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo del Signore; in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito» (Ef 2,20-22). Questa è una cosa bella! Noi siamo le pietre vive dell’edificio di Dio, unite profondamente a Cristo, che è la pietra di sostegno, e anche di sostegno tra noi. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che il tempio siamo noi, noi siamo la Chiesa vivente, il tempio vivente e quando siamo insieme tra di noi c’è anche lo Spirito Santo, che ci aiuta a crescere come Chiesa. Noi non siamo isolati, ma siamo popolo di Dio: questa è la Chiesa! 
Ed è lo Spirito Santo, con i suoi doni, che disegna la varietà. Questo è importante: cosa fa lo Spirito Santo fra noi? Egli disegna la varietà che è la ricchezza nella Chiesa e unisce tutto e tutti, così da costituire un tempio spirituale, in cui non offriamo sacrifici materiali, ma noi stessi, la nostra vita (cfr 1Pt 2,4-5). La Chiesa non è un intreccio di cose e di interessi, ma è il Tempio dello Spirito Santo, il Tempio in cui Dio opera, il Tempio dello Spirito Santo, il Tempio in cui Dio opera, il Tempio in cui ognuno di noi con il dono del Battesimo è pietra viva. Questo ci dice che nessuno è inutile nella Chiesa e se qualcuno a volte dice ad un altro: ‘Vai a casa, tu sei inutile’, questo non è vero, perché nessuno è inutile nella Chiesa, tutti siamo necessari per costruire questo Tempio! Nessuno è secondario. Nessuno è il più importante nella Chiesa, tutti siamo uguali agli occhi di Dio. Qualcuno di voi potrebbe dire: ‘Senta Signor Papa, Lei non è uguale a noi’. Sì, sono come ognuno di voi, tutti siamo uguali, siamo fratelli! Nessuno è anonimo: tutti formiamo e costruiamo la Chiesa. Questo ci invita anche a riflettere sul fatto che se manca il mattone della nostra vita cristiana, manca qualcosa alla bellezza della Chiesa. Alcuni dicono: ‘Io con la Chiesa non c’entro’, ma così salta il mattone di una vita in questo bel Tempio. Nessuno può andarsene, tutti dobbiamo portare alla Chiesa la nostra vita, il nostro cuore, il nostro amore, il nostro pensiero, il nostro lavoro: tutti insieme. 
Vorrei allora che ci domandassimo: come viviamo il nostro essere Chiesa? Siamo pietre vive o siamo, per così dire, pietre stanche, annoiate, indifferenti? Avete visto quanto è brutto vedere un cristiano stanco, annoiato, indifferente? Un cristiano così non va bene, il cristiano deve essere vivo, gioioso di essere cristiano; deve vivere questa bellezza di far parte del popolo di Dio che è la Chiesa. Ci apriamo noi all'azione dello Spirito Santo per essere parte attiva nelle nostre comunità, o ci chiudiamo in noi stessi, dicendo: ‘ho tante cose da fare, non è compito mio’? 
Il Signore doni a tutti noi la sua grazia, la sua forza, affinché possiamo essere profondamente uniti a Cristo, che è la pietra angolare, il pilastro, la pietra di sostegno della nostra vita e di tutta la vita della Chiesa. Preghiamo perché, animati dal suo Spirito, siamo sempre pietre vive della sua Chiesa.
********************************

2441 - San Leone II, Papa

Poche notizie certe sulla nascita e sulla vita precedente alla sua elezione a pontefice. Nativo della Sicilia, a Messina oppure ad Aidone vicino Piazza Armerina; è narrato nel Liber Pontificalis che era dotato di grande eloquenza, conosceva le lingue greca e latina e aveva un’attitudine notevole per il canto e la salmodia, tutto questo fa pensare che aveva come attività la direzione della Schola cantorum al Laterano. 
Fu consacrato papa nell'agosto 682, cioè diciotto mesi dopo la sua elezione, perché un poco prima l’imperatore d’Oriente Costantino IV Pogonato, aveva ripristinato l’antica norma di trasmettere a Bisanzio gli atti relativi all'elezione del papa per averne l’approvazione e quindi il permesso imperiale alla consacrazione; inoltre a Costantinopoli in quei mesi si celebrava il VI Concilio Ecumenico, quindi i vescovi completarono l’Assise, così ritornati a Roma sottoposero a Leone II i risultati del Concilio e l’approvazione per lui da parte dell’imperatore. 
Già con questi atti conciliari papa Leone II dovette affrontare il primo disagio, infatti essi nel condannare il monotelismo, coinvolsero fra gli eretici anche il papa di Roma antica, Onorio. Leone II non potendo mettere in pericolo la pace religiosa che si era instaurata fra la Chiesa e l’Impero, approvò le delibere conciliari, specificando però che papa Onorio era stato negligente e imprevidente e quindi permise che la fede immacolata fosse contaminata, ma che non poteva essere annoverato fra gli eretici. 
Questa eresia sorse nel secolo VII nella Chiesa Bizantina, essa pur riconoscendo le due nature di Cristo, affermava però che in Lui la volontà divina predominava su quella umana. Purtroppo gli Atti conclusivi del Concilio contenevano in chiusura un indirizzo di omaggio all’imperatore Costantino IV, il quale era presentato come collaboratore immediato di Dio, cioè esecutore diretto della volontà divina in concorrenza quindi con il papa e anche indipendentemente da lui, inoltre l’imperatore nella sua lettera, scrive al papa quasi da superiore ad inferiore, rivendicando a sé il merito del ristabilimento della fede. 
In tutto ciò s’intravedevano già i segni di futuri scontri fra Bisanzio e Roma che esplosero nel decennio seguente. 
Altro grave problema che dovette affrontare, fu il rifiuto che la Chiesa di Ravenna da qualche tempo, opponeva all’obbedienza al romano pontefice e quindi era divenuta scismatica, con il sostegno dell’imperatore bizantino, che nel 666 aveva dichiarata Ravenna indipendente dal vescovo di Roma. 
Con l’arcivescovo ravennate Teodoro, si addivenne ad un accordo, in cui la supremazia di Roma era riconosciuta e che ogni futuro arcivescovo avrebbe ricevuto la consacrazione dalle mani del papa a Roma, a Teodoro e ai suoi successori venivano concesse esenzioni di tasse relative alla carica ricevuta. 
Restaurò la chiesa di santa Bibiana, nella quale fece trasferire i corpi dei santi martiri Simplicio, Faustino e Beatrice, che erano sepolti lungo la via di Porto. Celebrò con grande pompa esterna le funzioni religiose, affinché i fedeli fossero sempre più consapevoli della maestà di Dio; istituì l’aspersione dell’acqua benedetta nei riti cristiani e sul popolo. 
Morì il 3 luglio 683 e fu sepolto in S. Pietro; intorno al 1100, le sue reliquie insieme a quelle dei suoi successori Leone III e IV, furono poste vicino a quelle di s. Leone I Magno. 
Quando fu eretta la nuova basilica di S. Pietro, le reliquie dei papi Leone I, II, III e IV, furono trasportate il 27 maggio 1607 sotto l’altare di S. Maria de columna alla presenza di papa Paolo V, che ne aveva effettuato una ricognizione.

-----

martedì 2 luglio 2013

2440 - Messaggio di Medjugorje a Mirjana del 2/7/2013

Cari figli, 
con amore materno vi prego di donarmi i vostri cuori perché io possa presentarli al mio Figlio e liberarvi, liberarvi da tutto quel male che vi rende sempre più schiavi e vi allontana dall'unico Bene - mio Figlio, da tutto ciò che vi guida sulla via sbagliata e vi toglie la pace. 
Io desidero guidarvi verso la libertà delle promesse di mio Figlio perché desidero che qui si compia completamente la volontà di Dio, perché attraverso la riconciliazione con il Padre Celeste, il digiuno e la preghiera nascano apostoli dell'amore di Dio, apostoli che liberamente e con amore diffonderanno l'amore di Dio a tutti i miei figli, apostoli che diffonderanno l'amore fiducioso nel Padre Celeste e apriranno la porta del cielo. 
Cari figli, offrite ai vostri pastori la gioia dell'amore e del sostegno così come il mio Figlio ha chiesto a loro di offrirlo a voi. 
Vi ringrazio.
-----

2439 - Commento al Vangelo del 2/7/2013

+ Dal Vangelo secondo Matteo (8,23-27)
In quel tempo, salito Gesù sulla barca, i suoi discepoli Lo seguirono. Ed ecco, avvenne nel mare un grande sconvolgimento, tanto che la barca era coperta dalle onde; ma Egli dormiva. Allora si accostarono a Lui e Lo svegliarono, dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!». Ed Egli disse loro: «Perché avete paura, gente di poca Fede?». Poi si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia. Tutti, pieni di stupore, dicevano: «Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?». 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
L’esperienza fatta dagli Apostoli deve essere stata sconvolgente, però necessaria per cominciare a provare gli imprevisti dell’autentico apostolato, per capire come le onde delle persecuzioni causano sofferenze e instabilità nei più deboli. Provarono un anticipo di quello che avrebbero vissuto di doloroso successivamente nella mistica Barca che è la Chiesa, perché chi segue sinceramente Gesù non incontra in questa vita solo rose e fiori…
La Madonna disse alla piccola Bernardetta: “Non ti prometto di farti felice in questa vita ma nell’altra”. La veggente visse sempre nella gioia pur dovendo abbracciare numerose sofferenze in monastero.
Sappiamo che la vera felicità si incontrerà in Paradiso, qui vivono un anticipo di felicità solamente quelli che salgono nella Barca di Gesù e resistono alle onde delle tribolazioni e ai venti che soffiano fortemente. Il Vangelo ci dice che i discepoli seguirono Gesù, non fu prettamente un’azione fisica, soprattutto Lo seguirono con il cuore, nutrendo piena fiducia in Lui.
La barca dove si trovavano Gesù e i discepoli fu colpita improvvisamente da “un grande sconvolgimento, tanto che la barca era coperta dalle onde”. Furono momenti di terrore e di angoscia per i discepoli ma Gesù dormiva. In realtà l’Eterno vegliava sempre, in quella circostanza si appisolò il suo stanco Corpo, Dio era sempre vigile.
Fu una prova tremenda per i discepoli, pur essendo gente di mare urlavano e avevano grande paura, come mai prima.
Gesù subito si alzò in piedi e comandò i venti e il mare, la natura ancora una volta si sottomise ai suoi comandi. Ma qui devo evidenziare l’esperienza dei discepoli, furono momenti di terrore anche se poi venne la bonaccia, ma trovarsi in una situazione simile senza avere alcuna possibilità per uscirne, fu sconvolgente.
Altra cosa quando assistevano ai miracoli straordinari compiuti da Gesù, erano zoppi che ritornavano a camminare, ciechi che vedevano o lebbrosi guariti perfettamente. Gli Apostoli assistevano e si rallegravano perché non avevano provato sulla propria pelle situazioni di tremenda sofferenza. Quando si trovarono sulla barca e le onde la coprivano, solo allora compresero meglio il grave pericolo e la Divinità di Gesù.
La Barca mistica incontrerà in questi tempi le onde minacciose delle eresie e i venti dei nemici che soffieranno con potenza satanica, con l’intento di affondare il soprannaturale presente nella Chiesa e presentare una nuova dottrina umana. Ne hanno parlato anche i Santi in passato, ci sono profezie precise e nessuno deve alzare le spalle come se si trattasse di sciocchezze.
Ci stiamo avvicinando alla più tremenda persecuzione contro la Chiesa Santa, ne ha trattato anche il Catechismo del 1992, non sono situazioni da sottovalutare. Quello che scrivo come ho già precisato è solamente l’1% quindi poca cosa, perché i gravi fatti si devono anticipare di qualche giorno e non di mesi. Leggere certe situazioni adesso potrebbe causare sorpresa, la persona intelligente invece legge e conserva nel cuore, per discernere in futuro dove troverà la Verità.
Non bisogna abbattersi né fantasticare, si deve ragionare con la luce della Fede e proporsi di seguire il Vangelo e nient’altro.
Quando tutto sembra perduto interviene sempre la Madonna, Ella ci assicura che il suo Cuore Immacolato trionferà sul male e sui cattivi. Arriverà il tempo della verità e della giustizia, Gesù ci dice di non avere paura e di continuare a testimoniare la santità della Chiesa Cattolica. Gesù è sempre vicino a chi prega con amore e vuole donare tutte le Grazie richieste, ma occorre avere grande fiducia in Lui.
“Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?”.

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
---------

2438 - San Swithun di Winchester, Vescovo

A causa della trascuratezza dei suoi contemporanei, non si hanno notizie di un certo rilievo sulla sua vita, né delle sue parole, né delle sue conversazioni, che fossero state riportate per le future generazioni.
Swithun visse nel IX secolo, fu cappellano reale del re Egberto di Wessex e tutore del figlio del re, principe Ethelwulf, che governò poi dall’839 all’858.
E su richiesta del re Ethelwulf, divenne vescovo di Winchester, allora capitale dell’Inghilterra; fu consacrato da Ceolnoth arcivescovo di Canterbury il 30 ottobre 852.
Governò la diocesi dieci anni, perché morì il 2 luglio 862; il re Ethelwold, il 15 luglio 971, fece trasferire le reliquie nella cattedrale, coincise con questo avvenimento la caduta di un’abbondantissima pioggia, tale che fu ritenuta segno della potenza del santo vescovo, evidentemente si era in periodo di prolungata siccità.
Da quel giorno si dice che se piove nel giorno di s. Swithun (15 luglio) pioverà anche per i seguenti 40 giorni. Da noi si dice la stessa cosa per s. Barbara e per s. Caterina d’Alessandria.
Era invocato per ottenere la pioggia, il suo culto che prese sviluppo dal secolo X, si estese per la fama di essere un santo guaritore, sia nell’isola di Wight, sia in Francia.
Nel 1093 il suo corpo fu di nuovo trasferito dalla vecchia alla nuova cattedrale di Winchester; la sua festa celebrata il 2 luglio per tutto il Medioevo, fu poi man mano sostituita al 15 luglio, giorno della prima traslazione.

lunedì 1 luglio 2013

2437 - Commento al Vangelo del 1/7/2013

+ Dal Vangelo secondo Matteo  (8,18-22)
In quel tempo, vedendo la folla attorno a sé, Gesù ordinò di passare all'altra riva. Allora uno scriba si avvicinò e gli disse: «Maestro, ti seguirò dovunque tu vada». Gli rispose Gesù: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». E un altro dei suoi discepoli gli disse: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Ma Gesù gli rispose: «Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti».

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La liturgia oggi ci presenta una parte del Vangelo di domenica, ma dalla redazione di San Matteo, non cambia nulla dall'altro e la riflessione si fa più mirata. Rispetto al Vangelo di ieri, San Matteo fa una precisazione importante, afferma che quel tale che si rese incondizionatamente disponibile era uno scriba, nientemeno che un uomo appartenente al gruppo che odiava Gesù.
San Matteo scrive: «Allora uno scriba si avvicinò e gli disse: “Maestro, Ti seguirò dovunque tu vada”». Una disponibilità totale e servizievole, non per Gesù, Egli infatti non rispose alla proposta dello scriba, ma gli spiegò un aspetto che sicuramente avrebbe scoraggiato l’uomo che in realtà era pieno di ambizione, e gli disse la famosa frase: “Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”.
Oltre a presentarsi come un viaggiante che visitava tante città, Gesù disse allo scriba anche che era povero e non aveva una casa, toccando la sensibilità del prestigio e del benessere ricercata dall'uomo. Gesù infatti conosceva perfettamente i pensieri dello scriba e vi leggeva solo questo: stare vicino al Maestro perché grande personaggio e così ricevere ricchezze e onori. Praticamente voleva fare carriera mettendosi alla sequela di Gesù.
Questo scriba è il patriarca di quanti seguono Gesù per il potere, la carriera, il denaro, gli onori, l’autorità. Un piatto di lenticchie…
Rispetto ai carrieristi moderni, lo scriba aveva un pregio, era pieno di ammirazione per Gesù, credeva nella sua Divinità e per questo pronunciò quella frase che lo faceva considerare da quel momento un traditore da quelli del Tempio.
Vi faccio notare che Gesù girava le città per fare discepoli ed insegnare il suo Vangelo, ma in questo caso non accettò di inserire questo scriba tra i suoi seguaci, quindi non bastano le parole di circostanza, il Signore che legge perfettamente i cuori vuole trovare la vera disponibilità e un amore puro. Se i cuori non Lo amano per quello che riescono in quel momento, non c’è alcuna relazione con Gesù.
L’affermazione dello scriba era molto bella: “Maestro, Ti seguirò dovunque tu vada”, in quel momento davvero teneva questa volontà, ma era costruita sulla ricerca della ricchezza e degli onori, era una disponibilità egoistica, in ultima analisi voleva avvantaggiare se stesso.
Quante parole si sentono e si leggono da cristiani che rivelano un grande amore a Gesù però senza seguire il Vangelo storico.
A questi cristiani Gesù non risponde, rimane nel silenzio e passa oltre. Le opere compiute dai Consacrati a Dio che portano in sé queste convinzioni, non sono considerate dal Signore, non può perché l’intenzione è egoistica, falsa, carnale e opposta alla spiritualità del Vangelo.
Mentre i credenti ascoltano le parole pronunciate dai Consacrati a Dio, Gesù invece considera le loro intenzioni, quello che credono intimamente, ciò che li spinge a fare e a non fare la sua volontà. Padre Pio non predicava mai, era la sua vita a testimoniare la sua straordinaria intimità con Dio. Non aveva bisogno di parole né di mostrarsi pubblicamente per ricevere onori, lui non cercava onori. Ma tutto ciò che chiedeva l’otteneva da Dio!
Dal dialogo con lo scriba vediamo che molti possono affermare di voler seguire Gesù anche donando il sangue, mentre la loro intenzione segreta invece è la ricerca del potere e del denaro. Sabato scorso è stato arrestato un Prelato, nelle intercettazioni affermava la sua disponibilità a portare in un aereo privato dalla Svizzera in Italia 40 milioni di euro per conto dei suoi ricchi amici. Poi la somma scese a 20 milioni… Ecco dove si arriva quando non si prega Gesù e si strumentalizza Gesù per avere potere e denaro!
Quanti Prelati hanno fatto carriera accettando condizioni disoneste che sono ininterrotti e gravissimi peccati davanti a Dio?
Lo sapremo presto, tutto dovrà essere svelato quando avverrà lo scisma nella Chiesa a causa di due posizioni dottrinali opposte, di cui una, ovviamente, sarà quella vera, che seguirà la Chiesa Santa, il Vangelo storico.
Ancora una considerazione: Gesù non accettò lo scriba perché la sua intenzione non era pura, oggi Gesù non accetta come suoi Cardinali e Vescovi quanti lo diventano perché sono affiliati alla Massoneria ecclesiastica!
Davanti a Dio quei Cardinali e Vescovi che hanno accettato l’affiliazione massonica, avendo come intenzione quella di obbedire al Gran Maestro della Loggia e non al Maestro Divino, non sono autenticamente quello che pensano di essere. In realtà, essi non hanno ricevuto la consacrazione episcopale proprio per l’intenzione diversa da quella della Chiesa.
Quando nella consacrazione episcopale di un Sacerdote la sua intenzione è diversa da quella della Chiesa perché si è affiliato alla Massoneria, davanti a Dio quel Sacerdote non diventa Vescovo, rimane sempre Sacerdote, anche se poi indossa i paramenti vescovili e guida una diocesi. È un abusivo, un traditore, la consacrazione è illecita, non autorizzata da Dio e lo Spirito Santo in quella cerimonia non può essere presente perché non c’era la retta intenzione.
Quando un Sacerdote celebra la Santa Messa in peccato mortale, il Sacrificio Eucaristico si compie lo stesso, ma se egli dovesse mettere l’intenzione contraria al Sacrificio Eucaristico e quindi rifiutare l’intenzione della Chiesa, il Sacrificio non avverrebbe e quella Messa non sarebbe Santa. Solo una finzione!
Lo stesso discorso riguarda un Cardinale, se è stato creato tale perché affiliato alla Massoneria, egli non ha alcun titolo davanti a Dio, mentre per gli uomini potrà essere quello che si vuole. La sua presenza nel Conclave per eleggere un Papa non è autentica, il suo voto non è accettato da Dio, perché lui non è un seguace di Cristo ma della Massoneria ecclesiastica, nemica di Cristo.
Quindi quel Cardinale sarà solo un nemico di Gesù e della sua Chiesa. E tutto sarà svelato pubblicamente.
Consideriamo la Confessione, se non c’è la retta intenzione, Dio non perdona i peccati, anche se il penitente li elenca uno a uno. Quindi non c’è Sacramento se non si segue l’intenzione della Chiesa. La relazione con Dio si svolge nella retta intenzione, nella volontà interiore di aderire o meno al suo disegno. Quelli che non aderiscono a Dio e scelgono altro… non conseguono quanto volevano ottenere subdolamente e tradendo Gesù Cristo.

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
-------

2436 - San Justino Orona Madrigal, Martire Messicano

Nacque a Atoyac, Jalisco (Diocesi di Ciudad Guzmán) il 14 aprile 1877. Parroco di Cuquío, Jalisco (Arcidiocesi di Guadalajara). 
Fondadore della congregazione religiosa delle sorelle Clarisse del Sacro Cuore. 
La sua vita fu segnata da dolori ma sempre si mantenne cortese e generoso. Una volta scrisse: "Coloro che perseguono il cammino del dolore con fedeltà, sicuramente possono salire al cielo". 
Quando la persecuzione divenne più pesante rimase tra i suoi fedeli dicendo: "Io resterò tra i miei vivo o morto". Una notte, dopo aver deciso con il suo vicario e compagno di martirio, padre Atilano Cruz, una speciale pastorale, da tenersi in mezzo ad innumerevoli pericoli, entrambi si ritirarono in una casa del "Rancho de Las Cruces", vicino a Cuquío per riposare. 
All'alba del 1° luglio 1928 forze federali ed il presidente municipale de Cuquío irrumpero violentemente nel rancho e colpirono la porta della stanza in cui dormivano. Il Signor Curato Orona aprì e con voce forte salutò il giustiziere: "Viva Cristo Re!". La risposta fu una pioggia di pallottole.
-----

Medaglia di San Benedetto