Il Signore ti benedica,ti custodisca e ti mostri il Suo volto misericordioso!

Quando pensi di aver toccato il fondo e che nessuno ti voglia o ti ami più, Dio si fa uomo per incontrarti, Gesù ti viene accanto

CIAO A TE !!

Nulla è più urgente nel mondo d'oggi di proclamare Cristo alle genti. Chiunque tu sia, puoi, se vuoi, lasciare un tuo contributo, piccolo o grande che sia, per dire, comunicare, annunciare la persona di Gesù Cristo, unico nostro salvatore. Uno speciale benvenuto a LADYBUG che si è aggiunta di recente ai sostenitori ! *************************************************** Questo blog è sotto la protezione di N.S. Gesù Cristo e della SS Vergine Maria, Sua Madre ed ha come unica ragione di esistere di fornire un contributo, sia pure piccolo ed umile, alla crescita della loro Gloria. ***************************************************



Con Cristo non ci sono problemi, senza Cristo non ci sono soluzioni.

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lunedì 25 febbraio 2013

2158 - Commento al Vangelo del 25/2/2013


+ Dal Vangelo secondo Luca (6,36-38)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio». 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Gesù ci dice che ognuno di noi è responsabile della sua vita e del suo futuro. Questo è indubitabile, ed è sbagliato smettere di pregare o arrabbiarsi contro il Signore quando qualcosa non và bene o sorgono sofferenze personali o familiari. Questo è il sintomo di una mancata maturità umana e spirituale, la prova di una Fede che non c’è ma che si presume di avere. Ognuno di noi raccoglie quanto semina, almeno riguardo il nostro rapporto con Dio, mentre è un altro discorso quando le sofferenze sono causate da persone che non ci amano.
Sempre però Gesù ci invita ad essere misericordiosi con tutti, quindi comprensivi, benevoli, pazienti. È un atteggiamento energico, volontario, non è paura, vigliaccheria o la rinuncia alla difesa. Chi usa volontariamente la pazienza e non perché costretto dalle circostanze, è forte d’animo.
Ognuno di noi è il giudice di se stesso, decide con le sue opere quale comunione deve avere con Gesù e i doni che deve ricevere, che sono sempre proporzionati a quello che si compie di buono verso i fratelli e le sorelle. “Con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio”, significa che riceveremo tanta misericordia da Dio per quanta ne avremo donata al prossimo.
Cerchiamo di capire il significato di misericordia e perché i cristiani sono chiamati ad essere misericordiosi.Misericordia è un sentimento generato dalla compassione per la miseria altrui, miseria morale o spirituale, intesa come mancanza di qualcosa. Chi non ama è mancante di amore e di verità con ogni probabilità, comunque le mancanze spirituali possono essere molte altre. Dinanzi a queste mancanze, il comportamento del cristiano deve essere improntato sull'amore, sulla compassione e comprensione delle debolezze degli altri.
Non esiste nel Cristianesimo “l’occhio per occhio” ma questo comando di Gesù: “Amatevi anche voi gli uni gli altri” (Gv 13,34).
La misericordia è un sentimento di compassione e pietà per l’infelicità e la sventura degli altri che induce a soccorrere, a perdonare, a non infierire. La misericordia può dimorare solamente nel cuore di chi ha incontrato veramente Gesù, non è naturale questa disposizione, non si deve confondere con qualche buona azione compiuta da un non credente, mosso probabilmente da qualcosa che all’esterno non appare e che nessuno però può giudicare perché l’intenzione la conosce solo Dio.
La misericordia è una virtù morale tenuta in grande considerazione dall’etica cristiana e si concreta in opere di pietà o di carità, generosità, perdono. Non può esistere un cristiano senza un cuore buono o almeno comprensivo, mosso a pietà degli altri che non comprendono o non riescono a praticare le virtù cristiane. Il cristiano è uno che usa misericordia, che agisce con animo buono e almeno si sforza di non commettere determinati peccati.
Gesù oggi elenca alcuni comportamenti che un cristiano deve valutare attentamente se vuole osservare il Vangelo. Per essere misericordiosi non si deve giudicare, non si condanna in modo prevenuto, ma bisogna perdonare e donare comprensione e bontà. Gesù è buono e benigno con tutti, Lui non ha nemici, sono i cattivi a odiarlo. Quindi, chi ha l’abitudine di giudicare e di condannare non agisce con bontà e mostra a chi lo ascolta di non seguire Gesù.
I giudizi che si fanno sulle azioni e sulle intenzioni altrui sono sempre sbagliati e mostrano una mancanza di generosità verso il prossimo.
La Madonna a Medjugorje molte volte ha detto di non giudicare, ma è un discorso diverso quando si considera l’avversità contro Gesù con la propagazione di eresie e di insegnamenti modernisti per distruggere la sana dottrina della Chiesa. Occorre formare una distinzione tra il giudizio immotivato dalla difesa della nostra Fede, evidenziando tutte quelle dottrine false diffuse per demolire il Vangelo e la Chiesa. Leggiamo cosa disse nel lontano 1981 Papa Giovanni Paolo II sulla crisi all’interno della Chiesa:
«Bisogna ammettere realisticamente e con profonda e sofferta sensibilità che i cristiani, oggi, in gran parte, si sentono smarriti, confusi, perplessi e perfino delusi; si sono sparse a piene mani idee contrastanti con la Verità rivelata e da sempre insegnata; si sono propalate vere e proprie eresie, in campo dogmatico e morale, creando dubbi, confusioni, ribellioni; si è manomessa la Liturgia; immersi nel “relativismo” intellettuale e morale, e perciò nel permissivismo, i cristiani sono tentati dall’ateismo, dall’agnosticismo, dall’illuminismo vagamente moralistico, da un cristianesimo sociologico, senza dogmi definiti e senza morale oggettiva» (Osservatore Romano, 7 febbraio 1981).
Anche se il Papa allora non indicava i nomi, però evidenziava che quanti diffondevano le eresie non agivano per il bene della Chiesa. È un altro discorso quando si giudica o peggio ancora si condanna in modo definitivo qualcuno, solo osservando le sue azioni o presumendo di conoscere le sue intenzioni.
Chi giudica gli altri senza carità attrae su di sé inconsciamente il giudizio degli altri, e Dio permette che subisca il contraccambio di quello che fa.
Chi condanna e non perdona soccombe alla stessa legge e in pratica danneggia se stesso.
Quando si è ciechi su questi precetti di carità e non si osservano, ognuno rovina se stesso e la sua famiglia, un Sacerdote rovina tutti i parrocchiani. Dando cattivi esempi si formano persone senza carità. Non c’è una scusa valida per giudicare senza motivo o per condannare con sentenza definitiva, non si può essere severi con il prossimo per migliorarlo calpestando però la carità. Non si può osservare la pagliuzza nell'occhio altrui e fare finta della trave nel proprio occhio.
Un cristiano non deve trasgredire la legge della carità, egli propugna il bene vero e lo dimostra con la misericordia che usa.

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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sabato 23 febbraio 2013

2157 - Commento al Vangelo del 23/2/2013


+ Dal Vangelo secondo Matteo (5,43-48)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste». 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Prima di parlare della perfezione, Gesù indica un aspetto determinante della vita spirituale, spiega l’assoluta necessità di perdonare i nemici. Al perdono si arriva con l’amore, purificando il ricordo doloroso del male subito. È quasi impossibile la rimarginazione di ferite molto profonde, solo con l’Amore di Gesù si possono guarire, Lui può spiritualizzare il cattivo ricordo in un ricordo superato.
La via per avanzare nel cammino spirituale e salire il monte della trasfigurazione passa attraverso il perdono.
Il perdono un cristiano deve donarlo sempre e a tutti, è incondizionato, ma la legge deve essere osservata e se qualcuno la infrange causandovi danni fisici o materiali, è ovviamente indispensabile chiedere l’intervento per ottenere i vostri diritti. Anche in queste circostanze si dovrà perdonare nel cuore ogni persona cattiva o diffamatrice. Ma chi diffama è già cattiva di suo.
In Gesù vediamo realizzare in modo completo come deve vivere una persona.
Egli era l’Amore e il Perdono del Padre, eppure si infiammò contro i suoi nemici e rivolse alla loro presenza tutta la verità di ciò che essi erano veramente. È un attacco durissimo di Gesù contro quanti non osservavano i Comandamenti e ostentavano una santità di vita inesistente. È una risposta chiara e precisa che Egli dona ai suoi nemici poco prima dell’inizio della sua Passione, non volle far mancare agli ebrei malvagi la sua risposta alle innumerevoli diffamazioni che avevano diffuso sulla sua Persona.
È opportuno rileggere quanto disse Gesù di travolgente contro i suoi nemici:
«Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini; perché così voi non vi entrate, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo proselito e, ottenutolo, lo rendete figlio della Geenna il doppio di voi.
Guai a voi, guide cieche, che dite: Se si giura per il tempio non vale, ma se si giura per l'oro del tempio si è obbligati.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della menta, dell'anèto e del cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste cose bisognava praticare, senza omettere quelle.
Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l'esterno del bicchiere e del piatto mentre all'interno sono pieni di rapina e d'intemperanza.
Fariseo cieco, pulisci prima l'interno del bicchiere, perché anche l'esterno diventi netto!
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all'esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume.
Così anche voi apparite giusti all'esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d'ipocrisia e d'iniquità.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che innalzate i sepolcri ai profeti e adornate le tombe dei giusti.
Serpenti, razza di vipere, come potrete scampare dalla condanna della Geenna?
Perciò ecco, io vi mando profeti, sapienti e scribi; di questi alcuni ne ucciderete e crocifiggerete, altri ne flagellerete nelle vostre sinagoghe e li perseguiterete di città in città; perché ricada su di voi tutto il sangue innocente versato sopra la terra.
Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono inviati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una gallina raccoglie i pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! Ecco: la vostra casa vi sarà lasciata deserta!» (Mt 23,13-16.23-29.33-35.37-38).
Molti non comprendono la distinzione tra il giudizio malizioso e la valutazione di qualcosa di evidente. Nel giudizio c’è la componente che vuole arrecare un danno alla dignità di una persona, la valutazione spesso deve farsi per chiarire o dare giusti pareri necessari e non c’è malafede. Le parole di Gesù non sono giudizi avventati, ha espresso una valutazione obiettiva riguardo l’operato degli ebrei ipocriti. Di coloro che si consideravano perfetti.
Gesù dice parole forti ma non giudica perché sono parole veritiere ed opportune da dire per smascherare la falsità dei suoi accusatori. Inoltre, riguardava la Fede e la sua venuta nel mondo per predicare il nuovo annuncio di salvezza.
Gesù ha rivelato la verità sulla condizione spirituale dei suoi nemici e ha fatto conoscere la loro vera identità.
Molti cattolici hanno serie difficoltà a comprendere che il giudizio temerario o il giudizio immotivato, riferito senza alcuna giusta motivazione è peccato, ma la verità quando è indispensabile rivelarla non si può sopprimere, sarebbe debolezza.
I veri seguaci di Gesù devono parlare senza paura e svelare ciò che è importante per la Chiesa Santa e la salvezza delle anime, non si può tacere per un tornaconto personale e per non avere problemi, ignorando la pressione dello Spirito Santo. Questa fedeltà fa tremare i diavoli, lo sperimentano tutti i cattolici che vivono con impegno il Vangelo.
Molti che vengono a trovarmi mi dicono che quando sono in mia presenza si sentono meglio, trovano la pace e un senso di serenità. Eppure sono solo una miseria, sono un povero verme, cosa posso fare di buono senza Gesù?
Perché trovano pace e serenità? I diavoli hanno terrore della mia fedeltà a Gesù. Questo   succede quando si sta alla presenza di quei Sacerdoti e dei laici che sono fedeli al Signore. I diavoli avvertono una forte presenza di Gesù nelle persone che vivono con serietà e rinnegamento il Vangelo e si allontanano immediatamente.
Rimanere intimi con Gesù è sempre una gioia, ma questo però fa scatenare i diavoli, essi cercano i mezzi più perfidi per distruggere la dignità dei sacerdoti. Proprio come facevano contro Gesù, Lui fu accusato falsamente di tutto.
È inevitabile che satana scateni i suoi uomini contro i veri apostoli di Gesù, lo fecero soprattutto contro il Signore e continueranno a compierlo fino a quando Dio lo permetterà. Con il paganesimo stabilizzato nel mondo ed anche nel Cristianesimo, a satana riesce ancora più facile manipolare tutte quelle persone deboli e malvagie per scagliarle senza alcuna ragione valida, contro la Chiesa Santa e contro i Sacerdoti che seguono Gesù e il suo Vangelo.
Non voglio dilungarmi nel descrivere quanto ho subito da persone che avevano solamente l’aspetto umano, poi erano veri demoni incarnati, come disse lo stesso Gesù a Maria Valtorta riguardo certe persone che intorno al 1950 commettevano sacrilegi. L’unica mia colpa è stata sempre la fedeltà al Vangelo di Gesù e al Magistero della Chiesa. Questa fedeltà dei Sacerdoti a Dio, i diavoli la odiano con tutte le loro forze e triplicano gli sforzi per distruggere quantomeno la dignità con le diffamazioni più varie.
Non ho mai dato alcun motivo per ricevere attacchi da cattolici frustrati o altri che hanno perduto la Fede, il motivo è sempre stato l’enorme apostolato che ho compiuto in tutti questi anni, quindi, l’assoluta fedeltà a Gesù. Dinanzi alle diffamazioni che i modernisti diffondono contro me, inventando meschinità che li contraddistinguono, finora ho accettato con pazienza, intervenendo in qualche caso per chiarire dove si evidenziava una mancata conoscenza.
Come fece Gesù, quando decise di rispondere ai farisei e agli scribi, non si limitò a difendersi ma volle giustizia, Lui che era la Giustizia. La ottenne alla presenza dei suoi discepoli e del popolo che Lo ascoltava. Riguardo la giustizia che deve trionfare nei Sacerdoti colpiti da persone che vivono come demoni incarnati, oltre l’intervento sicuro del Signore, è opportuno quando si presentano situazioni molto gravi e che sono causa di confusione oltre che di delegittimazione, fare intervenire chi di competenza per l’affermazione della verità.
Non si tratta di causare del male a qualcuno, ma di far emergere la verità dinanzi a persone che sono dominate dai diavoli.
La privazione di credibilità è uno dei più micidiali attacchi di satana nei confronti di quanti bloccano la sua irruente opera di corruzione nel mondo e soprattutto nella Chiesa. Anche se i diavoli hanno paura di lottare direttamente contro quelle anime che vivono nel Cuore di Gesù, trovano negli uomini corrotti i loro migliori alleati e li conducono dove vogliono, per distruggere la dignità e il buon nome degli amici di Gesù.
Ognuno di voi nella vita ha incontrato qualche diffamatore, in molti casi si sorvola e sempre si perdona, sono quelle accuse stupide ma diffamatorie e causano fastidio a molti. È diverso se la diffamazione è maliziosa e colpisce il matrimonio o la dignità dei figli o l’onestà del lavoro. Se circola la diffamazione su una persona onesta, marito o moglie, perde la buona reputazione e il danno è inestimabile.
Quella persona perde la credibilità per la perfida malizia dei demoni incarnati.
Si deve lasciare circolare un’accusa del genere? Se non si conosce la fonte si prega in silenzio, se arrivano le prove allora si interviene nelle sedi competenti per ripristinare la verità e salvare il matrimonio o il decoro di una famiglia, di una donna.
Un Sacerdote si può giudicare negativamente dai modernisti per la sua fedeltà al Vangelo e non c’è alcun problema, è diverso quando proprio per la sua fedeltà, persone cattive ed intime con satana seminano diffamazioni di cose inesistenti per fermare il suo apostolato non gradito ad esse. Se in passato questa era una consuetudine per delegittimare i buoni Sacerdoti e fare allontanare i credenti da essi, da poco è iniziato un nuovo attacco per distruggere il loro buon nome e fermarli nella predicazione dell’Eucaristia e dell’Immacolata.
Quando poi i diffamatori sono chiamati a risponderne nelle sedi competenti, come potranno dimostrare le false accuse? Se non sono intervenuto insieme ai miei collaboratori, è stata la presenza della Fede, oggi però si è entrati in una nuova fase nella Chiesa, perché molti modernisti ringalluzziti stanno uscendo allo scoperto e presi dall’eccitazione potrebbero non controllare le diffamazioni, frutto di accuse false e di una mente malata. Lanciano le accuse inventate, quindi le diffamazioni, per confondere i fedeli che sono vicini ai Sacerdoti che seguono Gesù e il Vangelo storico.
È arrivato il tempo di invitare a risponderne nelle sedi competenti quanti diffamano gravemente per malizia, perché sono modernisti, perché vogliono una Chiesa umanizzata. Questo è il tempo in cui i diavoli verranno allo scoperto e cercheranno di infangare i veri seguaci di Gesù per allontanare i credenti da loro. Quindi, si dovrà intervenire per amore della verità, per la dignità e il decoro sacerdotale, il bene delle anime.
Amiamo sempre i nostri nemici, preghiamo per loro e la salvezza delle loro anime, ma se essi diffamano perché posseduti dai diavoli e sono diventati demoni incarnati? Se hanno come obiettivo malvagio di allontanare i cristiani dai buoni Sacerdoti, bisogna permetterlo ancora? Quando una persona vive in modo dissoluto, i diavoli sono padroni di farne quello che vogliono. Li spinge a distruggere la buona reputazione di chi aiuta le anime a trovare Gesù e la salvezza eterna.
Mi limito a raccontarvi un episodio, è quello meno doloro per me. Nel 1996 quando iniziai a stampare i miei libri grazie ai benefattori che pagavano le spese tipografiche, mi incontrò un uomo che già stampava libri su Medjugorje e si rese disponibile a stamparli e a diffonderli, io chiedevo di non mettere il costo elevato ma di diffonderli ad offerta libera o a un costo minimo.
Accettò, ma una mattina mi recai allo studio di grafica vicino Assisi dove vivevo per controllare l’impaginazione e mi accorsi che quell’uomo aveva fatto togliere il mio nome dai tre libri, sostituendolo con il nome di un altro autore inventato, inoltre aveva inserito il prezzo e il codice a barra per venderlo nei negozi.
Erano i primi tre libri, molto importanti per il loro contenuto, se non avessi fatto quella scoperta, la diffusione si sarebbe bloccata subito, perché lui a mia insaputa aveva inserito un costo elevato e non avrei potuto più disporre dei miei testi spirituali che volevo diffondere ad offerta libera per aiutare tutti a conoscere Gesù e la Madonna, per pregare bene e salvare le anime.
Un mio collaboratore raggiunse quell’uomo e con un agire spavaldo voleva stamparli per guadagnarci, truffando e derubando il vero autore, cioè me. Oltre ad una inganno morale c’era anche il reato di appropriazione indebita, che è una specificazione del reato di furto, come lo considera il Codice Penale art. 646.
Quell’uomo che stampava libri su Medjugorje fece la promessa di non proseguire la stampa dei tre libri, perché fu fermato veramente dalla Madonna. Ma da quel momento in poi non fa altro che diffamarmi e delegittimare i miei libri. Invece di preoccuparsi e diffondere i suoi libri, ha un odio viscerale verso ogni mia pubblicazione. È un caso di esorcismo, la prova arriva anche dalla sua vita immorale. Sia in Italia che a Medjugorje.
Quando nel 2003 scrissi “Perché la Madonna appare a Medjugorje?”, con i miei collaboratori ne portammo diverse migliaia proprio a Medjugorje da un amico che è nato lì, lui si sarebbe impegnato di portarli periodicamente nelle pensioni per diffonderli gratuitamente. Volevo far conoscere la Madonna e spiegare ai pellegrini le apparizioni di Medjugorje, senza pensare al denaro, a me non interessava e non importa nulla del denaro. Però se mi arrivano le offerte potrò continuare a stampare i libri che aiutano Sacerdoti e credenti.
Questo libro su Medjugorje è ricercato perché spiega con semplicità la necessità e l’importanza delle prolungate apparizioni, ha fatto conoscere bene l’apparizione, ma quell’uomo come indemoniato girava per le pensioni di Medjugorje per dire di non leggere il mio libro ed infangava la mia persona. Ripeto che è un caso satanico, è una persecuzione illogica, non c’è una spiegazione valida, il suo odio scaturisce sicuramente dal mancato guadagno dei miei tre libri quando me li stava rubando. Ero io quello danneggiato e non lui!
Dal 1996 questo uomo vive così, senza pace e con un odio verso i miei libri davvero profondo. Poi in seguito abbiamo saputo che nonostante i libri che stampava su Medjugorje non andava a Messa la domenica, assolutamente non recitava il Santo Rosario, metteva le mani sulla testa delle persone che riuniva come un santone, faceva la corte alle donne sposate e non che accompagnava in pellegrinaggio a Medjugorje…
Se voi vedete questo uomo dopo avere conosciuta anche questa assurda storia di continue diffamazioni contro me, rimanete sorpresi e sicuramente ricorderete le parole di Gesù rivolte ai corrotti: “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all'esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume.
Così anche voi apparite giusti all'esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d'ipocrisia e d'iniquità”.
Io continuo a perdonare questo uomo, ma diversi miei collaboratori avvocati mi ripetono che il comportamento dell’uomo penalizza le nostre pubblicazioni importanti per la difesa del Vangelo e della nostra Fede, oltre il grave reato di delegittimare la mia persona, distruggendo di conseguenza la mia dignità e il mio decoro sacerdotale.
Se in tutti questi anni non è stato fermato per la misericordia e l’amore che ho usato, da oggi in poi bisogna intervenire perché non è onesto, non è corretto diffondere immotivatamente e continuamente false accuse. Vi terrò al corrente di quanto si svilupperà, perché voi dovete essere sicuri di fidarvi di una persona integerrima e intellettualmente irreprensibile.
Se non diffondessi libri e altra stampa importante per la Chiesa e le anime ignorerei le azioni corrotte di quell’uomo, ma per salvaguardare il mio apostolato e la mia vita sacerdotale i miei collaboratori interverranno.
La persecuzione e la diffamazione di questo uomo è piccola cosa considerando quanto hanno compiuto altri personaggi contro me, senza alcun motivo ragionevole, l’unico motivo che li infiamma di odio verso me è la mia assoluta fedeltà a Gesù.
I diavoli lavorano dall'interno queste persone con tale insistenza da renderle indemoniate nei miei confronti, distruggermi diventa l’unico motivo interessante della loro vita. Quello che ho scritto nel libro “La corruzione nella Chiesa” è solamente una parte di quanto ho patito e continuo a soffrire. Per questo vi chiedo di pregare continuamente per me!
Questa newsletter potete inviarla a tutti i vostri conoscenti, lasciarla sui vostri blog e siti. Inviatela a chi semina zizzanie, è iniziato il tempo della verità. Dovete difendere la verità, difendermi perchè prego ogni giorno per voi e scrivo per la vostra santificazione.
Continuo a perdonare con amore quanti si sono lasciati dominare dai diavoli contro me, non ho mai avuto nel cuore un piccolo moto di rivalsa, ma devono ancora continuare oppure bisogna fare come Gesù?
I miei collaboratori prenderanno in considerazione quelle diffamazioni che non sono semplici giudizi, quelle parole che escono direttamente dal cuore di satana ed arrivano alle persone buone che mi conoscono o vogliono conoscermi per camminare nella Verità del Vangelo storico.

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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2156 - San Policarpo, Vescovo e martire


È stato istruito nella fede da "molti che avevano visto il Signore", e "fu dagli Apostoli stessi posto vescovo per l’Asia nella Chiesa di Smirne". Così scrive di lui Ireneo, suo discepolo e vescovo di Lione in Gallia (oggi Francia).
Policarpo, nato da una famiglia benestante di Smirne, viene messo a capo dei cristiani del luogo verso l’anno 100. Nel 107 è testimone di un evento straordinario: il passaggio per Smirne di Ignazio, vescovo di Antiochia, che va sotto scorta a Roma dove subirà il martirio, decretato in una persecuzione locale. Policarpo lo ospita durante la sosta; più tardi Ignazio gli scrive una lettera che tutte le generazioni cristiane conosceranno, lodandolo come buon pastore e combattente per la causa di Cristo.
Nel 154 Policarpo dall’Asia Minore va a Roma, in tutta tranquillità, per discutere con Papa Aniceto (di origine probabilmente siriana) sulla data della Pasqua. E da Lione un altro figlio dell’Asia Minore, Ireneo, li esorta a non rompere la pace fra i cristiani su questo problema. Roma celebra la Pasqua sempre di domenica, e gli orientali sempre il 14 del mese ebraico di Nisan, in qualunque giorno della settimana cada. Aniceto e Policarpo non riescono a mettersi d’accordo, ma trattano e si separano in amicizia.
Periodi di piena tranquillità per i cristiani sono a volte interrotti da persecuzioni anticristiane, per lo più di carattere locale. Una di quelle, appunto, scoppia a Smirne dopo il ritorno di Policarpo da Roma, regnando l’imperatore Antonino Pio. Undici cristiani sono già stati uccisi nello stadio quando un gruppo di facinorosi vi porta anche il vecchio vescovo (ha 86 anni), perché il governatore romano Quadrato lo condanni. Quadrato vuole invece risparmiarlo e gli chiede di dichiararsi non cristiano, fingendo di non conoscerlo. Ma Policarpo gli risponde tranquillo: "Tu fingi di ignorare chi io sia. Ebbene, ascolta francamente: io sono cristiano". Rifiuta poi di difendersi di fronte alla folla, e si arrampica da solo sulla catasta pronta per il rogo. Non vuole che lo leghino; verrà poi ucciso con la spada: è il 23 febbraio 155, verso le due del pomeriggio.
Lo sappiamo dal “Martyrium Polycarpi”, scritto da un testimone oculare in quello stesso anno. È la prima opera cristiana dedicata unicamente al racconto del supplizio di un martire. E anzi è la prima a chiamare “martire” (testimone) chi muore per la fede. 
 
Tra le lettere di Policarpo alle comunità cristiane vicine alla sua, si conserverà quella indirizzata ai Filippesi, in cui il vescovo ricorda la Passione di Cristo: "Egli sofferse per noi, affinché noi vivessimo in Lui. Dobbiamo quindi imitare la sua pazienza... Egli ci ha lasciato un modello nella sua persona" 
 
Dalla “Lettera della chiesa di Smirne sul martirio di S. Policarpo”:
 
«... levando gli occhi al cielo disse: “Signore, Dio onnipotente, Padre del tuo diletto e benedetto Figlio Gesù Cristo, per mezzo del quale ti abbiamo conosciuto; Dio degli Angeli e delle Virtù, di ogni creatura e di tutta la stirpe dei giusti che vivono al tuo cospetto: io ti benedico perché mi hai stimato degno in questo giorno e in quest’ora di partecipare, con tutti i martiri, al calice del tuo Cristo, per la risurrezione dell’anima e del corpo nella vita eterna, nell’incorruttibilità per mezzo dello Spirito Santo. Possa io oggi essere accolto con essi al tuo cospetto quale sacrificio ricco e gradito, così come tu, Dio senza inganno e verace, lo hai preparato e me l’hai fatto vedere in anticipo e ora l’hai adempiuto. Per questo e per tutte le cose io ti lodo, ti benedico, ti glorifico insieme con l’eterno e celeste sacerdote Gesù Cristo, tuo diletto Figlio, per mezzo del quale a te e allo Spirito Santo sia gloria ora e nei secoli futuri. Amen”.»
 
Significato del nome Policarpo : "che dà molti frutti" (greco).
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venerdì 22 febbraio 2013

2155 - Commento al Vangelo del 22/2/2013


+ Dal Vangelo secondo Matteo (16,13-19)
In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
In queste ultime settimane sono riprese con agitazione gli invii di messaggi apocalittici o allucinanti. Da più parti mi arrivano mail intitolate Messaggi di Gesù Cristo. Invito quanti si premurano ad inviarmeli e lo fanno con affetto, di non inviarmeli più, non sono veritieri, come non lo sono innumerevoli messaggi profetici che circolano e ripetono su per giù gli stessi concetti confusionari.
Alcuni che si spacciano come profeti scrivono messaggi così confusi e umani da sfiorare le eresie. Non avendo alcuna preparazione teologica e non essendo messaggi Divini, emergono anche queste falsità. Ed è facile per chi non ha preparazione teologica e spirituale cadere nella trappola dei messaggi inventati.
Non tutti i falsi messaggi sono ispirati da satana, si nota soprattutto una straordinaria inclinazione in alcune persone più deboli spiritualmente e in altre molto furbe, di creare nuovi messaggi inserendo un po’ di tutto per incutere terrore ed acquisire l’interesse del lettore. Infatti, i messaggi senza l’effetto del terrore psicologico non verrebbero presi in considerazione.
C’è una forte capacità manipolativa in coloro che artatamente o furbescamente inventando messaggi contraddittori e senza alcuna interna spinta verso la Verità del Vangelo. Messaggi che esprimono il contrario dell’evidenza, vogliono suscitare novità che però sono troppo insostenibili, incompatibili, inconciliabili.
Invece i due video che abbiamo visto contengono verità storiche che nessuno può negare, la profezia della Beata Caterina Emmerick si è verificata mentre il resto è in corso di realizzazione.
La festa liturgica di oggi cade in un momento molto triste per la Chiesala Cattedra di San Pietro è certamente sfigurata, con la Grazia e l’aiuto di Dio il Papa avrebbe potuto sostenere senza alcun dubbio ogni forma di stanchezza. Abbiamo sentito dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede che non si tratta di un problema si salute, quindi il Papa sta bene e lo ha dimostrato due giorni dopo l’annuncio dell’11 febbraio, davanti al clero romano, parlando lucidamente e per tre quarti d’ora a braccio, senza un discorso preparato.
Il Papa sta bene e siamo felici, allora perché si è dimesso?
Gesù aveva indicato all’Apostolo Pietro: “Io ho pregato per te, che non venga meno la tua Fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli” (Lc 22,32). Il ruolo del Papa è quello di confermare la Fede dei cattolici. Si tratta di rafforzare con la sua testimonianza eroica le debolezze dei fratelli, cosa che hanno fatto fino alla loro morte i Papi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Malati gravi rimasero lo stesso fino all'ultimo istante alla guida della Chiesa.
Il Vicario di Cristo, Pietro, deve rinsaldare, convalidare, ripetere, testimoniare, il Vangelo di Gesù Cristo!
Ho pensato in questi giorni all’eroico Santo di San Giovanni Rotondo, Padre Pio, perfetto imitatore dell’eroico San Francesco, tutti e due pieni di piaghe e di malattie gravi, rimasero fino all’ultimo istante a servire il Signore e ad aiutare i fratelli. Sinceramente, noi da un Papa ci aspettiamo una vita eroica, un esempio di spiritualità elevatissima, lui deve mostrare in che modo si deve portare la croce indicata da Gesù e quindi come vivere il Vangelo.
“Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Mt 16,24).
Tutti i Papi del ‘900 hanno portato fino alla fine la croce a volte pesantissima, come non ricordare le tremende tribolazioni di Pio XII contro i nazisti e poi contro gli ebrei, che lui aveva salvato a migliaia? Con la croce pesantissima hanno vissuto i Santi e quelle anime splendide che non hanno mai perduto di vista il cammino di santità. Scrivo questo dopo avere conosciuto un breve racconto pubblicato nel 1978 dal titolo “Il dilemma di Benedetto XVI”.
Non era una profezia, ma un diabolico e potente progetto. Come sapevano che sarebbe venuto un Papa con quel nome? Chi lo aveva preparato quel nome? Chi ha fatto scrivere quel libro era quindi in grado di gestire la storia e di determinare gli eventi. un potere enorme…
Sono molte le domande che richiedono risposte al momento oscure a molti, ma molto presto saranno chiare a tutti.
Il libro faceva già conoscere la volontà della setta segreta (Beata Caterina Emmerick), della venuta imminente di un Papa con quel nome e che avrebbe dovuto dimettersi. Purtroppo per loro, Papa Giovanni Paolo II resistette ad innumerevoli pressioni interne alla Chiesa che chiedevano le sue dimissioni quando stava male, ma rinunciò a dimettersi per non andare contro la volontà di Gesù. Era semplice la spiegazione: se Gesù non mi vuole più Papa per la mia malattia, mi faccia morire!
Quando si mette la propria vita nelle mani di Dio, si lascia a Lui la libertà di disporre quello che vuole.
“Il dilemma di Benedetto XVI” venne pubblicato nel 1978, speravano nella realizzazione immediata del loro progetto, invece fu ritardato dalla volontà di Gesù. Il progetto alla fine si è realizzato, e ha arrecato una profonda ferita alla Chiesa come anche in coloro che amano la Chiesa. Riflettiamo con intelligenza e senza impulsività che la Chiesa, Sposa di Cristo, in questi tempi viene colpita da molte frecce avvelenate e la deturpano per farle perdere consensi ed importanza nel mondo.
Perché il Papa lascerà il 28 febbraio e non oggi che è la festa più importante per il Vicario di Cristo? È un ragionamento che facciamo per capire meglio gli avvenimenti. Il 28 febbraio sarà San Romano, e non si può certamente considerare più potente di San Pietro. “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa”.
La profezia di San Malachia afferma che prima della fine dei tempi e non della fine della Chiesa, l’ultimo Papa sarà Pietro Romano, quindi, ci chiediamo, c’è una coincidenza tra le dimissioni del Papa ancora regnante del 28 febbraio e San Romano che cade proprio il 28 febbraio?
“A te darò le chiavi del Regno dei Cieli”, chiavi che Benedetto XVI quel giorno restituirà a Dio. Qualcosa di molto grande si muove dietro questi avvenimenti, noi li conosciamo ed insieme a voi li osserveremo per anticiparveli quando sarà il momento opportuno. Una cosa è sicura: “Le potenze degli inferi non prevarranno sulla Chiesa”.
Noi difendiamo la Chiesa Santa con la preghiera e con l’affermazione della verità. Chi vuole nascondere la verità non ama la Chiesa!

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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2154 - Chi ci separerà dall'amore di Cristo?

Romani 8,31-39
Che diremo dunque in proposito? Se Dio e' per noi, chi sara' contro di noi?
Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui?
Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio giustifica.
Chi condannerà? Cristo Gesù, che e' morto, anzi, che e' risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi?
Chi ci separerà dunque dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?
Proprio come sta scritto: Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo trattati come pecore da macello.
Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati.
Io sono infatti persuaso che ne' morte ne' vita, ne' angeli ne' principati, ne' presente ne' avvenire, ne' potenze, ne' altezza ne' profondità, ne' alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore
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giovedì 21 febbraio 2013

2153 - Commento al Vangelo del 21/2/2013


+ Dal Vangelo secondo Matteo (7,7-12)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono! Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti».  

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
L’affermazione impetuosa di ieri fatta da Gesù alle folle che si accalcavano era un forte rimprovero, essi volevano solamente vedere i segni. Gesù conosceva i loro cuori e leggeva la mancata volontà di cambiare mentalità. Chiedevano invano, come vanamente seguivano Gesù perché non cercavano Lui ma se stessi. Era un appagamento istintivo, non sarebbe avvenuto alcun cambiamento del cuore.
Gesù si lamentò delle folle, anche se Lo seguivano non chiedevano le cose di Dio, volevano vedere cose umane per rallegrarsi.
Quanto è inutile allora seguire Gesù senza compiere la sua volontà e senza avere alcun desiderio di cambiare il cuore?
Al desiderio delle folle di vedere segni in quel momento, Gesù presentò un segno ad essi incomprensibile: “… non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’Uomo lo sarà per questa generazione”.
Un paragone che sinceramente nessuno poteva cogliere ma Gesù lo stesso anticipò cosa sarebbe avvenuto dopo la sua morte: per tre giorni sarebbe rimasto nel ventre della morte per poi vincerla ed uscire vittorioso contro satana, il mondo, il peccato.
Bisogna brevemente conoscere questo profeta e Santo cattolico, Giona. Leggiamo dall’Antico Testamento: “Il Signore dispose che un grosso pesce inghiottisse Giona; Giona restò nel ventre del pesce tre giorni e tre notti. Dal ventre del pesce Giona pregò il Signore suo Dio. E il Signore comandò al pesce ed esso rigettò Giona sull'asciutto” (Gio 2,1-2.11).
Gesù rispose con un paragone solenne e difficile da interpretare, però soggiunse che la loro curiosità sarebbe stata condannata nel giorno del Giudizio anche dai pagani, precisamente dalla regina del Sud e dagli abitanti di Nìnive.
Gesù citò questa regina per mostrare ai farisei e agli scribi che essa pur essendo una pagana credette in Dio dopo avere incontrato il sapiente Salomone, figura elevata per gli ebrei. Gesù affermava di essere più grande di Salomone, ma quanti Lo ascoltavano non riconoscevano la sua sapienza Divina.
Gesù indicò anche gli abitanti di Ninive come accusatori degli ebrei dal cuore induriti. L’accusa era molto forte, scribi e farisei si sentivano superiori ai pagani, soprattutto degli Assiri, potenti dominatori e Ninive era la capitale dell’impero assiro. Gli ebrei disprezzavano Ninive e gli assiri. Quindi, se Gesù indica questi pagani come gli accusatori nel giorno del giudizio degli ebrei ipocriti e falsamente devoti, la considerazione che aveva di questi era davvero minima.
Per questo Gesù cita i pagani agli ebrei che Lo ascoltavano ma non assimilavano nulla. La Parola restava fuori dal cuore e dalla mente.
Riguardo il profeta Giona, c’è da dire che era un tipetto, un uomo ancora fragile quando Dio lo chiamò e gli disse di andare a predicare a Ninive la conversione. Giona però ragionò… metto i puntini per evidenziare questa sua scelta di riflettere sul comando di Dio e di non osservarlo con decisa volontà.
Riflettere sulla Parola di Dio è molto importante, lo sappiamo bene, Giona però ragionò per non seguire la Parola di Dio. È diverso. Egli pensò tra sé… che gli Assiri non dovevano ricevere la sua predicazione così non avrebbero conosciuto Dio e non si sarebbero convertiti.  
Fu grave il ragionamento di Giona ma Dio conosceva la sua miseria e non era cattiveria, solo debolezza. Dio lo aveva invitato ad andare a proclamare la conversione per risparmiare a Ninive il castigo che meritava, dopo varie peripezie egli andò a predicare la Parola di Dio.
Nel capitolo 3 del Libro viene descritta la sua missione e il successo, perché contro ogni aspettativa gli abitanti di Ninive gli credettero, proclamarono un digiuno, si vestirono di sacco e Dio decise di risparmiare la città. Ma riemerse l'istinto ribelle di Giona: lui non era contento del perdono divino, voleva la punizione della città di Ninive.
Mi sono dilungato perché la Parola di ieri meritava questo approccio, gli insegnamenti che scaturiscono da quanto ho scritto sono molti, ognuno di voi può disporre di spunti importanti per una revisione giornaliera.
Per esempio: un cristiano deve rallegrarsi della conversione di un peccatore? “Ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione” (Lc 15,7). Gesù ci invita a cercare le anime smarrite, già chiediamo con insistenza ogni giorno la conversione dei peccatori. Giona visse circa 700 prima di Gesù, non conobbe il Vangelo e seguiva la legge degli ebrei. “Occhio per occhio, dente per dente” (Es 21,24).
Noi siamo fortunati e benedetti, conosciamo Gesù e viviamo nel suo Amore, seguiamo la sua Legge e non possiamo smarrirci nel vuoto.
Oggi la Parola ci insegna a pregare bene. Bisogna chiedere, avverte Gesù, però non dice che si ottiene subito. Ma qui sta l’inquietudine di molti cristiani, essi vogliono risolvere presto una sofferenza o un disagio, non hanno la forza di aspettare perché la mancata preghiera non ha prodotto la pazienza e l’abbandono in Dio. Vedete quante ricchezze spirituali ci dona la preghiera? Chi non prega è vinto dal suo orgoglio e dalle continue tentazioni dei diavoli.
Oltre a spiegare come pregare, Gesù spiega come è premuroso il Padre nel voler concedere Grazie ai suoi figli che pregano bene. Porta l’esempio di un padre di famiglia, egli procura per i suoi figli e dona ad essi ciò che c’è di buono. Il Padre Eterno ha dato a tutti i suoi figli adottivi quanto aveva di meglio: suo Figlio. Lo ha dato come Vittima sulla Croce e come Cibo in ogni Santa Messa. Quanto è grande l’Amore del Padre per ognuno di noi?
Noi come rispondiamo? Già, riflettiamoci.
Fermiamoci un po’ e conosciamo meglio le nostre azioni e reazioni. Ogni giorno, non per alcuni minuti. Solo così potremo discernere il bene dal male e chiamare ogni cosa per nome. Senza faziosità e istintività.
Gesù poi dice nel Vangelo una frase che i buoni cristiani trascrivono su un foglio e lo mettono in evidenza, dove lo rileggono molte volte: incollato al computer o accanto al televisore, sul tavolo di studio o di lavoro, in mezzo al libro di preghiere che però si utilizza, comunque dove l’occhio ricade spesso. Questa frase se viene osservata, darà la vera svolta alla vita.
“Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti”.

P.S.= Ieri ho saputo di una trasmissione televisiva, “Mistero” su Italia 1, poi ho seguito due servizi sulla Chiesa e riportavano notizie autentiche e non diffamatorie. Con molta correttezza e partecipazione spirituale hanno evidenziato date e fatti avvenuti in questi giorni, sono avvenimenti indiscutibili. Se avrò i video li invierò per conoscere insieme alcuni fatti autentici che stanno causando una grande crisi nella Chiesa.

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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2152 - San Pier Damiani


Dal discorso di Benedetto XVI  ai docenti e agli studenti dell'università degli studi di Parma (Aula della Benedizione - 1° dicembre 2008):
 
« Oggi vorrei soffermarmi brevemente a considerare con voi la “lezione” che ci ha lasciato san Pier Damiani, cogliendone alcuni spunti di particolare attualità per l’ambiente universitario dei nostri giorni.
Lo scorso anno, in occasione della memoria liturgica del grande Eremita, il 20 febbraio, ho indirizzato una lettera all’Ordine dei monaci Camaldolesi, nella quale ho messo in luce come sia particolarmente valida per il nostro tempo la caratteristica centrale della sua personalità, vale a dire la felice sintesi tra la vita eremitica e l’attività ecclesiale, l’armonica tensione tra i due poli fondamentali dell’esistenza umana: la solitudine e la comunione (cfr Lettera all’Ordine dei Camaldolesi, 20 febbraio 2007). Quanti, come voi, si dedicano agli studi a livello superiore – per l’intera vita oppure nell’età giovanile – non possono non essere sensibili a questa eredità spirituale di San Pier Damiani. » © Copyright 2008 - Libreria Editrice Vaticana
 
Fonte principale per la ricostruzione della sua vita è la biografia realizzata dal discepolo prediletto Giovanni da Lodi, monaco e suo segretario personale, particolarmente erudito da essere soprannominato Grammaticus, poi divenuto suo successore come priore di Fonte Avellana e successivamente eletto vescovo di Gubbio. Numerosi accenni autobiografici sono poi rinvenibili tra le sue molte lettere.
P
ier Damiani nacque a Ravenna tra la fine del 1006 o più probabilmente l’inizio del 1007. Se ne conosce con relativa precisione l'anno di nascita, fatto piuttosto raro per quei tempi, perché egli stesso riferisce in una delle sue numerose lettere di essere nato 5 anni dopo la morte dell'imperatore Ottone III.
La sua famiglia era probabilmente, o era stata, di illustri origini, ma quando nacque Pietro non era di condizione agiata.
Orfano di padre e ultimo di sette figli, venne tirato su dal fratello maggiore, Damiano, e ciò ne spiegherebbe l'appellativo di "Damiani". Dopo aver studiato a Ravenna, Faenza e Padova e insegnato all'università di Parma, entrò nel monastero camaldolese di Fonte Avellana, che divenne il centro della sua attività riformatrice. Ma la Chiesa, dilaniata internamente da discordie e scismi, conseguenza di quel grave malanno che prende il nome di simonia, compravendita di cariche ecclesiastiche, e dalla leggerezza con cui il clero risolveva il problema del celibato, aveva bisogno di uomini integri e preparati come il colto e austero Pier Damiani. Novello Girolamo, fu al fianco di sei papi come "commesso viaggiatore della pace" e in particolare collaborò con Ildebrando Aldobrandeschi di Soana, il grande riformatore divenuto Papa col nome di Gregorio VII (1073-1085).
Dopo varie peregrinazioni nella diocesi di Milano, in Francia e in Germania, Papa Stefano IX (Federico di Lorena, 1057-1058) lo nominò cardinale e vescovo di Ostia, cioè uno dei sette Cardinali Lateranensi a più stretto contatto col Papa. Stando ai suoi scritti, Pier Damiani non accolse la nomina con favore: si sentiva portato alla vita eremitica, implicante solitudine, silenzio, penitenza, preghiera. Si trasferì per obbedienza a Roma, a stretto contatto col Papa e con la corte pontificia, dove rivestì un ruolo di primissimo piano.
 
Pier Damiani fu tra gli scrittori latini più fecondi ed eleganti del Medioevo.
Lasciò un vasto corpus di scritti teologici di vario genere:
·        oltre settecento manoscritti contenenti le sue opere, segno della sua grande autorità e diffusione;
·        180 lettere (alcune tanto ampie da essere dei veri e propri trattati, nonostante la forma epistolare);
·        varie opere liturgiche ed eucologiche;
·        sermoni da lui tenuti in varie occasioni;
·        agiografie, cioè vite di santi (tra cui spicca la Vita Romualdi).
 
Già vecchio, fu chiamato da Ravenna, la sua città natale, per ricomporre il dissidio fomentato dai seguaci di un antipapa. La morte lo colse nel 1072 a Faenza, di ritorno dall'ultima missione di pace.
 
Trovò dapprima sepoltura nella chiesa di Santa Maria foris portam (oggi conosciuta come Santa Maria Vecchia); in seguito le sue ossa furono traslate nella cattedrale di Faenza, dove sono conservate tutt'ora. Le ossa del volto e delle mani sono ricoperte da ricostruzioni d'argento, il resto dello scheletro è ricoperto di paramenti sacri.
 
Venerato subito come santo, ebbe riconosciuto il suo culto ufficialmente il 1° ottobre 1828, da Papa Leone XII (Annibale Sermattei della Genga, 1823-1829), che lo proclamò anche Dottore della Chiesa per i suoi numerosi scritti di contenuto teologico.
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Medaglia di San Benedetto