Proverbi 3,1-2
Figlio mio, non dimenticare il mio insegnamento e il tuo cuore custodisca i miei precetti, perché lunghi giorni e anni di vita e pace ti porteranno.
Proverbi 4,20-22
Figlio mio, fa' attenzione alle mie parole, porgi l'orecchio ai miei detti; non perderli mai di vista, custodiscili nel tuo cuore, perché essi sono vita per chi li trova e salute per tutto il suo corpo.
Proverbi 12,20
Amarezza è nel cuore di chi trama il male, gioia hanno i consiglieri di pace.
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Quando pensi di aver toccato il fondo e che nessuno ti voglia o ti ami più, Dio si fa uomo per incontrarti, Gesù ti viene accanto
CIAO A TE !!
Nulla è più urgente nel mondo d'oggi di proclamare Cristo alle genti. Chiunque tu sia, puoi, se vuoi, lasciare un tuo contributo, piccolo o grande che sia, per dire, comunicare, annunciare la persona di Gesù Cristo, unico nostro salvatore. Uno speciale benvenuto a LADYBUG che si è aggiunta di recente ai sostenitori ! *************************************************** Questo blog è sotto la protezione di N.S. Gesù Cristo e della SS Vergine Maria, Sua Madre ed ha come unica ragione di esistere di fornire un contributo, sia pure piccolo ed umile, alla crescita della loro Gloria. ***************************************************
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domenica 23 marzo 2014
sabato 22 marzo 2014
2965 - Commento al Vangelo del 22/03/2014
+ Dal Vangelo secondo Luca (15,1-3.11-32)
In quel tempo, si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Ed egli disse loro questa parabola: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre. Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa. Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Trovo sempre nuovi spunti quando leggo questa parabola, in realtà succede con tutte le parabole perchè è la Parola di Dio ad essere una fonte senza fine, un cibo che aumenta quanto più ne mangi, un tesoro che si riproduce e cresce nelle anime che lo cercano e lo custodiscono con amore.
La parabola del figliol prodigo l'ho commentata varie volte e i commenti li trovate nel sito, oggi inizialmente desidero trascrivere alcune parole dette da Gesù nel 1996 a una mistica assolutamente autentica, la boliviana Catalina Rivas, i messaggi furono considerati soprannaturali dal suo Arcivescovo nel 1998, quindi diede l'imprimatur. Le parole che riporto Gesù le ha dette nel 1996:
"Non sprecate le vostre energie analizzando o cercando di trovare la direzione della vostra vita. Abbiate fiducia in Me ed Io avrò cura di voi.
Voi dite: ho fiducia, però il Signore aiuta coloro che si aiutano da se stessi. Oggi, Io vi dico di sottomettervi e di avere fiducia in Me.
Voi avete timore di lasciare che Io mi prenda cura di voi, poichè il modo con cui Io voglio prendermi cura di voi può non corrispondere al modo col quale voi volete che Io mi occupi di voi.
Uomini di poca Fede! Se vi sottomettete a Me, orientando la vostra vita verso la mia pace amorevole, non avreste mai bisogno di discernere o di scegliere un percorso determinato per riuscire a cavarvela da voi stessi, poichè mi occuperei Io stesso di rafforzare la vostra sicurezza e la vostra pace. Ma voi temete i cambiamenti che Io potrei imporvi.
Se metteste, come la vedova del Vangelo, tutta la vostra sicurezza, i vostri beni e la vostra fortuna al mio servizio, non vi mancherebbe mai niente. Ma no, voi vivete mercanteggiando la vostra elemosina, facendo calcoli su quanto vi darà più guadagno. Lì, dove ci sono calcoli matematici e interessi economici, non sono Io il vostro Dio".
Sembrano parole riferite direttamente al comportamento del figliol prodigo ma anche a tutti quei credenti che seguono Gesù più per calcoli e interessi che per amore. Si segue Gesù anche con apparenti interessi spirituali, però questi cristiani continuano a compiere le opere che piacciono ad essi, buone o cattive. Ci sono opere buone che in realtà certi credenti non sono tenuti a fare perchè non hanno la retta intenzione o le compiono per compiacersi.
C'è molta debolezza anche in chi prega molto, questo spiega che non solo la preghiera è importante nella vita spirituale, c'è una lotta che non bisogna mai allentare ed è contro il proprio orgoglio, quella sensazione di poter stabilire da soli ciò che si deve fare senza interpellare Gesù, per poi finire nelle sabbie mobili e danneggiare anche gli altri.
Non appena sentono che bisogna cambiare o il Padre spirituale indica un'altra direzione, fanno finta di non capire e proseguono nelle loro scelte. Sentono che non va bene ma la debolezza e la determinazione nel proseguire nell'errore, anche se camuffato di bene, è più forte dei loro limiti e finiscono per rovinarsi.
Il figliol prodigo non chiese consiglio a suo padre ma con presunzione decise per sè e per suo padre, e l'eredità andò perduta.
La stragrande maggioranza dei credenti non chiede consigli al Padre spirituale o al parroco, così vengono fuori scelte deluse.
A chi mi chiede consigli, indico ciò che davanti a Dio ritengo per il penitente la migliore soluzione spirituale, senza provare rispetto umano, cioè senza preoccuparmi se la persona non gradirà le mie parole perchè non cerco applausi ed elogi, devo riferire secondo il Cuore di Gesù quanto è utile al penitente e non quello che piace a me.
Le anime vanno rispettate con amore materno, quindi utilizzo abbondantemente la prudenza, perchè un determinato consiglio dato oggi alcuni forse non riescono a comprenderlo ed è preferibile rimandarlo. Tra una settimana la Grazia di Dio li aiuterà a capire bene e a mettere in pratica quanto è santo e migliore.
Non è mai il Sacerdote al centro del colloquio ma Gesù, la sua Grazia, quindi la santità dei credenti che ascoltano e la loro salvezza.
La gioia vera e grande di un Sacerdote è di vedere i credenti felici e indirizzati verso ciò che è giusto e santo. C'è chi lo comprende in seguito, all'inizio può sembrare difficile mettere in pratica determinanti consigli, poi avviene sempre la dimostrazione che si trattava di suggerimenti arrivati dal Cuore di Gesù.
La mia gioia spirituale aumenta quando sento o leggo che i credenti vicini a me stanno bene spiritualmente e fisicamente, le loro famiglie si sono riunite, le coppie di sposi si amano più di prima, i giovani si sono allontanati dai certi vizi e pregano ogni giorno, le negatività sono scomparse e vivono sereni.
Così rimango per ore ogni giorno davanti al computer a scrivere pregando o a pregare mentre scrivo. È sempre preghiera!
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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2964 - Ti basta la mia grazia!
Cor 12,7-9
" Perché non montassi in superbia per la grandezza delle rivelazioni, mi è stata messa una spina nella carne, un inviato di satana incaricato di schiaffeggiarmi, perché io non vada in superbia. A causa di questo per ben tre volte ho pregato il Signore che l'allontanasse da me. Ed egli mi ha detto: "Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza".
Sir 2,4-6
"Accetta quanto ti capita, sii paziente nelle vicende dolorose, perché con il fuoco si prova l'oro, e gli uomini ben accetti nel crogiuolo del dolore. Affidati a lui ed egli ti aiuterà; segui la via diritta e spera in lui."
"Dìo non ci manda mai prove senza darci insieme la forza necessaria per sopportarle'"
( Edith Stein, S. Teresa Benedetta della Croce )
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" Perché non montassi in superbia per la grandezza delle rivelazioni, mi è stata messa una spina nella carne, un inviato di satana incaricato di schiaffeggiarmi, perché io non vada in superbia. A causa di questo per ben tre volte ho pregato il Signore che l'allontanasse da me. Ed egli mi ha detto: "Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza".
Sir 2,4-6
"Accetta quanto ti capita, sii paziente nelle vicende dolorose, perché con il fuoco si prova l'oro, e gli uomini ben accetti nel crogiuolo del dolore. Affidati a lui ed egli ti aiuterà; segui la via diritta e spera in lui."
"Dìo non ci manda mai prove senza darci insieme la forza necessaria per sopportarle'"
( Edith Stein, S. Teresa Benedetta della Croce )
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venerdì 21 marzo 2014
2963 - Commento al Vangelo del 21/03/2014
+ Dal Vangelo secondo Matteo (21,33-43.45)
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo». E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”? Perciò Io vi dico: a voi sarà tolto il Regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti». Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché Lo considerava un Profeta.
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La parabola che racconta Gesù non è altro che un atto di accusa agli ebrei per il loro rifiuto di riconoscerlo come il Messia. C'è una graduale intensità nella parabola fino alla parola finale che si pone il vignaiuolo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Più che altro è un auspicio, pensa che i contadini non uccideranno il figlio per diventare padroni della vigna. Invece, i contadini compiono l'omicidio più terribile e uccidono il figlio, dopo avere sterminato uno ad uno gli uomini inviati dal padrone.
L'imprevisto non viene dal padrone che si fida eccessivamente dei contadini, sono i contadini a tradire il patto con il padrone.
La parabola vede Dio nelle vesti del padrone, la vigna è la sua Chiesa, i contadini sono gli ebrei, gli uomini inviati rappresentano i Profeti uccisi per annunciare la Parola di Dio, il figlio inviato per ultimo è Gesù, il Messia.
Nelle parole di Gesù c'è un'affermazione che oggi alcuni la ignorano e continuano ad affermare l'opposto di quanto è scritto nel Vangelo. Gesù dice esplicitamente: "Perciò Io vi dico: a voi sarà tolto il Regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti". Si rivolge agli ebrei, e con queste parole mette fine all'Alleanza con Israele per dare inizio ad una Nuova Alleanza con un nuovo popolo: i cristiani.
Lo stesso avviene quando un cristiano e, soprattutto un Consacrato, non risponde più alla sua vocazione cristiana e si volge altrove. Gradualmente perde l'identità spirituale fino ad agire in modo opposto alla Legge di Dio. Con questo comportamento si distacca da Dio, perde la Grazia e non si cura più della sua anima. Non accoglie con rispetto gli inviati da Dio, quei missionari che desiderano aiutarlo a ritornare a Dio.
È pericoloso abbandonare la preghiera, si scivola sempre più in basso e si nega di fatto la stessa Divinità di Gesù.
Spesso molti addebitano a Dio le disgrazie e ogni avversità, senza chiedersi cosa hanno dato a Dio negli anni passati, se sono stati osservanti della sua Parola oppure l'hanno ignorata con indifferenza. Se si vive lontano da Gesù e non si osserva il suo Vangelo, come si può pretendere di ricevere aiuti e protezioni? È sbagliato pretenderlo, questo manifesta una Fede piccola.
Non si riceve nulla da Gesù se non si dà a Lui amore, preghiere, adorazione. Questo è una verità che bisogna memorizzare bene.
È facile ottenere Grazie quando vengono richieste con le modalità adeguate, più difficile quando non si dona nulla a Gesù, ma i peccatori che non fanno nulla per meritare le Grazie, sono invitati a pregare lo stesso, perchè quella preghiera ancora informe e debole, dopo tempo potrebbe acquistare caratteristiche molto spirituali e permettere di ottenere molte Grazie.
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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2962 - A Maria
O Maria, madre di Gesù
dammi il Tuo cuore,
così bello,
così puro,
così immacolato,
così pieno d'amore
e di umiltà;
rendimi capace di ricevere
Gesù nel Pane della Vita,
amarlo come Lo amasti e
servirlo sotto le povere
spoglie del più povero
tra i poveri.
Madre Teresa di Calcutta
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dammi il Tuo cuore,
così bello,
così puro,
così immacolato,
così pieno d'amore
e di umiltà;
rendimi capace di ricevere
Gesù nel Pane della Vita,
amarlo come Lo amasti e
servirlo sotto le povere
spoglie del più povero
tra i poveri.
Madre Teresa di Calcutta
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giovedì 20 marzo 2014
2961 - Commento al Vangelo del 20/03/2014
+ Dal Vangelo secondo Luca (16,19-31)
In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”. Ma Abramo rispose: “Figlio, ricordati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”. E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Uno dei tanti errori commessi dai superficiali, credenti e atei, è quello di valutare una persona da quello che possiede, dal ruolo che occupa, dal potere, dalla fama, e peggio ancora, dalla trasgressione. L'elenco è interminabile per ricordare tantissimi personaggi famosi privi di dignità, di onestà, di moralità.
La colpa maggiore è di coloro che diventano dipendenti e idolatrano persone che non meritano nulla, se non preghiere per convertirsi.
Non si tratta di giudicare gli altri, è sotto gli occhi di tutti il comportamento immorale, vizioso, degradato dei personaggi famosi.
Sono pochi da quanto viene indicato da certe statistiche, i personaggi famosi dello spettacolo, della politica, dello sport, che conducono una vita onorata, perchè la mancanza di riferimenti morali rompe ogni inibizione e tutto viene considerato lecito, doveroso, da sfruttare.
Non sono solamente molti personaggi famosi a vivere nell'agonia spirituale, nel mondo il numero di persone che ricorrono alle droghe e ad ogni forma di piacere illecito è elevatissimo, si leggono sui quotidiani rivelazioni di persone intervistate compiaciute del sesso di gruppo o dello scambio del coniuge nei locali organizzati. Questo che scrivo comunque è una briciola dinanzi alla immensa perversione che ha schiavizzato miliardi di persone.
Non voglio condannare perchè anche il più grande peccatore ha la possibilità di convertirsi e iniziare un cammino di santità, ma è vero che molte persone conducono una doppia e in certi casi, una tripla vita. Come fanno e come è possibile? Si tratta di uno squilibrio psichico. Di certo c'è una grave mancanza di appagamento e di affettività, la persona non vuole perdere la famiglia e se ne crea diverse.
Ho letto che negli Stati Uniti una persona, per strane coincidenze, è stata scoperta bigama con immenso sbigottimento dei suoi familiari, i quali hanno constatato che l'uomo che consideravano papà e marito, aveva un'altra famiglia, quindi aveva due famiglie in due città diverse, con due cognomi diversi e trovava scuse di lavoro per alternare una settimana con ciascuna famiglia.
Lo scrivo con dispiacere ma è storia nota e la Santa Sede ne ha pure data pubblica conoscenza. L'Istituto dei Legionari di Cristo è un buon Istituto, ma era caduto pesantemente nel culto del fondatore, Padre Maciel Degollado, e la cerchia più stretta arrivava a nascondere i suoi reati e le gravissime trasgressioni. Leggiamo quanto scritto sulla sua vicenda:
«Padre Maciel Degollado, fondatore dei Legionari di Cristo, ha avuto una doppia vita, con almeno due mogli e tre figli. È riuscito a nascondere per decenni a milioni di laici la sua doppia vita. La Santa Sede ha emesso il giudizio sul suo operato, e riconosciuto colpevole di "gravi delitti" provati da «testimonianze incontrovertibili» e la sua vita è stata condotta "senza scrupoli".
Il fondatore dei Legionari di Cristo è morto nel 2008 dopo essere stato accusato di numerosi abusi sessuali, anche su minorenni.
"I gravissimi e obiettivamente immorali comportamenti, si configurano talora in veri delitti e manifestano una vita priva di scrupoli e di autentico sentimento religioso" si legge nella nota diffusa dal Vaticano dopo le riunioni con i cinque vescovi incaricati della "visita apostolica" ai Legionari di Cristo. La condotta di Padre Maciel, viene detto, "ha causato serie conseguenze nella vita e nella struttura della Legione, tali da richiedere un cammino di profonda revisione"».
Quando si perde il riferimento soprannaturale, ogni persona potenzialmente può cadere in qualsiasi peccato, non ha più freni e richiami morali. Senza i valori cristiani si cade con grande facilità nel comportamento del ricco epulone, egli vuole soddisfare ogni forma di piacere a cominciare dal sontuoso banchetto giornaliero. È un uomo senza speranza e senza futuro, un uomo che non pensa al Giudizio di Dio e trasgredisce ogni legge morale.
Ogni persona nella vita sceglie di seguire il ricco epulone o il povero Lazzaro, anche se non necessariamente si deve essere ricchi o poveri per identificarsi a loro. Anche chi vive con lo stipendio da impiegato può avere la mentalità del ricco epulone, senza banchettare ogni giorno. Ci sono molti altri eccessi che si commettono quando si è privi dei valori morali.
Poi ci sono altri che conducono una vita equilibrata, onesta, dignitosa, senza per questo essere poveri come Lazzaro.
Ne hanno lo spirito umile e sincero.
Sono due categorie di persone che seguono il ricco epulone e Lazzaro, comunque c'è da valutare che quanti si trovano in una delle due categorie possono finire nell'altra e questo avviene con maggiore facilità ai superbi e ai superficiali. Forse per molti anni hanno tenuto una condotta apparentemente moderata, poi per qualche ragione cadono negli eccessi vergognosi e perdono tutto.
Nessuno deve sentirsi troppo sicuro, con la nostra forza non siamo in grado di controllare gli attacchi che arrivano dalle debolezze umane e dai diavoli, solo dopo un lungo cammino di rinnegamento si è forti nel controllo della volontà.
Nessuno presuma di poter vincere con le proprie forze le tentazioni diaboliche e le occasioni peccaminose, dobbiamo sempre con umiltà chiedere a Gesù aiuto, assistenza, forza, il suo Spirito e la perseveranza. Tutti saremo giudicati ed è meglio presentarci onesti per ricevere la salvezza e il Paradiso, grazie al rinnegamento.
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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2960 - Annunciamo Dio
1 Gv 1,1-4
"Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita (poiché la vita si è fatta visibile, noi l'abbiamo veduta e di ciò rendiamo testimonianza e vi annunziamo la vita eterna, che era presso il Padre e si è resa visibile a noi), quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. La nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia perfetta."
2 Cor 1,3-7
"Sia benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra tribolazione perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in qualsiasi genere di afflizione con la consolazione con cui siamo consolati noi stessi da Dio. Infatti, come abbondano le sofferenze di Cristo in noi, così, per mezzo di Cristo, abbonda anche la nostra consolazione. Quando siamo tribolati, è per la vostra consolazione e salvezza; quando siamo confortati, è per la vostra consolazione, la quale si dimostra nel sopportare con forza le medesime sofferenze che anche noi sopportiamo. La nostra speranza nei vostri riguardi è ben salda, convinti che come siete partecipi delle sofferenze così lo siete anche della consolazione."
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"Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita (poiché la vita si è fatta visibile, noi l'abbiamo veduta e di ciò rendiamo testimonianza e vi annunziamo la vita eterna, che era presso il Padre e si è resa visibile a noi), quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. La nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia perfetta."
2 Cor 1,3-7
"Sia benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra tribolazione perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in qualsiasi genere di afflizione con la consolazione con cui siamo consolati noi stessi da Dio. Infatti, come abbondano le sofferenze di Cristo in noi, così, per mezzo di Cristo, abbonda anche la nostra consolazione. Quando siamo tribolati, è per la vostra consolazione e salvezza; quando siamo confortati, è per la vostra consolazione, la quale si dimostra nel sopportare con forza le medesime sofferenze che anche noi sopportiamo. La nostra speranza nei vostri riguardi è ben salda, convinti che come siete partecipi delle sofferenze così lo siete anche della consolazione."
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mercoledì 19 marzo 2014
2959 - Commento al Vangelo del 19/03/2014
+ Dal Vangelo secondo Matteo (1,16.18-21.24)
Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo. Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore.
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La solennità di San Giuseppe permette a molti credenti di ricordarsi di Lui, altri rimangono indifferenti e non hanno neanche la curiosità di leggere qualcosa. Pochi sono i veri devoti del Santo, quelli che Lo pregano durante l'anno e chiedono l'intercessione.
Consideriamo invece che i grandi Santi sono stati devoti dell'Uomo a cui Dio Padre affidò i suoi tesori: prima Maria e poi Gesù. Tra tutti i Santi emerge Santa Teresa d'Avila, spietatamente perseguitata e diffamata, ottenne vittoria contro i suoi nemici con l'aiuto di San Giuseppe.
La Santa diffuse la devozione a San Giuseppe ed affermava che tutto aveva ottenuto dalla sua intercessione, esortava quelli del suo tempo a non temere di pregare il Capo della Santa Famiglia. In alcune preghiere viene citata la devozione della Santa per infervorare le suppliche. Leggiamo invece dalla sua autobiografia alcune considerazioni di Santa Teresa:
«Non so come si possa pensare alla Regina degli Angeli e al molto da Lei sofferto col Bambino Gesù, senza ringraziare San Giuseppe che fu loro di tanto aiuto». In un altro passo della autobiografia:
«Non mi ricordo finora di averlo mai pregato di una Grazia senza averla subito ottenuta. Ed è cosa che fa meraviglia ricordare i grandi favori che il Signore mi ha fatto e i pericoli di anima e di corpo da cui mi ha liberata per l'intercessione di questo Santo benedetto.
Ad altri sembra che Dio abbia concesso di soccorrerci in questa o in quell'altra necessità, mentre ho sperimentato che il glorioso San Giuseppe estende il suo patrocinio su tutte. Con ciò il Signore vuol darci a intendere che, a quel modo che era a Lui soggetto in terra, dove egli come Padre putativo gli poteva comandare, altrettanto gli è ora in Cielo nel fare tutto ciò che gli chiede.
Per la grande esperienza che ho dei favori di San Giuseppe, vorrei che tutti si persuadessero ad essergli devoti. Non ho conosciuta persona che gli sia veramente devota e gli renda qualche particolare servizio senza far progressi in virtù. Egli aiuta moltissimo chi si raccomanda a Lui. E già da vari anni che nel giorno della sua festa io gli chiedo qualche Grazia e sempre mi sono vista esaudita. Se la mia domanda non è tanto retta, egli la raddrizza per il mio maggior bene.
Chi non mi crede ne faccia la prova, e vedrà per esperienza come sia vantaggioso raccomandarsi a questo glorioso Patriarca ed essergli devoto».
San Giuseppe è modellato dal dito di Dio per svolgere una missione senza eguali, è abbondantemente arricchito di Grazie che Lo hanno elevato ad una santità inarrivabile per tutti i Santi, inferiore solo alla Madonna. Anzi, Lui diviene un pio religioso per la vita verginale che conduce ad imitazione della Vergine Maria.
Da più parti si cerca di sminuire la persona di San Giuseppe, lo hanno fatto per decenni con Gesù e la Madonna, non poteva mancare Lui. È falsa l'affermazione della sua anzianità quando sposa la Vergine Maria, l'accusa è proposta per minimizzare la virtù della sua castità. San Giuseppe è grande nell'osservare in modo sublime tutte le virtù, tanto da essere il più grande Santo della Chiesa. E di Essa Lui è il Patrono.
La potenza d'intercessione sui Cuore di Gesù e di Maria del nostro Santo, lo hanno sperimentato milioni di devoti, lo afferma anche satana negli esorcismi. Anche se lui è sempre il padre della menzogna, quando viene obbligato a rispondere nel Nome di Dio, non può dire menzogne: o tace o dice la verità. Su San Giuseppe in un esorcismo ha detto alcune cose, rispondendo alle domande:
«È importante la devozione a S. Giuseppe? Rispondi in Nome della Sacra Famiglia!
Sìì.
È vero che San Giuseppe è il Santo più grande dopo la Madonna? Rispondi in Nome della Santissima Trinità
"Sì", confermò il diavolo, annuendo anche col capo.
Concede molte Grazie San Giuseppe?
Sì.
Perché è chiamato il Santo della buona morte? Rispondi in Nome dello Spirito Santo!
"Aiuta a morire bene", rispose dopo ripetuti inviti in Nome di Dio e spruzzate di acqua di Lourdes.
Cioè tiene lontani voi diavoli nel momento della morte?!
Sìì».
San Giuseppe è sempre stato un potente intercessore, la persona di cui Gesù e Maria hanno avuto e continuano ad avere grande fiducia, egli Li ha aiutati in tutte le Loro necessità. Fu scelto per proteggere Madre e Figlio, per sottrarli alle persecuzioni di Erode e dei cattivi ebrei, per provvedere a tutto.
Si parte da questa considerazione se si vuole comprendere meglio la dignità di San Giuseppe. Dio Padre Lo rende grande con tantissimi doni, Lo modella secondo il compito che deve svolgere e si fida dell'umile falegname. Anche se San Giuseppe detiene sempre il libero arbitrio e può sempre scegliere altro, rimane fermamente fedele a Dio. Qui si rende onore a Lui per la sua assoluta fedeltà.
I disegni di San Giuseppe vengono sconvolti dal sogno che fa e dall'annuncio che riceve dall'Angelo, invece di turbarsi o rifiutarlo, crede fermamente a quelle parole e allontana immediatamente ogni sospetto dalla Vergine Sposa.
Non è semplice cambiare opinioni senza una fiducia piena in Dio, ed è questa grande fiducia a tranquillizzare San Giuseppe e a renderlo pienamente abbandonato alla volontà di Dio. Oltre la preghiera è indispensabile fidarsi di Dio, considerarlo Padre e ricorrere a Lui in ogni circostanza. La relazione con Dio non è la preghiera senza amore, si fonda sulla piena fiducia che porta all'abbandono.
San Giuseppe ha piena fiducia e crede ciecamente, nonostante la gravidanza della Madonna. Vede il pancione ma crede in Dio.
A quanti pregano e non ottengono alcuna Grazia manca questa fiducia in Gesù, non hanno il coraggio dell'abbandono e vivono nell'insicurezza. Non si diventa migliori in pochi giorni, è un cammino costante e impegnativo, quanti lo percorrono con Fede e coraggio, non si pentono mai perché si arricchiscono sempre più di pace e di gioia. Di Grazie, protezioni ed aiuti.
Rivolgetevi ogni giorno a San Giuseppe, fatelo con amore e fiducia perchè vi ascolta.
Chiedete la salute dell'anima e del corpo,
l'aiuto nella vita spirituale,
la pace nel cuore,
la salvezza dei figli,
la salvezza dei genitori,
l'armonia in famiglia,
il lavoro e quanto necessita per vivere dignitosamente.
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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2958 - Udienza di Papa Francesco del 19/3/2014
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Oggi, 19 marzo, celebriamo la festa solenne di san Giuseppe, Sposo di Maria e Patrono della Chiesa universale. Dedichiamo dunque questa catechesi a lui, che merita tutta la nostra riconoscenza e la nostra devozione per come ha saputo custodire la Vergine Santa e il Figlio Gesù. L’essere custode è la caratteristica di Giuseppe: è la sua grande missione, essere custode.
Oggi vorrei riprendere il tema della custodia secondo una prospettiva particolare: la prospettiva educativa. Guardiamo a Giuseppe come il modello dell’educatore, che custodisce e accompagna Gesù nel suo cammino di crescita «in sapienza, età e grazia», come dice il Vangelo. Lui non era il padre di Gesù: il padre di Gesù era Dio, ma lui faceva da papà a Gesù, faceva da padre a Gesù per farlo crescere. E come lo ha fatto crescere? In sapienza, età e grazia.
Partiamo dall’età, che è la dimensione più naturale, la crescita fisica e psicologica. Giuseppe, insieme con Maria, si è preso cura di Gesù anzitutto da questo punto di vista, cioè lo ha “allevato”, preoccupandosi che non gli mancasse il necessario per un sano sviluppo. Non dimentichiamo che la custodia premurosa della vita del Bambino ha comportato anche la fuga in Egitto, la dura esperienza di vivere come rifugiati – Giuseppe è stato un rifugiato, con Maria e Gesù – per scampare alla minaccia di Erode. Poi, una volta tornati in patria e stabilitisi a Nazareth, c’è tutto il lungo periodo della vita di Gesù nella sua famiglia. In quegli anni Giuseppe insegnò a Gesù anche il suo lavoro, e Gesù ha imparato a fare il falegname con suo padre Giuseppe. Così Giuseppe ha allevato Gesù.
Passiamo alla seconda dimensione dell’educazione, quella della «sapienza». Giuseppe è stato per Gesù esempio e maestro di questa sapienza, che si nutre della Parola di Dio. Possiamo pensare a come Giuseppe ha educato il piccolo Gesù ad ascoltare le Sacre Scritture, soprattutto accompagnandolo di sabato nella sinagoga di Nazareth. E Giuseppe lo accompagnava perché Gesù ascoltasse la Parola di Dio nella sinagoga.
E infine, la dimensione della «grazia». Dice sempre San Luca riferendosi a Gesù: «La grazia di Dio era su di lui» (2,40). Qui certamente la parte riservata a San Giuseppe è più limitata rispetto agli ambiti dell’età e della sapienza. Ma sarebbe un grave errore pensare che un padre e una madre non possono fare nulla per educare i figli a crescere nella grazia di Dio. Crescere in età, crescere in sapienza, crescere in grazia: questo è il lavoro che ha fatto Giuseppe con Gesù, farlo crescere in queste tre dimensioni, aiutarlo a crescere.
Cari fratelli e sorelle, la missione di san Giuseppe è certamente unica e irripetibile, perché assolutamente unico è Gesù. E tuttavia, nel suo custodire Gesù, educandolo a crescere in età, sapienza e grazia, egli è modello per ogni educatore, in particolare per ogni padre. San Giuseppe è il modello dell’educatore e del papà, del padre. Affido dunque alla sua protezione tutti i genitori, i sacerdoti – che sono padri –, e coloro che hanno un compito educativo nella Chiesa e nella società. In modo speciale, vorrei salutare oggi, giorno del papà, tutti i genitori, tutti i papà: vi saluto di cuore! Vediamo: ci sono alcuni papà in piazza? Alzate la mano, i papà! Ma quanti papà! Auguri, auguri nel vostro giorno! Chiedo per voi la grazia di essere sempre molto vicini ai vostri figli, lasciandoli crescere, ma vicini, vicini! Loro hanno bisogno di voi, della vostra presenza, della vostra vicinanza, del vostro amore. Siate per loro come san Giuseppe: custodi della loro crescita in età, sapienza e grazia. Custodi del loro cammino; educatori, e camminate con loro. E con questa vicinanza, sarete veri educatori. Grazie per tutto quello che fate per i vostri figli: grazie. A voi tanti auguri, e buona festa del papà a tutti i papà che sono qui, a tutti i papà. Che san Giuseppe vi benedica e vi accompagni. E alcuni di noi hanno perso il papà, se n’è andato, il Signore lo ha chiamato; tanti che sono in piazza non hanno il papà. Possiamo pregare per tutti i papà del mondo, per i papà vivi e anche per quelli defunti e per i nostri, e possiamo farlo insieme, ognuno ricordando il suo papà, se è vivo e se è morto. E preghiamo il grande Papà di tutti noi, il Padre. Un “Padre nostro” per i nostri papà:Padre Nostro…
E tanti auguri ai papà!
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martedì 18 marzo 2014
2957 - Commento al Vangelo del 18/03/2014
+ Dal Vangelo secondo Matteo (23,1-12)
In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Nell'Antico Testamento Dio inviava i suoi Profeti per riportare il popolo di Israele all'osservanza stabilita nel patto di Alleanza stipulato con Mosè sul Sinai. Anche quello era un popolo duro di cervice e molto spesso ritornava agli idoli del mondo, trascurando la preghiera e l'Alleanza. Per avere un quadro chiaro di quanto era avvenuto sul Sinai, quando Dio parlò a Mosè, rileggiamo alcuni versetti dall'Esodo:
«Poi il Signore disse a Mosè: "Taglia due tavole di pietra come le prime. Io scriverò su queste tavole le parole che erano sulle tavole di prima, che hai spezzate. Tieniti pronto per domani mattina: domani mattina salirai sul monte Sinai e rimarrai lassù per me in cima al monte. Nessuno salga con te, nessuno si trovi sulla cima del monte e lungo tutto il monte; neppure armenti o greggi vengano a pascolare davanti a questo monte".
Mosè tagliò due tavole di pietra come le prime; si alzò di buon mattino e salì sul monte Sinai, come il Signore gli aveva comandato, con le due tavole di pietra in mano. Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. Il Signore passò davanti a lui proclamando: "Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di grazia e di fedeltà, che conserva il suo favore per mille generazioni, che perdona la colpa, la trasgressione e il peccato, ma non lascia senza punizione, che castiga la colpa dei padri nei figli e nei figli dei figli fino alla terza e alla quarta generazione".
Mosè si curvò in fretta fino a terra e si prostrò. Disse: "Se ho trovato Grazia ai tuoi occhi, mio Signore, che il Signore cammini in mezzo a noi. Sì, è un popolo di dura cervice, ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato: fa di noi la tua eredità".
Il Signore disse: "Ecco Io stabilisco un'alleanza: in presenza di tutto il tuo popolo Io farò meraviglie, quali non furono mai compiute in nessun paese e in nessuna nazione: tutto il popolo in mezzo al quale ti trovi vedrà l'opera del Signore, perché terribile è quanto io sto per fare con te» (Es 34,1-10).
Ogni alleanza che Dio stabilisce con un popolo o con una persona è cosa assai seria, un patto di amore in cui Lui promette tanti vantaggi e benedizioni a quanti l'osservano. Dio non dimentica neanche per un istante il patto stabilito e attende che l'altra parte sia fedele, mentre Lui non viene mai meno a quanto stabilito. Rimane deluso quando non avviene una risposta adeguata, quando non si rispetta l'alleanza.
Oggi il Vangelo ci parla proprio del falso insegnamento di scribi, farisei, sacerdoti, teologi, maestri, dottori, questa è la vera piaga di Israele, una deriva sotto ogni aspetto, un progressivo allontanamento da Dio e dalla sua Legge. Mentre il popolo è in agonia spirituale, Dio sempre paterno e fedele all'alleanza, invia i suoi Profeti a risvegliare il loro torpore. Anche la fede degli israeliti è aggredita da molti nemici, in essi però è assente la risposta, non esercitano più un interesse che i loro padri avevano difeso anche con la vita.
Quindi, Gesù si rivolge al popolo di Israele e ricorda il traviamento di quanti si sono seduti sulla cattedra di Mosè, ed intende gli scribi e i farisei. Ma lancia un insegnamento che sorprende i presenti e continua a sorprendere anche adesso. Divide le opere dalle parole, spiega che i maestri possono parlare bene ma operare malissimo. Qual è il metro di valutazione? I loro frutti. Le loro scelte di vita, i comportamenti in ogni circostanza, il buon esempio anche nelle piccole cose.
L'indicazione che dà Gesù è molto precisa, non ritiene affidabili coloro che parlano di Dio e vivono in opposizione a Lui. Invita a non confidare in chi vive nella trasgressione, e non bisogna mai affidarsi a chi parla benissimo e razzola malissimo. Non c'è da condannare quando si prende visione di atteggiamenti sopra le righe, si agisce con forza d'animo per la protezione della propria Fede.
Non bisogna mai partecipare alle opere ambigue di chi vive scorrettamente. La dissociazione deve essere palese.
"Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito".
Questo avveniva più con scribi e farisei, oggi non c'è quasi più questo comando severo. Però scorgo diversi comportamenti che non vengono da Gesù: l'indifferenza da parte di alcuni Sacerdoti riguardo i peccati gravissimi dei credenti oppure una smisurata elargizione di parole di misericordia, con l'intento di affermare che Gesù perdona tutto anche senza pentimento.
Ci troviamo dinanzi due metodi opposti e sbagliati, il Sacerdote deve avere sicuramente molta misericordia dinanzi ai peccatori, ma non deve ignorare i peccati del penitente che richiedono il pentimento. Non può ridimensionare i comportamenti disonesti e non valutarli tali, però con grande amore deve aiutare e dare speranza a chi agisce per debolezza, deve incoraggiare che si può sempre diventare migliore ed è possibile quando si mette Gesù al centro di tutto.
Il Sacerdote che ama le anime e desidera la salvezza di tutti, non fa nulla per essere ammirato unicamente dagli uomini.
Gesù chiede coerenza tra il dire e il fare, principalmente lo chiede ai Sacerdoti.
I farisei non cercavano l'approvazione di Dio, così mettevano i filatteri, strisce di pergamena sulle quali venivano scritte alcune importanti parole della Legge tratte dall'Esodo e dal Deuteronomio. Queste strisce ripiegate e racchiuse in una specie di scatoletta, venivano poi legate con dei nastri sulla fronte e sul braccio sinistro e portate dai farisei e da altri in certi giorni, specialmente quando pregavano in pubblico.
Mosè aveva detto: "Questi precetti che oggi ti do... te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi...". I farisei avevano preso alla lettera quelle parole che volevano significare un'altra cosa: cercherai di tenere sempre presente la Legge del Signore, ma essi se le erano materialmente legate alla fronte e al braccio. Alcuni ingrandivano questi filatteri per darsi maggiore importanza.
Così pure le frange, erano fiocchi applicati agli angoli del mantello che dovevano far sì che gli ebrei si ricordassero della Legge del Signore, come è scritto nel Libro dei Numeri. Anche qui si è trattato di una falsa e orgogliosa interpretazione della Bibbia.
Si rivolge ad essi quando Gesù dice: "Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno". Gesù aggiunge una precisazione che annulla completamente ogni sforzo di chi ostenta spiritualità oppure ha un cuore cattivo: "Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente". Troppo spesso si sentono insegnamenti per suscitare applausi e consensi da parte di tutti.
Concludo con due spiegazioni. Gesù le ripete senza riferirsi ai Sacerdoti che verranno successivamente e che faranno parte della sua Chiesa, il riferimento non sono essi. "Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli". Scribi e farisei pieni di egoismo e ostentazione, cercano solo l'approvazione del popolo, pretendono di essere maestri, invece per Gesù sono tutt'altro.
Farsi chiamare rabbì o maestro è per Gesù un abuso di autorità perchè solo uno ha diritto d'esser chiamato Padre ed è Dio, e uno solo è il vero Maestro, il Cristo, che è la Parola stessa del Padre.
Nella Chiesa sono chiamati Padri i Religiosi solo perchè, come Sacerdoti, rappresentano il Cristo. Partecipano al suo sacerdozio.
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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2956 - Messaggio Medjugorje del 18 marzo 2014 a Mirijana
Cari figli,
come madre desidero aiutarvi, con il mio amore materno, desidero aiutarvi ad aprire il vostro cuore e a mettere in esso mio Figlio al primo posto.
Desidero attraverso il vostro amore verso mio Figlio e attraverso la vostra preghiera, che vi illumini la luce di Dio e che vi riempia la Grazia e la Misericordia Divina.
Desidero, in questa maniera, che sia lontano da voi il buio e l’ombra mortale, che vuole circondarvi e portarvi sulla via sbagliata.
Desidero che voi sentiate la gioia della benedizione di Dio e della sua Promessa.
Voi figli dell’uomo, voi siete figli di Dio, voi siete i miei figli, perciò, figli miei, incamminatevi sulle vie alle quali vi conduce il mio amore, il quale vi insegna l’umiltà, la saggezza e la strada verso il Padre Celeste.
Pregate insieme a me per tutti coloro che non mi accolgono e che non mi seguono: per la durezza del loro cuore, non possono sentire la gioia dell’umiltà, della devozione, della pace e dell’amore, la gioia di mio Figlio.
Pregate per i vostri pastori affinché le loro mani benedette, sempre vi donino la benedizione della gioia di Dio.
Grazie.
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come madre desidero aiutarvi, con il mio amore materno, desidero aiutarvi ad aprire il vostro cuore e a mettere in esso mio Figlio al primo posto.
Desidero attraverso il vostro amore verso mio Figlio e attraverso la vostra preghiera, che vi illumini la luce di Dio e che vi riempia la Grazia e la Misericordia Divina.
Desidero, in questa maniera, che sia lontano da voi il buio e l’ombra mortale, che vuole circondarvi e portarvi sulla via sbagliata.
Desidero che voi sentiate la gioia della benedizione di Dio e della sua Promessa.
Voi figli dell’uomo, voi siete figli di Dio, voi siete i miei figli, perciò, figli miei, incamminatevi sulle vie alle quali vi conduce il mio amore, il quale vi insegna l’umiltà, la saggezza e la strada verso il Padre Celeste.
Pregate insieme a me per tutti coloro che non mi accolgono e che non mi seguono: per la durezza del loro cuore, non possono sentire la gioia dell’umiltà, della devozione, della pace e dell’amore, la gioia di mio Figlio.
Pregate per i vostri pastori affinché le loro mani benedette, sempre vi donino la benedizione della gioia di Dio.
Grazie.
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lunedì 17 marzo 2014
2955 - Commento al Vangelo del 17/03/2014
+ Dal Vangelo secondo Luca (6,36-38)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Si cita molto la parola misericordia nella Bibbia, un termine che viene spiegato da molti come qualcosa di buono, senza però scoprire la ricchezza della parola. Misericordia è una virtù morale tenuta in grande considerazione dall'etica cristiana e si attua in opere di pietà e che è sinonimo di buon cuore.
È un sentimento buono generato dalla compassione per la miseria morale o spirituale altrui. In definitiva misericordia è un sentimento di compassione e pietà per l'infelicità e la sventura degli altri, un atteggiamento buono che porta a soccorrere, a perdonare, a non danneggiare gli altri.
Il significato della parola misericordia è da cercare nella cultura biblica, parola composta da “miseri-cor-dare” quindi dare, offrire il proprio cuore a chi è misero, si trova nel bisogno. La coroncina della Divina Misericordia, per esempio, ci fa ripetere a Gesù di avere un Cuore buono verso noi, di non abbandonarci e sostenerci nella vita tribolata.
Il Cuore di Gesù è misericordioso perchè è buono, compassionevole, amorevole, premuroso, sensibile.
Quando un cristiano compie un gesto benevolo, suscita e dimostra misericordia. Chi agisce secondo misericordia è indulgente. Quindi, chi usa misericordia è pietoso, è un vero seguace di Gesù.
Per riuscire ad usare misericordia con amore e prontezza, bisogna intraprendere un cammino sincero con la propria coscienza, non è facile nè automatico avere misericordia nel proprio cuore se prima non si libera da tante miserie umane.
Il cammino di Fede favorisce lo svuotamento della parte negativa che ognuno porta dentro, non si improvvisa l'agire misericordioso soprattutto nei confronti di chi non ci ama o ci ha causato tribolazioni. Anche dinanzi ai familiari e agli amici ha difficoltà ad emergere l'agire misericordioso se non si possiede interiormente una struttura consolidata.
Sono i Sacramenti, la preghiera umile, le virtù, la lotta ai peccati, a purificare il cuore e a permettere alla Madonna di trasformare i nostri cuori, fino a renderci buoni e sinceri. Questo è il ruolo della Madonna verso coloro che La pregano con fiducia e amore.
Diventare misericordiosi è il trionfo dell'umiltà sulla superbia, della bontà sulla meschinità umana. Possedere questa virtù morale è una grande vittoria, da essa si sviluppano tanti altri comportamenti onesti e buoni. I cristiani misericordiosi sono come cose preziose, spesso sono rare, ma emergono come meraviglie in mezzo a tanti spietati che vivono di lotta e di potere, cinici e vendicativi.
I cristiani misericordiosi sono fiori all'occhiello in una società senza amore e onestà.
Gesù ha inserito la misericordia tra le Beatitudini: "Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia".
È una Beatitudine bellissima perchè ciò che Gesù promette il cristiano impegnato già lo vive. C'è una differenza con le altre Beatitudini, questa della misericordia si vive già nel presente e si otterrà abbondantemente in futuro. Il misericordioso dopo questa vita non otterrà altro che una grande misericordia.
Sono beati, quindi benedetti da Gesù quanti agiscono adesso con misericordia, poi in Cielo troveranno abbondante compassione da Gesù, nel senso che il suo buon Cuore li innalzerà ad una gloria elevatissima. Chi è misericordioso in questa vita, troverà incalcolabile misericordia in Cielo, mentre chi adesso è cattivo troverà condanna e tormento.
Come vedete, agire con misericordia ci rende simili a Gesù, viviamo i suoi sentimenti e riceviamo già in questa vita tante Grazie.
C'è da spiegare ancora che il termine misericordia non indica un attributo di Dio, è Dio stesso la Misericordia. Il suo Cuore è solo Amore, pieno di compassione per tutti e sempre pronto a perdonare. Gli insegnamenti di Gesù fondati sull'amore scaturiscono da un Cuore che è solo Amore.
Ci sono molti esempi nel Vangelo in cui Gesù dialoga con un peccatore o con la peccatrice, è l'incontro tra la Misericordia e la miseria, ma è la Misericordia di Dio a cercare la miseria per risollevarla dalla melma ed elevarla spiritualmente verso le cose di lassù.
Non c'è gioia più grande quando incontriamo persone misericordiose, sempre pronte e presenti, affettuose e sincere. Circondarci di amici misericordiosi è una grande Grazia, accanto ad essi si può stare tranquilli di non ricevere tradimenti e parole ipocrite. Sforziamoci noi di acquisire questa virtù, un sentimento pieno di bontà che ci rende buoni e autentici.
Chiediamolo ogni giorno nella preghiera, impegniamoci ad eliminare quanto si oppone all'amore, alla bontà e alla verità.
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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