Il Signore ti benedica,ti custodisca e ti mostri il Suo volto misericordioso!

Quando pensi di aver toccato il fondo e che nessuno ti voglia o ti ami più, Dio si fa uomo per incontrarti, Gesù ti viene accanto

CIAO A TE !!

Nulla è più urgente nel mondo d'oggi di proclamare Cristo alle genti. Chiunque tu sia, puoi, se vuoi, lasciare un tuo contributo, piccolo o grande che sia, per dire, comunicare, annunciare la persona di Gesù Cristo, unico nostro salvatore. Uno speciale benvenuto a LADYBUG che si è aggiunta di recente ai sostenitori ! *************************************************** Questo blog è sotto la protezione di N.S. Gesù Cristo e della SS Vergine Maria, Sua Madre ed ha come unica ragione di esistere di fornire un contributo, sia pure piccolo ed umile, alla crescita della loro Gloria. ***************************************************



Con Cristo non ci sono problemi, senza Cristo non ci sono soluzioni.

mi trovate anche su questo blog
---------------------------------------------------------------



lunedì 16 giugno 2014

3114 - Commento al Vangelo del 16/06/2014

+ Dal Vangelo secondo Matteo (5,38-42)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio” e “dente per dente”. Ma Io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Dà a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle». 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
In questa fase della sua missione Gesù era impegnato a formare gli Apostoli, non si preoccupava solo delle istruzioni, trovava il tempo anche per questo. La loro formazione era molto importante, li aveva scelti per proseguire la sua identica missione e il lavoro spirituale era maggiormente impegnativo.
In questo Vangelo Gesù disegna la fisionomia morale del cittadino del Regno dei Cieli. Espone tutti i gradini della scala che giunge alla vetta della santità. Sicuramente il discepolo del Signore verrà a contatto quotidianamente con i malvagi, il suo agire nei loro confronti dovrà differenziarsi e mostrare una piena diversità rispetto alla mentalità del mondo.
Questo passaggio è delicato e non tutti riescono ad agire con pazienza e bontà dinanzi a soprusi e cattiverie.
Gesù parla di un atteggiamento privo di vendetta, non può il cristiano agire come i mondani che seguono la legge del taglione.
Il Signore attorniato dai suoi discepoli introduce l'insegnamento con questa famosa introduzione: "Avete inteso che fu detto"Rimanda a tempi antichi, quando la vendetta era molto spesso sproporzionata al danno subito e per porre un limite e un rimedio alle violenze eccessive si ricorse ad un utilizzo equanime: “Occhio per occhio” e “dente per dente”.
Detto ciò, Gesù passa ad elencare alcuni comportamenti che hanno sconvolto i discepoli, insegnamenti innovativi rispetto alle antiche Scritture e un po’ leggeri da un punto di vista sociale. Prima Gesù presenta una regola pesante che non dovranno mai dimenticare: "Ma Io vi dico di non opporvi al malvagio", ed è la continuazione dell'introduzione di sopra.
"Avete inteso che fu detto… Ma Io vi dico di non opporvi al malvagio".
Una frase che ha scosso i presenti e continua ad arrecare un po’ di malessere a quanti si sentono animati e agitati interiormente da pensieri vendicativi. L'agitazione arriva dal ricordo di essere state vittime dei cattivi, ed è umanamente comprensibile il desiderio di far provare ai mascalzoni le stesse sensazioni, paure e umiliazioni provate forse per lungo tempo. Gesù però ci chiama ad un altro comportamento.
"Ma Io vi dico di non opporvi al malvagio".
Non dice solo questo, va oltre ed elenca alcuni comportamenti da assumere dinanzi ai malvagi. Solo le anime forti e quelle animate da una buona Fede riescono a praticare gli insegnamenti che andiamo a meditare.
"Se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra". Gesù indica una specie di resistenza passiva, che non è vendetta né pusillanimità. È preferibile sopportare un'offesa che ricambiarla, così Gesù spiega come si porge l'altra guancia. Significa presentare ai malvagi un altro aspetto che non conoscono, ed è la bontà. L'altra guancia da presentare è l'amore che compatisce e perdona.
Gli altri esempi che dice Gesù indicano la disponibilità a saper perdere qualcosa, anche un po’ di tempo, per dare una forte testimonianza.
In sintesi, Gesù oggi ci spiega l'amore per i nemici, è un amore difficilissimo da realizzare, consiste nel pregare per coloro che ci perseguitano oltre che nel non rendere male per male. È la tattica di Dio per vincere il male.
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
-------

3113 - Un'altra logica

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli. “Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle. (Mt 5, 38-42)

Battuta e ribattuta. Replica su replica. Guancia su guancia. Offesa su offesa. Pugno contro pugno. È il tragico sentiero della faida, sterrato dalla superbia o anche dalla disperazione. Invece, molte volte nella vita è necessario NON opporsi, NON replicare, NON difendersi. Paradossalmente, risulta essere molto spesso la migliore autodifesa, la più grande vittoria. Il destro del pugile, lanciato con decisione, non colpisce la persona che ha di fronte e l’aggressore stesso scivola a terra. 
Quante battaglie si vincono perdendo? Quante vittorie finiscono in una perdita? 
La vera vittoria è la conquista del cuore, è mantenere integra la propria dignità, è il dono di sé a Dio.
-----

domenica 15 giugno 2014

3112 - Commento al Vangelo del 15/06/2014 Ss.Trinità

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (3,16-18)
In quel tempo, disse Gesù a Nicodemo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in Lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di Lui. Chi crede in Lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel Nome dell’unigenito Figlio di Dio». 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La Parola di questa solennità ci dice che "Dio ha tanto amato il mondo", affermazione che può lasciare indifferenti anche i più esperti teologi. Queste parole non dicono nulla a chi non conosce la gratuità dell'amore, la bontà come segno distintivo di ogni azione.
Solo se l'uomo rientra in sé può avvertire il vero Amore di un Padre che invia nel mondo l'unigenito per gratificare miliardi di sconosciuti.
Dio Padre ha creato gli esseri umani per Amore, dimostra incessantemente che non siamo creati per caso e Lui non è stato  costretto a donarci la vita. Nessuno può darsi la vita se prima della nascita non esisteva, ogni espressione del creato scaturisce da Dio. Tutto quello che compie verso ognuno di noi nasce dalla sua infinita generosità, non c'è nessuno più potente di Lui a cui deve dare spiegazione.
Chiediamoci con seria riflessione perché "Dio ha tanto amato il mondo", cosa Lo ha spinto oltre l'Amore che non riesce a fermare, tanto è ininterrotto il suo espandersi all'esterno della Santissima Trinità. L'Amore in Dio è totale, non c'è nulla in Lui che non sia Amore, questo lo abbiamo focalizzato, da Dio si sprigiona ininterrottamente una ardente forza irresistibile.
La presenza di Dio è ovunque, ma non tutto si identifica in Dio, come viene affermato dal panteismo e dalla new age. Il panteismo vuol dire letteralmente "Dio è Tutto" e "Tutto è Dio", è una visione per cui ogni cosa è permeata da un Dio immanente o per cui l'universo, o la natura sono equivalenti a Dio.
Noi crediamo in un Dio che governa l'universo, è Lui che ha collocato i pianeti ad una distanza perfetta per non scontrarsi e non causare conseguenze al pianeta dove viviamo noi. Sono otto i pianeti presenti nel sistema solare, un pianeta è un corpo celeste che orbita attorno ad una stella. Il sistema solare è il sistema planetario costituito da una varietà di corpi celesti mantenuti in orbita dalla forza di gravità del Sole: vi appartiene anche la Terra.
Il nostro Sole è Dio, noi credenti gravitiamo attorno a Lui e rimaniamo in vita per la forza di gravità che ci arriva dalla sua Grazia. Senza la comunione con Lui viene a mancare la forza di gravità che ci attrae verso il Signore e ci perdiamo nel vuoto della vita.
La legge di gravità in fisica si chiama forza di attrazione verso il centro della Terra. Nella spiritualità è l'attrazione verso le cose di Dio. Se distogliamo gli occhi dal Sole divino, se stacchiamo il cuore dal suo Amore, precipitiamo nell'abisso tenebroso e solo un miracolo potrà riportarci a gravitare attorno a questo Sole.
Tutto è governato dalla Santissima Trinità, un solo Dio in tre Persone, la stessa sostanza in una sola volontà, un solo Onnipotente che ha generato il Figlio dall'eternità per non rimanere solo, scambiandosi con Lui un circolare Amore che è lo Spirito Santo.
Gesù è venuto a rivelarci l'impossibile per la mentalità umana e fragile: Dio è Uno ma anche Trino. Cosa si spiega questo complicato mistero? Pur essendo tre Persone divine, moltissimi cristiani non ne pregano nemmeno una, quelli invece che pregano anche una sola Persona, pregano contemporaneamente le altre due. Unità e indivisibilità.
Che mistero la Trinità predicata dal Signore e svelata in diverse parti del Vangelo. La Trinità si "comprende" per Fede e gratitudine.
L'uomo è sempre stato distratto nelle cose spirituali e solo quando è provato si ricorda di Dio, non di un Dio Trino, pensa che un Dio generico potrà aiutarlo. Quasi un Dio astratto, uno che deve trovarsi pronto ad aiutare il peccatore bisognoso di aiuto. Come è lontano l'uomo di oggi dal Dio Amore ma anche esigente, Egli in realtà richiede il minimo per potere riversare tanto Bene in chi ha vissuto nel male.
Dio è sempre pronto ad aiutarci, siamo noi a non ricordarci di Dio e durante il giorno non Lo ringraziamo né adoriamo e preghiamo.
Quando l'uomo si dimentica di Dio ha già smarrito la propria identità, non si ricorda che è stato redento da un Uomo Crocifisso, che vive per morire senza lasciare alcun segno edificante tra i suoi. L'uomo si dimentica facilmente di Dio e rimane solo, non entra nella familiarità con le tre Persone che continuano a guardarlo per indicargli la via dell'eterna salvezza. Quando però il suo rifiuto è irreversibile e compiuto intenzionalmente, anche l'Amore tace.
Fermiamoci ogni giorno a riflettere sul Padre, sul Figlio e sullo Spirito Santo. Cosa sappiamo di Loro e cosa ci commuove o ci lascia indifferenti. Il Padre, il Figlio e il Loro Spirito si esprimono con la semplicità mostrata dal Salvatore, la semplicità è un attributo di Dio perché in Lui non ci sono complicazioni.
La semplicità di Dio indica che non è composto di varie parti, come nell'essere umano anima e corpo. Per questa stessa ragione Dio non è soggetto a divisione. Le tre Persone della Trinità non sono le "parti" di cui Egli è composto ma l'intero essere di Dio è presente in ciascuna delle persone.
L'attributo di Dio per eccellenza è la perfezione, ovvero Lui basterebbe per se stesso... Ha voluto che la sua gloria sia l'uomo vivente!
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
-------

3111 - Un'attrattiva infinita

In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. 
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio». (Gv 3, 16-18)

Dio in uscita: così lo descrive il Vangelo. Dio disposto a donare il Figlio che è Suo dall’eternità, in favore degli altri figli acquisiti nel tempo. Chi è, che cos’è allora il Dio che si manifesta a noi, il Dio in cui crediamo? Non è come gli uomini l’hanno immaginato, potente e solitario, lontano e indifferente. 
Dio è costituito da un vortice infinito di amore: un Principio - cioè un Padre -  che genera un Figlio che gli è pari, e lo avvolge nell'infinito amore del Suo Spirito. 
Questa immensa vitalità amorosa proietta al di fuori di sé le scintille di vita della creazione. Arriva anche all’estrema decisione di coinvolgere personalmente il Figlio nella vicenda umana, per mostrare un cuore e una faccia di amore, impossibile all’uomo. 
Così anche gli uomini vengono attratti in una nuova storia di verità e di amore. 
-----

giovedì 12 giugno 2014

3110 - Commento al Vangelo del 12/06/2014

+ Dal Vangelo secondo Matteo (5,20-26)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel Regno dei Cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma Io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna. Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare, và prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!». 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Quando Gesù ripeteva queste parole non esistevano gli armamenti nucleari, non c'era il rischio di guerre combattute con la mitraglia e il cannone, e oggi c'è appunto di peggio. Sono parole attualissime e un po’ astruse da interpretare. In Gesù è sempre presente il peccato di Caino contro il fratello Abele, negli insegnamenti ricorda a tutti gli uomini e donne che soprattutto nelle loro famiglie si insidia il veleno dell'odio.
Non è chiaro a questa società la rischiosità dei dissapori anche se lievi, le mancanze di amore e di rispetto nel tempo si possono trasformare in avversione e l'avversione apre la porta all'astio. La discesa rovinosa non è ancora finita, l'astio causa livore e questo risentimento fa nascere l'odio. La persona che odia è infelice, la persona odiata vive con molta insicurezza.
L'odio mette in pericolo l'esistenza stessa del mondo.
Gesù conosce perfettamente le dinamiche che si sviluppano nel cuore di chi è senza Dio, ma a tutti ripete che bisogna eliminare l'insulto dal linguaggio comune. La persona che riceve un insulto subisce una ferita profonda, lancinante, che può porla in isolamento fino alla disperazione.
Sono due le parole indicate da Gesù oggi che vanno eliminate: stupido e pazzo. Non si devono tradurre letteralmente, la traduzione di stupido è vuoto, frivolo. Pazzo in ebraico si traduce con maledetto da Dio, infame.
A quel tempo gli ebrei utilizzavano con facilità questi insulti, condannavano anche per piccole contrarietà e si ergevano a giudici.
All'inizio della Parola di oggi Gesù indica una misura per non sbagliare e perdere la salvezza eterna: vivere nella giustizia. "Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel Regno dei Cieli".
Questo termine non è compreso correttamente, giustizia indica l'uomo giusto, chi agisce con onestà, imparzialità, rettitudine, equità.
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
-------

3109 - Guardare l'altro

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna. Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!». (Mt 5,20-26)

Non ci rendiamo conto di quanto possono pesare certe parole sul cuore di una persona, quanto possono risultare offensive, quale forza di demolizione possono avere. Ci è accaduto di provarlo su noi stessi o su altri. Forse si è trattato di parole pronunciate non per cattiveria ma per superficialità o per una irritazione improvvisa. Occorre domandare uno sguardo buono, lo sguardo stesso di Dio e il suo cuore accogliente. Non per passare sopra al male o diventarne conniventi. Ma con il desiderio di costruire nella carità e accompagnare nella comunione. Siamo servi del Signore, andremo tutti al suo stesso altare, ciascuno con la sua offerta. Che possiamo almeno portare una domanda di perdono e il desiderio di riparare il male sbadatamente arrecato…
------

3108 - Commento al Vangelo del 11/06/2014

+ Dal Vangelo secondo Matteo (10,7-13)
In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli: «Strada facendo, predicate, dicendo che il Regno dei Cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demoni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento. In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi». 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La gratuità nella donazione del proprio tempo per dedicarsi al bene delle anime è una imprescindibile caratteristica del Sacerdote. Nell'ordinazione ha deposto la sua volontà a Dio e dovrebbe ripetere con San Paolo: "Non sono più io che vivo ma Cristo vive in me" (Gal 2,20).
Rileggiamo il versetto completo per comprendere quale disposizione interiore muoveva l'Apostolo: "Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne, io la vivo nella Fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me".
Ogni cristiano è stato redento gratuitamente, un infinito atto di Amore ha spinto Gesù a donare se stesso per redimerci tutti.
La gratitudine è la risposta delle anime sensibili, è il riconoscimento sincero che si prova riflettendo sulla Passione di Gesù. Non è naturale ringraziare Gesù per quello che ha fatto per ciascuno di noi, si arriva a questa forma di ringraziamento solo attraverso la considerazione dei suoi patimenti.
Davanti al Crocifisso si sono formati i Santi, con la meditazione delle piaghe e della morte del Signore si capisce quanto ci ama Dio.
Solo meditando la sua Passione si arriva a comprendere la premura che infonde ai suoi discepoli, nel portare la Parola in ogni angolo della terra. "Predicate", ripete Gesù ai cristiani, e tutti i cristiani possono annunciare che il Signore è vivo con la testimonianza di una vita integra. Consacrati e laici possono illuminare molti con l'esempio della loro vita onesta.
Nel Vangelo di oggi colgo un'ansia intrattenibile in Gesù di salvare l'umanità, ma come potrà avvenire questo se gli apostoli che Lo seguono con coerenza sono pochi? Alcune ore fa riflettevo sulla ricerca di Gesù di trovare tanti apostoli per la diffusione del Vangelo. Gesù ha bisogno di uomini e donne coerenti per far conoscere ai peccatori la sua misericordia.
Oggi dobbiamo chiederci cosa abbiamo fatto noi per Gesù in questi anni, se abbiamo vinto l'egoismo e abbiamo dedicato del tempo alla diffusione della Parola oppure ci siamo accontentati di rimanere spettatori. Infatti, rimane spettatore chi ritiene sufficiente la Messa festiva e la preghiera giornaliera. Per il resto, non è un dovere ringraziare Gesù aiutandolo nella nuova evangelizzazione?
In molti casi, non si fa nulla nell'apostolato e non si compie alcuno sforzo per vincere le proprie debolezze e praticare le virtù. Non è assolutamente sufficiente accontentarsi della Messa e di alcune preghiere, il vero cammino spirituale richiede ogni giorno degli sforzi per vincere le passioni disordinate, controllare gli impulsi, abbattere i vizi e reagire alle debolezze.
Gli apostoli che si impegnano e mettono Gesù al centro della loro vita, vengono ricolmati di Grazie, diventano anime predilette.
Agli apostoli di tutti i tempi Gesù dà il mandato di operare nel suo Nome con una potenza infinita perché è quella di Dio:"Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demoni".
Anche i laici possono avere un potere fortissimo sui diavoli, Natuzza Evolo è stato un grande esempio. I laici che si purificano conducendo una intensa vita spirituale, si elevano sempre più in alto e Gesù ha molta fiducia di loro. La loro preghiera diventa potente e i diavoli hanno paura.
Però i laici non devono mai fare benedizioni né recitare preghiere di esorcismo sugli altri, è la Fede che compie meraviglie di Grazia.
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
-----

3107 - Udienza di Papa Francesco del 11/6/2014 (7-timor di Dio)

Cari fratelli e sorelle, buongiorno.
Il dono del timore di Dio, di cui parliamo oggi, conclude la serie dei sette doni dello Spirito Santo. Non significa avere paura di Dio: sappiamo bene che Dio è Padre, e che ci ama e vuole la nostra salvezza, e sempre perdona, sempre; per cui non c’è motivo di avere paura di Lui! Il timore di Dio, invece, è il dono dello Spirito che ci ricorda quanto siamo piccoli di fronte a Dio e al suo amore e che il nostro bene sta nell'abbandonarci con umiltà, con rispetto e fiducia nelle sue mani. Questo è il timore di Dio: l’abbandono nella bontà del nostro Padre che ci vuole tanto bene.
1. Quando lo Spirito Santo prende dimora nel nostro cuore, ci infonde consolazione e pace, e ci porta a sentirci così come siamo, cioè piccoli, con quell’atteggiamento - tanto raccomandato da Gesù nel Vangelo - di chi ripone tutte le sue preoccupazioni e le sue attese in Dio e si sente avvolto e sostenuto dal suo calore e dalla sua protezione, proprio come un bambino con il suo papà! Questo fa lo Spirito Santo nei nostri cuori: ci fa sentire come bambini nelle braccia del nostro papà. In questo senso, allora, comprendiamo bene come il timore di Dio venga ad assumere in noi la forma della docilità, della riconoscenza e della lode, ricolmando il nostro cuore di speranza. Tante volte, infatti, non riusciamo a cogliere il disegno di Dio, e ci accorgiamo che non siamo capaci di assicurarci da noi stessi la felicità e la vita eterna. È proprio nell’esperienza dei nostri limiti e della nostra povertà, però, che lo Spirito ci conforta e ci fa percepire come l’unica cosa importante sia lasciarci condurre da Gesù fra le braccia di suo Padre.
2. Ecco perché abbiamo tanto bisogno di questo dono dello Spirito Santo. Il timore di Dio ci fa prendere coscienza che tutto viene dalla grazia e che la nostra vera forza sta unicamente nel seguire il Signore Gesù e nel lasciare che il Padre possa riversare su di noi la sua bontà e la sua misericordia. Aprire il cuore, perché la bontà e la misericordia di Dio vengano a noi. Questo fa lo Spirito Santo con il dono del timore di Dio: apre i cuori. Cuore aperto affinché il perdono, la misericordia, la bontà, le carezza del Padre vengano a noi, perché noi siamo figli infinitamente amati.
3. Quando siamo pervasi dal timore di Dio, allora siamo portati a seguire il Signore con umiltà, docilità e obbedienza. Questo, però, non con atteggiamento rassegnato, passivo, anche lamentoso, ma con lo stupore e la gioia di un figlio che si riconosce servito e amato dal Padre. Il timore di Dio, quindi, non fa di noi dei cristiani timidi, remissivi, ma genera in noi coraggio e forza! È un dono che fa di noi cristiani convinti, entusiasti, che non restano sottomessi al Signore per paura, ma perché sono commossi e conquistati dal suo amore! Essere conquistati dall’amore di Dio! E questo è una cosa bella. Lasciarci conquistare da questo amore di papà, che ci ama tanto, ci ama con tutto il suo cuore.
Ma, stiamo attenti, perché il dono di Dio, il dono del timore di Dio è anche un “allarme” di fronte alla pertinacia nel peccato. Quando una persona vive nel male, quando bestemmia contro Dio, quando sfrutta gli altri, quando li tiranneggia, quando vive soltanto per i soldi, per la vanità, o il potere, o l’orgoglio, allora il santo timore di Dio ci mette in allerta: attenzione! Con tutto questo potere, con tutti questi soldi, con tutto il tuo orgoglio, con tutta la tua vanità, non sarai felice. Nessuno può portare con sé dall’altra parte né i soldi, né il potere, né la vanità, né l'orgoglio. Niente! Possiamo soltanto portare l’amore che Dio Padre ci dà, le carezze di Dio, accettate e ricevute da noi con amore. E possiamo portare quello che abbiamo fatto per gli altri. Attenzione a non riporre la speranza nei soldi, nell’orgoglio, nel potere, nella vanità, perché tutto ciò non può prometterci niente di buono! Penso per esempio alle persone che hanno responsabilità sugli altri e si lasciano corrompere; voi pensate che una persona corrotta sarà felice dall’altra parte? No, tutto il frutto della sua corruzione ha corrotto il suo cuore e sarà difficile andare dal Signore. Penso a coloro che vivono della tratta di persone e del lavoro schiavo; voi pensate che questa gente che tratta le persone, che sfrutta le persone con il lavoro schiavo ha nel cuore l’amore di Dio? No, non hanno timore di Dio e non sono felici. Non lo sono. Penso a coloro che fabbricano armi per fomentare le guerre; ma pensate che mestiere è questo. Io sono sicuro che se faccio adesso la domanda: quanti di voi siete fabbricatori di armi? Nessuno, nessuno. Questi fabbricatori di armi non vengono a sentire la Parola di Dio! Questi fabbricano la morte, sono mercanti di morte e fanno mercanzia di morte. Che il timore di Dio faccia loro comprendere che un giorno tutto finisce e che dovranno rendere conto a Dio.
Cari amici, il Salmo 34 ci fa pregare così: «Questo povero grida e il Signore lo ascolta, lo salva da tutte le sue angosce. L’angelo del Signore si accampa attorno a quelli che lo temono, e li libera» (vv. 7-8). Chiediamo al Signore la grazia di unire la nostra voce a quella dei poveri, per accogliere il dono del timore di Dio e poterci riconoscere, insieme a loro, rivestiti della misericordia e dell’amore di Dio, che è il nostro Padre, il nostro papà. Così sia.
-------

mercoledì 11 giugno 2014

3106 - Commento al Vangelo del 10/06/2014

+ Dal Vangelo secondo Matteo (5,13-16)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei Cieli». 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La Parola di Dio non viene accolta dal 90% della popolazione mondiale, una stima riassuntiva ma per difetto, nel senso che forse è ancora più alto il numero dei non osservanti. Su un miliardo di cattolici solamente una minima parte vive coerentemente, basta considerare che frequenta la Messa il 10% e che di questa percentuale sono pochi quelli che hanno scelto Gesù come unica guida.
Poi ci sono gli Ortodossi cristiani, gli Anglicani e le indecifrate comunità protestanti, tutti questi non osservano la vera Fede che si professa da duemila anni e che il cattolicesimo ne è sempre stato depositario. Tirando le somme, quanti veri credenti seguono in modo autentico Gesù Cristo?
Questa introduzione serve a capire quanta Luce è diffusa nel mondo dai veri seguaci di Gesù.
Veri seguaci sono quelli autentici e credibili, mentre moltissimi cristiani non sono autentici nell'osservare i Comandamenti e non sono credibili per la loro vita immorale. Se i cristiani autentici sono pochi nel mondo, è minima anche la Luce del Vangelo, non ci sono molti testimoni e non brilla nel mondo la Parola di Dio.
La Luce indicata da Gesù come presenza del suo Spirito ed effusione di verità e di giustizia non brilla più nel mondo.
Il mondo si trova nel buio morale e dei valori, le tenebre hanno raggiunto una coltre troppo spessa e nessuna forza umana potrà squarciarla. Potrei elencare tantissimi esempi, uno è sufficiente per comprendere cosa è avvenuto contro la santità della Chiesa: nella nuova Costituzione Ue è stata impedita la citazione della cultura cristiana.
Una inadempienza contraddittoria da parte dei potenti anticlericali impegnati nella distruzione della Chiesa. È mai ammissibile una Unione europea non cristiana inserita in una Europa cristiana?
Si sapeva che c'erano Stati favorevoli ad inserire il riferimento ai valori cristiani nel preambolo della Carta ed altri Stati ostinatamente contrari. Alla fine hanno vinto questi ultimi, sono state le fortissime pressioni di due sole Nazioni, il Belgio e la Francia, a vietare il riferimento ai valori cristiani.
Cosa si trova di così inosservabile o non ottemperabile nei valori cristiani?
Non ci inganni comunque questa iniziativa, quando si riuniscono molti potenti di diverse Nazioni o di diversi gruppi imprenditoriali, decidono chi dovrà esporsi per comunicare qualcosa di paradossale, per non far ricadere la responsabilità all'intera organizzazione.
E un francese, il presidente Chirac, è stato il più ostinato oppositore alla citazione della cultura cristiana. Francia e Belgio si sono battuti senza ragionevole spiegazione, per il no all'inserimento nella Carta Ue del riferimento al Cristianesimo. Due Paesi hanno imposto la loro volontà alla stragrande maggioranza degli altri Paesi dell'Unione europea. Questa è democrazia? Ma è possibile che due decidano per quasi trenta?
Tutti noi europei siamo legati alle radici cristiane, negarlo sarebbe miope.
Un Cardinale francese disse nel 2004: "Come sarebbe dannoso se l'Europa non mettesse la sua anima e le sue radici culturali al servizio dei popoli più bisognosi. Ma se tutto viene misurato col metro dell'economia, della finanza e delle cifre, senza nessun aperto riferimento alle proprie radici culturali, non si andrà molto lontano".
Mi sono dilungato su questo argomento per non dimenticare che molti potenti vogliono abbattere quel Cristianesimo puro e ricco di valori morali, vogliono stabilire una società senza morale, dove tutto diventa lecito, senza alcun limite nella trasgressione.
Per realizzare l'idea di società senza inibizione o divieti morali, devono ridimensionare il Cristianesimo fino ad esautorarlo.
Come si spiega altrimenti la vergognosa indifferenza verso i poveri fratelli africani che muoiono nel Canale di Sicilia o vengono fatti sbarcare per poi tenerli chiusi in luoghi poco decorosi? Se l'Europa chiede all'Italia di lasciare entrare gli immigrati, se ne faccia carico e provveda non solo alle spese ma anche alle sistemazioni dignitose.
E poi mi chiedo: perché in Spagna c'è una legge abominevole di sparare agli immigrati che sbarcano, in Francia c'è il divieto di ingresso e in Italia invece si obbliga ad aprire le porte? L'Europa non si lamenta della Spagna che spara agli immigrati né della Francia che li rigetta, solo contro l'Italia c'è una politica pressante e a tratti obbligante.
Non vi sembra che ci sia qualcosa di strano nella differente metodologia di accoglienza?
Perché queste diverse manovre riguardo gli immigrati?
Inoltre, c'è da considerare una falsa aspettativa data a centinaia di milioni di africani, parlando di accoglienza a tutti i costi. Non è questo un invito a salire sulle barche e sui gommoni per tentare la fortuna? Da un lato ci si mostra vicini agli immigrati, dall'altro non si fa nulla per aiutarli.
Donde arriva allora la simulata preoccupazione degli immigrati? Oltre a farli entrare in Italia come mai non si preoccupano di costruire luoghi dignitosi per accoglierli ed aiutarli nelle loro necessità?
Tutto questo discorso per dirvi che dobbiamo tenere di più la Corona in mano e pregare per le intenzioni della Madonna. Circa quindici anni fa ho dato inizio alla Cordata spirituale, un impegno giornaliero di recitare una Corona per le intenzioni della Madonna e per tutti gli iscritti, una grande opportunità di preghiera comunitaria, si ricevono preghiere da migliaia di partecipanti.
Da questo momento vi considero tutti iscritti alla Cordata spirituale, a condizione che si reciti almeno una Corona del Rosario al giorno per le intenzioni della Madonna. Si può recitare a qualsiasi ora, anche se noi abbiamo l'impegno di recitare il Rosario alle 16 o alle 21. Oppure in tutte e due le ore.
Diamo all'Immacolata una potente forza di intercessione con le nostre Corone giornaliere, non solo tutti noi abbiamo bisogno d'aiuto, destano molte preoccupazioni le sorti dell'amata Chiesa e dell'Italia. Non vi accorgete quanti insidiosi attacchi contro la indefettibilità della Chiesa e la sovranità dell'Italia?
L'indefettibilità della Chiesa è la perfezione, validità continua ed immutabile, non verrà mai meno. L'Italia la perduto la sovranità.
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
-----

3105 - Strada facendo

In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli: «Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento. In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi». (Mt 10,7-13)

San Francesco diceva: “Predicate sempre il Vangelo e, se fosse necessario, anche con le parole”. Abbiamo avuto la percezione di una lunga predicazione del Vangelo percorrendo la strada da Macerata a Loreto, nella notte di Pentecoste. Abbiamo ‘predicato’ in migliaia, camminando davanti alle persone che per tutta la notte ci hanno guardato dalle finestre o dalle strade e piazze. Predichiamo il Vangelo quando, quasi a nostra insaputa, qualcuno ci vede pregare, ci vede rispondere con strana pazienza a persone moleste, o vivere una carità inaudita presso il letto di un parente o di una persona estranea. Camminate per il mondo, dice Gesù, incontrate la gente, vivete tutte le situazioni, sospinti da una buona promessa e abitati da una santa presenza.
-----

lunedì 9 giugno 2014

3103 - Beatitudini, promessa di vita

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi». 
(Mt 5,1-12)

La nostra esperienza di vita e insieme la grande storia del mondo – dai Giardini Vaticani agli incontri politici di alto livello - ci fanno sperimentare che le beatitudini hanno valore non solo come promessa della felicità futura, ma con strada per una felicità terrestre. Quando le realizziamo, anche al minimo, ne constatiamo il risultato. Dobbiamo imparare a crederci di più, e a percorrerne la via nella pratica di ogni giorno. Il tempo ‘ordinario’ che riprende dopo Pentecoste e, per molte persone e molte famiglie,  uno svolgimento diverso delle giornate con la fine dell’anno scolastico, ne offrono una buona opportunità.

3104 - Commento al Vangelo del 9/06/2014

+ Dal Vangelo secondo Matteo (5,1-12)
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il Regno dei Cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi». 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Si trovano molte notizie strane sui quotidiani, inaspettate per la stravaganza delle iniziative o assurde per la loro realizzazione. Non dedico molto tempo, ma lo stesso leggo notizie che vorrei evitare di trovare. La Rai ha creato uno spot per questi campionati e la troupe ha avuto la "brillante" idea di mettere la maglia della nazionale italiana sul Cristo Redentore del Corcovado che si trova a Rio de Janeiro. Il fotomontaggio mostra la statua mastodontica di Gesù in una situazione sicuramente blasfema.
Il Cristo Redentore è una statua rappresentante Gesù Cristo. La statua trova collocazione sulla cima della montagna del Corcovado, che si erge a 700 m s.l.m. a picco sulla città e sulla baia di Rio de Janeiro, è alta 38 metri, di cui 8 metri fanno parte del basamento. È uno dei monumenti più conosciuti al mondo. La statua è un simbolo della città e del Brasile e rappresenta il Cristo Redentore dell'umanità ed è stato inserito nel 2007 fra le sette meraviglie del mondo moderno.
Non si sono registrati lamenti né stupore da parte dei Prelati italiani contro la Rai, nessuno ha commentato questo inopportuno accostamento, anzi una sola voce si è alzata per stemperare il clima surriscaldato a causa della reazione doverosa, indignata e offesa della Curia di Rio de Janeiro. L'avvocato e portavoce della Curia ha detto che questo oltraggio deve avere un risarcimento valutato in 7 milioni di euro.
La situazione si è spostata sul risarcimento, un po’ esoso è vero ma tutto sommato giustificabile. Servirà da lezione a qualche anticlericale che ha ideato lo spot, anche se non sarà lui a pagare una eventuale condanna di risarcimento. Pagherà la Rai e non è un'idea brutta se consideriamo il buon utilizzo che ne potrà fare la Curia trovandosi milioni di persone povere e i più fortunati vivono nelle favelas.
Le favelas indicano le baraccopoli brasiliane, costruite generalmente alla periferia delle maggiori città. Le abitazioni sono costruite con diversi materiali, da semplici mattoni a scarti recuperati dall'immondizia e molto spesso le coperture sono in Eternit. Problemi comuni in questi quartieri sono il degrado, la criminalità diffusa e gravi problemi di igiene pubblica dovuti alla mancanza di idonei sistemi di fognatura e acqua potabile. Sebbene le più famose fra esse siano localizzate nei sobborghi di Rio de Janeiro, vi sono favelas in tutte le principali città del Brasile.
La Rai ha sperperato vagonate di milioni di euro, intendo sperperi e non i costi di produzione, sono sprechi e dilapidazioni di denaro pubblico, ricavato soprattutto dall'incredibile canone che fa pagare ai cittadini. Non sto qui a discutere sullo stipendio annuale di alcuni conduttori, una cifra esorbitante (circa 2 milioni l'anno) se si considerano gli utili modesti. Quanti sprechi nelle sedi regionali, le nomine a cascata di capiredattori che guadagnano intorno a 500mila euro l'anno.
Mi fermo qui, fanno stare male tantissimi sprechi e nessuno parla perché la marmellata è toccata da tutti.
Cosa sono allora 7 milioni di euro alla Curia di Rio de Janeiro se come è prevedibile aiuterà i poveri della città?
Discorso opposto sembra e vorrei tanto sbagliarmi, la somma di quasi 500mila euro data dal candidato sindaco alla Curia di Venezia per le elezioni comunali del 2010. Questa è l'accusa di grandi imprenditori che muovono al sindaco Orsoni, a quanto dicono questa somma fu passata alla Curia di Venezia per indirizzare i voti a Orsoni. Poi divenne sindaco con l'aiuto della Curia e adesso si trova agli arresti coinvolto nello scandalo vergognoso del Mose.
Furono 500mila euro spesi bene perché ha vinto o adesso li considera una dannazione?
Leggendo un po’ altri dettagli, ho visto che nel 2004 la Curia di Venezia aveva ricevuto 50 milioni di euro come contributo per le spese… dal governo veneto. Patriarca era sempre il cardinale Scola. Non significa comunque nulla, non sappiamo l'utilizzo e in mancanza di conoscenza dobbiamo immaginare un ottimo utilizzo. Con tutti quei soldi non saranno mancati gli aiuti a molti poveri della diocesi e la ristrutturazione delle Chiese antiche.
Terza notizia e stavolta mi rallegra da diversi giorni riguarda l'imminente risoluzione del caso Meriam, la cristiana coraggiosa del Sudan condannata a morte per apostasia, per non avere rinnegato Gesù Cristo. Che differenza, molti rinnegano Gesù Cristo con una facilità disarmante, diciamo per uno spiraglio di carriera, mentre Meriam ha accettato di morire per non cadere nell'apostasia. Sono testimonianze commoventi, spingono a pregare con maggiore fiducia.
Le preghiere hanno ottenuto questo grande risultato, nel frattempo è nata la sua bambina in carcere.
Quanto può la preghiera non possono milioni di firme.
Chi considera le firme raccolte? A cosa servono se non c'è una fortissima preghiera d'intercessione?
Meriam ha messo in pratica le otto Beatitudini del Vangelo di oggi, ed è l'ultima quella che la ricolma di grandi meriti: "Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il Regno dei Cieli". Ognuno di noi riceve molto spesso persecuzioni senza avere alcuna responsabilità, spuntano dal nulla e contengono il vuoto. Quindi non contengono nulla, ma fanno male a chi le riceve, saranno la condanna di chi le diffonde.
È impegnativo praticare le Beatitudini, rimane impossibile senza la presenza dei doni dello Spirito Santo. Sono diversi aspetti della vita spirituale che convergono verso lo Spirito di Dio, è Lui con i suoi doni a facilitare la pratica delle Beatitudini.
Al centro e chi dà inizio al cammino di Fede è sempre Dio, non è il credente a salire da solo senza il sollevamento della Grazia. E la Grazia scende su coloro che mettono in pratica la Parola di Dio, vivono il Vangelo storico e lo fanno conoscere ai familiari, agli amici, ai colleghi.
Diffondere correttamente il Vangelo è un dono di Dio, chi compie un sano apostolato semina tanto bene nelle anime e dopo poco tempo o molto di più, i frutti cominciano a germogliare lentamente, in alcuni casi anche speditamente. Quello che oggi può sembrare irrealizzabile come la conversione dei familiari, domani sarà possibile.
Gesù può tutto, proprio nulla gli è impossibile se non di peccare. Ma a questo ci pensano premurosamente gli uomini.
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.


Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
-------------------

Medaglia di San Benedetto