Il Signore ti benedica,ti custodisca e ti mostri il Suo volto misericordioso!

Quando pensi di aver toccato il fondo e che nessuno ti voglia o ti ami più, Dio si fa uomo per incontrarti, Gesù ti viene accanto

CIAO A TE !!

Nulla è più urgente nel mondo d'oggi di proclamare Cristo alle genti. Chiunque tu sia, puoi, se vuoi, lasciare un tuo contributo, piccolo o grande che sia, per dire, comunicare, annunciare la persona di Gesù Cristo, unico nostro salvatore. Uno speciale benvenuto a LADYBUG che si è aggiunta di recente ai sostenitori ! *************************************************** Questo blog è sotto la protezione di N.S. Gesù Cristo e della SS Vergine Maria, Sua Madre ed ha come unica ragione di esistere di fornire un contributo, sia pure piccolo ed umile, alla crescita della loro Gloria. ***************************************************



Con Cristo non ci sono problemi, senza Cristo non ci sono soluzioni.

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mercoledì 25 novembre 2009

477 - riflessione odierna

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 21,12-19.

Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome. Questo vi darà occasione di render testimonianza.
Mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere, né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e metteranno a morte alcuni di voi; sarete odiati da tutti per causa del mio nome.
Ma nemmeno un capello del vostro capo perirà.
Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime.

lunedì 23 novembre 2009

476 - Il segreto di Cluny

Pigi Colognesi

Terminavo l’editoriale di quindici giorni fa con alcune frasi in cui Charles Péguy spiegava che cosa sia una vera rivoluzione, cioè un movimento di uomini che costruiscono per il benessere di tutti e che quindi segnano una svolta nel cammino della storia.
Lo scrittore francese diceva che una rivoluzione autentica è «l’effetto ben ordinato di una lunga e invincibile pazienza» ed è fatta da «grandi uomini di grande vita interiore». Un esempio luminosissimo è l’abbazia di Cluny, della quale sono iniziati lo scorso mese di settembre le celebrazioni per i mille e cento anni di fondazione.
Era infatti il 910 quando Guglielmo il Pio, duca d’Aquitania, firmava la carta di donazione di un terreno perché vi sorgesse un monastero che vivesse in pienezza e libertà la regola di san Benedetto. In pienezza, cioè senza nessuna edulcorazione degli impegni ascetici, altrove poco rispettati. In libertà, cioè senza intromissioni dei poteri esterni, né quelli civili, né quelli ecclesiastici a volte succubi dei primi.
A questo scopo Guglielmo pose il nascente monastero dei santi Pietro e Paolo di Cluny direttamente alle dipendenze del Papa. A dirigere la nuova impresa il duca chiamò un monaco deciso e di provata esperienza: Bernone.
Nessuno poteva allora immaginare che la piccola fondazione monastica situata nel cuore della Borgogna sarebbe stata l’inizio di una rivoluzione. Ma è quel che avvenne. Lo stile di vita dei monaci raccolti intorno a Bernone suscitò in molti il desiderio di imitarli.
Sorsero nuovi priorati e antiche abbazia si affiliarono a Cluny assumendone lo stile di vita, fondato sulla priorità assoluta data alla preghiera comune, intesa come anticipo della gloriosa liturgia del cielo. Nel giro di pochi decenni Cluny si trovò a capo di una rete impressionante: circa duemila monasteri diffusi in tutta la cristianità e, secondo le stime meno azzardate, ventimila monaci.
Gli storici si sono chiesti quale fosse il motivo di un simile straordinario sviluppo. Le risposte sono state tante, ma quella che mi pare più convincente è quella offerta da Raymond Oursel nel suo splendido Il segreto di Cluny. Certo è stato decisivo che l’abbazia fosse slegata dal potere locale; è stata importante la saggia amministrazione di chi l’ha guidata e la forma della rete di monasteri legati ad un unico abate.
Ma il vero segreto di Cluny è stata la santità dei suoi abati. Sì, proprio la santità personale di uomini che hanno vissuto, coi differenti temperamenti e coi diversi doni loro dati dalla natura, l’ideale monastico ha reso possibile costruire un luogo dove regnava, per usare le parole di Oursel, «reciproca concordia, vicendevole aiuto, gioia quotidiana», che «sfociavano nell’indulgenza e nella compassione verso gli altri».
Il luogo di una civiltà autenticamente umana, di una rivoluzione compiuta. Vale proprio la pena di elencare i nomi di questi primi grandi abati di Cluny, che furono in gran parte canonizzati: Bernone, Odone, Aimardo, Maiolo, Odilone, Ugo, Pietro.
La chiesa di Cluny all’apice del suo splendore era la più grande di tutta la cristianità; sarebbe stata superata solo dalla rinascimentale basilica vaticana.
Il turista che ci andasse oggi troverebbe però solo dei resti: un campanile e mozziconi di colonne.
I fanatici di un’altra “rivoluzione”, quella “francese” del 1789, stabilirono che quell’imponente edificio doveva essere considerato come una cava di pietra e tutti potevano estrarne materiale per le proprie costruzioni.
Cluny moriva così. Ma era già morta da quando invece della santità era subentrato il calcolo politico, invece della preghiera l’amministrazione, al posto della concordia l’equilibrismo sociale. Anche la più autentica delle rivoluzioni può spegnersi. Ma non si spegne il messaggio e la ricchezza esemplare del suo originale sgorgare.
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domenica 22 novembre 2009

475 - Gesù Cristo/5 Solo una figura umana eccezionale?

Dai Vangeli, dunque, riconosciamo una figura umana eccezionale. Al punto che quando Ponzio Pilato lo presenta alla gente dice: ecco l'uomo.
Ma Gesù era solo un uomo ?
Perchè anche la maggior parte delle persone che non credono lo considerano un grande uomo, da stimare. Ma è una posizione insostenibile, se guardiamo a quel che Gesù stesso dice di sé.
Esempi ? Si definisce "Figlio dell'uomo" cioè il titolo usato nelle profezie di Daniele per indicare il personaggio misterioso che sarebbe venuto dal cielo e avrebbe posto fine alla storia.
E con questo Gesù evoca la sua origine celeste e la sua definitività.
Poi dice di essere "più grande di Davide" e questi era il re ideale, l'ideale della monarchia e della regalità per gli Ebrei.
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Ma la cosa forse più seria la dice nel discorso della montagna (quello di "beati i poveri...") quando afferma "avete udito che fu detto "non uccidere". Io invece vi dico..." Pensateci bene: Gesù "corregge" quasi la Rivelazione di Dio.
E rivendica a sè anche il potere di giudicare l'uomo. E chi può farlo se non chi si considere Dio?
E cos'altro raccomanda ?
"Chi dà la vita per me la troverà..." (e dare la vita per uno non è mica uno scherzo). E ancora "dà da mangiare a tuo fratello perchè il lui vedi Me"
E Gesù ripaga con la vita eterna. Dice S.Marco nel suo Vangelo "chi avrà lasciato il padre, la madre, i campi, la casa per me, avrà il centuplo quaggiù. Con le persecuzioni e la vita eterna"

segue
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venerdì 20 novembre 2009

474 - Se siete infelici non rimproveratelo a Me

Io sono la luce, e voi non mi vedete.
Io sono la via, e voi non mi seguite.
Io sono la verità, e voi non mi credete.
Io sono la vita, e voi non mi cercate.
Io sono il maestro, e voi non mi ascoltate.
Io sono il capo, e voi non mi obbedite.
Io sono il vostro Dio, e voi non mi pregate.
Io sono il vostro grande amico, e voi non mi amate.

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giovedì 19 novembre 2009

473 - Gesù Cristo/4 Gesù amava

Non credete però che Gesù fosse un uomo duro.. Anzi. Gesù amava. Molto.
Anzitutto i bambini. Sapeva capirli, dote che raramente noi adulti abbiamo: in genere quando parliamo con loro sappiamo solo chiedere quanti anni abbiano, quale classe frequintino.. Roba che a loro non interessa niente. Lui invece "lasciate che i bambini vengano a me."
Poi gli amici. Aveva un forte senso dell'amicizia, Gesù. Per esempio era molto amico dei suoi discepoli e, tra questi, era particolarmente legato a Pietro, Giacomo e Giovanni, e tra di loro quest'ultimo gli era più amico. Insomma anche Lui aveva delle preferenze tra i suoi amici. Com'è giusto: gli amici non sono tutti uguali.
Poi Gesù amava il suo popolo. Si sentiva pienamente ebreo, israelita. Tanto che il pensiero della distruzione di Gerusalemme lo fece addirittura piangere.
Ma era anche attento ai particolari ! Gesù stava molto attento alle piccole cose della vita, anche perchè sapeva che poteva farne della parabole.
(segue)
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472 - Apritemi il cuore

Is 43,1c
Tu mi appartieni

Isaia 37,28
Io so quando ti alzi o ti metti a sedere,io ti conosco sia che tu esca sia che rientri.

2Samuele 7,9
sono stato con te dovunque sei andato

Matteo 11,28Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorero'.

Apocalisse 3,20
Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verro' da lui, cenero' con lui ed egli con me.
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lunedì 16 novembre 2009

471 - Gesù Cristo/3 Un uomo libero con le idee chiare

Lo sguardo di Gesù faceva capire di come avesse le idee chiare. Molto chiare.
Quando parla non dice mai "forse", "secondo me" , "mi pare", quanto piuttosto "avete udite che fu detto .... ma io vi dico..."
E non ha peli sulla lingua neanche per i potenti, al punto di dare della volpe al re Erode.
Ma una delle cose belle di Gesù è che è un uomo libero. Quando San Pietro fa la sua professione di fede, Gesù gli fa un panegirico mai dedicato ad un uomo, tanto che San Pietro, probabilmente, si ringalluzzisce, comincia a pensare in grande, e quando poco dopo Gesù gli annuncia che il suo destino è quello di essere mandato a morte, Pietro - che si sente già "primo ministro del Regno di Dio" Lo prende per un braccio e Lo rimprovera, Gesù - che lo aveva lodato pocoprima - naenche lo guarda e lo tratta malissimo "via da me satana, tu non pensi alle cose di Dio ma a quelle degli uomini".
Con i parenti (Maria esclusa ovvio) era - a volte - anche peggio: quando a 30 anni abbandona la casa viene considerato pazzo. Lo racconta Marco, nel terzo capitolo del suo vangelo: "uscirono (i suoi parenti) per andare a prendelo, perchè dicevano -è fuori di sè- ". Poi quando la gente comincia ad andargli dietro,i parenti cercano di riavvincinarsi a Lui,perchè capiscono che - in qualche modo - sta acquistando potere. E lui? Capisce tutto e fa finta di non riconoscerne nessuno, nemmeno Sua madre. (chi è mia madre? e chi sono i miei fratelli? ...)

(segue)
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domenica 15 novembre 2009

470 - Preghiera di S.Tommaso

Mio Dio, non dimenticarti di me, quando io mi dimentico di te.
Non abbandonarmi, Signore, quando io ti abbandono.
Non allontanarti da me, quando io mi allontano da te.
Chiamami se ti fuggo, attirami se ti resisto, rialzami se cado.

Donami, Signore, Dio mio,
un cuore vigile che nessun vano pensiero porti lontano da te,
un cuore retto che nessuna intenzione perversa possa sviare,
un cuore fermo che resista con coraggio ad ogni avversità,
un cuore libero che nessuna torbida passione possa vincere.

Concedimi, ti prego, una volontà che ti cerchi,
una sapienza che ti trovi,
una vita che ti piaccia,
una perseveranza che ti attenda con fiducia
e una fiducia che alla fine giunga a possederti.

(San Tommaso d'Aquino)
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venerdì 13 novembre 2009

469 - Una presenza irriducibile

La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo contro i crocifissi nelle aule scolastiche ha suscitato una vasta eco di proteste: giustamente quasi tutti gli italiani - l’84% secondo un sondaggio del Corriere della Sera - si sono scandalizzati della decisione.
«E voi chi dite che io sia?». Questa domanda di Gesù ai discepoli ci raggiunge dal passato e ci sfida ora.
Quel Cristo sul crocifisso non è un cimelio della pietà popolare per il quale si può nutrire, al massimo, un devoto ricordo.
Non è neppure un generico simbolo della nostra tradizione sociale e culturale.
Cristo è un uomo vivo, che ha portato nel mondo un giudizio, una esperienza nuova, che c’entra con tutto: con lo studio e il lavoro, con gli affetti e i desideri, con la vita e la morte. Un’esperienza di umanità compiuta.
I crocifissi si possono togliere, ma non si può togliere dalla realtà un uomo vivo.
Tranne che lo ammazzino, come è accaduto: ma allora è più vivo di prima!
Si illudono coloro che vogliono togliere i crocifissi, se pensano di contribuire così a cancellare dallo “spazio pubblico” il cristianesimo come esperienza e giudizio: se è in loro potere - ma è ancora tutto da verificare e noi confidiamo che siano smentiti - abolire i crocifissi, non è nelle loro mani togliere dei cristiani vivi dal reale.
Ma c’è un inconveniente: che noi cristiani possiamo non essere noi stessi, dimenticando che cos’è il cristianesimo; allora difendere il crocifisso sarebbe una battaglia persa, perché quell’uomo non direbbe più nulla alla nostra vita.
La sentenza europea è una sfida per la nostra fede.
Per questo non possiamo tornare con tranquillità alle cose solite, dopo avere protestato scandalizzati, evitando la questione fondamentale: crocifisso sì, crocifisso no, dov’è l’avvenimento di Cristo oggi?
O, detto con le parole di Dostoevskij: «Un uomo colto, un europeo dei nostri giorni può credere, credere proprio, alla divinità del figlio di Dio, Gesù Cristo?».

Comunione e Liberazione
ùù_

mercoledì 11 novembre 2009

468 - Gesù Cristo/2 Che tipo era ?

Prima domanda, la più semplice: che tipo era questo Gesù Cristo?
Che uomo era ?
Questo il Vangelo non lo precisa ... ma aveva splendidi occhi.

Lo sguardo di Gesù colpiva chi Lo incontrava.
I Vangeli (specie Marco) parlano spesso del Suo sguardo; penetrante su Simone, che gli viene presentato dal fratello;
affettuoso sul giovane ricco, quello che poi se ne va perchè Lui gli dice di "lasciare tutto e seguirLo"
di simpatia su Zaccheo, il capo dei pubblicani, gli esattori delle imposte che rubavano, che lo guardava stando appolaiato su un albero.
Ed ancora, di tristezza sull'offerta dei ricchi,
di sdegno su quel che avveniva nel Tempio,
di dolore per chi Lo tradisce ..
Insomma, il Suo era uno sgardo che parlava.
segue

domenica 8 novembre 2009

467 - Gesù Cristo/1 il cristianesimo è una persona

Il cristianesimo, in sè, non è una concezione della realtà, non è un codice di precetti, non è una liturgia.
Non è neppure uno slancio di solidarietà umana, né una proposta di fraternità sociale.
Anzi, il Cristianesimo non è neanche una religione.
E' un avvenimento, un fatto. Un fatto che si compendia in una persona.
Oggi si sente dire che, in fondo, tutte le religioni si equivalgono perchè ognuna ha qualcosa di buono. Probabilmente è anche vero.
Ma il Cristianesimo con questo, non c'entra.
Perchè il Cristianesimo non è una religione, ma è Cristo. Cioè una persona.
(segue)
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sabato 7 novembre 2009

466 - Coroncina al Sacro Cuore di Gesù

1. O mio Gesù, che hai detto: "In verità vi dico, chiedete ed otterrete, cercate e troverete, picchiate e vi sarà aperto!", ecco che io picchio, io cerco, io chiedo la grazia...·
Recitare: un Padre Nostro, Ave Maria e Gloria·

Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in te.

2. O mio Gesù, che hai detto: "In verità vi dico, qualunque cosa chiederete al Padre mio nel mio nome, Egli ve la concederà!", ecco che al Padre tuo, nel tuo nome, io chiedo la grazia...·
Recitare: un Padre Nostro, Ave Maria e Gloria·

Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in te.

3. O mio Gesù, che hai detto: "In verità vi dico, passeranno il cielo e la terra, ma le mie parole mai!", ecco che, appoggiato all'infallibilità delle tue sante parole, io chiedo la grazia...·
Recitare: un Padre Nostro, Ave Maria e Gloria·

Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in te.


O Sacro Cuore di Gesù, cui è impossibile non avere compassione degli infelici, abbi pietà di noi miseri peccatori, ed accordaci le grazie che ti domandiamo per mezzo dell'Immacolato Cuore di Maria, tua e nostra tenera Madre. ·

S. Giuseppe, padre putativo del S. Cuore di Gesù, prega per noi.

Salve o Regina


Offerta della giornata al Sacro Cuore di Gesù
Cuore Divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere, le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno in riparazione dei peccati e per la salvezza di tutti gli uomini, a gloria del Divin Padre. Amen


Atto di Consacrazione al Sacro Cuore
Il tuo Cuore, o Gesù, è asilo di pace, il soave rifugio nelle prove della vita, il pegno sicuro della mia salvezza. A Te mi consacro interamente, senza riserve, per sempre. Prendi possesso, o Gesù, del mio cuore, della mia mente, del mio corpo, dell'anima mia, di tutto me stesso. I miei sensi, le mie facoltà, i miei pensieri ed affetti sono tuoi.
Tutto ti dono e ti offro; tutto appartiene a te. Signore, voglio amarti sempre più, voglio vivere e morire di amore.
Fa o Gesù, che ogni mia azione, ogni mia parola, ogni palpito del mio cuore siano una protesta di amore; che l'ultimo respiro sia un atto di ardentissimo e purissimo amore per te.

Santa Margarita María Alacoque

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Medaglia di San Benedetto