Il Signore ti benedica,ti custodisca e ti mostri il Suo volto misericordioso!

Quando pensi di aver toccato il fondo e che nessuno ti voglia o ti ami più, Dio si fa uomo per incontrarti, Gesù ti viene accanto

CIAO A TE !!

Nulla è più urgente nel mondo d'oggi di proclamare Cristo alle genti. Chiunque tu sia, puoi, se vuoi, lasciare un tuo contributo, piccolo o grande che sia, per dire, comunicare, annunciare la persona di Gesù Cristo, unico nostro salvatore. Uno speciale benvenuto a LADYBUG che si è aggiunta di recente ai sostenitori ! *************************************************** Questo blog è sotto la protezione di N.S. Gesù Cristo e della SS Vergine Maria, Sua Madre ed ha come una ragione di esistere di fornire un contributo, sia pure piccolo ed umile, alla crescita della loro Gloria. ***************************************************

Con Cristo non ci sono problemi, senza Cristo non ci sono soluzioni.

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mercoledì 13 dicembre 2017

GR 8 Commento Vangelo del 13.12.2017

(Mt 11,28-30)
È una fatica essere umile. Per essere umile bisogna andare controcorrente all'io che vuole emergere, apparire, comandare, stare al primo posto. È una strada stretta e in salita. Poichè la nostra natura è indebolita dal famoso peccato originale, bisogna fare sforzi immani per non cedere agli istinti animaleschi ad affermare il nostro io che non vuole essere a servizio degli altri, che non vuole sottomettersi a nessuno, che non vuole essere secondo a nessuno.
La tentazione di prendere la strada larga per non soffrire, per affermare il nostro io è forte. Chi vuole salire la strada dell'umiltà con le sole proprie forze conoscerà il fallimento. Sfiduciato, dirà a se stesso: "Basta! Non ce la faccio più. Non voglio più obbedire a nessuno. Non voglio indossare più il grembiule. Non voglio più essere considerato uno stupido. Non voglio più dire con la Vergine Maria: “Ecco, sono la serva del Signore!".
Se non abbiamo la forza di Gesù ricevendo lo Spirito Santo cadremo nella tentazione di dire basta al cammino dell’umiltà. Faremo quello che fece il profeta Elia che, stanco e avvilito nell'essere perseguitato a causa della parola di Dio, mentre fuggiva nel deserto, si fermò e si sedette sotto un ginepro e disse: "Voglio morire!”. Ma il Signore intervenne e lo rese forte dandogli da bere e da mangiare. Reso forte dal cibo che il Signore gli diede, continuò il suo cammino fino al monte Oreb dove sperimentò la tenerezza di Dio.
È una grossa fatica essere mite dinanzi alla violenza. L'istinto animalesco porta l'uomo a reagire con violenza quando si subisce una parola o un gesto violento. Per non essere violento bisogna farsi violenza. Senza lo Spirito di Gesù si cade nella tentazione di mettere in pratica il detto "Occhio per occhio e dente per dente".
Santa Teresa del Bambino voleva salire il monte della santità da sola e con le proprie forze, ma accadeva che si trovava giù a valle. Poi il Signore le fece capire che senza di Lui non sarebbe mai riuscita ad arrivare sulla sommità. Amen. Alleluia.
(P. Lorenzo Montecalvo dei Padri Vocazionisti)

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lunedì 11 dicembre 2017

GR 7 Commento Vangelo del 11.12.2017

(Lc 5,17-26)
L'Avvento è il tempo in cui dobbiamo ricevere lo Spirito Santo. Cosa ci dona lo Spirito Santo? Una duplice consapevolezza: Dio è amore che perdona il cuore contrito e che noi siamo peccatori. Il peccatore è come un paralitico. A causa del suo peccato egli è incapace di correre verso il Padre celeste con gioia così come fa il bambino quando vede arrivare suo papà. A causa del suo peccato il peccatore è incapace di correre verso il suo nemico per abbracciarlo ed è anche incapace di correre ad aiutare il prossimo che è nel bisogno.
Da solo l'uomo non può perdonarsi. Da solo l'uomo non può liberarsi dalla schiavitù del suo peccato. Da solo l'uomo non può resuscitare dalla morte dell'essere in cui è caduto a causa della sua ignoranza o debolezza. Il peccato è contro Dio e solo Dio può ridare all'uomo il perdono della colpa. Solo Dio può dire all'uomo: "Alzati e cammina: il tuo peccato è perdonato.".
Non è il sacerdote che perdona il mio, il tuo e il nostro peccato, ma è il Signore. Il sacerdote è colui al quale il Signore ha dato il potere di perdonare. Infatti egli, dopo che il peccatore ha confessato il suo peccato con cuore umiliato e contrito, dice: "Io ti assolvo dal tuo peccato nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo".
Il sacerdote è solo un amministratore della misericordia divina. Beato quel sacerdote che si dedica ad assolvere i peccatori pentiti! Un giorno egli troverà molta misericordia al cospetto del Giudice quando verrà a giudicare i vivi e i morti.
Nel suo Diario Suor Faustina racconta che una volta, dopo la sua confessione, vide Gesù che, insieme al sacerdote, l’assolveva dai suoi peccati. Il sacerdote non solo rappresenta Gesù che ti perdona, ma anche la comunità cristiana, che ti accoglie e ti perdona. Il peccato è morte e genera inimicizia con Dio, con te stesso, con il prossimo e con il creato.
Vuoi vivere un Avvento di vera conversione per poi celebrare un Natale di riconciliazione? Se sì, preparati a fare una seria confessione dei tuoi peccati. Amen. Alleluia.
(P. Lorenzo Montecalvo dei Padri Vocazionisti)

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domenica 10 dicembre 2017

SC 8 Commento al Vangelo del 10.12. 2017 Domenica 2^ Avvento (Padre Giulio Maria Scozzaro)

Dal Vangelo secondo Marco  (1,1-8)
Inizio del Vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. Come sta scritto nel profeta Isaia: «Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via. Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri», vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me Colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma Egli vi battezzerà in Spirito Santo». 
In questa seconda domenica la Parola di Dio è molto incisiva rispetto all’introduzione della prima domenica, lo scatto arriva dalla prorompente figura di Giovanni Battista. È il precursore che appare in Israele e sorprende tutti per le parole che annuncia, la vita che conduce, le sue penitenze.
È l’uomo che prepara e annuncia la venuta del Redentore, proclama con la sua vita l’inizio di un nuovo tempo, quello della salvezza.
La vocazione viene vissuta dal Battista in tutta la sua interezza, egli si è preparato nel silenzio e nel nascondimento ad una missione unica come può essere quella di predicare l’imminente venuta del Messia. Le sue parole sono saette che infiammano anche la polvere, la sua vita è un continuo inno a Dio.
È il modello che tutti noi dobbiamo seguire per non sbagliare vocazione nella vita, e la principale è quella di annunciare a tutti il Cristo!
Siamo chiamati ad annunciare, per il Battesimo ricevuto, secondo le capacità e la spiritualità, ad indicare in Gesù il Salvatore e il Guaritore del mondo, l’unico che libera da qualsiasi forma di vessazione diabolica e dalle sofferenze più atroci.
Ogni cristiano ha la vocazione a far conoscere Gesù, sottrarsi dal benedetto compito significa non amarlo e non avere alcun desiderio di ricambiare quanto ci ha donato di immenso. È l’impegno dei genitori verso i loro bambini, ad essi devono trasmettere la vera Fede, devono saper parlare di Gesù e della Madonna, devono pregare ogni giorno con loro.
Non è sufficiente il catechismo domenicale in parrocchia, dove molto spesso ci sono persone poco preparate o infatuate di dottrine moderniste e protestanti. Nonostante la partecipazione dei loro bambini al catechismo in parrocchia, i genitori sono i loro principali formatori e devono vigilare su tutto quello che li coinvolge.
L’importante vocazione dei genitori non è compresa bene da tanti e non danno buoni esempi ai loro figli. La formazione religiosa dei bambini segue quella dei genitori, non trasmettere ad essi la conoscenza del contenuto della Fede è un danno grave che si manifesterà soprattutto in futuro.
Il Battista ha compreso subito la sua vocazione, tutto il significato della sua vita fu determinato dalla missione di far conoscere Gesù Cristo. Si impegnò esclusivamente nel preparare per il Messia un popolo capace di accogliere il Regno di Dio e dare testimonianza pubblica di Lui.
La figura del Battista è importante per tante ragioni, come il compito che ha svolto senza cercarvi una soddisfazione personale, ma per “preparare al Signore un popolo perfetto”. Non per suo diletto, ma perché a questo fine è venuto al mondo.
Ogni cristiano che vive la Fede deve chiedersi perché vive, chi sta seguendo, se sta pregando, quale fine persegue, cosa avverrà dopo!
Come Giovanni Battista anche noi dobbiamo imitare il suo apostolato.
La prima azione è dimenticare se stessi e preoccuparsi sinceramente degli altri. L’egoista rimane solo e si rende conto che ha seminato poco o nulla per il Regno dei Cieli. Il fumo delle sue opere svanisce e rimane in uno stato tiepido, almeno fino a quando non si converte sinceramente.
La Parola ci invita a raddrizzare le vie del cammino sbagliato per ritornare nella Via tracciata dal Signore. Solo in questa c’è la salvezza.
Il cristiano deve essere altruista e preoccuparsi della sorte eterna degli altri, a loro devono parlare degli insegnamenti di Gesù e della Madonna. Molti conobbero Gesù grazie all’apostolato del Battista, i primi discepoli seguirono Gesù su suo preciso invito, e molti altri vi furono spiritualmente preparati grazie alla sua predicazione.
La più forte e bella predicazione di Gesù è il buon esempio, la pratica sincera delle virtù, l’edificazione spirituale di tutti i conoscenti.
Chiediamoci quale esempio diamo agli altri, se rimangono elevati moralmente oppure c’è una velata delusione.
L’esame di coscienza giornaliero aiuta tutti a scoprire qualche aspetto di debolezza e spinge alla Confessione per iniziare un nuovo cammino di Fede. Per questo è venuto Gesù a Natale, e continua a rendersi presente nella nostra vita ogni volta che Lo invochiamo.
Ciò che importa più di ogni altra cosa nella nostra vita è Gesù!
La sua presenza rimpicciolisce lo spirito umano, lo purifica e lo riveste del suo Spirito Divino. Avviene davvero una trasfigurazione nel cristiano, così la famiglia, gli amici, i colleghi di lavoro, le persone che incontriamo abitualmente, devono essere i primi a trarre giovamento dal nostro amore al Signore Gesù.
Il mondo odierno, in molti casi, ha smesso di aspettare alcunché. Oppure ripone le sue speranze dove nulla c’è da aspettarsi.
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GR 6 Commento Vangelo del 10.12.2017


(Mc 1,1-8)
Quali sono le vie storte che impediscono a Gesù Cristo di venire a dimorare nel nostro cuore? Eccole:
1) SUPERBIA. Il primo grado di superbia è dire: Non ho bisogno di Dio per vivere. Lo stolto dice: Non c'è Dio. La superbia ha i suoi figli che si chiamano: orgoglio e vanagloria. L'orgoglio ti fa dire che tutto il bello, il buono e il santo che hai compiuto è solo frutto delle tue capacità volutive e intellettive e fisiche. Per il successo che hai conseguito non devi ringraziare nessuno. Molto facilmente l'orgoglio ti porta a disprezzare chi non è bello, intelligente, forte e buono come lo sei tu. La vanità ti fa agire come il pavone. In ogni luogo, tempo e circostanza il tuo sforzo è quello di manifestare le belle qualità che la natura ti ha donato. Ciò viene fatto perché la gente ti guardi e ti ammiri.
2) IRA. Cos'è? È il desiderio di far male all'altro, di offendere e umiliare l'altro, non solo con gesti, ma anche con parole. Dire a uno : tu sei stupido, è peccato.L'ira tiene conto del male ricevuto e si vendica al momento opportuno. L'ira maledice, bestemmia e si vendica.
3) INVIDIA. È la tristezza che si prova nel vedere il bello, il buono e il santo che si vede nell'altro. L'invidia non sopporta il successo dell'altro. L'invidia è il killer della gioia dell'altro.
4) AVARIZIA. È lo smodato desiderio di possedere i beni di questo mondo a tutti i costi. Il suo piacere effimero è vedere che il conto in banca cresca, senza il desiderio di aiutare i poveri. L'avarizia è chiusura totale ad accogliere i beni spirituali.
5) ACCIDIA. È la mancanza di volontà nel crescere nella fede, speranza e carità. È il rifiuto di ascoltare la parola di Dio, di frequentare il culto e la comunità cristiana. Si rimane così con una fede infantile. L'accidia non ti fa diventare adulto nella fede e non ti dona lo zelo per annunciare il Vangelo.
6) LUSSURIA. È il desiderio di vivere una vita di piaceri. È il piacere più grande è praticare una sessualità anormale e viverla al di fuori del matrimonio: rapporti prematrimoniali, pedofilia, omosessualità, pornografia, scambio di coppie e masturbazione. L'uomo non è solo corpo.
7) GOLA. È trovare nel cibo il senso della vita e la soluzione dei problemi che la vita presenta. 
In questo Avvento qual è la via che devi raddrizzare perché il Signore venga a casa tua? Amen. Alleluia.
(P. Lorenzo Montecalvo dei Padri Vocazionisti)

sabato 9 dicembre 2017

SC 7 Commento al Vangelo del 9.12. 2017 (Padre Giulio Maria Scozzaro)

Dal Vangelo secondo Matteo (9,35-10,1.6-8)
In quel tempo, Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il Vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!». Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. E li inviò ordinando loro: «Rivolgetevi alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il Regno dei Cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demoni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date». 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Gesù è il Pastore del mondo e conosce il multiforme gregge, lo conosce perfettamente, fino a sapere i pensieri di tutti e non solamente del gregge che Lo segue. I cristiani sono quelli che si identificano in Cristo, in Lui scoprono il senso della vita e la modalità per superare le tentazioni, quei pensieri apparentemente buoni mentre nascondono una finalità diversa.
Le tentazioni rappresentano l’azione ordinaria dei diavoli, essi ordinariamente tentano tutti, non avendo altro da svolgere… e non trovano refrigerio nelle fiamme inestinguibili dell’inferno. I diavoli tentano soprattutto i buoni cristiani e dalle tentazioni i cristiani traggono la certezza che con le loro preghiere e le buone opere infastidiscono i diavoli.
Questi insensati non tentano i cattivi e i cristiani lontani da Gesù, non perdono tempo con loro, già da soli si rovinano la vita e il futuro.
Oppure, dopo l’iniziale attacco sferrato a determinati cristiani tiepidi e tentennanti tra Dio e i vizi, tra cui ovviamente anche cardinali, vescovi e sacerdoti, quando vedono che questi hanno perduto il senso del sacro, li mollano e li lasciano rovinare da soli, perché hanno conosciuto bene la strada della corruzione e delle dissolutezze.
Gesù sapeva perfettamente l’azione devastante che avrebbero arrecato i diavoli all’umanità e si premurò di donare ai suoi seguaci un potere straordinario, la capacità di scacciare i diavoli nel suo Nome dalle persone colpite da maledizioni, fatture e da tutti altri interventi satanici.
“Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità”.
Oggi gli esorcisti scarseggiano anche in Italia, mentre fino a pochi decenni fa erano innumerevoli. Il calo della spiritualità nel clero e negli Ordini religiosi allontana tantissimi sacerdoti dall’impegno eroico di fare gli esorcismi sulle persone possedute o di dare benedizioni imponendo le mani sulla testa per liberare una persona sofferente da pensieri ossessivi, da malattie, da disturbi di ogni genere.
Tutti i Sacerdoti hanno il potere di schiacciare i diavoli, hanno la possibilità di ottenere anche grandi miracoli se donano interamente la vita a Dio e si impegnano solo sulle cose di Dio. Questi Sacerdoti rimangono in intima amicizia con il Signore ed Egli sa di potersi fidare di loro.
Oggi in Italia necessitano migliaia di esorcisti, non solamente per le persone possedute dai diavoli e che patiscono attacchi violenti, ci sono milioni di insospettabili che frequentano la magia occulta e chiedono ogni forma di protezione al mago, mentre in realtà si rivolgono a satana.
Portano al polso braccialetti colorati e sono oggetti fatturati con l’intervento dei diavoli, ma i disgraziati frequentatori dei maghi non si rendono conto della catastrofe che si sono attirati addosso e sui loro familiari. Raggiungono una certa forma di potere o di successo in qualche campo che dura poco e dovranno pagarlo con disgrazie in grande quantità.
È evidente che i diavoli non vogliono far collegare le due cose, e se qualcuno sospetta dei braccialetti, subito i diavoli intervengono e allontanano quella verità, sostituendola con sospetti verso i parenti o gli amici invidiosi. Tra i tanti almeno su uno ricade sempre il sospetto. Tutto determinato dai diavoli, ma i poveri disgraziati che frequentano i maghi non capiscono nulla.
Oggi la Parola di Dio evidenzia l’ansia missionaria di Gesù, la sua Volontà di voler salvare tutti ed invia i discepoli a predicare i suoi insegnamenti. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demoni”.
Questo immenso potere lo ha ogni Sacerdote, ed io soffro davanti a Gesù Eucaristia nel pensare alla strage che i diavoli mietono all’interno della Chiesa, come riescono ad allontanare tanti Ministri di Dio dalla preghiera, dalla penitenza, dal rinnegamento.
Cosa si potrà dare alle anime se si è privi della Grazia di Dio?
Al declino spirituale di molti Ministri di Dio, la Madonna provvede e suscita tanti buoni laici che pregano molto il Santo Rosario, fanno adorazione eucaristica e conducono una vita virtuosa. In questi tempi ci sono risvegli spirituali importanti, conversioni impegnate, senza dimenticare quelli che da decenni sono veri innamorati di Gesù e della Madonna.
Un buon cattolico come Adriano Celentano ha pubblicato oggi un articolo sul Corriere della Sera per spiegare il vero significato delle parole: “Non ci indurre in tentazione”. Ho molto apprezzato la sua testimonianza, altro i teologi cattolici che diventano protestanti, qui troviamo un laico che è molto più saggio di questi teologi che si considerano impropriamente sapienti.
Questa è una delle affermazioni di Celentano: «Quel “non indurci” è forse la preghiera più importante: Tu Padre non ti opponi e ci lasci liberi, ma se noi te lo chiediamo e Tu puoi farlo, non lasciarci cadere nella tentazione».
Insieme al suo Padre spirituale o dietro uno studio personale, ha accolto con molta fedeltà quanto è scritto nel Catechismo del 1992, quello autentico, dove, dal numero 2846 al numero 2849 vengono spiegate con semplicità le parole del Padre Nostro, messe periodicamente in discussione.
È sufficiente leggere il Catechismo per capire che non sono sbagliate, sbaglia chi non le interpreta correttamente. È scritto anche questo: «Noi chiediamo al Padre Nostro di non indurci in essa. Tradurre con una sola parola il termine greco è difficile: significa “non permettere di entrare in tentazione”, “non lasciarci soccombere alla tentazione”. Noi gli chiediamo di non lasciarci prendere la strada che conduce al peccato».
È corretto affermare: “Non ci indurre in tentazione”. Questa è la Volontà di Dio.
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GR 5 Commento Vangelo del 9.12.2017

(Mt 9,35-10,1.6-8)
Oggi più che mai nella Chiesa abbiamo bisogno di carismi perché il mondo venga attirato all'amore di Dio Trinità. Cosa sono i carismi? Sono doni soprannaturali donati dallo Spirito Santo a chi accoglie Cristo nel proprio cuore e si impegna ogni giorno a mettere in pratica il Discorso della Montagna. 
Lo Spirito dona i carismi per manifestare la presenza di Dio nel mondo e per far crescere la Chiesa nell'unità e nell'amore. I carismi non si comprano, lo Spirito li dona gratuitamente. E non bisogna dimenticare che il carisma viene esercitato gratuitamente. 
Oggi nella Chiesa c'è lo spirito immondo del relativismo. C'è una sola Verità per la salvezza dell'uomo. Che lo Spirito Santo effonda su molti cristiani il carisma della profezia. Abbiamo bisogno di profeti che, senza guardare in faccia a nessuno, annuncino il Vangelo opportunamente e inopportunamente. I profeti di Dio hanno una parola che ha il potere di dare la vita a tanti cristiani che sono come ossa inaridite.
Oggi nella Chiesa c'è un urgente bisogno di pastori. Ci sono molte parrocchie che sono come gregge senza guida. Il pastore non solo tiene il gregge unito ma lo nutre anche portandolo ai pascoli erbosi e alle tranquille della parola di Dio e dell'Eucaristia.
Non esiste un gregge senza il pastore e non esiste un pastore senza il gregge.
Ci sono pastori burocrati che vivono in maniera borghese.
Poiché le folle si sono allontanate da Dio vivendo nel disordine morale, ci sono profonde ferite nel cuore dell'umanità. Non è la psicologia che guarirà le ferite interiori del cuore umano. C'è bisogno di fratelli e sorelle con il carisma delle guarigioni. La Chiesa è un ospedale dove il cuore spezzato può essere sanato attraverso fratelli e sorelle che hanno il carisma di guarire e confortare; così il cuore triste diventerà gioioso, il cuore violento diventerà mite e il cuore disperato diventerà pieno di speranza.
Invochiamo allora lo Spirito Santo perché scenda sulle nostre comunità parrocchiali e ricolmi i giovani, gli adulti e gli anziani di doni soprannaturali perché l'amore e la gloria di Dio Trinità trionfino nel mondo. Amen. Alleluia.
(P. Lorenzo Montecalvo dei Padri Vocazionisti)

venerdì 8 dicembre 2017

GR 4 Commento Vangelo del 8.12.2017

(Lc 1,26-38) 
Questo GRANELLINO è dedicato a te, donna. Oggi la Vergine Maria parla al tuo cuore perché ti vuole Santa come figlia, sposa e madre. 
Se sei serva della parola di Dio, sarai una figlia obbediente, rispettosa e amabile verso i tuoi genitori. Ama i tuoi genitori. Abbi cura di loro se sono anziani. Se sei ancora nubile, ama la purezza di cuore e la castità. Il che significa agire sempre nell'amore per dare gloria a Dio. Non prostituirti a nessuno. Non sei solo corpo. Se il Signore ha progettato un matrimonio per te, Egli ti porterà un uomo che ti onererà e che vuole essere una sola carne con te. Evita i rapporti prematrimoniali che sono la rovina del futuro matrimonio. 
Se sei serva della parola di Dio, sarai una sposa piena di amore. Tuo marito ti onererà. Con i tuoi vicini egli ti elogerà per le tue virtù. Sarai sposa feconda e amerai la vita che è nel tuo grembo. Accoglierai la nuova vita come dono e benedizione di Dio. In te ci sarà la consapevolezza che i figli non si fanno a tutti i costi, ma si hanno. Il tuo grembo non sarà un mattatoio, ma tempio della vita. 
Se sarai serva della parola di Dio, sarai una madre piena di tenerezza. Amerai i tuoi figli più della tua carriera. Non dirai mai: "Non voglio essere serva di questa casa". Essere madre cristiana significa non solo nutrire i figli con il pane quotidiano, ma anche nutrirli con i beni soprannaturali che la Chiesa ci offre. 
La solennità dell'Immacolata concezione della Beata Vergine Maria è la festa della donna. La festa della donna non è l'8 marzo che è il giorno delle femministe. Il ruolo della donna nella famiglia, nella società e nella Chiesa è manifestare la caratteristica più bella dell'amore che è la tenerezza. 
Molto bella l'espressione del salmista quando dice: "La tenerezza di Dio si espande su tutte le sue creature". Quello che io ricordo di più di mia madre è la sua tenerezza. Com'erano dolci quei momenti quando, appoggiando la mia testa sulle sue ginocchia, mi accarezzava fino a quando non mi fossi addormentato. Il cuore della donna che non è abitato da Dio è un cuore indurito. 
Che la Vergine Maria ti faccia essere figlia, sposa e madre Santa perché il mondo sia migliore. Amen. ALLELUJA. 
(P. Lorenzo Montecalvo dei Padri Vocazionisti)

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Medaglia di San Benedetto