Il Signore ti benedica,ti custodisca e ti mostri il Suo volto misericordioso!

Quando pensi di aver toccato il fondo e che nessuno ti voglia o ti ami più, Dio si fa uomo per incontrarti, Gesù ti viene accanto

CIAO A TE !!

Nulla è più urgente nel mondo d'oggi di proclamare Cristo alle genti. Chiunque tu sia, puoi, se vuoi, lasciare un tuo contributo, piccolo o grande che sia, per dire, comunicare, annunciare la persona di Gesù Cristo, unico nostro salvatore. Uno speciale benvenuto a LADYBUG che si è aggiunta di recente ai sostenitori ! *************************************************** Questo blog è sotto la protezione di N.S. Gesù Cristo e della SS Vergine Maria, Sua Madre ed ha come unica ragione di esistere di fornire un contributo, sia pure piccolo ed umile, alla crescita della loro Gloria. ***************************************************



Con Cristo non ci sono problemi, senza Cristo non ci sono soluzioni.

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mercoledì 10 settembre 2014

3231 - Commento al Vangelo del 10/09/2014

+ Dal Vangelo secondo Luca  (6,20-26)
In quel tempo, Gesù, alzati gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:
«Beati voi, poveri, perché vostro è il Regno di Dio.
Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete, perché riderete.
Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’Uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel Cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.
Ma guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione.
Guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame.
Guai a voi, che ora ridete, perché sarete nel dolore e piangerete.
Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti». 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Le Beatitudini rappresentano la sintesi del Vangelo, il culmine della predicazione di Gesù e la carta d’identità del cristiano. Un seguace di Gesù senza Beatitudini è sprovvisto degli elementi essenziali per poter entrare in comunione con Lui.
Ma non si arriva immediatamente alla pratica di queste esigenti Beatitudini, c’è un cammino da percorrere e se prima non si inizia non ci sarà mai la vera conversione. È facile cadere in una valutazione illusoria sul proprio stato spirituale, anche se in buonafede non è una giustificazione sufficiente.
Si deve avere la consapevolezza che si è sempre in cammino, nessuno deve considerarsi appagato né fare sempre il minimo.
Oggi sono presenti più dottrine nella Chiesa, domina quella più mondana, più vicina al protestantesimo per la sua facilità di applicazione. Afferma che non esiste il peccato, tutti sono salvi ma non vengono a spiegarci cosa voleva dire Gesù con le Beatitudini!
Se sono salvi perché devono compiere sforzi immani nel praticare le Beatitudini? Infatti non si sentono persecuzioni tra i protestanti come invece avviene ai cattolici che seguono fedelmente il Vangelo.
Le Beatitudini sono anacronistiche per molti cristiani, soprattutto per i teologi di questo mondo. Sono superate, antiquate e nell’insegnamento risultano inopportune perché fuori tempo. Gesù però ha detto che le sue parole non passeranno mai, da quando le ha pronunciate dovranno restare immutabili per l’eternità. Chi manipola la sua Parola non viene da Dio.
Le Beatitudini riportate da San Luca sono quattro non come San Matteo, nella redazione di oggi ci sono quattro Beatitudini che si aggiungono a quattro “guai”. Gesù chiama beati i poveri, quelli che sono alla ricerca della giustizia, che soffrono e che sono perseguitati dai cattivi. Sono beati perché soffrono con grande spirito di sopportazione, soffrono e amano senza cercare alcuna vendetta.
Tra tutte le sofferenze è la persecuzione quella che crocifigge di più, senza limiti, perché è una tremenda sofferenza morale.
Poi passa ai “guai”, si rivolge a quanti sguazzano nei piaceri di questo mondo e forse rendono dolorosa la vita a molti altri. Molti ricchi diventati arroganti e sprezzanti non riescono a pensare umilmente di loro e della vita. È stravolta in tutti i sensi, ma non c’è un solo senso buono.
I “guai” sono di quanti ignorano le pene degli altri e rimangono indifferenti. Verrà tempo in cui avranno fame, cercheranno aiuti tra i loro simili. Chi li aiuterà? Dio non potrà dare ad essi nessun aiuto per la mancanza di pentimento e di verità.
Quanti “guai” aspettano quelli che ridono nella cattiveria, che sono compiaciuti dei mali e delle sofferenze degli altri. Questo avviene anche nelle famiglie, tra parenti. Molti oggi ridono invece di pregare, ascoltano il telegiornale e non comprendono che i potenti stanno cercando di creare qualcosa di terrificante per poi cercare una finta pace.
Come spiegano l’insistente e incomprensibile embargo alla Russia, con l’isolamento, fomentando una reazione sproporzionata?
Sono potenti che giocano con le vite umane e le disprezzano, infatti gli Stati Uniti e l’Europa “giocano” con le ritorsioni alla Russia, cercando la reazione del suo presidente per un’aggressione che dovrà poi essere attribuita a lui. Giochi di potere, operazioni studiate per ottenere il predominio ed anche… la diminuzione della popolazione mondiale.
Gesù poi dà un avviso importante: “Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi”. Devono dire bene, ma non tutti, perché se tutti parlano bene di noi vuol dire che scendiamo a compromessi con tutti.
Non dobbiamo cercare le offese agendo in modo scriteriato, qui Gesù precisa un aspetto importante del Vangelo: se lo vivi o lo predichi, non tutti parleranno bene e ci saranno incomprensioni e forse persecuzioni, al contrario, se tradisci il Vangelo tutti parleranno bene di te. Se dai ragione a chi non ama il Vangelo, non sarà mai tuo nemico e ti esalterà.
È cosa buona se parlano bene di noi, ma ci sono sempre i cattivi e gli anticlericali che parlano male contro chi vive il Vangelo.
  
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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3230 - Il povero invoca

In quel tempo, Gesù, alzati gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: «Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi, che ora piangete, perché riderete. Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti. Ma guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione. Guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi, che ora ridete, perché sarete nel dolore e piangerete. Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti». (Lc, 6,20-26)

Si apre l’abisso del nostro bisogno, e non ce ne prendiamo paura. Povertà, fame, pianto, persecuzione e tutto quanto segna la nostra carne e la nostra anima; tutto il limite dell’umano e tutta la contraddizione che viene a sorprenderci nel tumulto delle inimicizie e delle disgrazie della vita. Eppure, nelle mani del Signore, tutto questo non diventa oppressione e avvilimento, ma strada di beatitudine. Come è possibile? Può avvenire quando l’esperienza della mancanza, del vuoto, del bisogno ci provoca a scoprire qual è il nostro vero bene e suscita un moto del cuore che risveglia la nostra fiducia in Colui che ci salva. Allora “il povero grida e Dio lo ascolta”.
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martedì 9 settembre 2014

3229 - Commento al Vangelo del 9/09/2014

+ Dal Vangelo secondo Luca (6,12-19)
In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di Apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore. Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da Lui usciva una forza che guariva tutti. 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Da Gesù usciva una forza che guariva tutti, qui ognuno deve chiedersi quale spirito esce quando si agisce bene e quando male.
Può sembrare scontato, una riflessione però è sempre doverosa anche per cercare di comprendere i motivi che spingono ad agire senza amore. La mancanza di amore nelle parole e nelle opere non produce, ovviamente, effetti spirituali benigni, causano invece un abbassamento o, addirittura, la perdita della comunione con Gesù.
Prima di operare male bisogna riflettere sulle conseguenze dannose e dolorose.
I Sacramenti, la preghiera costante e prolungata, la pratica delle virtù avvicinano a Gesù e permettono di acquisire il suo Spirito, si diventa anche piccoli mediatori perché le preghiere di intercessione sono maggiormente ascoltate. Gesù e la Madonna ascoltano le preghiere dei credenti che si fanno sentire, nel senso che sono vicini a loro, mentre quelli che stanno lontano pregano ma spesso inutilmente.
Chiediamoci quale spirito fuoriesce da noi quando parliamo con gli altri, quando riflettiamo e compiamo delle opere.
"Da Lui usciva una forza che guariva tutti", è la stessa forza che fuoriesce dall'Eucaristia, per questo vi rinnovo l'invito ad andare ogni giorno davanti al Tabernacolo. A qualcuno potrà sembrare quasi inutile perché ha poca Fede, quanti invece credono e adorano Gesù Eucaristia anche per 10 minuti al giorno e affidano a Lui ogni preoccupazione e gioia, si ritrovano fortificati e immersi nella pace interiore. Tutto cambia in meglio!
Un altro dato che ci dà il Vangelo è la prolungata preghiera di Gesù. Qui debbo inserire la traduzione della CEI del 1974 e non quella attuale, perché in quelle precedenti il versetto 12 affermava che Gesù passò la notte in orazione: "In quei giorni Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione", mentre in quella moderna è scritto che pregava Dio.
Ma non era Lui Dio? "In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio".
È una distorsione molto grave, sottile e rasente. Noi crediamo che Gesù è Dio e pregava semmai il Padre, pregava per la sua missione.
 
«Caro Padre Giulio, voglio ringraziarla infinitamente per la spiegazione del Vangelo. Per me è un grande aiuto spirituale. Quando lo leggo mi rasserena l'anima e mi dà molta calma interiore. Ma purtroppo sono stata una grande peccatrice e ora ho dei periodi in cui mi allontano totalmente dalla Chiesa a dal Vangelo, rimanendo con un vuoto enorme dentro. Mi capita di non aver più voglia di rivolgermi a Dio e alla Madonna e di stufarmi e nonostante faccio lo sforzo di pregare, non provo niente e mi sembra tutto inutile. Prego chiedendo che mi venga data la forza di continuare a pregare, ma mi sento inerte. Il mio pensiero è rivolto a Gesù, ma il mio cuore no. Non so cosa mi succede, ma tutto questo mi fa stare tremendamente male. Le chiedo di aiutarmi e un consiglio su come fare. Grazie infinite per tutto quello che fa. Margherita».
«Carissimo Padre, La ringrazio infinitamente per il Vangelo e la spiegazione del medesimo, non aspetto altro che leggere ogni giorno la Parola del Signore. Ogni giorno recito il Rosario e prego per Lei che il Signore Le dia la forza ed energia per portare avanti questo cammino di Fede. Io ne ho molto bisogno in quanto mi trovo in una situazione difficile per la mia malattia. Prego affinche' il Signore mi ascolti e mi dia la forza di continuare la mia vita anche perche' lavoro in ospedale e con tanta gioia so dare ai miei piccoli e alle loro famiglie tanto amore, ma in questo periodo della mia vita sto soffrendo, sia per la mia malattia e per quanto non posso più dare a loro. Spero nella volontà del Signore, che mi aiuti anche a trovare serenità e amore anche per me stessa, che non ho più. La ringrazio ancora di cuore, Le sue parole sono molto care e con tanto affetto Le auguro di cuore che il Signore Le stia sempre accanto per affrontare tutto quel lavoro che umilmente sta eseguendo con tanto amore. Distinti saluti, Lisi Maria».
«Padre Scozzaro lei tocca sempre il cuore... Luciano Bertana».
«Ho appena scoperto questo sito meraviglioso e l'Efficace preghiera, veramente commovente. Voglio stamparla e recitarla per una situazione spinosa che da anni mi angoscia e che è apparentemente senza via d'uscita. Ma, anche se con fatica e con cadute (è difficile lasciare il controllo a Qualcun Altro), sto imparando ad affidarmi di più all'aiuto divino anziché contare sulle mie "strategie". E comincio a vedere un timidissimo spiraglio di luce, pur tra tante difficoltà. Supplico Lei di accompagnarmi con la Sua preghiera, sicuramente più meritoria della mia. Ringrazio il Signore per la consolazione che mi concede e Gli chiedo di accrescere in me l'umiltà, la fiducia in Lui e la perseveranza. Maria Teresa».
«La ringrazio per tutto ciò che mi invia. Stefano Marcelli».
«Caro Padre recito la novena della Divina Misericordia ogni giorno e oggi è il secondo giorno dove si prega per i Sacerdoti e oggi è arrivato il suo messaggio. La ringrazio tantissimo. Questa settimana Santa Rita mi invita ad andare a Messa con la mia comunità, ci vado ogni giorno Padre e sono felice di andarci. Grazie delle sue preghiere. Grazie grazie grazie ancora grazie. Giuliana».
«Rev.do Padre, grazie dei consigli, che ho messo in pratica da molto tempo, dopo un viaggio a Medjugorje. La ringrazio della benedizione e si ricordi ancora di me e miei famigliari. Io la ricordo nelle mie preghiere. Sia lodato GESÙ e MARIA. Guglielmina».
«Grazie, grazie con questa spiegazione mi ha spiegato tanti dubbi. Sono stata ad Assisi 3 volte, mi piacerebbe ritornaci per la pace che io provo in quel posto, mi sento bene con me stessa in quell'ambiente medievale. La spiegazione della Porziuncola è stata commentata veramente nei dettagli così da avere le idee chiare, grazie, grazie Padre Giulio. Giovanna Pistidda».
«Grazie Padre Giulio, finalmente delle risposte, basta aspettare e arrivano, in qualche modo. Le avevo chiesto a proposito di quel senso di vuoto... adesso so che siamo immersi come un una vasca d'acqua, fino ai capelli, dal mondo e dai suoi tentacoli. Quanta costanza che ci vuole per iniziare ad intravvedere la nostra vera condizione di figli salvati! Non che riesca a vederla bene, solo percepire flebilmente ma tanto basta evidentemente alla mia anima per respirare un po’ fino alla prossima volta. Come quando una pianta che non è ancora morta, con poche gocce riesce a sopravvivere fino all'arrivo della pioggia o della brina all'aurora... Come è difficile dopo 40 anni di incuria nel terreno del cuore! Quanta erbaccia! Quanti danni! Tanti, troppi che quasi non me ne avvertivo più. Grazie. Domenico».
«Buonasera Padre Scozzaro,  con le continue preghiere alla Madonna e la perseveranza del Vangelo che Lei costantemente mi ha inviato, ci siamo riconciliati con mia figlia. Ringrazio il Signore di avermi fatto incontrare il suo sito e La Benedica in questa importante opera di evangelizzazione. Lo Monte Basilio».
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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3228 - La sinfonia dell'inizio

In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore. Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti. (Lc 6,12-19)

Questa pagina di Vangelo è un nuovo grande inizio, scandito dalla preghiera, la chiamata, la missione: le tre grandi dimensioni della vita e della fede. 
Come nelle note dello straordinario poema sinfonico di Smetana, la Moldava, il fiume che scorre attraversando i monti e la pianura e incontrando le feste e i drammi di tutta la condizione umana, Gesù comincia dal rapporto profondo con il Padre, immerso nel silenzio della notte; chiama gli apostoli ad uno ad uno, come strumenti convocati nell'immensa sinfonia della missione evangelica. 
Noi non siamo solo ascoltatori e spettatori di questo grande evento. Gesù ci chiama ad esserne protagonisti.
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venerdì 5 settembre 2014

3227 - Commento al Vangelo del 4/09/2014

+ Dal Vangelo secondo Luca (5,1-11)
In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la Parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontanati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono. 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
A qualcuno spesso non arriva la newsletter e non si comprende il motivo, invece ieri ho saputo che ad una nostra parrocchiana in questi ultimi tre giorni è arrivata ma vuota, con poche parole incomprensibili. Leggiamo cosa ha scritto, è bene conoscere le situazioni contrarie e strane. Nelle vostre preghiere chiedete l'allontanamento dei diavoli dalla newsletter che vi deve arrivare, per riceverla ogni giorno. Discorso diverso se si verificano problemi tecnici.
«Carissimo Padre Giulio, la disturbo per farle sapere che sono tre giorni che non riesco a leggere il suo preziosissimo commento, nonostante io riceva la sua newsletter, che lei premurosamente mi invia. Il contenuto non mi appare, mi subentrano altri link e solo con la sua posta. Cosa molto strana e che non è mai capitata fino ad ora. Sarebbe così gentile da rimandarmi almeno quella di oggi? Dobbiamo vincere noi, lei ce lo insegna ogni giorno e io le sono grata per questo. Spero che si risolva prestissimo questo problema, in questi giorni me lo sono fatta inviare da amici a cui ho fatto conoscere Lei e la sua preziosa opera. La ringrazio di cuore mi piacerebbe venirla a trovare. Prego per Lei, la Madonna e Gesù la proteggano sempre è l'aiutino a realizzare i suoi progetti. Come lei aiuta tutti noi tutti i giorni. Un caloroso grazie!! E un saluto, Nadia». 
Giorno 2 settembre la veggente Mirjana ha ricevuto come al solito un messaggio bellissimo, coerente e pieno di insegnamenti spirituali. Purtroppo questo non avviene da alcuni anni nel messaggio del 25 dato alla veggente Marja. Non tanto per la brevità dei messaggi, questo è irrilevante, sono i contenuti che non trasmettono la stessa gioia.
Leggiamo il messaggio del 2 settembre:
«Cari figli, Io, vostra Madre, vengo nuovamente in mezzo a voi per un amore che non ha fine, dall'amore infinito dell'infinito Padre Celeste. E, mentre guardo nei vostri cuori, vedo che molti di voi mi accolgono come Madre e, con cuore sincero e puro, desiderano essere miei apostoli. Ma io sono Madre anche di voi che non mi accogliete e, nella durezza del vostro cuore, non volete conoscere l'amore di mio Figlio. Non sapete quanto il mio Cuore soffre e quanto prego mio Figlio per voi. Lo prego di guarire le vostre anime, perché Egli può farlo. Lo prego di illuminarvi con un prodigio dello Spirito Santo, affinché smettiate di tradirlo, bestemmiarlo e ferirlo sempre di nuovo. Prego con tutto il Cuore affinché comprendiate che solo mio Figlio è la salvezza e la luce del mondo. E voi, figli miei, apostoli miei cari, portate sempre mio Figlio nel cuore e nei pensieri. Così voi portate l'amore. Tutti coloro che non conoscono Lui lo riconosceranno nel vostro amore. Io sono sempre accanto a voi. Sono in modo particolare accanto ai vostri pastori, perché mio Figlio li ha chiamati a guidarvi sulla via verso l'eternità. Vi ringrazio, apostoli miei, per il sacrificio e l'amore!».
Mi ha subito colpito il pronome personale Io, non si trova lì per caso, avrebbe potuto dire: "Cari figli, come vostra Madre…", invece ha voluto interporre ed evidenziare il pronome Io. «Cari figli, Io, vostra Madre». Come se avesse voluto far sapere che veramente Lei, la Madre di Dio stava parlando a Mirjana per aiutare i suoi figli.
Questo sembra scontato, la Madonna ha molta fiducia in Mirjana e la precisazione è curiosa. Parlare a nuora perché suocera intenda…?
L'Io è attestazione di credibilità per Mirjana, è la Madonna a parlarle, le sue parole molto spirituali infondono serenità.
Sarà Mirjana a svelare i 10 segreti tramite Padre Petar, il Sacerdote scelto da lei e che oggi ha quasi 70 anni. Queste le parole della veggente: «Ho il dovere di dirgli, dieci giorni in anticipo, che cosa accadrà e dove, poi dobbiamo trascorrere sette giorni in preghiera e digiuno, e tre giorni prima del tempo abbiamo il dovere di rivelarlo al mondo».
Egli non ha il diritto di scegliere se dire o non dire. Ha accettato questa missione e lui deve adempiere secondo la volontà di Dio.
Ma la Madonna ripete sempre: non parlate dei segreti. Fareste meglio a pregare. Perché colui che sente la Madonna come Madre e Dio come Padre non ha paura di nulla. La Madonna dice che solo coloro che non hanno ancora sentito l’amore di Dio hanno paura».
Se al Sacerdote è stata chiesta la sua totale disponibilità a rivelare qualsiasi contenuto dei segreti, vuol dire che i contenuti dal 4° al 10° segreto sono indicibili per la loro gravità. La Madonna ci ha avvisato migliaia di volte in questi ultimi decenni, ha anche assicurato che i suoi devoti saranno protetti da tutti i pericoli, ma abbiamo il dovere di pregarla di più, rinnovando ogni giorno la consacrazione al suo Cuore Immacolato.
"Vengo nuovamente in mezzo a voi per un Amore che non ha fine". Molti credenti non hanno ancora compreso la ragione delle prolungate apparizioni della Madonna ad alcuni veggenti del mondo, non percepiscono la reale gravità del momento e vanno a Medjugorje come in una gita distensiva, senza alcun desiderio di provare a cambiare mentalità e di iniziare una nuova vita, abbandonando la corruzione.
I pellegrinaggi a Fatima e a Lourdes sono più impegnativi e vi si recano credenti che vogliono vivere la vera spiritualità di Gesù.
La Madonna distingue i credenti sinceri da quelli induriti, ma non condanna nessuno, anzi vuole salvare anche i più cattivi.
«E, mentre guardo nei vostri cuori, vedo che molti di voi mi accolgono come Madre e, con cuore sincero e puro, desiderano essere miei apostoli. Ma io sono Madre anche di voi che non mi accogliete e, nella durezza del vostro cuore, non volete conoscere l'Amore di mio Figlio. Non sapete quanto il mio Cuore soffre e quanto prego mio Figlio per voi».
Parla di cuore sincero e di cuore indurito, il primo è puro mentre il secondo non cerca con sincerità di conoscere l'Amore di Gesù.
La Madonna però come Mediatrice non si stanca di intercedere anche per i cattivi, prega per tutti e chiede al Figlio di cambiare i cuori dei cristiani indifferenti. Ma se questi non vogliono cambiare vita?
«Lo prego di guarire le vostre anime, perché Egli può farlo. Lo prego di illuminarvi con un prodigio dello Spirito Santo, affinché smettiate di tradirlo, bestemmiarlo e ferirlo sempre di nuovo».
La preghiera della Vergine Maria è totale, non c'è una sola fibra che non sia Amore e preghiera.
«Prego con tutto il Cuore affinché comprendiate che solo mio Figlio è la salvezza e la luce del mondo».
Poi rivolge l'invito ai suoi veri apostoli, a quanti amano questa Avvocata del Cielo e sono consacrati a Lei perché in Lei ripongono ogni speranza. Chiede a quanti appartengono all'esercito mariano di vivere in Gesù, di pensare a Lui spesso e di tenerlo nel cuore, liberandolo però da tutto ciò che si oppone a Lui.
«E voi, figli miei, apostoli miei cari, portate sempre mio Figlio nel cuore e nei pensieri. Così voi portate l'Amore. Tutti coloro che non conoscono Lui lo riconosceranno nel vostro amore».
E conferma una verità che noi di questa Parrocchia virtuale conosciamo molto bene: «Io sono sempre accanto a voi».
È vicina in modo particolare ai Sacerdoti, questo lo precisa molto bene, perché essi devono essere Guida a tutti verso la vera spiritualità del Vangelo storico e i divulgatori della sana dottrina dell'unica Chiesa di Dio, quella Cattolica. «Mio Figlio li ha chiamati a guidarvi sulla via verso l'eternità».
Il finale del messaggio commuove, come solo la Madre di Dio può causare: «Vi ringrazio, apostoli miei, per il sacrificio e l'amore!».
  
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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3226 - Sul lago

In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.  Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono. (Lc 5,1-11)

Chi non vorrebbe essere stato lì sulla riva del lago? Magari tra la folla che ascoltava e che guardava. O addirittura nella barca di Pietro, e dopo prendere il largo, e gettare le reti, e godere della fatica di quella grande pesca… 
Siamo ancora tra la folla degli uomini che cercano Gesù, gli si fanno vicino e lo ascoltano. Nella estraneità del mondo cerchiamo Lui, presente ad ogni istante e in ogni circostanza, e soprattutto riconoscibile lì dove risuona la sua Parola, dove i suoi amici si radunano, dove avviene ancora l’audacia di gettare la rete ‘sulla sua parola’. 
Dobbiamo solo chiedere il coraggio della fede e la determinazione di una decisione che si rinnova ogni giorno.
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mercoledì 3 settembre 2014

3225 - Messaggio di Medjugorje a Mirjana del 2/9/2014

Cari figli, 
io vostra madre vengo di nuovo in mezzo a voi dall'Amore che non ha fine, dall'incommensurabile amore dell’incommensurabile Padre Celeste. 
Mentre guardo nei vostri cuori vedo che molti di voi mi accolgono come madre e con cuore puro e sincero desiderano essere miei apostoli, ma io sono la madre anche di voi che non mi accogliete e nella durezza del vostro cuore non desiderate conoscere l’amore di mio Figlio. 
Non sapete quanto soffre il mio cuore e quanto prego mio Figlio per voi. 
Lo prego affinché guarisca le vostre anime perché Lui può farlo. 
Io prego affinché vi illumini col miracolo dello Spirito Santo per smettere di continuare sempre ad offenderLo, bestemmiarLo e ferirLo. 
Con tutto il cuore prego affinché comprendiate che solo mio Figlio è la salvezza e la luce del mondo. 
Voi, figli miei, apostoli miei cari, portate sempre mio Figlio nel vostro cuore e nei vostri pensieri e così porterete amore. 
Tutti coloro che non lo conoscono, lo riconosceranno attraverso il vostro amore. 
Io sarò sempre accanto a voi. In modo particolare, sarò accanto ai vostri pastori, perché mio Figlio li ha chiamati a guidarvi sulla via verso l’eternità. 
Vi ringrazio, apostoli miei per i vostri sacrifici e per il vostro amore.
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3224 - Commento al Vangelo del 3/09/2014

+ Dal Vangelo secondo Luca (4,38-44)
In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e Lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva. Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a Lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era Lui il Cristo. Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle Lo cercavano, Lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via. Egli però disse loro: «È necessario che Io annunci la buona notizia del Regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato». E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea. 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Non riusciamo assolutamente ad immaginare l'agitazione e la speranza che si diffusero in Israele durante l'apostolato di Gesù. Nel Vangelo di ieri e di oggi leggiamo parole di grande euforia benevola e di ricerca del Signore.
Tutti gli ammalati e le persone disturbate dai diavoli correvano da tutte le parti in cerca del Signore e quando Lo trovavano, restavano lì senza più allontanarsi, se non dopo l'invito di Gesù. Non mancava nulla alla gente che seguiva il Signore, pane e pesci a volontà, guarigioni impossibili, miracoli che davano una nuova esistenza a migliaia di persone.
Poche parole per capire la potenza di Gesù anche sulla malattia: "Comandò alla febbre e la febbre la lasciò. Subito si alzò in piedi".
Gesù "imponendo le mani su ciascuno, li guariva. Da molti uscivano anche demoni".
Oggi Gesù non si vede con gli occhi fisici e non si corre a cercarlo per chiedere miracoli, solo gli occhi della Fede possono"vedere" misticamente la sua presenza nell'Eucaristia. La Fede, ci vuole una Fede formata per sentire la necessità di andare in qualsiasi ora del giorno in Chiesa per adorarlo e ringraziarlo. Ovviamente in quelle Chiese che rimangono aperte.
Si ringraziamo tantissime persone per cose irrilevanti e non si và a trovare Gesù in Chiesa per dirgli grazie!
Andare in Chiesa per salutare, adorare, ringraziare Gesù anche per dieci minuti, è un'opera grandemente meritoria, lo è maggiormente quando bisogna recarvisi appositamente, piuttosto della comodità di trovare la Chiesa di passaggio. Anche in questo modo va bene lo stesso e la vita cambia in meglio ogni volta che si rimane un po’ davanti al Tabernacolo, dove c'è Gesù e vi aspetta!
Vuole vedere davanti al Tabernacolo ognuno di voi.
Se poi si riesce a partecipare ogni giorno alla Santa Messa è meraviglioso, però non sempre si è preparati sul valore e sul significato del Sacrificio dell'altare. La Madonna ha rivelato alla mistica Catalina Rivas, boliviana e accreditata dal suo Vescovo, cosa avviene di straordinario nella Santa Messa e come bisogna partecipare. È un testo breve ma indispensabile da leggere e memorizzare bene.
Da qualche anno avevo previsto la stampa di un libretto per diffondere questa breve rivelazione, ma mi è stato spedito un libretto stampato e diffuso da Giovanni Grosso, il quale è un nostro parrocchiano e legge la newsletter. È meritevole di lode per la sua attività di apostolato con la diffusione del libretto che spiega la Santa Messa. Ecco un laico che crede sul serio, non solo prega ma spende soldi per stampare i libretti e fare santo apostolato.
Presto il testo della rivelazione della Santa Messa sarà inserito nel nostro sito, mentre il libretto lo farò includere nelle richieste che fanno i nostri lettori che ci richiedono i libri. Chi agisce con la sapienza di Dio, riflette lucidamente che diffondere ovunque i libri spirituali significa aiutare Gesù nella salvezza delle anime. Oltre a vivere coerentemente la Fede, si ottengono Grazie particolari, di sicuro benedizioni ed aiuti.
"Quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria anima?".
Chi volesse diffondere molte copie di questo speciale libretto che spiega la Santa Messa e contribuire alle spese tipografiche di Giovanni che vive in provincia di Torino, potrà chiedermi il numero di telefono e si metterà d'accordo direttamente con lui. Altrimenti fate girare questo link che contiene il testo della rivelazione.
  
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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3223 - Udienza di Papa Francesco del 3/9/2014

5 - La Chiesa è Madre
Cari fratelli e sorelle, buongiorno.
Nelle precedenti catechesi abbiamo avuto modo di rimarcare più volte che non si diventa cristiani da sé, cioè con le proprie forze, in modo autonomo, neppure si diventa cristiani in laboratorio, ma si viene generati e fatti crescere nella fede all’interno di quel grande corpo che è la Chiesa. In questo senso la Chiesa è davvero madre, la nostra madre Chiesa - è bello dirlo così: la nostra madre Chiesa - una madre che ci dà vita in Cristo e che ci fa vivere con tutti gli altri fratelli nella comunione dello Spirito Santo.
1. In questa sua maternità, la Chiesa ha come modello la Vergine Maria, il modello più bello e più alto che ci possa essere. È quanto già le prime comunità cristiane hanno messo in luce e il Concilio Vaticano II ha espresso in modo mirabile (cfr Cost. Lumen gentium, 63-64). La maternità di Maria è certamente unica, singolare, e si è compiuta nella pienezza dei tempi, quando la Vergine diede alla luce il Figlio di Dio, concepito per opera dello Spirito Santo. E tuttavia, la maternità della Chiesa si pone proprio in continuità con quella di Maria, come un suo prolungamento nella storia. La Chiesa, nella fecondità dello Spirito, continua a generare nuovi figli in Cristo, sempre nell’ascolto della Parola di Dio e nella docilità al suo disegno d’amore. La Chiesa è madre. La nascita di Gesù nel grembo di Maria, infatti, è preludio della nascita di ogni cristiano nel grembo della Chiesa, dal momento che Cristo è il primogenito di una moltitudine di fratelli (cfr Rm 8,29) e il nostro primo fratello Gesù è nato da Maria, è il modello, e tutti noi siamo nati nella Chiesa. Comprendiamo, allora, come la relazione che unisce Maria e la Chiesa sia quanto mai profonda: guardando a Maria, scopriamo il volto più bello e più tenero della Chiesa; e guardando alla Chiesa, riconosciamo i lineamenti sublimi di Maria. Noi cristiani, non siamo orfani, abbiamo una mamma, abbiamo una madre, e questo è grande! Non siamo orfani! La Chiesa è madre, Maria è madre.
2. La Chiesa è nostra madre perché ci ha partoriti nel Battesimo. Ogni volta che battezziamo un bambino, diventa figlio della Chiesa, entra nella Chiesa. E da quel giorno, come mamma premurosa, ci fa crescere nella fede e ci indica, con la forza della Parola di Dio, il cammino di salvezza, difendendoci dal male.
La Chiesa ha ricevuto da Gesù il tesoro prezioso del Vangelo non per trattenerlo per sé, ma per donarlo generosamente agli altri, come fa una mamma. In questo servizio di evangelizzazione si manifesta in modo peculiare la maternità della Chiesa, impegnata, come una madre, ad offrire ai suoi figli il nutrimento spirituale che alimenta e fa fruttificare la vita cristiana. Tutti, pertanto, siamo chiamati ad accogliere con mente e cuore aperti la Parola di Dio che la Chiesa ogni giorno dispensa, perché questa Parola ha la capacità di cambiarci dal di dentro. Solo la Parola di Dio ha questa capacità di cambiarci ben dal di dentro, dalle nostre radici più profonde. Ha questo potere la Parola di Dio. E chi ci dà la Parola di Dio? La madre Chiesa. Lei ci allatta da bambini con questa parola, ci alleva durante tutta la vita con questa Parola, e questo è grande! È proprio la madre Chiesa che con la Parola di Dio ci cambia da dentro. La Parola di Dio che ci dà la madre Chiesa ci trasforma, rende la nostra umanità non palpitante secondo la mondanità della carne, ma secondo lo Spirito.
Nella sua sollecitudine materna, la Chiesa si sforza di mostrare ai credenti la strada da percorrere per vivere un’esistenza feconda di gioia e di pace. Illuminati dalla luce del Vangelo e sostenuti dalla grazia dei Sacramenti, specialmente l’Eucaristia, noi possiamo orientare le nostre scelte al bene e attraversare con coraggio e speranza i momenti di oscurità e i sentieri più tortuosi. Il cammino di salvezza, attraverso il quale la Chiesa ci guida e ci accompagna con la forza del Vangelo e il sostegno dei Sacramenti, ci dà la capacità di difenderci dal male. La Chiesa ha il coraggio di una madre che sa di dover difendere i propri figli dai pericoli che derivano dalla presenza di satana nel mondo, per portarli all’incontro con Gesù. Una madre sempre difende i figli. Questa difesa consiste anche nell’esortare alla vigilanza: vigilare contro l’inganno e la seduzione del maligno. Perché se anche Dio ha vinto satana, questi torna sempre con le sue tentazioni; noi lo sappiamo, tutti noi siamo tentati, siamo stati tentati e siamo tentati. Satana viene «come leone ruggente» (1Pt 5,8), dice l’apostolo Pietro, e sta a noi non essere ingenui, ma vigilare e resistere saldi nella fede. Resistere con i consigli della madre Chiesa, resistere con l’aiuto della madre Chiesa, che come una buona mamma sempre accompagna i suoi figli nei momenti difficili.
3. Cari amici, questa è la Chiesa, questa è la Chiesa che tutti amiamo, questa è la Chiesa che amo io: una madre che ha a cuore il bene dei propri figli e che è capace di dare la vita per loro. Non dobbiamo dimenticarci però che la Chiesa non sono solo i preti, o noi vescovi, no, siamo tutti! La Chiesa siamo tutti! D’accordo? E anche noi siamo figli, ma anche madri di altri cristiani. Tutti i battezzati, uomini e donne, insieme siamo la Chiesa. Quante volte nella nostra vita non diamo testimonianza di questa maternità della Chiesa, di questo coraggio materno della Chiesa! Quante volte siamo codardi! Affidiamoci allora a Maria, perché Lei come madre del nostro fratello primogenito, Gesù, ci insegni ad avere il suo stesso spirito materno nei confronti dei nostri fratelli, con la capacità sincera di accogliere, di perdonare, di dare forza e di infondere fiducia e speranza. È questo quello che fa una mamma.
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3222 - Una vita piena

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagòga, entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva. Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo. Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via. Egli però disse loro: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato». E andava predicando nelle sinagòghe della Giudea. (Lc 4,38-44)

Il Vangelo offre l’immagine di una vita interamente donata. Proprio come il cuore di ogni uomo desidera: vivere intensamente il reale, partecipando ad ogni avvenimento, condividendo il dramma, l’attesa e la speranza di ogni persona. Gesù sa incontrare e sa rispondere. Tutta la sua vita e tutta la sua azione trovano origine nel rapporto con il Padre, ravvivato e rinnovato nel dialogo della preghiera. Per non disperderci nell’azione, per non disperare nel tumulto dei drammi personali e di quelli del mondo, occorre sperimentare il dono della figliolanza, che rinnova la certezza e l’energia del cuore e riapre ogni giorno la partita della vita.
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domenica 31 agosto 2014

3221 -Commento al Vangelo del 31/08/2014, dom. 22^ t.ord. "A"

+ Dal Vangelo secondo Matteo (16,21-27)
In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non Ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!». Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria anima? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita? Perché il Figlio dell’Uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi Angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni». 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Non in questa circostanza Pietro scopre la vera identità di Gesù, ma in questo episodio trova dentro di sé una forza soprannaturale che lo spinge a profetizzare qualcosa di grande: Gesù è il Figlio di Dio. Per gli ebrei solo a pensarlo era un grave peccato, l'Eterno non poteva avere figli carnali, perché unico. Dio era rappresentato come l'Essere sussistente, increato e perfetto in sé.
Gli Apostoli dopo avere assistito a miracoli strepitosi, dopo avere ascoltato parole meravigliose e uniche, soprattutto dopo il contatto con il Divino, avevano assorbito la convinzione della Divinità di Gesù. Era un pensiero, anche se concreto e convinto, ma arrivare ad affermare ad alta voce, davanti a tutti che si trattava del Figlio di Dio, richiedeva una forza superiore.
Quella forza arrivò a Pietro dallo Spirito Santo: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente".
Per affermare questo con piena convinzione occorre l'aiuto dello Spirito di Dio, la sua presenza deve esserci per agire nel credente che prega, e per agire deve avere la libertà senza trovare impedimenti causati dai vizi, dalle passioni disordinate, dalle cattive abitudini.
È semplice ripetere le parole di Pietro, "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente", ma non sono le parole ad elargire la Grazia, è l'amore che portiamo nel cuore verso il Signore, la purificazione dell'anima quando si conduce una vita onesta, sincera, buona, mite, umile.
Se mancano queste disposizioni interiori e non c'è la pratica delle virtù, non si è in grado di riconoscere Gesù come Dio, non intendo la conoscenza storica, ma di quella del cuore, e non si adora con convinzione, non si prega con fiducia, non si parla a Lui con piena apertura del cuore, non si percepisce come Dio.
Quando avviene questo, il credente non è in comunione con Gesù, non comunica perché non c'è contatto con Lui, manca l'unione.
Il credente che non corrisponde all'azione dello Spirito Santo finisce per usare il linguaggio dello spirito umano, che può essere più o meno spirituale, ma è sempre inadeguato e manchevole, intriso della componente carnale, quindi è più propenso per l'errore e l'immaginazione.
Così chi si fida del proprio spirito umano, pieno di imperfezioni e dissipazioni, imita l'azione di Pietro: "Non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini". Pietro aveva parlato separatamente a Gesù per esprimere il pensiero di tutti, ma solo lui aveva osato dirlo, aveva trovato il coraggio spinto da un amore intenso verso Gesù. L'amore lo ha fatto sbagliare, uno sbaglio di valutazione e non contro il Signore.
Lo amava molto e chi ama molto è accecato da quello che immagina e che si costruisce nella propria mente. Quanti errori scaturiscono in chi segue l'immaginazione e si crea convinzioni opposte alla realtà. Ne avrà solo delusioni e sconfitte!
Aveva parlato per amore, ma quando la passione dell'amore carnale prevale, si segue il pensiero meno spirituale, quindi, non corretto.
Il pensiero di Pietro si contrapponeva alla volontà di Dio, anche se tremenda e sanguinosa per la imminente crocifissione.
Quando allora è opportuno parlare ed esprimere parole autentiche e piene di verità?
Non esiste una regola, esiste la retta intenzione che si forma esclusivamente con la Grazia di Dio, la volontà di pensare ed esprimere esclusivamente parole pienamente sincere.
Invece quando si deve esprimere un'opinione bisogna evitare il giudizio e non lasciarsi prendere dal modo avventato di parlare a vanvera e di affermare parole che poi richiederanno un pentimento. Non si è mai pentito chi è stato bravo nel tacere quando non aveva argomenti validi.
Vorrei continuare a spiegare le importantissime frasi che troviamo oggi nel Vangelo, lo farò in questa settimana, ma questo versetto lo trascrivo perché deve farvi riflettere ogni giorno e far scaturire in voi un grande desiderio di concentrarvi di più sulla vita spirituale.
Una maggiore presenza dello Spirito di Gesù vi renderà migliori, farete le scelte esatte, amerete con sincerità, agirete animati dalla buonafede, vi sforzerete di essere sempre onesti, sinceri, buoni. Si comprenderà meglio il vero senso della vita, si lasceranno vizi e piaceri inutili.
"Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria anima?".
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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mercoledì 27 agosto 2014

3220 - Udienza di Papa Francesco del 27/8/2014

La Chiesa: 4. Una e Santa

Cari fratelli e sorelle, buongiorno.
Ogni volta che rinnoviamo la nostra professione di fede recitando il “Credo”, noi affermiamo che la Chiesa è «una» e «santa». Èuna, perché ha la sua origine in Dio Trinità, mistero di unità e di comunione piena. La Chiesa poi è santa, in quanto è fondata su Gesù Cristo, animata dal suo Santo Spirito, ricolmata del suo amore e della sua salvezza. Allo stesso tempo, però, è santa e composta di peccatori, tutti noi, peccatori, che facciamo esperienza ogni giorno delle nostre fragilità e delle nostre miserie. Allora, questa fede che professiamo ci spinge alla conversione, ad avere il coraggio di vivere quotidianamente l’unità e la santità, e se noi non siamo uniti, se non siamo santi, è perché non siamo fedeli a Gesù. Ma Lui, Gesù, non ci lascia soli, non abbandona la sua Chiesa! Lui cammina con noi, Lui ci capisce. Capisce le nostre debolezze, i nostri peccati, ci perdona, sempre che noi ci lasciamo perdonare. Lui è sempre con noi, aiutandoci a diventare meno peccatori, più santi, più uniti.

1. Il primo conforto ci viene dal fatto che Gesù ha pregato tanto per l’unità dei discepoli. È la preghiera dell’Ultima Cena, Gesù ha chiesto tanto: «Padre, che siano una cosa sola». Ha pregato per l’unità, e lo ha fatto proprio nell’imminenza della Passione, quando stava per offrire tutta la sua vita per noi. È quello che siamo invitati continuamente a rileggere e meditare, in una delle pagine più intense e commoventi del Vangelo di Giovanni, il capitolo diciassette (cfr vv. 11.21-23). Com’è bello sapere che il Signore, appena prima di morire, non si è preoccupato di sé stesso, ma ha pensato a noi! E nel suo dialogo accorato col Padre, ha pregato proprio perché possiamo essere una cosa sola con Lui e tra di noi. Ecco: con queste parole, Gesù si è fatto nostro intercessore presso il Padre, perché possiamo entrare anche noi nella piena comunione d’amore con Lui; allo stesso tempo, le affida a noi come suo testamento spirituale, perché l’unità possa diventare sempre di più la nota distintiva delle nostre comunità cristiane e la risposta più bella a chiunque ci domandi ragione della speranza che è in noi, (cfr 1 Pt 3,15).

2. «Tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato» (Gv 17,21). La Chiesa ha cercato fin dall’inizio di realizzare questo proposito che sta tanto a cuore a Gesù. Gli Atti degli Apostoli ci ricordano che i primi cristiani si distinguevano per il fatto di avere «un cuore solo e un’anima sola» (At 4,32); l’apostolo Paolo, poi, esortava le sue comunità a non dimenticare che sono «un solo corpo» (1 Cor 12,13). L’esperienza, però, ci dice chesono tanti i peccati contro l’unità. E non pensiamo solo agli scismi, pensiamo a mancanze molto comuni nelle nostre comunità, a peccati “parrocchiali”, a quei peccati nelle parrocchie. A volte, infatti, le nostre parrocchie, chiamate ad essere luoghi di condivisione e di comunione, sono tristemente segnate da invidie, gelosie, antipatie… E le chiacchiere sono alla portata di tutti. Quanto si chiacchiera nelle parrocchie! Questo non è buono. Ad esempio quando uno viene eletto presidente di quella associazione, si chiacchiera contro di lui. E se quell’altra viene eletta presidente della catechesi, le altre chiacchierano contro di lei. Ma, questa non è la Chiesa. Questo non si deve fare, non dobbiamo farlo! Bisogna chiedere al Signore la grazia di non farlo. Questo succede quando puntiamo ai primi posti; quando mettiamo al centro noi stessi, con le nostre ambizioni personali e i nostri modi di vedere le cose, e giudichiamo gli altri; quando guardiamo ai difetti dei fratelli, invece che alle loro doti; quando diamo più peso a quello che ci divide, invece che a quello che ci accomuna…
Una volta, nell’altra Diocesi che avevo prima, ho sentito un commento interessante e bello. Si parlava di un’anziana che per tutta la vita aveva lavorato in parrocchia, e una persona che la conosceva bene, ha detto: «Questa donna non ha mai sparlato, mai ha chiacchierato, sempre era un sorriso». Una donna così può essere canonizzata domani! Questo è un bell’esempio. E se guardiamo alla storia della Chiesa, quante divisioni fra noi cristiani. Anche adesso siamo divisi. Anche nella storia noi cristiani abbiamo fatto la guerra fra di noi per divisioni teologiche. Pensiamo a quella dei 30 anni. Ma, questo non è cristiano. Dobbiamo lavorare anche per l’unità di tutti i cristiani, andare sulla strada dell’unità che è quella che Gesù vuole e per cui ha pregato.

3. Di fronte a tutto questo, dobbiamo fare seriamente un esame di coscienza. In una comunità cristiana, la divisione è uno dei peccati più gravi, perché la rende segno non dell’opera di Dio, ma dell’opera del diavolo, il quale è per definizione colui che separa, che rovina i rapporti, che insinua pregiudizi… La divisione in una comunità cristiana, sia essa una scuola, una parrocchia, o un’associazione, è un peccato gravissimo, perché è opera del Diavolo. Dio, invece, vuole che cresciamo nella capacità di accoglierci, di perdonarci e di volerci bene, per assomigliare sempre di più a Lui che è comunione e amore. In questo sta la santità della Chiesa: nel riconoscersi ad immagine di Dio, ricolmata della sua misericordia e della sua grazia.
Cari amici, facciamo risuonare nel nostro cuore queste parole di Gesù: «Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio» (Mt 5,9). Chiediamo sinceramente perdono per tutte le volte in cui siamo stati occasione di divisione o di incomprensione all’interno delle nostre comunità, ben sapendo che non si giunge alla comunione se non attraverso una continua conversione. Che cos’è la conversione? È chiedere al Signore la grazia di non sparlare, di non criticare, di non chiacchierare, di volere bene a tutti. È una grazia che il Signore ci dà. Questo è convertire il cuore. E chiediamo che il tessuto quotidiano delle nostre relazioni possa diventare un riflesso sempre più bello e gioioso del rapporto tra Gesù e il Padre.
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Medaglia di San Benedetto