Luca 21, 19.
"Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime."
Luca 8, 15.
"Il seme caduto sulla terra buona sono coloro che, dopo aver ascoltato la parola con cuore buono e perfetto, la custodiscono e producono frutto con la loro perseveranza."
Ebrei 6, 12.
"e perché non diventiate pigri, ma piuttosto imitatori di coloro che con la fede e la perseveranza divengono eredi delle promesse."
Colossesi 4, 2.
"Perseverate nella preghiera e vegliate in essa, rendendo grazie."
Ebrei 13, 1.
"Perseverate nell'amore fraterno."
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Quando pensi di aver toccato il fondo e che nessuno ti voglia o ti ami più, Dio si fa uomo per incontrarti, Gesù ti viene accanto
CIAO A TE !!
Nulla è più urgente nel mondo d'oggi di proclamare Cristo alle genti. Chiunque tu sia, puoi, se vuoi, lasciare un tuo contributo, piccolo o grande che sia, per dire, comunicare, annunciare la persona di Gesù Cristo, unico nostro salvatore. Uno speciale benvenuto a LADYBUG che si è aggiunta di recente ai sostenitori ! *************************************************** Questo blog è sotto la protezione di N.S. Gesù Cristo e della SS Vergine Maria, Sua Madre ed ha come unica ragione di esistere di fornire un contributo, sia pure piccolo ed umile, alla crescita della loro Gloria. ***************************************************
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martedì 23 marzo 2010
597 - Saldi nella fede
Colossesi 2,6-7
Camminate dunque nel Signore Gesù Cristo, come l'avete ricevuto, ben radicati e fondati in lui, saldi nella fede come vi è stato insegnato, abbondando nell'azione di grazie.
Galati 5,1
Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi; state dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù.
Ebrei 3,14
Siamo diventati infatti partecipi di Cristo, a condizione di mantenere salda sino alla fine la fiducia che abbiamo avuta da principio.
Colossesi 2,8
Badate che nessuno vi inganni con la sua filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo.
2Corinzi 6,14
Non lasciatevi legare al giogo estraneo degli infedeli. Quale rapporto infatti ci può essere tra la giustizia e l'iniquità, o quale unione tra la luce e le tenebre?
Efesini 5,7,8,10
Non abbiate quindi niente in comune con loro. Se un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come i figli della luce; Cercate ciò che è gradito al Signore
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Camminate dunque nel Signore Gesù Cristo, come l'avete ricevuto, ben radicati e fondati in lui, saldi nella fede come vi è stato insegnato, abbondando nell'azione di grazie.
Galati 5,1
Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi; state dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù.
Ebrei 3,14
Siamo diventati infatti partecipi di Cristo, a condizione di mantenere salda sino alla fine la fiducia che abbiamo avuta da principio.
Colossesi 2,8
Badate che nessuno vi inganni con la sua filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo.
2Corinzi 6,14
Non lasciatevi legare al giogo estraneo degli infedeli. Quale rapporto infatti ci può essere tra la giustizia e l'iniquità, o quale unione tra la luce e le tenebre?
Efesini 5,7,8,10
Non abbiate quindi niente in comune con loro. Se un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come i figli della luce; Cercate ciò che è gradito al Signore
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596 - Beato chi serve
Giacomo 2, 18. - «Mostrami la tua fede senza le opere, ed io con le mie opere ti mostrerò la mia fede».
Marco 10, 43-45. - «Chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti. Il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
Luca 12, 43. - «Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà al suo lavoro».
Luca 17, 10. - «Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare»
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Marco 10, 43-45. - «Chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti. Il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
Luca 12, 43. - «Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà al suo lavoro».
Luca 17, 10. - «Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare»
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595 - Vivete in pace!
Salmo 85, 9-10 - «Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore: egli annunzia la pace per il suo popolo, per i suoi fedeli, per chi ritorna a lui con tutto il cuore. La sua salvezza è vicina a chi lo teme e la sua gloria abiterà la nostra terra.»
Isaia 32,18 - «Il mio popolo abiterà in una dimora di pace, in abitazioni tranquille, in luoghi sicuri.»
2ª Corinzi 13, 11 - «Vivete in pace e il Dio dell'amore e della pace sarà con voi.»
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Isaia 32,18 - «Il mio popolo abiterà in una dimora di pace, in abitazioni tranquille, in luoghi sicuri.»
2ª Corinzi 13, 11 - «Vivete in pace e il Dio dell'amore e della pace sarà con voi.»
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594 - Apriamo le nostre mani!
Atti 20, 35 - «Vi è più gioia nel dare che nel ricevere!»
Matteo 16, 25-26 - «chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Qual vantaggio infatti avrà l'uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa l'uomo potrà dare in cambio della propria anima?»
Luca 12, 32-34 - «procuratevi ricchezze che non si consumano, un tesoro sicuro in cielo. Là, i ladri non possono arrivare e la ruggine non lo può distruggere. Perché dove è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore
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Matteo 16, 25-26 - «chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Qual vantaggio infatti avrà l'uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa l'uomo potrà dare in cambio della propria anima?»
Luca 12, 32-34 - «procuratevi ricchezze che non si consumano, un tesoro sicuro in cielo. Là, i ladri non possono arrivare e la ruggine non lo può distruggere. Perché dove è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore
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domenica 21 marzo 2010
593 - La MIsericordia di Gesù
Quando un'anima si avvicina a Me con fiducia, la riempio di una tale quantità di grazia, che essa non può contenerla in sé e la irradia sulle altre anime.
Le anime che diffondono il culto della Mia Misericordia, le proteggo per tutta la vita, come una tenera madre protegge il suo bimbo ancora lattante e nell'ora della morte non sarò per loro Giudice, ma Salvatore misericordioso.
«I più grandi peccatori pongano la loro speranza nella Mia Misericordia.
Essi prima degli altri hanno diritto alla fiducia nell'abisso della Mia Misericordia.
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Le anime che diffondono il culto della Mia Misericordia, le proteggo per tutta la vita, come una tenera madre protegge il suo bimbo ancora lattante e nell'ora della morte non sarò per loro Giudice, ma Salvatore misericordioso.
«I più grandi peccatori pongano la loro speranza nella Mia Misericordia.
Essi prima degli altri hanno diritto alla fiducia nell'abisso della Mia Misericordia.
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592 - Angelus del 21/3/2010 Domenica V di Quaresima
Cari fratelli e sorelle!
Siamo giunti alla Quinta Domenica di Quaresima, nella quale la liturgia ci propone, quest’anno, l’episodio evangelico di Gesù che salva una donna adultera dalla condanna a morte (Gv 8,1-11). Mentre sta insegnando nel Tempio, gli scribi e i farisei conducono a Gesù una donna sorpresa in adulterio, per la quale la legge mosaica prevedeva la lapidazione. Quegli uomini chiedono a Gesù di giudicare la peccatrice con lo scopo di"metterlo alla prova" e di spingerlo a fare un passo falso. La scena è carica di drammaticità: dalle parole di Gesù dipende la vita di quella persona, ma anche la sua stessa vita. Gli accusatori ipocriti, infatti, fingono di affidargli il giudizio, mentre in realtà è proprio Lui che vogliono accusare e giudicare. Gesù, invece, è "pieno di grazia e di verità" (Gv 1,14): Egli sa che cosa c’è nel cuore di ogni uomo, vuole condannare il peccato, ma salvare il peccatore, e smascherare l’ipocrisia. L’evangelista san Giovanni dà risalto ad un particolare: mentre gli accusatori lo interrogano con insistenza, Gesù si china e si mette a scrivere col dito per terra. Osserva sant’Agostino che quel gesto mostra Cristo come il legislatore divino: infatti, Dio scrisse la legge col suo dito sulle tavole di pietra (cfr Comm. al Vang. di Giov., 33, 5). Gesù dunque è il Legislatore, è la Giustizia in persona. E qual è la sua sentenza? "Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei". Queste parole sono piene della forza disarmante della verità, che abbatte il muro dell’ipocrisia e apre le coscienze ad una giustizia più grande, quella dell’amore, in cui consiste il pieno compimento di ogni precetto (cfr Rm 13,8-10). E’ la giustizia che ha salvato anche Saulo di Tarso, trasformandolo in san Paolo (cfr Fil 3,8-14).
Quando gli accusatori "se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani", Gesù, assolvendo la donna dal suo peccato, la introduce in una nuova vita, orientata al bene: «Neanch'io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più». È la stessa grazia che farà dire all'Apostolo: "So soltanto questo: dimenticando ciò che mi sta alle spalle e proteso verso ciò che mi sta di fronte, corro verso la mèta, al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù" (Fil 3,14). Dio desidera per noi soltanto il bene e la vita; Egli provvede alla salute della nostra anima per mezzo dei suoi ministri, liberandoci dal male col Sacramento della Riconciliazione, affinché nessuno vada perduto, ma tutti abbiano modo di convertirsi. In questo Anno Sacerdotale, desidero esortare i Pastori ad imitare il santo Curato d'Ars nel ministero del Perdono sacramentale, affinché i fedeli ne riscoprano il significato e la bellezza, e siano risanati dall'amore misericordioso di Dio, il quale "si spinge fino a dimenticare volontariamente il peccato, pur di perdonarci" (Lettera di indizione dell'Anno Sacerdotale).
Cari amici, impariamo dal Signore Gesù a non giudicare e a non condannare il prossimo. Impariamo ad essere intransigenti con il peccato - a partire dal nostro! - e indulgenti con le persone. Ci aiuti in questo la santa Madre di Dio che, esente da ogni colpa, è mediatrice di grazia per ogni peccatore pentito.
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Siamo giunti alla Quinta Domenica di Quaresima, nella quale la liturgia ci propone, quest’anno, l’episodio evangelico di Gesù che salva una donna adultera dalla condanna a morte (Gv 8,1-11). Mentre sta insegnando nel Tempio, gli scribi e i farisei conducono a Gesù una donna sorpresa in adulterio, per la quale la legge mosaica prevedeva la lapidazione. Quegli uomini chiedono a Gesù di giudicare la peccatrice con lo scopo di"metterlo alla prova" e di spingerlo a fare un passo falso. La scena è carica di drammaticità: dalle parole di Gesù dipende la vita di quella persona, ma anche la sua stessa vita. Gli accusatori ipocriti, infatti, fingono di affidargli il giudizio, mentre in realtà è proprio Lui che vogliono accusare e giudicare. Gesù, invece, è "pieno di grazia e di verità" (Gv 1,14): Egli sa che cosa c’è nel cuore di ogni uomo, vuole condannare il peccato, ma salvare il peccatore, e smascherare l’ipocrisia. L’evangelista san Giovanni dà risalto ad un particolare: mentre gli accusatori lo interrogano con insistenza, Gesù si china e si mette a scrivere col dito per terra. Osserva sant’Agostino che quel gesto mostra Cristo come il legislatore divino: infatti, Dio scrisse la legge col suo dito sulle tavole di pietra (cfr Comm. al Vang. di Giov., 33, 5). Gesù dunque è il Legislatore, è la Giustizia in persona. E qual è la sua sentenza? "Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei". Queste parole sono piene della forza disarmante della verità, che abbatte il muro dell’ipocrisia e apre le coscienze ad una giustizia più grande, quella dell’amore, in cui consiste il pieno compimento di ogni precetto (cfr Rm 13,8-10). E’ la giustizia che ha salvato anche Saulo di Tarso, trasformandolo in san Paolo (cfr Fil 3,8-14).
Quando gli accusatori "se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani", Gesù, assolvendo la donna dal suo peccato, la introduce in una nuova vita, orientata al bene: «Neanch'io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più». È la stessa grazia che farà dire all'Apostolo: "So soltanto questo: dimenticando ciò che mi sta alle spalle e proteso verso ciò che mi sta di fronte, corro verso la mèta, al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù" (Fil 3,14). Dio desidera per noi soltanto il bene e la vita; Egli provvede alla salute della nostra anima per mezzo dei suoi ministri, liberandoci dal male col Sacramento della Riconciliazione, affinché nessuno vada perduto, ma tutti abbiano modo di convertirsi. In questo Anno Sacerdotale, desidero esortare i Pastori ad imitare il santo Curato d'Ars nel ministero del Perdono sacramentale, affinché i fedeli ne riscoprano il significato e la bellezza, e siano risanati dall'amore misericordioso di Dio, il quale "si spinge fino a dimenticare volontariamente il peccato, pur di perdonarci" (Lettera di indizione dell'Anno Sacerdotale).
Cari amici, impariamo dal Signore Gesù a non giudicare e a non condannare il prossimo. Impariamo ad essere intransigenti con il peccato - a partire dal nostro! - e indulgenti con le persone. Ci aiuti in questo la santa Madre di Dio che, esente da ogni colpa, è mediatrice di grazia per ogni peccatore pentito.
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venerdì 19 marzo 2010
591 - Invocazioni a San Giuseppe
Ti saluto, Giuseppe, immagine di Dio Padre.
Ti saluto, Giuseppe, padre di Dio Figlio.
Ti saluto, Giuseppe, Santuario dello Spirito Santo.
Ti saluto, Giuseppe, beneamato della Santissima Trinità.
Ti saluto, Giuseppe, fedelissimo coadiutore del grande consiglio.
Ti saluto, Giuseppe, degno sposo della Vergine Madre.
Ti saluto, Giuseppe, padre di tutti i fedeli.
Ti saluto, Giuseppe, custode di tutti quelli che hanno abbracciato la santa verginità.
Ti saluto, Giuseppe, fedele osservatore del sacro silenzio.
Ti saluto, Giuseppe, amante della santa povertà.
Ti saluto, Giuseppe, modello di dolcezza e di pazienza.
Ti saluto, Giuseppe, specchio d'umiltà e di obbedienza.
Tu sei benedetto tra tutti gli uomini.
E benedetti siano i tuoi occhi che hanno visto ciò che hai visto.
E benedette siano le tue orecchie che hanno sentito ciò che hai udito.
E benedette siano le tue mani che hanno toccato il Verbo fatto carne.
E benedette siano le tue braccia che hanno portato Colui che porta tutte le cose.
E benedetto sia il tuo petto sul quale il Figlio di Dio ha fatto un dolce riposo.
E benedetto sia il tuo cuore infiammato per Lui dell'amore più ardente.
E benedetto sia il Padre Eterno che ti ha scelto.
E benedetto sia il Figlio che ti ha amato.
E benedetto sia il Santo Spirito che ti ha santificato.
E benedetta sia Maria, tua Sposa, che ti ha amato teneramente come uno sposo e come un fratello.
E benedetto sia l'Angelo che ti ha servito da custode.
E benedetti siano tutti quelli che ti amano e che ti benedicono.
Amen.
(San Giovanni Eudes)
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Ti saluto, Giuseppe, padre di Dio Figlio.
Ti saluto, Giuseppe, Santuario dello Spirito Santo.
Ti saluto, Giuseppe, beneamato della Santissima Trinità.
Ti saluto, Giuseppe, fedelissimo coadiutore del grande consiglio.
Ti saluto, Giuseppe, degno sposo della Vergine Madre.
Ti saluto, Giuseppe, padre di tutti i fedeli.
Ti saluto, Giuseppe, custode di tutti quelli che hanno abbracciato la santa verginità.
Ti saluto, Giuseppe, fedele osservatore del sacro silenzio.
Ti saluto, Giuseppe, amante della santa povertà.
Ti saluto, Giuseppe, modello di dolcezza e di pazienza.
Ti saluto, Giuseppe, specchio d'umiltà e di obbedienza.
Tu sei benedetto tra tutti gli uomini.
E benedetti siano i tuoi occhi che hanno visto ciò che hai visto.
E benedette siano le tue orecchie che hanno sentito ciò che hai udito.
E benedette siano le tue mani che hanno toccato il Verbo fatto carne.
E benedette siano le tue braccia che hanno portato Colui che porta tutte le cose.
E benedetto sia il tuo petto sul quale il Figlio di Dio ha fatto un dolce riposo.
E benedetto sia il tuo cuore infiammato per Lui dell'amore più ardente.
E benedetto sia il Padre Eterno che ti ha scelto.
E benedetto sia il Figlio che ti ha amato.
E benedetto sia il Santo Spirito che ti ha santificato.
E benedetta sia Maria, tua Sposa, che ti ha amato teneramente come uno sposo e come un fratello.
E benedetto sia l'Angelo che ti ha servito da custode.
E benedetti siano tutti quelli che ti amano e che ti benedicono.
Amen.
(San Giovanni Eudes)
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giovedì 18 marzo 2010
mercoledì 17 marzo 2010
589 - Lasciatevi riconciliare con Dio!
2° Corinzi 5, 19-21 - «E' stato Dio infatti a riconciliare a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione. Noi fungiamo quindi da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio. »
Giovanni 20, 21-23 - «Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi». Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi».»
Matteo 18, 18 - «In verità vi dico: tutto quell o che legherete sopra la terra sarà legato anche in cielo e tutto quello che scioglierete sopra la terra sarà sciolto anche in cielo.»
Cfr Esodo 20, 2s - «Non avrai altro Dio all'infuori di me. Non nominare il nome di Dio invano. Ricordati di santificare le feste. Onora il padre e la madre; non uccidere; non commettere atti impuri; non dire falsa
testimonianza; non desiderare la donna d'altri; non desiderare la roba d'altri.»
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Giovanni 20, 21-23 - «Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi». Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi».»
Matteo 18, 18 - «In verità vi dico: tutto quell o che legherete sopra la terra sarà legato anche in cielo e tutto quello che scioglierete sopra la terra sarà sciolto anche in cielo.»
Cfr Esodo 20, 2s - «Non avrai altro Dio all'infuori di me. Non nominare il nome di Dio invano. Ricordati di santificare le feste. Onora il padre e la madre; non uccidere; non commettere atti impuri; non dire falsa
testimonianza; non desiderare la donna d'altri; non desiderare la roba d'altri.»
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588 - Elemosina e digiuno (le due ali della preghiera)
Non crediamo mai vane le nostre preghiere e le nostre opere buone. Gli Angeli di Dio raccolgono ad uno ad uno i nostri sospiri di amore e li presentano innanzi al trono dell'Eterno; non c'è una sola preghiera che riesca vana, anche quando sembra perduta al nostro corto sguardo....
Invece di affannarci o di mormorare della Provvidenza, continuiamo a pregare, perché verrà certamente il giorno della consolazione e della pace temporale od eterna. La preghiera però ha due ali con le quali s'innalza a Dio, come dicono i Padri: l'elemosina ed il digiuno. Dando agli altri, s'impegna quasi Dio a dare a noi;
digiunando e mortificandoci, si rende l'anima più adatta alle comunicazioni soprannaturali. L'elemosina ci stacca dalla terra, il digiuno ci stacca da noi stessi; ci troviamo così liberati da ogni impaccio e possiamo far sentire la nostra voce nei Cieli. Non ci stanchiamo mai di pregare; anche quando ci sembra di non essere esauditi; la preghiera può avere un effetto immediato o un effetto remoto, secondo i fini della bontà divina, ma ha sicuramente il suo effetto; stancarsi significa annientarne il frutto, proprio quando stava per maturare. Non siamo con Dio come mercenari, siamogli figlioli, abbiamo fiducia nel suo amore, affidiamo tutto nelle sue mani e tutto ci riuscirà in bene.
(Servo di Dio Dolindo Ruotolo)
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Invece di affannarci o di mormorare della Provvidenza, continuiamo a pregare, perché verrà certamente il giorno della consolazione e della pace temporale od eterna. La preghiera però ha due ali con le quali s'innalza a Dio, come dicono i Padri: l'elemosina ed il digiuno. Dando agli altri, s'impegna quasi Dio a dare a noi;
digiunando e mortificandoci, si rende l'anima più adatta alle comunicazioni soprannaturali. L'elemosina ci stacca dalla terra, il digiuno ci stacca da noi stessi; ci troviamo così liberati da ogni impaccio e possiamo far sentire la nostra voce nei Cieli. Non ci stanchiamo mai di pregare; anche quando ci sembra di non essere esauditi; la preghiera può avere un effetto immediato o un effetto remoto, secondo i fini della bontà divina, ma ha sicuramente il suo effetto; stancarsi significa annientarne il frutto, proprio quando stava per maturare. Non siamo con Dio come mercenari, siamogli figlioli, abbiamo fiducia nel suo amore, affidiamo tutto nelle sue mani e tutto ci riuscirà in bene.
(Servo di Dio Dolindo Ruotolo)
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587 - Ave, Maria, o arca santa
Bellissima preghiera, presa dall'antifonario della Chiesa Copta egiziana:
Ave al castello, abitato dal Signore.
Ave al giardino spirituale, rimasto sigillato.
Tu sei il trono dell'Onnipotente.
Ave all'abitazione del vero Circonciso.
Tu sei stata scelta come
la più virtuosa tra le potenze sante.
Ave al giardino che non è stato coltivato
e dal quale, nonostante questo,
è spuntato l'albero della vita,
che irrora le anime assetate di giustizia.
Ave al calice, che a tutto il mondo
offre da bere il vino del Dio vivente.
Ave a te, o Maria, che sei migliore degli angeli
e che sei stata scelta da Dio creatore.
Ave all'ampio castello, nel quale venne
ed abitò Cristo, nostro Dio.
Per sua intercessione, o Signore,
dona a noi la remissione dei nostri peccati.
Amen
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Ave al castello, abitato dal Signore.
Ave al giardino spirituale, rimasto sigillato.
Tu sei il trono dell'Onnipotente.
Ave all'abitazione del vero Circonciso.
Tu sei stata scelta come
la più virtuosa tra le potenze sante.
Ave al giardino che non è stato coltivato
e dal quale, nonostante questo,
è spuntato l'albero della vita,
che irrora le anime assetate di giustizia.
Ave al calice, che a tutto il mondo
offre da bere il vino del Dio vivente.
Ave a te, o Maria, che sei migliore degli angeli
e che sei stata scelta da Dio creatore.
Ave all'ampio castello, nel quale venne
ed abitò Cristo, nostro Dio.
Per sua intercessione, o Signore,
dona a noi la remissione dei nostri peccati.
Amen
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