Il Signore ti benedica,ti custodisca e ti mostri il Suo volto misericordioso!

Quando pensi di aver toccato il fondo e che nessuno ti voglia o ti ami più, Dio si fa uomo per incontrarti, Gesù ti viene accanto

CIAO A TE !!

Nulla è più urgente nel mondo d'oggi di proclamare Cristo alle genti. Chiunque tu sia, puoi, se vuoi, lasciare un tuo contributo, piccolo o grande che sia, per dire, comunicare, annunciare la persona di Gesù Cristo, unico nostro salvatore. Uno speciale benvenuto a LADYBUG che si è aggiunta di recente ai sostenitori ! *************************************************** Questo blog è sotto la protezione di N.S. Gesù Cristo e della SS Vergine Maria, Sua Madre ed ha come unica ragione di esistere di fornire un contributo, sia pure piccolo ed umile, alla crescita della loro Gloria. ***************************************************



Con Cristo non ci sono problemi, senza Cristo non ci sono soluzioni.

mi trovate anche su questo blog
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domenica 3 gennaio 2010

518 - Quattro pensieri di Padre Pio

1) Umiliati amorosamente avanti a Dio ed agli uomini perché Iddio parla a chi tiene le orecchie basse 


2) Benedici quella mano che ti percuote. È la mano di un padre!

3) Tutta la giornata sia preparazione e ringraziamento alla santa Comunione.

4) Quante difficoltà s'incontrano nel praticare il bene! Ma Gesù terrà conto di tutto!




sabato 2 gennaio 2010

517 - Messagio di Medjugorje del 2/1/2010

Ecco il messaggio che Mirjana ha ricevuto oggi e trasmessoci da Krizan Brekalo e dato a lui da Milenko Vasilj

Cari figli, oggi vi invito a venire con me con totale fiducia, perché io desidero farvi conoscere mio Figlio.
Non abbiate paura, figli miei. Io sono con voi, sono accanto a voi.
Vi mostro la strada come perdonare voi stessi, perdonare gli altri e, con pentimento sincero nel cuore, inginocchiarvi davanti al Padre.
Fate sì che muoia in voi tutto ciò che vi impedisce di amare e salvare, di essere con Lui e in Lui.
Decidetevi per un nuovo inizio, l’inizio dell’amore sincero di Dio stesso.
Vi ringrazio.

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516 - Preghiera

Questa preghiera dettata da Gesù stesso, era tanta amata da San Padre Pio da Pietrelcina tanto che, con zelante sollecitudine, invitava a stamparla in quante più copie possibilii!


"Signor mio, Gesù Cristo, accetta tutto me stesso per il tempo che mi resta: il mio lavoro, la mia parte di gioia, le mie ansie, la mia stanchezza,
l'ingratitudine che può venirmi dagli altri, il tedio, la solitudine che mi attanaglia durante il giorno, i successi, gli insuccessi, tutto ciò che mi costa, le mie miserie.
Di tutta la mia vita voglio fare un fascio di fiori, deporli nelle mani della Vergine Santa; Lei stessa penserà di offrirteli.
Fa che possano diventare frutto di misericordia per tutte le anime e di meriti per me lassù nel Cielo".
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(Approv. eccles. Curia Arcivescoville di Cosenza 31-12-1975)

venerdì 1 gennaio 2010

515 - Saluto alla Beata Vergine Maria

Ave, Signora, santa regina,

santa Madre di Dio, Maria,
che sei vergine fatta Chiesa
ed eletta dal santissimo Padre Celeste,
che ti ha consacrata
insieme col santissimo suo Figlio diletto
e con lo Spirito Santo Paraclito;
tu in cui fu ed è ogni pienezza di grazia
e ogni bene.


Ave, suo palazzo,
ave suo tabernacolo,
ave suo vestimento,
ave, sua ancella,
ave sua Madre.


(San Francesco d’Assisi, Saluto alla Beata Vergine Maria)
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giovedì 31 dicembre 2009

514- Saldi nella fede

Colossesi 2,6-7


Camminate dunque nel Signore Gesù Cristo, come l'avete ricevuto, ben radicati e fondati in lui, saldi nella fede come vi è stato insegnato, abbondando nell'azione di grazie.



Galati 5,1

Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi; state dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù.


Ebrei 3,14
Siamo diventati infatti partecipi di Cristo, a condizione di mantenere salda sino alla fine la fiducia che abbiamo avuta da principio.


Colossesi 2,8
Badate che nessuno vi inganni con la sua filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo.


2Corinzi 6,14
Non lasciatevi legare al giogo estraneo degli infedeli. Quale rapporto infatti ci può essere tra la giustizia e l'iniquità, o quale unione tra la luce e le tenebre?
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Efesini 5,7,8,10
Non abbiate quindi niente in comune con loro. Se un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come i figli della luce; Cercate ciò che è gradito al Signore

513 - Dio è nostro amico!

Giovanni 15, 13.
«Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici.»


1ª Giovanni 4, 19.
«Noi amiamo, perché egli ci ha amati per primo.»

1ª Giovanni 4, 18.
«Nell'amore non c'è timore, al contrario l'amore perfetto scaccia il timore, perché il timore suppone un castigo e chi teme non è perfetto nell'amore.»
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lunedì 28 dicembre 2009

512 - Due pensieri


Facciamo del bene, aderiamo alla volontà di Dio, sia questa la stella sopra la quale si fissano i nostri sguardi in questa navigazione.



Quando non riesci a camminare a gran passi per la via che a Dio conduce, contentati dei piccoli passi ed aspetta pazientemente che abbi gambe per correre, o meglio ali per volare.
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511 - Guardate a Lui!

Salmo 33, 6.
«Guardate a lui e sarete raggianti, non saranno confusi i vostri volti.»


Luca 11,34.
«La lucerna del tuo corpo è l'occhio. Se il tuo occhio è sano, anche il tuo corpo è tutto nella luce; ma se è malato, anche il tuo corpo è nelle tenebre.»


Ebrei 12,1-2.
«Corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fìsso la sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede.»
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510 - Impegnati a vivere in Dio

1Timoteo 4,12b

sii esempio ai fedeli nelle parole, nel comportamento, nella carita', nella fede, nella purezza.

2Pietro 1,5-7
Per questo mettete ogni impegno per aggiungere alla vostra fede la virtu', alla virtu' la conoscenza, alla conoscenza la temperanza, alla temperanza la pazienza, alla pazienza la pieta', alla pieta' l'amore fraterno, all'amore fraterno la carita'.


2Timoteo 2,15
Sforzati di presentarti davanti a Dio come un uomo degno di approvazione, un lavoratore che non ha di che vergognarsi, uno scrupoloso dispensatore della parola della verita'.
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domenica 27 dicembre 2009

509 - Angelus del 26/12/2009


Il martire è colui che muore con la certezza di sapersi amato da Dio, nulla anteponendo all’amore di Cristo.
Cari fratelli e sorelle,
con l’animo ancora colmo di stupore e inondato dalla luce che promana dalla Grotta di Betlemme, dove con Maria Giuseppe e i pastori abbiamo adorato il nostro Salvatore, oggi facciamo memoria del diacono Santo Stefano, il primo martire cristiano. Il suo esempio ci aiuta a penetrare maggiormente il mistero del Natale e ci testimonia la meravigliosa grandezza della nascita di quel Bambino nel quale si manifesta la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per gli uomini (cfr Tt 2,11). Colui che vagisce nella mangiatoia, infatti, è il Figlio di Dio fatto uomo, che ci chiede di testimoniare con coraggio il suo Vangelo, come ha fatto Santo Stefano il quale, pieno di Spirito Santo, non ha esitato a dare la vita per amore del suo Signore. Egli, come il suo Maestro, muore perdonando i propri persecutori e ci fa comprendere come l’ingresso del Figlio di Dio nel mondo dia origine ad una nuova civiltà, la civiltà dell’amore, che non si arrende di fronte al male e alla violenza e abbatte le barriere tra gli uomini, rendendoli fratelli nella grande famiglia dei figli di Dio.
Stefano è anche il primo diacono della Chiesa, che facendosi servo dei poveri per amore di Cristo, entra progressivamente in piena sintonia con Lui e lo segue fino al dono supremo di sé. La testimonianza di Stefano, come quella dei martiri cristiani, indica ai nostri contemporanei spesso distratti e disorientati, su chi debbano porre la propria fiducia per dar senso alla vita. Il martire, infatti, è colui che muore con la certezza di sapersi amato da Dio e, nulla anteponendo all’amore di Cristo, sa di aver scelto la parte migliore. Configurandosi pienamente alla morte di Cristo, è consapevole di essere germe fecondo di vita e di aprire nel mondo sentieri di pace e di speranza. Oggi, presentandoci il diacono Santo Stefano come modello, la Chiesa ci indica, altresì, nell’accoglienza e nell’amore verso i poveri, una delle vie privilegiate per vivere il Vangelo e testimoniare agli uomini in modo credibile il Regno di Dio che viene.
La Festa di santo Stefano ci ricorda anche i tanti credenti, che in varie parti del mondo, sono sottoposti a prove e sofferenze a causa della loro fede. Affidandoli alla sua celeste protezione, impegniamoci a sostenerli con la preghiera e a non venir mai meno alla nostra vocazione cristiana, ponendo sempre al centro della nostra vita Gesù Cristo, che in questi giorni contempliamo nella semplicità e nell’umiltà del presepe. Invochiamo per questo l'intercessione di Maria, Madre del Redentore e Regina dei Martiri, con la preghiera dell'Angelus.
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508 - Angelus del 27/12/2009


La famiglia cristiana è consapevole che i figli sono dono e progetto di Dio.
Cari fratelli e sorelle!

Ricorre oggi la domenica della Santa Famiglia. Possiamo ancora immedesimarci nei pastori di Betlemme che, appena ricevuto l’annuncio dall’angelo, accorsero in fretta alla grotta e trovarono "Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia" (Lc 2,16). Fermiamoci anche noi a contemplare questa scena, e riflettiamo sul suo significato.
I primi testimoni della nascita del Cristo, i pastori, si trovarono di fronte non solo il Bambino Gesù, ma una piccola famiglia: mamma, papà e figlio appena nato. Dio ha voluto rivelarsi nascendo in una famiglia umana, e perciò la famiglia umana è diventata icona di Dio! Dio è Trinità, è comunione d’amore, e la famiglia ne è, in tutta la differenza esistente tra il Mistero di Dio e la sua creatura umana, un’espressione che riflette il Mistero insondabile del Dio amore. L’uomo e la donna, creati ad immagine di Dio, diventano nel matrimonio "un’unica carne" (Gen 2,24), cioè una comunione di amore che genera nuova vita. La famiglia umana, in un certo senso, è icona della Trinità per l’amore interpersonale e per la fecondità dell’amore.
La liturgia odierna propone il celebre episodio evangelico di Gesù dodicenne che rimane nel Tempio, a Gerusalemme, all’insaputa dei suoi genitori, i quali, stupiti e preoccupati, ve lo ritrovano dopo tre giorni mentre discute con i dottori. Alla madre che gli chiede spiegazioni, Gesù risponde che deve "essere nella proprietà", nella casa del suo Padre, cioè di Dio (cfr Lc 2,49). In questo episodio il ragazzo Gesù ci appare pieno di zelo per Dio e per il Tempio.
Domandiamoci: da chi aveva appreso Gesù l’amore per le "cose" del Padre suo? Certamente come figlio ha avuto un’intima conoscenza del Padre suo, di Dio, una profonda relazione personale permanente con Lui, ma, nella sua cultura concreta, ha certamente imparato le preghiere, l’amore verso il Tempio e le Istituzioni di Israele dai propri genitori. Dunque, possiamo affermare che la decisione di Gesù di rimanere nel Tempio era soprattutto frutto della sua intima relazione col Padre, ma anche frutto dell’educazione ricevuta da Maria e da Giuseppe.
Qui possiamo intravedere il senso autentico dell’educazione cristiana: essa è il frutto di una collaborazione sempre da ricercare tra gli educatori e Dio. La famiglia cristiana è consapevole che i figli sono dono e progetto di Dio. Pertanto, non li può considerare come proprio possesso, ma, servendo in essi il disegno di Dio, è chiamata ad educarli alla libertà più grande, che è proprio quella di dire "sì" a Dio per fare la sua volontà. Di questo "sì" la Vergine Maria è l’esempio perfetto.
A lei affidiamo tutte le famiglie, pregando in particolare per la loro preziosa missione educativa.
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sabato 26 dicembre 2009

507 - Quattro pensieri

1) Non amate, se è possibile, la volontà di Dio perchè è conforme alla vostra, ma amate la vostra quando e perchè saranno conforme a quella di Dio.


2) Espandi l'anima tua dinanzi a questo divin sole e non temere i suoi infuocati raggi, altrimenti il bozzolo non si schiuderà e non potrà venir fuori la formosissima farfalla.


3) Sii sempre semplice, perchè la vera semplicità è sempre buona e grata a Dio.


4) Non temere la tempesta che rugge a te d'intorno, poichè a misura che l'inverno sarà più rigido, la primavera più bella e più ricca di fiori ed il raccolto più abbondante.

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Medaglia di San Benedetto