Il Signore ti benedica,ti custodisca e ti mostri il Suo volto misericordioso!

Quando pensi di aver toccato il fondo e che nessuno ti voglia o ti ami più, Dio si fa uomo per incontrarti, Gesù ti viene accanto

CIAO A TE !!

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lunedì 27 aprile 2015

3358 - Commento al Vangelo del 26/4/2015, Domenica 4^ di Pasqua

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (10,11-18)
In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il Buon Pastore. Il Buon Pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario -che non è pastore e al quale le pecore non appartengono- vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il Buon Pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle Io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché Io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: Io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio». 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Questa quarta domenica di Pasqua viene detta del “Buon Pastore”, perché nel ciclo liturgico triennale ogni anno si legge una pericope del capitolo 10 di San Giovanni, un capitolo imperniato su questo tema. La pericope indica un gruppo di versi estratti da un testo, si utilizza quasi esclusivamente per indicare un testo sacro del Nuovo Testamento.
Oggi incontriamo una delle auto rivelazioni Cristologiche, Gesù rivela la sua identità senza temere la reazione puntuale dei suoi nemici. “Io sono il Buon Pastore”, inizia così il Vangelo di questa domenica, e questa rivelazione si unisce ad altre che Lo identificano al Messia atteso dagli ebrei.
Non bisogna fermarsi alle parole che dice Gesù, “Io sono il Buon Pastore” è sicuramente un’affermazione che piace ai cristiani o a quanti si cimentano nella lettura del Vangelo. Invece è più profonda la spiegazione di queste parole.
Il senso di questa espressione non indica solo che Gesù è buono, infatti la traduzione letterale di essa è il pastore ideale, e trattandosi del Figlio di Dio possiamo dire che è il pastore perfetto. Nessuno potrà mai compiere questo ruolo con la stessa sua sollecitudine, con l’Amore pieno che solo Dio possiede.
Gesù è il Pastore perfetto, tutto in Lui raggiunge la pienezza della perfezione.
I Vescovi e i Sacerdoti devono avere come modello di vita questo Pastore buono, bisogna imitare le virtù di Gesù per fare sempre bene.
Lui pone un paragone tra il Buon Pastore e il mercenario, questi sono ruoli e comportamenti opposti, e Lui spiega l’agire dell’uno e dell’altro. Parla dell’amore che muove ad agire i buoni, l’amore del pastore che imita Gesù, mentre gli interessi umani che occupano il cuore e la malizia presente nel mercenario, indicano l’uomo venale che compie determinate azioni.
Con una descrizione semplice Gesù si presenta come il Buon Pastore, riprendendo così quanto era stato ispirato al Profeta Ezechiele riguardo le guide spirituali ebree. Dio si lamentava dei cattivi pastori che pascevano solo se stessi e prometteva un pastore perfetto: “Susciterò per loro un pastore che le pascerà”.
È Gesù il Pastore che nutre tutti quelli che fanno un cammino di Fede integro, Lui alimenta i buoni con la sua Grazia.
Per noi Gesù non è solo un Pastore perfetto, e anche se questa affermazione implicitamente Lo indica come Dio infallibile, bisogna considerare di conseguenza, la sua perfetta conoscenza delle pecore: le conosce una ad una. Ha una conoscenza piena di ogni persona, conosce la più piccola fibra.
“Conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre”.
Gesù ripete che conosce le pecore, precisa che le pecore veramente sue Lo conoscono e che tra Lui e suo Padre c’è una conoscenza amorosa. La ripetizione del verbo conoscere è dovuta ad un significato più teologico rispetto all’utilizzo che se ne fa comunemente. Gesù utilizza spesso il verbo conoscere come sinonimo di confidenza, di una amicizia profonda e non più umana: è soprannaturale.
Quando afferma che conosce le pecore, intende anche dire che dona la sua Vita per esse.
Gesù ripete molte volte la parola “pecora” rivolta ai credenti. Paragonando il credente alla pecora non intende svuotarlo della sua libertà di pensiero e di azione. Al contrario, la vicinanza a Gesù ci rende maggiormente liberi di scegliere, liberi di agire e di determinare la nostra vita.
Gesù ci indica come “pecore” solo per la docilità che dobbiamo possedere e attuare in ogni circostanza. Dobbiamo diventare buoni.
La mansuetudine è una virtù che si ottiene con una continua lotta contro il proprio egoismo. La vittoria sull’amor proprio ci conduce ad agire con mitezza, pazienza e bontà. Non si acquisiscono automaticamente le virtù, per possederle bisogna conoscerle, praticarle e lottare contro i comportamenti negativi e opposti.
Gesù ci trasmette la forza per vincere le tentazioni e praticare le virtù, dobbiamo chiederlo ogni giorno nella preghiera.
È impossibile incontrare un altro pastore simile a Gesù, solo Lui conosce perfettamente ogni persona e per amore dona la sua Vita.
Non esiste in questo mondo una conoscenza personale e una generosità come le possiede Gesù, neanche tra gli sposi o i fidanzati profondamente innamorati. Ci consola la perfetta conoscenza che ha di noi, questo indica che ci ascolta sempre e non ci lascia mai soli. Sono le persone ad allontanarsi da Lui o a scegliere una vita sbagliata che si oppone al suo Amore.
Da parte di Gesù c’è una dedizione totale verso ogni persona, desidera la salvezza di ogni persona, la sua felicità in questa vita e che viva nella gioia osservando i Comandamenti. “Il Buon Pastore dà la propria vita per le pecore”. Gesù non si risparmia mai, non dimentica le nostre richieste e non è mai distratto quando Lo invochiamo.
Con questa affermazione Gesù rivela il suo infinito Amore per le pecore, ma non tutte appartengono al suo Ovile. “E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle Io devo guidare”. Gesù è morto e risorto per tutti, ma non tutti corrispondono alle sue richieste e scelgono liberamente di perdersi nel mare dell’immoralità.
Lui ha mantenuto la promessa e veramente ha dato la sua Vita per salvare ogni vita che Lo ascolta.
“Io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: Io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo”. Gesù è padrone della sua Vita mentre noi non lo siamo, è padrone della vita di ogni essere umano, Egli può sospendere le leggi fisiche e compiere miracoli di continuo.
Meritano le Grazie quelli che pregano molto e bene, sono docili come la pecora e seguono i suoi insegnamenti.
  
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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3357 - Non giudicate

Giacomo 4,11
Non sparlate gli uni degli altri, fratelli.

Matteo 7,3
Perché osservi la pagliuzza nell'occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio?

Romani 2,1
Sei dunque inescusabile, chiunque tu sia, o uomo che giudichi; perché mentre giudichi gli altri, condanni te stesso; infatti, tu che giudichi, fai le medesime cose.

Romani 14,10
Ma tu, perché giudichi il tuo fratello? E anche tu, perché disprezzi il tuo fratello? Tutti infatti ci presenteremo al tribunale di Dio,

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3356 - Il Desiderio di Dio

Salmo 42, 2.
«Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio.»


Salmo 41, 3.
«L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di Dio?»


1 Giovanni 2, 25.
«E questa è la promessa che egli ci ha fatto: la vita eterna.»


1 Timoteo 6, 12.
«Combatti la buona battaglia della fede, cerca di raggiungere la vita eterna alla quale sei stato chiamato.»


Romani 6, 23.
«Perché il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù nostro Signore.»


Giovanni 5, 24.
«In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e cre de a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.»

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sabato 25 aprile 2015

3355 - Messaggio di Medjugorje del 25 aprile 2015

Cari figli!
Sono con voi anche oggi per guidarvi alla salvezza. 
La vostra anima è inquieta perché lo spirito è debole e stanco da tutte le cose terrene.
Voi figlioli, pregate lo Spirito Santo perché vi trasformi e vi riempia con la sua forza di fede e di speranza perché possiate essere fermi in questa lotta contro il male.
Io sono con voi e intercedo per voi presso mio Figlio Gesù.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
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3354 - Commento al Vangelo del 19/4/2015, Domenica 3^ di Pasqua

+ Dal Vangelo secondo Luca (24,35-48)
In quel tempo, i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus narravano agli Undici e a quelli che erano con loro ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto Gesù nello spezzare il pane. Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio Io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che Io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. Poi disse: «Sono queste le parole che Io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo Nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni». 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La liturgia continua ad evidenziare la certezza della Resurrezione del Signore e ci propone le letture che narrano gli avvenimenti successivi. Non è da minimizzare o valutare con poca chiarezza la sua Resurrezione, proprio su essa poggia la nostra Fede, non avremmo alcun motivo di seguire Gesù se non fosse veramente risorto.
La Parola di queste domeniche ci trasmette una particolare gioia per la meditazione che ne scaturisce sulla presenza di Gesù in mezzo a noi. Il Vangelo di oggi vuol dirci e darci la certezza che Lui è vivo: Sono proprio Io”. L’affermazione arreca serenità nei credenti e permette la crescita della Fede, la convinzione che il Signore Risorto continua ancora oggi a compiere i grandi miracoli che ci descrive il Vangelo.
È proprio Gesù ad agire in noi quando glielo permettiamo, quando Lo mettiamo al centro di tutto e seguiamo i suoi comandi.
Conoscere il Signore e frequentarlo nella preghiera, ci trasforma interiormente e ci rende nuove creature, con una nuova mentalità volta esclusivamente al bene e alla pratica fruttuosa delle virtù. Da questi comportamenti si riconosce l’autentico seguace di Gesù.
Il cambio di mentalità grazie all’opera dello Spirito Santo, rende il cristiano più buono e mite, paziente e comprensivo, misericordioso e sempre pronto al perdono. Avviene una vera rinascita spirituale, con l’allontanamento delle miserie umane e una forte e rinnovata capacità ad amare tutti e a fare sempre del bene.
La vicinanza a Gesù, poi, illumina l’intelletto e si comprende con facilità la Parola di Dio e si trovano le spiegazioni corrette alle situazioni umane. Questo avviene ai due discepoli di Emmaus, Gesù apre la mente perché camminano con Lui, sono vicini a Lui e accolgono con gioia e grande interesse i suoi insegnamenti.
Agli Apostoli Gesù ripete gli inviti a toccarlo per avere la piena convinzione che è un Uomo vivo, ad essi chiede di verificare la realtà del suo Corpo e di accertarsi delle sue ferite: “Toccatemi, guardate”. Noi non abbiamo bisogno di queste prove, mentre gli Apostoli sono traumatizzati dagli eventi e sono molto scossi. I dubbi si alternano alle certezze, la debolezza è messa a dura prova.
In questa loro condizione Gesù vuole offrire un’ulteriore prova e mangia davanti a loro: “Gli offrirono una porzione di pesce arrostito”. Ma è Gesù a chiedere prima: “Avete qui qualche cosa da mangiare?”. Ad ognuno di noi chiede ogni giorno se abbiamo qualcosa da offrirgli oltre le preghiere, come l’osservanza dei Comandamenti e la pratica delle virtù.
Il cristiano è colui che ripresenta Gesù, che si mostra ai familiari e a tutti i conoscenti come testimone credibile di Gesù Risorto.
Per il cristiano autentico Gesù non è un fantasma e può mostrare con la sua vita che è veramente vivo e che agisce nell’anima.
Il dramma di oggi di molti cristiani è di avere ridotto il Vangelo a un fantasma, non lo percepiscono più come volontà di Gesù ed è diventato invisibile all’intelletto e al cuore. Non percepiscono più il Vangelo come insegnamento di Dio e si lasciano andare a comportamenti immorali.
Chi si stacca dal Vangelo, quindi anche da Gesù, vive staccato dalla vita reale e spesso interpreta gli eventi in modo sbagliato!
Non è sufficiente andare a Messa o recitare delle preghiere, siamo veri seguaci quando permettiamo a Gesù di essere vivo in noi.

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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3353 - Ti amo, Signore mia forza

Sal 26,1
"Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò paura? Il Signore è difesa della mia vita, di chi avrò timore?."

Rm 8, 35-37

 "Chi ci separerà dunque dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Proprio come sta scritto: Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo trattati come pecore da macello. Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati."

Sal 120,1-3

 "Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l'aiuto? Il mio aiuto viene dal Signore,che ha fatto cielo e terra. Non lascerà vacillare il tuo piede, non si addormenterà il tuo custode.

Sal 22,1

 " Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla."

Sal 17,2-3

 " Ti amo, Signore, mia forza, Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberato re; mio Dio, mia rupe, in cui trovo riparo; mio scudo e baluardo, mia potente salvezza."
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3352 - Commento al Vangelo del 12/4/2015, Domenica 2^ di Pasqua (Divina Misericordia)

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (20,19-31)
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome. 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Non solamente molti atei pensano a un Dio inesistente. Comunque, per gli atei il fatto di pensare all'assenza di Dio è un’implicita ammissione della sua esistenza, anche se loro si rifiutano di credere. Mentre gli agnostici rimangono indifferenti e non si curano affatto dell’esistenza o meno di Dio.
Non volevo spiegare questo inizialmente, il riferimento agli atei l’ho introdotto per indicare moltissimi cristiani che non credono più in Dio.
Il Vangelo afferma che Tommaso nella prima apparizione di Gesù agli Apostoli era assente, come assenti sono molti cristiani che hanno conosciuto Gesù e forse in passato anche un po’ pregavano, poi hanno abbracciato la vita dissipata e hanno dimenticato e rifiutato -anche se a livello inconscio- l’esistenza di Dio.
L’assenza di Tommaso, potete comprendere molto bene, non è stata assolutamente casuale, Gesù vedeva e ascoltava tutto, nulla gli era ignoto, quindi, scelse di apparire quando Tommaso era assente per punire la leggerezza di questo Apostolo, rimasto molto legato alle sue opinioni e con il cuore un po’ indurito.
Gesù conosceva perfettamente i dubbi di Tommaso sulla sua Resurrezione, tanti dubbi presenti in lui nei tre anni di vicinanza a Gesù. Eppure aveva visto miracoli grandiosi, era stato presente ad avvenimenti inspiegabili.
Anche dopo la Resurrezione del Signore, Tommaso è rimasto con i suoi dubbi, per questo non è assolutamente un eroe della Fede.
Al contrario, Tommaso è il modello del discepolo inquieto e scettico, non è una bella figura almeno fino a quando si ricrede ed inizia una nuova vita, diventando un grande missionario del Vangelo. Con i suoi dubbi, frutto di una elaborazione mentale sempre molto soggettiva e distante dalla realtà, tanto che lo disorienta e la sua mente crede solo ciò che piace, Tommaso non è da imitare ma da superare.
È Gesù che indica la sua gravissima esitazione nell’accettare la Resurrezione: Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!”. Non è un merito per Tommaso aver creduto dopo avere toccato le ferite del Signore, è un demerito, una scarsità di Fede a causa della sua inseparabile razionalità.
Chi immagina Tommaso come un modello di discepolo forte e pieno di Fede è fuori strada, o meglio, segue le teorie moderne che contrastano palesemente il Vangelo, in quanto sono ineccepibili le ammonizioni che Gesù rivolge a Tommaso. Non è un complimento questa affermazione: “Non essere incredulo, ma credente!”.
È incredulo chi è scettico, irreligioso, dubbioso. Con il suo comportamento Tommaso manifesta queste caratteristiche negative.
Con questo non sminuisco la disponibilità di Tommaso nel mettersi alla sequela di Gesù, la sua donazione a Dio, l’impegno giornaliero di fare quello che indicava il Maestro Divino. Non è sicuramente uno che trama contro Gesù, è la sua debolezza umana a bloccarlo nell’elevazione spirituale. Per lui è connaturale essere dubbioso, nonostante i tre anni di vicinanza a Gesù. Poi diverrà un grande Santo.
Allora Tommaso ci dice che la santità è possibile anche a quanti adesso sono deboli, fragili, inclini ai piaceri peccaminosi. Come lui devono però fermarsi dinanzi a Gesù e gridare con gioia: “Mio Signore e mio Dio!”. Questa professione di Fede emessa con profonda sincerità, sarà per molti il passaggio dalla vita perduta alla rinascita spirituale.
Dopo avere toccato le ferite di Gesù, nasce un nuovo Tommaso, la sua Fede sgorga veramente non tanto dal vedere Gesù, ma da un grande dolore. Qui Tommaso è un vero Apostolo, si pente amaramente dei dubbi e non riesce a bloccare il suo profondo dolore interiore.
Non è l’evidenza delle prove ma l’amore che porta Tommaso all’adorazione di Gesù e più tardi all’apostolato in India, ma portò il Vangelo tra i Persi e i Medi; evangelizzò pure i Parti, Ircani, i Battriani e gli Etiopici.
Per tutti è possibile ricominciare una vita di santità, anche se sembra impossibile può accadere quello che al momento rimane impensabile. Come Tommaso bisogna abbandonare le proprie illusorie opinioni, la convinzione di avere compreso tutto e di voler dire sempre l’ultima parola.
Non è male imparare ad ascoltare con rispetto quanto affermano gli altri e a riconoscere i propri errori e limiti.
Se la nostra Fede è ferma, su di essa si appoggerà quella di molti altri. È necessario che la nostra Fede in Gesù cresca giorno dopo giorno, che impariamo a guardare agli avvenimenti e alle persone come Lui li guarda, che il nostro agire nel mondo sia animato dalla vera dottrina del Signore.
Può succedere che talvolta anche noi siamo privi di Fede come l’Apostolo Tommaso.
Abbiamo bisogno di maggiore fiducia nel Signore di fronte alle difficoltà nell’apostolato, davanti ai fatti di cui non sappiamo vedere la dimensione soprannaturale, nei momenti di oscurità che il Signore permette perché si rafforzino in noi altre virtù.

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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3351 - Credenti o creduloni

Luca 8, 48.
«Egli le disse: “Figlia, la tua fede ti ha salvata, và in pace”».

Matteo 14, 31.
«E subito Gesù stese la mano, lo afferrò e gli disse: “Uomo di poca fede, perché hai dubitato?”».

Levitico 19, 26.
«Non mangerete carne con il sangue. Non praticherete alcuna sorta di di divinazione o di magia».».

Deuteronomio 18, 10.
«Non si trovi in mezzo a te chi immola, facendoli passare per il fuoco, il suo figlio o la sua figlia, né chi esercita la divinazione o il sortilegio o l’augurio o la magia».

Atti 19, 18-19.
«Molti di quelli che avevano abbracciato la fede venivano a confessare in pubblico le loro pratiche magiche e un numero considerevole di persone che avevano esercitato le arti magiche portavano i propri libri e li bruciavano alla vista di tutti».

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3350 - Non allontanatevi da Dio

Deuteronomio 18, 10-12
Non si trovi in mezzo a te chi immola, facendoli passare per il fuoco, il suo figlio o la sua figlia, né chi esercita la divinazione o il sortilegio o l'augurio o la magia; né chi faccia incantesimi, né chi consulti gli spiriti o gli indovini, né chi interroghi i morti, perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore;

Levitico 19, 31
Non vi rivolgete ai negromanti né agli indovini; non li consultate per non contaminarvi per mezzo loro. Io sono il Signore, vostro Dio. 

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3349 - Voi siete il profumo di Cristo!

Siracide 39, 13-14 
“Ascoltatemi, figli santi, e crescete come una pianta di rose su un torrente. Come incenso spandete un buon profumo, fate fiorire fiori come il giglio, spargete profumo e intonate un canto di lode; benedite il Signore per tutte le opere sue”.

Qoelet 9, 8 

“In ogni tempo le tue vesti siano bianche e il profumo non manchi sul tuo capo”.

2 Corinzi 2, 14 

“Siano rese grazie a Dio, il quale ci fa partecipare al suo trionfo in Cristo e diffonde per mezzo nostro il profumo della sua conoscenza nel mondo intero!”
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domenica 5 aprile 2015

3348 - Commento al Vangelo del 5/4/2015, Domenica di Pasqua

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (20,1-9)
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario -che era stato sul suo capo- non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti. 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
È la Pasqua di Resurrezione di Gesù, un momento storico ma pieno di mistero, un fatto inusitato e al solo ripeterlo manda in crisi i più increduli. Un Uomo è Risorto, ma nessun uomo ha questa facoltà, il potere di disporre della sua vita come desidera. D’altronde, se un uomo è morto non ha alcuna capacità né possibilità di decidere come e quale azione compiere.
L’uomo mortale è limitatissimo, basta poco per patire una grave malattia, per smarrire l’onesta identità, per perdere tutto quello che ha, anche gli affetti più assicurati. Chi è l’uomo fatto di fango che si muove in questo mondo e pretende di sostituirsi anche a Dio?
Alla prima tribolazione cade precipitosamente e spesso non trova alcun appiglio per rialzarsi. L’uomo da solo è un composto di egoismo, orgoglio e superbia, si illude di poter fare a meno di Gesù e vive con forte agitazione e crescente apprensione, tanto che la pressione arteriosa è sempre più alta del normale.
L’umanità è poco attenta al fine dell’esistenza, ciò per cui vale la pena vivere e sacrificarsi, essa è troppo concentrata sui mezzi che devono produrre necessariamente piaceri incessanti, e se non li trovano in un modo cercano altre condizioni per soddisfare la carne. Proprio la carne si decomporrà e diventerà cenere, mentre l’anima vivrà eternamente ed è l’anima nell’aldilà a dare forma al corpo.
Quanti vivono in Paradiso sono visti nell’età migliore della loro vita terrena e nella loro bellezza più splendente apportata dalla gloria che si riceve in Cielo. L’anima da sola non si vede, mentre essa dà la forma -in modo spirituale chiaramente-, al corpo che aveva quella persona mentre viveva sulla terra.
Così in Paradiso vi si trovano persone che hanno scelto Gesù mentre erano in vita e sono visibili tra di loro, come molti Santi hanno avuto apparizioni di persone che sono in Paradiso, perché il corpo viene spiritualizzato dall’anima che ne diventa la forma. Quindi, in Paradiso l’anima spirituale dà al corpo che aveva sulla terra la sua forma esteriore, conosciuta da familiari, parenti, ecc.
A Gesù non è avvenuto questo, il suo Santissimo Corpo non si è decomposto e la sua Anima non ha dovuto dare forma spirituale al Corpo per renderlo visibile. Gesù è Risorto con il suo Corpo autentico, questo è l’annuncio che sconvolge tutti,la sua Resurrezione fa tremare tutte le montagne del mondo, a cominciare dalla catena montuosa dell’Himalaya lunga circa 2.400 km dove si trovano le cime più alte della terra, come l'Everest (8848 metri), il K2 (8611 metri).
La Resurrezione di Gesù scompiglia tutti i calcoli umani, capovolge la forza della natura la quale si sottomette a Lui, tutto diventa sottoposto al Figlio dell’Uomo e nessuna cosa può sentirsi libera dal potere Onnipotente di un Dio che mostra di poter morire nel Corpo di Carne ma di risorgere quando stabilisce, perché è il Signore della Vita.
Gesù è il Vivente, ai suoi nemici è apparso debole dopo che aveva dimostrato l’Onnipotenza nel far risorgere i morti, che aveva dominato ogni forma di malattia e aveva comandato anche alla natura sconvolta in una notte di pesca con gli Apostoli tramortiti, di calmarsi, di tacere.
«Nel frattempo si sollevò una gran tempesta di vento e gettava le onde nella barca, tanto che ormai era piena. Gesù se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora Lo svegliarono e gli dissero: “Maestro, non T'importa che moriamo?». Destatosi, sgridò il vento e disse al mare: “Taci, calmati!”. Il vento cessò e vi fu grande bonaccia. Poi disse loro: “Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?”. E furono presi da grande timore e si dicevano l'un l'altro: “Chi è dunque Costui, al quale anche il vento e il mare obbediscono?”» (Mc 4,37-41).
I miracoli e l’Onnipotenza di Gesù che conosciamo dal Vangelo, non sono assolutamente rimasti nel Sepolcro di Giuseppe d’Arimatea, non poteva avvenire perché il Signore è Risorto, è vivo come duemila anni fa ma con il suo autentico Corpo glorificato. Infatti dopo la sua Resurrezione per convincere gli Apostoli che veramente era vivo, quindi Risorto, mangiava insieme a loro del pesce, proprio come faceva nei tempi passati.
«Quando già era l'alba Gesù si presentò sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: “Figlioli, non avete nulla da mangiare?”. Gli risposero: “No”. Allora disse loro: “Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete”. La gettarono e non potevano più tirarla su per la gran quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: “È il Signore!”. Simon Pietro appena udì che era il Signore, si cinse ai fianchi il camiciotto, poiché era spogliato, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: infatti non erano lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: “Portate un po’ del pesce che avete preso or ora”. Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatrè grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò. Gesù disse loro: “Venite a mangiare”. E nessuno dei discepoli osava domandargli: “Chi sei?”, poiché sapevano bene che era il Signore.
Allora Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede a loro, e così pure il pesce. Questa era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risuscitato dai morti» (Gv 214-14).
Mi commuovono questi brani, la bontà di Gesù è indefinibile, non ci sono termini per darle una adeguata valutazione. Fece trovare un fuoco di brace e del pesce che si arrostiva, anche del pane, tutto era comunque un miracolo, tutto apparso dal nulla, come solo un Dio vivo e vero era capace di fare.
La società oggi non aiuta a vivere cristianamente e anche i cristiani deboli vengono assorbiti in un vortice di vanità e di vita sprecata, perdendo ogni riferimento verso Gesù per la forza irresistibile delle pressioni esterne che arrivano da moltissime parti.
Molti cristiani non sono più convinti che Gesù è vivo, perché non ne fanno più esperienza e nelle difficoltà non Lo cercano, si rivolgono altrove… Gli innumerevoli peccati che commettono come i grandi peccatori, li indeboliscono sempre più e l’anima perde ogni tensione verso Dio. Anche il cristiano diventa un peccatore incallito e può essere nemico di Gesù imitando il traditore impiccato.
Non lasciatevi portare via Gesù dai personaggi televisivi che tentano di rubarvi l’anima con le loro trasgressioni e i molti inganni che interpretano con maestria. Se andate a leggere la vita che conducono gli idoli che cantano, ballano, fanno sport o altri spettacoli… rimarrete disgustati. Pubblicamente si mostrano sani e puri… ma il loro intento e farvi staccare da Gesù Risorto.
Non permettete a chiunque di distruggere la vostra Fede, la vostra sicura certezza che Gesù è Risorto, è vivo e vero.
Non mancheranno occasioni per approfondire questa incredibile Verità: Gesù è Risorto, è vivo e vede tutto, ascolta anche i nostri sospiri. Devo però chiedervi di aiutarmi ogni giorno, pregando per me e trascrivo quanto vi ho inviato alcuni giorni fa.
Pregate molto ogni giorno per me, infatti aumentano le lotte spirituali e gli attacchi dei diavoli in molti modi. Sono infuriati contro me, non sopportano quanto chiedo di continuo ogni giorno a Gesù Eucaristia per ognuno di voi. Prego per tutte le vostre intenzioni!  
Pregate per me nella Santa Messa e nel Santo Rosario per aiutarmi nella lotta contro i nemici infernali che non sopportano la mia preghiera per ognuno di voi, la mia ininterrotta protezione su tutti voi e i vostri familiari.
Non vogliono che io preghi e faccia penitenze ogni giorno per tutti voi e i vostri familiari!

1 Ave Maria per Padre Giulio

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Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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3347 - Messaggio Medjugorje del 2 Aprile 2015 a Mirjana

Cari figli, ho scelto voi, apostoli miei, perché tutti portate dentro di voi qualcosa di bello. Voi potete aiutarmi affinché l’amore per cui mio Figlio è morto, ma poi anche risorto, vinca nuovamente. Perciò vi invito, apostoli miei, a cercare di vedere in ogni creatura di Dio, in tutti i miei figli, qualcosa di buono e a cercare di comprenderli. Figli miei, tutti voi siete fratelli e sorelle per mezzo del medesimo Spirito Santo. Voi, ricolmi d’amore verso mio Figlio, potete raccontare a tutti coloro che non hanno conosciuto questo amore ciò che voi conoscete. Voi avete conosciuto l’amore di mio Figlio, avete compreso la sua risurrezione, voi volgete con gioia gli occhi verso di lui. Il mio desiderio materno è che tutti i miei figli siano uniti nell'amore verso Gesù. Perciò vi invito, apostoli miei, a vivere con gioia l’Eucaristia perché, nell'Eucaristia, mio Figlio si dona a voi sempre di nuovo e, col suo esempio, vi mostra l’amore e il sacrificio verso il prossimo. Vi ringrazio.
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Medaglia di San Benedetto