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domenica 25 gennaio 2015

3322 - Commento al Vangelo del 18/1/2015, Domenica 2^ t.ord.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (1,35-42)
In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì –che, tradotto, significa maestro–, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» –che si traduce Cristo– e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» che significa Pietro. 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Devo evidenziare questo paragone -anche se assolutamente improprio per i protagonisti-, tra i primi seguaci di Gesù, uomini che scelsero come ideale di vita la Verità, e le ragazze italiane e liberate dietro pagamento di almeno 12 milioni di dollari e che avevano scelto di seguire i guerriglieri siriani.
Adesso è pienamente provato che le ragazze erano andate in Siria non come crocerossine (con tutto il rispetto delle vere crocerossine per il paragone), erano andate lì per sostenere e quindi partecipare a modo loro alla guerra siriana.
Questa è finalmente la verità e questo indica la gaffe spropositata di questo governo italiano per avere pagato una somma così elevata, togliendola agli italiani onesti, poveri, malati e bisognosi di medicine, disoccupati e insomma a tutti gli italiani.
È come una ferita per decine di milioni di italiani il pagamento di questo riscatto, solo qualche accecata in tutti i sensi può difendere le due ragazze, perché quella scelta l’avevano fatta consapevolmente e si trovavano in Siria non per fare volontariato ma per sostenere una guerra.
Lo avevano scoperto i Ros dei carabinieri da almeno nove mesi nelle intercettazioni tra le due ragazze e alcuni musulmani che vivono in Italia e che sono dormienti, cellule dei guerriglieri.
Quello che scrivo è un inno alla verità e una lotta all’ipocrisia dei soliti radical chic falliti italiani. Falliti e frustrati, accecati e spietatamente anticlericali. Trascrivo da un quotidiano:
«Greta e Vanessa sarebbero state rapite proprio da chi volevano aiutare. Le due ragazze infatti, riporta “Il Fatto Quotidiano”, erano partite per la Siria non per aiutare i civili, le vittime della guerra, ma per sostenere i combattenti islamici anti-Assad con kit di salvataggio. È il retroscena sul sequestro delle due volontarie che si legge in alcune informative del Ros dove vengono riportate alcune intercettazioni di aprile tra Greta Ramelli -che stava organizzando il suo viaggio in Medioriente- e un siriano di Aleppodi 47 anni, Mohammed Yaser Tayeb, pizzaiolo di Anzolo in Emilia, che gli investigatori considerano un militante islamista legato ad altri siriani impegnati in “attività di supporto a gruppi di combattenti operativi in Siria a fianco di milizie contraddistinte da ideologie jihadiste”.
In sostanza il progetto delle due cooperanti era “rivolto a offrire supporto al Free Syrian Army ora supportato dall'occidente ma anch'esso composto da frange di combattenti islamisti alcuni dei quali vicini ad Al Qaeda”, a sostenere“un lavoro in favore della rivoluzione”, e non a dare un aiuto neutrale.
Si legge nell'informativa una telefonata tra Greta e Mohammed Yasser Tayeb così sintetizzata dai carabinieri: “Greta precisa  che un primo corso si terrà in Siria con un operatore che illustrerà ai frequentatori (circa 150 persone tra civili e militari) i componenti del kit di primo soccorso e il loro utilizzo. la donna dice che ha concordato con il leader della zona di Astargi di consegnare loro i kit e cje a loro volta li distribuiranno ai gruppi di combattenti composti da 14 persone in modo che almeno uno degli appartenenti a questi gruppi fosse dotato del kit e avesse partecipato al corso”.
Tayeb secondo gli investigatori si attivò concretamente per aiutarle e le mise in contatto con un altro siriano residente a Budrio, Nabil Almreden, nato a Damasco, medico chirurgo in pensione. Tayeb gli chiede di inviare in Siria una lettera di raccomandazione per Vanessa, “verosimilmente -annota il Ros- un accredito presso una non meglio istituzione all'interno del territorio siriano”».
Dinanzi una verità così sconvolgente come ha potuto il governo italiano pagare una somma elevatissima?
Le ragazze avevano scelto di prendere parte insieme ai guerriglieri ad una guerra in Siria?
Bene, se questa era la loro scelta non c’era altro da fare che farle vivere quella esperienza. Perché le domande che legittimamente si pongono gli italiani sono molte: e se il loro rapimento fosse stato un trucco per fornire ai guerriglieri 12 milioni di dollari e proseguire la guerra ma anche per sostenere i fanatici kamikaze contro l’Occidente?
Mi fermo qui, ho scritto già troppo su questa ipocrita vicenda, però se un italiano viene rapinato dai criminali italiani e chiedono un riscatto, non solo vengono messi sotto sequestro i beni della famiglia per non pagare alcun riscatto e i beni dei parenti, ma il governo non fa nulla per ottenere la restituzione del sequestrato.
Da quello che sentiamo, nel mondo oggi ci sono tanti giovani superficiali, sconsiderati, impulsivi, imprudenti, che seguono con pieno trasporto certi sogni utopistici, sono fuori dalla realtà e dalla consapevolezza delle norme morali, e si precipitano nella ricerca di diventare protagonisti in situazioni molto superiori alle loro capacità e intelligenza.
La responsabilità soprattutto è dei genitori dei giovani sbandati, come formatori devono considerarsi falliti ed accecati.
Il Vangelo ci propone invece la ricerca della Verità da parte dei primi Apostoli, essi cercavano la pace interiore ma erano già portatori di una pace umana e mite. Hanno incontrato Colui che è effettivamente la vera Pace e non Lo hanno abbandonato più.
Ai giovani di oggi, soprattutto a moltissimi genitori dei giovani di oggi, manca la pace di Gesù, nei loro cuori c’è la guerra.
Proprio la mancanza della pace che dona solamente Gesù, rende i loro cuori induriti, cattivi, vendicativi, odiosi, falsi, violenti.
Bisogna ricominciare l’evangelizzazione dai genitori, la famiglia si salva se i genitori fanno i genitori e la spiegazione di questo delicatissimo e impegnativo ruolo, arriva dalla preghiera. Chi prega bene viene illuminato dallo Spirito di Dio e diventa dolcemente esigente con i figli, gli dà ogni mattina disposizioni perché è il formatore del giovane.
Sono ottusi e alienati quei genitori che immaginano illusoriamente i giovani già maturi, saggi come gli anziani, prudenti nella vita.
Ci sono giovani sapienti e sono pochi, questo dipende dalla loro preghiera o dalla formazione dei genitori che pregano molto.
Prego ogni giorno anche per tutti i genitori, diventino consapevolmente guide morali, esigenti e sicure dei loro figli. Abbiamo come loro guida “l’Agnello di Dio!”, Colui che accoglie tutti i buoni e i peccatori pentiti.
A tutti, soprattutto ai genitori di oggi, dice: “Venite e vedrete”. Mettetevi alla ricerca di Gesù Eucaristia, cercatelo ogni giorno.
  
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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