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domenica 7 dicembre 2014

3298 - Commento al Vangelo del 7/12/2014 Domenica II Avvento "B"

+ Dal Vangelo secondo Marco (1,1-8)
Inizio del Vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. Come sta scritto nel profeta Isaia:
«Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero:
egli preparerà la tua via.
Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri»,
vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me Colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Per comprendere questo brano della 2ª Domenica di Avvento dobbiamo capire la vocazione di Giovanni Battista. Egli è «colui che fu annunziato dal Profeta Isaia quando disse: Voce di uno che grida nel deserto. Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri». Circa 700 anni prima della sua venuta, Dio aveva ispirato ad Isaia la vocazione del Precursore, l'uomo che avrebbe preparato la missione apostolica del Figlio di Dio.
Giovanni Battista viene preparato fin dalla sua nascita al compito stabilito dal Padre, anzi per maggiore precisazione, già nel grembo della madre Elisabetta egli viene santificato dopo avere sentito la voce della Fanciulla di Nazaret, la Vergine Maria.
Questo uomo diventerà cugino di Gesù per la parentela dei genitori, la sua nascita è stata miracolosa perché la madre era sterile ed anziana, ma nulla è impossibile a Dio. Quando Dio prepara un piano nessuno può fermarlo, semmai si potranno porre ostacoli, ma alla fine la vittoria è sempre di Gesù.
Lo stesso avviene quando chi si trova nella sofferenza comincia a pregare e chiede una Grazia, dopo non si accorge di cambiamenti e si scoraggia, ponendo ostacoli all'intervento di Dio. Prega di meno e senza una Fede viva, rallentando così l'intervento di Dio.
Ma Gesù vuole sempre aiutare chi Lo invoca anche se in modo debole. Crescendo la preghiera sarà più facile ottenere la Grazia.
Il piano di Dio su Giovanni Battista era molto importante per accreditare la Persona di Gesù, dopo molti anni trascorsi nel deserto in penitenza e in uno stato di contemplazione. Giovanni Battista era la voce e Gesù era la Parola, all'inizio della predicazione il Precursore gridava la necessità della penitenza e della conversione per accogliere il Messia, ma i contenuti li ha messi Gesù.
I Profeti hanno preannunciato la venuta del Messia molto tempo prima che avvenisse, come araldi che annunciano un grande Re.
Giovanni Battista è interposto quasi al limite dei due testamenti, dell'Antico e del Nuovo. Gesù stesso afferma che è il limite, dicendo: "La Legge e i Profeti fino a Giovanni Battista" (Gv 1,22). Egli impersona così l'Antico e si fa banditore, messaggero, del Nuovo.
Quanto all'Antico nasce da vecchi; prefigurando il Nuovo, è chiamato Profeta fin dal grembo materno.
Come ho scritto, era già eletto prima di nascere, balzò di gioia in seno alla madre e viene presentato quale Precursore di Colui dal quale non era stato ancora veduto. Tutto il significato della vita di Giovanni Battista fu determinato, fin dal seno materno, da questa missione.
Giovanni Battista ha scoperto e vissuto la sua vocazione in maniera eccezionale, tanto che Gesù dirà di lui: "In verità vi dico: tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista" (Mt 11,11). La sua vocazione di annunciatore di Gesù era ritenuta credibile da quanti lo ascoltavano. Lo temevano perché nella sua predicazione avvertivano una fortissima coerenza.
Ognuno di noi è chiamato a vivere il Vangelo, ognuno ha una vocazione da tirare fuori e da sviluppare nel contesto dell'apostolato. Si comincia in famiglia, al lavoro, in tutti i luoghi dove sarà possibile, non bisogna mai dimenticare che Gesù ci osserva e conosce i nostri cuori.
Il vero apostolato inizia quando ci si dimentica di sé e si comincia a preoccuparsi sinceramente della salvezza eterna degli altri.
Avete familiari che non pregano e non vanno a Messa, avete mai riflettuto sulla loro destinazione nell'aldilà?
È una riflessione concreta e dagli sviluppi inevitabili, perché davvero c'è un'altra vita dopo questo pellegrinaggio terreno. Senza temere nulla, anzi con grande Fede bisogna porsi alcune domande fondamentali per non vivere superficialmente. Non si deve rimanere sprovveduti della vocazione cristiana che abbiamo tutti noi credenti, non possiamo sprecare i doni che Gesù ha donato a tutti.
Giovanni era pienamente cosciente della missione che gli era stata affidata, noi come stiamo vivendo la nostra vocazione cristiana?
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