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giovedì 16 ottobre 2014

3259 - Commento al Vangelo del 16/10/2014

+ Dal Vangelo secondo Luca (11,47-54)
In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi testimoniate e approvate le opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite. Per questo la sapienza di Dio ha detto: “Manderò loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno”, perché a questa generazione sia chiesto conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall’inizio del mondo: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccarìa, che fu ucciso tra l’altare e il santuario. Sì, Io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione. Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito». Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca. 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
L'accusa forte di Gesù verso i dottori della Legge scuote tutti i presenti, la sua affermazione fa svaporare in un attimo la stima che molti israeliti nutrivano per questi falsi sapienti. Da essi deve diffondersi la vera conoscenza delle profezie e loro più di tutti gli altri possono comprendere la presenza del Messia, dai segni rilasciati da Gesù.
Non sorprendiamoci di questi dottori, anche se agiscono con superficialità ci sarà qualcuno in buonafede e in cuor suo si sforza di capire la verità. Gesù afferma che è Lui la Verità, con grande dolore oggi purtroppo assistiamo ad una moltiplicazione di verità all'interno della Chiesa e questo confonde notevolmente tutti i credenti.
I dottori della Legge sono molto venerati dagli israeliti, essi sono i custodi della Rivelazione di Dio almeno riguardo l'Antico Testamento, ma la vita che conducono è la loro condanna. L'orgoglio è una corona sulla loro testa, sono radicalmente accecati e non si accorgono del loro atteggiamento arrogante, presuntuoso e millantatore. Anche millantatore per il linguaggio da gradassi, hanno un fare vanaglorioso. Tutto fumo che non contiene nulla, solo parole vuote.
Parlano molto ingannandosi che le molte parole diano ad essi la patente di infallibili e di veri esecutori della volontà di Dio.
Nella Chiesa se ne vedono molti tra Consacrati e laici, così gradassi e fanfaroni, abbagliati dalle tenebre e pieni di stupida boria.
La grande differenza tra i credenti che vivono nella Luce di Dio e quelli orgogliosi del loro stesso vuoto, lo spiega bene San Paolo: «Sono ben note le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere. Riguardo a queste cose vi preavviso, come già ho detto: chi le compie non erediterà il regno di Dio.
Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c’è Legge. Quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. Perciò se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito» (Gal 5,18-25).
Chi è un agitatore e vive di inimicizia, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, non viene da Dio, è solamente un frustrato.
Mentre chi vive in Dio tra i molti frutti conserva fortemente il dominio di sé, il quale non solo non fa proferire accuse e volgarità, ma infonde molta prudenza e pazienza, virtù che gli altri neanche immaginano.
Chi vive in Dio e si nutre del suo Amore non imita i dottori della Legge, fanatici e prepotenti, ricolmi di delirio per un potere che Dio non concedeva ad essi a causa del loro smisurato orgoglio. Questi falsi sapienti dobbiamo considerarli fanatici, essi accusano ed istigano irrazionalmente gli altri ad accusare Gesù, senza avere una sola prova contro Lui.
Al contrario, se si tratta di uno o più cristiani che rasentano le eresie, con un po’ di intelligenza si attende il tempo della manifestazione delle eresie per non incappare in condanne preventive da parte di chi quelle eresie ancora non le comprende.
La prudenza è una virtù che non hanno gli esaltati, pronti a modificare la dottrina o a voler cambiare anche il piano di Dio.
"Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito". Una responsabilità gravissima e sarà conosciuta nella sua tremenda gravità nel Giudizio davanti a Dio, perché questi maestri non sono obbligati a schierarsi contro Gesù, essi anticipano una valutazione e questo dimostra l'assenza di equilibrio.
La persona saggia invece dà una valutazione pubblica quando c'è almeno una prova di eresia da parte di chiunque, non prima dell'errore. In Gesù non hanno trovato una sola affermazione eretica, Lui è venuto a dare compimento alla Legge e non a modificarla. È stato inutile attendere un suo errore contro la Scrittura.
In tutte le circostanze le persone sagge prima di pronunciarsi pubblicamente su qualcosa o contro qualcuno, vogliono avere almeno una prova delle eresie di un Sacerdote o di un laico, mentre è da fanatici accusare senza prove.
Questa premura manifesta l'assenza dello Spirito Santo, in quanto colpiti dal delirio di onnipotenza ci si crede autorizzati a stabilire chi è buono e chi cattivo. Un cristiano equilibrato non agisce così e come prima regola rispetta le scelte degli altri pur non condividendoli e condannandole, ed è tenuto ad evidenziare le eresie.
Devono esserci però le eresie, se non ci sono espressamente, è da fanatici innalzarsi a giustizieri e a considerarsi superiori a Dio.
Il Vangelo ci insegna che Luce e tenebre sono incompatibili, perché chi vive nella Luce è padrone di sé e possiede molto equilibrio, tanto da saper aspettare il tempo delle eresie per condannarle pubblicamente e schierarsi con Gesù e con quanti continuano a seguire la sana dottrina della Chiesa.
Chi vive nelle tenebre è simile ai dottori della Legge, si nutre di esaltazione e si illude meschinamente di avere compreso tutto, fantastica di conoscere anche il pensiero di Dio e ingannevolmente pretende di voler stabilire i tempi spirituali degli altri cristiani, mostrando così di essere privo di virtù, a cominciare dalla prudenza. E questo spiega l'arroganza e la frustrazione.
Sono questi cristiani ad allontanare gli indecisi dalla Chiesa, perché pretendono che un convertito diventi in una settimana come Padre Pio, mentre essi si compiacciono orgogliosamente degli ammonimenti che sparano senza prudenza né rispetto verso i poveri peccatori, al contrario bisognosi di conforto, di sostegno, di amore.
Oggi all'interno della Chiesa abbiamo Sacerdoti e laici che si sostituiscono con facilità a Dio e nel loro delirio manipolano tutto.
Questo sta avvenendo, per esempio, nel Sinodo in corso, con due schieramenti che manifestano due posizioni di cui una è chiaramente opposta alla Parola di Dio. Dobbiamo aspettare il documento finale per parlare chiaramente del Sinodo, di sicuro ci sono posizioni che non concordano con la sana dottrina e questo andrà precisato.
Non anticipiamo il documento finale, preghiamo con umiltà e rispetto anche per i Prelati che chiedono cambiamenti sostanziali.
Il Sinodo che si avvia alla conclusione non sta andando bene, oltre alle divisioni per alcune decisioni assai delicate che si vogliono prendere, si è verificato anche un episodio che non ha favorito l'armonia. Su Il Foglio ho letto un articolo interessante e ne leggiamo la parte iniziale: «“Ho paura che ciò che è uscito lunedì non corrisponda alla realtà”. È passata da poco l’una del pomeriggio, e la Sala stampa d’un tratto ammutolisce quando il cardinale Wilfrid Fox Napier, Arcivescovo di Durban (Sudafrica), pronuncia quelle parole.
Per lui, la relatio post disceptationem presentata il giorno prima dal cardinale Péter Erdö, relatore generale, è quasi carta straccia.
“Per come è scritto, il documento lascia intendere che c’è accordo su cose sulle quali invece l’accordo non c’è”, aggiunge, rivelando implicitamente che al chiuso dell’Aula la discussione è stata ben più calda di quanto trapelato all’esterno. Il testo letto da Erdö è finito sul banco degli imputati, con quarantuno Prelati che l’hanno criticato e -in qualche caso- fatto a pezzi».
Queste parole del cardinale Napier contengono una grande delusione che forse porterà a dolorose iniziative. Preghiamo.

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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