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venerdì 22 agosto 2014

3211 - Commento al Vangelo del 22/08/2014

+ Dal Vangelo secondo Matteo (22,34-40)
In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, Lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande Comandamento?». Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo Comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due Comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti». 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La festa mariana di oggi vede la gloriosa Madre di Dio insignita di una regalità unica: Regina dell'universo. C'è il Re, suo Figlio, ecco la Regina che ha condiviso tutto con il Redentore. Questo titolo indica il culmine della vita terrena di Maria di Nazareth, è il coronamento del cammino doloroso intrapreso dall'Annunciazione al Calvario, per poi trionfare sempre insieme al Figlio Gesù nella sua Risurrezione.
La Madonna visse immersa pienamente nella Santissima Trinità, questo titolo regale è una delle tante sue prerogative. Ella dopo la salita al Cielo in Anima e Corpo, come Regina conosce con estrema precisione tutto di ognuno di noi perché lo vede nella Luce di Dio.
Nella vita amò il prossimo con piena bontà, oggi ci invita ad amarci gli uni gli altri, così come Gesù lo rivelò nel Vangelo.
Per spiegare una meravigliosa parabola Gesù rispose ad una domanda che in realtà era una giustificazione: "E chi è il mio prossimo?" (Lc 10,29). Prima di porre questa domanda il dottore della legge, fiero della sua altezzosità si era alzato per mettere alla prova Gesù: «"Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?". Gesù gli disse: "Che cosa sta scritto nella Legge? Che cosa vi leggi?". Costui rispose: "Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso". E Gesù: "Hai risposto bene; fa questo e vivrai"» (Lc 10,25-28).
Questo brano l'ho tratto dal Vangelo di Luca ed indica un altro episodio in cui si discuteva sull'amore verso il prossimo.
La risposta di Gesù al dottore della legge era stata precisa e aveva toccato perfettamente il punto debole degli ipocriti ebrei: l'amore verso il prossimo. Per non darsi vinto e non sembrare inosservante, replicò al Signore chiedendo di capire come riconoscere il prossimo.
Da qui Gesù tirò fuori la mirabile parabola del buon Samaritano: "Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto…" (Lc 10,30).
Il Vangelo oggi ci presenta un'altra circostanza in cui si parla del prossimo, questo prossimo da molti è un'entità astratta, come un fantasma, da altri uno straniero e pure un nemico. Gesù parla del prossimo dopo avere spiegato in che modo è possibile amare veramente Dio.
C'è amore e amore verso Dio, su una scala numerica da 1 a 100 ognuno di noi si trova in una posizione, dovuta alle sue scelte di vita, alle risposte date con poco o grande adorazione, o non date per indifferenza e il legame stretto e dipendente dalle cose mondane.
Chiediamoci in quale posizione ci troviamo in questa scala, considerando che il superbo è convinto di trovarsi nellezone alte, l'umile in quelle basse e di non meritare nulla, l'ateo è indifferente e a lui neanche si chiede il parere, i credenti buoni e spirituali sono invece quelli che possono capire bene quanto manca ad essi per raggiungere altezze elevate. Ma nessuno può sentirsi appagato o certo di fare tutto bene. L'umiltà sopra ogni cosa.
Il credente che cammina dietro Gesù conosce il significato di amore verso il prossimo e può dare la risposta corretta alla domanda posta da chi non crede o che viene rivolta dai cristiani anonimi.
La confusione effettivamente esiste, per prossimo si intende anche chi viene dopo, nel senso di seguire o venire dopo qualcuno o qualcosa, è un termine che indica vicinanza o affinità a qualcuno o a qualcosa. Questo significato per gli ebrei era quello corretto, per prossimo intendevano il vicino, anche se non seguace dell'Ebraismo ma che viveva nel territorio israelitico.
Per questa ragione sia il dottore della legge sia altri ebrei con a capo i farisei, chiedevano a Gesù, tra la curiosità e l'irriverenza -comunque sempre innaffiate da molta arroganza-, il significato di prossimo.
Per Gesù e, quindi, nel significato teologico cristiano, prossimo è invece qualsiasi essere umano, anche tradizionalmente un nemico, verso cui esprimere l'amore indicato da Gesù come un dovere, come viene spiegato nel Vangelo proprio con la parabola del buon samaritano.
Il prossimo è colui che prima o poi, in un incontro o tramite un qualsiasi contatto, diamo un aiuto o ci elargisce il suo aiuto.
Prima di parlare del prossimo, Gesù spiegò che l'amore da donare a Dio è totale, ma qui sorge un dubbio: è possibile "amare Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutta la mente?"Sì è possibile. Lo sanno molto bene i Santi, ma questo atteggiamento nell'amare Dio pienamente riguarda tutti.
Non siete chiamati a rivivere la vita di San Francesco o San Pio, siete chiamati ad amare Dio, e come si può amare l'Essere Supremo, il Creatore, Colui che ogni mattina ci dona la linfa vitale e la possibilità di alzarci dal letto e vivere in questo pellegrinaggio?
La domanda che lascia il dubbio sull'amore totale a Dio si supera con la comprensione della necessità di riempirci del suo Amore per agire sempre animati da questo Amore, vivendo nella sua volontà. Si può amare Dio con il cuore pieno, l'anima spiritualizzata, la mente che ha come guida la retta intenzione. In goni circostanza.
Amare Dio sopra ogni cosa è possibile quando Dio fa veramente parte della nostra vita, quando nella giornata dedichiamo buon tempo a Lui e viviamo per dargli gloria, anche nelle piccole cose. In ogni nostro interesse e quando si compie ogni opera si devono osservare le sue Leggi, espresse nei Comandamenti e nel Vangelo.
Riflettiamo sul nostro amore al prossimo: cosa facciamo per gli altri e con quale spirito?
Per tornaconto o per amore di Dio?
Vogliamo vedere in ogni persona che conosciamo ed incontriamo il prossimo da amare e aiutare almeno parlando di Gesù?
  
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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