Il Signore ti benedica,ti custodisca e ti mostri il Suo volto misericordioso!

Quando pensi di aver toccato il fondo e che nessuno ti voglia o ti ami più, Dio si fa uomo per incontrarti, Gesù ti viene accanto

CIAO A TE !!

Nulla è più urgente nel mondo d'oggi di proclamare Cristo alle genti. Chiunque tu sia, puoi, se vuoi, lasciare un tuo contributo, piccolo o grande che sia, per dire, comunicare, annunciare la persona di Gesù Cristo, unico nostro salvatore. Uno speciale benvenuto a LADYBUG che si è aggiunta di recente ai sostenitori ! *************************************************** Questo blog è sotto la protezione di N.S. Gesù Cristo e della SS Vergine Maria, Sua Madre ed ha come una ragione di esistere di fornire un contributo, sia pure piccolo ed umile, alla crescita della loro Gloria. ***************************************************

Con Cristo non ci sono problemi, senza Cristo non ci sono soluzioni.

mi trovate anche su questo blog
---------------------------------------------------------------



domenica 31 agosto 2014

3221 -Commento al Vangelo del 31/08/2014, dom. 22^ t.ord. "A"

+ Dal Vangelo secondo Matteo (16,21-27)
In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non Ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!». Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria anima? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita? Perché il Figlio dell’Uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi Angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni». 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Non in questa circostanza Pietro scopre la vera identità di Gesù, ma in questo episodio trova dentro di sé una forza soprannaturale che lo spinge a profetizzare qualcosa di grande: Gesù è il Figlio di Dio. Per gli ebrei solo a pensarlo era un grave peccato, l'Eterno non poteva avere figli carnali, perché unico. Dio era rappresentato come l'Essere sussistente, increato e perfetto in sé.
Gli Apostoli dopo avere assistito a miracoli strepitosi, dopo avere ascoltato parole meravigliose e uniche, soprattutto dopo il contatto con il Divino, avevano assorbito la convinzione della Divinità di Gesù. Era un pensiero, anche se concreto e convinto, ma arrivare ad affermare ad alta voce, davanti a tutti che si trattava del Figlio di Dio, richiedeva una forza superiore.
Quella forza arrivò a Pietro dallo Spirito Santo: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente".
Per affermare questo con piena convinzione occorre l'aiuto dello Spirito di Dio, la sua presenza deve esserci per agire nel credente che prega, e per agire deve avere la libertà senza trovare impedimenti causati dai vizi, dalle passioni disordinate, dalle cattive abitudini.
È semplice ripetere le parole di Pietro, "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente", ma non sono le parole ad elargire la Grazia, è l'amore che portiamo nel cuore verso il Signore, la purificazione dell'anima quando si conduce una vita onesta, sincera, buona, mite, umile.
Se mancano queste disposizioni interiori e non c'è la pratica delle virtù, non si è in grado di riconoscere Gesù come Dio, non intendo la conoscenza storica, ma di quella del cuore, e non si adora con convinzione, non si prega con fiducia, non si parla a Lui con piena apertura del cuore, non si percepisce come Dio.
Quando avviene questo, il credente non è in comunione con Gesù, non comunica perché non c'è contatto con Lui, manca l'unione.
Il credente che non corrisponde all'azione dello Spirito Santo finisce per usare il linguaggio dello spirito umano, che può essere più o meno spirituale, ma è sempre inadeguato e manchevole, intriso della componente carnale, quindi è più propenso per l'errore e l'immaginazione.
Così chi si fida del proprio spirito umano, pieno di imperfezioni e dissipazioni, imita l'azione di Pietro: "Non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini". Pietro aveva parlato separatamente a Gesù per esprimere il pensiero di tutti, ma solo lui aveva osato dirlo, aveva trovato il coraggio spinto da un amore intenso verso Gesù. L'amore lo ha fatto sbagliare, uno sbaglio di valutazione e non contro il Signore.
Lo amava molto e chi ama molto è accecato da quello che immagina e che si costruisce nella propria mente. Quanti errori scaturiscono in chi segue l'immaginazione e si crea convinzioni opposte alla realtà. Ne avrà solo delusioni e sconfitte!
Aveva parlato per amore, ma quando la passione dell'amore carnale prevale, si segue il pensiero meno spirituale, quindi, non corretto.
Il pensiero di Pietro si contrapponeva alla volontà di Dio, anche se tremenda e sanguinosa per la imminente crocifissione.
Quando allora è opportuno parlare ed esprimere parole autentiche e piene di verità?
Non esiste una regola, esiste la retta intenzione che si forma esclusivamente con la Grazia di Dio, la volontà di pensare ed esprimere esclusivamente parole pienamente sincere.
Invece quando si deve esprimere un'opinione bisogna evitare il giudizio e non lasciarsi prendere dal modo avventato di parlare a vanvera e di affermare parole che poi richiederanno un pentimento. Non si è mai pentito chi è stato bravo nel tacere quando non aveva argomenti validi.
Vorrei continuare a spiegare le importantissime frasi che troviamo oggi nel Vangelo, lo farò in questa settimana, ma questo versetto lo trascrivo perché deve farvi riflettere ogni giorno e far scaturire in voi un grande desiderio di concentrarvi di più sulla vita spirituale.
Una maggiore presenza dello Spirito di Gesù vi renderà migliori, farete le scelte esatte, amerete con sincerità, agirete animati dalla buonafede, vi sforzerete di essere sempre onesti, sinceri, buoni. Si comprenderà meglio il vero senso della vita, si lasceranno vizi e piaceri inutili.
"Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria anima?".
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
--------

mercoledì 27 agosto 2014

3220 - Udienza di Papa Francesco del 27/8/2014

La Chiesa: 4. Una e Santa

Cari fratelli e sorelle, buongiorno.
Ogni volta che rinnoviamo la nostra professione di fede recitando il “Credo”, noi affermiamo che la Chiesa è «una» e «santa». Èuna, perché ha la sua origine in Dio Trinità, mistero di unità e di comunione piena. La Chiesa poi è santa, in quanto è fondata su Gesù Cristo, animata dal suo Santo Spirito, ricolmata del suo amore e della sua salvezza. Allo stesso tempo, però, è santa e composta di peccatori, tutti noi, peccatori, che facciamo esperienza ogni giorno delle nostre fragilità e delle nostre miserie. Allora, questa fede che professiamo ci spinge alla conversione, ad avere il coraggio di vivere quotidianamente l’unità e la santità, e se noi non siamo uniti, se non siamo santi, è perché non siamo fedeli a Gesù. Ma Lui, Gesù, non ci lascia soli, non abbandona la sua Chiesa! Lui cammina con noi, Lui ci capisce. Capisce le nostre debolezze, i nostri peccati, ci perdona, sempre che noi ci lasciamo perdonare. Lui è sempre con noi, aiutandoci a diventare meno peccatori, più santi, più uniti.

1. Il primo conforto ci viene dal fatto che Gesù ha pregato tanto per l’unità dei discepoli. È la preghiera dell’Ultima Cena, Gesù ha chiesto tanto: «Padre, che siano una cosa sola». Ha pregato per l’unità, e lo ha fatto proprio nell’imminenza della Passione, quando stava per offrire tutta la sua vita per noi. È quello che siamo invitati continuamente a rileggere e meditare, in una delle pagine più intense e commoventi del Vangelo di Giovanni, il capitolo diciassette (cfr vv. 11.21-23). Com’è bello sapere che il Signore, appena prima di morire, non si è preoccupato di sé stesso, ma ha pensato a noi! E nel suo dialogo accorato col Padre, ha pregato proprio perché possiamo essere una cosa sola con Lui e tra di noi. Ecco: con queste parole, Gesù si è fatto nostro intercessore presso il Padre, perché possiamo entrare anche noi nella piena comunione d’amore con Lui; allo stesso tempo, le affida a noi come suo testamento spirituale, perché l’unità possa diventare sempre di più la nota distintiva delle nostre comunità cristiane e la risposta più bella a chiunque ci domandi ragione della speranza che è in noi, (cfr 1 Pt 3,15).

2. «Tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato» (Gv 17,21). La Chiesa ha cercato fin dall’inizio di realizzare questo proposito che sta tanto a cuore a Gesù. Gli Atti degli Apostoli ci ricordano che i primi cristiani si distinguevano per il fatto di avere «un cuore solo e un’anima sola» (At 4,32); l’apostolo Paolo, poi, esortava le sue comunità a non dimenticare che sono «un solo corpo» (1 Cor 12,13). L’esperienza, però, ci dice chesono tanti i peccati contro l’unità. E non pensiamo solo agli scismi, pensiamo a mancanze molto comuni nelle nostre comunità, a peccati “parrocchiali”, a quei peccati nelle parrocchie. A volte, infatti, le nostre parrocchie, chiamate ad essere luoghi di condivisione e di comunione, sono tristemente segnate da invidie, gelosie, antipatie… E le chiacchiere sono alla portata di tutti. Quanto si chiacchiera nelle parrocchie! Questo non è buono. Ad esempio quando uno viene eletto presidente di quella associazione, si chiacchiera contro di lui. E se quell’altra viene eletta presidente della catechesi, le altre chiacchierano contro di lei. Ma, questa non è la Chiesa. Questo non si deve fare, non dobbiamo farlo! Bisogna chiedere al Signore la grazia di non farlo. Questo succede quando puntiamo ai primi posti; quando mettiamo al centro noi stessi, con le nostre ambizioni personali e i nostri modi di vedere le cose, e giudichiamo gli altri; quando guardiamo ai difetti dei fratelli, invece che alle loro doti; quando diamo più peso a quello che ci divide, invece che a quello che ci accomuna…
Una volta, nell’altra Diocesi che avevo prima, ho sentito un commento interessante e bello. Si parlava di un’anziana che per tutta la vita aveva lavorato in parrocchia, e una persona che la conosceva bene, ha detto: «Questa donna non ha mai sparlato, mai ha chiacchierato, sempre era un sorriso». Una donna così può essere canonizzata domani! Questo è un bell’esempio. E se guardiamo alla storia della Chiesa, quante divisioni fra noi cristiani. Anche adesso siamo divisi. Anche nella storia noi cristiani abbiamo fatto la guerra fra di noi per divisioni teologiche. Pensiamo a quella dei 30 anni. Ma, questo non è cristiano. Dobbiamo lavorare anche per l’unità di tutti i cristiani, andare sulla strada dell’unità che è quella che Gesù vuole e per cui ha pregato.

3. Di fronte a tutto questo, dobbiamo fare seriamente un esame di coscienza. In una comunità cristiana, la divisione è uno dei peccati più gravi, perché la rende segno non dell’opera di Dio, ma dell’opera del diavolo, il quale è per definizione colui che separa, che rovina i rapporti, che insinua pregiudizi… La divisione in una comunità cristiana, sia essa una scuola, una parrocchia, o un’associazione, è un peccato gravissimo, perché è opera del Diavolo. Dio, invece, vuole che cresciamo nella capacità di accoglierci, di perdonarci e di volerci bene, per assomigliare sempre di più a Lui che è comunione e amore. In questo sta la santità della Chiesa: nel riconoscersi ad immagine di Dio, ricolmata della sua misericordia e della sua grazia.
Cari amici, facciamo risuonare nel nostro cuore queste parole di Gesù: «Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio» (Mt 5,9). Chiediamo sinceramente perdono per tutte le volte in cui siamo stati occasione di divisione o di incomprensione all’interno delle nostre comunità, ben sapendo che non si giunge alla comunione se non attraverso una continua conversione. Che cos’è la conversione? È chiedere al Signore la grazia di non sparlare, di non criticare, di non chiacchierare, di volere bene a tutti. È una grazia che il Signore ci dà. Questo è convertire il cuore. E chiediamo che il tessuto quotidiano delle nostre relazioni possa diventare un riflesso sempre più bello e gioioso del rapporto tra Gesù e il Padre.
---------------

3219 - Commento al Vangelo del 27/08/2014

+ Dal Vangelo secondo Matteo (23,27-32)
In quel tempo, Gesù parlò dicendo: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che assomigliate a sepolcri imbiancati: all'esterno appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni marciume. Così anche voi: all'esterno apparite giusti davanti alla gente, ma dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquità. Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che costruite le tombe dei profeti e adornate i sepolcri dei giusti, e dite: “Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non saremmo stati loro complici nel versare il sangue dei profeti”. Così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli di chi uccise i profeti. Ebbene, voi colmate la misura dei vostri padri». 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La Santa di oggi è una figura particolare, si preoccupò della sua santità e per quasi tutta la sua vita pregò per la conversione del figlio Agostino, dedito allo studio della filosofia, trascurando intenzionalmente quella cristiana. Alla fine riuscì ad ottenere qualcosa di umanamente impossibile: la conversione, il sacerdozio e la santità del figlio.
Tutto è possibile per chi ama Dio.
Una mamma che ha totalmente dedicato la sua vita a Dio, osservando la Scrittura e attuando in ogni circostanza il precetto dell'amore. Non ha amato il figlio Agostino con quell'amore carnale o passionale che vediamo fin troppo presente nelle mamme di questi tempi, preoccupate eccessivamente dei capricci dei loro figli e indifferenti sui peccati che commettono e la vita dissoluta che vivono.
La differenza tra Santa Monica e la stragrande parte delle mamme di oggi è l'amore soprattutto spirituale al figlio per aiutarlo nella perfezione cristiana, per guidarlo nella crescita sana e completa della persona. Questo è assente in moltissime mamme, sia per la mancata preparazione spirituale e quindi sono cariche di preoccupazioni umane, sia per una visione della vita impregnata di mentalità mondana.
Voglio pensare che le mamme di questa Parrocchia virtuale siano attente nell'educare i figli privilegiando l'aspetto spirituale, quindi preoccupate dell'anima dei figli e non di soddisfare i capricci devianti.
Ma se ancora qualcuna non riesce a mettere al primo posto la salvezza eterna dei figli, se non si preoccupa principalmente della loro perfezione cristiana, non bisogna abbattersi ma si deve riflettere sul vero amore che si deve avere verso i figli.
Un amore che non deve essere solo carnale, non si deve privilegiare l'illusoria felicità dei figli accontentandoli in tutto e lasciandoli così il balia dei pericoli e oggi sono incalcolabili. Non riesco a capire come possano determinate mamme permettere ai figli minorenni di uscire fino alle tre/quattro di mattina, fidandosi solo delle loro promesse. Queste mamme sono illusoriamente"felici" nell'accontentare i figli in questi e altri modi più disinteressati.
Da un lato si preoccupano fino allo svenimento se i figli hanno un piccolo male fisico, dall'altro permettono ogni libertà e soddisfano desideri anche immorali, essendo a conoscenza del sesso libero, tra amici… e altro di grave che essi commettono.
Un piccolo malessere fisico manda nel panico molte mamme, i peccati commessi ripetutamente perché visibili non causano alcuna riprensione né si attua una richiesta di riparazione, spiegando anche per ore la gravità di certi comportamenti peccaminosi.
È difficile fare il genitore, questo lo comprendo, ma diventa impossibile e i figli diventano dominatori quando il genitore perde il ruolo di educatore per la mancanza di buoni esempi e l'assenza fisica, quando non c'è un dialogo costruttivo e sincero.
I giovani che si considerano più istruiti dei loro genitori, trovano ridicolo il dialogo e li prendono in giro come e quando vogliono.
Le mamme cristiane sono sicuramente maggiormente preoccupate della vita spirituale dei loro figli, non dico che lo siano tutte, comunque ci sono mamme che non accontentano i loro figli se la richiesta và contro la Fede e ci sono molte occasioni di peccato in quello che vogliono fare.
I genitori devono imporsi con l'amore, la presenza, il dialogo.
Non è sufficiente la solita raccomandazione quando escono di casa: "Stai attento/a". Magari il figlio sta attento a non far sapere quello che combina di immorale… "Chiamami quando arrivi". Sì, il figlio chiama e poi fa quello che vuole, tanto chi lo controlla. "Torna presto". Si fanno le ore piccole o torna presto a casa, ma in che stato spirituale e fisico… è ritornato?
Oggi i genitori non dialogano con i figli e non chiedono informazioni sulla loro vita!
Non si tratta di togliere il respiro ai figli, questo non va bene, si deve trasmettere un'educazione fondata sul Vangelo.
Ribadisco che è molto impegnativo il ruolo di genitori, oltre le mamme anche i papà restano di più a guardare la rovina dei loro figli. Mi auguro non riguardi voi, a tutto però c'è rimedio e Gesù può trasformare un/una figlio/a in una persona luminoso/a di Luce Divina. Non c'è tempo per abbattersi o preoccuparsi per perdere la lucidità, è tempo di pregare per i vostri figli e consacrarli ogni mattina al Cuore Immacolato di Maria.
Vi sono vicino nel vostro difficile ruolo di educatori. I giovani sono buoni, ma si guastano se non pregano e non ricevono aiuti.
  
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
-------------

3218 - Uomini interi

In quel tempo Gesù parlò dicendo: “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che assomigliate a sepolcri imbiancati: all’esterno appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni marciume. Così anche voi: all’esterno apparite giusti davanti alla gente, ma dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquità. Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che costruite le tombe dei profeti e adornate i sepolcri dei giusti, e dite: “Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non saremmo stati loro complici nel versare il sangue dei profeti”. Così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli di chi uccise i profeti. Ebbene, voi colmate la misura dei vostri padri. (Mt 23, 27-32)

A volte è palese l’ipocrisia dei sepolcri e delle scritte che vi si trovano. Appaiono come un estremo tentativo per far apparire belle e buone persone anche indegne. 
Analogamente, appare insulsa la formalità di atteggiamenti esteriori benevoli, quando il cuore è distante. Abbiamo bisogno di persone vere, di persone intere, anche senza nasconderne debolezze e incoerenze. 
Uno sguardo sincero sulla realtà ci apre a un’accoglienza serena della vita nostra e di quella degli altri, e offre la possibilità di rapporti veri e di cammini condivisi. 
Si rinasce sempre da uno sguardo buono e misericordioso, su di noi stessi e sugli altri.
--------------

3217 - Commento al Vangelo del 26/08/2014

+ Dal Vangelo secondo Matteo (23,23-26)
In quel tempo, Gesù parlò dicendo: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima sulla menta, sull’anéto e sul cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della Legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste invece erano le cose da fare, senza tralasciare quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello! Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma all’interno sono pieni di avidità e d’intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi pulito!». 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Ogni giorno nel Vangelo trovo tanti spunti e non riesco a svilupparli tutti, neanche una parte di essi, devo accontentarmi di approfondire qualche tematica. Comunque durante l'anno ciò che viene tralasciato per mancanza di tempo, viene inevitabilmente trattato.
Ieri Gesù ha lanciato ben tre "guai" agli scribi e ai farisei ipocriti, il quarto si trova nel Vangelo di oggi e completa le invettive contro i suoi acerrimi nemici. Li chiama ipocriti e ciechi, e mostra un coraggio che nessun Profeta inviato da Dio aveva osato mostrare pur essendo protetto da Dio.
Gesù è grande nella potente denuncia della corruzione dei falsi: gli ebrei erano senza pietà con gli altri e clementi con loro stessi.
Ieri ho riflettuto anche sull'affermazione che causa molta amarezza e di cui spesso nella Chiesa si realizza per la dissipazione e la Fede spenta. "Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il Regno dei Cieli davanti alla gente; di fatto non entrate voi, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrare".
Non è diretta solo ai Consacrati dissipati, riguarda anche quei familiari che cercano di proibire al marito o alla moglie o ai figli o ai genitori di frequentare la Santa Messa e di pregare liberamente. In molte famiglie si trovano atei o anticlericali, indifferenti, scettici, peccatori incalliti, persone infedeli a tutti, adoratori di divinità astratte…
Fortunate quelle famiglie che hanno trovato la pace di Gesù, l'armonia gioiosa e compiono un serio cammino spirituale.
Questa newsletter ha il compito di formare alla vera Fede della Chiesa e di condurre i parrocchiani a diventare cristiani autentici!
Dobbiamo mettere in pratica il Vangelo di oggi per il raggiungimento di questo obiettivo.
In sintesi oggi Gesù ci chiede di "essere giusti", di vivere nella giustizia e di formarci una mentalità pienamente onesta. È possibile questo, basta volerlo e proporlo ogni mattina nella preghiera per osservarlo nella giornata. La giustizia nelle opere che si compiono deve manifestare sempre imparzialità, onestà, rettitudine, correttezza.
L'agire radicato nell'onestà permette di ricevere molte Grazie e di elevare l'anima in alto, si diventa veri amici ascoltati da Gesù.
La mancanza della preghiera nella vostra giornata vi svuota inesorabilmente e finite per agire umanamente. Si diventa ciechi intellettualmente, non si comprende la soluzione migliore, non si sceglie il bene nella confusione e ci si allontana dalla verità. L'intelletto accecato è quello che non ha la Grazia di Dio e segue la volontà umana.
La Fede non può mantenersi viva senza la preghiera!
  
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
------------

3216 - La pulizia del cuore

In quel tempo Gesù parlò dicendo: guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima sulla menta, sull’anéto e sul cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della Legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste invece erano le cose da fare, senza tralasciare quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello! Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma all’interno sono pieni di avidità e d’intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi pulito! (Mt 23, 23-26)

É sconcertante vedere la disciplina “marziale” alla quale vengono addestrati gli allievi di certi corsi sportivi: tutto è rigido e predeterminato. 
Servirà a educare all’ordine, all’armonia e all’unità con gli altri, allo sforzo e al sacrificio personale, oppure si ridurrà a una formalità esteriore che andrà a sfogarsi in eccessi di vario tipo?  
Una vera educazione mira al cambiamento del cuore, e gli esercizi che propone suggeriscono atteggiamenti non solo esteriori e formali. 
Le divise, sportive o militari o clericali o di qualsiasi altra bandiera, non fanno gli uomini. Solo una motivazione profonda, solo un amore vero all'Essere conducono al cambiamento e alla pulizia del cuore.
------------------

lunedì 25 agosto 2014

3215 - Messaggio di Medjugorje a Marja del 25/8/2014

Cari figli!
Pregate per le mie intenzioni perché Satana desidera distruggere il mio piano che ho qui e rubarvi la pace.
Perciò, figlioli, pregate, pregate, pregate affinché Dio possa operare attraverso ciascuno di voi. 

I vostri cuori siano aperti alla volontà di Dio. Io vi amo e vi benedico con la mia benedizione materna.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

------------

3214 - Commento al Vangelo del 25/08/2014

+ Dal Vangelo secondo Matteo (23,13-22)
In quel tempo, Gesù parlò dicendo: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il Regno dei Cieli davanti alla gente; di fatto non entrate voi, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrare. Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo prosèlito e, quando lo è divenuto, lo rendete degno della Geènna due volte più di voi. Guai a voi, guide cieche, che dite: “Se uno giura per il tempio, non conta nulla; se invece uno giura per l’oro del tempio, resta obbligato”. Stolti e ciechi! Che cosa è più grande: l’oro o il tempio che rende sacro l’oro? E dite ancora: “Se uno giura per l’altare, non conta nulla; se invece uno giura per l’offerta che vi sta sopra, resta obbligato”. Ciechi! Che cosa è più grande: l’offerta o l’altare che rende sacra l’offerta? Ebbene, chi giura per l’altare, giura per l’altare e per quanto vi sta sopra; e chi giura per il tempio, giura per il tempio e per Colui che lo abita. E chi giura per il Cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi è assiso». 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Dopo averci ricordato che molti nel mondo "dicono e non fanno", a cominciare dai cristiani che trascurano il Vangelo, oggi Gesù ammonisce le guide cieche. È un paradosso sostenere la cecità di una guida, infatti è guida se vede bene, se è in grado di condurre sulla via sicura e migliore quelli che non vedono.
Nell'aspetto spirituale la guida può essere cieca perché gli occhi fisici non sono necessari, lo stesso riesce a indicare le vie dello spirito secondo il Vangelo, per evitare i pericoli e seguire il cammino della santificazione.
Gesù parla di guide cieche, il riferimento diretto riguardava i dottori e i sacerdoti del Tempio, che ostentavano anche il nulla che avevano.
Oggi voglio cambiare direzione e visualizzare quelli che sono realmente le guide della società, intendo la gente dello spettacolo, dello sport, politici e affini. Sono guide di uno stile di vita, guarda caso… perfettamente uniforme e, sempre guarda caso… con stili di vita sempre opposti al Vangelo.
Abbiamo letto l'idiozia del secchio d'acqua fredda e ci accorgiamo che la stupidità và oltre quello che stabilisce la scienza. È colpa della norma di vita che si fonda sull'apparenza, quindi gli abiti, le acconciature, l'abbronzatura si devono necessariamente ed eccessivamente curare fino all'idolatria perché oramai ciò che conta è l'apparenza.
Il vuoto interiore è così ingombrante da non lasciare spazio a nessuna cosa buona…
Vi ho reso partecipi della notizia per evidenziare principalmente la necessità della ricerca di terapie idonee a sconfiggere il morbo chiamato Sla, ogni ricerca è costosa quindi la raccolta di denaro è una buona iniziativa. Solo che gli italiani famosi l'hanno trasformata in una forma di stupidità abbagliante, fermandosi al secchio d'acqua, senza presentare un'offerta sostanziosa.
La notizia desta curiosità non per la raccolta dei fondi che è una cosa buona, ciò che abbiamo letto anche in altri articoli è umiliante per questi personaggi famosi incapaci di considerare sul serio la devastante malattia.
La loro serietà alla causa avrebbe dovuto mostrare innanzitutto un assegno robusto, magari 10mila euro ciascuno sarebbe stata la cifra di base. Per inciso un'attrice milionaria e possidente di innumerevoli proprietà ha donato 100 euro… Imbarazzante, ma rappresenta bene l'adesione del cuore ad una ricerca molto importante. Avrebbe potuto facilmente donare decine di migliaia di euro, invece il suo reale interesse vale 100 euro.
I personaggi italiani in generale si sono fermati alle secchiate d'acqua, trasformando in una buffonata il dramma del morbo che porta alla morte e distrugge psichicamente i familiari.
Questi sono le guide per decine di milioni di italiani, i modelli in cui si specchiano e che considerano le divinità dell'olimpo immorale ma deformato dalle più indecenti volgarità. Sono personaggi inadeguati al ruolo che hanno assunto, forse capaci sui campi di calcio o nel cantare  con una voce splendida. Per il resto c'è il vuoto, non possono dare nulla di buono a questa generazione. Chi può farlo si faccia avanti pubblicamente!
Gli idolatrici sono felici nel vedere giocare i loro idoli e i fan saltano di gioia ascoltando una canzone che piace, ma rimangono sempre vuoti interiormente e senza valori morali. Il più presentabile di loro commette pubblicamente scandali che distruggono la vita a chissà quanti milioni di seguaci.
Il migliore di questi personaggi è colpito dalla lebbra dei vizi, quindi come saranno messi tutti gli altri?
Non ci pensate che sono guide cieche che portano all'inferno?
Dovete semmai avere la forza -che arriva dalla preghiera-, di vedere le partite di calcio e ascoltare canzoni senza identificarvi in nessun modo a questi personaggi deturpati dagli scandali e sfigurati nell'anima.
Molti hanno detto che determinate canzoni le hanno risollevate o hanno arrecato momenti piacevoli. Parlo di canzoni pagane ovviamente, le quali incitano all'amore libero e ad altri comportamenti non in linea con la nostra Fede.
È un bene ascoltare queste canzoni oppure si corre il rischio di compiere inconsciamente ciò che le parole esprimono? Ognuno risponde a Dio e alla sua coscienza, deve trovare la capacità di resistere agli inviti immorali che le canzoni contengono.
Ci sono innumerevoli canti sacri degli ultimi decenni che utilizzano una musica più moderna, almeno questi canti contengono parole del Vangelo ed invitano ad amare Dio. Ma chi resiste alle canzoni dei personaggi televisivi?
Verificate se il vostro cantante preferito, uomo o donna ovviamente, condiziona le vostre scelte di vita e frena la vostra Fede!
Il mondo ha bisogno di altre guide, ma rimane praticamente impossibile vedere nelle televisioni conduttori o vari artisti sinceramente impegnati nell'apostolato cristiano e sinceri modelli di vita spirituale.
Il problema è che anche a livello inconscio ognuno cerca di identificarsi a qualcuno o a qualcosa, e senza i modelli cristiani famosi, si arriverà ad una società dedita esclusivamente alla materialità, ai bassi istinti, ad agire sempre con egoismo e orgoglio. Che società sarà?
Pregate per la conversione delle guide cieche di questa società.
Seguite il calcio senza adorarlo e ascoltate le canzoni senza divinizzarle e chiedete a Gesù di convertire questi personaggi, di renderli buoni cristiani. Conversioni difficili per la volontarietà nella depravazione e il rifiuto di Dio, loro distruggono momento dopo momento la loro dignità di esseri umani.
Noi preghiamo ogni giorno per loro, infatti pregare per noi non è un peso ma una grande gioia.
  
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
--------

3213 - Verità di Dio e dell'uomo

In quel tempo Gesù parlò dicendo: “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo prosèlito e, quando lo è divenuto, lo rendete degno della Geènna due volte più di voi. Guai a voi, guide cieche, che dite: “Se uno giura per il tempio, non conta nulla; se invece uno giura per l’oro del tempio, resta obbligato”. Stolti e ciechi! Che cosa è più grande: l’oro o il tempio che rende sacro l’oro? E dite ancora: “Se uno giura per l’altare, non conta nulla; se invece uno giura per l’offerta che vi sta sopra, resta obbligato”. Ciechi! Che cosa è più grande: l’offerta o l’altare che rende sacra l’offerta? Ebbene, chi giura per l’altare, giura per l’altare e per quanto vi sta sopra; e chi giura per il tempio, giura per il tempio e per Colui che lo abita. E chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi è assiso.(Mt, 23, 13-22)

Che cosa sta a cuore a Gesù? 
Non il proselitismo; non gli interessi del tempio, né tanto meno l’oro che lo adorna e le offerte che lo arricchiscono. 
Più grande del tempio è Dio che vi abita e abita il cielo e la terra. 
Più importante è l’uomo che adora Dio con tutto se stesso. 
Che se ne fa Gesù di una religione formale, esteriore, interessata? 
A Lui sta a cuore Dio Padre, il Dio che ha creato l’uomo e gli vuole bene, e domanda di essere adorato non per ricevere onori, ma perché l’uomo, riconoscendo la sua dipendenza da Lui, ritrovi la verità di sé e impari a trattare ogni altro uomo in verità e carità.
---------

3212 - Commento al Vangelo del 24/08/2014, XXI domenica t. ord. "A"

+ Dal Vangelo secondo Matteo (16,13-20)
In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’Uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che Io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei Cieli. E Io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del Regno dei Cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei Cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei Cieli». Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo. 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Sono i molteplici impegni spirituali a farmi scrivere più tardi, è vero che rimane importante la preparazione alla Messa magari conoscendo anche la Parola di Dio in anticipo, però in mancanza della lettura in anticipo ci si concentra sul Sacrificio Eucaristico e si prega con tutta la Fede che si possiede. I miracoli possono avvenire lo stesso.
Questa newsletter è solo una parte dei doveri giornalieri che considero tali davanti a Dio e che non mi fanno tener conto delle feste pagane o altro di non spirituale. Tra i doveri giornalieri c'è sempre la preoccupazione ininterrotta del bene delle anime, la preghiera costante per tutti voi e quanti si affidano alle mie preghiere, la conversione dei peccatori, la pace oggi in pericolo, soprattutto il bene della Chiesa mai così minacciata dalle eresie.
Vi ho già scritto e ve lo ripeto per farvi comprendere l'importanza della propria vita spirituale, che bisogna innanzitutto preoccuparsi ogni giorno della propria anima e pregare prolungatamente, così dedico molte ore del giorno alla preghiera per riempirmi di quanto poi devo riversare sugli altri. Altrimenti, cosa devo donare, me stesso?
La preghiera costante non deve mai mancare nella giornata, mettete da parte cose irrilevanti o spostateli in altri giorni per parlare con Dio.
Quando la preghiera l'avvertiamo come necessaria e lottiamo le tentazioni sempre in agguato per distruggere ogni bene, Dio interviene nei modi e nei tempi che Lui stabilisce e ci orienta verso le scelte migliori. Si rivela a noi: "Beato sei tu, Simone, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei Cieli".
Dio vuole rivelarsi a tutti, ma molti cristiani non hanno ancora compreso che Gesù è Dio, l'Onnipotente, Lo pregano senza cuore e in essi non avviene nulla di straordinario. Rimane l'ordinario che spesso vogliono camuffarlo in straordinario, attribuendosi carismi, visioni e altro di negativo.
La formazione dottrinale diventa sempre più rara tra i cristiani, non c'è tempo per studiare la Parola di Dio con sapienza, non c'è mai possibilità per leggere il Catechismo che trovate anche sul web, non si lasciano molte reti viziose a cui si è impigliati e si vive sempre con la vanità diventata la più grande virtù…
Per molti cristiani Gesù è un'identità astratta, forse neanche si crede alla sua reale esistenza tanto è indurito il loro cuore, comunque "dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti". Nel senso che Gesù è Dio quando c'è una necessità, diventa uno dei tanti… quando le sofferenze si superano.
Chi è veramente Gesù per te che leggi? Come Lo adori? In che modo ti rivolgi a Lui? Quando Lo cerchi? Perché Lo cerchi?
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
--------

venerdì 22 agosto 2014

3211 - Commento al Vangelo del 22/08/2014

+ Dal Vangelo secondo Matteo (22,34-40)
In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, Lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande Comandamento?». Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo Comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due Comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti». 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La festa mariana di oggi vede la gloriosa Madre di Dio insignita di una regalità unica: Regina dell'universo. C'è il Re, suo Figlio, ecco la Regina che ha condiviso tutto con il Redentore. Questo titolo indica il culmine della vita terrena di Maria di Nazareth, è il coronamento del cammino doloroso intrapreso dall'Annunciazione al Calvario, per poi trionfare sempre insieme al Figlio Gesù nella sua Risurrezione.
La Madonna visse immersa pienamente nella Santissima Trinità, questo titolo regale è una delle tante sue prerogative. Ella dopo la salita al Cielo in Anima e Corpo, come Regina conosce con estrema precisione tutto di ognuno di noi perché lo vede nella Luce di Dio.
Nella vita amò il prossimo con piena bontà, oggi ci invita ad amarci gli uni gli altri, così come Gesù lo rivelò nel Vangelo.
Per spiegare una meravigliosa parabola Gesù rispose ad una domanda che in realtà era una giustificazione: "E chi è il mio prossimo?" (Lc 10,29). Prima di porre questa domanda il dottore della legge, fiero della sua altezzosità si era alzato per mettere alla prova Gesù: «"Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?". Gesù gli disse: "Che cosa sta scritto nella Legge? Che cosa vi leggi?". Costui rispose: "Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso". E Gesù: "Hai risposto bene; fa questo e vivrai"» (Lc 10,25-28).
Questo brano l'ho tratto dal Vangelo di Luca ed indica un altro episodio in cui si discuteva sull'amore verso il prossimo.
La risposta di Gesù al dottore della legge era stata precisa e aveva toccato perfettamente il punto debole degli ipocriti ebrei: l'amore verso il prossimo. Per non darsi vinto e non sembrare inosservante, replicò al Signore chiedendo di capire come riconoscere il prossimo.
Da qui Gesù tirò fuori la mirabile parabola del buon Samaritano: "Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto…" (Lc 10,30).
Il Vangelo oggi ci presenta un'altra circostanza in cui si parla del prossimo, questo prossimo da molti è un'entità astratta, come un fantasma, da altri uno straniero e pure un nemico. Gesù parla del prossimo dopo avere spiegato in che modo è possibile amare veramente Dio.
C'è amore e amore verso Dio, su una scala numerica da 1 a 100 ognuno di noi si trova in una posizione, dovuta alle sue scelte di vita, alle risposte date con poco o grande adorazione, o non date per indifferenza e il legame stretto e dipendente dalle cose mondane.
Chiediamoci in quale posizione ci troviamo in questa scala, considerando che il superbo è convinto di trovarsi nellezone alte, l'umile in quelle basse e di non meritare nulla, l'ateo è indifferente e a lui neanche si chiede il parere, i credenti buoni e spirituali sono invece quelli che possono capire bene quanto manca ad essi per raggiungere altezze elevate. Ma nessuno può sentirsi appagato o certo di fare tutto bene. L'umiltà sopra ogni cosa.
Il credente che cammina dietro Gesù conosce il significato di amore verso il prossimo e può dare la risposta corretta alla domanda posta da chi non crede o che viene rivolta dai cristiani anonimi.
La confusione effettivamente esiste, per prossimo si intende anche chi viene dopo, nel senso di seguire o venire dopo qualcuno o qualcosa, è un termine che indica vicinanza o affinità a qualcuno o a qualcosa. Questo significato per gli ebrei era quello corretto, per prossimo intendevano il vicino, anche se non seguace dell'Ebraismo ma che viveva nel territorio israelitico.
Per questa ragione sia il dottore della legge sia altri ebrei con a capo i farisei, chiedevano a Gesù, tra la curiosità e l'irriverenza -comunque sempre innaffiate da molta arroganza-, il significato di prossimo.
Per Gesù e, quindi, nel significato teologico cristiano, prossimo è invece qualsiasi essere umano, anche tradizionalmente un nemico, verso cui esprimere l'amore indicato da Gesù come un dovere, come viene spiegato nel Vangelo proprio con la parabola del buon samaritano.
Il prossimo è colui che prima o poi, in un incontro o tramite un qualsiasi contatto, diamo un aiuto o ci elargisce il suo aiuto.
Prima di parlare del prossimo, Gesù spiegò che l'amore da donare a Dio è totale, ma qui sorge un dubbio: è possibile "amare Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutta la mente?"Sì è possibile. Lo sanno molto bene i Santi, ma questo atteggiamento nell'amare Dio pienamente riguarda tutti.
Non siete chiamati a rivivere la vita di San Francesco o San Pio, siete chiamati ad amare Dio, e come si può amare l'Essere Supremo, il Creatore, Colui che ogni mattina ci dona la linfa vitale e la possibilità di alzarci dal letto e vivere in questo pellegrinaggio?
La domanda che lascia il dubbio sull'amore totale a Dio si supera con la comprensione della necessità di riempirci del suo Amore per agire sempre animati da questo Amore, vivendo nella sua volontà. Si può amare Dio con il cuore pieno, l'anima spiritualizzata, la mente che ha come guida la retta intenzione. In goni circostanza.
Amare Dio sopra ogni cosa è possibile quando Dio fa veramente parte della nostra vita, quando nella giornata dedichiamo buon tempo a Lui e viviamo per dargli gloria, anche nelle piccole cose. In ogni nostro interesse e quando si compie ogni opera si devono osservare le sue Leggi, espresse nei Comandamenti e nel Vangelo.
Riflettiamo sul nostro amore al prossimo: cosa facciamo per gli altri e con quale spirito?
Per tornaconto o per amore di Dio?
Vogliamo vedere in ogni persona che conosciamo ed incontriamo il prossimo da amare e aiutare almeno parlando di Gesù?
  
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
------

3210 - Madre e Regina

In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzareth, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei. (Lc, 1,26-38)
 
Passiamo dal quarto mistero glorioso, nel quale contempliamo l’Assunzione di Maria, al quinto, dove la contempliamo Regina. 
La comunione dei santi mette in rapporto cielo e terra. 
Noi preghiamo Maria con le preghiere più semplici e con le invocazioni più pressanti. Lei ci guarda e ci sostiene. Ci consola e a volte interviene con delicata potenza. 
Spesso il suo intervento e la sua presenza sono discreti come una brezza leggera nel caldo dell’estate. 
A volte si manifestano in modo clamoroso, come nelle apparizioni e nei miracoli. 
Lo sguardo su Maria, Madre e Regina, è un ristoro e una sicurezza, è una promessa per il presente e per il futuro.
----------

mercoledì 20 agosto 2014

3209 - Commento al Vangelo del 20/08/2014

+ Dal Vangelo secondo Matteo (20,1-16)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il Regno dei Cieli è simile a un padrone di casa che uscì all'alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”. Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi». 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La chiamata per lavorare nella Vigna del Signore è per tutti, non ci può essere parzialità in Dio e non avviene mai. Ma nessuno può sindacare il suo operato, un agire che segue il suo infinito senso di giustizia e che dona ad ognuno quanto merita. Nessuno di noi ha diritto o autorità a valutare l'operato di Dio, in quanto agisce nei modi più impensabili perché ci ama così come siamo e vuole salvarci tutti.
Gesù si paragona a un padrone di casa, esce in varie ore della giornata per assumere operai e farli lavorare nella sua vigna. Distribuisce lavoro come in realtà distribuisce infinite Grazie a quanti Le chiedono. L'uscita del padrone da casa è come la Grazia che scende ininterrottamente dal Cielo su incalcolabili esseri umani, ma non tutti sono capaci di accoglierla o di percepirla.
Gesù chiama tutti a un disegno di amore e ci chiede di fare parte della sua Vigna, che non è un'appartenenza solo fisica, è soprattutto una partecipazione interiore al lavoro intrapreso dal Signore. Un lavoro interiore per modellare sentimenti e pensieri simili ai suoi, poi diventa facile trasmettere ai familiari e a tutti i conoscenti, quello che sentiamo nel cuore.
Se prima non ci riempiamo dell'Amore di Gesù, non potremo dare nulla agli altri, né sarà possibile vivere il Vangelo.
Il lavoro nella Vigna è la collaborazione che siamo chiamati a dare a Gesù, proprio in virtù del Battesimo abbiamo l'obbligo di annunciare il Vangelo, come sappiamo e possiamo, ma bisogna fare ogni giorno qualcosa in più.
Non possiamo aspettarci continue Grazie senza fare nulla per Gesù e la Madonna!
Dio chiama tutti a lavorare come discepoli per far divampare nel mondo il suo Amore, non tutti sono pronti ad accoglierlo e partecipano non appena si svegliano dal torpore della dissipazione. Chiama la mattina, a metà giornata, di pomeriggio e più tardi ancora, a tutti promette una paga, quindi nessuno può lamentarsi. La paga è la salvezza eterna, offerta a quanti collaborano alla sua Parola, che si rendono disponibili a lasciare le cose futili per servire Dio.
Il punto di discussione che emerge nella parabola è il lamento di chi ha lavorato di più, ma il padrone gli aveva promesso quella paga senza discutere di altro, l'operaio avrebbe dovuto accettarla in silenzio. Invece reclamava per la stessa paga ricevuta da chi aveva lavorato poco perché chiamato nel tardo pomeriggio.
I credenti che amano poco agiscono proprio così, non guardano quanto ricevono da Gesù e si lamentano se quelli che hanno lavorato per poco tempo per il Vangelo o addirittura si sono convertiti in punto di morte hanno ottenuto la salvezza eterna.
Gesù vuole salvare tutti, chiama tutti a qualsiasi ora a lavorare per guadagnare meriti per il Paradiso, qui viene evidenziato l'aspetto della salvezza eterna e non tanto della gloria che si riceverà in Paradiso, proporzionata alla Grazia ricevuta in vita.
Quindi, la chiamata di tutti è la salvezza eterna, ci sono quelli che lavorano di più e altri meno, e in Cielo saranno premiati di più i credenti che hanno osservato con maggiore impegno e amore il Vangelo. Gli operai chiamati la mattina e che hanno lavorato di più, ovviamente riceveranno maggiore gloria in Paradiso, saranno più vicini alla Santissima Trinità e diventeranno potenti intercessori.
Mentre gli operai dell'ultima ora pur avendo guadagnato la stessa paga dei primi, cioè la salvezza eterna, in Paradiso godranno di una minore vicinanza a Dio e il loro grado di santità sarà comunque minimo.
La parabola ci dice inoltre che qualsiasi ora e circostanza sono buone per l'apostolato.
Chiunque sia passato accanto a noi dovrebbe poter dire che si è sentito spinto a vivere più vicino a Gesù Cristo.
  
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
-----------

3208 - Udienza di Papa Francesco del 20/8/2014

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Nei giorni scorsi ho compiuto un viaggio apostolico in Corea e oggi, insieme con voi, ringrazio il Signore per questo grande dono. Ho potuto visitare una Chiesa giovane e dinamica, fondata sulla testimonianza dei martiri e animata da spirito missionario, in un Paese dove si incontrano antiche culture asiatiche e la perenne novità del Vangelo: si incontrano entrambe.
Desidero nuovamente esprimere la mia gratitudine ai cari fratelli Vescovi della Corea, alla Signora Presidente della Repubblica, alle altre Autorità e a tutti coloro che hanno collaborato per questa mia visita.
Il significato di questo viaggio apostolico si può condensare in tre parole: memoriasperanzatestimonianza.
La Repubblica di Corea è un Paese che ha avuto un notevole e rapido sviluppo economico. I suoi abitanti sono grandi lavoratori, disciplinati, ordinati e devono mantenere la forza ereditata dai loro antenati.
In questa situazione, la Chiesa è custode della memoria e della speranza: è una famiglia spirituale in cui gli adulti trasmettono ai giovani la fiaccola della fede ricevuta dagli anziani; la memoria dei testimoni del passato diventa nuova testimonianza nel presente e speranza di futuro. In questa prospettiva si possono leggere i due eventi principali di questo viaggio: la beatificazione di 124 Martiri coreani, che si aggiungono a quelli già canonizzati 30 anni fa da san Giovanni Paolo II; e l’incontro con i giovani, in occasione della Sesta Giornata Asiatica della Gioventù.
Il giovane è sempre una persona alla ricerca di qualcosa per cui valga la pena vivere, e il Martire dà testimonianza di qualcosa, anzi, di Qualcuno per cui vale la pena dare la vita. Questa realtà è l’Amore di Dio, che ha preso carne in Gesù, il Testimone del Padre. Nei due momenti del viaggio dedicati ai giovani lo Spirito del Signore Risorto ci ha riempito di gioia e di speranza, che i giovani porteranno nei loro diversi Paesi e che faranno tanto bene!
La Chiesa in Corea custodisce anche la memoria del ruolo primario che ebbero i laici sia agli albori della fede, sia nell’opera di evangelizzazione. In quella terra, infatti, la comunità cristiana non è stata fondata da missionari, ma da un gruppo di giovani coreani della seconda metà del 1700, i quali furono affascinati da alcuni testi cristiani, li studiarono a fondo e li scelsero come regola di vita. Uno di loro fu inviato a Pechino per ricevere il Battesimo e poi questo laico battezzò a sua volta i compagni. Da quel primo nucleo si sviluppò una grande comunità, che fin dall’inizio e per circa un secolo subì violente persecuzioni, con migliaia di martiri. Dunque, la Chiesa in Corea è fondata sulla fede, sull’impegno missionario e sul martirio dei fedeli laici.
I primi cristiani coreani si proposero come modello la comunità apostolica di Gerusalemme, praticando l’amore fraterno che supera ogni differenza sociale. Perciò ho incoraggiato i cristiani di oggi ad essere generosi nella condivisione con i più poveri e gli esclusi, secondo il Vangelo di Matteo al capitolo 25: «Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (v. 40).
Cari fratelli, nella storia della fede in Corea si vede come Cristo non annulla le culture, non sopprime il cammino dei popoli che attraverso i secoli e i millenni cercano la verità e praticano l’amore per Dio e il prossimo. Cristo non abolisce ciò che è buono, ma lo porta avanti, lo porta a compimento.
Ciò che invece Cristo combatte e sconfigge è il maligno, che semina zizzania tra uomo e uomo, tra popolo e popolo; che genera esclusione a causa dell’idolatria del denaro; che semina il veleno del nulla nei cuori dei giovani. Questo sì, Gesù Cristo lo ha combattuto e lo ha vinto con il suo Sacrificio d’amore. E se rimaniamo in Lui, nel suo amore, anche noi, come i Martiri, possiamo vivere e testimoniare la sua vittoria. Con questa fede abbiamo pregato, e anche ora preghiamo affinché tutti i figli della terra coreana, che patiscono le conseguenze di guerre e divisioni, possano compiere un cammino di fraternità e di riconciliazione.
Questo viaggio è stato illuminato dalla festa di Maria Assunta in Cielo. Dall’alto, dove regna con Cristo, la Madre della Chiesa accompagna il cammino del popolo di Dio, sostiene i passi più faticosi, conforta quanti sono nella prova e tiene aperto l’orizzonte della speranza. Per la sua materna intercessione, il Signore benedica sempre il popolo coreano, gli doni pace e prosperità; e benedica la Chiesa che vive in quella terra, perché sia sempre feconda e piena della gioia del Vangelo.
-----------

3207 - Libertà del cuore

Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all'alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”. Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi». (Mt 20,1-16)

A tutte le ore del giorno, nel modo più imprevisto, il Signore chiama a lavorare nella sua vigna. 
Occorre essere attenti alle realtà e ai segni della chiamata. Occorre un desiderio, occorre mettersi in una posizione di attesa, come gli operai che fin dal mattino si radunano fiduciosi sulla piazza, e poi le ore scorrono una dopo l’altra. 
Ma non basta. 
Il lavoro va compiuto senza alcuna pretesa, senza calcolare quanto io do di più e l’altro dà di meno; quanto io ricevo di meno e l’altro riceve di più. 
La libertà del cuore rende lieti e porta frutto. La generosità del padrone non ci renderà tristi, ma ci riempirà di gratitudine.
---------

Medaglia di San Benedetto