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sabato 12 luglio 2014

3160 - Commento al Vangelo del 12/07/2014

+ Dal Vangelo secondo Matteo (10,24-33)
In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli: «Un discepolo non è più grande del maestro, né un servo è più grande del suo signore; è sufficiente per il discepolo diventare come il suo maestro e per il servo come il suo signore. Se hanno chiamato Beelzebùl il padrone di casa, quanto più quelli della sua famiglia! Non abbiate dunque paura di loro, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che Io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri! Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli». 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Gesù spiega che un discepolo è autentico quando si sforza di diventare come il suo maestro, ma non potrà superare la spiritualità del maestro. Sarà anche opinabile questa teoria riguardo le arti umane, siamo sicuri invece che nessuno riuscirà a superare il Maestro Divino.
Lui dice che è già una grande prova di amore raggiungere la spiritualità del Maestro, e l'affermazione "è sufficiente per il discepolo diventare come il suo maestro", indica l'acquisizione dell'insegnamento ricevuto, accolto, fatto proprio.
Tutti i cristiani sono convinti di seguire Gesù, non tutti però desiderano diventare come il Signore, vivendo la sua Parola.
Così vediamo che solo una minima parte crede in questa affermazione di Gesù e lotta giornalmente per liberarsi dalle catene inique e salire con impegno il Monte della Trasfigurazione. Pochi sono quelli che si prefiggono nella vita l'obbedienza ai Comandamenti, quindi sono pochi quelli che raccolgono grandi frutti di Grazia.
Un numero sterminato di cristiani non conosce nulla del cammino spirituale e non prega, non esiste in essi alcun pensiero spirituale né c'è la preoccupazione della salvezza eterna. Non c'è un Maestro da seguire, non c'è neanche un limite nella corruzione e nel condurre una vita disinvolta.
Cade nel vuoto l'invito che Gesù rivolge quantomeno ai cristiani, certamente non è spontaneo rinnegarsi o fare penitenze, così rimane sempre la sofferenza il momento in cui chi soffre rientra in sé e scopre Dio, vede le proprie miserie, elenca le innumerevoli cadute rovinose e tutto il tempo sprecato in cose inutile.
L'amarezza più grande viene dall'impossibilità di poter tornare indietro e agire in modo diverso.
La soluzione per riparare e rimediare alle gravissime mancanze commesse in passato è Gesù, non solo dona il perdono e la Grazia nella Confessione, ma infonde il suo Spirito Divino che sprigiona nel credente una quiete gioiosa ed egli si sente rinato a nuova vita.
Questa rinascita spirituale inquieta e suscita molta invidia in giro, il rimedio lo suggerisce Gesù ignorando gli attacchi che inevitabilmente arrivano, spesso anche dai più vicini. "Se hanno chiamato Beelzebùl il padrone di casa, quanto più quelli della sua famiglia! Non abbiate dunque paura di loro".
Nessun timore, quindi, solo una forza non più umana per resistere pazientemente, una forza spirituale perché alimentata dal soprannaturale. Potranno diffondere tante diffamazioni per l'invidia della vostra nuova vita, non potranno però togliervi la Grazia di Dio, né la pace interiore e la gioia. Chi soffre in ultima analisi? Chi si arrabbia vedendovi con un volto gioioso e percependo la potentissima protezione della Madonna?
I cattivi sparlano per associare i buoni alle loro nefandezze, solo per poco tempo riescono a contenere nel segreto le loro malignità, verrà il tempo di Gesù e tutto sarà svelato. "Nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto".
Anche se i nostri nemici si danno un tono più arrogante per rafforzare la loro sfrontatezza, loro non ci preoccupano, la reale inquietudine arriva dal dimenarsi dei diavoli, spesso silenziosi ma in attività per preparare qualche colpo improvviso contro ognuno di noi.
"E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo".
La paura che ci indica Gesù è il sentore degli attacchi dai diavoli, molti se ne accorgono dopo avere commesso peccati gravi e c'è anche il deliberato consenso. La vigilanza è la vittoria dei discepoli che vivono come il Maestro, è la loro grande capacità di resistenza perché vivono alla presenza di Dio e riescono a stoppare anche l'istinto irrazionale.
Dobbiamo avere una grandissima fiducia in Gesù e sua Madre, invochiamoli di continuo per vincere le tentazioni e guarire dalle sofferenze. Loro ci conoscono perfettamente, "perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati".
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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