Il Signore ti benedica,ti custodisca e ti mostri il Suo volto misericordioso!

Quando pensi di aver toccato il fondo e che nessuno ti voglia o ti ami più, Dio si fa uomo per incontrarti, Gesù ti viene accanto

CIAO A TE !!

Nulla è più urgente nel mondo d'oggi di proclamare Cristo alle genti. Chiunque tu sia, puoi, se vuoi, lasciare un tuo contributo, piccolo o grande che sia, per dire, comunicare, annunciare la persona di Gesù Cristo, unico nostro salvatore. Uno speciale benvenuto a LADYBUG che si è aggiunta di recente ai sostenitori ! *************************************************** Questo blog è sotto la protezione di N.S. Gesù Cristo e della SS Vergine Maria, Sua Madre ed ha come una ragione di esistere di fornire un contributo, sia pure piccolo ed umile, alla crescita della loro Gloria. ***************************************************

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giovedì 31 luglio 2014

3186 - Commento al Vangelo del 30/07/2014

+ Dal Vangelo secondo Matteo (13,44-46)
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Regno dei Cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il Regno dei Cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra». 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Queste due parabole si aggiungono a molte altre presenti in Matteo che spiegano l'importanza del Regno dei Cieli e vengono chiamate "Parabole del Regno". In tante parabole Gesù illustra le caratteristiche di questo Regno, ma in moltissimi credenti rimangono ignorate per la mancata meditazione della Parola di Dio.
Non si può diventare spirituali senza la puntuale riflessione giornaliera del Vangelo.
Faccio un riepilogo delle parabole di Matteo in cui si illustra il Regno dei Cieli:
Parabola del seminatore: il Regno è paragonato al seminatore che sparge il grano e questo fruttifica dove più e dove meno. 13,1-9;
Parabola del granello di senape: il Regno è paragonato ad un piccolo seme che diventa una pianta grande. 13,31-32;
Parabola del lievito: il Regno è paragonato al lievito che fermenta tutta la pasta. 13,33-35;
Parabola del tesoro nascosto: il Regno è paragonato ad un tesoro nascosto in un campo; chi lo trova compra il campo per diventarne legittimo proprietario. 13,44;
Parabola della perla preziosa: il Regno è paragonato ad una perla preziosa; il mercante che la trova vende tutti i suoi averi per poterla comperare. 13,45-46;
Parabola della rete: il Regno è paragonata ad una rete che raccoglie pesci buoni e pesci cattivi; una volta a terra i pescatori dividono gli uni dagli altri. 13,47-50;
Parabola del servo senza pietà: il Regno è paragonato ad un padrone che fa i conti con i suoi servi e condona volentieri i debiti a chi è pronto al condono. 18,23-25;
Parabola dei lavoratori della vigna: il Regno è paragonato ad un padrone che assolda a tutte le ore dei lavoratori per la sua vigna. 20,1-16;
Parabola del banchetto di nozze: il Regno è paragonato ad un re che organizza un banchetto per il suo figlio che si sposa ed invita tutti al banchetto stesso. 22,1-14;
Parabola delle dieci vergini: il Regno è paragonato a dieci vergini di cui cinque prudenti e cinque stolte. 25,1-13.
È Gesù il Regno che dobbiamo conquistare e conservare più di qualsiasi cosa. Tutto il resto passa, finisce, solo in Dio c'è la verità.
La Parola oggi spiega che il tesoro nascosto nel campo e la perla di grande valore si devono acquistare ma non con il denaro, Gesù prima indica che bisogna vendere i comportamenti colpevoli, cioè liberarsi e lasciare quelle consuetudini viziose opposte al Sommo Bene.
Ognuno conosce quali vizi sublima, le debolezze che ripete di continuo, le cadute nei peccati a causa di una scarsa vigilanza. Il tesoro e la perla preziosa indicano Gesù Cristo, quel Regno che deve stabilirsi in noi.
Ma siamo veramente impegnati nella ricerca di questo Regno? Lo desideriamo davvero? Oppure lo cerchiamo nella sofferenza?
L'uomo della parabola lo trova perché si era messo alla ricerca, non lo scopre casualmente. Non si trova Gesù nella confusione, nella vita sregolata, nell'euforia dei divertimenti perenni. La vita sregolata è anche quella che apparentemente sembra ordinata (casa, lavoro, faccende varie) mentre è assolutamente vuota di Dio, a Lui si offre qualche preghiera o al massimo una Corona del Santo Rosario.
Questo non si chiama cammino di Fede, è altro.
I frutti dell'albero non alimentato dalla preghiera non sono buoni, primo perché non si cerca il vero tesoro della nostra vita, secondo perché non c'è neanche lo sforzo di abbandonare quei comportamenti che partono dall'istinto e dalle passioni disordinate.
Gesù rivelò il premio che ricevono i credenti coraggiosi che vendono i vizi e i comportamenti sbagliati: "Voi che mi avete seguito, riceverete cento volte tanto" (Mt 19,29). Molti cristiani pretendono molto da Gesù senza donargli nulla. Forse lasciano poco e chiedono molto. Altri cercano questo Regno ma in modo sbagliato, senza la conoscenza del cammino spirituale.
Ricevono proporzionatamente per quanto lasciano, il cento volte và inteso in questo modo.
Per ricevere da Gesù bisogna donargli l'amore e l'amicizia. Si deve entrare in confidenza con Lui, è possibile se cresce ogni giorno di più la sua conoscenza, meditando la sua Parola.
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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3185 - Il nome del tesoro

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra». (Mt 13,44-46)

Attraverso tutte le circostanze e tutti i possibili passaggi, un uomo cerca sempre una cosa sola. 
Una cosa che ha sempre in mente, anche quando non gli fosse chiarissima nei particolari. La vita è realmente una ‘caccia al tesoro’. Quale è il tesoro? Si potrebbe dire: la gioia di stare al mondo, la gioia di vivere. 
Quell’esigenza che muove dal profondo il cuore di ogni uomo. Coincide con la realizzazione di sé, e la si cerca nel volto e nel cuore di un’altra persona: qualcuno che ci corrisponda e che ci ami: un figlio, una donna, un amico. 
Alla fine di questa strada, chi troviamo? Chi ci può corrispondere interamente? Chi realizza compiutamente il nostro destino? 
Il Vangelo dà un nome a questo tesoro.
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martedì 29 luglio 2014

3184 - Commento al Vangelo del 29/07/2014

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (11,19-27)
In quel tempo, molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se Tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa Tu chiederai a Dio, Dio Te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la Risurrezione e la Vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che Tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, Colui che viene nel mondo». 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Prima di approfondire questo brano pieno di Fede e che presenta il significato di risurrezione e di vita eterna, introduco una testimonianza abbastanza apprensiva di alcuni mesi fa, inviata da una nostra parrocchiana a cui ho risposto solo in questi giorni. Vi ho scritto che i messaggi sono innumerevoli ma non mi spaventano, voglio rispondere a tutti ed è preferibile non scrivere molto, quanto basta. Periodicamente si potranno richiedere altri consigli.
Potete capire che un consiglio può indirizzare verso la scelta migliore e a vivere con coerenza il Vangelo, questo cambia la vita.
Per questo la mia disponibilità è completa anche se devo affrontare nella giornata tantissimi altri impegni, mettendo al primo posto e in modo prolungato la preghiera. Altrimenti sarebbe tutto inutile, neanche la Madonna si farebbe più presente per donare tante Grazie e per proteggere me e tutti quelli che ogni giorno metto nel suo Cuore Immacolato.
Questo è il testo inviato da una parrocchiana di cui non indico il nome, quanto scrive è molto personale:
«La contatto perchè ho un dubbio. Ho 26 anni e ancora non sono riuscita ad avere il mio primo contratto di lavoro. Ormai quando lascio un curriculum parto già prevenuta che non mi chiameranno o comunque non mi prenderanno, perché è sempre stato così. Per questa ragione mi sono spesso ritrovata a frequentare un corso e una volta presa la qualifica, a cercare lavoro nel campo, per poi non trovarlo e dopo estenuanti ricerche darmi possibilità in un altro settore, con un altra qualifica... Questo fa si che il mio curriculum sia pieno di tante qualifichette che non hanno niente a che fare l'una con l'altra e l'esperienza lavorativa quasi nulla. Ho avuto una mia attività per un anno, ma ho dovuto venderla perchè non andava. Quando ero bimba mia mamma aveva l'abitudine di portarmi da donne che dicevano di essere cristiane e di levare il malocchio pregando e con stupidi riti magici come quello del piatto, acqua e olio. Io sono cattolica praticante. La mia domanda é: qualcuno può avermi fatto una fattura affinchè io non trovi mai lavoro? E nel caso come faccio a scoprirlo? Grazie mille per la sua risposta. (…)».
In questi giorni ho risposto dopo che in questi mesi avevo pregato ogni giorno la Madonna anche per tutti quelli che hanno scritto senza avere ricevuto la mia risposta. Ho scritto questo ma il testo è più lungo:
«Ave Maria! Carissima (…),ho pregato ogni giorno per te e la tua famiglia. Nessuno ti ha fatto una fattura, sono le negatività di quando eri piccola e ti ostacolano in tutto. È possibile liberarti da queste negatività, chiedi benedizioni e preghiere di liberazione a un Sacerdote e segui questi miei consigli...».
Subito dopo ha risposto lei:
«La ringrazio tantissimo, Padre e la informo che dopo anni di lotte mi sono fidanzata e ho trovato lavoro. Grazie mille, Dio la benedica. (…)».
Ho voluto mostrarvi che la preghiera è potente e nel tempo può distruggere le fatture, le maledizioni, quelle negatività contratte a causa dei peccati mortali ripetuti. La preghiera della persona coinvolta e le preghiere di chi le aveva promesse e le ripeteva ogni giorno, hanno indebolito le negatività e allontanato le forze diaboliche che impedivano il raggiungimento di ogni onesto proposito.
Tutto è possibile per chi crede, Gesù attende le nostre richieste di aiuto, la Madonna chiede la recita di più Corone del Rosario.
Ritorno alla Santa festeggiata oggi e che merita un'attenzione particolare per la sua Fede, anche se si ritrovava a preoccuparsi eccessivamente dei preparativi in presenza di Gesù. Da qui la dolce esortazione del Signore: "Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c'è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta" (Lc 10,41-42).
Gesù era contento di Marta, una donna piena di Fede e vera nobile padrona di casa, aveva atteso da qualche mese la visita del Signore e quando Lo vide a casa sua si preoccupò più dei preparativi per festeggiare il Maestro. Erano propositi santi ma Gesù più dei preparativi culinari gradiva l'ascolto, la voleva davanti a sé con gli altri ad ascoltare i suoi insegnamenti.
Questo indica a tutti voi che la giornata anche se piena di molti impegni, senza la preghiera sincera e fiduciosa rimane una giornata inutile davanti a Dio. Si possono compiere tante cose buone, non ne dubito, la cosa più importante rimane sempre e solo la comunione con Gesù e la devozione alla Madonna.
Dinanzi agli impegni previsti nella giornata bisogna trovare sempre lo spazio per la preghiera serena e non frettolosa, già dal mattino si deve necessariamente trovare lo spazio per incontrare Gesù e parlargli della giornata che si dovrà affrontare, ringraziandolo per la nuova giornata e consacrando tutto alla Madonna, sia se stessi sia tutto quello che si dovrà compiere.
Marta pregava molto, la conversione di Maria Maddalena è frutto anche delle sue prolungate lacrime. In Marta troviamo quanto non abbiamo visto nell'Apostolo Tommaso. Ritorno a lui per correggere le false interpretazioni dei teologi modernisti, i quali lo inquadrano come un uomo pieno di Fede. Allora a quale elevata santità si trovava Marta se consideriamo la sua grande Fede?
"… ma anche ora so che qualunque cosa Tu chiederai a Dio, Dio Te la concederà". (…)
"O Signore, io credo che Tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, Colui che viene nel mondo".
Marta non aveva mai dubitato della Divinità di Gesù, anche dopo la morte del fratello Lazzaro credeva nella potenza di Gesù. Sarà premiata per la sua grande Fede. Chiediamo a Santa Marta di aiutarci per raggiungere una Fede almeno come la sua.
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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3183 - La fede di Marta

In quel tempo, molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo». (Gv 11,19-27)

Marta, da donna attiva e intraprendente com'è, corre subito incontro a Gesù che arriva nella sua città dopo aver saputo del fratello Lazzaro ammalato e ormai morto. La donna ha fiducia in Gesù, ma come sperare che il fratello ritorni in vita? E’ ben vero che Gesù le dice: “Tuo fratello risorgerà”. E aggiunge: “Io sono la risurrezione e la vita…”. 
Marta ha un balzo. Non sa fin dove possa giungere la potenza di Gesù, ma dice con determinazione la sua fede in Lui, con parole che sono diventate anche nostre: “Io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio…”. 
Anche quando non sappiamo se accadrà il miracolo, e quando il miracolo non accade, sappiamo di poterci fidare di Gesù, salvatore del mondo, vincitore della morte.
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domenica 27 luglio 2014

3182 - Commento al Vangelo del 27/07/2014 dom. XVII t.ord. "A"

+ Dal Vangelo secondo Matteo (13,44-52)
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Regno dei Cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il Regno dei Cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra. Ancora, il Regno dei Cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli Angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del Regno dei Cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche». 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Il Vangelo della Messa ci presenta varie parabole sul Regno dei Cieli: il tesoro nascosto, la perla di grande valore trovata dal mercante di preziosi, la rete a strascico gettata in mare e che raccoglie ogni genere di pesci, taluni buoni e altri cattivi.
Alla fine si raccolgono i buoni in un canestro e si buttano via i cattivi.
Così avverrà nel Giudizio davanti a Gesù, ci sarà una separazione tra buoni e cattivi, anche tra coloro che qui sulla terra si amavano profondamente ed erano inseparabili. Dopo questa vita ognuno si dirige verso la destinazione eterna che si è preparato in questo nostro pellegrinaggio.
Sono Verità più autentiche di tutto ciò che esiste e possiamo vedere e toccare, la sfera soprannaturale non è percepibile dai credenti che in realtà non credono. Si professano cattolici per la formazione giovanile o per la famiglia o l'ambiente che frequentano, invece la loro vita prende altre direzioni sempre opposte al Vangelo.
La parabola della rete gettata in mare è immagine della Chiesa, al cui interno si contano giusti e peccatori.
Gesù illustra questa stessa realtà in altri passi: nella sua Chiesa, fino alla fine dei tempi, ci saranno Santi e ci saranno coloro che hanno abbandonato la casa paterna, sciupando l'eredità nel Battesimo. E tutti ne fanno parte, anche se in diverso modo.
Ieri abbiamo letto la recensione al libro che racconta la vicenda di un Sacerdote ritenuto un grande santo da migliaia di persone che seguivano i Legionari di Cristo. Ne ho parlato in alcuni commenti in passato, si prova orrore pensando all'allontanamento dei credenti dalla Chiesa, per avere portato un numero indefinito di persone lontane dal Vangelo e dai Comandamenti.
Padre Marcial Maciel Degollado è stato un cattivo maestro, come vediamo non basta avere fondato un Istituto per la garanzia di fedeltà. Della recensione sul libro della giornalista Franca Giansoldati mi sono rimaste impresse alcune frasi:
«È possibile fondare una fiorentissima Congregazione religiosa e rimanere nel più totale anonimato, tanto da poter condurre una doppia vita?
È possibile frequentare con assiduità le stanze vaticane, divenire intimo consigliere di un Papa e nel contempo mantenere e frequentare ben due “mogli” e rispettive famiglie?
È possibile essere stato sotto inchiesta per mezzo secolo riuscendo ad insabbiare ogni procedimento?
È possibile morire in fama di santità (presso i sacerdoti della sua congregazione) e nel contempo essere assistito sul letto di morte da una delle due mogli e da una figlia, con il consenso (ed il complice silenzio) dei collaboratori che lo assistevano?
Tutto questo, per contraddittorio che possa sembrare, è davvero accaduto, e alla stessa persona: il protagonista è Padre Marcial Maciel Degollado, carismatico fondatore della Legione di Cristo.
Pervertito e marcio fino al midollo, omosessuale e pedofilo, corruttore di professione e abilissimo simulatore, costui si è accreditato presso il Vaticano e i gruppi conservatori americani ed europei ponendosi come fiero oppositore della teologia della liberazione».
I falsi spirituali conducono una doppia vita e si nascondono dietro una lotta dottrinale di facciata, questo fondatore divenne fiero oppositore della teologia della liberazione, avvicinando pure i gruppi che seguivano la sana dottrina. C'è anche chi utilizza altre lotte e riesce ad ingannare molti fedeli. Un po’ come avviene con i falsi veggenti.
Padre Maciel si vantava di seguire la Tradizione della Chiesa e gruppi conservatori americani ed europei lo seguivano ciecamente, senza sospettare minimamente della sua spaventosa corruzione.
Questo fatto insegna che non è sufficiente accreditarsi come conservatore della sana dottrina per essere effettivamente un Consacrato autentico e che si preoccupa solo della volontà di Dio. Tutta la sua vita deve cantare lodi a Dio e deve vivere distaccato da tutto. Una vita trasparente!
Gli scandali nella Chiesa ci sono ancora, ma indigna di più quando ci si nasconde dietro la sana dottrina per poi fare il contrario.
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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3181 - Il tesoro

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra. Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche». (Mt 13,44-52)

Quante persone conosciamo che hanno trovato il vero tesoro e la perla preziosa? Gesù dice “Il Regno dei cieli è simile…”. 
Che cos’è il Regno dei cieli? Si può dire anche Regno di Dio, secondo il diverso accento dell’evangelista Luca. Il Regno dei cieli, alla fin fine, è Gesù stesso. 
Con linguaggio specialistico si dice: auto-basilèia: Cristo è il re, Cristo è il regno. 
Il Regno dei cieli si risolve dunque nel rapporto personale con Cristo. Lui è il tesoro e la perla preziosa per cui vale la pena vendere tutto e acquistarli. 
Il rapporto con Gesù, l’amore a Lui, la dedizione a Lui: Gesù sommo bene, il bene più grande, più pieno e duraturo. Gesù scopo della vita, Gesù amore della vita. Il tesoro finalmente ritrovato.
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sabato 26 luglio 2014

3180 - Commento al Vangelo del 26/07/2014

+ Dal Vangelo secondo Matteo (13,24-30)
In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il Regno dei Cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio”». 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Raccontando la parabola Gesù dice che spuntò anche la zizzania, lo evidenzia come una intromissione, una erba cattiva che infastidisce e rovina i frutti buoni. Non cresce nel campo solo il buon grano, come nel mondo non esistono solo persone buone. I cristiani si ritrovano a contatto quasi ogni giorno con persone che vivono di istinti ed agiscono senza amore, calpestando ogni diritto altri.
Non hanno buonsenso, non amano gli altri, non si limitano a sparlare quelli che odiano, cercano di rovinare la loro dignità.
La zizzania è pericolosa in famiglia, in un gruppo, al lavoro, ma noi non dobbiamo ricambiare con la stessa moneta, conosciamo gli insegnamenti di Gesù che ci invitano ad amare e perdonare, a pregare per i nemici e a fare del bene a quelli che non ci amano.
Oggi voglio farvi meditare alcuni versetti della Scrittura. Tra voi ci sono quelli che meditano sapientemente la Parola di Dio e sono introdotti nello studio. Questi versetti presi dalla lettera ai Colossesi di San Paolo ci devono spingere oltre la semplice lettura, dobbiamo leggerli e fermarci a riflettere sulle parole che ci colpiscono. Non deve essere una lettura veloce, anche una sola parola deve farci riflettere per fare propositi santi.
Chiediamo ai Santi genitori della Madonna di intercedere per noi e di innamorarci della Parola di Dio.
Qui troviamo molti spunti di meditazione:
«Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra. Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio! Quando si manifesterà Cristo, la vostra vita, allora anche voi sarete manifestati con lui nella gloria.
Mortificate dunque quella parte di voi che appartiene alla terra: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e quella avarizia insaziabile che è idolatria, cose tutte che attirano l'ira di Dio su coloro che disobbediscono.
Anche voi un tempo eravate così, quando la vostra vita era immersa in questi vizi. Ora invece deponete anche voi tutte queste cose: ira, passione, malizia, maldicenze e parole oscene dalla vostra bocca. Non mentitevi gli uni gli altri.
Vi siete infatti spogliati dell'uomo vecchio con le sue azioni e avete rivestito il nuovo, che si rinnova, per una piena conoscenza, ad immagine del suo Creatore. Qui non c'è più Greco o Giudeo, circoncisione o incirconcisione, barbaro o Scita, schiavo o libero, ma Cristo è tutto in tutti.
Rivestitevi dunque, come amati di Dio, santi e diletti, di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza; sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente, se qualcuno abbia di che lamentarsi nei riguardi degli altri. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi.
Al di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo di perfezione. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E siate riconoscenti!
La parola di Cristo dimori tra voi abbondantemente; ammaestratevi e ammonitevi con ogni sapienza, cantando a Dio di cuore e con gratitudine salmi, inni e cantici spirituali. E tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre» (Col 3,1-17).
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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3179 - Attesa di vita

In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio”». (Mt 13,24-30)

Riprendiamo il Vangelo di domenica scorsa, sullo sfondo del male che attraversa il nostro cuore e invade il mondo. 
La ricerca della pace in Medioriente è sempre più laboriosa, cresce il numero delle vittime e si incrementano l’odio e l’istinto di rappresaglia. 
Un intrigo di interessi, di speranze e disperazioni: chi potrà scioglierlo? Chi potrà riportare a casa i cristiani in fuga da Mosul, chi potrà sanare i cuori lacerati? Dio compie ogni giustizia, a suo tempo. 
E intanto, come non desiderare che il male arretri e risorgano tutte le potenze del bene? Ci attacchiamo alla Croce di Cristo, perché il dramma della violenza e della morte si apra al giorno della risurrezione.
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3178 - L'audacia del sì

In quel tempo, si avvicinò a Gesù la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dóminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti». (Mt 20,20-28)

Giacomo e suo fratello Giovanni hanno l’audacia di dire sì al Signore Gesù che prospetta loro il calice della Passione. 
Giovanni starà sotto la croce di Gesù, l’unico degli apostoli, insieme con Maria e altre donne. 
Giacomo sarà il primo degli apostoli a morire per Cristo, già nella prima violenta reazione contro i seguaci del Signore, nell’anno 42. 
Lo slancio  dell’età giovanile ha avuto un seguito e un compimento. D’altra parte, se non si è disposti a tutto, non ci si decide a muovere nemmeno il primo passo. Si domanda di sposarsi quando il cuore è aperto a un sì totale; si corrisponde alla vocazione sacerdotale e religiosa quando sono cadute tutte le riserve. 
Chi sei dunque tu, o Signore, che anche oggi domandi tutto al cuore e alla vita di un uomo e di una donna?  
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3177 - Commento al Vangelo del 25/07/2014

+ Dal Vangelo secondo Matteo (20,20-28)
In quel tempo, si avvicinò a Gesù la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Dì che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo Regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che Io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dominano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti». 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Ancora due dei più fedeli Apostoli di Gesù non comprendevano il significato del Regno di Gesù, questo spiega la richiesta della loro madre, anche se lo ha fatto con umiltà e con il desiderio di avvicinare i suoi figli a Dio, comunque era sempre una richiesta inopportuna.
Anche quando qualcosa la raffiguriamo nella nostra mente come giusta, può nascondere un pizzico o molto di orgoglio.
La madre di Giacomo e Giovanni si prostrò dinanzi a Gesù, ella lo fece con molta umiltà e riconosceva nel Signore un'autorità non umana, per questo parlò del Regno. Ma la richiesta era molto umana, interpretava la richiesta dei figli come qualcosa di grande e lo chiedeva senza rendersi conto che i figli volevano essere i più grandi tra gli Apostoli.
Una debolezza, è vero, dettata dall'amore incondizionato verso Gesù, il loro ardente affetto li rese inopportuni con quella richiesta.
Gli altri Apostoli erano lì attorno e quando sentirono la richiesta di Salomè provarono semplicemente indignazione per i figli di Zebedeo. Gesù rispose immediatamente proprio per precisare davanti a tutti la portata profonda della richiesta, li indusse a pensare che certi onori hanno un prezzo molto alto. La reazione dei due fratelli fu pure immediata, erano disposti a pagarlo, quel prezzo, pur di stargli vicino.
La precisazione di Gesù evidenziò che non era solamente la loro disponibilità a bere il calice, certe scelte spettavano a Dio.
Vediamo che è uno sbaglio pretendere certe cose per noi stessi, l'amore vero è dimentico di sé. Dobbiamo chiedere tutto ciò che veramente ci è necessario, ed è un atto di amore e di fiducia verso Gesù ripetere con insistenza questo tipo di richieste:
una Fede forte,
la santa perseveranza,
la salute fisica,
la pace e l'amore in famiglia,
la vittoria sulle tentazioni e sui nemici che disturbano,
il lavoro,
la pratica di tutte le virtù,
la fedeltà piena al Vangelo storico,
il distacco dall'avidità del denaro e dei beni,
un cuore mite e umile,
la salvezza eterna,
l'osservanza dei Comandamenti,
la pratica costante della verità e della giustizia, ecc…
Di intenzioni sante ne possiamo aggiungere altre, queste sono indispensabili per compiere un cammino di Fede autentico e pieno di Dio.
Gesù oggi ci spiega che nella sua Chiesa non si deve agire come nel mondo, vediamo che l'annuncio rivoluzionario che caratterizza il Regno dei Cieli si fonda sull'amore totale verso Dio e l'osservanza dei Comandamenti. Come vanno le cose nel mondo? Al contrario, vi è chi ambisce smoderatamente di essere capo di una Nazione per esercitare il suo potere per dominare su tutti e quindi per essere riverito e obbedito.
Nel Regno dei Cieli questa situazione si capovolge: la più grande ambizione che deve avere il discepolo di Gesù è servire, quindi mettersi al servizio di Dio, e mettersi al servizio di Dio significa esercitare solo opere di amore, cioè occuparsi e preoccuparsi degli altri, che non soffrano, che abbiano vita, che giungano a conoscere e ad amare Dio.
Molte persone ogni giorno elevano preghiere e le braccia a Dio per chiedere aiuto, comprensione, salvezza: è il popolo dei buoni, dei malati, dei semplici, degli indifesi dalle angherie degli scaltri, degli oppressi.
I potenti della terra non se ne curano e cercano solo voci osannanti alla loro persona.
I figli di Dio, al contrario, si fanno loro servi per sollevarli dalle loro miserie.
Questi miei commenti vogliono portare tutti voi a vivere la vera spiritualità che scaturisce dal Vangelo storico, dall'Amore di Gesù e dalla bontà del Cuore Immacolato di Maria. Sono molte le dottrine false che circolano nella Chiesa, noi abbiamo la Grazia di seguire la sana dottrina della Santa Tradizione che non è mai cambiata e che noi dobbiamo far conoscere agli altri, a cominciare dai familiari e dagli amici.
Organizzate incontri nelle vostre case e parlate di Gesù Cristo e della Madonna. Siete capaci di parlare delle cose di Dio.
  
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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3176 - Messaggio di Medjugorje 25/7/2014

Cari figli! 
Voi non siete coscienti di quali grazie vivete in questo tempo in cui l’Altissimo vi dona i segni perché vi apriate e vi convertiate. 
Ritornate a Dio ed alla preghiera; nei vostri cuori, famiglie e comunità regni la preghiera perché lo Spirito Santo vi guidi e vi esorti ad essere ogni giorno, aperti sempre di più alla volontà di Dio ed al Suo piano su ciascuno di voi. 
Io sono con voi, e con i santi e gli angeli intercedo per voi. 
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
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giovedì 24 luglio 2014

3175 - Commento al Vangelo del 24/07/2014

+ Dal Vangelo secondo Matteo (13,10-17)
In quel tempo, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del Regno dei Cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono. Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice:
“Udrete, sì, ma non comprenderete, guarderete, sì, ma non vedrete.
Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi
e hanno chiuso gli occhi, perché non vedano con gli occhi, non ascoltino con gli orecchi
e non comprendano con il cuore e non si convertano e io li guarisca!”.
Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità Io vi dico: molti Profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!».
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Gesù parlava in parabole, in queste si trova il suo insegnamento più vivace. La parabola era un genere letterario caro agli ebrei, Gesù ne fece un vero ed efficacissimo strumento per spiegare i suoi insegnamenti. Anche i più semplici potevano comprendere la sua dottrina, però in questa pagina notiamo l'intenzione manifesta di Gesù di non far comprendere a tutti alcuni insegnamenti.
Per quale ragione il Signore non spiegò chiaramente ai peccatori le sue parole, quando era venuto per salvare tutti i peccatori?
È una domanda provocatoria, perché solo Gesù faceva tutto perfettamente e anche in questa circostanza aveva motivazioni validissime. Alla domanda dei discepoli sul motivo delle parabole insegnate ai peccatori e la loro incapacità di comprenderle, Gesù rivelò una verità drammatica: "Guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono". Non era Gesù a rifiutare la Parola di salvezza, erano induriti i cuori dei peccatori e ogni spiegazione sarebbe stata inutile.
In un altro passo del Vangelo di Matteo Gesù afferma: "Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi" (Mt 7,6).
La risposta alla domanda sulle parabole insegnate ai pagani è questa: tali cose devono essere dette e Io ve le dico e ve ne spiego il significato; ad altri non è dato di comprenderle perché non lo meritano, non meritano di essere risanati.
Come si spiega allora la misericordia infinita di Dio? L'ho scritto alcuni giorni fa, essa è davvero infinita per tutti coloro che non abusano di questa misericordia, perché sono molti quelli che in nome della misericordia di Dio vivono nei peccati più obbrobriosi e si illudono di salvarsi senza alcun merito. È uno dei peccati contro lo Spirito Santo, è la presunzione di salvarsi senza merito.
Quando il credente non mette alcun impegno per non ricadere in determinati peccati, respinge e abusa della misericordia di Dio.
Non spiegando le parabole ai peccatori, Gesù dava un primo castigo dovuto però alla durezza dei loro cuori. Lo affermava anche Isaia: "Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi".
Molti ebrei avevano davanti ai loro occhi la Scrittura aperta e chiara eppure non osservavano la Legge e i Comandamenti.
Gesù parlava chiaramente e senza filtri, davanti a questi peccatori non rivelava il significato della parabola e così in realtà usava misericordia verso essi. Erano persone dirette alla dannazione e non volevano assolutamente osservare i Comandamenti né gli insegnamenti del Vangelo.
Se Gesù avesse rivelato loro la spiegazione delle parabole, i loro cuori si sarebbero ancora di più induriti, ma il fatto grave era un altro: avrebbero dovuto patire maggiori pene nell'inferno. Gesù amava infinitamente anche quei peccatori e non volle appesantire il loro carico di peccati che li avrebbe torturati nell'inferno e per l'eternità.
Gesù risparmiò a quei peccatori il raddoppio delle pene eterne, che essi con la loro ostinazione avevano scelto.  
Dobbiamo riflettere sull'eternità, sulla vita interminabile dopo questo pellegrinaggio e così ci distaccheremo da tantissime vanità e dai vizi miserabili. È il momento di fermarci a riflettere sulla nostra condizione presente e sulla vita eterna, che non avrà mai fine.
Dove stiamo andando e quali sono i veri valori della vita? Stiamo davvero mettendo Gesù al centro? Se non c'è Lui, chi ci aiuterà?
Se il nostro cuore rimane indurito e rimaniamo indifferenti alle parole del Vangelo, ed anche i miei inviti rimangono inascoltati?
Gesù dice anche una parola scandalizzante: "A colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha". A chi non ha interesse per le cose di Dio né volontà di servirlo, parlare del Regno di Dio sarebbe fatica sprecata. I farisei avevano visto innumerevoli miracoli di Gesù eppure non si convertirono.
Molti cattolici leggono il Vangelo, conoscono i miracoli di Gesù ma non si convertono veramente al Vangelo del Signore.
Sperano forse nella misericordia? E se non ne hanno meriti? Gesù è immensamente buono ma non si può abusare della sua bontà.
Non è automatica la vera conversione e non è una conversione la frequenza alla Messa festiva per poi vivere nelle trasgressioni!
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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3174 - La parabola svelata

In quel tempo, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono. Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice: “Udrete, sì, ma non comprenderete, guarderete, sì, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi, perché non vedano con gli occhi, non ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore e non si convertano e io li guarisca!”. Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, non lo ascoltarono!». (Mt 13,10-17)

La parabola nasconde o rivela? 
Leggendo le parabole di Gesù, a noi pare di imbatterci in linguaggio limpido e chiaro, ci pare di capire. 
Ci inganniamo forse? Gesù rimanda la questione al cuore. Non si ascolta solo con le orecchie, non si vede solo con gli occhi. L’essenziale è invisibile agli occhi. 
L’ascolto del cuore va diritto alla persona che parla, al mistero che la abita e che si svela. Per capire Gesù e per accoglierlo non basta essere studiosi del Vangelo, non basta essere buoni esegeti. Occorre farsi incontrare dalla sua stessa Persona. 
Occorre dargli fiducia e volergli bene, frequentarlo e diventagli amici. ‘Il cuore parla al cuore’ diceva Newman. 
Il Cuore di Cristo si svela al nostro cuore per via di amicizia. 
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lunedì 21 luglio 2014

3173 - Commento al Vangelo del 21/07/2014

+ Dal Vangelo secondo Matteo (12,38-42)
In quel tempo, alcuni scribi e farisei dissero a Gesù: «Maestro, da Te vogliamo vedere un segno». Ed egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il Profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’Uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra. Nel giorno del Giudizio, quelli di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona! Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro questa generazione e la condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone!». 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La domanda posta a Gesù risultava pretestuosa e ridicola. Ci voleva una grande sfacciataggine per chiedere un segno a Gesù dopo che egli aveva miracolato moltissimi ammalati, ma nel segno richiesto c'era anche l'inganno: si pretendeva un segno in quel momento. Consideravano allora tutti i miracoli coincidenze fortunose?
La richiesta dei segni è una pratica esercitata da molti. Si può chiedere un segno come indicatore della volontà di Dio, è sbagliato chiedere un segno a Gesù quando è già evidente il percorso da compiere e la volontà di Dio da osservare perché indicata nei Comandamenti. Si vuole compiere una forzatura perché si rimane ciechi dinanzi all'evidenza, questo è tentare Dio.
Al tempo di San Tommaso d'Aquino la sorte veniva praticata spesso. Vediamo cosa s'intende per sorte o sortilegio: «“Si ha la sorte o il sortilegio quando si compie un atto con il fine di arguire dall'osservazione del suo risultato qualcosa di occulto” (Somma teologica, II-II, 95, 8).
La sorte o sortilegio è di tre specie:
“Se da questo giudizio delle sorti si vuole sapere a chi si deve assegnare qualcosa, cioè dei beni materiali, onori, dignità, castighi o altro, abbiamo la sorte divisoria.
Se invece si vuole sapere il da farsi, abbiamo la sorte consultoria.
Se infine si vuole conoscere il futuro, si ha la sorte divinatoria” (Ib.).
Quindi, se tirando a sorte uno pensa di lasciarsi guidare dalle stelle “la sua è un'opinione stolta e falsa, e quindi aperta all'intervento diabolico. Perciò tale divinazione è superstiziosa e illecita” (Ib.).
Se la sorte è “affidata alla fortuna, come può accadere solo nella sorte divisoria, l'azione sembra che non presenti altro vizio che quello di una certa leggerezza: come se alcuni, non riuscendo ad accordarsi nel dividere una certa cosa, decidessero di affidare la divisione al sorteggio, quasi affidando al caso la parte che ciascuno deve prendere” (Ib.).
Altre volte nella sorte ci si affida ad una causa spirituale. Può accadere che per i mezzi usati ci si affidi al demonio, come si legge nella Scrittura: "Il re di Babilonia è fermo al bivio all'inizio delle due strade, per interrogare le sorti: agita le frecce, interrogagli dèi domestici, osserva il fegato" (Ez 21,21). “Ora, questi sortilegi sono illeciti e proibiti dai Canoni” (Ib.).
Altre volte invece il giudizio è atteso da Dio, secondo le parole dei Proverbi: "Nel grembo si getta la sorte, ma la decisione dipende tutta dal Signore" (Pr 16,33). E tali sorteggi, come afferma Sant'Agostino, non sono riprovevoli” (Ib.)».
San Tommaso spiega il significato della sorte o sortilegio, nel caso del Vangelo di oggi il segno richiesto a Gesù non era necessario, egli aveva già mostrato la sua divinità. I cristiani sbagliano a chiedere di continuo segni a Dio senza essercene una ragione valida, senza una vera necessità: questo è tentare Dio.
È anche sbagliato ricorrere al segno senza la debita riverenza, questo avviene quando si invoca Gesù senza una vera adorazione, senza una preghiera prolungata. Occorre una preparazione e un santo rispetto prima di chiedere un segno, come l'apertura della Bibbia.
Inoltre, i responsi divini non devono essere adoperati per gli interessi terreni. Né il segno può richiedersi per un sorteggio nelleelezioni ecclesiastiche, che devono invece svolgersi sotto l'ispirazione dello Spirito Santo.
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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3172 - Il segno donato

In quel tempo, alcuni scribi e farisei dissero a Gesù: «Maestro, da te vogliamo vedere un segno». Ed egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra. Nel giorno del giudizio, quelli di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona! Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro questa generazione e la condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone!». (Mt 12,38-42)

Il segno che possiamo dare ad altri e che li può realmente convincere, non è mai qualcosa di esterno a noi stessi, non si riduce a un’opera che possiamo compiere, per quanto straordinaria. 
Il segno è la nostra stessa persona, quello che ci abita il cuore e che si esprime nella modalità del nostro vivere. 
Quale impresa compiuta da Gesù può essere più grande di Lui stesso? 
Noi non andiamo in cerca di qualcosa che ci possa strabiliare, ma di qualcuno che ci conduca al senso della vita, e ce lo manifesti nella realtà della sua persona. 
Cerchiamo una Persona che ci sia interamente amica e ci accompagni mentre viviamo. 
Cerchiamo la vita piena, la verità manifesta, e la via che ci conduca ad acquisirla. Abbiamo già qui il Signore della vita.
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3171 - Commento al Vangelo del 17/07/2014, 16^ dom. t.ord. "A"

+ Dal Vangelo secondo Matteo (13,24-43)
In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il Regno dei Cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio”». Espose loro un’altra parabola, dicendo: «Il Regno dei Cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami». Disse loro un’altra parabola: «Il Regno dei Cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata». Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Aprirò la mia bocca con parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo». Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’Uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli Angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’Uomo manderà i suoi Angeli, i quali raccoglieranno dal suo Regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel Regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!». 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Questa domenica ci presenta tre brevi parabole: quella della zizzania, quella del granello di senape, quella del lievito. La caratteristica rispetto ai predicatori di quel tempo, era la semplicità delle parole di Gesù, erano piene di chiarezza, linearità, purezza.
Solo Dio poteva parlare facendosi comprendere anche dai più incolti e non cadere mai in contraddizione. Non è sufficiente saper parlare o parlare molto, bisogna vedere se il discorso regge e non contiene incoerenze.
In tanti altri insegnamenti Gesù ricorre alle Scritture per evidenziare che le sue sono parole bibliche e non inventate. In queste tre parabole spiega con brevità e chiarezza cosa intende per Regno dei Cieli, lo fa prendendo come esempi episodi conosciuti.
Nella prima parabola parla di zizzania, questa viene ricordata da tutti noi per l'utilizzo del termine in modo sfavorevole. Quando si vuole indicare una persona che semina falsità o vive disordinatamente, viene indicata con il titolo di zizzania. Seminare zizzania equivale a diffondere falsità, diffamazioni, a creare divisione tra familiari, tra amici, tra persone che si conoscono.
Gesù crea questa parabola riferendosi alla vita campestre, descrivendo un fatto che accadeva regolarmente e applicandolo alla vita spirituale dei suoi seguaci. È una parabola attualissima. Il mondo è il campo dove il Signore semina continuamente il seme della sua Grazia. Gesù venne nel mondo per preparaci come terra buona e ci ha lasciato la sua dottrina, però, "mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò".
C'è sempre un nemico che semina eresie, errori, cattiverie, diffamazioni e dobbiamo invocare la protezione della Madonna.
La zizzania è una pianta graminacea che infesta i campi di cereali, cresce in mezzo ai cereali, somiglia moltissimo al grano. Il contadino non riesce a distinguere la zizzania e il grano nel tempo della loro crescita tanto sono simili, solo più avanti l’esperto capisce la differenza, perché la zizzania presenta la spiga esile e per il chicco minuto.
La zizzania è pericolosa, non solo è sterile ma mescolata con la farina buona, inoltre contamina il pane ed è dannosa all’uomo. Seminare zizzania in mezzo al grano era un caso tipico di vendetta personale. Una calamità per i contadini, vi potevano perdere anche tutto il raccolto. Da qui l'inserimento di questa frase nella parabola: “Un nemico ha fatto questo!”.
Nell'insegnamento dottrinale la zizzania è un pericolo per la sana dottrina, per la Fede di tutti i credenti.
La zizzania si identifica con la cattiva dottrina, con l’eresia, che in un primo tempo si può confondere con la stessa verità. Poi però l’errore produce sempre conseguenze catastrofiche nel popolo di Dio. Nella parabola la zizzania agisce mentre tutti dormivano, oggi i cristiani si sono addormentati e hanno lasciato al nemico la libertà di seminare la cattiva semente nella più completa impunità.
Sono nati errori dottrinali intorno a quasi tutte le Verità della Fede e della morale. Chi è oggi vigilante per conservare la sua Fede? La zizzania della cattiva dottrina e delle eresie spesso arrivano dalle persone meno sospettabili.
La zizzania che demolisce la buona dottrina la troviamo in certe pubblicazioni, in molti programmi televisivi, in quelle letture piene di errori, di insegnamenti opposti al Vangelo. La prudenza invita ad utilizzare con cura e diligenza i mezzi attraverso i quali ci giunge la formazione e la sana dottrina. Non bisogna mai credere a quanto viene insegnato solo perché l'oratore è simpatico o è un amico, la vigilanza impone di valutare il contenuto e valutarlo confrontandolo con il Catechismo.
Chi non veglia lascia piena libertà al nemico infernale, che infonde errori e conduce alla sterilità con l'allontanamento da Dio.
L'errore dottrinale porta alla perdita della Fede, sono gli errori e la mancata conoscenza della sana dottrina a procurare danni e rovine. Molte persone vivono sprofondati nella tristezza, nel peccato, nello sconforto, nella confusione totale. Molti con facilità a causa della loro vulnerabilità, si lasciano travolgere da mode e idee prepotentemente diffuse da personaggi influenti.
L’intelligenza è offuscata da falsi ragionamenti, si crede a ciò che piace e non a Gesù, complici quasi sempre le passioni distorte.
All'interno della Chiesa sono state diffuse dottrine opposte al Vangelo, chi le segue anche per incompetenza, si allontana da Gesù.
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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Medaglia di San Benedetto