Il Signore ti benedica,ti custodisca e ti mostri il Suo volto misericordioso!

Quando pensi di aver toccato il fondo e che nessuno ti voglia o ti ami più, Dio si fa uomo per incontrarti, Gesù ti viene accanto

CIAO A TE !!

Nulla è più urgente nel mondo d'oggi di proclamare Cristo alle genti. Chiunque tu sia, puoi, se vuoi, lasciare un tuo contributo, piccolo o grande che sia, per dire, comunicare, annunciare la persona di Gesù Cristo, unico nostro salvatore. Uno speciale benvenuto a LADYBUG che si è aggiunta di recente ai sostenitori ! *************************************************** Questo blog è sotto la protezione di N.S. Gesù Cristo e della SS Vergine Maria, Sua Madre ed ha come una ragione di esistere di fornire un contributo, sia pure piccolo ed umile, alla crescita della loro Gloria. ***************************************************

Con Cristo non ci sono problemi, senza Cristo non ci sono soluzioni.

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sabato 31 maggio 2014

3090 - Commento al Vangelo del 31/05/2014

+ Dal Vangelo secondo Luca(1,39-56)
In quei giorni, Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio Spirito esulta in Dio, mio Salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua Serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno Beata.
Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente
e Santo è il suo Nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che Lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
ad Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua. 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Le grandezze della Madonna sono ineffabile e solo Dio ne può parlare adeguatamente. Noi balbettiamo qualcosa, La preghiamo e ci sforziamo ogni giorno di avvicinarci a Lei. La vera prova della vicinanza a questa Madre affiora quando ci si riveste dei suoi sentimenti, operazione che non compie il credente, è l'azione compiuta dalla Madonna che trasmette queste Grazie ai suoi veri devoti.
Senza la collaborazione e il desiderio del credente queste Grazie non arrivano, sarebbero sprecate.
La vera devozione alla Madonna si stabilisce nell'imitazione delle sue virtù, nel linguaggio umile e rispettoso, nelle opere sante, nei pensieri sinceri. Non è sufficiente recitare il Rosario o andare in pellegrinaggio nei luoghi di apparizioni, questa è ancora una devozione esteriore.
Oltre alle preghiere e prima ancora delle preghiere va sviluppato l'amore interiore verso Lei, un amore che deve portare il credente a rinnegarsi e a decidersi per iniziare una vita nuova improntata sul Vangelo.
L'impedimento principale è la mancanza di conoscenza delle virtù della Madonna, manca l'approccio ai buoni libri, all'ascolto di catechesi mariane e impregnate di insegnamenti dei grandi apostoli dei secoli passati, devoti della Madre di Dio.
Da alcuni decenni invece circolano tantissimi libri modernisti e impregnati di eresie, libri che non meritano di ricevere uno sguardo e queste notizie mi arrivano da quanti disgraziatamente hanno letto e si sono ritrovati a seguire una spiritualità protestante.
Tantissimi versetti del Vangelo sono manipolati e si diffondono spiegazioni sbagliate, contrarie alla sana tradizione della Chiesa.
La confusione dottrinale è immensa, i commenti biblici più diffusi nelle omelie sono modernisti. Dove stanno andando?
La scarsissima conoscenza della sana dottrina, della spiritualità cristiana come l'hanno vissuta i Santi e l'ultimo è stato San Giovanni Paolo II, interroga i Pastori impegnati in tante altre cose e dimentichi delle cose essenziali: "Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c'è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta" (Lc 10,42-43).
Nei giorni scorsi ho spiegato l'aridità, è un tema certamente importante della spiritualità, la mancata conoscenza mantiene i credenti in uno stato confuso e bloccato, inoltre non permette ad essi di conoscere i motivi degli sbalzi di fervore.
Se consideriamo le pochissime testimonianze autentiche che si vedono, dei cattolici praticanti sono pochi quelli che conoscono il vero cammino di Fede, la maggior parte segue le proprie opinioni e non la Verità del Vangelo.
Un dato sviluppato considerando tanti aspetti, uno riguarda i politici in Parlamento di estrazione cattolica. Non c'è traccia in essi di impegno cristiano e di difesa dei valori non negoziabili. Qualcos'altro li abbaglia più della Fede che dicono di possedere.
La vera Fede è scomparsa un po’ ovunque, c'è un crescendo di indifferenza verso il Vangelo e si privilegia il proprio pensiero.
La responsabilità non è tutta da attribuire ai credenti, è vero che molti non hanno desiderio di impegnarsi di più e di rinnegarsi in ciò che non è lecito, la mancanza che si avverte di più è la formazione. Più che parlare di aspetti davvero ininfluenti, le omelie devono formare i credenti, illuminarli sul Vangelo vivo. Bisogna rimettere Gesù al centro di tutto. Siamo cristiani perché Lui è il nostro Dio.
La Visitazione mostra la grande Fede della Beata Vergine, ogni suo gesto scaturisce dalla volontà di Dio. Il Magnificat è l'inno di una Creatura impareggiabile, senza eguali, solo Lei poteva elevare un cantino così intenso di amore per Dio e pieno di riferimenti biblici.
Chiediamo alla Madonna di visitarci spesso e di farci conoscere il vero Volto di Gesù. Solo i suoi devoti hanno questo privilegio.
  
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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3089 - Incontro aperto

In quei giorni, Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua. (Lc 1,39-56)

Si incontrano due donne e, misteriosamente, due bimbi. Un incontro pieno di gioia perché totalmente aperto a riconoscere l’identità dell’altro. Fino in fondo. Fino alla piena verità. L’identità di Maria, riconosciuta come Madre del Signore e quindi proclamata benedetta fra tutte le donne. L’identità del frutto del grembo di Maria. Maria Madre e il suo Bambino fanno rimbalzare di gioia la voce di Elisabetta e il cuore del piccolo Giovanni. A sua volta, la vita delle due madri e dei due figli è tutta aperta a riconoscere e proclamare la presenza di Dio che opera nella storia, fino a questa casa. Possiamo ritrovare noi stessi e l’altro di fronte a noi, quando ci apriamo a Colui che è la nostra origine e dà consistenza ai nostri giorni.
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3088 - Commento al Vangelo del 30/05/2014

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (16,20-23)
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «In verità, in verità Io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia. La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia. Quel giorno non mi domanderete più nulla». 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La liturgia di oggi ci presenta l'ultimo versetto del Vangelo di ieri, lo fa per agganciare il testo che segue del capitolo 16. Sono parole molto importanti per i credenti, la riflessione di questo versetto ha aiutato generazioni di cristiani a non mollare e a resistere con amore dinanzi a dolorosissime prove. "In verità, in verità Io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia".
C'è un primo effetto che fuoriesce nelle prove a cui veniamo sottoposti per motivi vari, è l'esultanza crudele dei nostri nemici, in molti casi anche dei familiari e parenti quando la persecuzione è interna. Chi può gioire della sofferenza degli altri? Quelle persone che non amano e che hanno bisogno delle nostre preghiere. Anche se ci perseguitano noi dobbiamo pregare per loro, è un dovere per la nostra adesione totale al Vangelo di Gesù.
Quando la sofferenza ci visita e tutto sembra nelle mani di satana, la reazione dei credenti fiduciosi dell'intervento del Signore e innamorati della Madonna è la preghiera, cominciano a pregare di più e ad allontanarsi dai peccati, dalle situazioni che arrecano dissipazione e aridità. C'entra sempre l'aridità quando il credente si sente svuotato e prova noia quando prega. Ci ritorno dopo, continuo il discorso iniziale.
Il mondo si rallegra delle nostre sofferenze, ma se noi siamo con Gesù quelli che si rallegrano non stanno con Gesù, questo è sicuro e non affermo che stanno con satana. Lasciamo giudicare Dio su questo punto. È sicuro che non stanno con Gesù, vivono forse un'apparente religiosità con la Messa e qualche preghiera, una religiosità fittizia e portatrice di allucinazioni.
Non deve spaventarci il rallegramento di chi non ci ama, questo spirito vendicativo sarà forse la loro rovina e a noi non fa piacere.
Noi non ci concentriamo sulla cattiveria degli altri, è uno spreco di energie spirituali, considerando inoltre che si può arrivare a cadere anche in peccati gravi con i giudizi e le imprecazioni. Nella tristezza intesa come avvilimento, dolore, oppressione che arriva dalla sofferenza, le anime buone e spirituali costruiscono la loro perfezione e integrità.
Ecco che la tristezza si trasforma in gioia per la fiducia riposta in Gesù e Maria, una gioia sempre più consistente.
Con una grande fiducia in Loro e con la gioia che infervora l'anima, prima o poi ogni sofferenza finisce. Quanto ci affliggeva fisicamente o moralmente scompare oppure viene sistemato per non causare più sofferenze, anche se non come speravamo per la durezza altrui. Ma ha un termine.
La gioia spirituale che arriva dallo Spirito Santo trasforma la persona, allontana la tristezza e la rimpiazza con sentimenti buoni, si stabilisce una spiritualità piena di amore e misericordia, di perdono e comprensione verso chi non ci ama.
Il cammino da seguire deve indirizzarci al raggiungimento della gioia che elargisce Dio, una gioia interiore che il mondo non conosce e per questo perseguita i veri credenti che la posseggono. Con questa gioia noi superiamo sempre ogni prova e tutte le sofferenze che ci visitano, fisiche e morali. Chi oggi si trova nella tristezza deve guardare in alto e credere nell'intervento sicuro di Gesù. La fiducia in Lui è un grande atto di Fede.
La tristezza può arrivare anche dall'aridità, riprendo l'argomento di ieri per svilupparlo ancora. È una sensazione psicologica-spirituale di noia e incapacità, non c'è più il desiderio di produrre atti di devozione e di meditazione religiosa. L'aridità si può trovare nei vari stadi della vita spirituale, tanto ascetici che mistici, la sua massima espansione si realizza nella notte oscura.
Uno scritto autobiografico di San Bernardo descrive molto bene i vari sintomi di questa desolazione: "Mi ha invaso questa languidezza e ottusità della mente, questa debolezza e sterilità dell'anima, assenza di devozione. Come si è asciugato così il mio cuore? È tale la durezza del cuore che già non riesce a commuoversi né a versare una lacrima. Non trovo più gusto nel salmodiare, la lettura spirituale mi risulta insipida, la preghiera ha perso per me il suo incanto... Mi sento pigro nel lavoro manuale, sonnolento nelle veglie, propenso ad arrabbiarmi, ostinato nella mia avversione...".
Questo grande Santo ha sperimentato l'aridità come intervento di Dio per spingerlo a camminare con le sue gambe.
L'aridità si esprime anche con questi termini: secchezza, languore dell'anima, ottusità della mente, durezza di cuore, mancanza di devozione, noia.
Produce sensazione prolungata di annientamento mentale e affettivo, impossibile da superare. Si sviluppa nell'ambito affettivo e si estende a tutta l'attività psichica e spirituale: colpisce la preghiera in primo luogo, anche le decisioni e l'azione, la riflessione e la lettura spirituale.
Quando l'aridità arriva da Dio perché vede l'anima impegnata in un cammino sincero e vuole elevarla ad un'alta perfezione, causa il passaggio dal senso allo spirito, dal sensibile alla vita teologale. Vuole far passare l'anima dal fervore sensibile all'amore arido e conoscitivo, per questo la persona abituata ai sentimenti, si trova improvvisamente vuota e disorientata.
Il contraccolpo la persona l'avverte forte e si trova nella confusione. La sua coscienza non è preparata per gustare il delicato sapore dell'amore di Dio. L'amore sofferto e ricercato è migliore, nell'aridità si fa questa esperienza.
Considerata sotto questo aspetto, l'aridità diventa parte integrante del cammino ascetico, sono gli sforzi che si compiono per salire il Monte, ascendere, ascesi come innalzarsi, elevarsi, arrampicai con tutte le forze verso l'alto.
L'aridità vista sotto questa prospettiva è un elemento necessario che spinge notevolmente nel cammino di Fede e procura amore verso Dio, conformità con Cristo, purificazione dell'energia sensibile e rafforzamento dell'energia spirituale.
Gli sforzi che si applicano nell'aridità per pregare bene anche senza fervore e in uno stato di noia e indolenza, portano ad una maturità elevata e che riguarda la persona sia spiritualmente che intellettualmente. La maturità si manifesta in tutte le attività che richiedono dedizione costante, preghiera, sofferenza, convivenza, apostolato.
Dovete saper distinguere l'aridità causata dalle colpe personali che fanno svanire il fervore, dall'aridità benedetta. È difficile capirlo, impegnatevi comunque e fatevi aiutare dai Sacerdoti esperti. Una prova per capire se l'aridità è benedetta, viene dalle scelte che si fanno quando il fervore svanisce: se si ritorna a ricadere nei peccati gravi di prima e a ricercare i piaceri del mondo, quell'aridità non viene da Dio, non è benedetta.
Comunque anche se non è causata da peccati gravi, l'aridità può arrivare dalla naturale indolenza a pregare, a dedicare tempo alla vita spirituale. Restiamo sempre vicini a Gesù e nessuno potrà toglierci la nostra gioia.
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.

Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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3087 - La gioia della vita

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia. La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia. Quel giorno non mi domanderete più nulla». (Gv 16,20-23)

Da quanta fatica e sofferenza nasce una vita? Nel grembo di una donna, e nel grembo di tutta la storia, ciascuna creatura nasce come dono da altre persone che l’hanno generata donando se stesse. Perché meravigliarci dunque che costi fatica e sofferenza la generazione di nuove persone, la loro crescita e la loro educazione? Non ne sarà sorpreso un genitore, né un educatore, né un prete. E il frutto di una nuova vita sarà così bello e sorprendente da riempire il cuore di una gioia intera. Con la sorpresa che la nuova vita non è nemmeno un prodotto nostro, ma è un dono di grazia che supera ogni attesa, ogni progetto, ogni dedizione.
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giovedì 29 maggio 2014

3086 - Commento al Vangelo del 29/05/2014

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (16,16-20)
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Un poco e non mi vedrete più; un poco ancora e mi vedrete». Allora alcuni dei suoi discepoli dissero tra loro: «Che cos’è questo che ci dice: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”, e: “Io me ne vado al Padre”?». Dicevano perciò: «Che cos’è questo “un poco”, di cui parla? Non comprendiamo quello che vuol dire». Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: «State indagando tra voi perché ho detto: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”? In verità, in verità Io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia». 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La frase iniziale che apre il Vangelo di oggi lascia tutti sorpresi, sembra un enigma difficile da capire. "Un poco e non mi vedrete più; un poco ancora e mi vedrete". Il riferimento non riguarda la sua Risurrezione e le apparizioni prima dell'Ascensione, non è Lui ad agire in questo caso.   
Non si tratta di una visione fisica di Gesù, ma di sicuro anticipa lo stato spirituale in cui si troveranno gli Apostoli quando rimarranno soli, dopo la sua Ascensione. Con delicata cura materna Gesù anticipa la sofferenza spirituale che cominceranno a provare interiormente quando rimarranno soli. Quando Gesù pronuncia queste parole loro non conoscevano la vita spirituale, dovevano assimilare adeguatamente gli insegnamenti del Signore.
Gli insegnamenti di Gesù non portano sofferenze, dovevano ancora comprendere le cause e i rimedi per superare le prove morali.
Insieme a Gesù gli Apostoli si considerano forti e non riflettono sul dopo, sia per esorcizzare la stessa idea sia per non provare panico. Con Gesù i nemici si dileguano e nessuno li infastidisce eccessivamente, essi vivono come in una campana di vetro e nulla viene a mancare ai loro bisogni giornalieri.
Cosa avverrà invece quando Gesù non sarà più con loro e dovranno sbrigarsela da soli?
"Un poco e non mi vedrete più; un poco ancora e mi vedrete".
Gesù vuole dire che il turbamento assale la persona quando non vede più Lui, non Lo vede con gli occhi della Fede, per il turbamento che abbatte e offusca. Non vedere si intende nel senso di non avvertire la presenza di Gesù, ed è sempre una sofferenza, gli Apostoli in passato non avevano fatto questa esperienza. Erano rimasti fino a questo momento per tre anni insieme a Lui.
Non avvertire la presenza di Gesù è una sofferenza dolorosissima, l'anima si preoccupa di non essere più degna, si interroga sul motivo dell'aridità e spesso si abbatte. Moltissime anime buone dinanzi all'aridità si fermano nel cammino di Fede e il più delle volte ritornano indietro, a condurre una vita dissipata. Vanno a Messa e recitano le preghiere, forse senza cuore, senza provare vero amore.
Le aridità sono un dramma se non c'è l'aiuto di un esperto Padre spirituale. Le aridità si manifestano con una freddezza interiore che non produce più una preghiera amorosa e fiduciosa, c'è insensibilità verso le cose di Dio e tutto appare infruttuoso.
In effetti quando l'aridità è causata dalle colpe della persona, non c'è da rallegrarsi e bisogna affrettarsi a cercare i rimedi, soprattutto la Confessione, insieme allo sforzo di capire in una serena riflessione i motivi dell'aridità.
L'aridità può causarla anche Dio, in questo caso è un'aridità benedetta. La persona viene investita da un senso di vuoto interiore e non avverte più il desiderio di pregare, di fare penitenze, di osservare i riti spirituali. Si trova dinanzi a un bivio: non reagisce e lascia perdurare lo stato di aridità, scadendo notevolmente nel cammino di Fede oppure reagisce e con sacrifici continua a rispettare la preghiera, le penitenze, i riti spirituali.
Quando la causa è personale l'aridità non è mai una buona compagna, se invece arriva da Dio è sempre una benedizione.
Dio permette l'aridità per spingere la persona ad uscire dall'assistenza dello Spirito Santo, deve cominciare a camminare da sola, come un bambino quando deve imparare a camminare e la mamma lo lascia andare ma continua a proteggerlo.
"Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia". Il cammino spirituale ha momenti di fervore, di grande fervore e di desolazione. C'è tristezza e poi la gioia, quando si avverte la presenza di Gesù e i giorni di vuoto interiore. Come riempire questo vuoto? Qui Dio ci chiama a controllare gli impulsi e a continuare a praticare la Fede come in passato.
Ci sono anche momenti di grande tribolazione per il credente: "Voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà". Chi non geme sotto la dura sofferenza? C'è da distinguere chi la sopporta con Fede da chi soffre e reagisce senza rispetto verso Gesù.
Per i deboli che si allontanano da Gesù la vita diventerà dura e piena di rovine, mentre per i veri credenti c'è una continua risurrezione spirituale: "Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia".
 
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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3085 - Presenza e assenza

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Un poco e non mi vedrete più; un poco ancora e mi vedrete». Allora alcuni dei suoi discepoli dissero tra loro: «Che cos’è questo che ci dice: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”, e: “Io me ne vado al Padre”?». Dicevano perciò: «Che cos’è questo “un poco”, di cui parla? Non comprendiamo quello che vuol dire». Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: «State indagando tra voi perché ho detto: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”? In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia» (Gv 16,16-20)

Quasi un gioco di parole. O meglio dei sentimenti. Ancora un poco e il Signore ci lascia soli. Ma basta un altro poco ed egli ricompare. Non è solo nell’imminenza del tempo della salita al cielo di Gesù. Né solo nella lunga attesa della sua seconda venuta alla fine dei tempi. Questa presenza-assenza del Signore rimbalza nello scorrere dei giorni: è qui che il Signore appare e scompare, si rivela e si nasconde. Ogni giorno egli si fa attendere e si fa cercare nella tessitura degli avvenimenti, nell’imprevedibilità degli incontri, nella sorpresa della grazia. Ogni giorno ci è dato per desiderarlo, domandarlo, accoglierlo.
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mercoledì 28 maggio 2014

3084 - Commento al Vangelo del 28/05/2014

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (16,12-15)
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà Lui, lo Spirito della Verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà». 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Dopo avere affermato la necessità di salire al Cielo per inviare lo Spirito Santo, "è bene per voi che Io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, Lo manderò a voi", Gesù oggi continua indicando proprio lo Spirito come ispiratore della Verità.
La Verità si trova dove è presente lo Spirito Santo, senza questa ineffabile presenza c'è solamente confusione.
Lo Spirito Santo può trovarsi in una persona senza che essa sia in grado di discernere il vero dal falso, anche un Sacerdote può trovarsi nell'incapacità di discernere la Verità, per esempio sulla veridicità o meno di un'apparizione.
Capita spesso questo, l'oggetto da discernere è elevato e non si riesce a raggiungere la conoscenza autentica. Non bisogna preoccuparsi, non sono determinanti i messaggi dati dai veggenti, è importante solo il Vangelo, il resto è secondario.
I messaggi autentici aiutano per l'invito a vivere proprio il Vangelo, sono messaggi che ripetono gli insegnamenti di Gesù.
Purtroppo, si verifica ancora di trovare nei messaggi inventati dall'uomo o ispirati da satana, la presenza di insegnamenti del Vangelo, ed è un astuto inganno inserirli, solo in questo modo i cattolici credono a quei messaggi. Spesso vi credono ciecamente, tralasciando il Vangelo.
Per evitare di correre questi rischi, la persona intelligente non mette al centro della sua spiritualità i messaggi dei veggenti anche se li considera perfetti, non dispone di alcuna capacità di discernimento. Non si può stabilire l'autenticità di un'apparizione con i"secondo me", "sono sicuro", ho capito tutto". Qui ci troviamo molto in basso nella vita spirituale, c'è molta istintività e poca saggezza.
Oggi Gesù ci dice che è lo Spirito Santo a indicarci la Verità, chiediamoci quindi in che situazione spirituale ci troviamo, cominciando a riflettere sull'orgoglio. La persona umile vive in comunione con Gesù, non crede ottusamente ai pensieri che arrivano alla mente, prega e chiede lumi, comunque non vuole imporre a nessuno la sua verità. Non ha una sua verità, segue quella del Vangelo come regola e per le apparizioni si lascia guidare da chi comprende meglio.
Lo Spirito Santo non elargisce i suoi doni a chi è convinto di essere una divinità, la superbia fa cadere in questa trappola.
Non sono le parole di chicchessia a stabilire una verità, nessuno ha in tasca la verità superiore alle altre, deve dimostrare l'autenticità delle sue affermazioni. Per farlo deve avere le prove, non deve pretendere l'approvazione di ogni sua esternazione.
Succede che anche i Sacerdoti cadono in errori di valutazione.
Molti Vescovi, Sacerdoti e Religiosi/e non credono a Medjugorje, e non dobbiamo condannarli, non sono obbligati a credere alle apparizioni private. Perdono sicuramente tanti stimoli spirituali e molti inviti alla vita di perfezione. Oppure altri seguono apparizioni false e non ricevono sante ispirazioni per la presenza di satana nei messaggi apparentemente autentici e di conseguenza ingannano quanti li seguono.
Circa venti anni fa vicino Roma si parlava molto di un'apparizione, la veggente diceva di vedere la Madonna e che era guarita da una malattia alle gambe. Un Sacerdote di Roma credette ciecamente e divenne un difensore agguerrito, e forse come premio… anche lui cominciò ad avere apparizioni della Madonna.
Il culmine si ebbe quando disse a tutti ed l'ho letto anche nel loro sito, che era stato consacrato vescovo direttamente da Dio Padre. Una cosa mai avvenuta, Dio Padre gli aveva parlato e compiuto in lui un gesto mai fatto in duemila anni, rivoluzionario e opposto alla dottrina della Chiesa. Quel Sacerdote credeva a tutto questo, si vestì pure con i paramenti vescovili. La Curia di Roma prese provvedimenti molto severi.
È facile sbandare e credere senza discernimento, anche per ostinazione, quasi una ripicca verso chi non crede a qualche veggente.
Ritornando alle apparizioni, non bisogna credere per attrazione o simpatia, la dinamica spirituale è complicata e si può arrivare alla Verità solamente accompagnati dall'umiltà e non con la presunzione di capire tutto.
Ultimamente vi ho parlato delle false apparizioni di Anguera, almeno da circa il 2001 in poi, nei giorni scorsi ho letto i messaggi di questo mese che sono una decina. L'abilità di questi messaggi falsi è la ripetizione di frasi che la Madonna aveva detto prima del 2001, quindi la presentazione è buona ma non hanno più lo stile precedente, sono assemblati ed è assente la consequenzialità presente nel messaggi autentici.
La Madonna non dice: "Non sono venuta per gioco". In ognuno dei messaggi di maggio ho trovato qualche frase incastrata forzatamente, fa perdere la sincerità del testo e dimostra che è scritto da un uomo, abile nel riportare tutte le frasi che la Madonna aveva dato prima del 2001. In effetti i messaggi di oggi sono pieni di parole buone, sono parole dette dalla Madonna prima del 2001.
Le dichiarate profezie di Anguera sono generiche, qualsiasi persona può dire che in una determinata Nazione succederà un disastro. Non dice quando né di cosa si tratterà. Se parla di un terremoto o la caduta di un pezzo di montagna, c'è l'intervento di satana, profondo conoscitore di ciò che esiste.
Le false profezie di Anguera determinano un evento generico, quando parla di disastro può riferirsi a tantissime cose. Prima o poi in quella Nazione qualche disastro succederà, anche in una determinata città, questo si deve, ripeto, alla conoscenza di satana.
È la stessa strategia dei maghi, dicono al malcapitato che avrà un dolore senza specificare la tipologia, e i dolori sono di diversi tipi. La persona non appena sentirà un dolore nel corpo si ricorderà della profezia del mago.La persona sposata che va dal mago e sente dirsi che il suo matrimonio subirà qualche scossa, si spaventa ma non focalizza che tutti i matrimoni sono in balia di prove e di incomprensioni. Prima o poi la scossa arriva.
Un fatto che si riscontra nelle false profezie di Anguera è l'evento generico che si manifesta dopo diversi anni, anche più di cinque anni. È evidente anche l'attività di satana, pronto a ispirare chi manipola la Verità di Dio e a sviare i cristiani dalla vera spiritualità.
Anguera sarà pericolosa in futuro, adesso ripete i messaggi dati in passato dalla Madonna ma assemblati malissimo con l'inserimento di frasi inopportune anche se non opposte al Vangelo. Tutte le false profezie sono indeterminate e supportate dallo spirito satanico.
Verrà tempo in cui i messaggi conterranno inviti strani per uniformarsi a quanto diffonderanno i mezzi di comunicazione, allora i cattolici dovranno prendere decisioni drastiche. Se si fideranno di questi messaggi, inevitabilmente si allontaneranno dalla Verità.
Cosa faranno i cattolici? Per debolezza e confusione molti seguiranno i messaggi e si allontaneranno dalla Verità.
Questo è il mio pensiero su Anguera, ognuno esprime liberamente la propria opinione e nessuno è obbligato a credere. Il tempo è galantuomo e puntuale. La bellezza della nostra Fede è la libertà di credere o meno a questi fenomeni, seguire le apparizioni private è una scelta personale. Anche le conseguenze, buone o cattive.
 
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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3083 - Udienza di Papa Francesco del 28/5/2014


Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Nei giorni scorsi, come sapete, ho compiuto il pellegrinaggio in Terra Santa. E’ stato un grande dono per la Chiesa, e ne rendo grazie a Dio. Egli mi ha guidato in quella Terra benedetta, che ha visto la presenza storica di Gesù e dove si sono verificati eventi fondamentali per l’Ebraismo, il Cristianesimo e l’Islam. Desidero rinnovare la mia cordiale riconoscenza a Sua Beatitudine il Patriarca Fouad Twal, ai Vescovi dei vari Riti, ai Sacerdoti, ai Francescani della Custodia di Terra Santa. Questi Francescani sono bravi! Il loro lavoro è bellissimo, quello che loro fanno! Il mio grato pensiero va anche alle Autorità giordane, israeliane e palestinesi, che mi hanno accolto con tanta cortesia, direi anche con amicizia, come pure a tutti coloro che hanno cooperato per la realizzazione della visita.
1. Lo scopo principale di questo pellegrinaggio è stato commemorare il 50° anniversario dello storico incontro tra il Papa Paolo VI e il Patriarca Atenagora. Fu quella la prima volta in cui un Successore di Pietro visitò la Terra Santa: Paolo VI inaugurava così, durante il Concilio Vaticano II, i viaggi extra-italiani dei Papi nell’epoca contemporanea. Quel gesto profetico del Vescovo di Roma e del Patriarca di Costantinopoli ha posto una pietra miliare nel cammino sofferto ma promettente dell’unità di tutti i cristiani, che da allora ha compiuto passi rilevanti. Perciò il mio incontro con Sua Santità Bartolomeo, amato fratello in Cristo, ha rappresentato il momento culminante della visita. Insieme abbiamo pregato presso il Sepolcro di Gesù, e con noi c’erano il Patriarca Greco-Ortodosso di Gerusalemme Theophilos III e il Patriarca Armeno Apostolico Nourhan, oltre ad Arcivescovi e Vescovi di diverse Chiese e Comunità, Autorità civili e molti fedeli. In quel luogo dove risuonò l’annuncio della Risurrezione, abbiamo avvertito tutta l’amarezza e la sofferenza delle divisioni che ancora esistono tra i discepoli di Cristo; e davvero questo fa tanto male, male al cuore. Siamo divisi ancora; in quel posto dove è risuonato proprio l’annuncio della Risurrezione, dove Gesù ci dà la vita, ancora noi siamo un po’ divisi. Ma soprattutto, in quella celebrazione carica di reciproca fraternità, di stima e di affetto, abbiamo sentito forte la voce del Buon Pastore Risorto che vuole fare di tutte le sue pecore un solo gregge; abbiamo sentito il desiderio di sanare le ferite ancora aperte e proseguire con tenacia il cammino verso la piena comunione. Una volta in più, come hanno fatto i Papi precedenti, io chiedo perdono per quello che noi abbiamo fatto per favorire questa divisione, e chiedo allo Spirito Santo che ci aiuti a risanare le ferite che noi abbiamo fatto agli altri fratelli. Tutti siamo fratelli in Cristo e col patriarca Bartolomeo siamo amici, fratelli, e abbiamo condiviso la volontà di camminare insieme, fare tutto quello che da oggi possiamo fare: pregare insieme, lavorare insieme per il gregge di Dio, cercare la pace, custodire il creato, tante cose che abbiamo in comune. E come fratelli dobbiamo andare avanti.
2. Un altro scopo di questo pellegrinaggio è stato incoraggiare in quella regione il cammino verso la pace, che è nello stesso tempo dono di Dio e impegno degli uomini. L’ho fatto in Giordania, in Palestina, in Israele. E l’ho fatto sempre come pellegrino, nel nome di Dio e dell’uomo, portando nel cuore una grande compassione per i figli di quella Terra che da troppo tempo convivono con la guerra e hanno il diritto di conoscere finalmente giorni di pace!
Per questo ho esortato i fedeli cristiani a lasciarsi “ungere” con cuore aperto e docile dallo Spirito Santo, per essere sempre più capaci di gesti di umiltà, di fratellanza e di riconciliazione. Lo Spirito permette di assumere questi atteggiamenti nella vita quotidiana, con persone di diverse culture e religioni, e così di diventare “artigiani” della pace. La pace si fa artigianalmente! Non ci sono industrie di pace, no. Si fa ogni giorno, artigianalmente, e anche col cuore aperto perché venga il dono di Dio. Per questo ho esortato i fedeli cristiani a lasciarsi “ungere”.
In Giordania ho ringraziato le Autorità e il popolo per il loro impegno nell’accoglienza di numerosi profughi provenienti dalle zone di guerra, un impegno umanitario che merita e richiede il sostegno costante della Comunità internazionale. Sono stato colpito dalla generosità del popolo giordano nel ricevere i profughi, tanti che fuggono dalla guerra, in quella zona. Che il Signore benedica questo popolo accogliente, lo benedica tanto! E noi dobbiamo pregare perché il Signore benedica questa accoglienza e chiedere a tutte le istituzioni internazionali di aiutare questo popolo in questo lavoro di accoglienza che fa. Durante il pellegrinaggio anche in altri luoghi ho incoraggiato le Autorità interessate a proseguire gli sforzi per stemperare le tensioni nell’area medio-orientale, soprattutto nella martoriata Siria, come pure a continuare nella ricerca di un’equa soluzione al conflitto israeliano-palestinese. Per questo ho invitato il Presidente di Israele e il Presidente della Palestina, ambedue uomini di pace e artefici di pace, a venire in Vaticano a pregare insieme con me per la pace. E per favore, chiedo a voi di non lasciarci soli: voi pregate, pregate tanto perché il Signore ci dia la pace, ci dia la pace in quella Terra benedetta! Conto sulle vostre preghiere. Forte, pregate, in questo tempo, pregate tanto perché venga la pace.
3. Questo pellegrinaggio in Terra Santa è stato anche l’occasione per confermare nella fede le comunità cristiane, che soffrono tanto, ed esprimere la gratitudine di tutta la Chiesa per la presenza dei cristiani in quella zona e in tutto il Medio Oriente. Questi nostri fratelli sono coraggiosi testimoni di speranza e di carità, “sale e luce” in quella Terra. Con la loro vita di fede e di preghiera e con l’apprezzata attività educativa e assistenziale, essi operano in favore della riconciliazione e del perdono, contribuendo al bene comune della società.
Con questo pellegrinaggio, che è stata una vera grazia del Signore, ho voluto portare una parola di speranza, ma l’ho anche ricevuta a mia volta! L’ho ricevuta da fratelli e sorelle che sperano «contro ogni speranza» (Rm 4,18), attraverso tante sofferenze, come quelle di chi è fuggito dal proprio Paese a motivo dei conflitti; come quelle di quanti, in diverse parti del mondo, sono discriminati e disprezzati a causa della loro fede in Cristo. Continuiamo a stare loro vicini! Preghiamo per loro e per la pace in Terra Santa e in tutto il Medio Oriente. La preghiera di tutta la Chiesa sostenga anche il cammino verso la piena unità tra i cristiani, perché il mondo creda nell’amore di Dio che in Gesù Cristo è venuto ad abitare in mezzo a noi.
E vi invito tutti adesso a pregare insieme, a pregare insieme la Madonna, Regina della pace, Regina dell’unità fra i cristiani, la Mamma di tutti cristiani: che lei ci dia pace, a tutto il mondo, e che lei ci accompagni in questa strada di unità.
[Ave Maria]
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martedì 27 maggio 2014

3082 - Commento al Vangelo del 27/05/2014

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (16,5-11)
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Ora vado da Colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore. Ma Io vi dico la verità: è bene per voi che Io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, Lo manderò a voi. E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato». 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
In questi giorni la liturgia si sofferma sul Paraclito, appellativo dello Spirito Santo, termine che significa consolatore, intercessore. Questo spiega il motivo delle parole evidenziate da Gesù: "È bene per voi che Io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, Lo manderò a voi". La missione dello Spirito Santo è di consolare, santificare, è l'intercessore presso il Padre e il Figlio.
È intercessore Divino, è l'Amore della Santissima Trinità e i credenti necessitano della sua presenza per pregare bene, per rivolgere parole sapienti a Dio. Senza la guida dello Spirito Santo la nostra preghiera resterebbe umana e impossibilitata ad elevarsi da terra.
La devozione allo Spirito Santo è abbastanza confusa tra i cristiani, è un errore pregarlo senza amore e sono inutili le lunghe invocazioni vocali senza la partecipazione del cuore. In queste circostanze lo Spirito Santo non fa alcuna visita e il credente arriva a ingannarsi, deteriorando la sua vita spirituale.
Per accrescere la devozione allo Spirito Santo dobbiamo incominciare col praticare, nel lavoro e nella convivenza quotidiana, le virtù umane e cristiane. Solamente quando il cristiano lotta per acquisire tali virtù, la sua anima si dispone a ricevere efficacemente la Grazia dello Spirito Santo. Con gioia e premura la terza Persona della Santissima Trinità regala i suoi doni: dono di sapienza, di intelletto, di consiglio, di fortezza, di scienza, di pietà, di timor di Dio.
È infinita la gioia dello Spirito Santo di infonderci i suoi doni, l'ostacolo viene posto dalle mancate disposizioni del credente.
Oggi dobbiamo riflettere sugli ostacoli che impediscono allo Spirito Santo di ricolmarci con i suoi doni. Quali peccati si ripetono spesso?
Non è una riflessione di alcuni minuti, non si compie nel frastuono e senza una sincera ricerca interiore. Questo Spirito Divino è Amore, cerca in continuazione cuori puri e buoni per entrarvi e compiere meraviglie di Grazie.
Dobbiamo prepararci alla solennità della Pentecoste in modo nuovo, è il nostro impegno a stabilire la venuta dello Spirito Santo in noi. Non rilascia i suoi doni casualmente, deve avvenire un incontro tra chi ama e l'Amato. Dopo la solennità dell'Ascensione che sarà domenica prossima, mediteremo attentamente i doni dello Spirito Santo.
È importante ricordare che solo la fedeltà alle Grazie e ispirazioni che riceviamo dallo Spirito Santo, ci rendono docili per seguire la direzione spirituale. Se manca questa docilità, non c'è la capacità di rinnegarsi per seguire la volontà di Dio.
 
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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3081 - Partenza e compimenti

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore. Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato». (Gv 16,5-11)

Gesù, la persona amata e autorevole, annuncia che se ne va. Gli apostoli non badano nemmeno alla destinazione dichiarata da Gesù. Essi rimangono solo colpiti dalla partenza del Signore, e intravvedono la propria vita priva della Sua presenza. La partenza del Signore – invece - è un compimento: Egli torna da Colui che l’ha inviato nel mondo, il Padre. E preannuncia la venuta del Paraclito che allarga nel mondo l’efficacia della sua opera. E’ un’azione di giudizio e di salvezza: il male, impersonato in satana, principe di questo mondo, viene condannato, mentre trova compimento l’azione di salvezza operata dal Signore. Raggiunge anche noi, nelle ore e nelle azioni di questa giornata.
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domenica 25 maggio 2014

3080 - Commento al Vangelo del 25/05/2014, 6^ domenica di Pasqua

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (14,15-21)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei Comandamenti; e Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della Verità, che il mondo non può ricevere perché non Lo vede e non Lo conosce. Voi Lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché Io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che Io sono nel Padre mio e voi in me e Io in voi. Chi accoglie i miei Comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’Io lo amerò e mi manifesterò a lui». 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Soffermiamoci su queste parole di Gesù sugli effetti dell'amore verso Lui, dell'osservanza dei Comandamenti e dell'azione del Padre: "Egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della Verità". Con un altro indica ciò che non è presente nella persona che non vive una comunione intima con Dio. Lo Spirito Santo non è presente in tutte le persone, agisce dove viene accolto e dove c'è una disposizione monda dal peccato.
È il Padre a darci il suo Spirito, l'Amore della Santissima Trinità, che procede dal Padre e dal Figlio. Non Lo dona a tutti, non è un obbligo infatti il suo, è un grande dono per i credenti meritevoli di accogliere lo stesso Spirito di Dio.
Non è un dono nei pentecostali protestanti i quali nelle loro preghiere pretendono la discesa dello Spirito Santo, e di conseguenza elaborano nella mente non illuminata, profezie false e tutte riferite con ricercata esibizione, per sfoggiare una inventata intimità con Dio.
La mente non purificata vaga nell'esaltazione, la persona poco umile si smarrisce tra immaginazioni e ricerca di esaltazione per non perdere gli applausi, per restare al centro dell'interesse dei seguaci.
Questo avviene ai falsi veggenti, avviene anche a quanti inizialmente erano veggenti autentici e poi per la superbia si sono perduti. Pensate a Lucifero creato come il più bello tra gli Angeli e a Giuda responsabile della cassa.
Il 14 maggio scorso ho introdotto uno dei due casi di veggenti che in passato presentava segni di autenticità, ma che dopo qualche decennio le apparizioni erano terminate per la sua superbia. L'apparizione oggi considerata falsa è quella di Anguera in Brasile, ma all'inizio, nel 1987, si trattava di un fenomeno autentico. Moltissimi messaggi dal 1987 si possono considerare buoni, poi iniziarono le profezie apocalittiche e lo stile divenne un altro.
Non ho avuto il tempo di leggere tutti i messaggi, mi riservo di leggerli.
Ad Anguera c'è un prima e un dopo, è successo ad un altro veggente in passato, non ci sorprende e questa conoscenza ci permette di seguire solo le apparizioni autentiche. I messaggi di Anguera non sono della Madonna già prima del 2005, prendono una direzione catastrofica all'inizio del 2005, non sono più presenti l'Amore e la misericordia precedente. Cosa è avvenuto? La Madonna ha lasciato l'Amore per terrorizzarci e giocare con le profezie?
No, molto più semplice è l'assenza della Madonna nei messaggi fino ai giorni nostri. Anguera oggi è un fenomeno falso che non forma spiritualmente i credenti, li stuzzica nella curiosità eli allontana dal cammino di conversione e di santificazione. È un fenomeno pienamente nelle mani di satana.
Come in altri casi, affermando questo metto sul piatto la mia credibilità, e non sono sprovveduto. Potrei fare silenzio solo se avessi qualche dubbio, mentre la certezza mi spinge a parlarne per la pericolosità dei messaggi di Anguera. È una certezza che non arriva da fonti umane o da libri.
Senza la preghiera non possiamo conoscere gli inganni di satana, la profonda preghiera e l'adorazione dell'Eucaristia ci permettono di ricevere gli aiuti divini. Oggi Anguera rappresenta il fenomeno più ingannevole di satana e nei futuri messaggi potrà dire parole false contro la nostra Fede e molti le seguirebbero.
Per comprendere la diversità negativa di Anguera dai messaggi autentici a Mirjana il 2 a Medjugorje o quelli dati a Natuzza o a Pina (Giampilieri Marina) o a Renato Baron (Schio), ad essi mai Gesù e la Madonna hanno indicato con anticipo catastrofi o altre calamità. Hanno parlato di guerre e di futuri scenari gravi per illuminare i credenti, senza suscitare curiosità né hanno trasmesso angoscia e paura.  
Le apparizioni della Madonna iniziano e hanno sempre un termine, mi ricordo le locuzioni a Don Stefano Gobbi amico di Papa Giovanni Paolo II, un umile apostolo seguito da migliaia di Vescovi e Sacerdoti e da decine di migliaia di fedeli di tutto il mondo.
Il 31 dicembre 1997 la Madonna gli disse che quello era l'ultimo messaggio dopo 25 anni di straordinari messaggi. Don Gobbi scrisse quella data e la decisione della Vergine, non continuò assolutamente a scrivere messaggi falsi. I messaggi terminarono. Don Gobbi è morto 14 anni dopo, il 29 giugno 2011 nella solennità dei Santi Pietro e Paolo.
Come si spiega invece la continuazione dei messaggi falsi dopo l'interruzione delle apparizioni della Madonna?
Questo avviene quando terminano le apparizioni e il veggente non si rassegna alla fine della sua popolarità, dei guadagni. Quello che mi preoccupa molto, ripeto, è che questi veggenti, divenuti falsi e mistificatori, potrebbero in qualche messaggio futuro scrivere inviti che vanno contro la nostra Fede, anche se non chiaramente.
Cosa faranno i seguaci di questi messaggi? Seguiranno il Catechismo della Chiesa e quindi il Vangelo, oppure i messaggi?
Spesso succede che la Madonna termina le apparizioni, ma il veggente uomo o donna non ha l'umiltà di rivelarlo, così si lascia vincere dalla vanagloria, la superbia gli suggerisce di continuare ad alimentare il fenomeno con l'inganno. Continuerò a parlare dell'inganno di Anguera e inserirò un articolo completo nel sito, ritorno al Vangelo e alla frase di Gesù.
"Egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della Verità".
Lo Spirito di Dio non rimane sempre nel credente, le scelte sbagliate e i comportamenti superbi si commettono anche quando si compie un cammino di Fede, comunque quando Lui non vive nell'anima gli errori si moltiplicano e si agisce con molto istintività.
Gesù desidera che il suo Spirito rimanga sempre in noi, questa sarebbe la vera ricchezza del credente che ospita l'Amore di Dio nell'anima, purtroppo sono numerosi gli imprevisti spirituali. Quando lo Spirito di Dio è presente, la persona vive nella Verità, teme di affermare anche una piccola bugia e la sua stessa vita è ricolma di autenticità.
"Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’Io lo amerò e mi manifesterò a lui".
  
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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3079 - Messaggio di Medjugorje del 25/05/2014

Cari figli! 
Pregate e siate coscienti che senza Dio siete polvere. 
Perciò volgete i vostri pensieri e il vostro cuore a Dio e alla preghiera. 
Confidate nel Suo amore. 
Nello Spirito di Dio, figlioli, tutti voi siete invitati ad essere testimoni. 
Voi siete preziosi e io vi invito, figlioli, alla santità, alla vita eterna. 
Perciò siate coscienti che questa vita è passeggera. 
Io vi amo e vi invito alla nuova vita di conversione. 
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
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sabato 24 maggio 2014

3078 - Commento al Vangelo del 24/05/2014

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (15,18-21)
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti Io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che Io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio Nome, perché non conoscono Colui che mi ha mandato». 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Il tema centrale del Vangelo è l'odio portato contro i veri discepoli di Gesù. La distinzione tra i veri seguaci e altri che si limitano all'etichetta di cattolici è necessaria, ma non la facciamo noi perché non vogliamo giudicare né dare opinioni definitive. La distinzione emerge da sola, non occorre molta spiritualità per arrivare a capire l'attacco dei diavoli e dei corrotti del mondo verso i credenti che hanno scelto Gesù sopra ogni cosa.
Tutti i Santi e le anime grandi sono stati sottoposti a persecuzioni feroci e a ininterrotte diffamazioni. Queste avversità indicano la presenza dello Spirito Santo in questi apostoli, l'unione che essi avevano con Dio faceva ribellare lo spirito satanico, presente più o meno abbondantemente in tutti i peccatori incalliti. Non tutti i peccatori possiedono permanentemente questo spirito satanico, dipende dalla tipologia dei peccati commessi e dalla volontarietà.
Non siamo noi a stabilire l'entità dei peccati e l'intenzionalità dei peccatori, solo Dio può stabilire questo. Non è mai prudente dare giudizi definitivi su chicchessia, il peccatore di oggi domani potrà convertirsi e compiere un cammino di santità.  
I peccatori sono vulnerabili spiritualmente, rimangono perennemente esposti agli attacco dei diavoli e non se ne accorgono.
La riflessione mi porta anche a valutare che molto spesso anche i buoni credenti hanno ispirazioni diaboliche e le accolgono. Sono ispirazioni apparentemente divine e belle, come lo specchietto per le allodole portano apparenti vantaggi spirituali, ma sono in realtà un tranello per impedire a quel credente o a più credenti di compiere un'azione ancora più spirituale.
Il tema è intricato, posso dirvi che satana invia le sue ispirazioni presentando un'esca, lusinga e attrae il peccatore a qualcosa di buono per poi farlo cadere nella trappola del peccato. Può ispirare una persona sposata ad allacciare un'amicizia con la scusa di distrarsi e fare nuove amicizie oneste, tramite i social network, ma poi conduce a conoscere chi può far scattare una passione violenta. Che si fa a quel punto? Chi ha la forza per fermarsi e salvare il matrimonio?
Chi rimane troppo sicuro delle ispirazioni che riceve sbaglia con molta facilità. Chi segue i pensieri che arrivano alla mente senza pregare o senza chiedere consigli a un Sacerdote saggio, cammina sul ciglio del burrone. Intendo quelle ispirazioni che orientano la vita e richiedono scelte mirate.
Ritorno al tema di oggi, l'odio verso i veri seguaci di Gesù. Se l'odio del mondo è assente, il Prelato, il Sacerdote e il semplice credente non seguono Gesù. Non Lo seguono come viene indicato nel Vangelo, proprio Gesù ha parlato dell'odio contro i suoi seguaci. "Come hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi". "Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia". "Guai quanto tutti parleranno bene di voi".
Quest'ultimo insegnamento può confondere qualcuno, ma avviene spesso quando si scende a compromessi con il mondo e non si diffonde il Vangelo nella sua completezza. Voler andare d'accordo con tutti è molto pericoloso, se da un lato ci si apre a chi non la pensa come noi sulla Chiesa e gli diamo ragione, siamo noi ad avere perduto la Fede. Non possiamo togliere nulla al Deposito della Fede custodito dalla Chiesa.
Se qualcosa viene tolto per compiacere gli altri, il mondo non odia, ma Gesù dice: "Guai quanto tutti parleranno bene di voi".
Devono parlare bene di noi Gesù e la Madonna, poi i cristiani coerenti e le persone oneste che riconoscono la nostra onestà intellettuale, anche la fedeltà al Vangelo storico. Gli applausi del mondo e dei peccatori che non vogliono convertirsi e continuano a perseguitare la Chiesa, non possono interessarci, è aria fritta che evapora subito.
È troppo facile parlare di Gesù con parole toccanti e subito dopo nel segreto fare il contrario. Le opere del cristiano impegnato in questa ambiguità mostrano però il suo vero pensiero, sono le sue opere a condannarlo anche se il mondo lo applaude. Per il mondo intendo i suoi familiari, gli amici, gli altri parrocchiani o i credenti che seguono il Sacerdote.
Gesù con "tutti" indica i conoscenti di quel cristiano, egli può conoscere poche persone o essere un personaggio pubblico.
Non dovete mai avere timore del giudizio diffamatorio degli altri se vivete correttamente la vostra Fede, gli attacchi colpiscono tutti, noi però abbiamo la possibilità di santificarci accogliendo le diffamazioni con serenità e offrendo tutto al Cuore Immacolato della Madonna. Non considerate la condizione di quei peccatori che non sono diffamati, essi sono del mondo e il mondo li riconosce come suoi. Ma cosa avverrà a questi peccatori dopo questa breve vita?
Noi aspiriamo alla vita eterna, vogliamo restare per miliardi di anni, eternamente, nella gioia e nella vera felicità, insieme a Dio.
Adesso c'è un po’ da soffrire e si sopporta la sofferenza nella pace, quello che ci aspetta è un premio sublime, elevato e spirituale.
"Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo".
La preoccupazione per il credente non è se il mondo lo odia, ma se il mondo non lo odia.
Quando il mondo non ci odia vuol dire che in noi non avverte lo Spirito Santo, non sente la necessità di avversarci perché siamo anche noi del mondo. Il mondo non odia ciò che gli appartiene. Non ci invidia e protegge, diventano come automi diretti alla perdizione eterna.
Non è il cristiano a cercare la persecuzione, sono quelli che vivono nell'egoismo a non volere il cristiano. Questa è la ragione che il mondo sventola con orgoglio contro i veri cristiani. La persecuzione nasce dalla mancata pace interiore dei peccatori.
Nasce dal confronto che i peccatori fanno con i cristiani, tra la vita del credente in Gesù e la vita di chi invece adora il mondo con i suoi vizi e immoralità. Il cristiano autentico diventa così una denuncia visibile della vita corrotta e istintiva, anche se non parla rimane sempre un testimone della verità.
Cosa nasce nel peccatore? L'odio e la volontà di perseguitarlo, cerca di eliminare un testimone che rimprovera con la sua vita.
Per chiudere, preciso che per odio non si intende una volontà accanita nel male contro di noi, non dovete preoccuparvi, è solo avversità che affiora periodicamente, un senso di inquietudine che colpisce quelli che vivono senza Dio.
I veri credenti vengono avversati anche dai familiari e dai parenti pieni di negatività, la loro lotta però vedrà sconfitti proprio loro.
 
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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Medaglia di San Benedetto