Il Signore ti benedica,ti custodisca e ti mostri il Suo volto misericordioso!

Quando pensi di aver toccato il fondo e che nessuno ti voglia o ti ami più, Dio si fa uomo per incontrarti, Gesù ti viene accanto

CIAO A TE !!

Nulla è più urgente nel mondo d'oggi di proclamare Cristo alle genti. Chiunque tu sia, puoi, se vuoi, lasciare un tuo contributo, piccolo o grande che sia, per dire, comunicare, annunciare la persona di Gesù Cristo, unico nostro salvatore. Uno speciale benvenuto a LADYBUG che si è aggiunta di recente ai sostenitori ! *************************************************** Questo blog è sotto la protezione di N.S. Gesù Cristo e della SS Vergine Maria, Sua Madre ed ha come una ragione di esistere di fornire un contributo, sia pure piccolo ed umile, alla crescita della loro Gloria. ***************************************************

Con Cristo non ci sono problemi, senza Cristo non ci sono soluzioni.

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mercoledì 30 aprile 2014

3035 - Commento al Vangelo del 30/04/2014

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (3,16-21)
In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in Lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di Lui. Chi crede in Lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel Nome dell’Unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la Luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la Luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la Luce, e non viene alla Luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la Luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio». 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Prosegue la catechesi che Gesù impartisce al sincero Nicodemo e ribadisce più volte il vero significato della sua venuta nel mondo: "Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di Lui". Ci sono altre parole che meritano attenzione, queste ci danno uno spunto particolare per capire che il mondo senza Gesù è perduto, non si salva.
Gesù è venuto per salvare il mondo ma la maggior parte delle persone Lo rifiuta e non può salvarsi. Gesù è la salvezza.
Solo Dio sa quanti nel mondo si salvano senza averlo conosciuto a causa però di motivi involontari, non per una scelta deliberata di rifiuto. Non possiamo assolutamente stabilire chi si salva e chi invece si danna, solamente del traditore Giuda abbiamo la conferma dalle parole esplicite di Gesù. Di tutti gli altri nessuno può avanzare un giudizio, anche un ateo ha la possibilità di convertirsi in punto di morte per una speciale Grazie di Dio.
La sua salvezza non è fortuita, qualcuno avrà pregato, sofferto e fatto penitenze per la sua conversione. Gesù vuole salvare tutti.
Gesù è venuto nel mondo per salvarlo ma il mondo fugge da Lui perché rifiuta di vivere secondo una morale che dà dignità e decoro. Oltre a quelli che fuggono da Lui, molti altri lottano la sua Chiesa e il suo Vangelo, animati da uno spirito diabolico che li rende frenetici ed esagitati nel seguire il pensiero che predomina e li schiaccia: vincere Gesù Cristo.
Non è solo follia umana, c'è soprattutto uno spirito malvagio presente ed è presente perché Dio è assente. Quindi, la mia considerazione logica è che quando una persona non ha lo spirito di Dio deve necessariamente avere lo spirito del male, dove in misura minima, dove più consistente e in altri piena e possessiva.
Vi ho spiegato che non tutte le possessioni diaboliche si manifestano, quelle che si riconoscono sono lo zero virgola zero, zero…
Non immaginiamo quante persone hanno venduto l'anima a satana in cambio di un pizzico di successo, senza valutare o non curandosi che dopo un breve periodo di fibrillazione e di illusione, satana scaricherà tutto l'odio e causerà malattie, incidenti, disgrazie perché vuole al più presto prendere quell'anima e portarla dove lui rimane sempre riscaldato…
Non immaginiamo quante persone commettono peccati gravissimi e non si pentono, lasciando così la porta aperta per lasciare entrare tanti diavoli: " Allora va a trovare altri sette demoni, ancora più cattivi di lui; e tutti insieme entrano nell’uomo e vi rimangono. E così quell’uomo si viene a trovare in una situazione sette volte peggiore della prima!" (Lc 11,26).
Gesù esprime queste parole premettendo questo: "Quando lo spirito immondo esce dall'uomo, si aggira per luoghi aridi in cerca di riposo e, non trovandone, dice: Ritornerò nella mia casa da cui sono uscito. Venuto, la trova spazzata e adorna. Allora…" (Lc 11,24-25).
La preghiera è la corazza su cui sbatte satana, soprattutto i Sacramenti ci rendono forti e protetti dagli attacchi diabolici.
Anche molti cristiani ironizzano sulla preghiera, anche sul Santo Rosario, rimanendo colpiti dalle negatività e vinti dalle tentazioni. Non si accorgono del loro stato spirituale e proseguono considerandosi perfetti o benefattori dell'umanità… Quanta miopia, quanta assenza di Dio e un grande disastro spirituale in queste persone! Miliardi di esseri umani sono colpiti dallo spirito satanico e rifiutano Gesù, intenzionalmente o per indifferenza.
Gesù ci chiede di aiutarlo nella salvezza delle anime, ci invita a pregare di più e a vivere il Vangelo per salvare il mondo corrotto.
Senza i Sacramenti, il Santo Rosario recitato con amore, la preghiera fatta bene, la pratica delle virtù, satana può far tanti danni!
Noi abbiamo accolto Gesù nella nostra vita e vogliamo lasciarlo vivere nel cuore, perché senza Lui siamo infelici e vulnerabili.
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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3034 - Udienza di Papa Francesco del 30/4/2014 (2-intelletto)

Cari fratelli e sorelle, buongiorno.
Dopo aver preso in esame la sapienza, come primo dei sette doni dello Spirito Santo, oggi vorrei puntare l’attenzione sul secondo dono, cioè l’intelletto. Non si tratta qui dell’intelligenza umana, della capacità intellettuale di cui possiamo essere più o meno dotati. È invece una grazia che solo lo Spirito Santo può infondere e che suscita nel cristiano la capacità di andare al di là dell’aspetto esterno della realtà e scrutare le profondità del pensiero di Dio e del suo disegno di salvezza.
L’apostolo Paolo, rivolgendosi alla comunità di Corinto, descrive bene gli effetti di questo dono - cioè che cosa fa il dono dell’intelletto in noi -,e Paolo dice questo: «Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano. Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito» (1 Cor 2,9-10). Questo ovviamente non significa che un cristiano possa comprendere ogni cosa e avere una conoscenza piena dei disegni di Dio: tutto ciò rimane in attesa di manifestarsi in tutta la sua limpidezza quando ci troveremo al cospetto di Dio e saremo davvero una cosa sola con Lui. Però, come suggerisce la parola stessa, l’intelletto permette di “intus legere”, cioè di “leggere dentro”:questo dono ci fa capire le cose come le capisce Dio, con l’intelligenza di Dio. Perché uno può capire una situazione con l’intelligenza umana, con prudenza, e va bene. Ma capire una situazione in profondità, come la capisce Dio, è l’effetto di questo dono. E Gesù ha voluto inviarci lo Spirito Santo perché noi abbiamo questo dono, perché tutti noi possiamo capire le cose come Dio le capisce, con l’intelligenza di Dio. E’ un bel regalo che il Signore ha fatto a tutti noi. E’ il dono con cui lo Spirito Santo ci introduce nell’intimità con Dio e ci rende partecipi del disegno d’amore che Luiha con noi.
E’ chiaro allora che il dono dell’intelletto è strettamente connesso alla fede. Quando lo Spirito Santo abita nel nostro cuore e illumina la nostra mente, ci fa crescere giorno dopo giorno nella comprensione di quello che il Signore ha detto e ha compiuto. Lo stesso Gesù ha detto ai suoi discepoli: io vi invierò lo Spirito Santo e Lui vi farà capire tutto quello che io vi ho insegnato. Capire gli insegnamenti di Gesù, capire la sua Parola, capire il Vangelo, capire la Parola di Dio. Uno può leggere il Vangelo e capire qualcosa, ma se noi leggiamo il Vangelo con questo dono dello Spirito Santo possiamo capire la profondità delle parole di Dio. E questo è un gran dono, un gran dono che tutti noi dobbiamo chiedere e chiedere insieme: Dacci, Signore, il dono dell’intelletto.
C’è un episodio del Vangelo di Luca che esprime molto bene la profondità e la forza di questo dono. Dopo aver assistito alla morte in croce e alla sepoltura di Gesù, due suoi discepoli, delusi e affranti, se ne vanno da Gerusalemme e ritornano al loro villaggio di nome Emmaus. Mentre sono in cammino, Gesù risorto si affianca e comincia a parlare con loro, ma i loro occhi, velati dalla tristezza e dalla disperazione, non sono in grado di riconoscerlo. Gesù cammina con loro, ma loro sono tanto tristi, tanto disperati, che non lo riconoscono. Quando però  il Signore spiega loro le Scritture, perché comprendano che Lui doveva soffrire e morire per poi risorgere,le loro menti si aprono e nei loro cuori si riaccende la speranza (cfr Lc 24,13-27).E questo è quello che fa lo Spirito Santo con noi: ci apre la mente, ci apre per capire meglio, per capire meglio le cose di Dio, le cose umane, le situazioni, tutte le cose. E’ importante il dono dell’intelletto per la nostra vita cristiana. Chiediamolo al Signore, che ci dia, che dia a tutti noi questo dono per capire, come capisce Lui, le cose che accadono e per capire, soprattutto, la Parola di Dio nel Vangelo. Grazie.
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martedì 29 aprile 2014

3033 - Commento al Vangelo del 29/04/2014

+ Dal Vangelo secondo Matteo (11,25-30)
In quel tempo, Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del Cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e Io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Poco prima di affermare queste parole di redenzione rivolte ai piccoli, agli affaticati e oppressi, Gesù non aveva usato parole tenere contro le città impenitenti, quelle che non Lo avevano accolto. "Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsàida. (…) E tu, Cafarnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai!" (Mt 11,20.23).
Allontanandosi dalle invettive contro quanti Lo rifiutavano, Gesù vuole confidare ai più intimi una rivelazione teologica fondamentale: "Tutto mi è stato dato dal Padre mio". Gesù sposta lo sguardo interiore dalla desolante scena di un'umanità che Lo rifiuta e la cui sorte è la perdizione, alla consolante realtà di tutto un popolo di piccoli, persone che Lo amano perché hanno la sincerità nel cuore.
Oggi le invettive Gesù le lancia contro quei potenti o politici europei -per non andare lontano-, che da alcuni decenni operano nelle tenebre per eliminare il Cristianesimo e creare un nuovo Ordine e una sola chiesa mondiale. Essi riusciranno in queste opere mostruose, questo è il tempo dell'apparente e momentaneo trionfo di tutto ciò che si oppone a Cristo e questi politici europei, aggregati segretamente, hanno dimenticato Cristo…
Noi non temiamo i complotti contro la Chiesa perché Cristo la salverà e la renderà splendente come mai prima. La nostra speranza è Gesù, oggi ci ripete serenamente: "Tutto mi è stato dato dal Padre mio", non c'è alcuna ragione di temere la malvagità umana, dobbiamo temere chi ha il potere di gettare l'anima e il corpo nell'inferno: satana. Quanti vivono senza Dio questo devono pensare, ma non hanno più la purezza interiore per cercare Dio.
Oggi Gesù ci rivela il Padre, Lo rivela a quanti seguono fedelmente il suo Vangelo e lo osservano con amore. Non è sufficiente una pratica esteriore, occorre rientrare in sé e rinascere spiritualmente, e se non c'è la forza per fare questo, andate davanti al Tabernacolo e chiedetelo a Gesù: Signore, voglio compiere la tua Volontà, vivere nel tuo Cuore, osservare il tuo Vangelo. Aiutami, dammi forza per riuscire, distaccami da tutto ciò che è miseria.
Quando Gesù dice che tutto gli è stato dato, non sappiamo che cosa si possa escludere. In quel tutto c'è la sapienza, la potenza, l'amore, l'origine della vita: il potere sulla morte e sul male, l'insindacabilità del Giudizio, l'eternità e l'estensione del suo Regno… Tutto.
Solo chi è uguale a Dio può ricevere tutto da Dio.
Gesù è il Figlio Unigenito, generato dal Padre prima di tutti i secoli, prima del tempo, e la sua grandezza è tale che solo il Padre la conosce interamente, solo il Padre. "Nessuno conosce il Figlio se non il Padre" Conoscere pienamente significa possedere. È un reciproco possesso di conoscenza piena e profonda dell'essenza di Dio che avviene nell'afflato d'amore dello Spirito Santo.
La grande mistica Santa Caterina da Siena fu elevata ad altezze spirituali notevoli per il suo annientamento nel Tutto di Dio. La sua preghiera era ininterrotta, pregava con la mente e le labbra, con il cuore e la vita, con le opere e la ricerca della pace. La Santa sfidò i potenti di quel tempo per affermare il Vangelo e compiere la Volontà di Dio. È una figura di grande spessore, un riferimento per chi vuole elevarsi ad una vita di perfezione.
Gesù rivela anche che la misura del suo Amore per ognuno di noi è senza limiti, infinita, inesauribile. "Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e Io vi darò ristoro". Una grande verità che si sperimenta quando si fa l'Adorazione Eucaristica e si vive con fervore la Messa.
Gesù rimane sempre vicino a noi e alleggerisce il peso delle nostre sofferenze, le elimina se glielo chiediamo con Fede.
  
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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3032 - Vivere da risorti

aprile 2005

Ho notato una scritta nella Stazione Termini a Roma, per le scale di accesso alla Cappella Cattolica delle Ferrovie Statali, dove i passeggeri possono rifugiarsi a pregare, durante le lunghe attese dei treni. 
Riporta tre brevi parole: "V I V E R E  D A  R I S O R T I"
.
Il passeggero legge e passa avanti. Poi, però, ritornano alla mente quelle parole.

Ci ripenso e mi accorgo che racchiudono un intero programma di vita, che è quello di ogni cristiano, quello appunto di vivere la vita non in modo banale, ma da risorti.
E' veramente un gran programma.
La Resurrezione di Gesù Cristo è la chiave del Cristianesimo, è la chiave della nostra fede. San Paolo dice che la nostra fede sarebbe vana, se Cristo non fosse risorto.
E, se Cristo è risorto, noi cristiani non possiamo non vivere che da risorti. Altriment i non saremmo cristiani.
E' questo il significato e la conseguenza della Pasqua. E' questo il motivo per cui la Chiesa ci raccomanda di fare di ogni Domenica, di ogni giorno del Signore, la Sua e la nostra Pasqua.

VIVERE DA RISORTI, con il cuore pieno di fede, colmo di luminosa speranza, stracolmo di amore per Dio e per i fratelli.

VIVERE DA RISORTI, nonostante le difficoltà, nonostante la durezza della vita, .nonostante i patimenti e la passione.

VIVERE DA RISORTI, annunciando ai fratelli, con la vita e con l'esempio, che Cristo è veramente risorto!

Gian Canio Elefante

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lunedì 28 aprile 2014

3031 - Commento al Vangelo del 28/04/2014

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (3,1-8)
Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò da Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come Maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che Tu compi, se Dio non è con Lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità Io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il Regno di Dio». Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità Io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel Regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito». 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La figura di Nicodemo è molto spirituale, è un uomo onesto e timorato di Dio, uno dei pochi ancora capace in Israele di cercare Dio con purità di cuore. È un colloquio indimenticabile, il contenuto è forte e sorprendete, ci dona valutazioni importanti sulla vita spirituale. Prima di passare ad approfondire il dialogo, evidenzio in Nicodemo un grande rispetto verso Gesù, Lo chiama Maestro ed è costretto ad incontrarlo di notte per non dare adito ai maligni.
Nicodemo è molto turbato perché cerca la Verità, il suo turbamento indica il desiderio di sapere la vera identità di Gesù, e lo spiega con queste semplici parole: "Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come Maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che Tu compi, se Dio non è con Lui".
Implicitamente è già convinto che Gesù non è un uomo comune, cerca la conferma da Lui e con umiltà attende la risposta. La riflessione compenetrata che ha fatto per molto tempo su Gesù, necessita di una risposta, vuole saperne di più e si rivolge direttamente al Signore. Anche noi dobbiamo rivolgerci a Gesù a cuore aperto quando chiediamo il suo intervento.
Il Signore dopo averlo accolto con amore e amicizia, gli risponde in modo inaspettato, gli rivela una verità impressionante: è necessario rinascere. Si tratta di una rinascita spirituale per mezzo dell'acqua e dello Spirito Santo.
Oggi Gesù ci chiede una vera rinascita, lo scrive anche San Paolo: "Dovete deporre l'uomo vecchio con la condotta di prima" (Ef 4,22).
La vita interiore, infatti, non consiste solo nell'acquisire una serie di virtù naturali o nell'adempiere determinate norme di pietà. È una trasformazione totale, è "rinascere" con una nuova mentalità. La trasformazione interiore è soprattutto opera della Grazia, richiede però, anche la nostra collaborazione attraverso la mortificazione dell'intelligenza, della memoria, dell'immaginazione. Il risultato è la purificazione delle nostre facoltà, necessaria perché la vita di Cristo si sviluppi in noi con pienezza.
Molti cristiani non crescono nell'intimità con Dio, nella preghiera, per non aver curato la mortificazione interiore, senza la quale la mortificazione dei sensi non si sostiene. Quindi, senza il rinnegamento interiore non possono resistere le mortificazioni esteriori.
L'immaginazione è una facoltà molto utile, perché l'anima unita al corpo, non può pensare senza immagini. Gesù parlava alla folla con parabole, esprimendo in immagini le Verità più profonde. Anche con Nicodemo utilizza questo metodo.
L'immaginazione deve essere guidata dalla retta ragione illuminata dalla Fede, altrimenti allontana dalle cose divine e ci porta verso cose vane e inconcludenti, verso cose fantastiche o anche proibite.
Il danno meno pericoloso arrecato dall'immaginazione è quello di trasportarci nel mondo dei sogni, dove nasce il sentimentalismo spirituale, opposto alla vera pietà. Senza il corretto controllo, l'immaginazione crea falsità, inventa tutto l'opposto della realtà, fa credere ciò che non esiste e convince in maniera incredibile di fatti mai avvenuti.
L'immaginazione non mortificata e non guidata dalla ragione illuminata dalla Fede, inventa falsità, giudica tutti, rende insensibili.
L'immaginazione quando non viene bloccata e non si offrono a Gesù le mortificazioni, costruisce in noi situazioni ingannevoli e irreali, poco o niente compatibili con la nostra vocazione cristiana di figli di Dio, che devono avere il cuore posto in Lui.
Molti cristiani sono bloccati da anni all'inizio del cammino spirituale e rimangono lì, non progrediscono per la mancanza di mortificazione interiore, soprattutto per il mancato controllo dell'immaginazione.
 
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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3030 - La strada nuova

Il saggio dice: la sola strada che porta alla vita e alla vera pace interiore è quella della santa croce e della mortificazione quotidiana delle passioni. La passioni infatti spingono l’uomo verso il peccato. Nella famiglia, sul posto di lavoro, nella società, tu ti impegni sempre affinché tutto sia tranquillo e ordinato. Eppure i dolori fisici e morali, e i disagi della tua salute si susseguono nonostante le cure mediche. Fin dal mattino emergono i problemi, le contrarietà e le difficoltà che amareggiano la giornata con le tribolazioni. Cerchi di sfogarti con qualcuno, o peggio, ti rivolgi alla persona che ti sta vicino, per avere un qualche sollievo. Ben presto ti accorgi che il tuo amico cerca sostegno e conforto come te. Sei costretto a fingerti allegro per evitare qualche spiacevole sorpresa. A volte succede che ti rivolgi a Dio e gli chiedi di fare qualcosa per te. Anche il Cielo non ti risponde, allora capisci che devi rimanere solo con le tue sofferenze. Le sofferenze e le delusioni più dolorose ti vengono dal prossimo, specialmente da quelli sui quali facevi affidamento. Nei Libri Sapienziali trovi scritto che, fino a quando doni agli altri gioia e piaceri, i tuoi amici sono sempre con te, sembra che per te siano disposti a dare la vita. Appena ti rivolgi a loro per un aiuto che li impegna a fare qualche sacrificio per te, trovi davanti a te persone che non ti hanno mai conosciuto. Quando il dolore viene a visitarti, t’accorgi di essere solo, anche quelli che dicevano di essere pronti a dare la vita per te, ti lasciano solo. A volte vuoi distrarti, vai da qualche parte per divertirti, anche l’ì ti accorgi che sei diventato un peso a te stesso. Quanto più cerchi conforto e sollievo, tanto più ti trovi a lottare da solo contro difficoltà più forti di te. Gesù che ti esorta a portare la tua croce, ti presenta l’unica soluzione possibile. Se porti la croce come punizione che purifica la tua vita dai peccati che hai commesso, non sarai più solo a combattere per non soccombere. Gesù ti aiuta e ti incoraggia. Il suo esempio e il suo amore rendono sopportabile anche le sofferenze più grandi: “il mio carico è leggero”. Vieni a scoprire infatti che la croce diventa la sola strada per arrivare nel Regno di Dio. “Sperate nel Signore e vi farà vedere il bene” (Sal 4). Amerai di soffrire perché il Signore ti fará vedere il bene del dolore sopportato per amore a Cristo Crocifisso e Risorto. Il Salmista continua: “la luce del tuo volto, o Signore, è impressa in noi”. Nel linguaggio biblico la luce del volto del Signore è l’immagine e la somiglianza con Dio che Adamo ed Eva ti hanno tolto: Questa immagine ti viene ridata da Cristo come ricompensa della croce che hai portato per meritarla. Dopo la tempesta viene di nuovo il sole, la notte sembra lunga, però al mattino viene di nuovo la luce. Questa vita finisce presto anche se ci sembra lunga. Quando le sofferenze saranno finite, per te sarà come se tu non avessi mai sofferto. La gioia del Regno di Dio fará dimenticare tutto quello che hai sofferto sulla terra: “hai messo più gioia nel mio cuore di quanto io mi aspettavo”. Abbi il coraggio di vedere la verità della vita sulla terra, evita di cercare quello che non troverai mai, né in te stesso e neppure negli altri. Solo Gesù può e vuole dare un valore alla tua vita. Egli abita in te quando tu fai del suo Insegnamento la strada della tua vita. Questo è il modo con cui Egli è presente e opera nell’uomo interiore. Infatti ha detto: Io sono la Via, la Verità e la Vita. Gesù Risorto ti ha dato la missione di edificare il tuo destino eterno. Ti dice anche che Lui ti salverà per la vita eterna se tu porti qualche altro con te per camminare insieme sulla strada del Vangelo. Tutti insieme siamo il popolo profetico al quale Dio ha dato la missione di annunziare la Buona Novella al mondo che si sta sgretolando nell’abisso dell’auto distruzione. Dobbiamo imparare a portare la croce della vita che gli uomini e le donne che ci circondano hanno reso insopportabile. Ci stiamo danneggiando a vicenda. Abbiamo buttato fuori il cristianesimo e abbiamo messo i soldi al posto di Dio. Dobbiamo affrontare il mondo nel Nome di Cristo e dei nostri principi cristiani. Dobbiamo dare la testimonianza della validità del cristianesimo. Dobbiamo collaborare con Cristo perché quelli che sono attorno a noi siano liberati dalla malizia. Se siamo perseveranti nella preghiera e porteremo la nostra croce con pazienza e amore, nelle tenebre che avvolgono la terra ciascuno di noi accenderà un piccola luce. Meglio accendere una piccola candela anziché maledire le tenebre. Se poi le piccole candele saranno molte, ci sarà luce a sufficienza perché il mondo veda la strada nuova della giustizia e dell’amore fraterno. È la strada del cristianesimo che Gesù ha tracciato nel cuore dell’umanità. Soltanto camminando sulla strada del Vangelo,  l’umanità riprenderà il cammino verso l’eternità di Dio
Don Vincenzo Carone
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3029 - Commento al Vangelo del 27/04/2014, domenica 2^ di Pasqua o della Divina Misericordia

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (20,19-31)
La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!».  Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi». Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dissero allora gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò». 
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!». Rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!». Molti altri segni fece Gesù in presenza dei suoi discepoli, ma non sono stati scritti in questo libro. Questi sono stati scritti, perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome. 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
A margine delle due canonizzazioni di oggi che hanno arrecato molta gioia e risvegliato molti tiepidi, voglio spostare l'attenzione per qualche momento su un fatto che ha preceduto la straordinaria celebrazione di oggi.
Non dobbiamo mai avere uno spirito di critica inutile, non solo è peccato, si dà cattivo esempio e si spreca anche tempo prezioso. La Fede illumina la ragione per capire qualcos'altro che sfugge ai sensi, quindi, consideriamo l'incidente mortale avvenuto a Cevo in Valcamonica, nel bresciano, giovedì 24 aprile scorso.
Marco Gusmini, il ragazzo di 21 anni morto, è rimasto schiacciato dal crollo della Croce del Cristo Redentore. Croce realizzata in occasione della visita a Brescia di Papa Giovanni Paolo II nel settembre del 1998. Marco era nato con tre mesi d’anticipo, e proprio per questo aveva una lieve forma di disabilità alle gambe.
Il giovane Marco di Lovere (Bergamo), era andato a visitare la Croce in compagnia di una quarantina di ragazzi dell'oratorio di Lovere insieme al parroco. Quando la scultura lo ha investito, sbalzandolo contro una staccionata, era seduto su una panchina a parlare con il parroco del suo paese, don Claudio Laffranchini.  Erano molti i presenti accanto a lui, tanti giovani e bambini, adulti che visitavano l'opera d'arte, ma la Croce è caduta nel momento in cui Marco si trovava seduto nel punto colpito.
Il ragazzo è morto schiacciato dalla Croce dedicata a Papa Giovanni Paolo II e abitava in Via Papa Giovanni XXIII. Significa qualcosa?
Tre giorni prima della loro canonizzazione una Croce alta sei metri uccide un ragazzo molto buono e forse pronto per il Paradiso, una Croce dedicata a uno dei nuovi Santi mentre il ragazzo abitava nella via dedicata all'altro nuovo Santo.
Se il segno viene da Dio, non lo ha dato contro i due nuovi Santi, ci mancherebbe, ma allora cosa c'è dietro questa disgrazia?
Considerando che nulla avviene per caso, perché se stai con Dio sei protetto, se non stai con Dio gli eventi negativi avvengono liberamente e si muore proprio per la mancanza di protezione Divina, dobbiamo fare una breve riflessione su questo avvenimento, senza cercare di trovare necessariamente la risposta. Ieri ho letto una valutazione di Marcello Veneziani che trascrivo, dal titolo, "In hoc signo memento mori".
«La Chiesa che è madre dei simboli e parla il linguaggio dei simboli, non può ignorare ora il funesto presagio del suo simbolo supremo, la Croce.
Sarà solo un fatto di cronaca, un caso, una disgrazia accidentale. Del Crocifisso dedicato a Wojtyla, caduto su un ragazzo disabile che abitava in via Giovanni XXIII, tutti hanno detto così. Ma non tutti l'hanno pensato. E la rete si è riempita di blog profetici. Per chi non crede alla fede e ai miracoli, è solo superstizione.
Ma la Chiesa, la Chiesa che vive nel segno della fede e della presenza del divino nella storia umana, la Chiesa che figura un Dio partecipe alla vita degli uomini e che combatte ogni giorno col demonio, anch'esso attivo sulla terra, come ripete Papa Francesco, la Chiesa che si accinge a proclamare proprio quei due papi prima citati come santi in virtù dei miracoli, può davvero far finta di nulla e dire che si è trattato di caso e disgrazia?
Se credi ai miracoli devi credere anche al loro rovescio.
La Chiesa che per millenni ha vissuto nel solco di quei segni, e nella Croce apparsa in cielo ha edificato il suo cammino e convertito gli imperi (in hoc signo vinces), potrà non dar peso a quel segno? Così fu con la colomba: se usi la colomba come simbolo di pace, non puoi negare poi valore simbolico alla colomba papale uccisa in San Pietro da un corvo.
La Chiesa che è Madre dei simboli e parla il linguaggio dei simboli, non può ignorare ora il funesto presagio del suo simbolo supremo, la Croce. Se lo fa, finge, per rassicurare i fedeli come bambini; o peggio dichiara finzione tutto quello in cui fa credere i suoi devoti. La Croce è un simbolo schiacciante, non può eluderlo...».
Ignorare la disgrazia avvenuta e i segni che porta, non è un esercizio di maturità spirituale, non si può però andare oltre, c'è da considerare il fatto e lasciare a Dio la corretta spiegazione, lasciare a lui il tempo per spiegarci meglio cosa sta avvenendo nella Chiesa. In effetti, l'episodio avvenuto il 26 gennaio 2014 è stato inquietante, leggiamo cosa hanno scritto i quotidiani il giorno dopo:
"Le colombe del Papa uccise dai corvi appena liberate a San Pietro. Di sicuro è stata una scena inquietante. Se poi si vuole cercare anche un simbolismo dietro la brutta fine toccata alle colombe della pace liberate ieri da Papa Francesco e attaccate subito dopo da un corvo e da un gabbiano, allora è pure peggio" (Il Mattino).
Quello che rimane sicuro è l'attacco delle forze del male coalizzate e mirate alla distruzione della sana dottrina dell'unica Chiesa fondata da Gesù Cristo, nasce da qui ogni tribolazione che sta vivendo e che arriverà fino alla sua mistica crocifissione per risorgere proprio come Gesù.
Ogni credente cerca di trovare una spiegazione, valuta ogni evento dalla sua posizione di comprensione equivalente alla sua maturità spirituale. Nessuno deve convincersi di avere compreso tutto o di avere le risposte sicure, lasciamole a Dio e invece concentriamoci sulla sana dottrina che non dobbiamo trascurare. Oggi si parla molto di modernità e di aperture al mondo, solo che la Parola di Dio non è soggetta a modifiche umane né si può manomettere senza commettere sacrilegi.
Non c'è dubbio che i Sacerdoti devono rivedere certi aspetti della vita e riporre Dio assolutamente al centro, mettendosi pienamente a disposizione dei credenti e operando esclusivamente per la salvezza delle anime. Senza pensare ad altro. Non c'è alcun dubbio su questo, parlare invece di modernità è diverso, significa cambiare la Bibbia e la Sacra Tradizione della nostra Fede.
Le aperture alla modernità annullano la vera spiritualità cristiana, l'annacquano, non è più quella del Vangelo e Gesù è assente!
Noi guardiamo le opere dei Santi, oggi se ne sono aggiunti altri due, tutti i Santi comunque ci indicano che il cammino spirituale è autentico quando si compie la volontà di Dio, questa volontà si trova nel Vangelo. Il cerchio è chiuso.
Modificare, alterare, manipolare la Bibbia per rallegrare i credenti più deboli e gli atei ipocriti, non è assolutamente volontà di Dio.
Questo dobbiamo sapere per non smarrire la Via della salvezza eterna, quelli che lasciano questa Via per una vita più spensierata e mondana, non devono dare responsabilità a Dio o ad altri: ognuno è artefice o regista del proprio destino.
Si conoscono molti casi di persone che affrontano sofferenze animate dalla Fede e resistono, hanno molta forza e le Grazie arrivano. Mentre quanti hanno lasciato il Vangelo per seguire se stessi o una spiritualità moderna e vuota, dinanzi alle sofferenze crollano e spesso le conseguenze sono disgraziate.
Molti cristiani hanno conosciuto Gesù almeno frequentando il catechismo o leggendo qualche libro, ma non Lo frequentano più per le ragioni più svariate. Oltre i non credenti, questi cristiani senza Dio non sono entrati nel giorno del mondo nuovo, dopo la Risurrezione di Gesù. Rimangono ai margini e non si preoccupano della salvezza eterna, né di eventuali sofferenze in questa vita. Sono convinti di non avere bisogno di Dio.
Ci sono anche cristiani sul punto di convertirsi veramente ma sono pieni di dubbi e non compiono mai il passo verso la nuova vita.
Sono come Tommaso, credono che Gesù è morto e non c'è motivo di pregare. Per molti uomini e molte donne è come se Gesù fosse morto, poiché significa poco o nulla per loro, quasi non conta nella loro vita. Le loro scelte prescindono da Gesù e non considerano la validità e la moralità delle loro azioni.
I cattolici hanno l'obbligo morale di edificare la Chiesa Cattolica, hanno una missione da compiere come discepoli del Cristo.
Quando si rimane dubbiosi o indifferenti Gesù non si mostra, non fa sentire la sua presenza, come avviene a Tommaso, l'Apostolo assente nella prima apparizione di Gesù. L'unico assente degli Undici è proprio quello pieno di dubbi, che filtra tutto e non crede a nessuno. Non accetta neanche la testimonianza degli altri Apostoli che gli dicono di avere visto Gesù risorto, a questo conduce l'incredulità.
Quando Gesù gli appare, Tommaso crede non per l'apparizione ma per Fede, il suo atto di Fede è forte: "Mio Signore e mio Dio".
Se la nostra Fede è ferma, su di essa si appoggerà quella di molti altri.
È necessario che la nostra Fede in Gesù cresca giorno dopo giorno, che impariamo a guardare agli avvenimenti e alle persone come Egli li guarda, che il nostro agire nel mondo sia animato dalla dottrina di Gesù. Può avvenire, talvolta, di trovarsi privi di Fede come Tommaso, allora impariamo la sua professione e ripetiamola di continuo: "Mio Signore e mio Dio".
Molti credenti la recitano più volte nella Messa durante la consacrazione, e in tanti momenti della giornata.
Oggi termina la novena alla Divina Misericordia, abbiamo compreso la profondità dell'Amore di Gesù per ognuno di noi: ci ama sempre. È la Festa voluta da Gesù e rivelata a Santa Faustina: "Fa conoscere a tutti la mia infinita Misericordia".
  
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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3028 - San Tommaso

I commentatori lo schiacciano col loro disprezzo. San Tommaso, il grande apostolo della risurrezione. Perché non ha «creduto senza prima aver visto». 
Perché porta al mondo incredulo la testimonianza necessaria, la testimonianza di fatto di cui i suoi fratelli, i «beati», non ebbero bisogno. 

Meno felice di loro, egli volle essere più certo. Grazie a lui, che volle «toccare», la gloria di Dio fiammeggia. Così Dio si serve di tutti. E per mezzo di colui che dubitò evangelizza coloro che dubitano.

Marie Noèl

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sabato 26 aprile 2014

3027 -Commento al Vangelo del 26/04/2014

+ Dal Vangelo secondo Marco (16,9-15)
Risorto al mattino, il primo giorno dopo il sabato, Gesù apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva scacciato sette demòni. Questa andò ad annunciarlo a quanti erano stati con Lui ed erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero. Dopo questo, apparve sotto altro aspetto a due di loro, mentre erano in cammino verso la campagna. Anch'essi ritornarono ad annunciarlo agli altri; ma non credettero neppure a loro. Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che Lo avevano visto risorto. E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura». 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Penso all'incredulità degli Apostoli sulla Risurrezione di Gesù e mi vengono in mente i non credenti che non pensano assolutamente ad alcuna forma di credenza religiosa. In essi non c'è incredulità ma indifferenza. In moltissimi casi anche avversità e sforzi per minimizzare la nostra Fede.
Gli Apostoli rimangono increduli e c'è un po’ di comprensione considerando che sono i primi seguaci e che il Cristianesimo doveva ancora diffondersi, quindi, sono colpiti da una notizia imprevedibile ma non fanno praticamente nulla per reagire e ritrovare una condizione decente, almeno come altri discepoli che credono anche contro l'evidenza.
L'incredulità è pericolosa perché provoca sfiducia in tutto ciò che invece è santo, infonde un grande dubbio su eventi buoni, mette sospetti e diffidenza irrazionali, proprio per allontanare la persona da Gesù, dalla Chiesa, dagli affidabili consigli di un Sacerdote, dalla preghiera e gettarla nella miscredenza, in uno stato di mancanza di Fede.
L'incredulità provata dagli Apostoli li avrebbe condotti senza alcun dubbio alla perdita della Fede pur continuando a pregare, è stata la presenza di Gesù a riaccendere in essi la Fede e a recuperarli.
In molti credenti si trova la falsa convinzione di possedere una buona Fede anche se non c'è l'adesione al Vangelo di Gesù.
Sia l'esperienza dei discepoli di Emmaus sia l'incredulità degli Apostoli ci indicano la grande importanza di lasciarsi aiutare da Gesù.
Se è forte la convinzione che Gesù è sempre al nostro fianco, non dobbiamo temere nulla e nessuno, la nostra Fede ci sostiene nelle prove.
Inoltre, deve ogni giorno svilupparsi la certezza che Gesù non ci abbandona mai, è l'uomo con le sue scelte sbagliate ad abbandonarlo.
Qui si fa presente la fedeltà nelle piccole cose per iniziare un vero cammino spirituale. Si fanno alcune piccole promesse la mattina a Gesù e alla Madonna per rispettarle o praticarle nella giornata. Promesse che si possono estendere anche per la settimana o per il mese, ciò che è importante rimane la fedeltà nelle piccole promesse fatte a Loro due.
Questo piccolo impegno giornaliero sembra trascurabile oppure viene minimizzato, ma le grandi opere si costruiscono bene e rispettando anche le piccole cose. La fedeltà ai propositi dà anche una forte capacità di dominio della propria volontà, mette disciplina dove c'era indocilità e ribellione spirituale.
Per vivere nella fedeltà è determinante avere i punti di riferimento aggiornati ogni mattina o ravvivati per vincere le dissipazioni e restare con maggiore impegno vicini a Gesù e alla Madonna. Questa vicinanza a Loro ci rafforza sotto ogni aspetto e ci permette di vincere anche le grandi tentazioni. "Gesù, dammi la forza e la perseveranza".
 
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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3026 - Messagio di Medjugorje ad Ivan 25/4/2014

Anche oggi, come dopo ogni incontro con la Madonna, desidero avvicinare e descrivere anche a voi ciò che è più importante dell’incontro di questa sera con la Madonna. Anche questa sera la Madonna è venuta a noi gioiosa e felice, e all’inizio come sempre ci ha salutati tutti con il suo materno saluto: “Sia lodato Gesù, cari figli miei”.
Poi la Madonna ha steso le mani e ha pregato qui su tutti noi per un tempo prolungato, e poi ha pregato in particolare su voi malati presenti. Poi ha detto: “Cari figli, anche oggi, in questo tempo che verrà, vi invito a pregare per la pace. Apritevi, cari figli, al dono della pace, pregate in questo tempo. In modo particolare, cari figli, pregate per la pace nel mondo: oggi c’è così tanta inquietudine, c’è così tanta inquietudine nel cuore dell’uomoPregate perchè la pace regni nel cuore dell’uomo e con ciò verrà la pace nel mondo. Prego per questo e intercedco presso mio Figlio per tutti voi. Pregate, cari figli, pregate! Grazie, cari figl,i per aver risposto alla mia chiamata” .
Poi la Madonna ci ha benedetti tutti con la sua benedizione materna e ha benedetto tutto quello che avete portato perchè fosse benedetto. Poi ho raccomandato tutti voi, tutti i vostri bisogni, le vostre intenzioni, le vostre famiglie, e in particolare ho raccomandato i malati e tutti voi sacerdoti presenti qui oggi. Poi la Madonna ha continuato a pregare e se ne è andata in questa preghiera nel segno della Luce e della Croce con il saluto : “Andate in pace , cari figli miei”.
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venerdì 25 aprile 2014

3025 - Messaggio di Medjugorje a Marja 25/4/2014

Cari figli! 
Aprite i vostri cuori alla grazia che Dio vi dona attraverso di me come il fiore che si apre ai caldi raggi del sole. 
Siate preghiera ed amore per tutti coloro che sono lontani da Dio e dal Suo amore. Io sono con voi ed intercedo per tutti voi presso il mio Figlio Gesù e vi amo con amore immenso. 
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
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3024 - Commento al Vangelo del 25/04/2014

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (21,1-14)
In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla. Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri. Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti. 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Ho ascoltato con particolare commozione e gioia la testimonianza di Floribeth Mora Diaz, la donna della Costa Rica miracolata per intercessione di Papa Giovanni Paolo II. Cinquant'anni, nata a San Josè in Costa Rica, Floribeth era in fin di vita, nel 2011, in seguito alla rottura di un aneurisma cerebrale. I medici le avevano dato solo un mese di vita. L'aneurisma era stato devastante, così la donna era stata dispensata dai medici.
Racconta i giorni del miracolo: «In ospedale in Costa Rica avevo seguito alle 2 di notte la beatificazione di Papa Giovanni Paolo II, mio marito lo aveva pregato con fervore dicendo di intercedere per me e di non permettere la mia morte. La mattina dopo mi sono svegliata e ho sentito la voce del Papa, mentre ero in camera, che mi diceva per due volte: "Alzati". Non ci credevo, e mi ripetevo: "Mio Dio, sono sola nella mia stanza. Eppure c'era una voce". E ho nuovamente sentito: "Alzati, non avere paura".
Il 1° maggio 2011, giorno della beatificazione di Wojtyla avviene anche la guarigione incredibile di Floribeth: "I miei occhi sono andati immediatamente su un giornale che aveva impressa una foto di Giovanni Paolo II. Ho visto le sue mani che venivano verso di me. Improvvisamente sono guarita".
Dopo la scomparsa dell'aneurisma, i medici non capivano più nulla, pensavano di avere sbagliato lastre ma poi si sono arresi all'evidenza: la donna era guarita e dell'aneurisma non c'era più alcuna traccia. Il versamento del sangue in testa e la dichiarazione dei medici di non operabilità per la gravità e l'inutilità dell'intervento, erano solo un brutto ricordo.
Domenica prossima, 27 aprile sarà in Piazza San Pietro per la canonizzazione di San Giovanni Paolo II. Per l'intercessione del Grande Papa polacco l'aneurisma è totalmente scomparso, è ritornata sana come prima ed è rinata da tre anni, da quel 1° maggio 2011 quando i medici dissero che le rimaneva solo un mese di vita. Tutto è possibile a Gesù.
Domenica prossima saranno due i Papi canonizzati, l'altro è Giovanni XXIII, lo diventerà senza la conferma di un secondo miracolo che arriva da Dio nei casi, appunto, di canonizzazioni.
"Con Papa Francesco, dunque, Giovanni XXIII viene iscritto fra i santi "pro grazia", per grazia. Senza il miracolo richiesto. Certamente un gesto significativo. Una procedura eccezionale. Secondo l’attuale normativa canonica, infatti, si può accedere alla canonizzazione solo dopo l’approvazione di un miracolo attribuito all’intercessione di un candidato al culto della Chiesa universale, sia esso martire che confessore della fede, già beatificato. I miracoli in una causa di canonizzazione hanno una rilevanza centrale perché sono una conferma della santità della persona invocata. Il loro riconoscimento consente pertanto di dare con sicurezza la concessione del culto".
Ho letto un po’ di riflessioni sulle due canonizzazioni e sono diversi i giornalisti che pongono domande su quanto avverrà domenica prossima. "Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII saranno Santi nello stesso giorno, ma per quale ragione? E perché per Papa Roncalli non è stato necessario convalidare il secondo miracolo?".
È un evento eccezionale, senza dubbio si tratta della canonizzazione di quelli che sono considerati "i due Papi più amati del ventesimo secolo". E, in un certo senso, è proprio questa la ragione per cui i due Papi saranno proclamati Santi nello stesso giorno. Ma è la prima volta che un Papa viene fatto santo con la procedura "pro grazia", in assenza di un secondo miracolo riconosciuto. Non sarà rilevante ma trattandosi di un Papa è una riflessione doverosa.
Oltre a questa gioia che già è presente in molti credenti, c'è nel mondo una viva preoccupazione e non è di poco conto. I telegiornali e i quotidiani raccontano quanto sta avvenendo in Ucraina, la sfida fredda iniziata tra i presidenti russo e americano, la crisi iniziata e che non troverà una risoluzione se non con l'uso della forza.
È tempo di pregare per la pace in quella terra, la pace nel mondo, perché se devono avvenire scontri, siano collocati nel tempo deciso da Dio.
Leggiamo da un quotidiano: «Sale la tensione in Ucraina: il premier Arseny Yatseniuk ha accusato la Russia di voler scatenare una Terza Guerra mondialecon "l'occupazione militare e politica" del suo Paese. "I tentativi di innescare un conflitto militare in Ucraina porteranno a un conflitto militare in Europa", ha avvertito Yatseniuk, "il mondo non ha ancora dimenticato la Seconda Guerra mondiale, ma la Russia già vuole scatenare la Terza Guerra mondiale". Intanto le truppe russe impegnate nelle manovre militari a ridosso dell'Ucraina si sono spinte ad appena un chilometro dalla frontiera…».
Rivolgiamoci con grande Fede a Gesù e sforziamoci di compiere quanto ci chiede nel Vangelo, solo Lui dona la vera Pace, aiuta e conforta gli afflitti. Gli Apostoli tutta la notte non pescano nulla, ma proprio la notte è propizia per la pesca, essi però non prendono neanche un pesciolino, così decidono di rientrare. Le reti sono vuote e la delusione è grande, sentono però una voce:"Figlioli, non avete nulla da mangiare?". Alla risposta negativa, Gesù consiglia: "Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete".
Gesù indica un lato della barca, non dice di gettare le reti ovunque, questo per mostrare che i pesci si trovano lì dove vuole Lui.
Nell'apostolato le energie e le risorse vanno indirizzate verso la parte o zona che darà buoni frutti, non si deve sprecare tempo nei continui esperimenti. Ma chi indirizza verso la scelta perfetta? Gesù Cristo, solo Lui, e lo fa quando andiamo davanti al Tabernacolo ad adorarlo, quando preghiamo con amore, pratichiamo le virtù e lottiamo contro i vizi.
Insieme a Gesù la pesca è sempre abbondante, nel caso degli Apostoli è stata abbondantissima, centocinquantatre grossi pesci, tanti quante sono le specie in quel luogo, almeno così si sono espressi gli esperti dopo lunghe verifiche.
Chi obbedisce a Gesù compie azioni virtuose e piene di meriti. Non sbaglia in ciò che fa e scopre che la sua preghiera diventa come una grande rete spirituale: raccoglie abbondanti frutti che ricolmano di Grazie particolari.
 
P.S. Il nostro sito è stato parecchio disturbato in questo periodo, adesso sono ripristinati i link sulle mie meditazioni e la richiesta di preghiere. Se trovate qualche inconveniente, lo potete comunicare con una mail per rimediare al più presto.
 
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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giovedì 24 aprile 2014

3023 - Commento al Vangelo del 24/04/2014

+ Dal Vangelo secondo Luca(24,35-48)
In quel tempo, i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane. Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio Io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. Poi disse: «Sono queste le parole che Io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo Nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni». 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
L'esperienza dei due discepoli di Èmmaus è scioccante, non solo per l'apparizione di Gesù durante il cammino, essi rimangono turbati e commossi quando, seduti a tavola si accorgono in che modo lo sconosciuto spezza il pane. Maria Maddalena si accorge che l'Uomo davanti a lei è Gesù non appena Lui pronuncia il suo nome, i due discepoli nello spezzare il pane.
Nessuno si accorge del volto trasfigurato di Gesù, nei discepoli alla base c'è un senso di sconfitta, di delusione, non si ricorda più la sua onnipotenza tanto è acuto il dolore della sua morte. Quindi, anche per noi, Gesù sembra non esserci quando Lo cerchiamo invece è sempre presente, ci vede e ascolta. Conosce tutto di noi e ci chiede di fare spazio nel cuore per lasciarlo vivere in noi.
Spesso non riconosciamo Gesù nelle persone che ci sono vicine, non vediamo le loro sofferenze, non ci interessiamo di loro.
“Tutto quello che avete fatto a uno di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40).
Quando i due discepoli si accorgono dell'identità di Gesù, non c'è più tempo, Lui sparisce dalla loro vista e i due sconsolati dicono una frase che possono capire gli innamorati dell'Eucaristia: "Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?".
Quando cerchiamo Gesù e ci sforziamo di purificare il cuore, compiendo la sua volontà, Lui si fa sentire, porta consolazione a chi soffre o ha qualche problema. Illumina quanti sono confusi nelle scelte e dona determinazione. Porta la pace nel cuore e ritorna la gioia, è una letizia interiore e una quiete sublime.
Questo e molto altro compie Gesù nelle anime che Lo adorano con impegno e Lo mettono al centro della loro vita.
Nella preghiera intima che sgorga da un cuore infuocato di amore verso Gesù, c'è la piena convinzione della sua Risurrezione, non è più questione intellettuale ma del cuore. È l'intima certezza che il Signore è sempre vicino, è presente ininterrottamente, vuole essere sempre presente…
Tutti i cristiani conoscono che è Risorto, pochi sono quelli che Lo cercano con profonda Fede e Lo credono vivo. L'autentico cammino di Fede parte quando c'è la certezza costante e non di qualche minuto, che Gesù è vivo ed è Dio.
Purtroppo le dissipazioni e i peccati ripetuti con frequenza indeboliscono la Fede, arrivano a fare perdere il contatto con Gesù, non si avverte più la sua presenza nel proprio cuore. Lui c'era, ma ciò che si oppone a Lui allontana la sua Persona e cade l'unione spirituale.
La lotta alle dissipazioni e ai difetti che portano ai peccati, effettivamente non è facile, questo comunque avviene quando si lotta da soli e senza chiedere aiuto a Gesù. Provate a chiedere a Lui ogni mattina la sua Grazia e l'aiuto per vincere difetti e comportamenti sbagliati. Vedrete come diventerà facile nella giornata vincere le proprie debolezze.
Dovete impegnarvi ogni giorno, evitando le occasioni di peccato e le dissipazioni, per restare nella pace: non fa tutto Gesù.
 
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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3022 - Non tu e le tue sole forze, ma IO con te

La fede è un dono che ti viene dato solo se vivi nel Divino. Si...Dio deve essere la base della nostra fede, Dio è una persona che si rivela come amico ad un amico, perché noi siamo Suoi gli apparteniamo.
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mercoledì 23 aprile 2014

3021 - Commento al Vangelo del 23/04/2014

+ Dal Vangelo secondo Luca (24,13-35)
Ed ecco, in quello stesso giorno, il primo della settimana, due dei discepoli erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu Profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità Lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e Lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse Colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo Corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di Angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma Lui non l’hanno visto». Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i Profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i Profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a Lui. Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane. 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Continuando il mio ragionamento di ieri, Gesù Risorto continua a vivere nei secoli e per l'eternità, ma non nel ricordo delle sue opere, anche, ma la novità è che Gesù è risuscitato da morte e il suo Corpo è glorificato. Egli è vivo e vero, è il Vivente, non ha avuto termine la sua Vita con la crocifissione.
La sua è la Risurrezione che dimostra di essere il Dio dei viventi e non dei morti, ed è diversa da quella di Lazzaro, pur essendo questi rimasto ben quattro giorni nel regno dei morti. C'è allora differenza tra la Risurrezione di Gesù e quella di Lazzaro?
Quella di Lazzaro è diversa, egli viene restituito alla vita terrena in attesa della morte definitiva. È risuscitato tra gli uomini, sempre in una condizione carnale e non gloriosa come quella di Gesù. In Lazzaro non c'è un cambiamento spirituale dopo la sua risurrezione, ritorna ad essere come prima, il suo stato fisico non ha subito alcun cambiamento. Rimane ancora soggetto alla morte terrena.
Diversa invece è la Risurrezione di Gesù, in quanto non torna alla condizione di prima, ma come Re dell'universo sconfigge la morte e risuscita perché essa non poteva vincerlo. Risorge sconfiggendo la morte dopo avere espletato la sua missione sulla terra, dopo avere compiuto il Sacrificio del Calvario e determinato con la sua volontà ogni evento.
Il Catechismo della Chiesa commenta così la sua Risurrezione, rispondendo alla domanda: Come risuscitano i morti?
«Che cosa significa "risuscitare"? Con la morte, separazione dell'anima e del corpo, il corpo dell'uomo cade nella corruzione, mentre la sua anima va incontro a Dio, pur restando in attesa di essere riunita al suo corpo glorificato. Dio nella sua onnipotenza restituirà definitivamente la vita incorruttibile ai nostri corpi riunendoli alle nostre anime, in forza della risurrezione di Gesù.
Chi risusciterà? Tutti gli uomini che sono morti: "Usciranno [dai sepolcri], quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna" (Gv 5,29).
Come? Cristo è risorto con il suo proprio corpo: "Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio Io!" (Lc 24,39); ma egli non è ritornato ad una vita terrena. Allo stesso modo, in lui, "tutti risorgeranno coi corpi di cui ora sono rivestiti", ma questo corpo sarà trasfigurato in corpo glorioso, in "corpo spirituale" (1 Cor 15,44).
Il "modo con cui avviene la Risurrezione" supera le possibilità della nostra immaginazione e del nostro intelletto; è accessibile solo nella Fede. Ma la nostra partecipazione all'Eucaristia ci fa già pregustare la trasfigurazione del nostro corpo per opera di Cristo». (CCC 997-1000).
La risurrezione di Lazzaro ci presenta un tipo di risurrezione importante senza la quale le persone non potranno risuscitare a vita eterna, ed è la risurrezione della rinascita spirituale. Chi fa l'esperienza di Cristo rinasce di continuo e vive in una dimensione spirituale, superando le difficoltà umane con molta facilità. La risurrezione di Lazzaro dimostra, appunto, la signoria di Gesù sulla morte. Pur rimanendo essa sempre un nemico dell'uomo, il Signore l'ha sconfitta.
La vicenda di Lazzaro è un mezzo per portarci a capire il potere di Gesù e avere molta fiducia in Lui.
Avrò adesso poco spazio per il Vangelo di oggi che rilascia spunti molto importanti. Il primo riguarda la delusione dei due discepoli che tornano a casa. Come gli altri discepoli, portano molta delusione nel viaggio, la tristezza si è impadronita di loro e non ricordano più le parole di Gesù riguardo la sua Risurrezione. Ciò che impressiona è la loro ferma convinzione che la vicenda non doveva finire così, essi come gli altri avevano altre aspettative su Gesù.
Infatti, molti seguaci di Gesù rifiutavano la sua predicazione perché troppo forte e facevano altre scelte, tutte disastrose e negative.
Questo è l'uomo quando vuole imporre a Dio gli avvenimenti, quando non è umile e non si sottomette alla volontà Divina. Falliscono miseramente quanti vogliono dirigere la storia personale e, forse, anche quella degli altri, all'infuori della volontà di Dio.
È sempre un fallimento, nonostante le apparenze, orpelli e fronzoli. È una vita vissuta esteriormente mentre si perde nella vanità.
"Noi speravamo che egli fosse Colui che avrebbe liberato Israele".
Il viaggio dei due uomini comunque ci ricorda che Gesù cammina sempre accanto a noi quando parliamo di Lui e, soprattutto, Lo invochiamo con preghiere sincere. I due non Lo riconoscono perché accecati dai loro convincimenti sbagliati, non c'è spazio nei loro cuori per l'intervento di Gesù. "Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo". Gli occhi sono lo specchio dell'anima.
Dicono parole elogiative su Gesù, ma si fermano alla dimensione umana, non ricordano più i suoi miracoli né le risurrezioni di tre morti.
Così è l'uomo quando si lascia vincere dalla propria testardaggine, ogni cosa che pensa la classifica come assoluta, sicura, veritiera, mentre è illusione, inganno, accecamento intellettuale.
Il credente sicuro di ogni suo pensiero, è pieno di sé e non di Dio, non si mette in discussione, non pratica l'umiltà né la verità.
 
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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Medaglia di San Benedetto