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giovedì 20 febbraio 2014

2926 - Commento al Vangelo del 19/02/2014

+ Dal Vangelo secondo Marco (8,22-26)
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli giunsero a Betsàida, e gli condussero un cieco, pregandolo di toccarlo. Allora prese il cieco per mano, lo condusse fuori dal villaggio e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: «Vedi qualcosa?». Quello, alzando gli occhi, diceva: «Vedo la gente, perché vedo come degli alberi che camminano». Allora gli impose di nuovo le mani sugli occhi ed egli ci vide chiaramente, fu guarito e da lontano vedeva distintamente ogni cosa. E lo rimandò a casa sua dicendo: «Non entrare nemmeno nel villaggio». 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Ogni essere umano nasce con una naturale inclinazione verso il male, porta in sè una debolezza spirituale innata, causata dal peccato originale trasmesso per via di generazione. Avviene senza alcuna colpa di coloro che nascono e sono ancora privi del Battesimo. Se non si comprende benissimo questo aspetto della natura umana ferita, come hanno insegnato i Papi e il Catechismo, non si potrà mai arrivare a comprendere la necessità della penitenza e del digiuno, come ha ripetuto molte volte la Madonna a Medjugorje.
È facile, comodo e anche incoerente non parlare ai credenti di penitenza e del digiuno, così si attirano tutti ma senza portarli a Gesù, al contrario si portano tra le braccia di satana. È doveroso, indispensabile, parlare della verità che ci trasmette la sana dottrina, solo vivendo nella verità vinceremo le debolezze della natura umana e diventeremo spiritualmente elevati, molto vicini a Gesù e alla Madonna.
Proprio sul peccato originale Papa Giovanni Paolo II ha detto qualcosa nell'udienza generale dell'1 ottobre 1986:
«Il peccato di Adamo è passato in tutti i suoi discendenti, cioè in tutti gli uomini in quanto provenienti dai progenitori, e loro eredi nella natura umana, ormai privata dell'amicizia con Dio. Il peccato di Adamo ha recato danno non solo a lui, ma a tutta la sua discendenza. La santità  e la giustizia originali, frutto della Grazia santificante, non sono state perse da Adamo solo per sè, ma anche per noi. Perciò egli ha trasmesso a tutto il genere umano non solo la morte corporale e altre pene (conseguenze del peccato), ma anche il peccato stesso come morte dell'anima.
In questo contesto appare chiaro che il peccato originale in nessun discendente di Adamo possiede il carattere di colpa personale. Esso è la privazione della Grazia santificante in una natura che, per colpa dei progenitori, è stata distorta dal suo fine soprannaturale. È un "peccato della natura", rapportabile solo analogicamente al "peccato della persona". Nello stato di giustizia originale, prima del peccato, la Grazia santificante era come la "dote" soprannaturale della natura umana.
Nella "logica" interiore del peccato, che è rifiuto della volontà  di Dio, datore di questo dono, è contenuta la perdita di esso. La Grazia santificante ha cessato di costituire l'arricchimento soprannaturale di quella natura, che i progenitori trasmisero a tutti i loro discendenti nello stato in cui si trovava quando diedero inizio alle generazioni umane. Perciò l'uomo viene concepito e nasce senza la Grazia santificante. Proprio questo "stato iniziale" dell'uomo, legato alla sua origine, costituisce l'essenza del peccato originale come un'eredità».
Il cieco miracolato del Vangelo rappresenta oggi tutte quelle persone che non vedono nulla oltre la sfera sensibile, si fidano esclusivamente dei loro pensieri, ma non hanno la capacità di capirne l'attendibilità. Anche gli atei possono avere pensieri buoni, questo è scontato, ma dinanzi a scelte fondamentali o a decisioni o a pareri di ordinaria amministrazione, seguono se stessi e non lo Spirito di Dio. Non è cosa di poco conto.
Chi segue se stesso e non Dio, sceglie ciò che piace e lo attrae. Chi ha lo Spirito di Dio è guidato alle scelte migliori. Non sbaglia.
Stare lontano da Gesù comporta dei danni non indifferenti, innanzitutto l'intelletto è accecato e non vede oltre qualche metro, non c'è quella intuizione che spinge a seguire la verità, ciò che è giusto e migliore.
Non bisogna mai avventarsi dinanzi alle scelte o nel seguire tutti i pensieri che si presentano alla mente, perchè chi è all'inizio del cammino spirituale segue l'istinto e sbaglia molte volte, mentre chi si trova nel cammino avanzato trova come una guida invisibile nelle scelte e non sbaglia.
Il mondo è abitato da molti che non vedono la realtà come essa è realmente, creano fantasie e una finzione in cui appagano i sensi.
Come potrà l'umanità ritornare a Dio dopo avere lasciato fantasie e finzione? Non lascerà volontariamente nè le fantasie nè la finzione.
Il cieco miracolato del Vangelo dopo il primo intervento di Gesù disse che vedeva alberi che si muovevano, quindi non vedeva bene, eppure il Signore era intervenuto con l'imposizione delle mani e gli aveva detto: "Vedi qualcosa?". Questa domanda di Gesù è una novità, quando operava un miracolo non chiedeva all'ammalato informazioni perchè già sapeva tutto, qui invece pone questa domanda.
La domanda indica che il cieco aveva grossi problemi spirituali e non credeva molto in Gesù, questo è il motivo di un doppio intervento compiuto dal Signore. Nel primo intervento chiese: "Vedi qualcosa?", perchè Lui sì che vedeva l'anima ancora imbruttita del cieco, e non era sufficiente questo intervento a causa della poca Fede dell'uomo.
Anche questa è una causa del ritardo dell'intervento di Gesù quando si chiede una Grazia, può trattarsi della poca Fede in Lui.
Nel secondo intervento avvenne la guarigione completa perchè la Fede nell'uomo aveva preso il posto dell'incredulità. Gesù compiendo un doppio intervento ci mostra quale grande Amore ha per tutti noi, per gli ammalati, per quanti soffrono e non trovano soluzioni. È Gesù la soluzione a tutto, è Lui la nostra unica salvezza, sempre pronto a guarire, a liberare dai mali e dai diavoli.
Il cieco poteva rimanere in quella condizione di chi vede e non vede, in quanto vede male, scambia lucciole per lanterne, proprio come gli avvenne che vedeva alberi che camminavano per uomini. I non credenti si trovano nella condizione di cecità spirituale e non vedono mai le cose di Dio, mentre i credenti sono di diverse categorie:
credenti che non vedono nulla perchè gli occhi della Fede sono annebbiati dai fumi dei peccati;
credenti che vedono qualcosa di Dio ma non distinguono bene, essi vedono poco;
credenti che hanno lottato contro i peccati e i vizi e vedono chiaramente le cose di Dio. Sono benedetti da Dio.
Vediamo una gradualità nella guarigione del cieco, come avviene ai peccatori che, lasciato il peccato volontario, cominciano a vedere le cose di Dio, ma all'inizio vedono male perchè si trovano lontani da Lui, devono avvicinarsi sempre più al suo Cuore per vedere il suo Volto. Il cieco cominciò a vedere da "lontano distintamente ogni cosa", questo è stato possibile perchè aprì il suo cuore a Gesù e si abbandonò totalmente a Lui.
All'inizio la sua Fede era insufficiente, poi si lasciò toccare con abbandono e fu guarito. Chiediamo a Gesù l'aumento della Fede.
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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