Il Signore ti benedica,ti custodisca e ti mostri il Suo volto misericordioso!

Quando pensi di aver toccato il fondo e che nessuno ti voglia o ti ami più, Dio si fa uomo per incontrarti, Gesù ti viene accanto

CIAO A TE !!

Nulla è più urgente nel mondo d'oggi di proclamare Cristo alle genti. Chiunque tu sia, puoi, se vuoi, lasciare un tuo contributo, piccolo o grande che sia, per dire, comunicare, annunciare la persona di Gesù Cristo, unico nostro salvatore. Uno speciale benvenuto a LADYBUG che si è aggiunta di recente ai sostenitori ! *************************************************** Questo blog è sotto la protezione di N.S. Gesù Cristo e della SS Vergine Maria, Sua Madre ed ha come una ragione di esistere di fornire un contributo, sia pure piccolo ed umile, alla crescita della loro Gloria. ***************************************************

Con Cristo non ci sono problemi, senza Cristo non ci sono soluzioni.

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venerdì 28 febbraio 2014

2933 - Commento al Vangelo del 28/02/2014

+ Dal Vangelo secondo Marco (10,1-12)
In quel tempo, Gesù, partito da Cafàrnao, venne nella regione della Giudea e al di là del fiume Giordano. La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli insegnava loro, come era solito fare. Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla». Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto». A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Oggi non crea più scandalo per la società una situazione di divorzio, sia perchè è venuta meno la morale nella società sia perchè la stessa si è evoluta verso la miscredenza. Il divorzio in effetti è un trauma, una rottura dolorosissima per la parte che lo subisce e per i figli, esso si concretizza in una situazione di scelta umana per non accettare una croce forse pesante e insopportabile.
È sempre una grande sofferenza la rottura di un matrimonio religioso, mentre ci sono cause che richiedono una separazione momentanea o prolungata, quando per esempio uno dei due coniugi è pericoloso per l'altro. Ricordo un racconto che mi impressionò, di una signora della Liguria piena di contrazioni nervose, i famosi tic, causati dal terrore che le incuteva il marito e le minacce di ucciderla, fino a dormire con la roncola sotto il cuscino.
La roncola è un attrezzo agricolo formato da una lama metallica curvata a forma di punto interrogativo, affilata dal lato concavo e munita di impugnatura, solitamente di legno o, in versioni più recenti, in anelli di cuoio incollati ed infilati sul codolo dell'attrezzo, che viene ripiegato a gancio per poterlo appendere.
La roncola con la sua lama metallica mette paura solo a guardarla, quella povera donna tremava tutta la notte perchè sapeva che il marito la teneva sotto il cuscino per colpirla. Un comportamento barbaro, un uomo senza dignità e senza cuore. Un'attenuante notevole per lui, ho saputo dopo, era la pratica della magia occulta che lo trasformava fino a diventare una bestia. Ma lui aveva scelto liberamente la magia occulta.
Questa donna avrebbe fatto bene ad allontanarsi da casa per cautelarsi e sottrarsi alla violenza imprevedibile della bestia.
Se il divorzio è una pratica di peccato, i divorziati colpevoli e innocenti vanno sempre aiutati e sostenuti con la preghiera. Nessuno può comprendere lo stato d'animo della loro decisione nel periodo del divorzio, nessuno può ergersi a giudice e stabilire una verità. Per la Chiesa i divorziati vanno aiutati e non condannati, bisogna pregare con loro e coinvolgerli nella vita parrocchiale, anche se il limite per loro sono i Sacramenti.
Chi non è risposato e non ha un'altra relazione può accedere ai Sacramenti, sicuramente pentito del divorzio e dei litigi.
Non è facile all'interno della coppia la piena armonia, nessuno è perfetto e lì dove non c'è Gesù, la mentalità è egoista e arrogante, non si arriva facilmente ad un accordo e a riconoscere i propri errori. Se nessuno è perfetto gli errori emergono spesso, per superare i contrasti nella coppia deve sorgere l'umiltà e la sincerità, così da ammettere con semplicità uno sbaglio e bloccare fin sul nascere le discussioni. Questa lettera attesta le conseguenze della mancanza di Gesù in uno dei due coniugi.
"Buonasera Padre Giulio e sia lode al Signore per il suo operato. È un po' di tempo che sto soffrendo per delle problematiche coniugali che sembrano non voler finire mai. Abbiamo due figli stupendi, due doni di Dio, e credo che se non fosse stato per loro, le strade tra me e mia moglie si sarebbero già divise. Vengo accusato e aggredito per tutto, non si riesce più a comunicare ed anche in caso di palese ragione, scatta l'aggressività e la strafottenza di mia moglie che invece di rendersi conto dell'errore e provvedere perchè questo non si ripeti, fa in modo non solo di non riparare all'errore, ma di ripeterlo puntualmente e di portarmi ad uno stato di esasperazione che poi purtroppo fa sbagliare anche me con atti di ira nella parola e nell'agire (ma mai nei suoi confronti). Il mio dolore più grande è nell'animo, e quando parla di annullamento, separazione o  cose simili, cado nell'abisso più profondo. Io sono dell'avviso che nella vita bisogna essere felici e che questo sia un diritto di tutti, ma può una separazione per quanto fatta in maniera più corretta possibile, senza arrecare danni a vicenda, portare serenità? Non credo. Il problema più serio è che ho parlato con un amico Sacerdote il quale ha cercato di far riflettere mia moglie, lui poi in via confidenziale mi ha suggerito di far andare le cose come vogliono andare e che io (comunque peccatore), agli occhi del Signore non ero in colpa perchè comunque ci avevo provato, e addirittura avendo mia moglie riferitomi di aver parlato ad un altro Sacerdote dei suoi dubbi prematrimoniali, questi gli ha addirittura suggerito la possibilità dell'annullamento. Ma la sacralità del matrimonio, il fatto che con quel Sì, noi ci uniamo in tre con il Signore, può essere così presa alla leggera? Attendo un suo consiglio, certo che se anche non piacevole, sarà sicuramente Santo perche viene da un Uomo di Dio. Ma sono ancora più convinto che le Sue preghiere saranno ancora più efficaci. Preghi anche per la mia conversione, intesa come rigetto del peccato e rivolta alla Santità che il Signore ci chiede. Con affetto e stima un suo iscritto".
La soluzione non è quella "di far andare le cose come vogliono andare", così si attesta l'incapacità di Gesù di risolvere i problemi di chi prega e che la stessa preghiera non serve a nulla. Non è così, invece tutto è possibile per chi crede, anche la salvezza di questo matrimonio. Non sarà facile ottenere la conversione della moglie, dipenderà dalla preghiera e dalle penitenze del marito.
Bisogna fare tutto il possibile per salvare il matrimonio, non si deve lasciare al dominio di satana e ai capricci di chi lo vuole distruggere. Gesù e la Madonna sono gli unici rimedi, chi prega con Fede, fa penitenze e conduce una vita virtuosa, ottiene sempre le Grazie.
Questa situazione è sicuramente angosciante per il marito, come in altri casi lo sarebbe per la moglie, ci vuole molta forza e una capacità notevole di accettare le sferzate. Non condanno la moglie ma non condivido questo tremendo agire, si trova in una posizione dominante e minaccia, senza capire che in ogni minaccia c'è la sua sconfitta di sposa, donna e persona.
Seguo altri casi in cui sono i mariti a comportarsi in questo modo, nessuno è perfetto, bisogna aiutare chi sbaglia.
"Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto". È il patto coniugale fatto davanti a Dio in Chiesa nel giorno in cui tutto andava bene, perchè allora quando va male non si cercano i rimedi opportuni per dimenticare i litigi e ricominciare senza vinti nè vincitori?
Prego ogni giorno anche per i divorziati, sono vicino ad essi perchè mi preoccupo della salvezza delle loro anime. Preghino anche loro.
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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2932 - Messaggio di Medjugorje del 25 febbraio 2014

Cari figli! 
Vedete, ascoltate e sentite che nei cuori di molti uomini non c'è Dio. 
Non lo vogliono perché sono lontani dalla preghiera e non hanno la pace. 
Voi, figlioli, pregate, vivete i comandamenti di Dio. 
Voi siate preghiera, voi che fin dallo stesso inizio avete detto „si“ alla mia chiamata. Testimoniate Dio e la mia presenza e non dimenticate figlioli, che Io sono con voi e vi amo. 
Di giorno in giorno vi presento al mio figlio Gesù. 
Grazie per aver risposto alla mia chiamata. 
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giovedì 27 febbraio 2014

2931 - Commento al Vangelo del 27/02/2014

+ Dal Vangelo secondo Marco (9,41-50)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Chiunque vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio Nome perché siete di Cristo, in verità Io vi dico, non perderà la sua ricompensa. Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel Regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue. Ognuno infatti sarà salato con il fuoco. Buona cosa è il sale; ma se il sale diventa insipido, con che cosa gli darete sapore? Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri». 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La differenza nelle scelte che si compiono di continuo tra un cristiano e un non credente, si trova nella Fede in Gesù, così colui che possiede abbondantemente questa Fede vive con grande maturità mentre chi non ce l'ha o non la pratica, ricerca affannosamente tutto ciò che diletta i sensi e conduce a vivere nei vizi.
Tutte le persone hanno sogni da voler realizzare, non sempre sono leciti o realizzabili, tanto che molte e non tutte, vivono nella tristezza a causa di questa frustrazione, si sentono inappagate e sfogano la delusione rivolgendosi altrove, dove il peccato diventa più brutto, immorale, umiliante.
Nel matrimonio e nella famiglia ci sono sogni realizzabili, come quello della fedeltà e dell'armonia, della sincerità e del grande rispetto che i figli devono portare ai genitori. Però senza Gesù è impossibile la realizzazione di questi sogni, intesi come desideri e speranze, ed è inevitabile cadere nell'adulterio, nella corruzione, nella trasgressione.
Occorrono piccoli gesti per rendere eccellente il matrimonio, il rapporto tra genitori e figli, per elevare lodi continue a Gesù.
Ci sono pure sogni che si inseguono e si considerano come il vero senso della vita, purtroppo sono sogni che in realtà deprimono molti perchè non riescono a realizzarli. Oppure riescono a realizzare qualche desiderio non virtuoso dedicando molto tempo e denaro, come avviene a coloro che cercano la bellezza perenne e superiore a quella di tutti.
Si inseguono sogni che richiedono dispendi di energie fisiche e di denaro, come se la bellezza o la ricchezza fossero la perfezione.
Mentre i piccoli gesti salvano la coppia in crisi o aumentano l'amore tra due coniugi, sono manifestazioni di affetto che si devono mostrare a tutti, oltre agli amici anche ai conoscenti. Il sorriso, la bontà, la cordialità manifestano un cuore buono, comunque incline al bene. L'amicizia oggi è un bene raro, essa si costruisce con l'affabilità, la gentilezza, con un affetto sincero.
Bisogna partire dai piccoli gesti per arrivare a compiere grandi opere, Gesù nel Vangelo ci indica che un solo bicchiere d'acqua offerto a un apostolo o al prossimo, farà guadagnare la ricompensa. È intelligente la persona che guadagna davanti a Gesù molte ricompense, così hanno fatto i Santi ogni giorno della loro vita, essi vivevano con piena convinzione il Vangelo e praticavano tutte le virtù.
Riflettete quante occasioni avete ogni giorno per compiere gesti di affetto e di amore verso tutti. Gesù ci vede sempre!
Ci sono pure comportamenti che Gesù condanna e lo fa utilizzando alcune metafore o simboli o immagini: quando parla degli scandali che danneggiano la Fede dei cristiani, la sua Parola indica drammaticità, perchè rivela quale fine deve augurarsi chi scandalizza i buoni: "È molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare". Come a dire che questo è il male minore...
Poi segnala anche la gravità degli scandali, indicando come sia preferibile entrare in Paradiso senza mano, piede, occhio, piuttosto che non entrarvi e finire all'inferno. Gesù utilizza anche in questo caso dei simboli, non vuole affermare che effettivamente il peccatore deve tagliarsi la mano e il piede, poi cavarsi anche l'occhio, afferma che per entrare in Paradiso bisogna evitare di commettere peccati, evitare di fare o andare o guardare ciò che è peccato.
Nella vita anche il cristiano rimane sedotto dai guadagni illeciti e può cadere nella disonestà, quindi deve andare via e non accettare l'occasione di peccare. Se il piede vuole andare dove c'è corruzione, luoghi che fanno perdere la Grazia di Dio, non bisogna assolutamente accettarlo. L'occhio può guadare immagini sensuali e creare desideri impuri in ogni momento. Questa è la grande corruzione che arriva dalle trasmissioni televisive spregiudicate.
Chi si mortifica o si rinnega, deve avere una motivazione valida, quella del Paradiso è più che sufficiente. Inoltre, la mortificazione e il rinnegamento permettono di ricevere ricompense immediate da Gesù, ogni atto di penitenza riceve benedizioni e Grazie. Chi riesce a compiere mortificazioni e rinnegamenti ogni giorno, si trasfigura sempre più in Gesù, ha i suoi sentimenti e i suoi pensieri diventano spirituali.
La salvezza arriva con la pratica delle virtù e gli sforzi ottengono molte Grazie da Dio. Chi prega bene prima o poi ottiene.
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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2930 - Udienza di Papa Francesco del 26/2/2014

Cari fratelli e sorelle, buongiorno.
Oggi vorrei parlarvi del Sacramento dell’Unzione degli infermi, che ci permette di toccare con mano la compassione di Dio per l’uomo. In passato veniva chiamato “Estrema unzione”, perché era inteso come conforto spirituale nell’imminenza della morte. Parlare invece di “Unzione degli infermi” ci aiuta ad allargare lo sguardo all'esperienza della malattia e della sofferenza, nell'orizzonte della misericordia di Dio.

1. C’è un’icona biblica che esprime in tutta la sua profondità il mistero che traspare nell’Unzione degli infermi: è la parabola del «buon samaritano», nel Vangelo di Luca (10,30-35). Ogni volta che celebriamo tale Sacramento, il Signore Gesù, nella persona del sacerdote, si fa vicino a chi soffre ed è gravemente malato, o anziano. Dice la parabola che il buon samaritano si prende cura dell’uomo sofferente versando sulle sue ferite olio e vino. L’olio ci fa pensare a quello che viene benedetto dal Vescovo ogni anno, nella Messa crismale del Giovedì Santo, proprio in vista dell’Unzione degli infermi. Il vino, invece, è segno dell’amore e della grazia di Cristo che scaturiscono dal dono della sua vita per noi e si esprimono in tutta la loro ricchezza nella vita sacramentale della Chiesa. Infine, la persona sofferente viene affidata a un albergatore, affinché possa continuare a prendersi cura di lei, senza badare a spese. Ora, chi è questo albergatore? È la Chiesa, la comunità cristiana, siamo noi, ai quali ogni giorno il Signore Gesù affida coloro che sono afflitti, nel corpo e nello spirito, perché possiamo continuare a riversare su di loro, senza misura, tutta la sua misericordia e la salvezza.

2. Questo mandato è ribadito in modo esplicito e preciso nella Lettera di Giacomo, dove raccomanda: «Chi è malato, chiami presso di sé i presbiteri della Chiesa ed essi preghino su di lui, ungendolo con olio nel nome del Signore. E la preghiera fatta con fede salverà il malato: il Signore lo solleverà e, se ha commesso peccati, gli saranno perdonati» (5,14-15). Si tratta quindi di una prassi che era in atto già al tempo degli Apostoli. Gesù infatti ha insegnato ai suoi discepoli ad avere la sua stessa predilezione per i malati e per i sofferenti e ha trasmesso loro la capacità e il compito di continuare ad elargire nel suo nome e secondo il suo cuore sollievo e pace, attraverso la grazia speciale di tale Sacramento. Questo però non ci deve fare scadere nella ricerca ossessiva del miracolo o nella presunzione di poter ottenere sempre e comunque la guarigione. Ma è la sicurezza della vicinanza di Gesù al malato e anche all’anziano, perché ogni anziano, ogni persona di più di 65 anni, può ricevere questo Sacramento, mediante il quale è Gesù stesso che ci avvicina.
Ma quando c'è un malato a volte si pensa: “chiamiamo il sacerdote perché venga”; “No, poi porta malafortuna, non chiamiamolo”, oppure “poi si spaventa l’ammalato”. Perché si pensa questo? Perché c’è un po’ l’idea che dopo il sacerdote arrivano le pompe funebri. E questo non è vero. Il sacerdote viene per aiutare il malato o l’anziano; per questo è tanto importante la visita dei sacerdoti ai malati. Bisogna chiamare il sacerdote presso il malato e dire: “venga, gli dia l’unzione, lo benedica”. È Gesù stesso che arriva per sollevare il malato, per dargli forza, per dargli speranza, per aiutarlo; anche per perdonargli i peccati. E questo è bellissimo! E non bisogna pensare che questo sia untabù, perché è sempre bello sapere che nel momento del dolore e della malattia noi non siamo soli: il sacerdote e coloro che sono presenti durante l’Unzione degli infermi rappresentano infatti tutta la comunità cristiana che, come un unico corpo si stringe attorno a chi soffre e ai familiari, alimentando in essi la fede e la speranza, e sostenendoli con la preghiera e il calore fraterno. Ma il conforto più grande deriva dal fatto che a rendersi presente nel Sacramento è lo stesso Signore Gesù, che ci prende per mano, ci accarezza come faceva con gli ammalati e ci ricorda che ormai gli apparteniamo e che nulla - neppure il male e la morte - potrà mai separarci da Lui. Abbiamo questa abitudine di chiamare il sacerdote perché ai nostri malati – non dico ammalati di influenza, di tre-quattro giorni, ma quando è una malattia seria – e anche ai nostri anziani, venga e dia loro questo Sacramento, questo conforto, questa forza di Gesù per andare avanti? Facciamolo!
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2929 - L'amore si moltiplica!

Genesi 1, 27-28A 
"Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra;"

Marco 16, 15

"Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura."

Giovanni 12, 24

"In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto."
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giovedì 20 febbraio 2014

2928 - Commento al Vangelo del 20/02/2014

+ Dal Vangelo secondo Marco (8,27-33)
In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che Io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti». Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che Io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di Lui ad alcuno. E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’Uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. Faceva questo discorso apertamente. Pietro Lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma Egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini». 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La domanda posta da Gesù agli Apostoli è un'interrogazione per sapere quanto veniva detto di Lui, ma aveva piena conoscenza che molti Lo calunniavano perchè cattivi, immorali e infedeli. Tutti quelli che patiscono calunnie, pregiudizi, cattiverie, devono conoscere bene la vita di Gesù per sopportare tutto serenamente e non desiderare mai la vendetta. Al contrario, il Signore ci chiama ad amare i nostri nemici e a perdonarli quantomeno nel proprio cuore.
Gesù verificava le conoscenze dei suoi per infondere in essi maggiore forza e rassicurarli sulla sua vera identità, questo era davvero importante perchè in mezzo ai Dodici c'era un serpente che di continuo avvelenava la Fede degli altri. Gesù doveva vivificare la loro Fede con insegnamenti mirati a renderli sicuri e consapevoli della loro scelta di seguirlo. Doveva essere difficile tra i Dodici l'armonia e la gioia, almeno quando era presente il traditore.
Gesù li interrogò sulle dicerie degli estranei per sapere il pensiero degli amici, ad essi chiedeva di esprimere i loro convincimenti.
"La gente, chi dice che Io sia?".
"Ma voi, chi dite che Io sia?".
Molto spesso a molti accade di giudicare senza però preoccuparsi di guardarsi dentro per verificare che tipo di spiritualità seguono. È naturale, un'inclinazione negativa, arrivare a questi giudizi mentre è un atto di virtù astenersi ed usare compassione verso tutti, soprattutto verso chi vive nella confusione. Prega e segue la magia... Cerca e non trova mai... Corre dietro ogni apparizione sbagliando sempre discernimento...
Le risposte date dagli Apostoli a Gesù non erano giudizi temerari (avventati o inventati) non li avrebbe richiesti il Signore, erano costatazioni di quanto si conosceva pubblicamente, nulla di grave. Quando si commenta ciò che è evidente ma senza la malizia di voler arrecare danni a qualcuno, non è un giudizio, lo è quando si mormora per sparlare gli altri, quando si spettegola fino ad arrivare alla calunnia.
Gesù provò di tutto, soprattutto l'odio, anche per crocifiggerlo inventarono accuse e testimoni falsi giurarono contro Lui.
Tutti noi, più o meno, siamo colpiti come Gesù da pregiudizi o diffamazioni, ma bisogna considerare un aspetto molto importante: si deve considerare la persona che riferisce le accuse. Non per giudicarla senza prove, ma per pesarla e verificare se già si è resa attiva nel compiere azione disoneste o se vive pubblicamente in modo scandaloso. D'altronde, chi è capace di diffamare persone innocenti o sposi perbene? Chi è marcio dentro ed è roso dall'invidia.
Oggi a noi Gesù non chiede cosa pensano gli altri di Lui, ci interpella per riflettere e capire chi è Lui per noi.
Gesù conosce perfettamente ognuno di noi, sa il grado di amore che abbiamo per Lui, di sicuro possiamo amarlo di più e questo deve farci capire che si dedica poco tempo alla preghiera. Anche se avete molte occupazioni, si deve necessariamente trovare il tempo per pregare, come si trova il tempo per mangiare. Ognuno è responsabile del suo futuro, siamo noi a stabilire dove vogliamo arrivare nella vita spirituale per compiacere Gesù e la Madonna.
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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2927 - Siracide

Siracide 1,2
La sabbia del mare, le gocce della pioggia e i giorni del mondo chi potrà contarli?


Siracide 3,9
La benedizione del padre consolida le case dei figli, la maledizione della madre ne scalza le fondamenta.


Siracide 4,10
Sii come un padre per gli orfani e come un marito per la loro madre e sarai come un figlio dell'Altissimo, ed egli ti amerà più di tua madre.

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2926 - Commento al Vangelo del 19/02/2014

+ Dal Vangelo secondo Marco (8,22-26)
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli giunsero a Betsàida, e gli condussero un cieco, pregandolo di toccarlo. Allora prese il cieco per mano, lo condusse fuori dal villaggio e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: «Vedi qualcosa?». Quello, alzando gli occhi, diceva: «Vedo la gente, perché vedo come degli alberi che camminano». Allora gli impose di nuovo le mani sugli occhi ed egli ci vide chiaramente, fu guarito e da lontano vedeva distintamente ogni cosa. E lo rimandò a casa sua dicendo: «Non entrare nemmeno nel villaggio». 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Ogni essere umano nasce con una naturale inclinazione verso il male, porta in sè una debolezza spirituale innata, causata dal peccato originale trasmesso per via di generazione. Avviene senza alcuna colpa di coloro che nascono e sono ancora privi del Battesimo. Se non si comprende benissimo questo aspetto della natura umana ferita, come hanno insegnato i Papi e il Catechismo, non si potrà mai arrivare a comprendere la necessità della penitenza e del digiuno, come ha ripetuto molte volte la Madonna a Medjugorje.
È facile, comodo e anche incoerente non parlare ai credenti di penitenza e del digiuno, così si attirano tutti ma senza portarli a Gesù, al contrario si portano tra le braccia di satana. È doveroso, indispensabile, parlare della verità che ci trasmette la sana dottrina, solo vivendo nella verità vinceremo le debolezze della natura umana e diventeremo spiritualmente elevati, molto vicini a Gesù e alla Madonna.
Proprio sul peccato originale Papa Giovanni Paolo II ha detto qualcosa nell'udienza generale dell'1 ottobre 1986:
«Il peccato di Adamo è passato in tutti i suoi discendenti, cioè in tutti gli uomini in quanto provenienti dai progenitori, e loro eredi nella natura umana, ormai privata dell'amicizia con Dio. Il peccato di Adamo ha recato danno non solo a lui, ma a tutta la sua discendenza. La santità  e la giustizia originali, frutto della Grazia santificante, non sono state perse da Adamo solo per sè, ma anche per noi. Perciò egli ha trasmesso a tutto il genere umano non solo la morte corporale e altre pene (conseguenze del peccato), ma anche il peccato stesso come morte dell'anima.
In questo contesto appare chiaro che il peccato originale in nessun discendente di Adamo possiede il carattere di colpa personale. Esso è la privazione della Grazia santificante in una natura che, per colpa dei progenitori, è stata distorta dal suo fine soprannaturale. È un "peccato della natura", rapportabile solo analogicamente al "peccato della persona". Nello stato di giustizia originale, prima del peccato, la Grazia santificante era come la "dote" soprannaturale della natura umana.
Nella "logica" interiore del peccato, che è rifiuto della volontà  di Dio, datore di questo dono, è contenuta la perdita di esso. La Grazia santificante ha cessato di costituire l'arricchimento soprannaturale di quella natura, che i progenitori trasmisero a tutti i loro discendenti nello stato in cui si trovava quando diedero inizio alle generazioni umane. Perciò l'uomo viene concepito e nasce senza la Grazia santificante. Proprio questo "stato iniziale" dell'uomo, legato alla sua origine, costituisce l'essenza del peccato originale come un'eredità».
Il cieco miracolato del Vangelo rappresenta oggi tutte quelle persone che non vedono nulla oltre la sfera sensibile, si fidano esclusivamente dei loro pensieri, ma non hanno la capacità di capirne l'attendibilità. Anche gli atei possono avere pensieri buoni, questo è scontato, ma dinanzi a scelte fondamentali o a decisioni o a pareri di ordinaria amministrazione, seguono se stessi e non lo Spirito di Dio. Non è cosa di poco conto.
Chi segue se stesso e non Dio, sceglie ciò che piace e lo attrae. Chi ha lo Spirito di Dio è guidato alle scelte migliori. Non sbaglia.
Stare lontano da Gesù comporta dei danni non indifferenti, innanzitutto l'intelletto è accecato e non vede oltre qualche metro, non c'è quella intuizione che spinge a seguire la verità, ciò che è giusto e migliore.
Non bisogna mai avventarsi dinanzi alle scelte o nel seguire tutti i pensieri che si presentano alla mente, perchè chi è all'inizio del cammino spirituale segue l'istinto e sbaglia molte volte, mentre chi si trova nel cammino avanzato trova come una guida invisibile nelle scelte e non sbaglia.
Il mondo è abitato da molti che non vedono la realtà come essa è realmente, creano fantasie e una finzione in cui appagano i sensi.
Come potrà l'umanità ritornare a Dio dopo avere lasciato fantasie e finzione? Non lascerà volontariamente nè le fantasie nè la finzione.
Il cieco miracolato del Vangelo dopo il primo intervento di Gesù disse che vedeva alberi che si muovevano, quindi non vedeva bene, eppure il Signore era intervenuto con l'imposizione delle mani e gli aveva detto: "Vedi qualcosa?". Questa domanda di Gesù è una novità, quando operava un miracolo non chiedeva all'ammalato informazioni perchè già sapeva tutto, qui invece pone questa domanda.
La domanda indica che il cieco aveva grossi problemi spirituali e non credeva molto in Gesù, questo è il motivo di un doppio intervento compiuto dal Signore. Nel primo intervento chiese: "Vedi qualcosa?", perchè Lui sì che vedeva l'anima ancora imbruttita del cieco, e non era sufficiente questo intervento a causa della poca Fede dell'uomo.
Anche questa è una causa del ritardo dell'intervento di Gesù quando si chiede una Grazia, può trattarsi della poca Fede in Lui.
Nel secondo intervento avvenne la guarigione completa perchè la Fede nell'uomo aveva preso il posto dell'incredulità. Gesù compiendo un doppio intervento ci mostra quale grande Amore ha per tutti noi, per gli ammalati, per quanti soffrono e non trovano soluzioni. È Gesù la soluzione a tutto, è Lui la nostra unica salvezza, sempre pronto a guarire, a liberare dai mali e dai diavoli.
Il cieco poteva rimanere in quella condizione di chi vede e non vede, in quanto vede male, scambia lucciole per lanterne, proprio come gli avvenne che vedeva alberi che camminavano per uomini. I non credenti si trovano nella condizione di cecità spirituale e non vedono mai le cose di Dio, mentre i credenti sono di diverse categorie:
credenti che non vedono nulla perchè gli occhi della Fede sono annebbiati dai fumi dei peccati;
credenti che vedono qualcosa di Dio ma non distinguono bene, essi vedono poco;
credenti che hanno lottato contro i peccati e i vizi e vedono chiaramente le cose di Dio. Sono benedetti da Dio.
Vediamo una gradualità nella guarigione del cieco, come avviene ai peccatori che, lasciato il peccato volontario, cominciano a vedere le cose di Dio, ma all'inizio vedono male perchè si trovano lontani da Lui, devono avvicinarsi sempre più al suo Cuore per vedere il suo Volto. Il cieco cominciò a vedere da "lontano distintamente ogni cosa", questo è stato possibile perchè aprì il suo cuore a Gesù e si abbandonò totalmente a Lui.
All'inizio la sua Fede era insufficiente, poi si lasciò toccare con abbandono e fu guarito. Chiediamo a Gesù l'aumento della Fede.
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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2925 - Udienza di Papa Francesco del 19/2/2014

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Attraverso i Sacramenti dell’iniziazione cristiana, il Battesimo, la Confermazione e l’Eucaristia, l’uomo riceve la vita nuova in Cristo. Ora, tutti lo sappiamo, noi portiamo questa vita «in vasi di creta» (2 Cor 4,7), siamo ancora sottomessi alla tentazione, alla sofferenza, alla morte e, a causa del peccato, possiamo persino perdere la nuova vita. Per questo il Signore Gesù ha voluto che la Chiesa continui la sua opera di salvezza anche verso le proprie membra, in particolare con il Sacramento della Riconciliazione e quello dell’Unzione degli infermi, che possono essere uniti sotto il nome di «Sacramenti di guarigione». Il Sacramento della Riconciliazione è un Sacramento di guarigione. Quando io vado a confessarmi è per guarirmi, guarirmi l'anima, guarirmi il cuore e qualcosa che ho fatto che non va bene. L’icona biblica che li esprime al meglio, nel loro profondo legame, è l’episodio del perdono e della guarigione del paralitico, dove il Signore Gesù si rivela allo stesso tempo medico delle anime e dei corpi (cfr Mc 2,1-12 // Mt 9,1-8; Lc 5,17-26).
1. Il Sacramento della Penitenza e della Riconciliazione scaturisce direttamente dal mistero pasquale. Infatti, la stessa sera di Pasqua il Signore apparve ai discepoli, chiusi nel cenacolo, e, dopo aver rivolto loro il saluto «Pace a voi!», soffiò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati» (Gv 20,21-23). Questo passo ci svela la dinamica più profonda che è contenuta in questo Sacramento. Anzitutto, il fatto che il perdono dei nostri peccati non è qualcosa che possiamo darci noi. Io non posso dire: mi perdono i peccati. Il perdono si chiede, si chiede a un altro e nella Confessione chiediamo il perdono a Gesù. Il perdono non è frutto dei nostri sforzi, ma è un regalo, è un dono dello Spirito Santo, che ci ricolma del lavacro di misericordia e di grazia che sgorga incessantemente dal cuore spalancato del Cristo crocifisso e risorto. In secondo luogo, ci ricorda che solo se ci lasciamo riconciliare nel Signore Gesù col Padre e con i fratelli possiamo essere veramente nella pace. E questo lo abbiamo sentito tutti nel cuore quando andiamo a confessarci, con un peso nell'anima, un po' di tristezza; e quando riceviamo il perdono di Gesù siamo in pace, con quella pace dell'anima tanto bella che soltanto Gesù può dare, soltanto Lui.
2. Nel tempo, la celebrazione di questo Sacramento è passata da una forma pubblica - perché all'inizio si faceva pubblicamente - a quella personale, alla forma riservata della Confessione. Questo però non deve far perdere la matrice ecclesiale, che costituisce il contesto vitale. Infatti, è la comunità cristiana il luogo in cui si rende presente lo Spirito, il quale rinnova i cuori nell’amore di Dio e fa di tutti i fratelli una cosa sola, in Cristo Gesù. Ecco allora perché non basta chiedere perdono al Signore nella propria mente e nel proprio cuore, ma è necessario confessare umilmente e fiduciosamente i propri peccati al ministro della Chiesa. Nella celebrazione di questo Sacramento, il sacerdote non rappresenta soltanto Dio, ma tutta la comunità, che si riconosce nella fragilità di ogni suo membro, che ascolta commossa il suo pentimento, che si riconcilia con lui, che lo rincuora e lo accompagna nel cammino di conversione e maturazione umana e cristiana. Uno può dire: io mi confesso soltanto con Dio. Sì, tu puoi dire a Dio “perdonami”, e dire i tuoi peccati, ma i nostri peccati sono anche contro i fratelli, contro la Chiesa. Per questo è necessario chiedere perdono alla Chiesa, ai fratelli, nella persona del sacerdote. “Ma padre, io mi vergogno...”. Anche la vergogna è buona, è salute avere un po' di vergogna, perché vergognarsi è salutare. Quando una persona non ha vergogna, nel mio Paese diciamo che è un “senza vergogna”: un “sin verguenza”. Ma anche la vergogna fa bene, perché ci fa più umili, e il sacerdote riceve con amore e con tenerezza questa confessione e in nome di Dio perdona. Anche dal punto di vista umano, per sfogarsi, è buono parlare con il fratello e dire al sacerdote queste cose, che sono tanto pesanti nel mio cuore. E uno sente che si sfoga davanti a Dio, con la Chiesa, con il fratello. Non avere paura della Confessione! Uno, quando è in coda per confessarsi, sente tutte queste cose, anche la vergogna, ma poi quando finisce la Confessione esce libero, grande, bello, perdonato, bianco, felice. E' questo il bello della Confessione! Io vorrei domandarvi - ma non ditelo a voce alta, ognuno si risponda nel suo cuore -: quando è stata l'ultima volta che ti sei confessato, che ti sei confessata? Ognuno ci pensi… Sono due giorni, due settimane, due anni, vent’anni, quarant’anni? Ognuno faccia il conto, ma ognuno si dica: quando è stata l'ultima volta che io mi sono confessato? E se è passato tanto tempo, non perdere un giorno di più, vai, che il sacerdote sarà buono. E' Gesù lì, e Gesù è più buono dei preti, Gesù ti riceve, ti riceve con tanto amore. Sii coraggioso e vai alla Confessione!
3. Cari amici, celebrare il Sacramento della Riconciliazione significa essere avvolti in un abbraccio caloroso: è l’abbraccio dell’infinita misericordia del Padre. Ricordiamo quella bella, bella parabola del figlio che se n'è andato da casa sua con i soldi dell'eredità; ha sprecato tutti i soldi, e poi, quando non aveva più niente, ha deciso di tornare a casa, non come figlio, ma come servo. Tanta colpa aveva nel suo cuore e tanta vergogna. La sorpresa è stata che quando incominciò a parlare, a chiedere perdono, il padre non lo lasciò parlare, lo abbracciò, lo baciò e fece festa. Ma io vi dico: ogni volta che noi ci confessiamo, Dio ci abbraccia, Dio fa festa! Andiamo avanti su questa strada. Che Dio vi benedica!
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martedì 18 febbraio 2014

2924 - Commento al Vangelo del 18/02/2014

+ Dal Vangelo secondo Marco (8,14-21)
In quel tempo, i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un solo pane. Allora Gesù li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane. Si accorse di questo e disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non capite ancora e non comprendete? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici». «E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette». E disse loro: «Non comprendete ancora?». 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Si comprende bene l'azione del lievito se qualche volta si è preparato il pane o almeno la pasta per la pizza. In passato quasi in ogni famiglia si preparava il pane in casa e durava per tutta la settimana, sia per la genuinità del prodotto e la naturalezza sia per la quantità che si preparava proporzionata alle necessità familiari. Doveva essere un pane fragrante e odoroso, saziava per la qualità della farina e del lievito.
Non tutti utilizzavano il lievito, non si può fare una statistica nè la consideriamo importante, è risaputo che piaceva anche il pane a lievitazione naturale. Forse anche oggi si produrrà e molti lo mangeranno, non facciamo alcuna indagine. Solitamente si mangia il pane lievitato con il lievito madre o quello di birra, c'è tutto uno studio anche per la preparazione e la cottura del pane.
Qui lateralmente al Convento un mio collaboratore realizzerà un forno, prima era capostazione e riesce quasi per perspicacia a fare i forni come quelli delle pizzerie, buoni per infornare il pane. Non si dovrà fare il pane tutti i giorni, anche se ovviamente si tratta di una decina di chili per i collaboratori che lo preparano, ma sarà una gioia prepararlo ogni tanto, un ritorno all'impegno di procurare il cibo senza dover dipendere dai negozi.
Occorre la farina e il lievito, almeno la farina ha una discreta scadenza mentre il lievito si può ricreare da quello che già si tiene. Quelli che hanno disponibilità di tempo ed anche un pò di terreno, oggi si impegnano per risparmiare diverse centinaia di euro al mese, inoltre mangiano cibi sani, cibi che non hanno prezzo. Chi dispone di tempo e spazio dovrebbe valutare l'opportunità di fare qualche lavoretto per mangiare sano e con pochi soldi.
Qui abbiamo l'orto e nel periodo estivo si producono diversi prodotti, che vengono divisi tra i poveri che frequentano le Suore di Madre Teresa di Calcutta e tra i miei collaboratori che vi lavorano. Sono prodotti assolutamente biologici.
Ritorno al lievito. Molti non conoscono la sua forte capacità di fermentazione, tanto che la farina impastata e di poco spessore la lievita fino ad aumentarla per dieci volte. Il lievito fermenta, gonfia, aumenta, accresce la farina impastata.
Gesù disse agli Apostoli di stare attenti al lievito dei farisei e di Erode, così indicava la loro superbia gonfiata, la malizia boriosa.
Gli Apostoli erano ancora incapaci di capire tante cose ed invece di riflettere sul lievito si preoccupavano del pane, pensavano a mangiare. La distrazione e la mancata purificazione erano molto presenti in essi, ed è comprensibile, anche se stupisce la dimenticanza dei grandi miracoli compiuti da Gesù. Il Signore ricordava ad essi che la moltiplicazione dei pani servì a sfamare migliaia di persone, quindi non poteva far comparire pane, pesci, formaggi, olive e altro per tredici persone?
Il lievito da cui bisogna guardarsi è presente in tutti fin dalla nascita, è la naturale inclinazione alla superbia e all'orgoglio.
Quando c'è l'attaccamento alle proprie opinioni e si ostenta una certa superiorità verso gli altri, è la prova che non si è operata ancora una conversione profonda. Inoltre i pensieri sbagliati e le distrazioni inutili sono insistenti. La vittoria che si deve ottenere passa da una autentica conversione del cuore, che non dura un mese, è un nuovo stile di vita improntato sul Vangelo, un nuovo modo di vivere bellissimo e gratificante.
Sembra difficile a molti seguire Gesù, quando invece si inizia e si gusta la vera gioia anche nelle sofferenze, quando si prova una forza spirituale straordinaria, quando la pace avvolge tutta la persona, ci si rende conto che è sempre poco quanto si compie per Gesù e la Madonna.
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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2923 - Beati i puri di cuore perché vedranno Dio!

Matteo 5, 8.
"Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio."

Salmo 50, 12.
"Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo."

Ezechiele 36, 25-27.
"Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli; vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo i miei statuti e vi farò osservare e mettere in pratica le mie leggi."

Galati 5, 16.
"Camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare i desideri della carne."

Matteo 6, 22.
"La lucerna del corpo è l'occhio; se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il corpo sarà nella luce." 

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lunedì 17 febbraio 2014

2922 - Commento al Vangelo del 17/02/2014

+ Dal Vangelo secondo Marco (8,11-13)
In quel tempo, vennero i farisei e si misero a discutere con Gesù, chiedendogli un segno dal Cielo, per metterlo alla prova. Ma Egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità Io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno». Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva. 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Si parla di un segno richiesto dai curiosi farisei, mentre Gesù li pianta in asso e si allontana perchè trova insincera la loro stessa presenza. Un segno si chiede se non c'è mai stata qualche dimostrazione di autenticità, Gesù aveva dato incalcolabili prove quantomeno di essere stato inviato da Dio. Non era un profeta come tanti altri improvvisati.
Duemila anni fa si cercava un segno, oggi si cerca di distruggere il segno della presenza di Dio soprattutto privilegiando i diritti dei gay, attraverso i mass-media e con la collaborazione di persone che invece dovrebbero tutelare la collettività, facendo rispettare la legge 403 del Codice penale che vieta il vilipendio alla Religione.
Parte nuovamente dall'unione europea l'attacco al Cristianesimo, soprattutto alla cattolicità, con la prevista esibizione a Sanremo di un artista omosessuale -ma non è questo il problema-, famoso per spettacoli e performance violentemente irrispettosi della sensibilità religiosa dei cristiani. In particolare si impegna nella denigrazione della nostra Fede, presentando scene con un ipotetico gesù gay appeso in croce.
La presenza di questo personaggio in prima serata è inopportuna e faziosa, voluta da chi conduce le serate e da chi oggi guida la Rai. Questo è il risultato dell'appoggio anche morale che si da a quanti cercano giorno dopo giorno di demolire la Chiesa Cattolica mostrando sulla prima rete e in prima serata, pervertiti che inviano messaggi immorali alle famiglie e soprattutto ai giovani, più deboli e facilmente condizionabili.
L'artista blasfemo attacca i valori della famiglia degli italiani, si spingono i giovani alla bestemmia contro Gesù.
Il direttore generale e la presidente della Rai sono espressioni di Monti quando era presidente del governo, sarebbe ora di un cambio per difendere i diritti di tutti quelli che pagano il canone obbligatorio.
Gli utenti non devono avere solo il dovere di pagare una legge iniqua e quanti la ignorano fanno bene. È inammissibile in un momento di recessione pagare circa 1 milione di euro l'uno i due conduttori. Forse 100mila euro non sarebbero stati sufficienti? Se avessero rifiutato, avrebbero potuto dare l'incarico prestigioso agli artisti che lavorano poco e forse anche più bravi.
La Corte dei Conti ha evidenziato la perdita di 20 milioni di euro con Sanremo e invita a pagare compensi ridotti.
La presenza di questo cantante canadese è un'offesa violenta e un grande disprezzo della sensibilità dei cristiani, di quanti finanziano la Rai, quanti pagano il canone per poi ricevere sberle da personaggi inqualificabili. È l'imposizione della cultura gay a tutti gli italiani, una forzatura guidata da quanti stanno ai piani alti di Bruxelles e trasmessa ai loro complici nelle Nazioni europee. Noi possiamo quantomeno firmare la petizione per l'annullamento della presenza dell'artista sacrilego e bestemmiatore. Sotto c'è il link per firmate la petizione:
Bisogna valutare che questi attacchi intensificati e costanti contro la Chiesa e i valori cristiani, indicano una debolezza da parte della stessa Chiesa di mostrare una solida difesa e una mancanza di repliche mirate ad affermare con coraggio la nostra Fede. Deve esserci un responsabile della comunicazione, comunque qualcuno incaricato di difendere la sacralità di Gesù e la nostra Fede. Aspettiamo di sentire le repliche di qualche Prelato.
Quanto più cresce l'attacco contro il Cristianesimo tanto più scopriamo che la Chiesa è in crisi, agli occhi dei pagani appare vulnerabile. Sembra che molti Consacrati non avvertano più l'appartenenza all'unica Chiesa voluta da Dio, non si schierano con Essa e non si mostrano in televisione per richiedere con serena esposizione il rispetto dei nostri valori.
In una famiglia quando esiste il forte senso di appartenenza tutti si difendono dagli attacchi esterni, l'amore li unisce.
È il poco amore verso Gesù il vero motivo dell'indifferenza da parte di molti cristiani, questo dipende dal distacco da Lui, si conosce molto poco perchè non si legge nulla o forse pochissimo, comunque il Signore non è una presenza viva nei loro cuori. Un cristiano che non nutre ogni giorno l'anima con la preghiera e le buone riflessioni su Gesù e la propria Fede, finirà per vivere come un pagano, senza riferimenti spirituali.
Se una bottiglia viene riempita di aceto non è possibile aggiungere miele, perchè è piena, non c'è spazio per altro. Se un pò di aceto viene buttato per fare spazio al miele, questa miscela che sapore può avere? Non è più aceto e non è più miele, è altro ma non ciò che erano prima.
Come possiamo dare spazio a Gesù nella nostra vita se vizi e idoli occupano molto spazio? Basta poco per iniziare il vero cammino, basta volerlo e restare a riflettere in preghiera un paio d'ore in un luogo silenzioso e sacro. È possibile iniziare un cammino santo, anche se adesso si vive nei peccati è ancora tempo di lasciarli e scegliere Gesù, metterci alla sua scuola e fare come vuole Lui.
"Fate ciò che vi dice", ripete ancora la Madonna ad ognuno di noi.
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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2921 - Proverbi/3

Proverbi 28,13
Chi nasconde le proprie colpe non avra' successo; chi le confessa e cessa di farle troverà indulgenza.


Proverbi 4,24
Tieni lontano da te la bocca bugiarda e allontana da te le labbra perverse.


Proverbi 9,10
L'inizio della sapienza è il timore di Dio.

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domenica 16 febbraio 2014

2920 - Commento al Vangelo del 16/02/2014, domenica 6^ t.ord. "A"

+ Dal Vangelo secondo Matteo (5,17-37)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non crediate che Io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità Io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel Regno dei Cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel Regno dei Cieli. Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel Regno dei Cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma Io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna. Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo! Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma Io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore. Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna. Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma Io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio. Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma Io vi dico: non giurate affatto, né per il Cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno». 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Una lunga pagina piena di insegnamenti vitali, senza la loro osservanza non ci può essere comunione con Gesù. Sono precetti impegnativi, non si può ignorare che occorre uno sforzo di tutta la persona per metterli in pratica. Di sicuro sono meno faticosi di tantissimi sforzi che si compiono ogni giorno o comunque spesso per andare a lavorare o del lavoro stesso fuori casa o in casa, della ginnastica per dimagrire o di diete ipocaloriche eccessive.
Pur essendo importante fare quanto ho appena indicato, si compiono sforzi non indifferenti per svolgerli. Questi sacrifici lavorativi vengono compiuti per garantire un reddito quantomeno proporzionato alla "sopravvivenza", altri per dare tonicità al corpo e quando è necessario diminuire il peso eccessivo. Per i troppi impegni molti non riescono a trovare del tempo per fare lunghe passeggiate giornaliere e non aiutano il corpo anche con pochi esercizi ginnici.
Nella vita si compiono continui sacrifici e spesso senza guadagnare meriti davanti a Dio, sacrifici orientati a curare la conservazione di sè, quindi indispensabili, molti però si fermano a questi sacrifici, li considerano sufficienti e rifiutano quelli proposti da Gesù nel Vangelo o dalla Madonna nelle apparizioni autentiche, una per esempio è Medjugorje.
L'aspetto più importante dei sacrifici spirituali, quelli del Vangelo per intenderci, è la Grazia di Dio che dona alle persone che si sottopongono a rinunce, penitenze e sacrifici, appunto per amore di Dio. Non solo trovano la pace interiore e una gioia non umana e mai provata prima, si deve considerare un altro aspetto: i sacrifici spirituali permettono al credente di trovare un equilibrio psico-fisico, che non è quello insegnato dallo yoga o che fantasticano con lo zen.
L'equilibrio psico-fisico che si raggiunge per mezzo della Grazia di Dio, trasmette a tutta la persona un vigore e una serenità non umane, sono soprannaturali. Solo Gesù Cristo può donare l'armonia interiore, nessuna religione o filosofia orientale è capace di donare ciò che è soprannaturale.
Faccio un esempio: i monaci induisti vestiti di rosso si sono sempre mostrati in atteggiamenti imperturbabili e pacifici, nell'immaginazione mondiale essi mostravano il raggiungimento di una armonia interiore eccellente, il dominio dei sensi e della volontà.
Questo fino a quando non sorse la disputa su chi doveva appropriarsi di una certa quantità di denaro, si parlava di milioni di euro e di dollari. A quel punto i monaci hanno dimenticato la quiete dei sensi e il distacco dai beni, il rifiuto dei soldi e la pace interiore, così si sono scatenati uno contro l'altro, botte da orbi, pugni e calci, colpi di bastone e tiri di pietre come pazzi, tanto che si sono contati anche dei morti. I vivi erano quasi tutti insanguinati. Ma comunque erano vivi.
Solo i sacrifici compiuti nel Nome di Gesù possono dare vera pace interiore e una gioia che si esprime anche nelle sofferenze più acute.
Noi mostriamo l'esempio di migliaia di Santi e Sante canonizzati, di milioni e milioni di anime grandi che hanno praticato la rinuncia del Vangelo raggiungendo il dominio dei sensi e della volontà, vivendo in questa vita uno straordinario anticipo di Paradiso. Leggete la vita di qualsiasi Santo per comprendere la pace e la gioia acquisite anche nelle sofferenze.
Gli ammaestramenti di Gesù non sono impossibili da praticare, sono meno pesanti dei sacrifici che si compiono di continuo ogni giorno e che spesso non procurano neanche meriti davanti a Dio. Fare qualcosa per Gesù, nel Nome di Gesù ed offerta alla Madonna, causa un aumento di Grazia che raggiunge tutta la persona. Continuando a ricevere questa Grazia nel tempo si ottiene la guarigione psico-fisica.
Purtroppo, molto spesso l'impedimento viene posto dalla persona stessa che chiede una Grazia oppure arriva dall'esterno. L'ho scritto qualche giorno fa, oggi nel Vangelo ne parla Gesù. "Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono".
La causa che scaturisce dalla stessa persona per debolezza o per inconsapevolezza in effetti è meno grave di quella che arriva dall'esterno, in molti casi le Grazie non arrivano subito per il blocco posto da qualcun altro. Questo può agire consapevolmente per arrecare un danno ad altri o per curare i propri interessi, causando però un danno serio e duraturo agli altri.
Per esempio, qualcuno chiede la Grazia di un lavoro in una determinata azienda e non l'ottiene, il motivo è dato dal direttore che conosce e non ha simpatia per chi lo chiede o non lo conosce e lo ignora intenzionalmente o preferisce inserire i propri amici pur avendo requisiti inferiori. Oppure c'è chi vorrebbe sposarsi e non trova la persona giusta, questo potrebbe essere causato da un impedimento causato da un maleficio che può arrivare anche da un parente o da amici sinceri.
Spesso avviene che si vuole salvare il proprio matrimonio ma una forza esterna malefica crea litigi e forti incomprensioni.
Quando una causa esterna impedisce l'ottenimento di una Grazia, bisogna pregare di più per superare la potenza di quella negatività o del comportamento disonesto, però se il blocco è elevato, Gesù aiuta in altri modi e certamente con maggiore elargizione. Il richiedente non otterrà quell'impiego che desiderava ma un altro e forse migliore, perchè ogni preghiera è ascoltata da Gesù e si commuove sempre quando si chiede una Grazia con amore e umiltà.
Gesù potrebbe interviene contro i cattivi e così eliminare gli impedimenti che danneggiano i buoni, ma Lui appunto è la Bontà, non agisce come gli uomini carnali, non si vendica e non è un despota. È Dio Amore, vuole salvare tutti e lascia i cattivi nella malizia perchè ognuno gode del libero arbitrio, per poi agire quando lo riterrà opportuno e dare ai buoni la vittoria meritata e una grande ricompensa.
Lo abbiamo letto nella sua rivelazione a Maria Valtorta di questa domenica:
«Qui, a Me davanti, è anche uno che mi odia e che non osa dirmi: “Guariscimi”, perché sa che Io so i suoi pensieri. Ma Io dico: “Sia fatto ciò che tu vuoi. E come ti cadono le scaglie dagli occhi così ti cadano dal cuore il rancore e le tenebre”.
“Andate tutti con la mia pace. Domani ancora vi parlerò”.  
Anche gli apostoli e i discepoli più antichi, che restano sul monte, chiedono: “Ma chi era? Non è guarito forse?”, e insistono presso il Maestro che è rimasto in piedi, a braccia conserte, a veder scendere la gente.
Ma Gesù sulle prime non risponde; poi dice: “Gli occhi sono guariti. L’anima no. Non può perché è carica di odio”.
“Ma chi è? Quel romano forse?”.
“No. Un disgraziato”.
“Ma perché lo hai guarito, allora?”, chiede Pietro.
“Dovrei fulminare tutti i suoi simili?”».
Questa risposta svela la pazienza frutto del suo Amore. Non fulmina subito i cattivi del mondo, lascia loro la possibilità di convertirsi e di espiare i loro peccati, quanti però continuano nelle opere corrotte dovranno darne conto in questa vita e nell'altra! Se Gesù dovesse fulminare in questo istante tutti i cattivi del mondo, rimarremmo in pochi...
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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2919 - Proverbi/2

Proverbi 3,5-6
Confida nel Signore con tutto il cuore e non appoggiarti sulla tua intelligenza; in tutti i tuoi passi pensa a lui ed egli appianerà i tuoi sentieri.


Proverbi 12,18
V'è chi parla senza riflettere: trafigge come una spada; ma la lingua dei saggi risana.


Proverbi 28,21
Non e' bene essere parziali, per un pezzo di pane si pecca.

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sabato 15 febbraio 2014

2918 - Commento al Vangelo del 15/02/2014

+ Dal Vangelo secondo Marco  (8,1-10)
In quei giorni, poiché vi era di nuovo molta folla e non avevano da mangiare, Gesù chiamò a sé i discepoli e disse loro: «Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino; e alcuni di loro sono venuti da lontano». Gli risposero i suoi discepoli: «Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?». Domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette». Ordinò alla folla di sedersi per terra. Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla. Avevano anche pochi pesciolini; recitò la benedizione su di essi e fece distribuire anche quelli. Mangiarono a sazietà e portarono via i pezzi avanzati: sette sporte. Erano circa quattromila. E li congedò. Poi salì sulla barca con i suoi discepoli e subito andò dalle parti di Dalmanutà. 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Tutti erano attratti da Gesù, è il dato che emerge da questa pagina del Vangelo, una attrazione nel seguirlo e nell'ascoltarlo che allontanava ogni preoccupazione. Molti erano ammalati, altri cercavano di sentire parole di conforto, tutti avevano sentito i grandi miracoli e le guarigioni incredibili compiute da Gesù ed avvertivano il bisogno di restare vicino al Maestro.
Non si parlerà mai abbastanza della compassione misericordiosa di Gesù, si comprende dalla dimenticanza della folla di portare il cibo e di non provvedere a procurarlo per sfamarsi. Tutta la gente presente ha dimenticato di mangiare, come si può spiegare questo comportamento?
La prima ipotesi è l'azione della Grazia di Dio, molti di noi hanno sempre notato che quando si compie apostolato o si danno consigli, quindi si compiono atti di carità verso il prossimo, la fame non si avverte più, ci si sente sazi e con una energia superiore a quella che solitamente si avverte dopo avere mangiato. L'azione della Grazia ha sicuramente sostenuto tutti i presenti e stavano bene.
La seconda ipotesi dipende dalla prima, migliaia di persone seguivano Gesù e ne erano attratti pienamente, erano affascinati dalle parole e dalla dolcezza del Signore. Anche qui era sempre l'azione della Grazia ad agire. Però la scelta di seguire Gesù è stata personale, poi si sono ritrovati nel deserto dimentichi del cibo e sazi perchè ascoltavano Gesù. Solo Lui avvertì la necessità di far mangiare la folla e lo disse ai discepoli.
Gesù sazia quanti Lo avvicinano e Lo seguono. Non basta andare a Messa, deve seguire anche l'imitazione, la pratica delle virtù.
Il mondo si è perso dietro la materia e pochi sono quelli che pregano veramente, non si pensa all'eternità come premio, non si compie nulla per restare con Gesù. Solo i credenti che osservano il Vangelo sono sempre pieni di gioia e di pace, questo è il segno che contraddistingue quelli che hanno lasciato le cose frivole e non si curano più dei capricci mondani. Dobbiamo cercare sempre le cose essenziali della vita.
Seguire Gesù dona al credente la salvezza e un grande senso di sicurezza, egli riceve molta misericordia dal Sacratissimo Cuore.
È indispensabile la mediazione della Madre, Gesù vuole che ci rivolgiamo alla Madre per ottenere con maggiore facilità le sue Grazie. È importante arrivare ad assimilare questa verità: la Madonna è la Madre di misericordia. Lo ripetiamo nella Salve Regina, quando diciamo subito dopo: "Madre di misericordia, vita dolcezza e speranza nostra".
La Madonna è Colei che conosce più a fondo il mistero della misericordia: Ella è veramente Madre della misericordia.
La Scrittura ci indica che Dio è ricco di misericordia, ed Egli ha maggior gloria nel trarre bene dal male che nel creare. È infatti cosa più grande convertire un peccatore dandogli la vita della Grazia che creare dal nulla l'intero universo fisico, il cielo e la terra.
In Gesù, Dio fatto Uomo, troviamo l'espressione piena della misericordia Divina, che si è manifestata in molti modi lungo la storia della salvezza. Si offrì sulla Croce, in supremo atto di Amore misericordioso, e ora riversa la sua misericordia dal cielo e dal Tabernacolo, dove ci aspetta, perchè gli presentiamo le nostre necessità e quelle degli altri.
Maria Santissima partecipa in grado eminente di questa perfezione Divina, e in Lei la misericordia è associata alla pietà di Madre. Ella ci conduce sempre al trono della Grazia. L'appellativo di Madre di misericordia guadagnato con il suo fiat a Nazaret e sul Calvario, è uno dei più importanti e dei più bei Nome di Maria.
La Vergine è invocata nella Chiesa con i titoli di Avvocata, Ausiliatrice, Soccorritrice, Mediatrice. Neppure per un solo giorno ha smesso di aiutarci, di proteggerci, di intercedere per le nostre necessità.
Il titolo di Madre della misericordia è stato espresso tradizionalmente attraverso queste invocazioni: Salute degli infermi, Rifugio dei peccatori, Consolatrice degli afflitti, Aiuto dei cristiani. Questa gradazione ascendente mostra come la Madonna esercita la sua misericordia su coloro che soffrono nel corpo per curarne l'anima, e come poi li consola nelle loro afflizioni e li rende forti tra le difficoltà su cui devono passare.
La Vergine, nostra Madre, è importante per la vita spirituale e la salvezza. Si prende sempre cura di quanti La invocano.
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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Medaglia di San Benedetto