Il Signore ti benedica,ti custodisca e ti mostri il Suo volto misericordioso!

Quando pensi di aver toccato il fondo e che nessuno ti voglia o ti ami più, Dio si fa uomo per incontrarti, Gesù ti viene accanto

CIAO A TE !!

Nulla è più urgente nel mondo d'oggi di proclamare Cristo alle genti. Chiunque tu sia, puoi, se vuoi, lasciare un tuo contributo, piccolo o grande che sia, per dire, comunicare, annunciare la persona di Gesù Cristo, unico nostro salvatore. Uno speciale benvenuto a LADYBUG che si è aggiunta di recente ai sostenitori ! *************************************************** Questo blog è sotto la protezione di N.S. Gesù Cristo e della SS Vergine Maria, Sua Madre ed ha come unica ragione di esistere di fornire un contributo, sia pure piccolo ed umile, alla crescita della loro Gloria. ***************************************************



Con Cristo non ci sono problemi, senza Cristo non ci sono soluzioni.

mi trovate anche su questo blog
---------------------------------------------------------------



martedì 7 gennaio 2014

2831 - Commento al Vangelo del 7/1/2014

+ Dal Vangelo secondo Matteo  (4,12-17.23-25)
In quel tempo, quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti! Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta».
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il Regno dei Cieli è vicino». Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il Vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed Egli li guarì. Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano. 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Ieri sera dopo l'invio della newsletter ho riflettuto nuovamente sui Magi, singolari personaggi scelti da Dio per spiegare la Nuova Alleanza stabilita con un nuovo popolo, quello cristiano. Il Figlio di Dio che viveva in Gesù istituì da subito questo nuovo patto nel suo Sangue, che avrebbe versato successivamente sul Calvario. La Nuova Alleanza non era più rivolta a un solo popolo, quello degli ebrei, doveva coinvolgere l'umanità.
Subito dopo la nascita, in quel Bambino apparentemente inerme Dio chiama gente dai giudei e dalle Nazioni pagane, perchè si fondesse in unità non secondo la carne, ma nello Spirito e costituisse il nuovo Popolo di Dio. Davanti al Bambino che riposa nella grotta sono chiamati i pastori che rappresentavano gli ebrei e i Magi che rappresentavano i pagani e tutti i popoli esistenti. Gesù unisce tutti i popoli nella povera grotta, intendendo che il cammino per arrivare a Lui richiede il rinnegamento e l'abbandono di tutte le cose inutili.
Chiediamoci il motivo della chiamata dei Magi che arrivarono da lontano. Dio poteva chiamarli da una regione vicina invece nel loro lungo viaggio ci indica che il cammino di Fede è lungo, dura tutta la vita, non ci si può rilassare per non perdere quanto guadagnato. I Magi ci indicano che se il viaggio è lungo e faticoso, si può trovare Gesù, occorre la buona volontà e il desiderio operativo di incontrarlo.
I Magi partirono da lontano e incontrarono Gesù, altri pur avendo maggiori agevolazioni non incontrano mai il Signore.
Colpisce leggere, inoltre, che i Magi si inginocchiarono davanti al Bambino in adorazione, erano colmi di gratitudine per il dono della chiamata e non sapevano come mostrare la loro profonda gratitudine. Oggi si è diffusa la moda di non inginocchiarsi più in Chiesa, solo quelli che amano sinceramente Gesù e Lo considerano Dio si inginocchiano davanti al Tabernacolo e durante la consacrazione della Santa Messa.
L'Epifania è il ricordo della manifestazione di Gesù, è la festa di coloro che sono già arrivati alla Fede e di coloro che si trovano sulla strada per arrivarci. Molti sono in cammino e spesso si fermano, solo la loro determinazione li porterà davanti a Gesù. Occorre inevitabilmente l'aiuto della Madonna, senza la sua guida il cammino si interromperà.
È nostro dovere adoperarci in tutti i modi perchè i nostri amici, familiari e colleghi si avvicinino a Gesù: a qualcuno procureremo un libro di buona dottrina, ad altri rivolgeremo un invito vibrante perchè si decidano a mettersi in cammino, ad altri ancora parleremo della necessità della formazione spirituale.
Oggi il Vangelo cita il fiume Giordano, fa da confine fra la Giordania e Israele. Il fiume viene citato per indicare che grandi folle seguivano Gesù dopo i grandi miracoli compiuti in Galilea. Il fiume Giordano mi fa ricordare con gioia l'iscrizione alla newsletter, avvenuta in questi giorni, di due nuovi parrocchiani di questa Parrocchia virtuale, che abitano in Giordania, a Irbid e Madaba, molto vicini ai luoghi frequentati dal Signore. Loro due fanno parte del 6% di cristiani presenti in Giordania, mentre sono pochissimi i cattolici, una presenza minima ma in una regione araba. Invito loro a pregare molto per la conversione a Gesù di tutta la Giordania.
Ricordo che sono iscritti anche parrocchiani che vivono in Israele. Aumentano le iscrizioni alla newsletter di moltissime Nazioni del mondo, anche dal Viet Nam, è Antonio un seminarista a cui auguro una vita consacrata pienamente donata a Gesù e alla Madonna. In Occidente il nome lo scriviamo unito, Vietnam, mentre la forma costitutiva prevede la separazione.  
Leggiamo adesso la testimonianza di una nostra parrocchiana, mi ha autorizzato a pubblicarla, ad essa segue la mia risposta. Questi scritti ci fanno comprendere che c'è la mentalità umana da superare, lasciando vivere in noi lo Spirito di Gesù. La vita soprannaturale ci porta ad agire e a vedere la realtà con amore e misericordia.
«Carissimo Padre Giulio, davvero grazie per il Suo apostolato. Lei mi ha dato e mi dà davvero una forza straordinaria. Aspetto sempre con immenso piacere di leggere la meditazione del giorno. Consideri che ho iniziato da meno di un anno il mio cammino spirituale, dopo aver saputo della malattia di mio padre che in pochi mesi lo ho poi condotto alla morte. Immagini che a marzo dello scorso anno, quando appunto venni a sapere della malattia, dissi a mio marito che "se mio padre dovesse morire, non parlatemi mai più della Chiesa". Fortunatamente, è accaduto l'opposto e grazie a Lei. Pian piano mi sono avvicinata sempre di più ai Sacramenti (credo che non mi confessassi da circa 20/25 anni!) e credo di vedere in me un cambiamento positivo. Certo è che, come Lei spesso afferma, è una lotta continua contro il maligno. Cerco di coinvolgere in questa mia esperienza anche mio marito che ora infatti mi accompagna a volte alla Messa e con il quale condivido la gioia della mia piccola "trasformazione" parlando della Fede e del Signore. Ora Le chiedo: i familiari di mio marito (soprattutto una nipote di 23 anni) ci accusano -più o meno indirettamente- di incoerenza assumendo di non credere a miracolose conversioni e criticando in modo ironico anche mio marito per frequentare la Messa. Un giorno  ho risposto  a questa nipote -per averlo letto- che anche qualche  Santo era prima un peccatore e che se io non avessi avuto la Fede non avrei superato la malattia e la morte di mio padre; lei mi ha risposto "Io credo alla scienza". Ora Le chiedo: come comportarsi di fronte a tali discorsi? Mio marito mi dice di vivere privatamente la nostra esperienza perchè mettendosi a discutere di queste cose, rischiamo di dover compromettere i rapporti di parentela. So che Lei mi dirà forse di pregare per loro ma, mi creda, risulta difficile farlo soprattutto se Le dico che queste persone danno una grossa importanza al denaro... e spesso mi chiedo se sia il caso di frequentarle, questa nipote in particolare. Aspetto un Suo consiglio;  se ritiene, può  anche pubblicare questa mia, magari sarà d'aiuto ad altri fedeli. Grazie infinite... sempre avanti... Emanuela».
«Ave Maria! Carissima Emanuela, il tuo scritto mi lascia contento, soprattutto la fase del superamento della prova dolorosa come è la morte di un padre. Gesù non porta mai dolori o sofferenze, Lui ci dona solo pace e gioia, la morte è un passaggio per tutti. È stata una Grazia particolare della Madonna ad averti rivitalizzata, devi ringraziarla ogni giorno con il Rosario. La preghiera personale è indispensabile per non smarrirsi, è bene fare un cammino di preghiera insieme a tuo marito. Tua nipote al momento non comprende le cose di Dio ed è inutile insistere, la cosa migliore è tacere quando la incontri. Amala perchè non è nella Luce, prega per lei, ne ha bisogno. Se vuoi aiutarla devi pregare per la sua conversione. Questo è il momento del silenzio con tua nipote, la Fede non si obbliga ma si dona con amore. Devi testimoniare la tua Fede mostrando un grande amore per lei. Gesù vuole salvare anche tua nipote, senza obbligarla a credere, dovrà svilupparsi in lei il desiderio di Dio e devi avere pazienza. Gesù ti ha aspettato circa 25 anni per ascoltare la tua Confessione, adesso tocca a te avere pazienza con tua nipote. Comprendo bene il tuo desiderio sincero di condividere la tua Fede, ma tua nipote adesso non accetta e una forzatura è sempre un danno, mai la soluzione. Verrà il tempo in cui dialogherete di Gesù, prima però deve vedere che la rispetti e le vuoi bene nonostante la sua incredulità. Cari saluti e la mia benedizione, Padre Giulio Maria».
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
-----

Nessun commento:

Posta un commento

Comunque tu sia arrivato fino qui, un tuo commento è gradito, si può dissentire ma non aggredire, la costruzione è preferita alla distruzione..

Medaglia di San Benedetto