Il Signore ti benedica,ti custodisca e ti mostri il Suo volto misericordioso!

Quando pensi di aver toccato il fondo e che nessuno ti voglia o ti ami più, Dio si fa uomo per incontrarti, Gesù ti viene accanto

CIAO A TE !!

Nulla è più urgente nel mondo d'oggi di proclamare Cristo alle genti. Chiunque tu sia, puoi, se vuoi, lasciare un tuo contributo, piccolo o grande che sia, per dire, comunicare, annunciare la persona di Gesù Cristo, unico nostro salvatore. Uno speciale benvenuto a LADYBUG che si è aggiunta di recente ai sostenitori ! *************************************************** Questo blog è sotto la protezione di N.S. Gesù Cristo e della SS Vergine Maria, Sua Madre ed ha come una ragione di esistere di fornire un contributo, sia pure piccolo ed umile, alla crescita della loro Gloria. ***************************************************

Con Cristo non ci sono problemi, senza Cristo non ci sono soluzioni.

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venerdì 31 gennaio 2014

2890- Commento al Vangelo del 31/01/2014

+ Dal Vangelo secondo Marco (4,26-34)
In quel tempo, Gesù diceva alla folla: «Così è il Regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura». Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il Regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra». Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa. 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La parabola di oggi sul granello di senape che viene seminato, indica anche il ruolo dei genitori nei confronti dei loro figli. Devono seminare in essi gli insegnamenti religiosi e i valori umani e lasciarli crescere, vigilando, questo è il loro ruolo di educatori.
Non possono metterli al mondo e abbandonarli al destino, anche se non hanno un atteggiamento contrario ad essi. Non possono considerarli trastulli e per compiacere essi stessi, intendo i genitori, permettono ogni libertà e concedono quanto richiedono. Da qui si innalza sempre più la richiesta di denaro e di libertà assoluta.
L'educazione è questione di cuore, di amore, di verità. Un figlio è un dono di Dio, a Lui bisogna dare conto dell'educazione e dei valori morali trasmessi, e se non si comprende qual è il modo migliore per educare santamente i figli, oltre la preghiera e i Sacramenti, ci sono buoni libri di formazione spirituale.
Vediamo con molto dolore che molti giovani sono stati abbandonati alle più basse trasgressioni e molti genitori non se ne curano, sia perchè hanno commesso tanti errori e non hanno il coraggio di rimproverarli, sia per la nuova mentalità improntata sulla libertà totale. Molti minorenni ritornano a casa alle due o tre di notte, sono liberi di andare dove c'è attrazione per la trasgressione e non devono dare conto a nessuno.
La sentenza di ieri della povera ragazza inglese ha riaperto le dispute tra innocentisti e colpevolisti, una raffica di discussioni e di "secondo me" che fanno venire i brividi. Una discussione non si può intavolare con le opinioni, un processo si basa sulle prove e sono queste che bisogna verificare.
Alcuni anni fa ho scritto che non si doveva anticipare alcuna condanna ma che i comportamenti inquieti ed ambigui dei due condannati e le prove indiscutibili a loro carico, erano già riscontri molto gravi e che pregiudicavano la loro innocenza.
Voglio aggiungere a questo caso alcune parole per spiegare la gravità della libertà assoluta concessa ai figli, anche perchè troppe cose sono state manipolate ad arte per renderli innocenti e vittime di un errore giudiziario, dimenticando pure che la vera vittima è la ragazza uccisa.
Metto in risalto la personalità dei due condannati, prima preciso che la condanna non è definitiva e che la giustizia deve condannare quando c'è la responsabilità provata e non quando le prove e i testimoni sono insufficienti. Nel dubbio non si può mandare in galera nessuno. Secondo la sentenza di ieri, per i giudici, le prove e le testimonianze sono documentate e confermate.
Le più grandi prove sono state le incredibili falsità raccontate dai due ragazzi e smontate dai magistrati e le loro contraddizioni.
Da quanto è stato raccolto dalle prove e da numerose testimonianze accertate, non poteva che andare così la sentenza di ieri. Questo non deve far piacere a nessuno, oltre la ragazza morta ci sono due giovani condannati e con una esperienza carceraria spaventosa. Però, non sono stati gli inquirenti a metterli nei guai e adesso vi spiego perchè ho aperto questo capitolo.
I due ragazzi condannati, la sera dell'omicidio avevano assunto stupefacenti e bevuto alcool, a quanto sembra in maniera non normale. Come chi non vive la spiritualità di Gesù, i due ragazzi erano confusi il giorno dell'omicidio, frastornati dai fumi, sono stati sempre confusi in questo periodo, facendo scelte contraddittorie e che fanno sorgere dubbi anche ai più innocentisti.
Non sto qui a riportare le scelte confuse del ragazzo in questi mesi, ma queste indicano da sole uno stato interiore di una persona colpevole, di chi si considera responsabile di un reato e cerca di trovare una scappatoia.
I giudici non condannano per queste scelte confuse, sono stati d'animo di chi non è innocente ed è consapevole di avere commesso un omicidio. Riguardo la ragazza, inoltre, c'è il lungo coltello dalla lama lunga con sangue e l'impronta della ragazza condannata. Ma questo lasciamolo al processo, voglio riflettere sulla condizione morale di loro due quando nel 2007 studiavano a Perugia.
Sicuramente come la stragrande maggioranza dei giovani di oggi, non si facevano mancare nulla in fatto di scelte dissolute. Partner cambiati come i calzini, sesso libero con gli amici disponibili, stupefacenti e alcool per illudersi di vivere mentre spegnevano lentamente le loro vite. Fino ad annullare definitivamente la vita di una ragazza, che si divertiva pure, ma che quella sera lottò con la ragazza americana condannata, perchè questa le aveva rubato i soldi.
In questo quadro di immoralità e di permissivismo esasperato, i genitori troppo indulgenti sono quelli che piangono in tutti i sensi, ma sono pure quelli che hanno permesso una vita senza morale. E dove finiscono i giovani che si ritrovano con molti soldi donati dai genitori per studiare in città lontane, se non hanno la capacità umana di rispettare il proprio corpo e di rifiutare droghe, alcool, sesso sfrenato?
Dai figli si riconoscono i genitori, viene affermato spesso, ma questo non significa che i genitori facciano le stesse cose, probabilmente altre scelte confuse che non siano droghe e alcool. Ma non hanno trasmesso ai loro figli la morale, non dico quella cristiana, almeno i valori umani che nobilitano qualsiasi persona. O se lo hanno fatto, è stato trasmesso frettolosamente e senza vero amore.
Se la condanna di ieri indica che la giustizia ha accertato la verità dell'omicidio, è anche una sconfitta per i genitori dei coinvolti, per quanti li hanno difesi a testa bassa e in modo troppo presuntuoso. Non è bello sapere che due ragazzi forse finiranno in carcere, invece è doloroso constatare il vuoto interiore dei ragazzi di oggi. Questo ci spaventa, non tanto per noi, per loro stessi.
Non si tratta solo del loro allontanamento dalla salvezza eterna e che è la cosa più importante, lascia sconcertati il loro presente.
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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2889 - Credere, sperare, amare

Se credere è difficile, non credere è morte certa.
Se sperare contro ogni speranza è eroico, il non sperare è angoscia mortale.
Se amare ti costa il sangue, non amare è inferno.
da "Beata te che hai creduto" - Carlo Carretto

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2888 - Il bene ed il male

Il confine tra il bene ed il male passa all'interno del nostro cuore 
(S. Francesco di Sales)
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giovedì 30 gennaio 2014

2887 - Commento al Vangelo del 30/01/2014

+ Dal Vangelo secondo Marco (4,21-25)
In quel tempo, Gesù diceva alla folla: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!». Diceva loro: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha». 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Fin dall'antichità l'uomo ha inventato sistemi per procurarsi la luce. A cominciare dai greci e dai romani si usavano lampade ad olio di origine vegetale, soprattutto olio di oliva. Mentre altri popoli nel medio oriente utilizzavano il petrolio che affiorava spontaneamente in superficie in alcune zone. I contenitori erano di terracotta, bronzo, ottone o altro materiale in cui era contenuto l'olio, la caratteristica era il beccuccio laterale per l'inserimento dello stoppino su cui bruciava il combustibile attirato per capillarità. La luce che emanava una lampada ad olio rispetto alle candele era certamente più intensa.
La lampada dall'inizio del suo utilizzo ha avuto una grande importanza presso tutti i popoli, e tutte le persone sensate hanno collocato la lampada accesa nella posizione più alta per illuminare un raggio più ampio, non l'hanno posta accesa sotto il letto. Solo gli insensati accendono la lampada per nasconderla. Eppure ci sono cristiani che pregano ma in realtà la luce prodotta dalla loro preghiera viene nascosta sotto il moggio.
Il motivo è dato dalla preghiera fatta meccanicamente e priva di amore, una preghiera che non illumina loro nè i loro vicini.
Gesù afferma che la lampada accesa non si può appoggiare sotto il moggio, non potrebbe dare luce. Il moggio era un'unità di misura del grano, un recipiente utilizzato spesso anche per spegnere una lampada ad olio, ponendola proprio sotto il moggio e così si evitava di spandere fumo per la casa. Il moggio come recipiente e unità di misura era utilizzato già ai tempi dell'Impero Romano.
C'è un contrasto nell'uso del moggio: veniva utilizzato sia per spegnere la lampada che per appoggiare la lampada accesa.
Il contrasto dell'immagine sta nell'opposizione tra l'accendere e lo spegnere: non si accende una lampada per metterla subito sotto il moggio e spegnerla, ma perchè essa illumini tutto l'ambiente. Gesù con chiarezza ci dice che il corretto utilizzo della lampada è di metterla in alto quando si accende, non si può tenere nascosta o sotto il letto. Quando è spenta si può appoggiare in qualsiasi posto, ma se deve dare luce non si può non metterla in alto.
Lo stesso vale per il cristiano: se deve essere luce nel mondo e dare luce anche nelle tenebre, non può rimanere un cristiano anonimo, senza mostrarsi seguace di Cristo a quanti frequenta. Un cristiano che non manifesta la sua Fede e non la dona agli altri, testimoniando nella verità la Persona di Gesù, è come una lampada spenta e posta sotto il moggio o sotto il letto. A cosa può servire?
Focalizziamo bene che la vita interiore è destinata a crescere, questo avviene se il cristiano non mette impedimenti, quindi se collabora al disegno di Dio. È determinante corrispondere alle Grazie ricevute, a chi corrisponde alla Grazia verrà data ancora più Grazia, ne avrà più di prima. Chi invece non fa fruttificare le ispirazioni, le mozioni e gli aiuti dello Spirito Santo, andrà impoverendosi.
Gesù ci ha promesso che ci darà sempre gli aiuti necessari, non ci abbandona mai, siamo noi a dimenticarci di Lui.
I Santi hanno compiuto un cammino di Fede come lo compiono tutti i cristiani, hanno provato anche loro difficoltà a praticare gli insegnamenti più duri ma si sono rinnegati, sono stati fedeli nei particolari, con uno spirito di intenso sacrificio. Santi lo sono diventati non solo per questo spirito di sacrifico, che rimane sempre necessario, è stato importante nella loro vita il grado di amore Divino raggiunto, quello che avevano nel cuore.
La differenza tra Padre Pio e un altro frate che viveva con lui non era data solamente dalle stimmate, ciò che distingueva i due cammini spirituali arrivava soprattutto dal grado elevatissimo di amore Divino raggiunto dal Santo. Padre Pio amava costantemente Dio, tutto quello che faceva lo compiva per amore di Dio e non aveva altri idoli da seguire.
Quando chiedete Grazie e non arrivano, il motivo più comune è la mancanza di amore a Gesù. Non che non ci sia amore, ma è poca cosa rispetto alla Grazia che si richiede, questo avviene per le distrazioni mondane, per gli interessi idolatrici, per le dissipazioni inutili che svuotano la vita spirituale.
Le cause che impediscono di progredire nella vita interiore e, pertanto, fanno retrocedere dando adito allo scoraggiamento possono essere molto diverse. Spesso si riducono a poche:
la trascuratezza,
la noncuranza nelle piccole cose che si riferiscono al servizio e all'amicizia con Dio,
il rifiuto di fare quei sacrifici che Lui ci chiede.
Molte cose piccole fatte con amore e per amore costituiscono il nostro tesoro di una giornata, che porteremo nell'eternità.
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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2886 - Ti basta la mia grazia!

2° Corinzi 12, 7-9
«Perché non montassi in superbia per la grandezza delle rivelazioni, mi è stata messa una spina nella carne, un inviato di satana incaricato di schiaffeggiarmi, perché io non vada in superbia. A causa di questo per ben tre volte ho pregato il Signore che l'allontanasse da me. Ed egli mi ha detto: «Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza». Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo».

Siracide 2, 4-6 

«Accetta quanto ti capita, sii paziente nelle vicende dolorose, perché con il fuoco si prova l'oro, e gli uomini ben accetti nel crogiuolo del dolore. Affidati a lui ed egli ti aiuterà; segui la via diritta e spera in lui».
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mercoledì 29 gennaio 2014

2885 - Commento al Vangelo del 29/01/2014

+ Dal Vangelo secondo Marco  (4,1-20)
In quel tempo, Gesù cominciò di nuovo a insegnare lungo il mare. Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva. Insegnava loro molte cose con parabole e diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate. Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; e subito germogliò perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde tra i rovi, e i rovi crebbero, la soffocarono e non diede frutto. Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno». E diceva: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!». Quando poi furono da soli, quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli diceva loro: «A voi è stato dato il mistero del regno di Dio; per quelli che sono fuori invece tutto avviene in parabole, affinché guardino, sì, ma non vedano, ascoltino, sì, ma non comprendano, perché non si convertano e venga loro perdonato». E disse loro: «Non capite questa parabola, e come potrete comprendere tutte le parabole? Il seminatore semina la Parola. Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola, ma, quando l’ascoltano, subito viene satana e porta via la Parola seminata in loro. Quelli seminati sul terreno sassoso sono coloro che, quando ascoltano la Parola, subito l’accolgono con gioia, ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della Parola, subito vengono meno. Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi sono coloro che hanno ascoltato la Parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e la seduzione della ricchezza e tutte le altre passioni, soffocano la Parola e questa rimane senza frutto. Altri ancora sono quelli seminati sul terreno buono: sono coloro che ascoltano la Parola, l’accolgono e portano frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno». 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Nell'apostolato ci vuole pazienza, le anime come il miglior vino migliorano col tempo. Il Vangelo oggi ci parla della semina e del raccolto, ogni cristiano è chiamato a seminare la Parola di Dio, chiamato a collaborare al progetto che Lui ha disegnato nell'anima di ognuno di noi. Ma la mentalità pragmatica di oggi non contempla più la ricerca di Dio nè l'aspetto spirituale della vita se non il ricorso alle inutili pratiche orientali.
In passato abbiamo considerato l'incredibile pratica dello yoga nei monasteri, conventi e comunità religiose. Arrivare a questa pratica significa essere caduti alla fine della discesa verso il basso, non si può spiegare diversamente quando lo yoga viene praticato ed insegnato da Sacerdoti, monaci, frati e suore.
I cristiani autentici non hanno bisogno di seguire altre spiritualità perchè hanno il Vangelo, il quale indica anche la contemplazione come punto di contatto con Dio e mezzo importante di quiete e riposo interiore. Lo yoga e altre pratiche magiche non solo distaccano da Gesù, causano anche il danno spaventoso del legamento con le potenze demoniache.
La parabola di oggi ci dice che tutti noi dobbiamo formarci bene nella conoscenza della sana dottrina per compiere un cammino maturo e consapevole, senza improvvisare nè provare esaltazioni riempitive. Anche per evangelizzare i familiari, parenti, amici, colleghi, ecc. Il cristiano che vive solo per sè la propria religiosità è uno che si chiude a tutto, diventa come un'isola, staccato ed insufficiente.
Ogni cristiano è chiamato a seminare la verità del Vangelo, opere oneste, buoni esempi.
"Uscì il seminatore a seminare", afferma Gesù nel Vangelo. Il campo, la strada, i rovi e il luogo sassoso ricevono il buon seme, il seminatore semina a volo e la semente cade dappertutto. Ognuno di noi si trova in una di queste quattro condizioni: è campo, strada, rovi o luogo sassoso.
Il contadino non distingue la terra che calpesta, getta la semente con naturalezza e ovunque, così Gesù non distingue il povero dal ricco, il saggio dall'ignorante, il tiepido dall'uomo pieno di fervore, il coraggioso dal vile. Con questa parabola Gesù dichiara che sparge la Grazia su tutti noi con molta generosità.
Siamo noi con la spiritualità che ci troviamo ad accogliere la sua Grazia o a respingerla, pronti a custodirla o indifferenti.
Il seminatore è Gesù e semina la Parola. È Lui stesso che sparge la semente nelle anime e che a tempo debito la farà crescere. Noi siamo solamente semplici operai, perchè è Dio che semina. Siamo suoi collaboratori e il campo è suo. Gesù invita tutti i cristiani a continuare la semina divina.
Il frumento è stretto nelle mani piagate di Gesù, lo imbeve del suo Sangue, lo pulisce, lo purifica e lo getta nel solco del mondo.
Rileggiamo con attenzione le quattro condizioni indicate da Gesù nella parabola per capire in che modo accogliamo la sua Parola.
1) Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola, ma, quando l’ascoltano, subito viene satana e porta via la Parola seminata in loro.
2) Quelli seminati sul terreno sassoso sono coloro che, quando ascoltano la Parola, subito l’accolgono con gioia, ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della Parola, subito vengono meno.
3) Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi sono coloro che hanno ascoltato la Parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e la seduzione della ricchezza e tutte le altre passioni, soffocano la Parola e questa rimane senza frutto.
4) Altri ancora sono quelli seminati sul terreno buono: sono coloro che ascoltano la Parola, l’accolgono e portano frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno.
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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2884 - Udienza di Papa Francesco del 29/1/2014

Cari fratelli e sorelle, buongiorno,
in questa terza catechesi sui Sacramenti, ci soffermiamo sulla Confermazione o Cresima, che va intesa in continuità con il Battesimo, al quale è legata in modo inseparabile. Questi due Sacramenti, insieme con l’Eucaristia, formano un unico evento salvifico, che si chiama — l’“iniziazione cristiana” —, nel quale veniamo inseriti in Gesù Cristo morto e risorto e diventiamo nuove creature e membra della Chiesa. Ecco perché in origine questi tre Sacramenti si celebravano in un unico momento, al termine del cammino catecumenale, normalmente nella Veglia Pasquale. Così veniva suggellato il percorso di formazione e di graduale inserimento nella comunità cristiana che poteva durare anche alcuni anni. Si faceva passo a passo per arrivare al Battesimo, poi alla Cresima e all'Eucaristia.
Comunemente si parla di sacramento della “Cresima”, parola che significa “unzione”. E, in effetti, attraverso l’olio detto “sacro Crisma” veniamo conformati, nella potenza dello Spirito, a Gesù Cristo, il quale è l’unico vero “unto”, il “Messia”, il Santo di Dio. Il termine “Confermazione” ci ricorda poi che questo Sacramento apporta una crescita della grazia battesimale: ci unisce più saldamente a Cristo; porta a compimento il nostro legame con la Chiesa; ci accorda una speciale forza dello Spirito Santo per diffondere e difendere la fede, per confessare il nome di Cristo e per non vergognarci mai della sua croce (cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1303).
Per questo è importante avere cura che i nostri bambini, i nostri ragazzi, ricevano questo Sacramento. Tutti noi abbiamo cura che siano battezzati e questo è buono, ma forse non abbiamo tanta cura che ricevano la Cresima. In questo modo resteranno a metà cammino e non riceveranno lo Spirito Santo, che è tanto importante nella vita cristiana, perché ci dà la forza per andare avanti. Pensiamo un po', ognuno di noi: davvero abbiamo la preoccupazione che i nostri bambini, i nostri ragazzi ricevano la Cresima? E' importante questo, è importante! E se voi, a casa vostra, avete bambini, ragazzi, che ancora non l'hanno ricevuta e hanno l’età per riceverla, fate tutto il possibile perché essi portino a termine l’iniziazione cristiana e ricevano la forza dello Spirito Santo. E' importante!
Naturalmente è importante offrire ai cresimandi una buona preparazione, che deve mirare a condurli verso un’adesione personale alla fede in Cristo e a risvegliare in loro il senso dell’appartenenza alla Chiesa.
La Confermazione, come ogni Sacramento, non è opera degli uomini, ma di Dio, il quale si prende cura della nostra vita in modo da plasmarci ad immagine del suo Figlio, per renderci capaci di amare come Lui. Egli lo fa infondendo in noi il suo Spirito Santo, la cui azione pervade tutta la persona e tutta la vita, come traspare dai sette doni che la Tradizione, alla luce della Sacra Scrittura, ha sempre evidenziato. Questi sette doni: io non voglio domandare a voi se vi ricordate i sette doni. Forse li saprete tutti... Ma li dico io a nome vostro. Quali sono questi doni? La Sapienza, l’Intelletto, il Consiglio, la Fortezza, la Scienza, la Pietà e il Timore di Dio. E questi doni ci sono dati proprio con lo Spirito Santo nel sacramento della Confermazione. A questi doni intendo poi dedicare le catechesi che seguiranno quelle sui Sacramenti.
Quando accogliamo lo Spirito Santo nel nostro cuore e lo lasciamo agire, Cristo stesso si rende presente in noi e prende forma nella nostra vita; attraverso di noi, sarà Lui lo stesso Cristo a pregare, a perdonare, a infondere speranza e consolazione, a servire i fratelli, a farsi vicino ai bisognosi e agli ultimi, a creare comunione, a seminare pace. Pensate quanto  è importante questo: per mezzo dello Spirito Santo, Cristo stesso viene a fare tutto questo in mezzo a noi e per noi. Per questo è importante che i bambini e i ragazzi ricevano il Sacramento della Cresima.
Cari fratelli e sorelle, ricordiamoci che abbiamo ricevuto la Confermazione! Tutti noi! Ricordiamolo prima di tutto per ringraziare il Signore di questo dono, e poi per chiedergli che ci aiuti a vivere da veri cristiani, a camminare sempre con gioia secondo lo Spirito Santo che ci è stato donato.
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martedì 28 gennaio 2014

2883 - Commento al Vangelo del 28/01/2014

+ Dal Vangelo secondo Marco (3,31-35)
In quel tempo, giunsero la Madre di Gesù e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a Lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua Madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e Ti cercano». Ma Egli rispose loro: «Chi è mia Madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a Lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La difficoltà che incontrano i cristiani è di compiere la volontà di Dio, sia perchè non la considerano come fattore importante per la vita spirituale sia perchè non la conoscono. Si parla di volontà di Dio ma poi molti non riescono a capire come procedere e cosa osservare. Si tratta proprio di ascoltare Dio che ci parla attraverso i dieci Comandamenti, gli insegnamenti del Vangelo, il Catechismo della Chiesa.
Chi osserva queste cose è un cristiano autentico e compie la volontà di Dio. Questo significa osservare la Parola di Dio.
Poi, riguardo le singole circostanze o quale scelta compiere dinanzi un dubbio, la decisione dipende dalla maturità personale, ma è preferibile ricorrere al Padre spirituale o al confessore, si chiede un consiglio per comprendere meglio.
Osservare la Parola di Dio è certamente un'obbedienza a Dio che si rivela, comporta seguire, quindi andare dietro, anche eseguire, quindi adempiere ed ottemperare quanto ci chiede, anche attenersi ed aderire ai suoi insegnamenti e mai a quelli creati dagli uomini.
Gli insegnamenti di Gesù sembrano difficili da osservare, infatti molti cristiani neanche ci provano ad iniziare il cammino di Fede, mentre molti altri rimangono tiepidi, nel senso che vanno a Messa e pregano senza entrare mai nel vivo del Vangelo.
Tutti questi cristiani non hanno idea che vivere il Vangelo è possibile e diventa una gioia proprio per la Grazia che arriva da Gesù. Se fosse impossibile viverlo sarebbe fallito già sul nascere. Più si osserva il Vangelo e maggiore Grazia arriva dallo Spirito di Dio, si perde gradualmente la vecchia e contorta mentalità per assumere la mentalità dolce e mite di Gesù.
I cristiani che non osservano la Parola di Dio perdono tesori spirituali e ricchezze interiori, si privano della vera vita!
Gesù ha spiegato a Maria Valtorta il desiderio di essere conosciuto da tutti. Rileggiamo le sue parole già inviate per questa domenica:
«Sai, Maria, quello che fai? Quello che faccio, anzi, nel mostrarti il Vangelo? Un tentativo più forte di portare gli uomini a Me. Tu lo hai desiderato con preghiere ardenti. Non mi limito più alla parola. Li stanca e li stacca. È una colpa, ma è così. Ricorro alla visione, e del mio Vangelo, e la spiego per renderla più chiara e attraente.
A te do il conforto del vedere. A tutti do il modo di desiderare di conoscermi. E se ancora non servirà, e come crudeli bambini getteranno il dono senza capirne il valore, a te resterà il mio dono e ad essi il mio sdegno. Potrò ancora una volta fare l’antico rimprovero: “Abbiamo suonato e non avete danzato; abbiamo intonato lamenti e non avete pianto”.
Ma non importa. Lasciamo che essi, gli inconvertibili, accumulino sul loro capo i carboni ardenti, e rivolgiamoci alle pecorelle che cercano di conoscere il Pastore. Io son quello, e tu sei la verga che le conduci a Me».
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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2882 - Preghiera e correzione fraterna

Ma voi, carissimi, edificando voi stessi sopra la santissima vostra fede e pregando per virtù dello Spirito Santo, conservatevi nell'amore di Dio, aspettando che la misericordia del Signor nostro Gesù Cristo vi dia la vita eterna. Intanto correggere gli uni, dopo averli convinti; altri salvate, strappandoli dal Cuoco; di altri abbiate pietà mista a timore, odiando perfino la veste macchiata dalla carne!
(S. Giuda Taddeo Apostolo)

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2881 - Saggezza

Non dobbiamo considerare quanto il Signore permette agli ingiusti, ma quanto riserba ai giusti. 
(S. Agostino)
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lunedì 27 gennaio 2014

2880 - Commento al Vangelo del 27/01/2014

+ Dal Vangelo secondo Marco (3,22-30)
In quel tempo, gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni». Ma Egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può satana scacciare satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. In verità Io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La conclusione del discorso di Gesù davanti agli scribi che Lo accusavano di essere posseduto dal demonio, si trova in questa affermazione: "Satana è finito". Così non solo risponde all'assurda insinuazione degli scribi di non appartenere al demonio, indica anche che con la sua venuta il potere di satana è sconfitto.
Questo non lo comprendono moltissimi cristiani che lottano contro le negatività demoniache, essi soffrono e fanno esperienze molto dolorose in tutti i campi della vita sociale. La sofferenza è accresciuta dalla certezza di non essere colpevoli delle negatività, ma arrivano dai familiari o causate dai nemici. In questi casi la preghiera permette di superare anche le prove più dolorose.
Gesù oggi ci dice che la lotta contro i diavoli prima o poi causa la loro sconfitta, questo è possibile se si chiede l'intervento del Signore e si vive nella volontà di Dio. Sembra una bazzecola vivere nella volontà di Dio, quindi non solo compierla ma rimanere in essa. Sembra impossibile questo, Gesù invece ci ha detto che nulla è impossibile per chi crede.
Riflettete attentamente sulle parole del Signore per convincervi che satana è solo un cane legato che si agita sempre ma non può fare nulla dove è presente la Madonna. I diavoli tremano quando si invoca la Vergine Maria, perchè una Creatura umana è diventata Madre di Dio, acquisendo una dignità quasi infinita e di gran lunga superiore a quella degli Angeli.
Nella recita del Santo Rosario avviene un esorcismo, i diavoli non possono ascoltare l'Ave Maria e si allontanano in fretta.
È reale l'affermazione che satana è finito quando si prega con il cuore e si cresce nella Fede. Non si vince satana se non c'è una vera corazza spirituale, chi se la forma attingendo alla Grazia di Dio, oltre ad una vita più equilibrata, si arricchisce dei sentimenti di Gesù. Questa è la vera trasformazione spirituale: perdere la vecchia mentalità e rivestirsi dello Spirito di Dio.
A tutti è possibile fare il percorso della trasfigurazione interiore, Gesù chiama tutti a vincere la forza di satana lottando con la preghiera e le virtù. Solo chi comprende la bellezza e la perfezione del cammino spirituale, è pronto a lasciare le cose inutili che arrecano dissipazione e vanità mondana.
C'è una scelta da fare: rimanere succubi dei diavoli oppure pregare e lottare per vincere chi vuole distruggere tutti.
Il cammino spirituale che stiamo facendo insieme è pieno di frutti e di questo sono molto contento per tutti voi.
"Lode a Dio. Mi chiamo Giovanna e volevo ringraziare per la parola di Dio che giunge ogni giorno come una benedizione. Adoro entrare nelle sue spiegazioni e cogliere sfumature profonde che arrivano al cuore e ci avvicinano come non mai alla Fonte Divina... La ringrazio e Dio la benedica".
"Caro Padre, aspetto ogni giorno la lettura del giorno con i suoi commenti per me molto preziosi. Colgo l'occasione per ringraziarla e comunicarle tutta la mia ammirazione per il suo apostolato. Spero di ricevere presto sue notizie. Un abbraccio. Manuela Tropea".
"Grazie Padre Giulio per la sua puntuale email, con la sua presenza costante riesce a stimolare me, che non riesco mai a mantenere i miei propositi di buona cristiana. Grazie per questa novena e per la preghiera di liberazione , soprattutto adesso che sto attraversando un brutto momento con mio marito, e non so cosa fare. Grazie. Daniela".
"Grazie Padre Giulio anche io prego per lei tutti i giorni  e dopo che mi sono iscritta e mi manda tutte le mail, sto meglio, e le dico grazie. Le voglio augurare ogni bene. Maria Orazi".
"Carissimo Padre Giulio Maria, non so come ringraziarla per le parole, pensieri, preghiere che elargisce a tutti noi. Sono felicissima per quel giorno che mi iscrissi alla newsletter per ricevere da lei la Parola di Dio, lei ci insegna con parole semplici a coltivarla sempre di più e sopratutto portarla nella nostra martoriata vita. Le auguriamo tanta tanta salute, serenità e che la mano di Dio sia sempre sulla sua spalla, con sempre accanto la nostra  Santissima Madre. Sempre una preghiera per lei. Anna".
"Gent.mo Padre Giulio, ringrazio Dio per la sua presenza quotidiana, il suo commento al Vangelo mi da la forza tutti i giorni per affrontare la vita. È una gioia per me leggere la parola di Dio. Ma le sono tanto grata perché senza il suo commento non riuscirei a coglierne l'essenza vera del suo significato. Trovo tante risposte  nel suo  commento, soprattutto in questo periodo non molto felice della mia vita. Mi rattrista tante volte il vacillare della mia fede. Prego tanto Maria che mi aiuti a rafforzarla, e la sua risposta la ritrovo ogni giorno nella sua newsletter. Grazie infinitamente di cuore. Mariangela Cogoni".
"Da qualche giorno, per caso, ma è il solito caso che è guidato dallo Spirito Santo sono venuta a conoscenza di questa bellissima pagina e della newsletter. Volevo leggere di padre La Grua e dopo averlo fatto il mio interesse è stato dirottato su di lei, carissimo padre Giulio Maria. Leggo ogni mattina il Vangelo e lo trovo bellissimo, molto chiaro e illuminante il suo commento. Ringrazio Lei e lo Spirito Santo e l'ho inserita nelle mie preghiere per il compito affidatole. Il Signore usa tanti mezzi per riportare nel recinto le sue pecorelle. Io la prego di pregare per l'unione delle famiglie che sono fortemente prese di mira da assalti davvero insidiosi. Buona giornata nel nome del Signore e grazie!!! Francesca Desalvo".
"Ave Maria! Caro padre Giulio, grazie per le sue parole, mi è di grande  conforto sapere che lei mi è vicino con le sue preghiere. Che Dio la benedica e benedica tutto il suo operare. Anch'io prego per lei nella Santa Messa, per me è un dono prezioso averla incontrata. Auguri a lei e a tutti i suoi collaboratori. Cordiali saluti. Giulia".
"A Padre Giulio giungano i miei più affettuosi auguri e un grazie di cuore infinito per il sostegno morale che ricevo quotidianamente con il Vangelo ed il suo efficace commento, vera medicina per l'anima. In questo momento di dolore per me è l'unico sostegno, che aspetto con trepidazione tutti i giorni. Grazie Padre Giulio, che Dio e la Madonna vi benedicano. Rita Maguledda".
"Buongiorno Padre Giulio. Sono Ludovico Coscia un devoto lettore della meditazione giornaliera fatta da Lei. Non sa quanto mi è edificante la vostra meditazione, ringrazio Gesù e Maria per la vostra disponibilità nel guidare tante anime a Dio. Inoltre approfitto  per dirvi che ho perso il bollettino di pagamento mandato insieme al libro Santo Rosario meditato  inviato da lei. Se è possibile Padre Giulio mandarmelo in pdf tramite mail. A proposito il libro del Santo Rosario meditato è una Grande scoperta meravigliosa di Maria e del Rosario. Siano Lodati Gesù e Maria. Ave Maria!!!!".
"Ringrazio per l’invio delle riflessioni del Vangelo del giorno, sono profonde e realistiche ed aiutano sicuramente a migliorare la vita dei credenti. Buona giornata. Giuliana Benvenuto".
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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2879 - Deus caritas est

Santa Maria, Madre di Dio, tu hai donato al mondo la vera luce, Gesù, tuo Figlio - Figlio di Dio.
Ti sei consegnata completamente alla chiamata di Dio e sei così diventata sorgente della bontà che sgorga da Lui.
Mostraci Gesù. Guidaci a Lui.
Insegnaci a conoscerlo e ad amarlo, perché possiamo anche noi diventare capaci di vero amore ed essere sorgenti di acqua viva in mezzo a un mondo assetato.

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domenica 26 gennaio 2014

2878 - Commento al Vangelo del 26/01/2014, domenica 3^ t.ord. "A"

+ Dal Vangelo secondo Matteo (4,12-23)
Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzareth e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti! Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta».
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il Regno dei Cieli è vicino». Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a Me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e Lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e Lo seguirono. Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il Vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Una pagina ricca di spunti, si potrebbero riempire decine di pagine nel commentare gli insegnamenti contenuti e le scelte compiute da Gesù. L'inizio della sua predicazione è avvenuta subito dopo l'arresto di Giovanni Battista, dopo la preparazione del popolo attuata dallo stesso e quando si era diffusa la voce della presenza del Messia.
In Gesù c'era una perfetta sintonia tra progetto ed azione, non compiva nulla avventatamente. Non era pensabile in Gesù, ma moltissimi cristiani non lo sanno, non sono mai entrati nella meditazione delle opere del Signore. Non si sono mai poste le domande sulle sue iniziative, per quale ragione le attuava in quel contesto mentre altri, per esempio, avrebbero fatto l'opposto.
La domanda che ci poniamo è questa: cosa ci spinge a compiere una buona azione e cosa una cattiva azione? Mettendo da parte gli interessi personali che sono negativi perchè non si esprime il vero amore, dobbiamo capire le ragioni che ci spingono a vivere o ignorare il Vangelo.
Il tema centrale del Vangelo è certamente il contrasto tra Luce e tenebre, per esemplificare, tra giorno e notte. Molti non hanno una chiara percezione della notte perchè l'illuminazione artificiale permette di vivere quasi come in pieno giorno. La notte la dovete considerare come una galleria buia, lunga e piena di pietre, dove si cammina con difficoltà. Si cammina lentamente per evitare di sbattere contro grossi massi, di farsi male o di fare del male.
L'uomo che vive lontano da Gesù si trova in questa galleria, le tenebre oscurano la vera realtà e se riesce in qualcosa nella vita per lo studio o l'attitudine personale, non equivale alla vera realizzazione di figlio di Dio. Non ha vera pace e gioia, è privo di ogni protezione divina.
Le tenebre che accecano la mente sconvolgono la vita, c'è il disorientamento a prevalere e a dare le direttive. Chi si fida di una persona che vive nelle tenebre? Potrà anche essere buona, ma non si lascia illuminare da Dio perchè non prega o non crede. La sua bontà quindi potrebbe essere interessata.
L'inizio della predicazione di Gesù fu sorprendete per l'annuncio che ripeteva, insisteva sulla necessità della conversione, annuncio che noi cristiani ripeteremo sempre. È la conversione del cuore a permettere di trovare la Fede, ed è la Fede ad illuminare tutta la vita. L'umanità che cammina nelle tenebre mostra di non avere Fede o di averla perduta, questa mancanza spiega la vita immorale che si è imposta nella società.
Senza la Luce di Dio non si riesce più a distinguere Bene e male, virtù e peccato, verità e falsità.
Senza questa Luce tutto si considera possibile e si giustifica, così le tenebre che accecano la mente fuoriescono in ogni circostanza e guidano verso scelte sempre sbagliate. In Israele senza l'arrivo di questa Luce, le tenebre erano la sola luce, quindi la loro situazione era pericolosa, mentre con la venuta della Luce nel mondo, tutti possiamo elevarci verso l'alto e scegliere la vita santa e onesta.
Chi vive in questa Luce ringrazia Gesù anche nelle sofferenze, vede la sua vita come un dono di Dio e la più grande gioia è amarlo.
I cristiani con il Battesimo e la vita spirituale che curano con amore, diventano luce del mondo, sono riferimenti importanti per quanti non pregano e non conoscono la sana dottrina. Il mondo ha urgente necessità di testimoni autentici per comprendere che una vita onesta, pura, sincera, è possibile.
Ogni cristiano nell'ambiente che frequenta deve portare la Luce di Gesù, il luogo più impegnativo è quello del lavoro. La preghiera deve sempre precedere qualsiasi forma di apostolato e l'approccio spirituale, dopo sarà più facile dialogare con i non credenti o gli agnostici.
Non è abituale la parola agnostico, l'agnostico afferma semplicemente l'impossibilità di conoscere la verità sull'esistenza di Dio o di altre forze soprannaturali, mentre l'ateo non crede nell'esistenza di alcun Dio o qualsiasi altro tipo di entità o forza superiore.
Ognuno di noi è in grado di aiutare quanti sono lontani da Gesù, essi notano soprattutto il buon esempio perchè oggi poco praticato. Non frequentano la Chiesa ma sono convinti che Dio ci vede sempre. Possiamo sempre donare un sorriso o una parola di conforto a chi soffre con l'invito a scoprire in Gesù la fonte della pace e dell'amore, e che incontrando Lui si rinasce a nuova vita.
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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2877 - Il pianto di Padre Pio

Un giorno San Pio da Pietrelcina versava calde lacrime e a chi gliene chiese il motivo egli rispose:
"E non vedi, non senti che sulla terra non c'e' più cuore? L'empietà trionfa, la bestia regna, unendosi alla volontà dell'uomo, i cuori sono diventati duri, insensibili. La Divina Pietà non li ammollisce, con i benefici non si attirano, con i castighi non si domano; durezza mostruosa! E' l'ora delle tenebre... e' l'ora della più intensa e umile preghiera per trattenere il braccio di Dio adirato".
In un'altra circostanza disse:
"Figliole, è l'ora delle tenebre, ed e' l'ora della più accorata preghiera. Chi molto prega ottiene. Dio è l'Onnipotente che trionfa su tutto. Ma l'umile preghiera unita alle lacrime trionfa di Dio medesimo, ne trattiene il Braccio, ne spegne il fulmine, lo disarma e direi pure lo vince, lo rende amico! Egli è l'Onnipotente, ma la sua onnipotenza è umile ancella del suo amore misericordioso. Figlie mie, vi dico: pregate sempre, pregate molto. Chi molto prega si salva e salva. Il vostro angelo vi aiuti in questo". 

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2876 - Dubitare dell'esistenza di Dio

Un saggio, vedendo i suoi discepoli discutere sull'esistenza di Dio, un giorno pensò bene di recarsi da loro in sella al proprio asino. Si aggirava attorno come se cercasse qual­cosa.
Gli chiesero preoccupati i discepoli: "Maestro, dove stai andando?" 
Rispose: "Sto andando in cerca del mio asino!"
Scoppiarono tutti a ridere e fecero notare: "Ma ciò è ridicolo: gli stai in sella!"
E lui: "Ancora più ridicoli siete voi: andate in cerca di Dio, quando è su di lui e per lui che vivete! " 
(A. De Mello)

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2875 - Commento al Vangelo del 25/01/2014

+ Dal Vangelo secondo Marco  (16,15-18)
In quel tempo, Gesù apparve agli Undici e disse loro: «Andate in tutto il mondo e annunciate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio Nome scacceranno demoni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno». 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Non mi desta meraviglia la conversione di un uomo che perseguitava la Chiesa nascente, e non era un uomo qualunque, Saulo poi diventato Paolo, era un ebreo ellenizzato che godeva della cittadinanza romana, fiero avversario della neo-istituita Chiesa cristiana. Da fedele osservante dell’ebraismo, considerava falsa la dottrina dei cristiani, avversava Gesù anche se non Lo aveva mai incontrato. Saulo di Tarso era nemico della Chiesa fondata da Gesù.
Lui aveva una considerevole attenuante, non agiva in malafede come faranno molti altri nei secoli futuri, difendeva la sua Religione perché era un osservante convinto. Lottava i profeti che si improvvisavano tali, ma non riuscì a comprendere la vera natura della Religione cristiana.
Quindi, pur essendo un ebreo osservante coerente non aveva la necessaria capacità spirituale per discernere la venuta di Gesù. Anche questo dato ci dice che solo nel Cristianesimo si trova la pienezza della Rivelazione di Dio.
Dopo la sua miracolosa conversione, Saulo rientrò in sé, costretto dalla cecità sopravvenuta mentre si recava in un’altra città a combattere i cristiani. Gesù non violentò la sua libertà, ma ascoltò le sicure preghiere del persecutore innalzate ad Jahvè, solo questo spiega l’intervento divino. Saulo nel suo intimo sicuramente pregava Dio per conoscere la verità, per non agire contro la sua volontà.
La sua preghiera fu accolta da Gesù, ma non possiamo tacere la potentissima preghiera della Vergine Maria, la quale pregava senza sosta per tutti i cristiani, implorava da suo Figlio già asceso al Cielo, la fine delle persecuzioni.
La Madre orante pregava per il giovane e spavaldo persecutore della Chiesa fondata da Gesù: chiese e ottenne la sua conversione.
Si stava recando da Gerusalemme a Damasco per organizzare la repressione dei cristiani della città, fu improvvisamente avvolto da una luce fortissima e udì la voce del Signore che gli diceva: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?”. In realtà, Saulo perseguitava i cristiani, qui Gesù precisa che i cristiani sono innestati in Lui, vivono nel suo Cuore, fanno parte del Corpo mistico, quindi, perseguitando i cristiani si perseguitava anche Gesù.
La Luce divina rese Saulo cieco, era però una cecità benedetta, quella che fa rientrare in sé e illumina la mente, permette di vedere dentro. Solo così Saulo divenne un uomo nuovo, comprese che la sua veemenza contro i cristiani era un grave errore, la sua convinta lotta era frutto di pregiudizi e cattiva interpretazione della dottrina insegnata da Gesù.
Molti cristiani comprendono i loro errori quando si fanno male, mentre quando tutto sembra scorrere secondo le loro opinioni, non riescono ad interrogarsi per scoprire la verità. Dipende dalla mentalità e dalla conversione del cuore, c’è chi agisce sbagliando per ingenuità e chi con furbizia per eseguire determinati piani. Si affollano nella mente tantissime fantasie che danno spiegazioni opposte a quanto avviene nella realtà, causano una tenebre fitta e oscura e si intraprendono iniziative illogiche.
Le convinzioni frutto di fantasie causano danni spirituali e spesso anche la rottura di buone amicizie, perché si segue l’inganno.
Se Paolo non fosse rimasto abbagliato dalla Luce divina, sarebbe rimasto convinto dei suoi errori e delle cattive interpretazioni, questo ci dice che solo la Luce dello Spirito di Dio ci dona la verità in ogni circostanza e ci trasforma in cristiani autentici.
Non bisogna mai fidarsi dei pensieri che arrivano alla mente, bisogna filtrarli e pregare soprattutto quando si tratta di situazioni delicate. Questo avviene a chi si trova all’inizio del cammino spirituale, mentre quanti sono avanti riescono ad intuire più facilmente la verità e la seguono con piena convinzione.
È una Grazia rientrare in sé e conoscersi, comprendere gli errori commessi e tutte le situazioni che contrastano la propria Fede.
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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2874 - Messaggio di Medjugorje del 25 gennaio 2014

Cari figli! 
Pregate, pregate, pregate perché il riflesso della vostra preghiera influisca su tutti coloro che incontrate. 
Mettete la Sacra Scrittura in un posto visibile nelle vostre famiglie e leggetela perché le parole di pace scorrano nei vostri cuori. 
Prego con voi e per voi, figlioli, perché di giorno in giorno siate sempre più aperti alla volontà di Dio. 
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
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venerdì 24 gennaio 2014

2873 - Commento al Vangelo del 24/01/2014

+ Dal Vangelo secondo Marco (3,13-19)
In quel tempo, Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da Lui. Ne costituì Dodici -che chiamò apostoli-, perché stessero con Lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni. Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro, poi Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè “figli del tuono”; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, il quale poi Lo tradì. 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La salvezza eterna è aperta a tutti, Gesù addirittura morì in Croce per prendere su di sè i peccati del mondo, nessuno può onestamente pensare di non essere amato da Dio. La stessa morte di Gesù è la prova di un Amore infinito.
Dio chiama ogni creatura umana a conoscerlo e ad entrare in dialogo con Lui, Egli desidera questo, e per facilitare all'uomo la conoscenza e i mezzi per vivere la sua Legge, inviò nel mondo un dono, il proprio Figlio. Lui è la Via, non c'è possibilità di sbagliare indirizzo se l'uomo segue le indicazioni che si trovano nel Vangelo.
Fin da Adamo ed Eva, Dio chiama le sue creature per dialogare e vedere le loro reazioni, così diventa necessaria la prova.
Gesù ci ama ed invia ogni giorno segni di salvezza ad ognuno di noi, però non tutti i cristiani sono coerenti e sinceri, la debolezza molto spesso trascina lontano dal Vangelo. Ci chiediamo: Gesù conosce quale sarà la nostra corrispondenza alla sua chiamata? Sì, la conosce perfettamente. Quindi, qualcuno si chiederà, perchè allora ci sottopone alle prove, anche se misurate alla capacità di ognuno?
Passare attraverso le prove è necessario, non per Gesù ma per noi. Lui ci conosce benissimo e misura le nostre capacità, invece le prove sono necessarie a noi per ripulirci dalle macchie dei peccati o di comportamenti arroganti, egoisti, maliziosi e dai pensieri contorti. Il ferro per ripulirlo dalla ruggine bisogna avvicinarlo al fuoco, le conseguenze dei peccati si ripuliscono con il fuoco delle sofferenze.
Ma non è Gesù a mandare le sofferenze, semmai le permette per la nostra santificazione, non ha alcuna gioia nel vedere soffrire noi, mentre l'uomo e la donna molto spesso si ritrovano nelle tribolazioni per le loro scelte sbagliate. Miliardi di persone sono pentite quando si trovano nei tormenti a causa di scelte avventate e impulsive. Se potessero tornare indietro non rifarebbero gli stessi errori.
Pensate ai vostri errori e metteteli nel Cuore di Gesù, chiedete di farvi accettare serenamente i cattivi ricordi e di guarire le ferite ancora sanguinanti. Spesso è necessario perdonare nel proprio cuore le persone che in qualche modo sono state coinvolte.
Le prove nella vita sono molte, la debolezza non è mai una buona alleata perchè fa perdere sempre qualcosa, quantomeno la pace interiore e spesso i buoni propositi. La verità delle prove, quindi, è la debolezza della persona, essa fa scaturire situazioni che diventano pesanti, imbarazzanti, dolorose. Il modo per evitare queste dolorose situazioni è la volontà di Gesù, chi la compie non è mai confuso nè cade nelle trappole di satana.
Gesù continua a chiamare ancora oggi, desidera la salvezza eterna di tutti, ma pochi rispondono generosamente al suo invito.
Gesù conosce perfettamente ognuno di noi e solo a pochi concede compiti importanti. Non intendo solo i Consacrati, anche fedeli laici sono diventati Santi e oggi ci sono credenti che vivono intensamente la spiritualità del Vangelo.
Quelli che rispondono alla chiamata vengono passati attraverso il crogiolo del vero fuoco spirituale fino a diventare splendenti e candidi. Ma è tutta Grazia, non è una sofferenza senza speranza o angosciata, al contrario è proprio questa sofferenza che fa acquisire gli stessi sentimenti di Gesù. E non è cosa di poco conto! Guardate tutti i Santi come vivevano serenamente anche in mezzo a prove indicibili.
Il crogiolo indica il cuocere lentamente, bruciare e rosolare, arrostire per fare indorare il cibo, quindi farlo abbellire, adornare, illuminare.
Mai Gesù mette in una condizione simile chi non è in grado di sopportare prove più dolorose, quindi allontanate dalla mente l'intervento di Dio quando siete ammalati o soffrite per una prova. Non arriva mai da Dio la malattia nè vuole la sofferenza di quanti non sanno sopportare la loro piccola croce. Dio interviene nelle anime chiamate a condividere la Passione del Calvario: San Francesco, Santa Rita, Santa Veronica, Santa Gemma, San Pio.
Gesù è Colui che guarisce e porta la pace, solleva dalle prove e dona la gioia.
Gesù chiamò i Dodici e già conosceva bene il traditore, Giuda non fu provato dal Signore, egli scelse liberamente di tradire.
Ognuno di noi sceglie in che modo seguire Gesù. Sceglie i tradimenti oppure resiste alle tentazioni: determina da solo il suo futuro.
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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2872 - Saggi con Dio

Se Dio ti favorisce con dei doni, servitene per la tua consolazione, non per la tua rovina. Se ti toglie dei beni, che ciò ti serva ad aumentare la tua pazienza, non a farti bestemmiare. 
(S. Agostino)
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2871 - I veri tesori

Matteo 6,19-21
Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulatevi invece tesori nel cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e non rubano. Perché là dov'è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore.

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giovedì 23 gennaio 2014

2870 - Commento al Vangelo del 23/01/2014

+ Dal Vangelo secondo Marco (3,7-12)
In quel tempo, Gesù, con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e Lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall’Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidòne, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da Lui. Allora Egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non Lo schiacciassero. Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di Lui per toccarlo. Gli spiriti impuri, quando Lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma Egli imponeva loro severamente di non svelare chi Egli fosse. 
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Gesù attraeva molta folla, "sentendo quanto faceva" cercava Lui da ogni parte per ricevere un aiuto. La Persona di Gesù aveva forte attrazione ma non in tutti, quelli che Lo cercavano erano ammalati e carichi di problemi, già la ricerca del Signore li rendeva predisposti a ricevere Grazie. I cattivi e quelli dal cuore indurito non cercavano Gesù, preferivano restare ammalati che umiliarsi davanti a Lui.
In tutte le regioni si era diffusa la voce dei miracoli di Gesù, il Vangelo afferma che arrivavano da tanti luoghi per vederlo, molti si accontentavano anche di questo, ma andavano con la speranza di ottenere la guarigione anche da malattie incurabili.
Quanta strada dovevano fare per vedere Gesù, quanta fatica per ottenere anche un piccolo aiuto: cercavano Dio per implorarlo.
Oggi Gesù si trova nei Tabernacoli delle Chiese e pochi Lo vanno a cercare, come se non avessero bisogno di Lui, essi non comprendono profondamente che l'Eucaristia è Gesù Cristo, lo stesso che duemila anni fa faceva miracoli senza sosta e guariva gli ammalati da ogni malattia. Lo stesso che liberava le persone possedute dai diavoli e scacciava i diavoli con un solo respiro. Lo stesso che mostrò un Amore senza limiti per ciascuno di noi.
Ognuno si chieda l'origine dell'indifferenza o del poco amore verso l'Eucaristia. Forse si conosce poco? Non si è ancora capaci di rimanere in silenzio davanti al Tabernacolo ad adorare l'Eucaristia? Non c'è il desiderio o molte altre cose mondane si considerano più importanti di Gesù?
È un discorso rivolto ai cattolici, essi programmano la giornata escludendo Gesù, quindi senza considerare la sua presenza, solamente quando c'è una sofferenza molti pregano e chiedono aiuti. Ci sono quelli che sicuramente conducono un serio cammino spirituale e seguono Gesù, molti altri cattolici invece trascurano la cosa più importante della vita: adorare Dio. Lavorano o hanno altri impegni familiari, così dimenticano Gesù.
Molti cattolici potrebbero fare di più, sia per il tempo disponibile sia per le amicizie, ma sono pigri, volubili e senza rinnegamento.
Quando non si entra nella vera spiritualità si segue Gesù e la Madonna in modo emotivo e passionale, non per una convinta riflessione della Loro importanza, perchè altrimenti lascerebbero la vita dissipata e insignificante. Magari vanno in pellegrinaggio e respirano una certa emozione che li illude di avere trovato tutto. Non comprendono che quello è solo l'inizio del vero cammino spirituale. Continuano a vivere di apparenze.
Il vero amore a Gesù si deve non solo quando c'è una malattia o si spera di salvare il matrimonio, questa è preghiera interessata.
Certo, è sempre preferibile pregare anche quando non c'è un amore convinto verso Gesù, con il tempo potrebbe sbocciare. La preghiera fatta con semplicità viene accolta da Gesù, anche se chi prega non è molto spirituale. Gesù ascolta sempre, ascolta tutto, perchè come Dio è in ogni luogo, non si trova solamente nel Tabernacolo. Ma chi vi si reca, scopre l'Amore di Gesù e la sua spiritualità diventa forte.
Il Vangelo afferma che moltissimi senza conoscere Gesù andavano a cercarlo da molte parti, oggi i cristiani Lo conoscono e rimangono indifferenti. Oppure Lo cercano attraverso le persone sbagliate, per giustificare la vanità e la superbia. Gesù passa davanti a noi e spera di fermarsi nei cuori buoni e pronti ad accoglierlo, solo in pochi cuori rimane perchè li trova liberi dalle frivolezze mondane.
La vera conversione indica una nuova mentalità, non si può condurre una vita dissipata e dirsi seguaci di Gesù.
 
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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Medaglia di San Benedetto