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lunedì 16 dicembre 2013

2782 - Sant' Adelaide, Imperatrice

Le Chiese d’Oriente e d’Occidente in due millenni di cristianesimo hanno attribuito l’aureola della santità quale corona eterna a non poche imperatrici che sedettero sui troni di Roma, di Costantinopoli e del Sacro Romano Impero. Sfogliando le pagine dell’autorevole Bibliotheca Sanctorum e della Bibliotheca Sanctorum Orientalium possiamo trovare i loro nomi: Adelaide, Alessandra e Serena (presunte mogli di Diocleziano), Ariadne, Basilissa (o Augusta), Cunegonda, Elena, Eudossia, Irene d’Ungheria (moglie di Alessio I Comneno), Irene la Giovane (moglie di Leone IV Chazaro), Marciana, Pulcheria, Placilla, Riccarda, Teodora (moglie di Giustiniano), Teodora (moglie di Teofilo l’Iconoclasta), Teofano. Anche nel XX secolo non sono mancate sante imperatrici: Sant’Alessandra Fedorovna, moglie dell’ultimo zar russo canonizzata dal Patriarcato di Mosca, la Serva di Dio Elena di Savoia, imperatrice d’Etiopia, ed in fama di santità è anche Zita di Borbone, moglie del Beato Carlo I d’Asburgo ed ultima imperatrice d’Austria.
La prima imperatrice citata, Sant’Adelaide, è oggi comemmorata dal Martyrologium Romanum ed è forse una delle più celebri in quanto il suo nome è ancor oggi abbastanza diffuso. Adelaide nacque nel 931 da Rodolfo II, re dell’Alta Borgogna, e da Berta, figlia di Burcardo, duca di Svevia. Sin dall’infanzia fu trattata come una pedina politica, infatti all’età di soli due anni fu promessa in sposa a Lotario, figlio di Ugo di Provenza, che sposò poi a sedici anni. Nel frattempo rimase orfana di padre a sei anni. In quel periodo Lotario II era formalmente re d'Italia, sebbene il paese fosse in realtà dominato da Berengario d’Ivrea. Dalla loro unione nacque Emma, ma dopo soli tre anni di felice matrimonio nel 950 Adelaide rimasta vedova. Lotario era stato probabilmente avvelenato per ordine di Berengario, che infatti perseguitò e mise in prigione Adelaide in un castello sulle rive del lago di Garda, per essersi rifiutata di sposare suo figlio. Non si sa con certezza se Adelaide fu liberata da Ottone I il Grande, quel re tedesco che stava tentando di riportare ordine nel Nord Italia a capo di un’armata, o se ella riuscì a scappare autonomamente per poi rifugiarsi presso di lui.
Cosa certa è invece che i due convolarono a nozze il giorno di Natale del 951 presso Pavia. Adelaide aveva appena vent’anni, ma era una donna di elevate doti intellettuali e non mancò di prendere parte attivamente agli affari di stato. Questa unione contribuì a consolidare l’autorità di Ottone nell’Italia settentrionale e nel 962 fu finalmente incoronato imperatore a Roma da Papa Giovanni XXII. Pare che Adelaide, devota e piena di grazia, fu un’imperatrice assai popolare tra i suoi sudditi. Il matrimonio durò ben ventidue anni e nacquero cinque figli tra cui il futuro Ottone II.
Nel 973, alla morte del marito, dovette affrontare un nuovo conflitto. Il suddetto erede al trono era infatti un giovane testardo e nel risentimento verso la madre fu molto influenzato da sua moglie, la bizantina Teofano. Adelaide abbandonò allora la corte e si trasferì a Vienne presso suo fratello Corrado di Borgogna. Si rivolse in cerca d’aiuto a San Maiolo, abate di Cluny, che favorì la riconciliazione familiare: madre e figlio si incontrarono a Pavia ed Ottone II s’inginocchio per implorare il perdono materno. In segno di riconoscenza Adelaide inviò alcune offerte al santuario di San Martino di Tours, compreso il più bel mantello di Ottone, e con queste parole invocò la protezione per suo figlio: “Tu che hai avuto la gloria di coprire con il tuo mantello Cristo Signore nelle spoglie di un mendicante”.
In seguito non mancarono però altri conflitti: dieci anni dopo la sua ascesa al trono, nel 983 Ottone II morì, lasciando come suo erede l’infante Ottone III e Teofano come reggente. L’imperatrice d’origine bizantina era però ancora ostile alla suocera e ad Adelaide non restò che lasciare nuovamente la corte. All’improvvisa morte di Teofano, nel 991, fu però richiamata essendo ancora minorenne il nipote e resse con rara saggezza l'impero. All’età di sessant’anni venne a trovarsi per la prima volta in una posizione di potere e si avvalse dei consigli sapienti di alcuni santi quali Villigiso arcivescovo di Magonza, Adalberto di Magdeburgo, Maiolo ed Odilone di Cluny. Quest’ultimo fu poi autore di una vita della santa imperatrice.
Adelaide nutrì sempre un gran desiderio di pace, nonché una grande capacità di perdonare i nemici. Fu piena di carità verso gli indigenti, ai cui bisogni era solita venire incontro con larghe sovvenzioni. Fondò e restaurò parecchi monasteri maschili e femminili, beneficando particolarmente i cenobi di Peterlingen, San Salvatore di Pavia e Seltz. Tentò di convertire gli slavi, i cui movimenti alla frontiera turbarono gli ultimi anni della sua vita. Ritiratasi infine nel monastero benedettino di Seltz, in Alsazia vicino a Strasburgo, morì santamente il 16 dicembre 999. La sua canonizzazione fu decretata dal pontefice Urbano II nel 1097 circa.
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