Il Signore ti benedica,ti custodisca e ti mostri il Suo volto misericordioso!

Quando pensi di aver toccato il fondo e che nessuno ti voglia o ti ami più, Dio si fa uomo per incontrarti, Gesù ti viene accanto

CIAO A TE !!

Nulla è più urgente nel mondo d'oggi di proclamare Cristo alle genti. Chiunque tu sia, puoi, se vuoi, lasciare un tuo contributo, piccolo o grande che sia, per dire, comunicare, annunciare la persona di Gesù Cristo, unico nostro salvatore. Uno speciale benvenuto a LADYBUG che si è aggiunta di recente ai sostenitori ! *************************************************** Questo blog è sotto la protezione di N.S. Gesù Cristo e della SS Vergine Maria, Sua Madre ed ha come una ragione di esistere di fornire un contributo, sia pure piccolo ed umile, alla crescita della loro Gloria. ***************************************************

Con Cristo non ci sono problemi, senza Cristo non ci sono soluzioni.

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domenica 30 giugno 2013

2435 - Commento al Vangelo del 30/6/2013, domenica XIII t.ord.

+ Dal Vangelo secondo Luca (9,51-62)
Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio. Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio». Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio». 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La chiamata di Gesù non contempla divagazioni o ritardi, Egli pur essendo misericordioso stabilisce un tempo per consentire ad una persona di ravvedersi. È sempre in attesa della conversione di tutti i peccatori, anche dei più corrotti, ma oltrepassato il limite -comunque incalcolabile- che aveva stabilito per la conversione di una determinata persona, non concede più Grazie gratis datae, abbandona l’uomo alle sue scelte.
Se dovesse convertirsi Gesù lo perdona, ma è abbastanza impegnativa la conversione di chi ha sempre calpestato la Legge di Dio.
Lo abbiamo visto con Giuda Iscariota ieri leggendo la rivelazione a Maria Valtorta, Gesù ha tentato di tutto per farlo rinsavire ma poi lo ha lasciato alla sua decisione finale, lo ha reso responsabile della sua scelta. La rivelazione di ieri merita una rilettura approfondita, risulta immensamente infinita la bontà di Gesù e le scelte sbagliate di uomini e donne che decidono in modo avventato o seguono i pensieri dei diavoli che arrivano alla mente.
Gesù ha troppo rispetto dell’arbitrio dell’uomo e glielo ha donato per elevarlo in dignità, per l’amore che porta ad ogni essere umano, anche per renderlo responsabile delle scelte. Le ripetute richieste a Giuda di ravvedersi commuovono e ci indicano con piena chiarezza che Gesù è veramente l’Amore incarnato, un Amore per noi incomprensibile e spesso difficile da imitare anche in minima parte.
All’inizio, quando Giuda chiese a Gesù di aggregarsi agli Apostoli, in sostanza ha ripetuto anche lui queste parole: “Ti seguirò dovunque Tu vada”. Dopo tre anni il risultato fu pienamente opposto, non solo rinnegò la promessa ma divenne anche il traditore per antonomasia. Quando si vuole indicare qualcuno che tradisce si pronuncia il nome Giuda, è diventato un nome che spaventa i buoni. Meno male che c’è il grande Santo Giuda Taddeo a riequilibrare le cose, era cugino di Gesù e straordinario Apostolo.
Le parole del Vangelo dette dall’uomo che incontrò Gesù, sono sostanzialmente le stesse che ripete il Sacerdote nella sua ordinazione: “Eccomi”, impegno che equivale a “Ti seguirò dovunque Tu vada”. La disponibilità che si promette dinanzi a Dio e all'assemblea è piena, “Eccomi” significa che egli ci si dona a Gesù senza voler trattenere nulla per sé. È l’impegno che assume il Sacerdote, il suo proposito, la vita che deve condurre fino alla fine.
Non avviene più questo in parecchi casi negli ultimi decenni all’interno della Chiesa, la colpa principalmente è degli uomini che si sono lasciati attrarre dal mondo, dai piaceri inopportuni, dalla vita allegra. Trascurando Gesù e le cose di Dio. Il Sacerdote è un uomo e ovviamente può sbagliare, quando sceglie di vivere in modo pagano danneggia la sua vita e di quanti lo seguono o lo ascoltano.
Se il Sacerdote dimentica la promessa antica: “Ti seguirò dovunque Tu vada”, finisce per seguire le proprie debolezze e regredisce.
Non bisogna condannare i Sacerdoti che sbagliano, si condannano i loro peccati, ed è sempre possibile il pentimento e il ritorno alla sana spiritualità, ed è impellente pregare ogni giorno per tutti i Sacerdoti e sperare in un loro pellegrinaggio nei luoghi mariani: Lourdes, Fatima, Medjugorje. La caduta di un Sacerdote porta con sé tante anime lontane da Gesù, è la rovina di molti credenti che seguivano le sue catechesi.
All’impulsiva e precipitosa disponibilità dell’uomo che incontrò Gesù e disse: “Ti seguirò dovunque Tu vada”, il Signore non rispose alle parole e mostrò il suo essere viaggiante, evidenziando che Lui andava ovunque per annunciare il Vangelo e non aveva una dimora stabile. Però l’uomo non aveva parlato di dimora, è vero, ma Gesù già conosceva il suo cuore e la sua parziale disponibilità.
Quando noi interiormente non siamo disponibili a rinnegarci, Gesù lo sa e non ci prende sul serio…
Invece ad un altro disse: “Seguimi”, l’uomo era sicuramente pronto intimamente a seguirlo ma gli affetti familiari lo frenarono. Voleva compiere un’opera misericordiosa seppellendo il padre, Gesù invece mostrò una scelta ancora più grande: seguire Dio, mettendo in secondo piano gli affetti familiari. Gesù non glielo vietò, replicò che più che seppellire il padre morto era più importante annunciare il Regno di Dio. Il padre era morto, cosa poteva dargli? Gesù aggiunse pure che i suoi familiari lontani da Dio vivevano come morti, essi erano titolati a seppellire il morto.
Qui si evidenzia che la chiamata di Gesù è di una importanza quasi infinita, niente è più grande nella nostra vita della risposta onesta e piena alla sua chiamata, per diventare Consacrati o fare apostolato nei luoghi che si frequentano.
Un terzo uomo diede la disponibilità a seguire Gesù, volle precisare che riteneva importante andare a salutare i suoi, perdendo così l’invito di Dio che passava davanti a lui e non riuscì a coglierlo. Gesù precisò che seguire Lui è più importante di tutto, amando Lui si amano meglio i propri familiari perché si amano con amore puro.
Tutti i veri credenti che amano i propri familiari in Dio, cioè mettendo Dio al primo posto e pregando per essi, li amano meglio.
È grave quando un cristiano dopo anni di cammino spirituale si volge indietro e comincia a vivere come i corrotti, sceglie la mentalità degli uomini continuando a parlare di Gesù ma senza trasmettere alcuna vera spiritualità. Chi abbandona Gesù anche solo affettivamente, quindi magari continuando a frequentare la Chiesa ma infruttuosamente, non “è adatto per il Regno di Dio”.

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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2434 - Sant' Adolfo di Osnabruck, Vescovo

Figlio dei conti di Tecklenburg nella Westfalia, nato verso il 1185, giovanetto entro a far parte del clero di Colonia e divenne canonico della cattedrale. Visitando un giorno il convento dei Cistercensi di Altenkamp, rimase scosso e ammirato della loro penitenza, e, sentendosi attratto alla vita monastica, chiese e ottenne di restare nel monastero. Poco dopo, però, sia a causa dei suoi illustri natali sia anche per la fama della sua virtù, nel 1217 Adolfo fu eletto vescovo di Osnabruck. Durante i sette anni del suo episcopato si distinse per una grande semplicità di vita, conservando la modestia delle abitudini monacali; ebbe grande cura e sollecitudine per i poveri ed i lebbrosi, a favore dei quali distribuiva buona parte dei proventi dei suoi possedimenti. Attivo e sollecito della vita spirituale della diocesi, si interessò dei monasteri compresi nella sua giurisdizione e riformò le dame regolari di Herzebrack, sottoponendole alla regola benedettina. 
Adolfo morì il 30 giugno 1224, ma nei martirologi dell'Ordine cistercense è commemorato l'11 febbraio. Venerato ben presto come santo, non è stato, però, mai ufficialmente canonizzato; il primo altare in suo onore fu eretto nel duomo cli Osnabruck solo nel 1632, e nel 1651 il vescovo, alla presenza del Capitolo e di molti fedeli, fece aprire il suo sepolcro e riporre le reliquie in un luogo onorifico: ciò però non può valere corne una elevatio, rito già in uso nel Medioevo abolito definitivamente coi decreti di Urbano VIII del 1634. Tuttavia la sua festa si celebra ancora oggi ad Osnabruck e presso i Cistercensi, non l'11, ma il 14 febbraio per la occorrenza della festa dell'apparizione di Lourdes.

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sabato 29 giugno 2013

2433 - Commento al Vangelo del 29/6/2013

+ Dal Vangelo secondo Matteo (16,13-19)
In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’Uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che Io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei Cieli. E Io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del Regno dei Cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei Cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei Cieli». 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La solennità dei due grandi Apostoli ci indirizza alla riflessione del ministero Petrino e dell’apostolato. La figura di Pietro è molto importante nella Chiesa per il Primato dato da Gesù a lui, un ruolo insostituibile e necessario per il rispetto delle Leggi e la conferma dei fratelli nella Fede autentica. Pietro rappresenta il Vicario di Gesù, come tale deve guidare la Barca mistica, deve esercitare il potere insito nel ruolo, potere che in realtà è servizio alla Verità.
Un Papa è rivestito del Primato di Pietro, è un tutt’uno con l’incarico di Vescovo di Roma, c’è l’uno per l’altro, il Papa è tale perché Vescovo di Roma e il Vescovo di Roma esercita il Primato di confermare e guidare con il potere la Chiesa. Se questo potere non viene esercitato nasce l’anarchia o ingovernabilità, ognuno fa quello che vuole, anzi viene agevolato ad agire facoltativamente.
Senza le leggi della Chiesa, la sana dottrina viene eliminata, il Vangelo diventa un optional o se ne inventa uno moderno e mondano…
Gesù non poteva lasciare la sua Chiesa senza un responsabile, appunto un Vicario è indispensabile, un Vicario che si assuma la responsabilità davanti a Dio e guidi i credenti nella Fede tradizionale. Il Vicario di Cristo è stato per duemila anni identificato come il Papa, il padre di tutti, l’uomo che “svela Dio”, così sacro e tanto divinizzato.
I giapponesi considerano l’imperatore una divinità nel senso proprio del termine, sono pagani ma non stupidi, hanno questa credenza e la osservano con assoluto rispetto. Per loro vedere l’imperatore è come vedere dio. Lo stesso avviene nei popoli che si nutrono di idolatria e non conoscono il vero Dio.
Questo non può avvenire nel cattolicesimo perché conosciamo Gesù e non consideriamo un idolo il Papa, ma è il Papa a rimandarci a Gesù. È il suo rappresentante in Terra, l’uomo di cui Gesù si fida per non fare deviare la sua Chiesa dalla Verità rivelata. Per duemila anni la Tradizione ha presentato questa figura con somma venerazione, ma senza cadere nell’idolatria, forse si accentuava il rispetto non alla persona ma a ciò che rappresentava.
La Chiesa e il popolo santo hanno necessità della guida del Papa, una guida fedele agli insegnamenti fedeli al Magistero autentico.
I cattolici devono seguire il Papa e i suoi insegnamenti, lui è chiamato ad indicare la Fede cattolica, purtroppo in questi mesi molti stanno reagendo male ai dialoghi del Papa con le altre Religioni e le comunità protestanti, questi cattolici affermano la possibilità di alleanze strane per formare una Nuova Chiesa Mondiale o che le aperture indichino la volontà di eliminare il Papato, in nome dell’ecumenismo.
L’ecumenismo è il cavallo di troia della Massoneria ecclesiastica presente nella Chiesa, noi siamo fiduciosi e certi che i traditori non riusciranno nell’intento di distruggere la Fede della Chiesa. Però, da alcuni mesi teologi, Sacerdoti e giornalisti, scrivono sulla possibilità di un Papa che cada nell’eresia, ma non hanno alcuna prova su queste affermazioni. Non si può accusare senza provare l’accusa.
Questi dibattiti sulle aperture di Papa Francesco sono leciti ed aiutano a crescere nella Fede, parlare di eresie è una affermazione pesante.
È stato pubblicato anche un libro di un famoso conferenziere cattolico, De Mattei, in cui viene spiegato che è possibile che ci sia un Papa eretico. Non scrive se ora o in futuro, è lasciato aperto questo aspetto, comunque prima devono avvenire determinati fatti per accusare di eresia. Noi consideriamo questa sua tesi e, come già facciamo da almeno un anno, staremo vigilanti riguardo la nostra Fede.
Questi studiosi che dibattono forse conoscono fatti che ancora non rivelano, De Mattei scrive a pagina 122: “Non si tratta di deporre un Papa eretico, ma di constatare che un Papa è decaduto dalla sua funzione per colpa di eresia”. Non afferma che adesso è avvenuto qualcosa di eretico. Vuole dire che in caso di eresia un Papa da quel momento stesso non è più il Vicario di Cristo, non è più Papa. Ma deve esserci l’eresia, adesso non si può parlare di eresia.
Se dovesse verificarsi qualcosa del genere, tutti ne saremmo informati. Non si deve cadere nell’eccesso e mettere il carro davanti ai buoi, finchè sono davanti i buoi non bisogna allarmarsi, il problema adesso non si pone e noi preghiamo perché non avvenga mai qualcosa del genere.
Noi siamo devoti della figura del Papa, desideriamo che sia sempre più intimo con Gesù e che segua il Vangelo della Tradizione.
Ogni essere umano gode però del libero arbitrio, anche Papa Francesco è libero di fare le scelte che vuole e proprio oggi abbiamo letto nella rivelazione a  Maria Valtorta come utilizzò malamente la sua libertà quello sciagurato di Giuda Iscariota. Sul dialogo tra lui e Gesù dovrei spiegare diversi aspetti, cercherò di farlo in modo riassuntivo.
Abbiamo letto dell’insistenza di Gesù per fare ravvedere Giuda senza però riuscire a farlo desistere, quindi qualcuno potrebbe domandarsi: perché Gesù non è riuscito a convertirlo? Per il libero arbitrio di Giuda, lui aveva deciso deliberatamente di tradire il Signore e questa sua decisione non poteva essere cambiata neanche da Dio. Da un lato Dio stesso gli ha donato questa facoltà, dall’altro non poteva violentare la decisione di Giuda.
Per spiegare meglio questo passaggio, trascrivo la richiesta della donna che aiutò gli Apostoli, fatta a Gesù per convertire suo marito. Gesù rispose che sarebbe avvenuto. Rileggiamo questo dialogo:
«Nulla vorrei, Rabbi. Nessun compenso. Ma una cosa vorrei, pur non volendo denaro. E questa me la puoi dare!».
«Che, donna?».
«Che il cuore del mio sposo mutasse. E questo Tu lo puoi fare, perché Tu sei veramente il Santo di Dio».
«Va’ in pace. Ti sarà fatto come tu chiedi. Addio».
Gesù può cambiare il cuore del marito della donna perché non era orientato volontariamente contro Dio, ma Giuda sì che era contrario!
Nel dialogo con Giuda emerge una misericordia di Gesù più che infinita, cerca di salvare l’anima di Giuda perché era stato suo amico e discepolo, non lo vuole convincere per evitare la sua crocifissione, quella era decisa e la desiderava. Colpisce l’insistenza di Gesù nel far desistere quel disgraziato, è davvero l’Amore che parla dimenticando i numerosi tradimenti compiuti da Giuda e i furti del denaro.
Gesù vedeva Giuda dannato e soffriva molto. Altri uomini avrebbero spinto Giuda ad impiccarsi prima possibile. Gesù è diverso.
Qui si apre un’altra domanda: Giuda era stato profetizzato anticamente come il traditore, ma se non avesse tradito Gesù, come si sarebbe spiegata la mancata realizzazione della stessa profezia? Con niente, tutte le profezie di Dio sono condizionate dalla risposta dell’uomo, basta leggere cosa avvenne a Sodoma e Gomorra e alla città di Gerico.
Le profezie possono cambiare se l’uomo nel frattempo decide di convertirsi e di non tradire più Gesù. Tutto è possibile per chi ama.

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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2432 - Santa Emma di Gurk, Contessa

Santa, sì, ma piuttosto latitante. Emma di Gurk è un personaggio da inseguire attraverso la storia come un ricercato, contando sulle poche tracce sicure e schivando le volonterose invenzioni successive. Dunque: anno di nascita e luogo sconosciuti. Noi incontriamo Emma quando è già moglie del conte di Sann, appartenente alla più ricca nobiltà del ducato di Carantania, che comprende le attuali regioni austriache di Carinzia e Stiria, e la Carnìola (in Slovenia).Di questo marito, sappiamo che muore nel 1016. Dei figli, ne conosciamo uno solo: Guglielmo, ucciso nel 1036. Alla sua morte, Emma rimane sola, con l’imponente patrimonio di una famiglia che non c’è più. Allora se ne serve per il soccorso ai poveri e per fondare i monasteri di Gurk, femminile, e più tardi quello maschile di Admont. Lei si ritira a vivere come monaca a Gurk, secondo un’attestazione che risale al 1200.Ma non sappiamo se ne diventa badessa – come altre fondatrici – o se rimane semplice religiosa: entra in una sorta di clandestinità che non possiamo certo perlustrare con la fantasia. Ma c’è chi invece alla fantasia e ai sentito dire ricorre volentieri, per compilare testi devoti, ricchi di buone intenzioni ma sprovvisti di prove: così fa ad esempio un certo canonico Arnoldo (inizio del XIII secolo), secondo il quale Emma sarebbe morta nel 1045. In realtà si può dire solamente che è morta prima dell’anno 1070, giacché è ben certo che in quell'anno è stata sepolta nella chiesa di Gurk, da poco costruita.Oltre cento anni dopo (1174), sempre in questa chiesa, si trasferisce il corpo in una tomba per esso ricavata nella profondità della cripta, in mezzo a una selva imponente di colonne romaniche. È noto che in quest’epoca l’iniziativa dei fedeli anticipa spesso quella del clero nel promuovere e divulgare la “fama di santità” di persone morte da poco, e nell'invocare la loro protezione. Così può essere accaduto per Emma, in modo tale da spingere vescovi e monasteri a prendere iniziative ufficiali. Infatti il 12 novembre 1287, a più di due secoli dalla morte, Emma viene ufficialmente beatificata dalla Chiesa. E la tradizione perdura nel tempo, sicché nel 1464 si avvia un regolare processo per la canonizzazione di Emma, destinato però a restare inconcluso per secoli. Intanto a Gurk, la si venera anche con l’arte. Nel XVIII secolo, lo scultore italiano Antonio Corradini, di Este, che lavora molto anche a Vienna e a Venezia, adorna la tomba di lei con una grande decorazione marmorea, che raffigura il momento della sua morte. Infine, nel 1938, al tempo di Pio XI, il processo canonico viene chiuso con l’approvazione del culto già tributato a Emma, come santa, fin dal tempo ormai remoto della sua morte, specialmente in Carinzia e in Slovenia.
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venerdì 28 giugno 2013

2431 - Commento al Vangelo del 28/6/2013

+ Dal Vangelo secondo Matteo (8,1-4)
Quando Gesù scese dal monte, molta folla Lo seguì. Ed ecco, si avvicinò un lebbroso, si prostrò davanti a Lui e disse: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi». Tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio: sii purificato!». E subito la sua lebbra fu guarita. Poi Gesù gli disse: «Guardati bene dal dirlo a qualcuno; và invece a mostrarti al sacerdote e presenta l’offerta prescritta da Mosè come testimonianza per loro». 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La liturgia oggi festeggia un Santo coraggioso e strenuo difensore della dottrina cattolica. Ireneo nacque a Smirne in Turchia nel 130, fu discepolo di San Policarpo e, attraverso di lui, dell’Apostolo San Giovanni. Sicuramente è una figura di primaria importanza nella storia della Chiesa. Per volontà di Dio si spostò in Gallia e nel 177 succedette nella sede episcopale di Lione al novantenne Vescovo San Potino, morto in seguito alle percosse ricevute durante la persecuzione contro i cristiani.
Le sommosse anticristiane avevano decimato dei Sacerdoti e dei fedeli la Chiesa del luogo, così Ireneo rimase a governare come unico Vescovo dell’intera Gallia. Era greco ma con impegno imparò le lingue dei barbari per evangelizzare le popolazioni celtiche e germaniche. Iniziò anche a scrivere per contrastare le eresie di quanti perseguitavano la Chiesa e per diffondere la Fede cristiana.
Scrisse cinque libri “Contro le eresie”, in essi è evidente la statura teologica del Santo e con gli scritti contrastò gli errori degli gnostici. La definizione di gnosi è conoscenza, lo gnosticismo era considerato dal 2° al 4° secolo una dottrina della salvezza tramite la conoscenza. Non ci si salva per mezzo di Dio, ma attraverso una conoscenza interiore che illumina. Da qui verranno fuori i fondamentali della Massoneria.
La differenza tra la concezione cristiana e quella gnostica sulla salvezza era e continua ad essere opposta, perché la gnosi anche oggi viene considerata come il risveglio dell’anima oppure la conoscenza superiore e illuminata dell’uomo, del mondo e dell’universo, frutto del vissuto personale e di un percorso di ricerca della Verità. Per lo gnosticismo la salvezza dell’anima dipende da una forma di conoscenza.
Diversa è la concezione cristiana riguardo la salvezza eterna, essa avviene per Grazia principalmente, mediante la Fede e la carità.
Sant’Ireneo lottò fieramente contro gli gnostici con gli scritti e le predicazioni, come aveva fatto anche San Cirillo d’Alessandria, nato nel 370 e potentissimo oppositore delle eresie del patriarca sventurato Nestorio. San Cirillo lo abbiamo festeggiato ieri e fu anche lui Vescovo e come tanti altri dotti dei primi secoli cristiani, un lottatore contro le eresie, nutrendosi più di preghiera che di cibo riuscì a spiegare e difendere con molta chiarezza la Fede cattolica.
È bello leggere le imprese eroiche dei Santi, i loro grandiosi esempi per difendere la Chiesa ed annunciare che solo in Gesù c’è salvezza e la vera Vita. Ho riportato questi due luminosi modelli di Vescovi per riflettere sulla loro piena donazione alla causa del Vangelo, essi hanno donato a Dio la volontà e ogni istante della vita per il trionfo del Cristianesimo.
Sono grandi uomini elevati a modelli di vita, Dio li ha voluti mostrare come Santi, e tanti altri vissero con un fervore simile.
Difficilmente troviamo oggi nella Chiesa uomini così innamorati di Gesù, almeno tra i Prelati, è più facile trovare buoni Sacerdoti anche se in zone distanti. Non è un paragone per evidenziare la rovina odierna, è vero anche per dire che la situazione è illogica, soprattutto voglio inserire la riflessione sul perché oggi non ci sono molti Prelati infervorati come i Santi di una volta.
Da fonte certa conosco che quei Prelati ancora innamorati di Gesù, devono evitare di manifestare eccessivamente la loro Fede…
È assurdo ma è così, sono arrivati all’agire opposto, oggi c’è la gara a chi si mostra più modernista e riformatore.
Alcune settimane vi ho citato l’intervista al Vescovo che affermava con tracotanza e pomposità l’urgenza di rivoluzionare la dottrina cattolica, di portare la Chiesa nella mentalità del mondo e di rendere più importante la figura dell’uomo nel contesto teologico. Di tutto ha parlato ma non della centralità di Cristo.
Che strazio… Mette amarezza la posizione eretica del Vescovo, eppure loro riusciranno nell’intento di eliminare la sana dottrina cattolica, ma questo avverrà per poco tempo. I loro piani eretici dureranno molto poco. Arriverà il momento del trionfo del Cuore Immacolato di Maria.
Questa è la ragione che mi spinge a ripetere la necessità di rimanere ancorati al Vangelo di Gesù e ai Comandamenti, tutti gli altri insegnamenti modernisti dobbiamo rifiutarli come provenienti da satana stesso. Non dovrete farvi influenzare dalle nuove teorie eretiche che circoleranno, chi lo farà si staccherà da Gesù e diventerà un suo nemico. Forse senza volerlo ma avverrà questo a quei credenti che non seguiranno più il Vangelo autentico.
Ho scritto nel mio libro e molte volte qui, che un Consacrato a Dio se non prega diventa pericoloso per sé e per chi lo frequenta, in quanto non avverte più Gesù nella sua vita e si adopera per condurre i credenti a vivere come pagani. Li porta al suo stesso livello… Chi non prega non può mai predicare la Verità, nega l’inferno e i diavoli, la potente mediazione della Madonna e i Sacramenti, non trasmette nulla di santo e distorce tutto.
Per questo in molte parrocchie l’Eucaristia è stata collocata in un angolo laterale, indicando che si può fare a meno di Gesù, mostrando che non si crede più nella presenza reale del Signore nel Santissimo Sacramento.
Noi preghiamo per i bisogni della Chiesa e la conversione di quelli senza più Fede, il 3° Segreto di Fatima parla di grande tradimento.

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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2430 - Santa Vincenza Gerosa, Vergine

Non aveva davvero mai pensato di diventare una “fondatrice”. Il suo orizzonte era Lovere, terra bergamasca soggetta alla Repubblica di Venezia. Era l’impresa commerciale che faceva dei Gerosa una casata benestante. Battezzata col nome di Caterina, ha poi incominciato a studiare dalle Benedettine di Gandino, in Val Seriana. Ma la poca salute le ha impedito di continuare, e così è tornata a Lovere.
La sua vita è costellata di “ma”, di progetti che poi le circostanze continuamente stravolgono. Era contenta di starsene nel negozio di famiglia, ma l’azienda va in crisi sotto il ciclone napoleonico, mentre Lovere passa dal dominio veneziano a quello francese, nella Repubblica Cisalpina. Caduto Napoleone, e passato il Bergamasco sotto l’Impero degli Asburgo, Caterina si dedica all'insegnamento gratuito per le ragazze povere, ad attività di assistenza e di formazione religiosa, incoraggiata da due successivi parroci.
Questa dimensione locale dell’impegno le basta, l’appaga: anche perché si rivela assai ricca di stimoli e di sfide. Ed ecco un altro “ma”. Nel 1824 fa amicizia con una maestrina, anch'essa di Lovere: Bartolomea Capitanio, di 17 anni. L’incontro la spinge in un’avventura nuova: creare un ospedale. Loro due. E ci riescono, inaugurandolo un paio di anni dopo. L’ha reso possibile lei, con beni ereditari del casato dei Gerosa. Ma per un’attività stabile occorre personale votato e preparato all'assistenza.
E la maestrina Capitanio ha un suo progetto chiaro: fondare un apposito istituto religioso, con questi obiettivi: assistenza ai malati, istruzione gratuita alle ragazze, orfanotrofi, assistenza alla gioventù. E ne convince l’amica, sicché nell'autunno del 1837 l’istituto nasce, con loro due.
Ultimo e tremendo “ma”: Bartolomea Capitanio muore il 26 luglio 1833, a 26 anni. Caterina Gerosa è sola, è poco istruita, si sente quasi vecchia, vorrebbe lasciare tutto... Ma rimane, invece. Non rassegnata: decisa: accoglie le prime giovani e per sette anni la piccola comunità segue la regola delle suore di santa Maria Antida Thouret, finché nel 1840 arriva il riconoscimento pontificio, e prendono canonicamente vita le Suore di Maria Bambina, con le regole scritte da Bartolomea Capitanio e con la guida di Caterina Gerosa, che prende i voti assumendo il nome di suor Vincenza. Già nel 1842, sebbene siano ancora poche, le chiamano a Milano. Anzi, l’arcivescovo cardinale Gaysruk (alta aristocrazia austriaca) vorrebbe farne una sua istituzione diocesana. Ma suor Vincenza resiste anche a lui: a Lovere sono nate, e Lovere dev'essere la loro casa, con le loro regole. Quando muore, le suore sono 171. All'inizio del terzo millennio saranno circa cinquemiladuecento. Nell'Anno santo 1950, papa Pio XII ha canonizzato insieme Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa.
Il corpo si trova nel santuario delle Suore di Carità - dette di Maria Bambina - in Lovere.
La sua festa liturgica è il 28 giugno, mentre la Congregazione delle Suore di Maria Bambina e le diocesi di Brescia, Bergamo e Milano la ricordano il 18 maggio.
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giovedì 27 giugno 2013

2429 - Commento al Vangelo del 27/6/2013

Dal Vangelo secondo Matteo (7,21-29)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel Regno dei Cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei Cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo Nome? E nel tuo Nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo Nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. Ma allora Io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da Me, voi che operate l’iniquità!”. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande». Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: Egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi. 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Forse pochi cristiani conoscono veramente dove è costruita la loro casa spirituale, sulla roccia o sulla sabbia, una scarsa conoscenza dovuta prevalentemente alla vita veloce che si conduce, soprattutto alla poca conoscenza di se stessi. Si verificano alle volte queste situazioni: il cristiano sicuro di sé e convinto di fare molto per Gesù, in realtà si trova lontano dalla vera spiritualità, mentre chi prega bene e si sforza di praticare le virtù si convince di non essere degno mentre Gesù lo benedice.
Sono situazioni che si verificano spesso, si devono valutare caso per caso e nessuno può condannare altri o diventare giudice. Solo Dio sa perfettamente tutto, ma anche il Padre spirituale preparato e virtuoso riesce ad individuare il tipo di cammino che compie una persona, sia vedendo il suo volto sia dopo avere ascoltato le esperienze spirituali del credente.
I cristiani hanno una domanda da porsi e non devono prorogarla, devono comprendere il cammino che stanno compiendo e il tipo di spiritualità che scelgono. Noi appartenenti a questa Parrocchia virtuale abbiamo compreso da diversi anni che non c’è cammino onesto senza il Vangelo storico, senza l’autentica Parola di Dio e siamo sereni, siamo certi di non sbagliare percorso.
Abbiamo, quindi, la certezza della sana dottrina e non è poco, è il substrato santo e indispensabile per vivere in maniera coerente e sicura la Fede cattolica. L’elemento costitutivo per seguire veramente Gesù è il suo Vangelo, poi la nostra risposta ai Comandamenti e ai suoi insegnamenti deve essere convinta, fedele, profonda.
E se il Vangelo storico viene insegnato da duemila anni, capite che nessuno, proprio nessuno, potrà modificarlo in nessuna parte.
Dovete compiere un lavoro giornaliero, sincero e sereno, cercando di riflettere sulle opere che si compiono, le parole che si pronunciano, i pensieri che vengono e vanno. Dovete porvi domande su cosa vi ha spinto a parlare in un certo modo, sul perché avete giudicato non bene, come mai avete commesso un’azione sbagliata. Chi vi ha spinto? Quale debolezza non siete riusciti a controllare? Perché non avete rinnegato quel pensiero e il proposito dannoso per la vostra anima?
Queste domande vi faranno sentire meglio perché incontrerete voi stessi, troverete certe risposte imprevedibili, ma nessuno dovrà abbattersi se scoprirà lati deboli o continuerà a cadere in certi difetti, adesso si è in cammino ed è importante l’onestà intellettuale per fare meglio il giorno dopo. Chi cade sa che deve rialzarsi nella Confessione.
Gesù ci dice che nel Giudizio non valuterà se avremo pregato ma in che modo lo avremo fatto: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel Regno dei Cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei Cieli». Oggi sono tanti quelli che pronunciano il Nome di Gesù senza averne alcun amore, utilizzano questo Santissimo Nome per ingannare i buoni. Ma i loro frutti ci diranno presto che tipo di albero sono.
Molti mi scrivono e dicono che ascoltano insegnamenti contro il Vangelo e non trovano più Gesù dove dovrebbero trovarlo, infatti se riflettiamo sulle sue parole sono proprio profetiche: «In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo Nome? E nel tuo Nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo Nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?».
Questo discorso non è rivolto ai credenti, Gesù parla di quelli che aveva scelto per annunciarlo. Essi nel Giudizio diranno queste parole, ma mentre i buoni apostoli riceveranno premi celestiali, quelli che si sono presi gioco di Dio e della sua Chiesa, sentiranno questa condanna eterna: «Io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da Me, voi che operate l’iniquità!».
Chi opera l’iniquità continua a prepararsi una fossa di disperazione, noi però non vogliamo la loro perdizione e preghiamo ogni giorno per la conversione di tutti i peccatori, anche quelli che hanno tradito Dio. Noi preghiamo, sarà poi Dio a giudicarli.
Non ci si può prendere gioco di Gesù, adesso molti tramano e organizzano futuri inquietanti, ma alla fine trionferà sempre il Signore e quanti si atteggiano contro Dio riceveranno le loro condanne…
Noi pensiamo alla casa spirituale. La casa spirituale si può costruire sulla roccia solo dopo avere messo fondazioni che penetrano dentro perché la vera roccia è Gesù. La casa poggiata sulla roccia è sicura, la Fede e l’abbandono in Gesù sono le condizioni essenziali, chi vi abita diventa giorno dopo giorno sempre più buono e docile.
La casa costruita sulla roccia è l’edificio spirituale che portiamo in noi, è la trasfigurazione in Gesù per opera della Madonna.
Chi porta in sé questa Fede rocciosa e stabile, non viene spostato di un millimetro da nessuna sofferenza o da altri dolori. È sicuro e forte nella sua Fede. Questo è il cristiano autentico che cerco di formare attraverso questa newsletter e in questi anni ho visto molti di voi diventare rocce di spiritualità. Se si segue il Vangelo autentico cambia tutto e in meglio nella vita. La gioia e la pace diventano permanenti.
Arrivano tempeste di prove e venti che soffiano persecuzioni o diffamazioni, ma la casa è potentissima e non si avverte alcun fastidio.
Gesù ci chiama a questa spiritualità, ci invita a dare il primato al Vangelo storico, oggi c’è tanta falsità, Lui è la Verità Divina.

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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2428 - Sant' Arialdo di Milano, Diacono e martire

Arialdo nacque a Cucciago (Como), poco dopo l'anno 1000, sembra da una famiglia di valvassori, originaria, secondo alcuni, del vicino villaggio di Alzate Brianza, secondo altri di Carimate, paese ugualmente nei dintorni di Cucciago, donde l'appellativo "da Carimate" aggiunto al nome del santo. Ben presto avviato dai genitori alla vita ecclesiastica, Arialdo fu dapprima istruito da maestri locali nelle arti del Trivio e del Quadrivio, e successivamente perfezionò i suoi studi presso scuole superiori, di tipo universitario. Non si sa con certezza quali centri di studio egli abbia frequentato (forse anche Parigi): è certo, però, che in quel tempo venne a contatto col moto della riforma, di ispirazione cluniacense, detta poi Gregoriana, per l'impulso datovi da Gregorio VII.
Ritornato a Milano in età già matura poco prima del 1050, venne ordinato diacono dall'arcivescovo Guido da Velate (1045-1071), aggregato alla cappella arcivescovile ed incaricato dell'insegnamento delle arti liberali nella scuola per i giovani aspiranti alla vita ecclesiastica, aperta presso la cattedrale iemale di S. Maria.
Fu allora che Arialdo prese a colpire. con la sua ardente parola, non solo la simoniá ma soprattutto il grave abuso di ammettere agli ordini sacri persone già sposate e di permettere loro la continuazione della vita coniugale. L'abuso della clerogamia, definita polemicamente dai propugnatori della riforma "concubinato del clero", era così radicato nell'Italia settentrionale (probabilmente sotto l'influsso di costumanze orientali), da costituire una prassi generale, e, successivamente, negli anni più cruciali della lotta per la riforma gregoriana, esso venne difeso ufficialmente come una libertà della Chiesa ambrosiana.
Visto lo scarso successo della predicazione riformatrice fatta in mezzo al clero, Anselmo da Baggio, A., i fratelli Landolfo Cotta ed Erlembaldo ed altri, gettarono le basi di una associazione vera e propria di buoni popolani, che si impegnavano a favorire la riforma. La nuova società venne detta con disprezzo dagli avversari Pataria (dal vocabolo dialettale milanese patée adoperato per designare i venditori di cianfrusaglie usate, e sinonimo perciò di straccioni). La Pataria, oltre a quello religioso, perseguiva anche altri fini: e cioè l'indipendenza dalla tutela degli imperatori germanici e la lotta contro il feudalismo. Così si spiegano sia certe asprezze della lotta, sia anche gesti ingiusti compiuti da qualche elemento torbido che talora riusciva ad infiltrarsi anche nei movimenti migliori, per compiere vendette personali o per sfruttare situazioni a proprio vantaggio.
I seguaci della Pataria, sotto la guida di A., divenuto capo del movimento, assieme a Landolfo Cotta, dopo la nomina di Anselmo da Baggio a vescovo di Lucca (1057), fecero approvare un proclama de castitate servarlda, da far sottoscrivere a tutti i membri del clero.
Arialdo e Landolfo Cotta, scomunicati dai vescovi della provincia lombarda, ricorsero a Roma che li assolse ed inviò i suoi legati per ben due volte: alla fine del 1057, Anselmo da Lucca ed il monaco Ildebrando, nel 1059 Pier Damiani e ancora Anselmo da Lucca, i quali ottennero dall'arcivescovo Guido promessa formale d i attuare anche a Milano la riforma.
Arialdo, dal canto suo, aveva organizzato una comunità di chierici esemplari con la forma giuridica dei canonici regolari, costruendo per loro un'abitazione comune, detta "la Canonica", accanto ad una chiesa dedicata alla Vergine Maria, situata nella zona dell'attuale piazza Cavour. Profondamente imbevuto di senso liturgico, A. biasimò con una certa vivacità sia l'uso di anticipare al mattino del sabato santo le funzioni della notte santa di Pasqua, sia anche l'uso di celebrare le Litanie Minori, in quanto in contrasto con lo spirito di letizia proprio del tempo pasquale.
Nel frattempo, nel 1061 era divenuto papa, col nome di Alessandro II, Anselmo da Baggio, uno dei fondatori della Pataria, il quale aveva nominato Erlembaldo gonfaloniere di Santa Romana Chiesa. La lotta a Milano si riaccese furibonda e culminò nella festa di Pentecoste del 1066 (4 giug.), quando in Duomo l'arcivescovo Guido, pubblicamente ribellatosi alla scomunica papale, recapitatagli da Erlembaldo, si scagliò contro A. e i suoi seguaci e, sfruttando abilmente il campanilismo milanese, riuscì a farli scacciare dalla città. A. si mise in viaggio segretamente per Roma, accompagnato da Erlembaldo: fermato e tradito dai partigiani di Guido, venne condotto nel castello di Angera, dominato da Oliva, nipote dell'arcivescovo. L'empia donna fece condurre A. in uno degli isolotti del Lago Maggiore, e il 27 giugno 1066, dietro suo ordine, Arialdo venne assassinato da due preti scellerati che fecero scempio del suo cadavere.
Erlembaldo in seguito riportò a Milano il corpo del suo amico e, la festa di Pentecoste del 1067, lo fece seppellire nella chiesa milanese di S. Célso. Nello stesso anno papa Alessandro II, che a quanto pare già annoverava Arialdo tra i martiri, moderò gli eccessi di zelo dei Patarini inviando a Milano una legazione che assolse Guido dalla scomunica, avendo egli promesso di attuare la riforma.
Le reliquie di s. Arialdo, trasferite nel 1099 dall'arcivescovo Anselmo da Bovisio nella chiesa di S. Dionigi, accanto a quelle di Erlembaldo, e poi, nel 1528, nel Duomo, furono ritrovate e solennemente ricomposte nel 1940 dal cardinale Ildefonso Schuster.
Il culto locale di s. Arialdo è stato approvato con la formula "sanctus vel beatus nuncupatus dalla S. Congregazione dei Riti, con decreto del 12 luglio 1904 (approvato da Pio X il giorno successivo), e successivamente il 25 novembre dello stesso anno furono approvati l'Ufficio e la Messa propri del santo.
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mercoledì 26 giugno 2013

2427 - Commento al Vangelo del 26/6/2013

+ Dal Vangelo secondo Matteo (7,15-20)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li riconoscerete». 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
I falsi profeti sono quelli che non trasmettono la vera Parola di Gesù, hanno progetti ambiziosi e utilizzano il Vangelo per averne vantaggi personali. Quasi sempre ricorrono a mezze verità per nascondere le loro furberie, sono abili nel presentarsi con la maschera di buoni ma dentro sono cattivi.
Oggi è diventato difficile a molti cristiani comprendere l’autenticità di chi si proclama veggente, il motivo è dato dalla presenza di buone parole nei messaggi che in realtà sono diabolici. Inseriscono consiglio buoni, invitano a recitare il Rosario o di amare Gesù per dare credibilità ai loro messaggi e alla loro stessa falsità. Tra le righe si nascondono sempre consigli ingannevoli.
Ho trattato molte volte questo argomento e spero di poter raccogliere in un libro una cinquantina di commenti riguardo la falsità dei veggenti imbroglioni o guidati dai diavoli, adesso brevemente spiego questa frase chiarissima di Gesù: “Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete”.
Chi si presenta come una pecora ed è onesto, deve anche agire e parlare con bontà, non una bontà falsa e costruita, tutta la sua vita deve dare frutti buoni. Per esempio, in questi giorni un altro caso internazionale ha opposto gli Stati Uniti alla Russia, eppure tutti si sono sempre presentati come pecore buone, anche se periodicamente si scoprono scandali e complotti poco corretti.
Obama è stato presentato dai potenti come l’uomo della pace, anche i cristiani esultavano in modo irrefrenabile dopo la sua elezione, mentre pochi consigliavano di attendere le sue opere e di avere prudenza nel valutarlo prima ancora di assumere l’incarico di presidente. Da quale spirito erano colpiti quei cristiani che esultavano per lui? Non certo dallo Spirito di Dio, infatti proprio oggi Obama ha gridato al mondo tutta la sua contentezza per la decisione della Corte Suprema americana di legittimare il matrimonio tra omosessuali, persone dello stesso sesso.
È una svolta epocale negli Stati Uniti, svolta chiesta da Obama nel discorso del suo secondo insediamento, e la Corte Suprema ha innanzitutto bocciato il Defence Marriage Act (DOMA), la legge federale americana secondo cui ci si può sposare solo tra uomo e donna.
Obama subito dopo la decisione della Corte Suprema ha esultato con un messaggio: “La sentenza è uno storico passo avanti verso l’uguaglianza”. È uguaglianza un matrimonio immorale? Ha anche scritto: “Applaudo la scelta della Corte Suprema. Cancellata legge discriminatoria che trattava coppie gay innamorate e impegnate come cittadini di serie B”.
La stessa legge naturale non contempla i matrimoni tra persone dello stesso sesso, come può parlare di discriminazione?
“Dai loro frutti dunque li riconoscerete”.
Noi non siamo contro gli omosessuali, l’ho spiegato chiaramente, essi sono liberi di fare le scelte che vogliono, ma noi difendiamo il matrimonio tra uomo e donna perché è una Legge stabilita da Dio e tutti dobbiamo obbedire. Quelli che rifiutano di ascoltare Dio, si assumono la responsabilità. Ma non condanniamo gli omosessuali e nemmeno li consideriamo dannati, anzi preghiamo per essi perché trovino la pace interiore e la salvezza eterna.
Noi annunciamo la Verità biblica e non la nostra opinione, affermiamo senza timore che il matrimonio è solo tra uomo e donna.
Le scelte degli altri si devono rispettare anche se sbagliate ma non approvare, ognuno mostra i frutti del suo albero…
Questa apertura americana ad una legge evidentemente amorale sarà copiata da molte Nazioni e noi continueremo a pregare per i peccatori che corrono il pericolo della dannazione eterna.
Gesù oggi ci offre un ragionamento semplice e chiaro, chi non vuole accettarlo è libero di scegliere, noi però con fermezza e coraggio continuiamo a ribadire la Legge rivelata da Dio. Quelli che trasgrediscono le Leggi di Dio per seguire i loro pensieri, senza domandarsi se buoni o cattivi, senza cercare la Verità dove si trova, dovranno un giorno risponderne a Dio e non a noi, per questo il nostro compito è di pregare per chi si ribella alla Legge santa.
“Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco”. Non preoccupa questa dichiarazione di Gesù?

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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2426 - Udienza Papale 26/6/2013

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
oggi vorrei fare un breve cenno ad un’ulteriore immagine che ci aiuta ad illustrare il mistero della Chiesa: quella del tempio (cfr Conc. Ecum. Vat. II, Cost. dogm. Lumen gentium, 6).
Che cosa ci fa pensare la parola tempio? Ci fa pensare ad un edificio, ad una costruzione. In modo particolare, la mente di molti va alla storia del Popolo di Israele narrata nell'Antico Testamento. A Gerusalemme, il grande Tempio di Salomone era il luogo dell’incontro con Dio nella preghiera; all'interno del Tempio c’era l’Arca dell’alleanza, segno della presenza di Dio in mezzo al popolo; e nell'Arca c’erano le Tavole della Legge, la manna e la verga di Aronne: un richiamo al fatto che Dio era stato sempre dentro la storia del suo popolo, ne aveva accompagnato il cammino, ne aveva guidato i passi. Il tempio ricorda questa storia: anche noi quando andiamo al tempio dobbiamo ricordare questa storia, ciascuno di noi la nostra storia, come Gesù mi ha incontrato, come Gesù ha camminato con me, come Gesù mi ama e mi benedice.
Ecco, ciò che era prefigurato nell'antico Tempio, è realizzato, dalla potenza dello Spirito Santo, nella Chiesa: la Chiesa è la “casa di Dio”, il luogo della sua presenza, dove possiamo trovare e incontrare il Signore; la Chiesa è il Tempio in cui abita lo Spirito Santo che la anima, la guida e la sorregge. Se ci chiediamo: dove possiamo incontrare Dio? Dove possiamo entrare in comunione con Lui attraverso Cristo? Dove possiamo trovare la luce dello Spirito Santo che illumini la nostra vita? La risposta è: nel popolo di Dio, fra noi, che siamo Chiesa. Qui incontreremo Gesù, lo Spirito Santo e il Padre.
L’antico Tempio era edificato dalle mani degli uomini: si voleva “dare una casa” a Dio, per avere un segno visibile della sua presenza in mezzo al popolo. Con l’Incarnazione del Figlio di Dio, si compie la profezia di Natan al Re Davide (cfr 2 Sam 7,1-29): non è il re, non siamo noi a “dare una casa a Dio”, ma è Dio stesso che “costruisce la sua casa” per venire ad abitare in mezzo a noi, come scrive san Giovanni nel suo Vangelo (cfr 1,14). Cristo è il Tempio vivente del Padre, e Cristo stesso edifica la sua “casa spirituale”, la Chiesa, fatta non di pietre materiali, ma di “pietre viventi”, che siamo noi. L’Apostolo Paolo dice ai cristiani di Efeso: voi siete «edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù. In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo del Signore; in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito» (Ef 2,20-22). Questa è una cosa bella! Noi siamo le pietre vive dell’edificio di Dio, unite profondamente a Cristo, che è la pietra di sostegno, e anche di sostegno tra noi. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che il tempio siamo noi, noi siamo la Chiesa vivente, il tempio vivente e quando siamo insieme tra di noi c’è anche lo Spirito Santo, che ci aiuta a crescere come Chiesa. Noi non siamo isolati, ma siamo popolo di Dio: questa è la Chiesa!
Ed è lo Spirito Santo, con i suoi doni, che disegna la varietà. Questo è importante: cosa fa lo Spirito Santo fra noi? Egli disegna la varietà che è la ricchezza nella Chiesa e unisce tutto e tutti, così da costituire un tempio spirituale, in cui non offriamo sacrifici materiali, ma noi stessi, la nostra vita (cfr 1Pt 2,4-5). La Chiesa non è un intreccio di cose e di interessi, ma è il Tempio dello Spirito Santo, il Tempio in cui Dio opera, il Tempio dello Spirito Santo, il Tempio in cui Dio opera, il Tempio in cui ognuno di noi con il dono del Battesimo è pietra viva. Questo ci dice che nessuno è inutile nella Chiesa e se qualcuno a volte dice ad un altro: ‘Vai a casa, tu sei inutile’, questo non è vero, perché nessuno è inutile nella Chiesa, tutti siamo necessari per costruire questo Tempio! Nessuno è secondario. Nessuno è il più importante nella Chiesa, tutti siamo uguali agli occhi di Dio. Qualcuno di voi potrebbe dire: ‘Senta Signor Papa, Lei non è uguale a noi’. Sì, sono come ognuno di voi, tutti siamo uguali, siamo fratelli! Nessuno è anonimo: tutti formiamo e costruiamo la Chiesa. Questo ci invita anche a riflettere sul fatto che se manca il mattone della nostra vita cristiana, manca qualcosa alla bellezza della Chiesa. Alcuni dicono: ‘Io con la Chiesa non c’entro’, ma così salta il mattone di una vita in questo bel Tempio. Nessuno può andarsene, tutti dobbiamo portare alla Chiesa la nostra vita, il nostro cuore, il nostro amore, il nostro pensiero, il nostro lavoro: tutti insieme.
Vorrei allora che ci domandassimo: come viviamo il nostro essere Chiesa? Siamo pietre vive o siamo, per così dire, pietre stanche, annoiate, indifferenti? Avete visto quanto è brutto vedere un cristiano stanco, annoiato, indifferente? Un cristiano così non va bene, il cristiano deve essere vivo, gioioso di essere cristiano; deve vivere questa bellezza di far parte del popolo di Dio che è la Chiesa. Ci apriamo noi all'azione dello Spirito Santo per essere parte attiva nelle nostre comunità, o ci chiudiamo in noi stessi, dicendo: ‘ho tante cose da fare, non è compito mio’?
Il Signore doni a tutti noi la sua grazia, la sua forza, affinché possiamo essere profondamente uniti a Cristo, che è la pietra angolare, il pilastro, la pietra di sostegno della nostra vita e di tutta la vita della Chiesa. Preghiamo perché, animati dal suo Spirito, siamo sempre pietre vive della sua Chiesa.
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2425 - San Vigilio, Vescovo e martire

E’ un trentino, ma di origine romana, e nei documenti lo troviamo già vescovo di Trento. Ha avuto l’incarico da Ambrogio, vescovo di Milano, che all'epoca ha autorità su tutta l’Italia del Nord: al momento della sua nomina (nell'ultimo decennio del IV secolo) il Papa è Siricio, energico sostenitore del primato romano su tutta la comunità cristiana. (In quell'epoca, infatti, scrivendo al vescovo di Tarragona in Spagna, afferma deciso: "L’apostolo Pietro in persona sopravvive nel vescovo di Roma"). Però lascia che Ambrogio sovrintenda al NordItalia, dove la struttura cristiana è tutt'altro che consolidata. Vigilio, per esempio, è solo il terzo vescovo di Trento; e parti importanti del suo territorio non sono ancora evangelizzate. Gli manca il personale adatto, cosicché deve rivolgersi appunto ad Ambrogio per avere validi missionari. Ambrogio glieli trova e glieli manda. Sono orientali, della Cappadocia (regione dell’attuale Turchia), ossia di un’area che sta dando all'intera Chiesa apostoli e maestri. Così arrivano nel Trentino questi tre orientali: Sisinnio, Martirio e Alessandro suo fratello. 
Il vescovo Vigilio affida loro la predicazione nell'Anaunia, ossia nella Val di Non. E certo li prepara al difficile compito secondo il suo personale stile di pastore, arricchito dalla conoscenza delle popolazioni da raggiungere. Non vuole farne dei travolgenti conquistatori, ma piuttosto dei veicoli della Parola con l’intera loro vita, attraverso l’esempio, l’amicizia e la carità senza distinzioni. E’ molto efficace la loro parola, perché i tre sono i soccorritori di tutti, gli amici di tutti, e accolgono tutti nella casa che si sono costruiti con le loro mani. Dopo dieci anni di annuncio attraverso l’esempio, ecco però una tragica crisi: una lite a Sanzeno, tra seguaci dei vecchi culti e un cristiano che rifiuta di venerare Saturno, scatena una parte degli abitanti contro i tre missionari, percossi a morte e poi bruciati. 
Accorre Vigilio a raccogliere quanto rimane di loro; tuttavia, anche di fronte alla tragedia, il suo stile non muta. Onorati i martiri, egli si oppone risolutamente al castigo dei colpevoli: li perdona e poi chiede di persona la grazia per essi all'imperatore Onorio (che all'epoca è un ragazzo: in suo nome governa il generale Stilicone). Il gesto riassume tutta la linea pastorale del vescovo Vigilio: "Vincere soccombendo", come scrive in una lettera. Egli manda poi reliquie dei tre evangelizzatori a Costantinopoli, dove le accoglie san Giovanni Crisostomo; e a Milano, dove a riceverle c’è san Simpliciano, successore di Ambrogio. Nel XX secolo, Milano donerà parte di quei resti alla chiesa di Sanzeno. Non sappiamo come sia morto Vigilio: un tardo racconto, che parla di martirio, non convince gli studiosi. Una leggenda del suo martirio dice che venne ucciso a zoccolate in Val Rendena; altre versioni dicono che la sua lapidazione prese il via da una zoccolata datagli da una donna.
I suoi resti sono custoditi nella cattedrale di Trento.

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martedì 25 giugno 2013

2424 - Commento al Vangelo del 25/6/2013

+ Dal Vangelo secondo Matteo (7,6.12-14)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi. Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti. Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!». 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Tra i cristiani ci sono quelli più animati da ansia apostolica ed annunciano la Parola di Dio, mentre la maggior parte non si ricorda il significato dell’essere cristiano. Però tra quanti fanno apostolato spesso avvengono esagerazioni nel voler imporre soprattutto ai propri familiari la Fede cattolica, così l’effetto è contrario. Più che imporre si devono trasmettere con amore, prudenza e serenità le Verità eterne.
Non si deve mai avere rispetto umano, nel senso che non si deve provare vergogna o spaventarsi su cosa diranno gli altri.
Questo rispetto umano non è benedetto da Gesù, Egli anzi ci spinge con queste parole: “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo” (Mt 28,19). Però ci sono circostanze in cui la Parola di Dio non è gradita e viene manifestato con sdegno, offese e imprecazioni, in questi casi non solo è una perdita di tempo continuare a discutere, bisogna capire subito che si danno le cose sante a chi non ne è degno!
“Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi”Gesù ci invita ad essere avveduti e prudenti, se gli anticlericali non meritano le cose sante perché le bestemmiano con la vita e con le loro parole, non serve a nulla continuare a parlare con chi è nemico di Dio.
Poi, Gesù ci dà la regola d’oro, ed è necessaria conoscerla a fondo per viverla in ogni circostanza. Molti si lamentano del male che ricevono dai nemici, ma non riflettono sui loro comportamenti, anche se compiuti senza malizia alle volte arrecano sofferenze agli altri. Non è un atteggiamento volutamente cattivo, l’impressione che ne viene fuori è però questo. Gesù ci indica questa regola e chi la pratica guadagna molti meriti.
“Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti”.
Il cammino di Fede cristiano è impegnativo perché diverso dalla mentalità permissiva del mondo, noi siamo chiamati a lottare con gioia contro le debolezze che emergono, le miserie che ci disturbano, le ferite che portiamo dentro. Gesù ci chiede di farci piccoli nello spirito: “Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano”.
Chi cammina nella via del mondo smarrisce inevitabilmente la salvezza: “Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!”. Noi con la newsletter ci stiamo impegnando sul serio nel camminare sulla Via del Vangelo di Dio, una buona formazione viene dai nostri Cenacoli di preghiera che continuano a crescere. Moltissime testimonianze mi arrivano ogni giorno e sono davvero felice per tutti quelli che hanno scelto seriamente Gesù come modello di vita.
Pubblico alcune testimonianze perché fanno bene ai lettori, si riceve una spinta maggiore per andare avanti con coraggio e fare bene.

“Buonasera Padre che Dio la benedica sempre per tutto il bene che ci fa  con le sue catechesi!! Le voglio testimoniare che anch'io prima non ero molto credente o meglio lo ero alla mia maniera ed ho perso tre figli durante la gravidanza. Non mi hanno mai trovato la causa. Poi mi sono messa nelle mani di Dio, mi sono confessata (ho pianto davanti al confessore, non so... è stata come una liberazione) e il mese dopo ero di nuovo incinta ed è andato tutto bene. Sono una mamma felice. La differenza con le altre volte? La preghiera, la Fede in Dio ed  ho continuato a pregare per tutta la gravidanza ed è nato mio figlio sano e forte. Da allora non ho mai più lasciato il Signore e per ogni cosa mi affido sempre a Lui. Dico se Lui lo vuole questa cosa si farà altrimenti vuol dire che non la vuole. La saluto e la ringrazio ancora per tutto. Valeria”.

«Anch’io sento forte il problema della Comunione sulla mano, da quando soprattutto, anni fa, ebbi l’occasione di leggere i libri di Maria Simma che raccomando. Ringrazio Dio di non avere mai avuto l’audacia e la sfrontatezza di riceverla se non direttamente in bocca e il diavolo ci ha provato mettendomi alla prova quando ha fatto sì che cadesse di mano al Sacerdote: sono rimasta come paralizzata, ma per mia fortuna è intervenuta una suora che l’ha raccolta prontamente da terra. Certo questo mi ha fatto riflettere e sono pervenuta alla decisione che, semmai dovesse ancora accadere, mi prostrerei per terra e raccoglierei nostro Signore con la lingua, nonostante la mia timidezza. Ma mi auguro, con tutto il cuore che mai più accada. Ho inoltrato il video al  parroco del paese in cui vivo, il quale mi ha risposto che, pur essendo giovane, non gli piace dare la Comunione sulla mano, ma che è obbligato all’obbedienza. Confido comunque, che faccia qualche discorso in merito. Ancora grazie. Alessandra Spinello».

“Grazie Padre per le belle riflessioni che scrivete. Dio strabenedica voi e il vostro apostolato. Chiedo la vostra benedizione sacerdotale. Indegnamente ho adottato qualche Sacerdote nella mia preghiera, da oggi siete in quest’elenco. Vincenza Dell’Aglio”.

“Grazie Padre Giulio, del Vangelo meditato che ricevo ogni giorno, le Sue parole sono per me preziosissime e come balsamo dolce sul veleno della cattiveria che mi circonda e con la quale ho a che fare ogni giorno. Prego sempre per chi mi odia e mi disprezza ma prego anche per Lei e i Suoi collaboratori. Che Dio La benedica e la Mamma Celeste La protegga sempre (Patrizia dal Friuli Venezia Giulia)”.

“Grazie Padre Giulio, le sue newsletter se meditate e lette con la giusta chiave possono essere davvero uno strumento di illuminazione, soprattutto per il povero intelletto che è sempre più propenso alla ricerca di ciò che si vede, che attira e che diverte, piuttosto che di ciò che non si vede. Grazie. Simone Landi”.

«Carissimo Padre sento un bisogno intenso di scriverLe, una vera e propria necessità spirituale come se avessi sete e sapessi che da Lei posso trovare acqua di vita, perchè è ciò che Lei cerca di trasferirci giorno per giorno col Suo lavoro incessante. Senza presunzione posso dire che, da quando ho incontrato i Suoi commenti, sento che dentro non sono più lo stesso. Ho sempre amato Cristo, la Vergine e la Santa Chiesa, ho sempre difeso i Sacerdoti che ho sempre considerato “fondamentale strumento” per giungere ai Sacramenti ed alla mia santità, ma da quando ho conosciuto il Suo pensiero è come se avessi trovato un amico, un fratello maggiore che ti fa strada quando sei stanco, ti riaccende la luce quando hai terminato la tua piccola candela. Dobbiamo essere forti, vigilanti ma severi dapprima con noi stessi, affinchè i modi di pensare modernisti, che accettano le porcherie propinate dal nuovo che avanza, non entrino nelle nostre case, nei nostri luoghi di lavoro, nelle nostre Parrocchie. Carissimo Padre per il Suo impegno sento di amarLa anche se non la conosco personalmente, ma per ciò che fa, il Signore voglia darLe forza interiore, forza fisica e consenta un giorno di potersi conoscere. Un abbraccio. Adriano».

«Amatissimo Padre, Pace e bene. Ho letto attentamente quello che Lei ha raccontato su quello che le è accaduto con i suoi libri, non sono rimasto meravigliato, né scandalizzato. Per brevi cenni le dirò che per le calunnie e l’onestà che mi ha sempre contraddistinto, ho perso il lavoro. Il Signore mi ha aiutato, facendo sì che le mie figlie terminassero i loro studi all’università, e che successivamente potessi andare in pensione dopo quasi 41 anni di lavoro. Prego tanto per Lei e per l’Associazione in cui mi sono iscritto, non bisogna abbassare la guardia e come in questo caso ripetere quello che dice il salmo 37: “Ancora un poco l’empio scompare, cerchi il suo posto e non lo trovi più…”. Padre tutto questo dice che siamo accomunati nella medesima Fede, con un unico Padre Celeste che ci protegge ed in silenzio ci guida. Pace e bene. Mario Armosini».

“Caro Padre, Se dovessi incontrare o sentire o leggere qualcosa o qualcuno contro la sua Persona o il suo apostolato teologico e pastorale che compie ogni giorno inviandoci  queste sante newsletter, stia certo che saprò difenderla perché la sua causa è la Causa Vera di tutti noi veri Cristiani. La Preghiera Mariana ci unisce tutti e Lei Padre dovrà traghettarci in questo tremendo scontro che è più che cominciato ormai. Mi fido di lei e della sua dottrina cattolica e sento che è veramente un Sacerdote di Cristo. Niente potrà diffamarla ai miei occhi e auguro a chi vorrà nuocerla di non sbattersi con me. Questo semplicemente per dirle che siamo con lei.  Padre Giulio Maria, continui con questo apostolato e grazie per l’insegnamento e la preghiera per i suoi iscritti, che Dio la protegga. Caverzasi”.

“Carissimo Padre Giulio, sono alcuni mesi che sono iscritto alla newsletter e la volevo ringraziare immensamente perchè con lei sento finalmente di avere una guida che mi aiuta nella strada verso la santità, mi sento preso per mano dal Signore e dalla Mamma Celeste. Li ringrazio ogni giorno di avermi dato lei come guida e mi dispiace nel sentire, come nella spiegazione del Vangelo di oggi, che c’è tantissima gente che la attacca per fermarla. Prego ogni giorno per lei affinchè il demonio non possa nuocerle. Ho un po’ timore per i tempi che ci aspettano ma mi fido ciecamente del nostro Signore Gesù, lo amo con tutto il cuore e voglio rafforzare il mio spirito e mantenere pura la mia anima per poter essere uno strumento nelle mani di Dio. Dio la benedica sempre e vegli su di lei. Un abbraccio Maurizio Ciocca da Lozzo di Cadore (Belluno)”.

“Reverendo Padre Giulio, innanzitutto Ave Maria!!! Sono profondamente addolorata nel leggere quello che ha scritto sugli ostacoli dei modernisti che vogliono cambiare la nostra santa dottrina. Ogni giorno la ricordo nell’Eucaristia e per quanto riguarda Medjugorje, chiesi alla Madonna prima di partire da lì, alla fine di un pellegrinaggio, la Grazia di essere la mia catechista speciale. Appena arrivata a casa consultando internet in cerca di preghiere mi sono imbattuta nella sua newsletter facendola conoscere anche a molti altri e numerosi consacrati (questa parentesi per dirle che la Madonna agisce liberamente e sa cosa serve alle persone. Infatti da allora la seguo quotidianamente e molte volte mi scambio commenti con altri dicendo: hai letto cosa ha detto Padre Giulio oggi? Ormai lei è diventato uno di casa). In questo gruppo siamo sicuramente molti e la nostra spiritualità è diversa, ma sono certa che la Madonna saprà illuminare le menti anche di coloro che non sono ancora dentro all’ovile. La sua guida è benedetta e la ringrazio di cuore per tutto il suo impegno. Grazie Gesù di averci donato un Sacerdote tanto coraggioso!!!! Dio sia benedetto assieme ai suoi santi Sacerdoti, Amen! Con affetto Francesca”.

“Padre Giulio, La penso sempre, perchè  è un vero figlio di Dio. La Resurrezione di Cristo è il più alto mistero del Cristianesimo, tuttavia, cela il miracolo, la guarigione, ma soprattutto cela la Vittoria sulla morte, ossia la Vittoria su satana. Chi prega ed evoca la Resurrezione di Cristo vince  il male e può tutto. Il suo libro “Santo Rosario meditato”, è un libro la cui potenza non nasce da un uomo, ma da Dio. Il volume, non l’ha scritto lei, ma gliel’ha dettato  Cristo.  Il testo, non va letto, ma va riletto ogni giorno... Luigi Amendola”.

“Caro P. Giulio, ha ragione, la preghiera efficace del suo sito è veramente grande. Anch’io ne ho fatto esperienza proprio oggi. Mia sorella ha subito un intervento urgente che si prospettava non molto semplice ed invece, grazie alla Vergine Maria ed alla Santissima Trinità tutto si è risolto al di sopra delle aspettative! Il Signore è grande. Ho pianto di commozione e gratitudine. Vuole ringraziare con me la Vergine Santissima per il dono che ha fatto a questa indegna pecorella, recitando il Magnificat? La ringrazio per avermi fatto conoscere questa bellissima preghiera che penserò a inoltrare in modo che tutti ne possano fare esperienza. Grazie, grazie! Il Signore la benedica. Conti pure sulla mia preghiera quotidiana per i Sacerdoti, per la Chiesa e per Lei in particolare. Dio la benedica. Angela”.

“Buonasera Padre Giulio, ho ricevuto la sua e-mail da un altro Sacerdote che usufruisce delle sue bellissime meditazioni. Ne sto facendo tesoro, le raccolgo tutte mano mano, me le rivedrò tutte per meditare sulle cose del Cielo. Grazie Stefano”.

Caro Padre Giulio Maria volevo ringraziare La Madonna nostra Madre e mia vita per le preghiere di liberazione che ha mandato. Le ho lette appena due volte e stasera dopo una discussione con mia sorella ho proprio sentito nel mio povero cuore di averla perdonata per cose passate e di non portarle più rancore. Questa è una grazia enorme che Maria Santissima mi ha donato tramite lei. Preghi Padre affinché capisca la volontà di Dio sul futuro del mio lavoro. Grazie che il Signore la protegga e benedica. Marino Procissi. 

“Complimenti per i messaggi del Vangelo. Ci voleva proprio! Grazie. Straordinaria quella preghiera di liberazione e guarigione che stiamo facendo per ottenere Grazia per Riki, molto grave… Mi permetto di chiedere anche a lei intercessione. Grazie. Sono lieta e orgogliosa di far parte di questa Associazione quanto prima distribuirò il vostro giornale… Il Signore la benedica. Amen. Maria Rosa Leone”.

“Padre Carissimo, sapesse quante volte ho letto e riletto le sue bellissime parole e quanto  è grande la mia gratitudine,  a lei per essermi vicino con la preghiera e a Gesù e Maria per avermela fatta incontrare anche se solo virtualmente. Ieri ho pregato più del solito e ho chiesto a Gesù di darmi una risposta, può immaginare la mia gioia quando  ieri sera ho  avuto modo di leggere le sue bellissime parole di conforto. Ho pensato che Gesù e Maria La Nostra splendida Madre Santa, Abbiano Voluto Farmi sentire la LORO vicinanza  e La LORO Consolazione al mio povero cuore, attraverso lei, Carissimo Padre Giulio. Sirchia Stefano”.

“Che Dio La Benedica, per tutto quello che fa per noi e la prego, continui con tutte le sue forze a pregare per le mie miserie e per le preoccupazioni di quanti fiduciosi confidano nelle sue preghiere a Gesù e Maria. Io nel mio nulla, le assicuro il pensiero di lei caro Padre, nelle mie preghiere. Grazie a lei e un grazie infinito ai Cuori misericordiosi di Gesù e di Maria.
Aspetto con ansia la sua newsletter, con il commento alla Parola di oggi e se le resterà un pur minuscolo ritaglio di tempo in qualche altro giorno, non dimentichi di consolare ancora il mio povero cuore. Grazie, mille volte grazie. Teresa Pontolillo”.

“Padre Giulio come ringraziarLa per tutto il bene che sta seminando nel mio cuore. Sono una persona molto provata, malgrado abbia un lavoro molto impegnativo ed un figlio meraviglioso da crescere ed educare. Mi sono iscritta alla sua newsletter per caso, ma davvero credo che il caso non esista: l’incontro con i suoi scritti sono arrivati in un momento molto particolare e di estrema necessità di confronto e di conforto. Trovo le sue parole dense di generosità e di forte impulso ad una Fede che va vissuta con molta consapevolezza ed altruismo, lasciando da parte atteggiamenti autoreferenziali e pieni di vanità. Grazie di tutto e la ricordo nelle mie preghiere quotidiane. Monica Ferrari di Trento”.

“Grazie mille per il vangello... mi porta tranquillita nel cuore ogni giorno, scusa il mio italiano non e perfetto communque lo leggo bene, grazie di cuore. Irene dal Australia”. 

“Salve Padre Giulio, volevo ringraziarla per il Vangelo giornaliero che mi manda, sono felicissimo. Nel momento di bisogno lei con il suo Vangelo mi ha aiutato, ma non so come sia successo l’invio della sua newsletter, io non ricordo di essermi iscritto, ma voglio ringraziarlo, io ho bisogno di Gesù, della Madonnina, di Dio e dello Spirito Santo. Prego per lei Padre Giulio ogni sera. Grazie Padre Giulio… grazie di cuore. Salvatore Marino”.

“Carissimo Padre Giulio, volevo comunicarle che il Cenacolo sta crescendo a dismisura e per tale motivo volevo chiederle una sua preghiera perchè la Madonna mi dia la forza e soprattutto l’umiltà giusta di poterlo affrontare con amore, perchè quello credo sia la chiave della vita, l’amore! Un’altra preghiera perchè ci faccia trovare una saletta, incominciamo a crescere molto velocemente, abbiamo iniziato in 6 ed al 3° incontro saremo già 16. ...un’altra preghiera la faremo noi perchè la Madonna La spinga a venirci a trovare qui a Roma al più presto possibile!!! Che felicità, che amore, che gioia, che immensità chè è il Signore!!! Gli altri Simonetta e company sono tornati ieri da Medjugorie e camminano ad un metro da terra, io questa volta non ho potuto proprio muovermi, in questo anno ci sono andato 3 volte, ma visto che ero da solo in casa mi sono immerso nel silenzio e preghiera e mi sono fatto coccolare da Gesù e Maria, ho ritrovato la mia Medjugorie a casa! Noi siamo dei piccoli nulla, senza di lui nulla potremmo!!!
P. S. Inoltre in ultimo le chiedo una preghiera molto personale, stiamo provando ad avere un figlio con mia moglie, preghi perchè questo miracolo si avveri e poi sia fatta la volontà di Dio! L’abbraccio forte in Gesù e Maria! Andrea Rocchi”.

“Reverendo Padre Giulio Maria, grazie per rispondermi sempre così schiettamente. Mi spedisca al più presto i libri e poi glieli pagherò contrassegno al ricevimento. Non vedo l’ora di averli, perché ho sperimentato sulla mia persona che il Santo Rosario è la preghiera più efficace che possa esistere. Grazie a Dio e alla nostra Mamma Celeste per averla incontrata nel mio cammino. Un abbraccio in Gesù e Maria con sincero affetto. Francesca”.

 “Carissimo Padre, è con immensa gioia che le comunico che ieri sera per la prima volta si è svolto il Cenacolo di preghiera a casa di una mia amica inferma ed è stato molto edificante. Eravamo in sette, abbiamo pregato secondo le sue prime indicazioni, avrei piacere di avere un programma un po’ più dettagliato. L’incontro prossimo si terra mercoledì 19/06/2013 alle ore 21,15. Nel ringraziarla di tutto, l’abbraccio forte in Gesù e Maria. Loredana Ottaviani”.

“Buon pomeriggio Padre Giulio Maria. Grazie per tutto quello che fa per noi, che Dio la Benedica! Le comunicavo che Walter (mio marito) e io, al ritorno da Medjugorje, abbiamo creato un Cenacolo di preghiera a casa nostra, a Marina di Altidona (FM). Siamo pochi per ora, vedremo più avanti. Seguiamo passo passo le sue istruzioni, la difficoltà sta nei canti… ma offriamo quello che possiamo fare. In attesa di qualche sua notizia, la saluto e la ringrazio con tutto il cuore…. Preghiamo sempre per lei. Sabrina Cerolini”.

“Buona sera, sono Rosanna Matteo di Potenza. Volevo con tutto il cuore dirle grazie per tutto il bene che sta facendo a me e a tanti altri fratelli sparsi nel mondo. Questo grazie non vuole rimanere soltanto una parola ma vuole trasformarsi in preghiera affinché il Buon Dio possa darle tanta Sapienza e Scienza Divina da portare tante tante anime alla conoscenza della Sua Parola e quindi alla strada che porta al Cielo. Volevo segnalare altri 2 amici che desiderano ricevere le newsletter: (…)”.

“Padre Giulio per me leggere le sue riflessioni mi apre il cuore e la mente. Quante cose mi insegna e soprattutto da quali profondità fa vedere l’animo umano!!! Grazie, La ricordo tanto nelle mie preghiere e la prego di ricordarmi tanto nelle sue. Con affetto Monica di Trento”.

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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Medaglia di San Benedetto