Il Signore ti benedica,ti custodisca e ti mostri il Suo volto misericordioso!

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domenica 31 luglio 2011

1037 - Commento al Vangelo di oggi 31/7/2010 XVIII domenica t.o.

+ Dal Vangelo secondo Matteo (14,13-21)
In quel tempo, avendo udito della morte di Giovanni Battista, Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati. Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui». E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Questa moltiplicazione dei pani ci mostra la cura di Gesù verso coloro che Lo cercano e Lo seguono. Le folle del Vangelo Lo cercavano e andavano da molte città per ascoltare la sua Parola, per ricevere una benedizione, ammalati che facevano sacrifici inimmaginabili per chiedere miracoli impossibili e di cui non esistevano medicine né possibilità di guarigioni.
Gesù ha compassione di tutti, anche dei peccatori che umilmente si rivolgono a Lui.
Il Vangelo ci dice che Gesù si allontanò su una barca da solo per un luogo deserto. Non andò molto lontano, cercava un luogo silenzioso per pregare e quando scese dalla barca trovò una grande folla che Lo aspettava, migliaia di persone che Lo avevano seguito dalla terraferma ed aspettava di incontrarlo.
Non appena scese dalla barca e vide tutta quella folla, “sentì compassione per loro e guarì i loro malati”. La compassione non è solo comprensione del male altrui, è anche partecipazione alle sofferenze di quanti soffrono, partecipazione che si misura con la spiritualità della persona. Gesù partecipava con un Amore infinito, come Uomo soffriva nel vedere migliaia di persone nella sofferenza e nella prova.
E guarì i loro malati”.
Qui sta la differenza tra Gesù e i potenti del mondo, illusi di essere superiori a Dio e di gestire le sorti del pianeta, quando non sanno se un secondo dopo avranno ancora la possibilità di aprire gli occhi. La differenza è l’Amore di Dio, l’infinita comprensione di Dio di capire tutte le sue creature.
Gesù guarisce tutti gli ammalati non appena sceso dalla barca per Amore, per compassione, vedeva nei loro cuori il grande desiderio di incontrarlo e la sete di Dio. Gesù non si risparmia, non si fa neanche pregare, li guarisce senza venirne richiesto, quella gente aveva già manifestato un grande desiderio di incontrarlo percorrendo diversi chilometri a piedi, si trovava lì con gli ammalati forse paralizzati.
La grande folla era accorsa per vedere Gesù senza portare il cibo per la sera, moltissime persone non avevano nulla da mangiare. I discepoli dicono a Gesù di farli andare via perché non hanno nulla da mangiare, Gesù risponde di dare loro da mangiare. Una risposta secca ed imprevedibile per i discepoli, chissà il loro sbigottimento. Ma subito obbediscono e raccolgono cinque pani e due pesci, un po’ poco per migliaia di persone.
Gesù ordinò di sedersi sull’erba, dopo avere benedetto i pani e i pesci e poi spezzato i pani, li diede ai discepoli per distribuirli a tutti. E qui si verifica il miracolo: più pani distribuivano, più ne aumentavano nelle ceste. Fino a saziare tutti e a rimanere molto pane.
È Gesù l’unico in grado di saziare la nostra fame, il suo Pane è l’Eucaristia che dona la Grazia e porta in noi guarigioni interiori e liberazioni da ogni presenza malefica. Mentre il mondo offre pani maleodoranti e velenosi, Gesù dona il Pane di vita, che sazia e mette quiete interiore, sana le ferite morali e trasmette la forza per amare chi ci odia, perdonare chi ci ha ferito, superare le prove dolorose.
Non possiamo fare a meno dell’Eucaristia, non è sufficiente la Messa domenicale, ogni giorno dobbiamo recarci davanti al Tabernacolo per adorare e ringraziare Colui che ci ama così come siamo, amarlo per tutte le volte che si è scelto il non-amore, rinnovare il nostro abbandono al suo Cuore buono.
La grande folla percorse diversi chilometri a piedi per incontrare Gesù, in una situazione di inaudita sofferenza, e tutti ricevettero la guarigione e il Pane che sazia le ansie turbolenti dell’anima. Con un piccolo sacrificio anche noi possiamo ottenere miracoli impossibili e guarigioni da ferite morali, compiendo una visita in Chiesa per incontrare Gesù o partecipando alla Messa feriale.
Se vogliamo miracoli e cerchiamo la guarigione, dobbiamo trovare Gesù in Chiesa.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
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