Il Signore ti benedica,ti custodisca e ti mostri il Suo volto misericordioso!

Quando pensi di aver toccato il fondo e che nessuno ti voglia o ti ami più, Dio si fa uomo per incontrarti, Gesù ti viene accanto

CIAO A TE !!

Nulla è più urgente nel mondo d'oggi di proclamare Cristo alle genti. Chiunque tu sia, puoi, se vuoi, lasciare un tuo contributo, piccolo o grande che sia, per dire, comunicare, annunciare la persona di Gesù Cristo, unico nostro salvatore. Uno speciale benvenuto a LADYBUG che si è aggiunta di recente ai sostenitori ! *************************************************** Questo blog è sotto la protezione di N.S. Gesù Cristo e della SS Vergine Maria, Sua Madre ed ha come una ragione di esistere di fornire un contributo, sia pure piccolo ed umile, alla crescita della loro Gloria. ***************************************************

Con Cristo non ci sono problemi, senza Cristo non ci sono soluzioni.

mi trovate anche su questo blog
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domenica 28 marzo 2010

604 - Angelus del 28/3/2010 Domenica delle Palme

Mentre ci avviamo a concludere questa celebrazione, il pensiero non può non andare alla Domenica delle Palme di 25 anni fa. Era il 1985, che le Nazioni Unite avevano dichiarato "Anno della Gioventù". Il Venerabile Giovanni Paolo II volle cogliere quella occasione e, commemorando l'ingresso di Cristo in Gerusalemme acclamato dai suoi giovani discepoli, diede inizio alle Giornate Mondiali della Gioventù. Da allora, la Domenica delle Palme ha acquisito questa caratteristica, che ogni due o tre anni si manifesta anche nei grandi incontri mondiali, tracciando una sorta di pellegrinaggio giovanile attraverso l'intero pianeta alla sequela di Gesù. 25 anni or sono, il mio amato Predecessore invitò i giovani a professare la loro fede in Cristo che "ha preso su di sé la causa dell'uomo" (Omelia, 31 marzo 1985, nn. 5, 7: Insegnamenti VIII, 1 [1985], 884, 886). Oggi io rinnovo questo appello alla nuova generazione, a dare testimonianza con la forza mite e luminosa della verità, perché agli uomini e alle donne del terzo millennio non manchi il modello più autentico: Gesù Cristo. Consegno questo mandato in particolare ai 300 delegati del Forum Internazionale dei Giovani, venuti da ogni parte del mondo, convocati dal Pontificio Consiglio per i Laici.

Infine, saluto con affetto i pellegrini di lingua italiana, in particolare i giovani venuti da varie città e diocesi. Cari amici, non temete quando il seguire Cristo comporta incomprensioni e offese. Servitelo nelle persone più fragili e svantaggiate, in particolare nei vostri coetanei in difficoltà. A questo proposito, desidero assicurare anche una speciale preghiera per la Giornata mondiale dei portatori di autismo, promossa dall'ONU, che ricorrerà il prossimo 2 aprile.
In questo momento, il nostro pensiero e il nostro cuore si dirigono in modo particolare a Gerusalemme, dove il mistero pasquale si è compiuto. Sono profondamente addolorato per i recenti contrasti e per le tensioni verificatisi ancora una volta in quella Città, che è patria spirituale di Cristiani, Ebrei e Musulmani, profezia e promessa di quell'universale riconciliazione che Dio desidera per tutta la famiglia umana. La pace è un dono che Dio affida alla responsabilità umana, affinché lo coltivi attraverso il dialogo e il rispetto dei diritti di tutti, la riconciliazione e il perdono. Preghiamo, quindi, perché i responsabili delle sorti di Gerusalemme intraprendano con coraggio la via della pace e la seguano con perseveranza!
Cari fratelli e sorelle! Come fece Gesù con il discepolo Giovanni, anch'io vi affido a Maria, dicendovi: Ecco la vostra madre (cfr Gv 19,27). A Lei ci rivolgiamo tutti con fiducia filiale, recitando insieme la preghiera dell'Angelus.
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giovedì 25 marzo 2010

603 - Annunciazione del Signore

Festa del Signore, l'Annunciazione inaugura l'evento in cui il figlio di Dio si fa carne per consumare il suo sacrificio redentivo in obbedienza al Padre e per essere il primo dei risorti.
La Chiesa, come Maria, si associa all'obbedienza del Cristo, vivendo sacramentalmente nella fede il significato pasquale della annunciazione.
Maria è la figlia di Sion che, a coronamento della lunga attesa, accoglie con il suo 'Fiat' e concepisce per opera dello Spirito santo il Salvatore.
In lei Vergine e Madre il popolo della promessa diventa il nuovo Israele, Chiesa di Cristo.
I nove mesi tra la concezione e la nascita del Salvatore spiegano la data odierna rispetto alla solennità del 25 dicembre.
Calcoli eruditi e considerazioni mistiche fissavano ugualmente al 25 marzo l'evento della prima creazione e della rinnovazione del mondo nella Pasqua. (Mess. Rom.)
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602 - Messaggio Medjugorje del 25/3/2010

Cari figli, anche oggi desidero invitarvi tutti ad essere forti nella preghiera e nei momenti in cui le prove vi assalgono.
Vivete nella gioia e nell’umiltà la vostra vocazione cristiana e testimoniate a tutti.
Io sono con voi e vi porto tutti davanti al mio figlio Gesù e Lui sarà per voi forza e sostegno.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

mercoledì 24 marzo 2010

601 - Apritemi il cuore

Isaia 43,1 - «Ora così dice il Signore che ti ha creato, o Giacobbe, che ti ha plasmato, o Israele: «Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni.»


Salmi 138, 8-10
«Se salgo in cielo, là tu sei, se scendo negli inferi, eccoti. Se prendo le ali dell'aurora per abitare all'estremità del mare, anche là mi guida la tua mano e mi afferra la tua destra.»


Matteo 11, 28
«Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò.»

Apocalisse 3,20
«Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me.»
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600 - Le motivazioni cristiane della purezza

1ª Corinzi 6, 15.19.

«Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? Infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo!»


1ª Tessolonicesi 4, 3-8.
«Perché questa è la volontà di Dio, la vostra santificazione: che vi asteniate dalla impudicizia, che ciascuno sappia mantenere il proprio corpo con santità e rispetto, non come oggetto di passioni e libidine, come i pagani che non conoscono Dio; che nessuno offenda e inganni in questa materia il proprio fratello, perché il Signore è vindice di tutte queste cose, come gia vi abbiamo detto e attestato. Dio non ci ha chiamati all'impurità, ma alla santificazione. Perciò chi disprezza queste norme non disprezza un uomo, ma Dio stesso, che vi dona il suo Santo Spirito.
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martedì 23 marzo 2010

599 - Il supplizio maggiore di Gesù

Quando andai all'adorazione, fui subito investita dal bisogno di raccoglimento interiore e vidi Gesù legato alla colonna, spogliato delle Sue vesti e sottoposto subito alla flagellazione. Vidi quattro uomini che a turno sferzavano coi flagelli il Signore. Il cuore mi si fermava alla vista di quello strazio. Ad un tratto il Signore mi disse queste parole: « Ho una sofferenza ancora maggiore di quella che vedi ». E Gesù mi fece conoscere per quali peccati si sottopose alla flagellazione: sono i peccati impuri. Oh, che tremende sofferenze morali patì Gesù, quando si sottomise alla flagellazione! Improvvisamente Gesù mi disse: « Guarda e osserva il genere umano nella situazione attuale ». E in un attimo vidi cose tremende: i carnefici si allontanarono da Gesù, e si avvicinarono per flagellarLo altri uomini, che presero la sferza e sferzarono il Signore senza misericordia. Erano sacerdoti, religiosi e religiose ed i massimi dignitari della Chiesa, cosa che mi stupì molto; laici di diversa età e condizione; tutti scaricarono il loro veleno sull'innocente Gesù. Vedendo ciò il mio cuore precipitò in una specie di agonia. Quando Lo flagellarono i carnefici, Gesù taceva e guardava lontano; ma quando lo flagellarono le anime che ho menzionato sopra, Gesù chiuse gli occhi e dal Suo Cuore uscì un gemito represso, ma tremendamente doloroso. Ed il Signore mi fece conoscere nei particolari l'enorme malvagità di quelle anime ingrate: « Vedi, questo è un supplizio peggiore della Mia morte »
Dal Diaro di S.Faustina
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598 - La forza della perseveranza!

Luca 21, 19.
"Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime."



Luca 8, 15.
"Il seme caduto sulla terra buona sono coloro che, dopo aver ascoltato la parola con cuore buono e perfetto, la custodiscono e producono frutto con la loro perseveranza."


Ebrei 6, 12.
"e perché non diventiate pigri, ma piuttosto imitatori di coloro che con la fede e la perseveranza divengono eredi delle promesse."


Colossesi 4, 2.
"Perseverate nella preghiera e vegliate in essa, rendendo grazie."


Ebrei 13, 1.
"Perseverate nell'amore fraterno."
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597 - Saldi nella fede

Colossesi 2,6-7

Camminate dunque nel Signore Gesù Cristo, come l'avete ricevuto, ben radicati e fondati in lui, saldi nella fede come vi è stato insegnato, abbondando nell'azione di grazie.


Galati 5,1
Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi; state dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù.

Ebrei 3,14
Siamo diventati infatti partecipi di Cristo, a condizione di mantenere salda sino alla fine la fiducia che abbiamo avuta da principio.


Colossesi 2,8
Badate che nessuno vi inganni con la sua filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo.


2Corinzi 6,14
Non lasciatevi legare al giogo estraneo degli infedeli. Quale rapporto infatti ci può essere tra la giustizia e l'iniquità, o quale unione tra la luce e le tenebre?

Efesini 5,7,8,10
Non abbiate quindi niente in comune con loro. Se un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come i figli della luce; Cercate ciò che è gradito al Signore
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596 - Beato chi serve

Giacomo 2, 18. - «Mostrami la tua fede senza le opere, ed io con le mie opere ti mostrerò la mia fede».

Marco 10, 43-45. - «Chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti. Il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

Luca 12, 43. - «Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà al suo lavoro».


Luca 17, 10. - «Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare»
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595 - Vivete in pace!

Salmo 85, 9-10 - «Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore: egli annunzia la pace per il suo popolo, per i suoi fedeli, per chi ritorna a lui con tutto il cuore. La sua salvezza è vicina a chi lo teme e la sua gloria abiterà la nostra terra.»


Isaia 32,18 - «Il mio popolo abiterà in una dimora di pace, in abitazioni tranquille, in luoghi sicuri.»


2ª Corinzi 13, 11 - «Vivete in pace e il Dio dell'amore e della pace sarà con voi.»
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594 - Apriamo le nostre mani!

Atti 20, 35 - «Vi è più gioia nel dare che nel ricevere!»



Matteo 16, 25-26 - «chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Qual vantaggio infatti avrà l'uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa l'uomo potrà dare in cambio della propria anima?»


Luca 12, 32-34 - «procuratevi ricchezze che non si consumano, un tesoro sicuro in cielo. Là, i ladri non possono arrivare e la ruggine non lo può distruggere. Perché dove è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore
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domenica 21 marzo 2010

593 - La MIsericordia di Gesù

Quando un'anima si avvicina a Me con fiducia, la riempio di una tale quantità di grazia, che essa non può contenerla in sé e la irradia sulle altre anime.
Le anime che diffondono il culto della Mia Misericordia, le proteggo per tutta la vita, come una tenera madre protegge il suo bimbo ancora lattante e nell'ora della morte non sarò per loro Giudice, ma Salvatore misericordioso.
«I più grandi peccatori pongano la loro speranza nella Mia Misericordia.
Essi prima degli altri hanno diritto alla fiducia nell'abisso della Mia Misericordia.
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592 - Angelus del 21/3/2010 Domenica V di Quaresima

Cari fratelli e sorelle!


Siamo giunti alla Quinta Domenica di Quaresima, nella quale la liturgia ci propone, quest’anno, l’episodio evangelico di Gesù che salva una donna adultera dalla condanna a morte (Gv 8,1-11). Mentre sta insegnando nel Tempio, gli scribi e i farisei conducono a Gesù una donna sorpresa in adulterio, per la quale la legge mosaica prevedeva la lapidazione. Quegli uomini chiedono a Gesù di giudicare la peccatrice con lo scopo di"metterlo alla prova" e di spingerlo a fare un passo falso. La scena è carica di drammaticità: dalle parole di Gesù dipende la vita di quella persona, ma anche la sua stessa vita. Gli accusatori ipocriti, infatti, fingono di affidargli il giudizio, mentre in realtà è proprio Lui che vogliono accusare e giudicare. Gesù, invece, è "pieno di grazia e di verità" (Gv 1,14): Egli sa che cosa c’è nel cuore di ogni uomo, vuole condannare il peccato, ma salvare il peccatore, e smascherare l’ipocrisia. L’evangelista san Giovanni dà risalto ad un particolare: mentre gli accusatori lo interrogano con insistenza, Gesù si china e si mette a scrivere col dito per terra. Osserva sant’Agostino che quel gesto mostra Cristo come il legislatore divino: infatti, Dio scrisse la legge col suo dito sulle tavole di pietra (cfr Comm. al Vang. di Giov., 33, 5). Gesù dunque è il Legislatore, è la Giustizia in persona. E qual è la sua sentenza? "Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei". Queste parole sono piene della forza disarmante della verità, che abbatte il muro dell’ipocrisia e apre le coscienze ad una giustizia più grande, quella dell’amore, in cui consiste il pieno compimento di ogni precetto (cfr Rm 13,8-10). E’ la giustizia che ha salvato anche Saulo di Tarso, trasformandolo in san Paolo (cfr Fil 3,8-14).


Quando gli accusatori "se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani", Gesù, assolvendo la donna dal suo peccato, la introduce in una nuova vita, orientata al bene: «Neanch'io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più». È la stessa grazia che farà dire all'Apostolo: "So soltanto questo: dimenticando ciò che mi sta alle spalle e proteso verso ciò che mi sta di fronte, corro verso la mèta, al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù" (Fil 3,14). Dio desidera per noi soltanto il bene e la vita; Egli provvede alla salute della nostra anima per mezzo dei suoi ministri, liberandoci dal male col Sacramento della Riconciliazione, affinché nessuno vada perduto, ma tutti abbiano modo di convertirsi. In questo Anno Sacerdotale, desidero esortare i Pastori ad imitare il santo Curato d'Ars nel ministero del Perdono sacramentale, affinché i fedeli ne riscoprano il significato e la bellezza, e siano risanati dall'amore misericordioso di Dio, il quale "si spinge fino a dimenticare volontariamente il peccato, pur di perdonarci" (Lettera di indizione dell'Anno Sacerdotale).


Cari amici, impariamo dal Signore Gesù a non giudicare e a non condannare il prossimo. Impariamo ad essere intransigenti con il peccato - a partire dal nostro! - e indulgenti con le persone. Ci aiuti in questo la santa Madre di Dio che, esente da ogni colpa, è mediatrice di grazia per ogni peccatore pentito.
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venerdì 19 marzo 2010

591 - Invocazioni a San Giuseppe

Ti saluto, Giuseppe, immagine di Dio Padre.

Ti saluto, Giuseppe, padre di Dio Figlio.
Ti saluto, Giuseppe, Santuario dello Spirito Santo.
Ti saluto, Giuseppe, beneamato della Santissima Trinità.
Ti saluto, Giuseppe, fedelissimo coadiutore del grande consiglio.
Ti saluto, Giuseppe, degno sposo della Vergine Madre.
Ti saluto, Giuseppe, padre di tutti i fedeli.
Ti saluto, Giuseppe, custode di tutti quelli che hanno abbracciato la santa verginità.
Ti saluto, Giuseppe, fedele osservatore del sacro silenzio.
Ti saluto, Giuseppe, amante della santa povertà.
Ti saluto, Giuseppe, modello di dolcezza e di pazienza.
Ti saluto, Giuseppe, specchio d'umiltà e di obbedienza.

Tu sei benedetto tra tutti gli uomini.

E benedetti siano i tuoi occhi che hanno visto ciò che hai visto.
E benedette siano le tue orecchie che hanno sentito ciò che hai udito.
E benedette siano le tue mani che hanno toccato il Verbo fatto carne.
E benedette siano le tue braccia che hanno portato Colui che porta tutte le cose.
E benedetto sia il tuo petto sul quale il Figlio di Dio ha fatto un dolce riposo.
E benedetto sia il tuo cuore infiammato per Lui dell'amore più ardente.
E benedetto sia il Padre Eterno che ti ha scelto.
E benedetto sia il Figlio che ti ha amato.
E benedetto sia il Santo Spirito che ti ha santificato.
E benedetta sia Maria, tua Sposa, che ti ha amato teneramente come uno sposo e come un fratello.
E benedetto sia l'Angelo che ti ha servito da custode.
E benedetti siano tutti quelli che ti amano e che ti benedicono.


Amen.
(San Giovanni Eudes)
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mercoledì 17 marzo 2010

589 - Lasciatevi riconciliare con Dio!

2° Corinzi 5, 19-21 - «E' stato Dio infatti a riconciliare a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione. Noi fungiamo quindi da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio. »

Giovanni 20, 21-23 - «Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi». Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi».»

Matteo 18, 18 - «In verità vi dico: tutto quell o che legherete sopra la terra sarà legato anche in cielo e tutto quello che scioglierete sopra la terra sarà sciolto anche in cielo.»

Cfr Esodo 20, 2s - «Non avrai altro Dio all'infuori di me. Non nominare il nome di Dio invano. Ricordati di santificare le feste. Onora il padre e la madre; non uccidere; non commettere atti impuri; non dire falsa
testimonianza; non desiderare la donna d'altri; non desiderare la roba d'altri.»
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588 - Elemosina e digiuno (le due ali della preghiera)

Non crediamo mai vane le nostre preghiere e le nostre opere buone. Gli Angeli di Dio raccolgono ad uno ad uno i nostri sospiri di amore e li presentano innanzi al trono dell'Eterno; non c'è una sola preghiera che riesca vana, anche quando sembra perduta al nostro corto sguardo....
Invece di affannarci o di mormorare della Provvidenza, continuiamo a pregare, perché verrà certamente il giorno della consolazione e della pace temporale od eterna. La preghiera però ha due ali con le quali s'innalza a Dio, come dicono i Padri: l'elemosina ed il digiuno. Dando agli altri, s'impegna quasi Dio a dare a noi;
digiunando e mortificandoci, si rende l'anima più adatta alle comunicazioni soprannaturali. L'elemosina ci stacca dalla terra, il digiuno ci stacca da noi stessi; ci troviamo così liberati da ogni impaccio e possiamo far sentire la nostra voce nei Cieli. Non ci stanchiamo mai di pregare; anche quando ci sembra di non essere esauditi; la preghiera può avere un effetto immediato o un effetto remoto, secondo i fini della bontà divina, ma ha sicuramente il suo effetto; stancarsi significa annientarne il frutto, proprio quando stava per maturare. Non siamo con Dio come mercenari, siamogli figlioli, abbiamo fiducia nel suo amore, affidiamo tutto nelle sue mani e tutto ci riuscirà in bene.
(Servo di Dio Dolindo Ruotolo)
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587 - Ave, Maria, o arca santa

Bellissima preghiera, presa dall'antifonario della Chiesa Copta egiziana:


Ave al castello, abitato dal Signore.
Ave al giardino spirituale, rimasto sigillato.
Tu sei il trono dell'Onnipotente.
Ave all'abitazione del vero Circonciso.
Tu sei stata scelta come
la più virtuosa tra le potenze sante.
Ave al giardino che non è stato coltivato
e dal quale, nonostante questo,
è spuntato l'albero della vita,
che irrora le anime assetate di giustizia.
Ave al calice, che a tutto il mondo
offre da bere il vino del Dio vivente.
Ave a te, o Maria, che sei migliore degli angeli
e che sei stata scelta da Dio creatore.
Ave all'ampio castello, nel quale venne
ed abitò Cristo, nostro Dio.
Per sua intercessione, o Signore,
dona a noi la remissione dei nostri peccati.
Amen
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martedì 16 marzo 2010

586 - Dal Salmo 46

Dio è per noi rifugio e forza, aiuto sempre vicino nelle angosce.

Perciò non temiamo se trema la terra, se crollano i monti nel fondo del mare.
Un fiume e i suoi ruscelli rallegrano la città di Dio, la santa dimora dell'Altissimo.
Dio sta in essa: non potrà vacillare; la soccorrerà Dio, prima del mattino.
Il Signore degli eserciti è con noi, nostro rifugio è il Dio di Giacobbe.
Venite, vedete le opere del Signore, egli ha fatto portenti sulla terra.
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lunedì 15 marzo 2010

585 - Messaggio di Medjugorje del 13/3/2010





Messaggio a Ivan


“Cari figli, anche oggi vi voglio invitare al perdono. Perdonate, figli miei! Perdonate gli altri, perdonate voi stessi. Cari figli, questo è il tempo della Grazia. Pregate per tutti i miei figli che stanno lontano da mio Figlio Gesù, pregate che tornino. La Madre prega con voi, la Madre intercede per voi. Grazie che anche oggi avete accolto i miei messaggi”
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584 - Angelus del 14/3/2010 Domenica 4^ di Quaresima

Cari fratelli e sorelle!

In questa quarta domenica di Quaresima viene proclamato il Vangelo del padre e dei due figli, più noto come parabola del “figlio prodigo” (Lc 15,11-32). Questa pagina di san Luca costituisce un vertice della spiritualità e della letteratura di tutti i tempi. Infatti, che cosa sarebbero la nostra cultura, l’arte, e più in generale la nostra civiltà senza questa rivelazione di un Dio Padre pieno di misericordia? Essa non smette mai di commuoverci, e ogni volta che l’ascoltiamo o la leggiamo è in grado di suggerirci sempre nuovi significati. Soprattutto, questo testo evangelico ha il potere di parlarci di Dio, di farci conoscere il suo volto, meglio ancora, il suo cuore. Dopo che Gesù ci ha raccontato del Padre misericordioso, le cose non sono più come prima, adesso Dio lo conosciamo: Egli è il nostro Padre, che per amore ci ha creati liberi e dotati di coscienza, che soffre se ci perdiamo e che fa festa se ritorniamo. Per questo, la relazione con Lui si costruisce attraverso una storia, analogamente a quanto accade ad ogni figlio con i propri genitori: all’inizio dipende da loro; poi rivendica la propria autonomia; e infine – se vi è un positivo sviluppo – arriva ad un rapporto maturo, basato sulla riconoscenza e sull’amore autentico.
In queste tappe possiamo leggere anche momenti del cammino dell’uomo nel rapporto con Dio. Vi può essere una fase che è come l’infanzia: una religione mossa dal bisogno, dalla dipendenza. Via via che l’uomo cresce e si emancipa, vuole affrancarsi da questa sottomissione e diventare libero, adulto, capace di regolarsi da solo e di fare le proprie scelte in modo autonomo, pensando anche di poter fare a meno di Dio. Questa fase, appunto, è delicata, può portare all’ateismo, ma anche questo, non di rado, nasconde l’esigenza di scoprire il vero volto di Dio. Per nostra fortuna, Dio non viene mai meno alla sua fedeltà e, anche se noi ci allontaniamo e ci perdiamo, continua a seguirci col suo amore, perdonando i nostri errori e parlando interiormente alla nostra coscienza per richiamarci a sé. Nella parabola, i due figli si comportano in maniera opposta: il minore se ne va e cade sempre più in basso, mentre il maggiore rimane a casa, ma anch’egli ha una relazione immatura con il Padre; infatti, quando il fratello ritorna, il maggiore non è felice come lo è, invece, il Padre, anzi, si arrabbia e non vuole rientrare in casa. I due figli rappresentano due modi immaturi di rapportarsi con Dio: la ribellione e una obbedienza infantile. Entrambe queste forme si superano attraverso l’esperienza della misericordia. Solo sperimentando il perdono, riconoscendosi amati di un amore gratuito, più grande della nostra miseria, ma anche della nostra giustizia, entriamo finalmente in un rapporto veramente filiale e libero con Dio.
Cari amici, meditiamo questa parabola. Rispecchiamoci nei due figli, e soprattutto contempliamo il cuore del Padre. Gettiamoci tra le sue braccia e lasciamoci rigenerare dal suo amore misericordioso. Ci aiuti in questo la Vergine Maria, Mater misericordiae.
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sabato 13 marzo 2010

583 - Le Sette Benedizioni

Le benedizioni possono essere fatte sia su di sé che su altri, anzi per sofferenze dovute ad azioni esterne è bellissimo e porta tanto giovamento a se stessi il benedire chi ci è stato causa di sofferenze fisiche o morali.



1. Mi benedica la potenza del Padre Celeste + la sapienza del Figlio divino + l’amore dello Spirito + Santo. ( ci si segna una sola volta col segno della Croce ). Amen.


2. Mi benedica Gesù crocifisso, per mezzo del suo preziosissimo Sangue. Nel nome del Padre + e del Figlio + e dello Spirito + Santo. ( ci si segna una sola volta col segno della Croce ).Amen.


3. Mi benedica Gesù dal tabernacolo, per mezzo dell’amore del suo Cuore divino. Nel nome del Padre + e del Figlio + e dello Spirito + Santo. ( ci si segna una sola volta col segno della Croce ) Amen.


4. Mi benedica Maria dal Cielo, Madre celeste e Regina e riempia la mia anima di un più grande amore a Gesù. Nel nome de Padre + e del Figlio + e dello Spirito + Santo. (ci si segna una sola volta col segno della Croce ) Amen.


5. Mi benedica il mio angelo custode, e tutti i santi Angeli vengano in mio aiuto per respingere gli attacchi degli spiriti maligni. Nel nome del Padre + e del Figlio + e dello Spirito + Santo. ( ci si segna una sola volta col segno della Croce ) Amen.


6. Mi benedicano i miei Santi patroni, il mio santo patrono di battesimo e tutti i Santi del Cielo. Nel nome del Padre + e del Figlio + e dello Spirito + Santo.( ci si segna una sola volta col segno della Croce ) Amen.


7. Mi benedicano le anime del Purgatorio e quelle dei miei defunti. Che siano i miei intercessori presso il trono di Dio affinché io possa raggiungere la patria eterna. Nel nome del Padre + e del Figlio + e dello Spirito + Santo. ( ci si segna una sola volta col segno della Croce ) Amen
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582 - Davanti al Crocefisso

Eccomi, o mio amato e buon Gesù, che alla tua santissima presenza prostrato, ti prego, con fervore più vivo, di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, speranza, carità, dolore dei miei peccati e proponimento di non più offenderti.
Mentre io, con tutto l'amore e con tutta la compassione, vado considerando le tue cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di te, o buon Gesù, il santo profeta Davide: "Trapassarono le mie mani e i miei piedi, contarono tutte le mie ossa"
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venerdì 12 marzo 2010

581 - Se il Signore non costruisce la casa

Salmi 127, 1-2
«Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori. Se il Signore non custodisce la città, invano veglia il custode. Invano vi alzate di buon mattino, tardi andate a riposare e mangiate pane di sudore: il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno.»


Deuteronomio 8, 17-18
«Guardati dunque dal pensare: La mia forza e la potenza della mia mano mi hanno acquistato queste ricchezze. Ricordati invece del Signore tuo Dio perché Egli ti dà la forza per acquistare ricchezze.»


Giovanni 15, 5
«Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla.»
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giovedì 11 marzo 2010

580 - Preghiera

dal sito reginamundi:

Preghiera come il respiro dell’anima! Necessaria come l’acqua per la pianta, come il cibo per il corpo.

La preghiera è come il sangue, che parte dal cuore, attraversa tutte le membra, nutrendo e vivificando l’intero organismo. A chi prega, Dio non lascia mancare la sua luce.
Ci sono vari modi di rivolgersi al Signore:
- la lode: saper vedere l’azione di Dio nella nostra vita, il suo amore e la sua attenzione per noi, per tutti gli uomini e le donne, per il mondo intero; la mia preghiera diventa così un inno di gioia a Dio Padre, creatore e autore di ogni bene. (Sal. 150; 145; 136; 103; Lc 1,46-55.68-79)


- il ringraziamento: riconoscere i benefici del Signore, il suo amore per noi, la sua tenerezza di madre, la sua forza di liberatore (Sal. 66; 30;116)

- la supplica: nella prova e nella difficoltà, quando si scopre la propria fragilità e incapacità di vivere senza Dio, allora è più facile rivolgersi a Lui e chiedere aiuto; solo Dio può salvarci (Sal. 6; 69). Quando la difficoltà diventa grande e insopportabile, quando la vita è in pericolo allora la preghiera diventa grido (Sal. 22; 70)

- l’intercessione: è il momento della “richiesta altruistica”, è pregare per il bene degli altri, con cuore aperto e generoso; è la capacità di vedere il fratello e la sorella che mi stanno vicino o coloro che sono lontani, coloro che soffrono, che subiscono l’ingiustizia; è la forza missionaria della preghiera (Gen 18,16-33)
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domenica 7 marzo 2010

579 - Fidati di Dio

Salmi 103,13-14
Come un padre ha pietà dei suoi figli, così il Signore ha pietà di quanti lo temono.
Perché egli sa di che siamo plasmati, ricorda che noi siamo polvere.


Salmi 103,3-4
Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue malattie;
salva dalla fossa la tua vita, ti corona di grazia e di misericordia;


Salmi 72,12-15
Egli libererà il povero che grida e il misero che non trova aiuto, avrà pietà del debole e del povero e salverà la vita dei suoi miseri.
Li riscatterà dalla violenza e dal sopruso, sarà prezioso ai suoi occhi il loro sangue.
Vivrà e gli sarà dato oro di Arabia; si pregherà per lui ogni giorno, sarà benedetto per sempre
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578 - Angelus del 7/3/2010 3^ domenica di Quaresima

Cari fratelli e sorelle,

la liturgia di questa terza domenica di Quaresima ci presenta il tema della conversione. Nella prima lettura, tratta dal Libro dell’Esodo, Mosè, mentre pascola il gregge, vede un roveto in fiamme, che non si consuma. Si avvicina per osservare questo prodigio, quando una voce lo chiama per nome e, invitandolo a prendere coscienza della sua indegnità, gli comanda di togliersi i sandali, perché quel luogo è santo. “Io sono il Dio di tuo padre – gli dice la voce – il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe”; e aggiunge: “Io sono Colui che sono!” (Es 3,6a.14). Dio si manifesta in diversi modi anche nella vita di ciascuno di noi. Per poter riconoscere la sua presenza è però necessario che ci accostiamo a lui consapevoli della nostra miseria e con profondo rispetto. Diversamente ci rendiamo incapaci di incontrarlo e di entrare in comunione con Lui.
Come scrive l’apostolo Paolo, anche questa vicenda è raccontata per nostro ammonimento: essa ci ricorda che Dio si rivela non a quanti sono pervasi da sufficienza e leggerezza, ma a chi è povero ed umile davanti a Lui.
Nel brano del Vangelo odierno, Gesù viene interpellato circa alcuni fatti luttuosi: l’uccisione, all’interno del tempio, di alcuni Galilei per ordine di Ponzio Pilato e il crollo di una torre su alcuni passanti (cfr Lc 13,1-5). Di fronte alla facile conclusione di considerare il male come effetto della punizione divina, Gesù proclama l’innocenza di Dio, che è buono e non può volere il male, e mettendo in guardia dal pensare che le sventure siano l’effetto immediato delle colpe personali di chi le subisce, afferma: “Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo” (Lc 13,2-3).
Gesù invita a fare una lettura diversa di quei fatti, collocandoli nella prospettiva della conversione: le sventure, gli eventi luttuosi, non devono suscitare in noi curiosità o ricerca di presunti colpevoli, ma devono rappresentare occasioni per riflettere, per vincere l’illusione di poter vivere senza Dio, e per rafforzare, con l’aiuto del Signore, l’impegno di cambiare vita.
Di fronte al peccato, Dio si rivela pieno di misericordia e non manca di richiamare i peccatori ad evitare il male, a crescere nel suo amore e ad aiutare concretamente il prossimo in necessità, per vivere la gioia della grazia e non andare incontro alla morte eterna. Ma la possibilità di conversione esige che impariamo a leggere i fatti della vita nella prospettiva della fede, animati cioè dal santo timore di Dio. In presenza di sofferenze e lutti, vera saggezza è lasciarsi interpellare dalla precarietà dell’esistenza e leggere la storia umana con gli occhi di Dio, il quale, volendo sempre e solo il bene dei suoi figli, per un disegno imperscrutabile del suo amore, talora permette che siano provati dal dolore per condurli a un bene più grande.
Cari amici, preghiamo Maria Santissima, che ci accompagna nell’itinerario quaresimale, affinché aiuti ogni cristiano a ritornare al Signore con tutto il cuore. Sostenga la nostra decisione ferma di rinunciare al male e di accettare con fede la volontà di Dio nella nostra vita.
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venerdì 5 marzo 2010

577 - Ti amo mio Dio

Ti amo, o mio Dio,
e il mio solo desiderio
è di amarti fino all'ultimo respiro della mia vita.


Ti amo, o Dio infinitamente amabile,
e preferisco morire amandoti
piuttosto che vivere
un solo istante senza amarti.


Ti amo, Signore
e l'unica grazia che ti chiedo
è di amarti eternamente.


Mio Dio, se la mia lingua
non può dirti ad ogni istante che ti amo,
voglio che il mio cuore te lo ripeta
tante volte quante volte respiro.


Ti amo, o mio Divino Salvatore,
perchè sei stato crocifisso per me,
e mi tieni quaggiù crocifisso con Te.
Mio Dio, fammi la grazia di morire amandoti
e sapendo che ti amo.


Amen.


San Giovanni Maria Vianney Curato D'Ars

576 - La voce dell'anima

La preghiera è per la nostra anima ciò che la pioggia è per la terra. Concimate una terra quanto volete; se manca la pioggia, tutto quello che farete non servirà a nulla
Non c'è bisogno di parlare tanto per pregare bene.
Bisogna pregare molto semplicemente e dire: Mio Dio, ecco un'anima ben povera che non ha niente, che non può nulla, fammi la grazia di amarTi, di servirTi e di conoscere che non sono nulla.
Se siete nell'impossibilità di pregare, nascondetevi dietro al vostro angelo, e incaricatelo di pregare al posto vostro.

Curato d’Ars
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mercoledì 3 marzo 2010

575 - Messaggio Medjugorje del 2/3/2010

Ecco il messaggio che Mirjana ha ricevuto oggi, 2 Marzo 2010, trasmessoci da Krizan Brekalo e dato a lui da Milenko Vasilj:

“Cari figli,
in questo tempo particolare del vostro tentativo di essere più vicino possibile a mio Figlio, alla Sua sofferenza, ma anche all’amore con cui l’ha portata, desidero dirvi che sono con voi.
Vi aiuterò a vincere gli abbagli e le prove con la mia grazia.  Vi insegnerò l’amore, l’amore che cancella tutti i peccati e vi rende perfetti.
L’amore che vi dà la pace di mio Figlio ora e per sempre. 
La pace sia con voi e in voi, perché io sono la Regina della Pace.
Vi ringrazio”
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Medaglia di San Benedetto