Il Signore ti benedica,ti custodisca e ti mostri il Suo volto misericordioso!

Quando pensi di aver toccato il fondo e che nessuno ti voglia o ti ami più, Dio si fa uomo per incontrarti, Gesù ti viene accanto

CIAO A TE !!

Nulla è più urgente nel mondo d'oggi di proclamare Cristo alle genti. Chiunque tu sia, puoi, se vuoi, lasciare un tuo contributo, piccolo o grande che sia, per dire, comunicare, annunciare la persona di Gesù Cristo, unico nostro salvatore. Uno speciale benvenuto a LADYBUG che si è aggiunta di recente ai sostenitori ! *************************************************** Questo blog è sotto la protezione di N.S. Gesù Cristo e della SS Vergine Maria, Sua Madre ed ha come una ragione di esistere di fornire un contributo, sia pure piccolo ed umile, alla crescita della loro Gloria. ***************************************************

Con Cristo non ci sono problemi, senza Cristo non ci sono soluzioni.

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mercoledì 30 settembre 2009

448 - L’Europa ha bisogno di Dio

mercoledì, 30 settembre 2009 (ZENIT.org) - Nell’Udienza generale di stamani in piazza San Pietro, davanti a dodicimila fedeli, [Video] il Papa ha ripercorso le tappe salienti del suo recente viaggio apostolico nella Repubblica Ceca, da lui definito “una missione nel cuore dell’Europa”.
L’Europa, ha affermato il Santo Padre, “ha bisogno di ritrovare in Dio e nel suo amore il fondamento della speranza”.
L'amore di Cristo è infatti “una forza che ispira e anima le vere rivoluzioni, pacifiche e liberatrici, e che ci sostiene nei momenti di crisi, permettendo di risollevarci quando la libertà, faticosamente recuperata, rischia di smarrire se stessa, la propria verità”.
Quell'amore di Cristo, ha aggiunto, che ha iniziato “a rivelarsi nel volto di un Bambino”. Per questo, ha spiegato, la prima tappa del suo viaggio è stata nella chiesa praghese di Santa Maria della Vittoria, che custodisce la statua del “Bambino Gesù”.
“Dinanzi al Bambino di Praga ho pregato per tutti i bambini, per i genitori, per il futuro della famiglia – ha ricordato –. La vera ‘vittoria’, che oggi chiediamo a Maria, è la vittoria dell'amore e della vita nella famiglia e nella società”.
In particolare, ha richiamato le riflessioni contenute nel suo discorso al Corpo diplomatico incontrato nel Castello di Praga, nel quale ha voluto evidenziare “il legame indissolubile che sempre deve esistere tra libertà e verità”.
“Non bisogna aver paura della verità – ha detto il Papa –, perché essa è amica dell’uomo e della sua libertà; anzi, solo nella sincera ricerca del vero, del bene e del bello si può realmente offrire un futuro ai giovani di oggi e alle generazioni che verranno”.
“Chi esercita responsabilità nel campo politico ed educativo deve saper attingere dalla luce di quella verità che è il riflesso dell’eterna Sapienza del Creatore; ed è chiamato a darne testimonianza in prima persona con la propria vita”, ha aggiunto.
“Solo un serio impegno di rettitudine intellettuale e morale - ha avvertito il Papa - è degno del sacrificio di quanti hanno pagato caro il prezzo della libertà”.
Il Ponterfice ha quindi rivolto il proprio pensiero alla celebrazione dei Vespri con i sacerdoti, i religiosi, le religiose, i seminaristi e i rappresentanti dei movimenti laicali, svoltasi nella Cattedrale dei Santi Vito, Venceslao e Adalberto di Praga.
“Per le comunità dell’Europa centro-orientale questo è un momento difficile – ha sottolineato –: alle conseguenze del lungo inverno del totalitarismo ateo, si stanno sommando gli effetti nocivi di un certo secolarismo e consumismo occidentale”.
Per questo, ha detto, “ho incoraggiato tutti ad attingere energie sempre nuove dal Signore risorto, per poter essere lievito evangelico nella società” e impegnarsi in attività caritative ed educative.
Nelle due grandi Messe, a Brno e Stará Boleslav, ha affermato Benedetto XVI, il messaggio forte è stato quello della speranza fondata sulla fede in Cristo, la speranza dei Santi Cirillo e Metodio, evangelizzatori dei popoli slavi e di San Vencenslao, Patrono della Nazione Ceca, “che ebbe il coraggio di anteporre il regno dei cieli al fascino del potere terreno”.
Il Papa ha quindi ricordato l’invito rivolto ai giovani cechi “a riconoscere in Cristo l’amico più vero che soddisfa le aspirazioni più profonde del cuore umano”.
Successivamente, ha menzionato l’incontro con gli esponenti del Consiglio ecumenico delle Chiese nella Repubblica Ceca, che ha avuto luogo nell’arcivescovado di Praga.
A questo proposito, ha ribadito “lo sforzo di progredire verso una unità sempre più piena e visibile tra noi, credenti in Cristo, rende più forte ed efficace il comune impegno per la riscoperta delle radici cristiane dell’Europa”.
Infine, il Papa ha parlato del suo incontro con il mondo accademico ceco nel Castello di Praga, ricordando come proprio nelle università, a Bratislava nel 1989, con una manifestazione di studenti universitari slovacchi a favore della democrazia, prese le mosse la cosiddetta “Rivoluzione di velluto” che portò in seguito alla caduta del regime comunista nel Paese.
“A vent’anni da quello storico evento – ha detto il Pontefice –, ho riproposto l’idea della formazione umana integrale, basata sull’unità della conoscenza radicata nella verità, per contrastare una nuova dittatura, quella del relativismo abbinato al dominio della tecnica”.
Al momento dei saluti ai pellegrini italiani, Benedetto XVI ha rivolto un pensiero particolare ai partecipanti al Convegno internazionale organizzato nel 50.mo della morte di don Luigi Sturzo, che si svolgerà dal 2 al 4 ottobre prossimi a Catania e Caltagirone.
“L’esempio luminoso di questo presbitero – ha detto – e la sua testimonianza di amore, di libertà e di servizio al popolo sia stimolo e incoraggiamento per tutti i cristiani, e specialmente per quanti operano in campo sociale e politico perché diffondano, con la loro coerente testimonianza, il Vangelo e la dottrina sociale della Chiesa”.
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lunedì 28 settembre 2009

447 - Cosa significa in concreto perdonare

Ma che cosa significa, in concreto, perdonare? E perché perdonare?
Un discorso sul perdono non può eludere questi interrogativi.
Riprendendo una riflessione, desidero ricordare che il perdono ha la sua sede nel cuore di ciascuno, prima di essere un fatto sociale. Solo nella misura in cui si affermano un'etica e una cultura del perdono, si può anche sperare in una « politica del perdono », espressa in atteggiamenti sociali ed istituti giuridici, nei quali la stessa giustizia assuma un volto più umano. In realtà, il perdono è innanzitutto una scelta personale, una opzione del cuore che va contro l'istinto spontaneo di ripagare il male col male.
Tale opzione ha il suo termine di confronto nell'amore di Dio, che ci accoglie nonostante il nostro peccato, e ha il suo modello supremo nel perdono di Cristo che sulla croce ha pregato: « Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno ». Il perdono ha dunque una radice e una misura divine. Questo tuttavia non esclude che se ne possa cogliere il valore anche alla luce di considerazioni di umana ragionevolezza.
Prima fra tutte, quella relativa all'esperienza che l'essere umano vive in se stesso quando commette il male. Egli si rende allora conto della sua fragilità e desidera che gli altri siano indulgenti con lui.
Perché dunque non fare agli altri ciò che ciascuno desidera sia fatto a se stesso?
Ogni essere umano coltiva in sé la speranza di poter ricominciare un percorso di vita e di non rimanere prigioniero per sempre dei propri errori e delle proprie colpe. Sogna di poter tornare a sollevare lo sguardo verso il futuro, per scoprire ancora una prospettiva di fiducia e di impegno. In quanto atto umano, il perdono è innanzitutto un'iniziativa del singolo soggetto nel suo rapporto con gli altri suoi simili.
La persona, tuttavia, ha un'essenziale dimensione sociale, in virtù della quale intreccia una rete di rapporti in cui esprime se stessa: non solo nel bene, purtroppo, ma anche nel male. Conseguenza di ciò è che il perdono si rende necessario anche a livello sociale. Le famiglie, i gruppi, gli Stati, la stessa Comunità internazionale, hanno bisogno di aprirsi al perdono per ritessere legami interrotti, per superare situazioni di sterile condanna mutua, per vincere la tentazione di escludere gli altri non concedendo loro possibilità di appello.
La capacità di perdono sta alla base di ogni progetto di una società futura più giusta e solidale. Il perdono mancato, al contrario, specialmente quando alimenta la continuazione di conflitti, ha costi enormi per lo sviluppo dei popoli.
Le risorse vengono impiegate per sostenere la corsa agli armamenti, le spese delle guerre, le conseguenze delle ritorsioni economiche. Vengono così a mancare le disponibilità finanziarie necessarie per produrre sviluppo, pace, giustizia. Quanti dolori soffre l'umanità per non sapersi riconciliare, quali ritardi subisce per non saper perdonare! La pace è la condizione dello sviluppo, ma una vera pace è resa possibile soltanto dal perdono. La proposta del perdono non è di immediata comprensione né di facile accettazione; è un messaggio per certi versi paradossale. Il perdono infatti comporta sempre un'apparente perdita a breve termine, mentre assicura un guadagno reale a lungo termine.
La violenza è l'esatto opposto: opta per un guadagno a scadenza ravvicinata, ma prepara a distanza una perdita reale e permanente. Il perdono potrebbe sembrare una debolezza; in realtà, sia per essere concesso che per essere accettato, suppone una grande forza spirituale e un coraggio morale a tutta prova.
Lungi dallo sminuire la persona, il perdono la conduce ad una umanità più piena e più ricca, capace di riflettere in sé un raggio dello splendore del Creatore. Quanto svolgo al servizio del Vangelo mi fa sentire vivamente il dovere, e mi dà al tempo stesso la forza, di insistere sulla necessità del perdono. Lo faccio anche oggi, sorretto dalla speranza di poter suscitare riflessioni serene e mature in vista di un generale rinnovamento, nei cuori delle persone e nelle relazioni tra i popoli della terra.
Meditando sul tema del perdono, non si possono non ricordare alcune tragiche situazioni di conflitto, che da troppo tempo alimentano odi profondi e laceranti, con la conseguente spirale inarrestabile di tragedie personali e collettive. Mi riferisco, in particolare, a quanto avviene nella Terra Santa, luogo benedetto e sacro dell'incontro di Dio con gli uomini, luogo della vita, morte e risurrezione di Gesù, il Principe della pace.
La delicata situazione internazionale sollecita a sottolineare con forza rinnovata l'urgenza della risoluzione del conflitto arabo-israeliano, che dura ormai da più di cinquant'anni, con un'alternanza di fasi più o meno acute.
Il continuo ricorso ad atti terroristici o di guerra, che aggravano per tutti la situazione e incupiscono le prospettive, deve lasciare finalmente il posto ad un negoziato risolutore. I diritti e le esigenze di ciascuno potranno essere tenuti in debito conto e contemperati in modo equo, se e quando prevarrà in tutti la volontà di giustizia e di riconciliazione.
A quegli amati popoli rivolgo nuovamente l'invito accorato ad adoperarsi per un'era nuova di rispetto mutuo e di accordo costruttivo.
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domenica 27 settembre 2009

446 - La vera libertà

...La vera libertà presuppone la ricerca della verità – del vero bene – e pertanto trova il proprio compimento precisamente nel conoscere e fare ciò che è retto e giusto. La verità, in altre parole, è la norma-guida per la libertà e la bontà ne è la perfezione. Aristotele definì il bene come "ciò a cui tutte le cose tendono", e giunse a suggerire che "benché sia degno il conseguire il fine anche soltanto per un uomo, tuttavia è più bello e più divino conseguirlo per una nazione o per una polis" (Etica Nicomachea, 1; cfr Caritas in veritate, 2).
In verità, l’alta responsabilità di tener desta la sensibilità per il vero ed il bene ricade su chiunque eserciti il ruolo di guida: in campo religioso, politico o culturale, ciascuno secondo il modo a lui proprio. Insieme dobbiamo impegnarci nella lotta per la libertà e nella ricerca della verità: o le due cose vanno insieme, mano nella mano, oppure insieme periscono miseramente (cfr Fides et ratio, 90). Per i Cristiani la verità ha un nome: Dio.
E il bene ha un volto: Gesù Cristo... ...
L’Europa è più che un continente. Essa è una casa!
E la libertà trova il suo significato più profondo proprio nell’essere una patria spirituale.
Nel pieno rispetto della distinzione tra la sfera politica e quella religiosa – distinzione che garantisce la libertà dei cittadini di esprimere il proprio credo religioso e di vivere in sintonia con esso – desidero rimarcare l’insostituibile ruolo del cristianesimo per la formazione della coscienza di ogni generazione e per la promozione di un consenso etico di fondo, al servizio di ogni persona che chiama questo continente "casa"! In questo spirito, rendo atto alla voce di quanti oggi, in questo Paese e in Europa, cercano di applicare la propria fede, in modo rispettoso ma determinato, nell’arena pubblica, nell’aspettativa che le norme sociali e le linee politiche siano ispirate al desiderio di vivere secondo la verità che rende libero ogni uomo e donna (cfr Caritas in veritate, 9). La fedeltà ai popoli che voi servite e rappresentate richiede la fedeltà alla verità che, sola, è la garanzia della libertà e dello sviluppo umano integrale (cfr ibid., 9).
In effetti, il coraggio di presentare chiaramente la verità è un servizio a tutti i membri della società: esso infatti getta luce sul cammino del progresso umano, ne indica i fondamenti etici e morali e garantisce che le direttive politiche si ispirino al tesoro della saggezza umana. L’attenzione alla verità universale non dovrebbe mai venire eclissata da interessi particolaristici, per quanto importanti essi possano essere, perché ciò condurrebbe unicamente a nuovi casi di frammentazione sociale o di discriminazione, che proprio quei gruppi di interesse o di pressione dichiarano di voler superare.
In effetti, la ricerca della verità, lungi dal minacciare la tolleranza delle differenze o il pluralismo culturale, rende il consenso possibile e permette al dibattito pubblico di mantenersi logico, onesto e responsabile, assicurando quell'unità che le vaghe nozioni di integrazione semplicemente non sono in grado di realizzare.
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445 - Devozione a Maria / 2

Maria! Quanti Cristiani invocano ogni momento questo dolcissimo Nome! E quanto questo nome assomiglia a "Mamma"! Chi non sente amore per lei, chi non è mariano, non può dirsi veramente cristiano, perché il Mistero di Maria Vergine e Madre è strettamente legato al mistero della nascita, morte e resurrezione di Gesù: possiamo affermare con certezza che senza Maria non ci sarebbe stato Gesù (non lo stesso Gesù, almeno).
Perché? Perché non poteva incarnarsi (ricevere la forma umana) in una donna meno pura, meno pia e meno coraggiosa: sarebbe stato un profanare la Sua stessa divinità! Maria SS., infatti fu concepita senza peccato proprio perché fosse il "Tabernacolo" che doveva accogliere, per opera dello Spirito Santo, il Salvatore.
E se da un lato questo è forse il più grande privilegio concesso ad una creatura dal suo Creatore, dall'altro dovette essere una prova ben più impegnativa di quante ne debba affrontare normalmente qualsiasi altro essere umano: perché l'essere senza peccato non l'aveva privata del Suo libero arbitrio, e della possibilità quindi di essere indotta in tentazione e di peccare, cosa che avrebbe vanificato totalmente il Piano di Dio su di Lei.
E non ci vuole una grande immaginazione per capire che contro di Lei il maligno deve aver sferrato ogni sorta di attacco e utilizzata tutta la sua forza di seduzione, pur di evitare che l'umanità potesse accogliere il suo Redentore. Ma Maria SS., rimase senza peccato come era stata concepita, soprattutto per la Fede e per l'amore che coltivava nel Suo cuore per il Padre Celeste; dalle Sue parole, da quel canto sgorgatole direttamente dal cuore ("Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente...") possiamo renderci conto di quanto fossero grandi l'una e l'altro.
Non meno grande dovette essere il Suo coraggio, inconcepibile in una donna della sua epoca, perché benchè giovanissima non esitò ad affrontare il giudizio della gente e del Suo promesso sposo Giuseppe, il rischio di dover trascorrere il resto della Sua vita da mendicante, in una società che emarginava le donne nubili e vedove (immaginatevi le ragazze-madri!), pur di rispondere al progetto che l'Onnipotente aveva su di Lei; Lei che fu madre dolcissima e tenerissima di un Bimbo che aveva solo una cosa diversa dagli altri bambini: era Dio!
E quanto amore per Lei, e quanta Fede in Giuseppe, Suo sposo! Giuseppe che non era un vecchio cadente come viene tante volte raffigurato, ma un uomo nel pieno del suo vigore e saldo in quel patto di castità che già lo legava alla sua promessa sposa (lo sappiamo dalla domanda che Maria fece a Gabriele Arcangelo: "Come può accadere ciò, se non conosco uomo?", parole altrimenti senza senso dette da una donna che stava per sposarsi), prima capace di credere all'incredibile, poi padre attento e premuroso, pronto ad affrontare malignità e pericoli per difendere la famiglia affidatagli dalla Sapienza di Dio.
Insieme accettarono con semplicità ciò che avrebbe fatto impazzire qualsiasi altro essere umano... Maria accettò di dover confrontarsi giorno per giorno con questa incredibile realtà, scoprendo da sola ciò che l'Arcangelo Gabriele non le aveva preannunciato, meditando "tutte queste cose nel Suo cuore". E, con un coraggio ancora più grande, e con una fede che trova riscontro solo in Abramo, prima di Lei, accettò il destino tragico che attendeva quel Bimbo e che l'avrebbe vista un giorno piangere ai piedi di una croce.
Ai Piedi di quella croce dove venne investita del ruolo di Mamma dell'umanità. Quanto poco, a volte si riflette sulle parole di Gesù in quel momento... "Giovanni, ecco tua madre": Ecco chi è la Mamma dei puri di cuore, chi è la Mamma dei semplici, chi è la Mamma di quanti accolgono e divulgano la Parola di Dio! "Madre, ecco tuo figlio": ecco quei puri, quei semplici, quelli che collaborano con tutta l'anima, con tutto il corpo, con tutto il cuore all'avvento del Regno di Dio, ecco i figli che si affidano a Maria!
Non che gli altri siano meno cari al Suo cuore: Lei, al pari di ogni buona mamma terrena, che ama tutti i suoi figli, buoni o cattivi che siano, e forse un pò di più proprio quelli che la fanno disperare, quelli che le danno le più grandi preoccupazioni, perdona sempre i figli che non l'amano, che a volte le arrecano tante offese: attende che il loro cuore duro si sciolga, invoca per loro Gesù e il Padre Onnipotente perché ottengano misericordia.
E siccome tanti cuori sono veramente duri e ostinati nel peccato, lontani dalla fede e dalla preghiera, non esita ad apparire nei luoghi più svariati, alle persone più umili, che pone come lampade, che non brillano di luce propria, ad indicare ai fratelli la via del pentimento e della conversione; non esita, dai luoghi dove appare, ad impetrare ed ottenere grazie spirituali e materiali dalla SS. Trinità; quanti, in questi luoghi di preghiera, autentiche vasche ricolme di Spirito Santo, ritrovano la salute del corpo e dell'anima, la strada della preghiera, e ritornano alla S. Madre Chiesa, ai Sacramenti della Riconciliazione e dell'Eucaristia; quanti, immersi in una realtà tanto diversa da quella quotidiana, scoprono il vero significato delle parole di Gesù: "Amatevi gli uni con gli altri COME IO vi ho amati".
E' tale l'amore della nostra Mamma Celeste per tutti noi, che probabilmente, quando Gesù deciderà di tornare (e non ci sarà più tempo, neanche per dire: "Signore, pietà!"), Lei potrebbe decidere di manifestarsi casa per casa... in un estremo tentativo, un'ultima offerta di salvezza! E se non le fosse concesso? Perché rischiare di perderci per l'Eternità? Perché farla piangere ancora? Perché non corriamo adesso, subito, tra le Sue braccia?
Questo è solo una goccia nel mare delle cose belle che si possono dire di Maria: e pensare che qualcuno dice che era una donna come tante...
Poveri fratelli, che si privano così della Mamma !
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venerdì 25 settembre 2009

444 - Messaggio Medjuogorje del 25/9/2009

Cari figli,
insistentemente lavorate con gioia sulla vostra conversione.
Offrite tutte la vostre gioie e tristezze al mio cuore Immacolato cosicchè vi possa guidare tutti al mio Figlio prediletto affinchè nel suo cuore troviate la gioia.
Sono con voi per insegnarvi e guidarvi verso l’eternità.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

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443 - Preghiera di Padre Grandmaison

Santa Maria, Madre di Dio,
conservami un cuore fanciullo, puro e limpido coma una sorgente.

Ottienimi un cuore semplice, che non si ripieghi sulle proprie tristezze,
un cuore largo nel donarsi, pieno di tenera compassione,
un cuore fedele e generoso che non dimentichi alcun bene e non serbi rancore di alcun male.
Formami un cuore dolce e umile, che ami senza esigere di essere riamato,
contento di scomparire in altri cuori sacrificandosi davanti al Tuo Figlio divino.
Un cuore grande e indomabile così che nessuna ingratitudine lo possa chiudere
e nessuna indifferenza stancare.
Un cuore tormentato dalla gloria di Gesù Cristo, ferito dal Suo amore,
la cui piaga non guarisca se non in Cielo.
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giovedì 24 settembre 2009

442 - Devozione a Maria / 1

Quando Maria ha gettato le sue radici in un'anima, vi produce delle meraviglie di grazia che ella sola può produrre perché ella sola è la Vergine feconda che non ha mai avuto né avrà mai simile in purezza e in fecondità.
Maria ha prodotto, con lo Spirito Santo, la cosa più grande che vi sia stata e vi sarà mai, che è un Dio-Uomo, e produrrà di conseguenza le cose più grandi che vi saranno negli ultimi tempi.
La formazione e l'educazione dei grandi santi che vi saranno verso la fine del mondo è riservata a lei; perché soltanto questa Vergine singolare e miracolosa può produrre, in unione con lo Spirito Santo, le cose singolari e straordinarie.
San Luigi Maria Grignion de Montfort
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martedì 22 settembre 2009

441 - O Immacolata

O Immacolata, Regina del cielo e della terra, Rifugio del peccatori e Madre nostra amorisissima Cui Dio volle affidare l indera economia della misericordia io, indegno peccatore, mi prostro ai Tuoi piedi, supplicandoti umilmente di volermi accettare tutto e completamente come cosa e propietà Tua, e di fare ciò che Ti piace di me e di tutte le facoltà della mia vita, morte ed eternità dispone pure, se vuoi, di tutto me stesso senza alcuna riserva, per compiere ciò che è stato detto di te: Ella ti schiaccerà il capo, come pure Tu sola hai distrutto tutte le eresie del mondo intero, affinchè nella Tue mani immacolate e misericodiosissime io divenga uno stumento utile per innestare e incrementare il più fortemente possibile la Tua gloria in anime smarrite e indifferenti e estendere in tal modo, quanto più possibile,il benedetto Regno del Santissimo Cuore di Gesù......
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440 - Abbracciaci Gesù

Ed ora abbracciaci Gesù e non farci più piangere, non lasciarci nella disperazione, nella notte del cuore, nel tormento di chi non riesce a veder la tua luce.
Abbracciaci Gesù, perche non siamo cattivi, siamo sciocchi e tu lo sai, stupidi a volte, non ci rendiamo conto di che cosa è il PECCATO, di quanto questo ti faccia soffrire perchè tu sai che stiamo sbagliando strada e vedi che ci allontaniamo ed hai paura per noi.
Abbracciaci Gesù,anche se non riusciamo a sentirti, stringici talmente forte che nessuno possa venire a strapparci dalle tue braccia, manda schiere di angeli a proteggerci, per togliere gli inciampi dal nostro cammino, allontana da noi chi ci induce in tentazione, non farci restare abbagliati ne' da loro, ne' dai lustrini del mondo, che brilla e svavilla tra le fiamme dell'inferno. Abbraccia le famiglie di tutti i defunti specialmente di coloro che hanno perso la vita per portare la pace, la liberta', la fede, l'amore, l'onestà, la verità , la salute, per amore dei fratelli .

Amen

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439 - Vita e amore

Quante volte ci ritroviamo abbruttiti dal lavoro, dalle avversità, dal ritmo incalzante degli avvenimenti! Non abbiamo né la forza, né l’umore, né il tempo per elevare il nostro spirito a Dio; ci sembra che tutto sia stato messo in mezzo per ostacolare la nostra PREGHIERA, questo rapporto vitale con Dio.Invece, dobbiamo fare di ogni circostanza un’occasione per pregare.Pregare vuol dire: contemplare Dio, ascoltarlo, parlargli, stabilire con Lui un’intima comunione, accedere ai suoi misteri, gustare la sua bontà, la sua grazia, sentirsi purificati, ringraziarlo, lodarlo. Quante volte Dio ci sembra così lontano, irraggiungibile, quasi dimentico di noi! Ma non è vero, può essere vero: Egli ci ama e non ci abbandona mai; siamo noi, invece, che, nella nostra limitatezza umana, non sappiamo cercarlo e avvicinarlo attraverso il potente mezzo della PREGHIERA.L’anima che non prega non ha vita: è come i polmoni che non hanno aria per respirare, come il pesce cui manchi l’acqua.Pregare vuol dire istaurare un rapporto d’amore con Dio, un rapporto tra Padre e figlio.Che nutrimento la PREGHIERA!
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Che forza dà nella giornata di ognuno di noi! Quale aiuto nell’affrontare i problemi grandi e piccoli di ogni giorno!Quando preghiamo lo Spirito Santo viene in noi per operare la nostra santificazione.Qualsiasi momento è buono per pregare: c’è chi utilizza le ore del giorno, chi quelle della notte e chi, infine, le une e le altre; ciò che però conta, è attingere in un modo e in un altro, a questa fonte di grazia e di vita, sintonizzare il nostro cuore con il cuore di Dio. Nel frastuono e nelle distrazioni della città, nell’aridità del cuore, nella stanchezza fisica, nelle depressioni morali, nel decadimento spirituale, dobbiamo trovare forza di abbandonarci a Dio con fiducia e perseveranza.Tuttavia, quando è possibile, bisogna cercare di gustare, in maniera particolare, l’incontro con Dio, nel silenzio e nella solitudine.La PREGHIERA individuale, così importante nella vita del cristiano, non esclude quella comunitaria: l’una e l’altra si completano. La Preghiera non deve essere egoistica, meschina, ma secondo la volontà di Dio, che tende alle mete più alte. AMEN!
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sabato 19 settembre 2009

438 - Signore aiuto

SIGNORE AIUTA LE FAMIGLIE DI QUELLI CHE HANNO BISOGNO.

NELLA TEMPESTA DELLA VITA VIENI LORO INCONTRO PER CONSOLARLI.
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437 - Gesù ci viene incontro...

GESU' CI VIENE INCONTRO PER AIUTARCI A SUPERARE LE NOSTRE ANGOSCIE STA VENEDO DA NOI ,ACCOGLIAMOLO COME UN RE E CI ASCOLTERA' E LENIRA' LE NOSTRE PENE .
GESU' AIUTA LE FAMIGLIE IN DIFFICOLTA' PER STRAGI, LUTTI E OGNI TIPO DI PROBLEMA,
SOLO TU PUOI CONSOLARLE.
GESU' TI AMIAMO.
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giovedì 17 settembre 2009

Memoria

Eterno riposo dona a loro o Signore e risplenda ad essi la Luce perpetua , riposino in pace . Amen

martedì 15 settembre 2009

436 - Le direttive ufficiali della Sante Sede su Medjugorje

NL Radio Maria
Lo scorso anno sono affluiti nella celebre parrocchia dell'Erzegovina 2 milioni di pellegrini da ogni parte del mondo, di cui 600.000 italiani, e circa 35.000 sacerdoti.
E' importante, sotto il profilo pastorale, che i pellegrini conoscano le direttive della Santa Sede su questo evento, di fronte alle quali eventuali posizioni contrarie sono da considerarsi opinioni personali. La posizione della Santa Sede, esplicitata in vari Documenti è stata recentemente sintetizzata da Sua Eminenza il Card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, nel libro "L'ultima veggente di Fatima" - Ed Rai-Rizzoli - pag 103-107. Sua Santità Benedetto XVI ha voluto avvalorare il libro con una sua personale prefazione.
Al riguardo il Card. Bertone ha affermato:
1. "Le dichiarazioni del vescovo di Mostar riflettono un'opinione personale, non sono un giudizio definitivo e ufficiale della Chiesa".
Questa dichiarazione taglia le gambe a tutti coloro che si avvalgono delle dichiarazione del Vescovo di Mostar per attaccare Medjugorje in nome della Chiesa.
2. "Tutto è rinviato alla dichiarazione di Zara dei vescovi della ex Jugolavia del 10 Aprile 1991, che lascia la porta aperta a future indagini. La verifica deve, perciò, andare avanti".
E' la Santa Sede che a suo tempo non ha accolto il giudizio della commissione nominata dal Vescovo e ha deciso di affidare il caso alla Conferenza Episcopale della ex -Jugolavia. Quest'ultima ha lasciato la porta aperta a future indagini, essendo le apparizioni ancora in atto. Non è vero dunque che la Conferenza episcopale della ex -Jugoslavia abbia espresso un giudizio negativo.
3. "Nel frattempo sono permessi i pellegrinaggi privati con un accompagnamento pastorale dei fedeli".
I pellegrinaggi privati sono quelli organizzati privatamente dai fedeli, o da agenzie laiche, e si specifica che è bene che siano accompagnati dai sacerdoti. Questa precisazione è molto importante, sopratutto per il servizio delle confessioni.
4. "Infine, tutti i pellegrini cattolici possono recarsi a Medjugorje, luogo di culto mariano dove è possibile esprimersi con tutte le forme devozionali".
Viene qui ribadita l'assoluta libertà dei pellegrini di recarsi a Medjugorje, specificando che la Chiesa lo ritiene un luogo di culto mariano, dove è possibile partecipare alla Santa Messa, Confessarsi, fare la Via Crucis, l'Adorazione al Santissimo Sacramento...e così via.
Questa è la posizione ufficiale della Santa Sede su Medjugorje e queste sono le sue direttive, espresse dal Cardinale Segretario di Stato e avvalorate dal Santo Padre in persona.
Mentre esprimiamo la nostra gratitudine, assicuriamo loro la nostra preghiera alla Regina della pace, augurandoci che da parte di tutti ci sia obbedienza e umile sottomissione.
Vostro Padre Livio
PS. Data la disinformazione on line su Medjugorje, fate circolare il più possibile questa news-letter
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435 - Cristo così ci amò



La terra non ha mai assistito ad un dramma di sangue più doloroso di quello che si svolse, venti secoli orsono, sul Monte Calvario.
Il Figlio di Dio,fattosi uomo per salvare gli uomini, dalle sue stesse creature venne trattato come il peggiore dei malfattori.
Gesù,condannato innocentemente,contro ogni procedura legale, spirò inchiodato sulla Croce,dopo aver perdonato gli stessi crocifissori.
Il ricordo della Passione di Gesù Cristo è uno dei mezzi più efficaci per svegliare molte anime dal torpore spirituale.



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giovedì 10 settembre 2009

434 - La preghiera

Perchè pregare?
La risposta è semplice: Per vivere.
Si: per vivere veramente, bisogna pregare.
Perchè vivere è amare: una vita senza amore non è vita.
E' solitudine vuota, è prigione e tristezza.
Vive veramente solo chi ama, e ama solo chi si sente amato, raggiunto, trasformato dall'amore.
Come la pianta non fa sbocciare il suo frutto se non è raggiunta dai raggi del sole, così il cuore umano non si schiude alla vita vera e piena se non è toccato dall'amore.
Pregando, ci si lascia amare da Dio e si nasce all'amore, sempre di nuovo.
Perciò chi prega vive veramente, nel tempo e per l'eternità.
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martedì 8 settembre 2009

433 - Il cuore dell'uomo senza Dio è il “deserto più profondo”

Gesù vuole “vincere nell’uomo la solitudine e l’incomunicabilità create dall’egoismo”

VITERBO, domenica, 6 settembre 2009 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha affermato questa domenica che “il deserto più profondo” è il cuore umano quando non si relaziona con Dio e con il prossimo.
“Si diventa allora ciechi perché incapaci di vedere la realtà – ha detto il Papa durante la Messa sulla spianata di Valle Faul a Viterbo –; si chiudono gli orecchi per non ascoltare il grido di chi implora aiuto; si indurisce il cuore nell’indifferenza e nell’egoismo”.
Il "deserto", ha spiegato il Pontefice, “può evocare gli eventi drammatici, le situazioni difficili e la solitudine che segna non raramente la vita; il deserto più profondo è il cuore umano, quando perde la capacità di ascoltare, di parlare, di comunicare con Dio e con gli altri”.
Benedetto XVI ha quindi fatto riferimento al brano evangelico di San Marco letto durante la messa di questa domenica e che narra della guarigione del sordomuto, per spiegare che “l’ardente desiderio di Gesù” è quello “di vincere nell’uomo la solitudine e l’incomunicabilità create dall’egoismo, per dare volto ad una 'nuova umanità', l’umanità dell’ascolto e della parola, del dialogo, della comunicazione, della comunione con Dio”.
Questa “umanità buona”, ha concluso, è “una umanità senza discriminazioni, senza esclusioni così che il mondo sia veramente e per tutti 'campo di genuina fraternità' nell'apertura e nell'amore per il Padre comune che ci ha creato e ci ha fatto i suoi figli e le sue figlie”.
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lunedì 7 settembre 2009

432 - Pregare

Chi prega non spreca il suo tempo, anche se la situazione ha tutte le caratteristiche dell'emergenza e sembra spingere unicamente all'azione. La pietà non indebolisce la lotta contro la povertà o addirittura contro la miseria del prossimo. La beata Teresa di Calcutta è un esempio molto evidente del fatto che il tempo dedicato a Dio nella preghiera non solo non nuoce all'efficacia ed all'operosità dell'amore verso il prossimo, ma ne è in realtà l'inesauribile sorgente.

Benedetto XVI - Lettera Enciclica Deus Caritas est
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mercoledì 2 settembre 2009

431 - Messaggio Medjugorije del 2/9/2009

Cari figli, oggi vi invito con cuore materno a imparare a perdonare completamente e senza condizioni. Voi soffrite ingiustizie, tradimenti e persecuzioni, ma per questo siete più vicini e più cari a Dio. Figli miei, pregate per il dono dell’Amore, solo l’Amore perdona tutto, come ha fatto mio Figlio, seguite Lui. Io sono in mezzo a voi e prego perché quando sarete di fronte al Padre possiate dire: 'eccomi Padre, ho seguito tuo Figlio, ho amato e perdonavo col cuore perché credevo nel tuo giudizio e confido in te'
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martedì 1 settembre 2009

430 - Dio ti ama

Dio ti ama, ti ama di un amore di cui ancora forse non ti sei mai capacitato ma Dio era lì quando sei nato e sei venuto alla sua ammirabile Luce, sei stato desiderato, scelto, e plasmato dal suo Soffio che è lo Spirito Santo.
Colui che non ha bisogno di nulla e di nessuno ti ha cretao dal nulla per amore e per farti gustare il suo Amore. Dio è colui che devi lodare giorno e notte perchè ti da l'aria da respirare, dice al tuo cuore di battere, ti ha dato l'esistenza, ti ha guidato nei momenti terribili della tua fragile vita.
E' Dio solo Dio che devi amare più di ogni amore terreno più di ogni cosa che tu possa desiderare. Solo Dio devi amare pazzamente e follemente e dare a lui i tuoi peccati, i tuoi difetti, le tue delusioni e illusioni, i tuoi dolori.
Nessuno è morto per te se non Gesù che è Dio e Uomo perfetto , Figlio di Dio, Capo e Creatore della Santa Chiesa:Primo Sacerdote.
Gesù è morto per te mentre eri nel peccato e senza avere meriti ma ti ha amato per salvarti dal male. Lui devi benedire e amare e a Lui parlare, dialogare con Lui, fidarti ciecamente di Lui, vivere di Lui.
Muore Gesù ogni giorno nella Messa per te, non essere ingrato. A Lui devi obbedire nella Chiesa e alla Madre del Cielo. Lei ha pianto ed è morta spiritualmente per causa dei tuoi peccati ma in Lei vive Gesù e la sua Volontà è Gesù e in Gesù.
Benedici Maria, Ama la Chiesa che è Dono di Dio senza la Quale non avremmo protezione nè i Sacramenti. Ama il tuo Angelo che ti guida, ti insegna la fede, la preghiera, ti sprona a pensieri buoni, a perdonare , ad andare a Messa.
Quanti amici hai, quanti fratelli.
Loda Dio per tutto perchè se ci pensi ha sempre cose e motivi sempre nuovi per lodare Dio tuo Papà!
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429 - Che cosa sei venuto a cercare?

«Che cosa siete venuti a cercare?
O, meglio, chi siete venuti a cercare?
La risposta non può essere che una sola:
siete venuti a cercare Gesù Cristo».

PERCHE':
 
«E' Gesù che cercate quando sognate la felicità;
è Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate;
è Lui la bellezza che tanto vi attrae;
è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso;
è Lui che vi spinge a deporre le maschere che rendono falsa la vita;
è Lui che vi legge nel cuore le decisioni più vere che altri vorrebbero soffocare»
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Medaglia di San Benedetto